Angelo Ilario Domenico ORLANDO
La scheda
- Nato a Guardiagrele il 4 agosto 1949;
- Sposato, un figlio;
- Ex docente di lettere c/o Liceo Scientifico - Lanciano;
- Consigliere Comunale a Guardiagrele per due Consigliature;
- Presidente del Consiglio Regionale dell'Economia e Lavoro Abruzzo dal 1997 al 1999;
- Senatore della Repubblica nella XII Legislatura;
- Consigliere Regionale per due Consigliature;
- Già Segretario della Federazione PRC di Chieti;
- Membro del Collegio Nazionale di Garanzia dal 1996 al 1999;
- Membro del Comitato Politico Nazionale dal 1999 al 2002;
- Attuale Consigliere Provinciale di Chieti da giugno 2009.
I miei perché...
Musica politica ed associazioni
E' stancante continuare a vedere che si invalidano ragionamenti per la sola colpa di essersi fermati, di aver riflettuto, di essersi detti, per altro con il conforto della ragione del poi, che non valeva la pena. Perché di fatto è qui, in un minestrone di parole e carne di cavalli perdenti, che posso ben mettere un po' tutto, e se non tutti, molti. Menestrelli, cantieri ed associazioni: tante teste e riconosco in alcuni anche buone intenzioni. Ma l'intenzione senza un'anima ha ben poco motivo d'esistere ed ancor meno ne ha l'azione.
Il cantiere è si abitato da qualcuno, di poco peso oltretutto, che veste un disinteressato desiderio di cambiamento, sebbene come nel caso di Danilo, senza un'idea chiara di quale possa essere. Ma chiare e nitide si sono percepite nel tempo motivazioni per altri assai più importanti; rivincita, rivalsa, riscossa di un orgoglio ferito. Nel cantiere molti lavoravano non per cambiare il sistema, ma per cambiare semplicemenete chi ne è a capo. La logica che scorgo nitida dietro l'attuale politica delle scelte conforta questa mia impressione e sconforta se per un attimo torno a pensare a quanto il mio impegno di fatto sia stato funzionale, negli ultimi periodi di scrittura, più alle rivalse che alle rivolte. Destituire il regnante, il feudatario e sostituirlo con un'altro: l'ho sentito chiaro nelle parole di esponenti d'ogni partito di centrosinistra e sarà, per certo, fondamento della campagna elettorale di qualunque candidato di centrodestra.
Mi si parla tanto di impegni presi e mai mantenuti. A parlarne è un'esponente di rifondazione. Danilo però dimentica gli impegni presi dal suo partito, in particolare nella persona di
Nicola Tinari, il quale attraverso Angelo Orlando, s'era preso l'impegno di fornirmi la documentazione per trattare il discorso acqua in maniera dettagliata. Doveva arrivare prima
delle provinciali, ma poi evidentemente nel tempo, si è capito che non mi si poteva addomesticare e quindi se n'è fatto nulla. Eppure Angelo Orlando dopo l'incontro organizzato da
Rifondazione sul tema della scuola, mi aveva detto che sull'acqua c'era da dire parecchio, e non cito tra virgolette, perché di tempo ne è passato assai, se non erro parlò di vera e
propria truffa.
Poi discorsi sul perché non si arrivò all'accordo nelle precedenti elezioni quando si barattava in cambio della rinuncia alla candidatura di Donato Colasante qualche posto nelle liste
(quindi nessuna controversia sui programmi allora), venuti fuori casualmente durante una riunione del cantiere mi hanno fatto venire i brividi per la logica che presupponevano.
Persino Gianluca Primavera è stato invitato qui a parlare più volte di un discorsco che lui diceva di conoscere nel dettaglio, ovvero lo scandalo FiRA. Nulla di nulla e perché mai?
Argomenti che avrebbero certamente aiutato la gente, nel rispetto di ogni visione politica che sarebbe certamente venuta fuori, a riflettere su aspetti che appaiono lontani e confusi
ma che sono di vitale importanza per evitare che le scelte venissero e vengano guidate solo dalla manutenzione, che comunque resta importante, della strada del proprio quartiere.
Sicuro, Danilo, d'esser stato il primo a rimaner deluso? Sicuri, voi altri, di rappresentare un vero cambiamento? Sicuri che io non abbia avuto ragioni e motivi di fermarmi e
riflettere? Sicuri che il mio parlare sia basato sul nulla e risulti infame ed ingrato?
A me spiace che nel mio accostarmi, interessarmi ad argomenti simili, nel mio esprimere idee, costruendo nel tempo così un luogo di confronto che seppur virtuale penso abbia fatto molto più del cantiere stesso per la coscienza di piccoli frammenti della nostra cittadina, di fatto non ho visto i presupposti di lanciarmi in una carriera politica, cosa che invece è evidente interesse di altri operanti ad esempio in associazioni cosiddette culturali, religiose o giovanili. Non sapevo che l'espressione di opinioni e giudizi comportasse un contratto morale ad una candidatura in una mia lista o al servizio anche in veste di semplice non belligerante, di cause politiche altrui. Sono sconcertato nell'accorgermene con grave ritardo. Sebbene la tentazione verrebbe a chiunque, ed anche a me dunque, io ho più volte ribadito che la mia candidatura era da escludersi perché non posseggo requisiti di conoscenza che credo siano basilari nell'accostarsi ad un ruolo importante, finanche da semplice consigliere. Non mi piace esser "pilotato" e per evitare ciò, conoscenza tecnica di base e cultura solida sono essenziali.
Ma ancor prima, questo era il sito di un gruppo. I menestrelli di Graelion. I menestrelli che eran già morti prima che il silenzio li sciogliesse. Danilo chiede per quale motivo ho
lasciato i menestrelli...Io?
Quando, tra aprile e giugno i componenti della band hanno deciso di intraprendere progetti paralleli che hanno praticamente monopolizzato il loro tempo, costringendoci ad esibizioni
live pietose e rimediate, a corto di prove o con preparazioni precarie di una settimana, chi diremo ha mollato chi? Quando mandai loro una mail rabbiosa, delusa, nella speranza
di provocare una qualche reazione che rompesse un silenzioso stallo d'abbandono e nessuno ha mai preso (a parte Simone) la palla al balzo per discuterne i contenuti: chi ha lasciato
chi? Quando, dopo il concerto di Rapino ho smesso di cercarli per fare le prove, per saggiare l'interesse ad un proseguimento del progetto che io non avvertivo più da parte loro e la
prima notizia l'ho ottenuta da terze persone diverso tempo dopo le quali mi dissero che parlando con uno dei menestrelli avevano saputo che ci eravamo sciolti (altri l'hanno saputo
prima di me!)...chi ha lasciato chi?
Per quanto riguarda Punto Giovani, è cosa certa che le precedenti esperienze sin qui narrate abbiano influito non poco nel mio allontanamento. D'altronde li, lo stato pietoso in cui versava il laboratorio e con esso l'attrezzatura che avevo messo a disposizione, mi mostrava anche quello che è forse l'unico vero fallimento "oggettivo" che mi sento di accollarmi, perché li mi ero preso un impegno formale. Ho compreso questo, mi sono fatto da parte ed ho deciso di passare il testimone a ragazzi che spero riescano in ciò che a me non è riuscito: coniugare il "caos" necessario all'arte, con l'ordine necessario alla sopravvivenza di una struttura che continuo a definire di vitale importanza, come il laboratorio.
A Danilo, a Pulveris e a chiunque pensi che io abbia perso diritto di parlare solo perché mi sono allontanato da tutto questo (ed altro), o perché non mi propongo in prima persona come candidato di qualche improbabile lista, io dico solo che il mio mestiere, almeno qui, non è mai stato quello di spianar la strada politica a me stesso o a qualcun'altro. Per me la politica tornerà tale quando si tornerà a discorrerne liberamente, confrontando idee e fatti, creando a catena un coinvolgimento collettivo che possa rendere più consapevole la massa (ed ovviamente se a farlo non è un privato cittadino come me, ma un partito o una coalizione, che non ci si limiti al prendere visione dei pareri, ma si dia peso decisionale alla gente). Bisogna risvegliare quella massa che ignora tutto ciò che c'è, ma non si vede, nello spazio che va da Berlusconi a Palmerio, e che non ha mai compreso di essere ago della bilancia nella scelta tra suddito e cittadino. Ed è qui che critico il cantiere: con la scelta di decidere in segreteria, si sono creati "sudditi consapevoli", non cittadini. Con questo modus operandi si uccide quella consapevolezza, quella coscienza che porta a farsi carico di scelte individuali controcorrente, come rischiare l'onestà di tanto in tanto anche quando non conviene, che è il primo e basilare cambiamento da mettere in atto, nonché il più difficile, ed io lo so da me, perché talvolta io stesso ne perdo coscienza.
Forse andrò via, forse rimarrò; forse tornerò a scrivere qui, forse lo farò altrove, forse smetterò. Ora non importa più di tanto: ora importa solo il fatto che qualcuno voleva
risposte e le ha ottenute anche se non gli piacerà leggerle. Non ho intenzione di litigare con alcuno, non ho mai dato le mie colpe agli altri e dunque si leggano queste parole non
come un "è colpa vostra!" rivolto al mondo. Poiché seppure oggettivamente non penso vi sia nulla da imputarmi, soggettivamente la colpa è mia, della mia debolezza e fragilità, dei
miei incorreggibili punti deboli, che son forza in arte, ma totalmente inutili in vita.
Ciò che spero è invece che si comprenda il perché delle mie scelte ed opinioni che vanno rispettate e non necessariamente condivise così come le idee dell'ultimo degli ubriaconi, che
a volte sbandando sul sentiero della follia inciampano in una perla di saggezza.
"Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato
spiacere è il mio piacere, io amo esser odiato!
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza, io non perdono e tocco!"
Filastrocca del cantiere
Qualunquista: che parola cara all'ambiente di sinistra!
Qualunquista: che parola cara all'ambiente di sinistra!
cara perché divenuta un'arma assai efficace
a far tacere il nemico che, tra i tanti, meno piace.
"Chi sarà mai?" - direte voi - "il nemico che vien da destra?"
niente affatto! Quello non nuoce, anzi: si presta.
Al cotrario: "sei cattivo perciò ti stimo, quindi resta!"
"E chi è rimasto, se nulla esiste fuor dal bipolarismo?
Chi bisogna temere più del fascio che ritorna?"
E' presto detto: la gente che per difetto ragiona e parla.
Non si dica mai! è un così indegno ed ingrato oltraggio!
Sinistra è libertà d'espressione fin dal principio,
che tu sia un uomo umile o che tu risieda in municipio.
"E' una calunnia bella e buona!" mi direte allora in coro,
ma ascoltate un attimo prima di sentenziare
se alla morte del silenzio, qualcuno, si possa condannare.
Poiché i signori ieri così forniti d'illuminante innovazione
pare abbian abdicato stradafacendo quel proposito
d'inventarsi in democrazia che a decidere fosse il popolo
"dove finirebbe il partito e noi con esso" - si saran detti -
"se ci pieghiamo a far decidere chi risiede in basso?
Si rischia che chi di noi non è capace, finisca a spasso!"
O forse fu paura di chi, meglio di loro, ha da offrir dall'alto?
Fatto sta, che dopo mesi e mesi di lotte e dicerie,
a decider non è la gente, ma le solite cinque segreterie.
Che ne diciate voi di giudicar sarò sempre uomo degno,
su ciò che leggo, vedo e su ogni vostro disegno.
Infine ricordo a voi quel che da sempre qui è il mio motto:
"al fin della licenza, io non perdono e tocco!"



















