Bucchianico: incontro sulla deriva petrolifera con Maria Rita D'Orsogna.
mercoledì 8 giugno ore 18:00
Il problema è ancora lì. Per ora, la Regione Abruzzo, nonostante la risoluzione votata dal consiglio in data 27-01-2009, con la quale la giunta Chiodi si prendeva l'impegno di presentare entro 45 giorni un ddl che modificasse l'attuale legge impugnata dal governo dinanzi alla corte costituzionale, non è stato fatto nulla.
Dalle elezioni regionali ad oggi, questa impugnazione, volta ad annullare l'unica legge (scritta con i piedi) che difende il territorio sia dalla costruzione del Centro Oli, sia da nuovi insediamenti petroliferi, è l'unico vero atto ufficiale sul tema petrolio che la politica abbia prodotto per l'Abruzzo.
Per conoscere gli sviluppi più recenti della situazione, per ascoltare con le proprie orecchie le reali minacce che i nostri territori subiscono appuntamento l'8 luglio a Bucchianico con Maria Rita D'Orsogna.
P.S. Non volevo far pubblicità ad alcun partito, ma dato che c'è chi sostiene che mi sono inventato la risoluzione che cito nel post, aggiungo copia in word dell'interpellanza al consiglio regionale presentata il 25 giugno 2009 dai consiglieri Camillo D'Alessandro e Claudio Ruffini.
Il senato regala l'Abruzzo ai petrolieri.
passa il ddl 1195 ex 1441. Ora si attende solo la ratifica finale della camera.
Passa il ddl 1195, il famigerato ex ddl 1441 che abbiamo trattato diverso tempo fa e nessuno ne parla. La stampa regionale e nazionale dorme dinanzi ad uno scempio legislativo che ora attende solo l'ultima ratifica della camera prima di produrre i suoi effetti devastanti.
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L'Eni appalta lavori per 200.000 euro all'azienda del Sindaco di Ortona.
Il sisma non ferma i piani dei petrolieri.
Così come sospettavamo un po' tutti, il terremoto è una tragedia che offre un irripetibile diversivo per chi vuol portare avanti affari all'insaputa dei cittadini. I giornali, ad esclusione di Prima da noi che riprende la notizia direttamente dal blog www.apocalisseitalia.it, non trattano l'argomento, ma pare che la ditta del sindaco di Ortona, Fratino, si sia aggiudicata un 'appalto per lavori non meglio specificati per 300.000 euro. Chi le ha affidato l'appalto? L'Eni ovviamente.
Daniele Toto coordinatore regionale PDL?
Una candidatura "petrolifera" alla guida del partito di maggioranza in Abruzzo.
Un'altro segnale che le dichiarazioni di Chiodi in merito al centro oli non devono rassicurare assolutamente nessuno e che urge assolutamente una movimentazione popolare massiccia.
Ricordate Daniele Toto? E' quello che da assessore al comune di Pescara diede appalti a coperative sociali finite poi sotto le attenzioni della magistratura; quello che alle comunali successive fu trombato e che per questo ha raggiunto il punteggio necessario nel PDL per approdare direttamente in parlamento. Quello dell'interrogazione parlamentare in cui si chiedeva al governo come mai si potesse consentire ad una regione di bloccare un progetto (centro oli Ortona) che ha tutte le autorizzazioni.
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Abruzzo Nucleare
il consiglio regionale boccia la risoluzione contro il nucleare dell'opposizione.
ABRUZZO. L’Abruzzo non sarà una regione denuclearizzata. Così si è espresso il consiglio regionale, riunitosi ieri, dichiarando, di fatto, l’eventuale disponibilità ad ospitare una centrale nucleare sul territorio abruzzese in futuro. (leggi l'articolo:Abruzzo: dopo il petrolio potrebbe arrivare anche il nucleare?)
Prima del voto era abbastanza evidente come scegliere Chiodi, ovvero Berlusconi, fosse l'equivalente del pirla che in piena notte, in una casa dove c'è un mostro orrendo che ha già squartato e divorato tre o quattro inquilini, decide di scendere in cantina con la torcia a vedere "cosa succede".Il filmato va avanti con una trama monotona, annoia e farebbe sbadigliare se i protagonisti di questo Horror non fossimo proprio noi.
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Gli interessi dell'Eni da Nassiriya all'Abruzzo.
4 anni fa l'inchiesta di RaiNews 24 svelava i reali scopi della nostra missione "umanitaria".
Ieri sera, di sfuggita, facendo altre ricerche riguardanti l'Eni ed il petrolio, nel tentativo approfondire ed aggiornare la nostra situazione regionale, mi sono imbattuto in diversi titoli, su google, che associavano il dramma di Nassyria all'Eni.
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Petrolio - Febbo: un nome una garanzia...di disastri.
il disegno di legge presentato da Febbo è solo una parcella elettorale.
Mauro Febbo, un nome una garanzia...di disastri. Oggi alla stampa, trionfale da l'annuncio di un ddl che impedirà il centro oli di Ortona. Di fatto, il semplice pagamento di una parcella elettorale ed il via libera a tutti gli altri impianti meno blasonati (che andranno "concordati" con gli enti locali). Il tutto, a quanto pare, nel solito modus operandi della politica italiana: senza consultare esperti, scienziati, cittadini.
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Mille balle blù: i miliardi del CIPE, 70 mln per la Sanità, No al petrolio.
la realtà dell'Abruzzo oggi è ben altra.
Tutti ricordiamo gli slogan elettorali di Berlusconi qui in Abruzzo. Ricordiamo i miliardi che il Premier promise in campagna elettorale di far giungere alla regione attraverso il CIPE, che poi non si sono visti.
Ma i "furti" del Diabolik di Arcore non finiscono qui.
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"CIVITAQUANA": L'ombra nera del petrolio sull'Abruzzo.
i documenti dell'assalto dei petrolieri
Mi è giunto un comunicato dal Comitato abruzzese del paesaggio sulle attività petrolifere recentemente autorizzate in Abruzzo ed attualmente in essere. Attività che erano state smentite dall' l’Ing. Ezio Faieta, Dirigente del Servizio Attività Estrattive e Minerarie della Regione Abruzzo.
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Petrolio e Turismo: convinvenza impossibile!
Incontro sulle minacce della petrolizzazione a Lama dei Peligni.
La questione petrolifera continua ad essere una questione vitale per il nostro territorio. I politici ne stanno parlando poco, nonostante sia stato un punto nodale della campagna elettorale, ma la società civile, in rete continua ad organizzarsi ed il lavoro di sensibilizzazione ed informazione dei comitati prosegue, con anzi, un aumento di associazioni spontanee in tutto L'Abruzzo.
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Teramano e pescarese nelle mire di Eni e Petrolceltic!
l'incubo petrolio è tutt'altro che svanito.
Il 17 dicembre 2008 il governo ha dato il via libera all'istanza per l'estrazione di idrocarburi nella zona di Pineto-Atri e Citta S.Angelo. Il 18 dicembre, lo stesso governo ha impugnato la legge regionale che rappresentava, seppur piena di imperfezioni, l'unico ostacolo normativo alla costruzione della raffineria denominata Centro Oli in contrada Feudo ad Ortona ed ai progetti dell'Eni e di altre compagnie petrolifere sul nostro territorio.
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Termovalorizzatori dopo aver raggiunto il 40% di differenziata...
ed aver abolito la legge che fissa il limite del 40% di differenziata.
«la strada percorrere e' quella della raccolta differenziata ma sopratutto dei termovalorizzatori come accade già da tempo in altre regioni e su questo argomento provvederemo a rimuovere la legge che impedisce anche di parlare di termovalorizzatori».
Gianni Chiodi su Prima Da Noi del 7 gennaio»Leggi il resto...
Centro Oli: sindacati della disinformazione.
"Il Centro" da spazio ai vaneggiamenti dell'RSU
Quello che leggo su Il centro di oggi mi lascia sgomento. Leggo della protesta dei lavoratori dell'Eni che accusano politici e comitati ambientalisti di aver fatto fuggire l'azienda dall'Abruzzo.
Sebbene comprensibile questa rabbia e questa paura per posti di lavoro a rischio (150, un'inierzia rispetto a ciò che la crisi sta provocando in altri settori), trovo che il
pubblicarla senza integrare alcune dichiarazioni con qualche ndr (esistono per questo! ndm) che magari, pur rispettando la posizione di chi protesta, sia abbastanza imprudente.
Chi legge potrebbe pensare che codesti signori dicano cose vere e sensate.
I dipendenti Eni se la prendono con tutti. Politici, cittadini, esponenti religiosi, comitati ambientalisti. Persino l'amministrazione comunale di Ortona, roccaforte della difesa per
la costruzione della raffineria in contrada Feudo, viene additata.
cito dall'articolo:
"La crisi non è stata determinata solo dala congiuntura economica negativa, ma anche <<dalla decisione della Regione Abruzzo di bloccare le attività di estrazione e produzione sul territorio locale>>
[...]
Per il coordinamento Rsu, l'Eni è stata <<cacciata a pedate da politici locali, legati agli interessi di bottega delle singole comunità>>, nonostante a sostegno del Centro Oli esistano delle <<relazioni tecniche del Mario Negri Sud, due sentenze del TAR, la delibera del Consiglio Comunale di Ortona ed il favore del movimento imprenditoriale e sindacale>>
[...] In questa vicenda, sempre secondo il coordinamento Rsu, istituzioni ed autorità religiose avrebbero dovuto esercitare il ruolo di <<garanti superpartes>> e tutto doveva essere ricondotto ad un ambito puramente tecnico, senza fare del Centro Oli un motivo di <<guerra ideologica o crociate ambientaliste o, ancora, tema di campagna elettorale>>.
[...] Eni ed altre aziende che producono ricchezza lasciano l'Abruzzo e si insediano in altre regioni, amministrate da <<classi dirigenti più lungimiranti>>.
Le integrazioni di cui parlavo prima sarebbero riguardo alcuni passaggi come ad esempio quello su chi aveva dato parere positivo. Viene citato il Mario Negri Sud il quale invece ha innanzitutto certificato che il Centro Oli si basa su un progetto obsoleto per le tecnologie predisposte e poi che l'impatto sull'economia agricola di quell'impianto sarebbe stato devastante, così come sul turismo e la salute (dato ciò che avrebbe emesso in atmosfera). E' falso, di conseguenza che tale impianto aveva trovato il favore del settore imprenditoriale. Il settore imprenditoriale, naturalmente escluso quello interessato al potenziale indotto creato dalla raffineria e rappresentato da Confindustria, è nettamente contrario. Il Consiglio Comunale di Ortona poi si è espresso a favore, ma c'è un bell'articolo su prima da noi che mostra come il sindaco Fratino sia in netto conflitto d'interessi nella circostanza.
Il coordinamento Rsu poi se la prende anche con l'unica casta che sino a quando l'opinione pubblica non è stata informata sui danni che avrebbe causato il centro oli, l'ha
sempre avallato, silenziosamente: ovvero la Politica. Stando ai rapporti delle multinazionali, la Regione Abruzzo è una regione "a basso rischio politico"
quindi una regione dove la politica è tutt'altro che ostile (specie se la si sa convincere con i giusti strumenti).
Non è stata la politica di sua spontanea volontà a fare del Centro Oli un argomento di battaglia politica. E' stata l'opinione pubblica ad imporre alla politica
(persino al Premier Berlusconi tutt'altro che ambientalista) di escludere quella struttura dal futuro dell'Abruzzo e di prendersi questo impegno formalmente in campagna elettorale
(che ovviamente Berlusconi saprà ben ritrattare come già sta facendo impugnando il provvedimento di sospensione del progetto).
Prima di definire "Lungimirati" i politici di altre regioni come la Basilicata, i signori dell'Rsu dovrebbero andare a fare un viaggio d'istruzione in quella regione e vedere con i loro occhi il "progresso" garantito dal petrolio. Il PIL della regione potrebbe subire, a causa dell'abbandono delle multinazionali petrolifere un crollo? Non penso, dato che ciò che non si investe in petrolio, si investe in altre forme di approvigionamento energetico. C'è solo una sostanziale differenza: Il Pil prodotto dal Petrolio interessa pochissimi (spesso stranieri) che si arricchiscono in maniera oscena, a fronte oltretutto, in Abruzzo, di Royalties ridicole; il Pil prodotto dalle rinnovabili, per ora affatto interessate da situazioni monopolistiche o di cartello, si distribuisce tra le popolazioni locali, tra le aziende che fioriscono in un mercato nuovo.
Se la politica e le istituzioni avessero svolto seriamente il ruolo di garanti "superpartes" richiesto dall'Rsu, del Centro Oli non si sarebbe mai neanche presa in considerazione la proposta. Ragionando sui dati tecnici, sull'impatto che avrebbe sulla economia del territorio e sulla salute pubblica, una Raffineria con tanto di oleodotti e piattaforme (quest'ultime in parte già sorte) nell'ortonese, nel vastese e nel teramano, lungo la costa e nell'entroterra della Maiella, sarebbero state proposte valutate come sconvenienti per usare un eufemismo.
Il coordinamento Rsu non solo decisamente disinforma su questo tema (o perché disinformato a sua volta, o perché interessato a disinformare) ma mostra anche di avallare una logica in cui 150 lavoratori e gli utili delle Multinazionali, dovrebbero contare più della sopravvivenza e del futuro di un'intera regione che se fosse lasciata (come loro vorrebbero) in mano ai petrolieri, nel giro di due decenni al massimo sarebbe morta.
Mi chiedo solo: cosa è stato promesso a costoro per muoversi in direzione ostinata e contraria ad ogni principio di buonsenso e di interesse collettivo?
"Se muoio di Cancro è stato un omicidio!"
A Falconara la raffineria Api uccide.
Prendo dal sito di Maria Rita D'Orsogna questo comunicato dei Comitati Civici di Falconara a seguito di uno studio promosso dalla regione
sull'impatto della raffineria dell'API sulla salute della popolazione di Falconara. Uno studio che ha evidenziato come nella zona siano aumentati i casi di
tumori, cancri, leucemie ed altre patologie gravissime e mortali.
Un motivo in più per riflettere e rifiutare qualunque progetto petrolifero nella nostra regione, IN TUTTA la nostra regione.
Dal sito dei
Comitati Civici di Falconara:
I Comitati ed i cittadini che nel 2004 consegnarono alla Regione Marche 3.500 firme di falconaresi che chiedevano la realizzazione dello Studio Epidemiologico, ringraziano la Regione, l’ARPAM e l’Istituto Nazionale Tumori di Milano per aver realizzato questa importantissima Indagine.
Seppur da approfondire ulteriormente soprattutto per la ingiustificabile mancanza, ancora, di un Registro Tumori Provinciale, l’Indagine ha inequivocabilmente confermato l’ipotesi che ha giustificato il lavoro degli Epidemiologi: il sospetto che nel periodo dal 1994 al 2003 vi sia stato un aumento della mortalità attesa nelle aree circostanti la raffineria API (Comuni di Falconara M.ma - Chiaravalle e Montemarciano) per l’esposizione di tipo acuto e di tipo cronico a benzolo e altri idrocarburi policiclici aromatici di riconosciuta azione oncologica!
Tutte quelle persone che si sono ammalate e sono morte per leucemia e tumori del sistema emolinfopoietico non dovevano subire quella sorte e, come ha dichiarato il Dott. Andrea Micheli - Epidemiologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano - esse “rappresentano la punta dell’iceberg”!
UN ICEBERG DI SOFFERENZA NON DOVUTA ma che oggi, ancora, non è dato conoscere per la mancanza di un Registro Tumori provinciale che avrebbe potuto conteggiare anche i casi di tutte le persone che si sono ammalate delle stesse patologie ma, FORTUNATAMENTE, si sono guarite!
Un altro aspetto allarmante che il Dott. Andrea Micheli ha confermato è che “a Falconara Marittima non c’è il calo delle malattie respiratorie rispetto al calo delle stesse nel resto della Provincia di Ancona“, constatazione già avanzata dal Dott. Luigi Gasparini (Medico per l’Ambiente ISDE) nel convegno di Medicina Democratica tenutosi a Falconara a Dicembre 2007!
I Comitati, alla luce del parziale risultato dell’Indagine Epidemiologica, ritengono necessario - da subito - fare PREVENZIONE PRIMARIA SULLA SALUTE e, dunque, applicare il principio di precauzione di fronte al rischio confermato dall’indagine!
Se non sarà seguito il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE l’Area ad Alto Rischio di Ambientale in cui viviamo rischierà di diventare come l’area di Gela, in Sicilia, (vedi articolo) o come il cosiddetto “triangolo della morte Augusta - Priolo - Melilli” dove per decenni, in nome di uno stolto sviluppo, si è ignorato che la continua aggiunta di industrie nocive e pericolose stava accumulando sulla salute della gente veleni ed effetti devastanti perfino sui nascituri (malformazioni cardiovascolari, agli arti, all’apparato digerente, ai genitali esterni).
Ad Augusta c’è un parroco - Don Palmiro Prisutto - in prima fila per la tutela della salute che indossa sempre una maglietta con su scritto “SE MUOIO DI CANCRO E’ STATO UN OMICIDIO!”
Da parte dei cittadini di Falconara Marittima e dell’AERCA forse è giunta l’ora di indossare una maglietta simile. Nel frattempo i Comitati di quartiere si impegnano:
- da subito, come nel 2004, a promuovere e sostenere con una iniziativa popolare l’attivazione del Registro Tumori Provinciale!
- Affinché l’Indagine Epidemiologica sia portata a totale compimento.
- A continuare - senza tregua - la lotta intrapresa con i cittadini dell’ASSEMBLEA PERMANENTE NO CENTRALI API contro il progetto di costruzione di due nuove centrali termoelettriche!
Horror Tour sul fiume Saline
Depuratori mal funzionanti e scarichi di sostanze nocive.
Rimaniamo in tema di scempi ambientali e fiumi inquinati da scarichi di sostanze tossico nocive e di sciagure ambientali.
Il filmato che vi propongo è preso dal sito del Comitato abbruzzese per il paesaggio. Il fiume in questione è il Saline che
sfocia a Montesilvano e quello che potete vedere nel film è l'Horror tour organizzato dai comitati ambientalisti lungo questo fiume.
Gli ambientalisti hanno riscontrato tra le altre cose problemi con i depuratori, con quantitativi di feci di molto sopra la norma e livelli importanti di diossine, zolfo e
sostanze tossiche producendo un dossier il cui sunto potete trovare in questo articolo su prima da
noi.
Sulla base di quel dossier le associazioni ambientaliste hanno fatto le seguenti richieste alla precedente giunta Regionale.
1. Immediata verifica sul campo da parte di Regione Abruzzo ed Arta degli interventi in atto nel SIN;
2. I Comuni seguano l’esempio di Torrevecchia Teatina che ha inserito le procedure nell’ambito dell’iter attuativo del Piano Regolatore del Comune;
3. Chiudere immediatamente le stradine di accesso ai due fiumi per evitare lo scarico di rifiuti e siano approntati sistemi di sorveglianza, anche remota;
4. Convocare i due Comitati per la Sicurezza Pubblica provinciali per coordinare l’azione preventiva e di repressione delle forze dell’ordine per evitare un
peggioramento ulteriore della situazione ambientale delle due aree;
5. Sospendere la pesca lungo i due fiumi, considerato che i pesci sono bio-accumulatori eccezionali;
6. Far predisporre dalle Asl competenti piani di monitoraggio sui prodotti agricoli coltivati nel Sito di Interesse Nazionale;
7. Organizzare assemblee in tutti i comuni interessati per spiegare alla popolazione la situazione ambientale dei due fiumi e le regole che riguardano un Sito
di Bonifiche Nazionale;
8. Procedere con il Commissariamento o con la denuncia all’autorità giudiziaria per tutte quelle omissioni che sono emerse o stanno emergendo;
9. I sindaci facciano rispettare le ordinanze sanitarie riguardanti quest’area, visto che si tratta della salute delle persone; durante i diversi sopraluoghi svolti nell’area della
foce del Saline in territorio di Città S. Angelo è emerso che decine di persone, compresi molti bambini, utilizzavano l’area per fare il bagno nonostante il divieto
di balneazione;
10. Far sì che l’Arta sia dotata della strumentazione adeguata per condurre tutte le analisi necessarie, visto che, ad esempio, per le diossine è costretta
a rivolgersi all’esterno.Le organizzazioni ribadiscono quanto già richiesto durante le riunioni che si sono svolte presso la Regione Abruzzo:
In ultimo vi segnalo, sempre sullo stesso sito, un pezzo che riguarda altri 8 centri commerciali che
verranno costruiti nella zona di Sambuceto ed un pezzo che riguarda anche l'edilizia paesaggistica urbana del centro
storico di Guardiagrele. Su quest'ultima cosa non conoscendo bene la materia non mi pronuncio ed è la inserisco per semplice segnalazione. Se qualcuno magari passando ha maggiori
spiegazioni posti pure un commento.
Buona lettura a tutti
Lo scempio del fiume Pescara.
Ma Franco Caramanico dove diavolo era?
Il commissario dunque. Nome Adriano, cognome Goio, ex sindaco di Trento. Ha pieni poteri sul fiume Pescara e affluenti. Regna su un terzo delle acque abruzzesi, una delle regioni più ricche di oro blu. Chi l'ha voluto? Ottaviano Del Turco, l'ex presidente della Commissione parlamentare antimafia che, eletto governatore, ha chiesto al governo - allora di centrodestra - di dichiarare un non meglio specificato stato di "emergenza socio-economico-sanitaria" per il degrado del fiume Aterno-Pescara. Tutto comincia allora.
È l'inverno del 2006 e l'idea piace al Cavaliere, che pure sta per decadere causa elezioni anticipate. Gli piace al punto che la approva come ordinanza, all'ultimo minuto della sua permanenza a Palazzo Chigi, la sera del 9 marzo 2006. Il provvedimento è sul sito del consiglio dei ministri, porta il numero 3504, l'ultimissimo del governo. Da nessuna parte si chiarisce il senso dell'emergenza. Chiarissima, viceversa, la fretta. Come per un debito d'onore.
Oggi si vocifera di un passaggio di Del Turco al Pdl? Roba vecchia, ti dicono a Pescara. Tra l'orso marsicano e Berlusconi l'idillio cova da tre anni. I fiumi non mentono. Difatti il commissario - confermato dal successivo governo di sinistra - ha carta bianca sul territorio. Può fare a meno di valutazioni di impatto ambientale e derogare dalla legislazione italiana ed europea. Oggi risponde a una sola persona: Silvio Berlusconi, che diventa monarca delle acque d'Abruzzo.
Questa è solo una parte del viaggio negli orrori del fiume Aterno Pescara estrapolata da un pezzo di La Repubblica.it
Lo scempio della discarica tossica della Montedison che doveva esser messo in sicurezza e che invece è ancora li a cielo aperto. Gli ipermercati sorti misteriosamente
in zone a massimo pericolo di esondazione, dove i costi per i terreni erano bassissimi proprio perché non edificabili. Megalò, ribattezzato Regalò
per via di questo motivo, invece ha ottenuto le autorizzazioni, prima con il governo di Pace e poi con Del Turco.
Più a valle una centrale per produrre energia, un mostro che sfruttando la bassa spinta delle correnti, non sprigiona neanche l'energia di una pala eolica. Sempre
nella stessa zona, si stanno ultimando i permessi per la costruzione del più grande centro commerciale d'Italia, una cosa mai vista prima, una colata di cemento e
costruzioni improbabili da 1 milione di metri quadrati. Una vera e propria città con tanto di autodromo.
Robe allucinanti che non voglio sintetizzare, perché l'articolo linkato sopra, le racconta nei minimi dettagli.
Nel frattempo, dato che Franco Caramanico è stato anche rieletto: lui, di tutto questo scempio ovviamente non sapeva nulla...vero? Come non sapeva nulla di
Del Turco che arriva a commissariare un intero fiume con il benestare di Berlusconi. L'emergenza che giustifica la richiesta per forza di cose è passata dalle
sue mani, sotto i suoi occhi, sotto il suo naso. Ma come la delibera incriminata, come tutto ciò che è accaduto nella sanità negli ultimi tre anni, Caramanico non ha
visto ne sentito nulla.
Questa è una vera porcata che immaginiamo bene, La Repubblica ha voluto render nota solo dopo il voto per limitare i danni nell'annunciata sconfitta del
PD. Se questa roba fosse stata pubblicata due settimane fa, o anche una settimana fa, Caramanico in Regione non ci sarebbe tornato neanche per pulire i bagni del
Consiglio.
Guardo l'Abruzzo, guardo cosa sta diventando ed oltre alla tristezza di ciò che vedo inizia a venirmi una sorta di vergogna per l'esser guardiese e l'aver avuto,
negli ultimi tre anni, come concittadino un assessore all'ambiente che mentre tutto ciò accadeva, dal centro oli, alle trivellazioni in mare, allo scempio del Pescara commissariato
dalla sua giunta, taceva o sproloquiava, per pura difesa di consenso. Errore anche nostro che ci siamo concentrati solo circa i vaneggiamenti
riguardanti un potenziamento dell'ospedale di Guardiagrele che appare impossibile semplicemente guardando, anche solo da lontano, il piano di rientro dalla sua giunta
firmato. Non è per qualcosa di personale, ne per mio diletto ma per semplice giustizia: questo articolo l'avrei voluto avere tra le mani due settimane fa. E' pazzesco
aver rieletto un consigliere che ha dimostrato quantomeno di non essere in grado di rappresentare e tutelare gli interessi dei suoi elettori. Sarà ancora li, altri
cinque anni, a prendere uno stipendio che a conti fatti, anzi a disastri visti, nei tre precedenti non si è affatto meritato.
Ai sostenitori del nostro "ex(manco tanto) sindaco" consiglio di leggere quel che è scritto nell'articolo e solo successivamente prodigarsi nella loro solita e mai obbiettiva
difesa ad oltranza. In una cosa però li anticipo: anche qui, ognuna di queste catastrofi, è iniziata con giunte di centro-destra. Ma ormai, che il PDL abbia
preparato le torte velenose e che la giunta uscente le abbia "solo" guarnite con ciliegine al cianuro, questo lo sappiamo tutti.
Centro Oli: Il governo si smaschera subito.
Re Silvio impugna il provvedimento sospensivo sul Centro Oli.
Come volevasi dimostrare, Re Silvio si rimangia ciò che ha detto. Certo ci saremmo aspettati che facesse passare almeno qualche mesetto, ma evidentemente l'Eni è stanca di attendere.
Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo che fermava il centro oli ad Ortona e nuove trivellazioni.
Gli ambientalisti vogliono vederci chiaro e capire il senso di questo atto arrivato decisamente a sorpresa e chiedono al nuovo consiglio regionale «una legge per chiudere definitivamente le porte a trivelle e raffinerie»
Tre giorni dal voto e nel chietino abbiamo: Chiusura dei piccoli ospedali; impugnazione dell'atto di sospensione per il centro oli. Il quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore dunque, fedele ai caonici tre giorni cattolici, resuscita tutta la sua repulsione per ambiente e salute dei cittadini.
Attendiamo, per scrupolo di sapere cosa farà la regione ma seppure si opponesse, a breve l'approvazione del ddl 1441-ter la toglierà di mezzo. Se domani si votasse ancora, scommettereste su una vittaria del PDL?
L'occidente ad un passo dal perdere la guerra in Afghanistan
La Pace passa dalle fonti rinnovabili.
Ricordo che all'elezione di Obama a Presidente degli Stati Uniti, ci fu tutta una serie di commenti "simpatici" da parte del PDL a dargli il benvenuto. Tra questi, il
più vergognoso non fu certo il termine "abbronzato" de Lo Scalatore di Piazza Salotto, ma quello di Maurizio Gasparri. Lui disse che l'elezione di Obama era
"un favore ad Al Quaeda".
A parte l'idiozia che dimostra una simile frase (se i leader mondiali avrebbero usato la stessa libertà nel commentare l'elezione di Berlusconi, ci saremmo fatti non
poche risate!), dimostra anche l'ignoranza del soggetto che l'ha detta, o quantomeno la sua scarsa capacità di riflessione ed analisi della realtà.
Infatti pare proprio, stando ai dati dell'Istituto di studi strategici Icos, che il favore ad Al Quaeda tutto sommato glielo abbia fatto "il texano con gli
occhi da tonno" George W. Bush in quanto, dopo il fallimento in Iraq, anche in Afghanistan la guerra è ad un passo dall'essere persa. Una vittoria sul
terreno di battaglia contro il grande nemico occidentale ed invasore: questo è un incentivo al terrorismo!
L'ICOS già l'anno scorso, senza che ovviamente in Italia la notizia avesse il rilievo che merita, stimava che circa il 54% del territorio Afghano era tornato
in mano Talebana. Ma nell'ultimo anno la situazione è drammaticamente peggiorata. Attualmente iTalebani hanno il controllo del 72% dello Stato mediorientale
ed hanno di fatto accerchiato Kabul.
Gli Usa e la politica miope di certi Governi (uno a caso il Berlusconi II) che hanno seguito G.W.B. di fatto hanno prodotto solo migliaia di morti civili all'inizio, migliaia
di soldati morti ed ora si apprestano a leggittimare i terroristi veri perchè ormai tre indizi fanno una prova. Vietnam, Iraq, Afghanistan: tre guerre su tre
perse su suolo straniero. Gli Usa sono in grado di distruggere un territorio, ma non di controllarlo e la guerriglia organizzata può sconfiggerli.
Questo è il messaggio che si è dato al mondo, unito a quello di un'occidente che inventa pretesti (quali le armi di distruzione di massa) per andare a rubare
e sfruttare le risorse di altri paesi.
Tra le tante cose che ho letto ed ascoltato sul blog della D'Orsogna c'era un pezzo in cui si dice che le raffinerie non si fanno più sul suolo americano dal 1974 e che esse
vanno fatte nei deserti. In questo caso, la scienziata ovviamente si riferiva all'assurda realizzazione del Centro Oli di Ortona, in mezzo alle colline del Montepulciano, a
ridosso dei centri urbani e della costa.
Ma questo punto deve far riflettere su ciò che ha sempre mosso le campagne (il più delle volte frutto di Intelligence, mercenari e non di eserciti regolari) che gli Usa hanno condotto
nel mondo sino ad ora.
Questo punto deve oltretutto far riflettere sul fatto che la pace, quella vera, passa anche dall'abbandono del petrolio e degli idrocarburi come
fonte d'energia principale dell'occidente.
Le energie rinnovabili, le cui tecnologie sono in costante progresso (recentemente un brevetto italiano di un gel che di fatto abbatte del 50% i costi per i pannelli
fotovoltaici), sono le soluzioni che bisogna solo incentivare. Ed è facile comprendere come le restrizioni o le frenate brusche a questo cambiamento non siano solo
figlie delle multinazionali energetiche refrattarie a perdere il controllo del mercato energetico, ma anche delle industrie belliche perché, senza gli interessi che muovono
gli approvigionamenti di carburanti fossili, la necessita di molte guerre e quindi la "domanda" di nuove armi, viene meno.
Caramanico sul Centro Oli: "Berlusconi ritiri il D.M. 19.02.2002!"
Il centro sinistra non poteva chiederlo a Prodi?
"Il Piano della qualità dell'aria...avrebbe impedito il centro oli. MA NON PERCHE' VOGLIAMO BLOCCARE, qualcuno pensa che vogliamo bloccare; no lo sviluppo va fatto e CERTI IMPIANTI VANNO FATTI nelle aree opportune."
Questa è la posizione chiara e decisa di Franco Caramanico sul centro oli (raffineria) di Ortona, risalente a non so di preciso quanto tempo fa (un annetto scarso
credo stando alle sovraimpressioni che parlano dell'immondizia napoletana). E' ben evidente, da queste parole, come voi tutti potete constatare, la comprensione del pericolo
rappresentato dalle attività petrolifere in Abruzzo e la determinazione dell'ex-assessore regionale. Il suo, come tutti potete ben vedere è un No al centro oli di
Ortona, senza "se" e senza "ma".
Ciò che però non comprendo, constatato il suo impegno tramite una serie infinita di iniziative che purtroppo (a causa del suo mancato passaggio tempestivo al PD che
presumibilmente gli è costato la poltrona), non ha potuto portare a termine è una sua risposta ad un mio commento fatta in punti numerati: volete sapere cosa dice il
punto uno?
1)Belrusconi più che fare promesse in campagna elettorale avrebbe dovuto revocare il D.M. 19-02-2002 di approvazione del centro-oli rilasciato dal suo governo con l’assenso della Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Comune di Ortona e Comune di Miglianico.
Ovviamente noi tutti sappiamo che essendo i D.M del Governo Berlusconi, disposizioni del Re e non semplici atti del consiglio dei ministri, tale revoca non
poteva esser fatta dal governo Prodi sotto richiesta dell'assessorato all'ambiente, del consiglio regionale e dei parlamentari abruzzesi dell'allora maggioranza.
L'unica cosa da fare era quella di istituire i parchi ed attendere che Re Silvio Berlusconi I (e speriamo anche l'ultimo), tornasse sul trono in quanto solo lui
poteva revocare il D.M. 19-02-2002.
Mi si chiedeva, nei commenti di produrre "un documento" in cui si dimostrasse che Caramanico avrebbe potuto fare di più. A meno che Franco Caramanico non abbia da offrirmi
l'atto formale con il quale il suo assessorato, la giunta, il consiglio, o i parlamentari abruzzesi abbiano fatto richiesta esplicita di
revoca di questa autorizzazione, eccolo servito.
Bastava chiedere al governo amico di revocare il D.M. 19-02-2002. Non era così complicato no?
La successiva pianificazione riguardo l'energia, i piani di qualità dell'aria, magari completato da un piano di savaguardia della costa avrebbe allontanato per sempre l'incubo
del centro oli e delle piattaforme.
Re Silvio grazia l'Abruzzo...per ora!
Berlusconi da "parere negativo" sul Centro oli.
Non ce l'ho fatta ad andare a dormire subito. E' più forte di me. Se si parla di Berlusconi, io non riesco a pensare che possa realmente fare qualcosa nell'interesse dei cittadini..o
meglio, non posso accettare che la gente si convinca che sia per questo che ha dato "parere negativo" sul centro Oli.
Infatti, il No al centro oli, attraverso il ministero dell'ambiente, Berlusconi poteva darlo da mesi. Ma è bene sottolineare come questa posizione, contrariamente a quanto affermano
Chiodi e lo stesso Berlusconi, era tutt'altro che chiara da tempo.
Centro Oli a Ortona: favorevole o contrario?
"Bisogna rendere l'Abruzzo più autorevole nel rapporto con l'Eni, salvaguardando l'interesse generale, progettando il futuro, costruendo il progresso." Gianni Chiodi, 21 novembre 2008
A questa domanda, tutti gli altri candidati risposero "no!" avanzando proposte sulle energie alternative.
"Non ritenevo e non ritengo che il Centro Oli sia occasione per l'Abruzzo. Il centrosinistra per anni ha lavorato perché si facesse e solo in campagna elettorale è rinsavito. (I permessi dal 2001 al 2003 sono a firma governo Pace; l'amministrazione di Ortona è di centrodestra. ndm). Oggi abbiamo dimostrato che gli abruzzesi sono più forti perché il Governo li ha ascoltati e li ascolterà in futuro". Gianni Chiodi 05 dicembre 2008
Questo blog, sia pure con la dovuta cautela che è necessaria quando si parla di dichiarazioni del premier, notoriamente abituato a smentirsi da solo e a dar la colpa alla stampa,
accoglie positivamente questa la dichiarazione di Berlusconi che da "parere negativo" sul centro oli. Questo ci tenevo a sottolinearlo.
La comparazione che ho riportato tra le due dichiarazioni di Chiodi però serve per una riflessione politica sul sistema PDL. Fino a quando Berlusconi non ha dichiarato parere negativo
sull'impianto dell'Eni, Gianni Chiodi è rimasto molto vago sulla questione.
E' la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che nel PDL esiste un sovrano che decide tutto. Egli può scegliere vita o morte. In questo caso, se manterrà
l'impegno, avrà scelto vita. Lo stesso linguaggio di Chiodi lo lascia intendere: "il governo li ha ascoltati!", come dire, il Re ha accolto la supplica degli
abruzzesi.
Prima di festeggiare l'arrampicatore di Piazza Salotto, è bene tener conto di due cose:
1) Berlusconi è uomo d'affari. La sua grazia non è venuta certo per coscienza ambientalista (siamo la vergogna mondiale tra i paesi riuniti alla conferenza sul clima) o
salutista (In Campania non ci ha pensato due volte a riaprire le discariche di Chiaiano e Pianura in barba a tutte le leggi ambientali ed alla salute dei cittadini).
Berlusconi ha solo capito, sondaggi alla mano, che sul No al Centro Oli, forse più che sulla sanità, si gioca la partita elettorale in Abruzzo. Se in Abruzzo vincesse
il candidato di Di Pietro sarebbe una catastrofe. Per una volta forse, il conflitto d'interessi gioca a favore "anche" del cittadino dunque.
2) La grazia era utilizzata da sovrani, imperatori e tiranni per ottenere consenso. Si mostravano magnanimi con 1 per esser legittimati ad esser spietati con
1000.
L'Abruzzo corre, anche se Berlusconi manterrà il suo "parere negativo" sul centro oli, tanti altri gravi rischi: le trivellazioni su tutta la nostra costa, per
rimanere nel settore petrolifero; i termovalorizzatori; le centrali nucleari.
Il mio istinto mi dice che con questa sparata da campagna elettorale, l'Abruzzo abbia giocato già tutto il suo bonus per i prossimi 5 anni e che presto, come
d'abitudine, avremo sorprese poco gradite.
L'Abruzzo nelle mani di Berlusconi e Prestigiacomo? DIO CI SCAMPI!!!
C.V. della ministra dell'ambiente che insieme al premier dovrebbe decidere in base al "ddl 1441-ter A"
Ho passato ore intere sul blog di Maria Rita D'Orsogna. Non è mai successo. Mai mi è capitato di rimanere per ore su un unico
sito a leggere e senza aver la forza di un commento.
E' una galleria degli orrori e delle speranze abruzzesi legate agli insediamenti petroliferi. Un sito che mostra la determinazione di una donna, che vive a migliaia
di chilometri da qui a difendere la propria terra natia e noi.
Continuno incessantemente a chiedere all'amministrazione di organizzare uno spazio per poter discutere della questione al più presto. Il mio ultimatum, se così
vogliamo chiamarlo, scade lunedì. Se l'amministrazione non si interessa alla questione, martedì tappezzerò Guardiagrele di volantini informativi. Non manderò i miei
concittadini alle urne senza coscienza di ciò che è accaduto (e che Caramanico non ha affatto fermato) e che sta accadendo. Non possiamo rimanere a guardare ne regalare voti
a confermare personaggi che non hanno fatto ciò che era in loro potere fare per fermare questo scempio.
Nel frattempo, dato che nella discussione con Fabrizio Montepara avuta sul post a lui
dedicato in relazione al "ddl 1441-ter A", lui ha pensato bene di
perorare la causa del miglioramento di un provvedimento studiato ALL'UNICO SCOPO DI ELIMINARE I VETI DELLE REGIONI, dedico a lui questo pezzo de L'Espresso, in cui si
fa il curriculum (correva l'anno 2001 all'epoca la Prestigiacomo era stata appena nominata ministro per le pari opportunità) del nostro ministro all'ambiente.
Perché è importante? Perché secondo il nuovo ddl, ascoltato il parere delle regioni, ascoltato il ministero dell'ambiente, il quale valuta gli
studi condotti dalla società concessionaria dei permessi per l'attività petrolifera (la multinazionale) e sulla base degli studi dell'ente italiano
specifico (che fa comunque capo al ministero dell'ambiente) il governo deciderà sulla realizzazione del centro oli (ovvero le raffinerie!) o
trivellazioni in mare e sul nostro territorio, degli inceneritori, delle centrali nucleari.
Quindi è importante sapere quale grado di onestà, incorruttibilità ed interesse per l'ambiente e la salute abbia il ministro a cui il ddl da un ruolo così
delicato.
A voi il C.V. della Prestigiacomo.
l'Espresso, sotto la firma di Marco Lillo, 25 ottobre 2001:
Il gruppo chimico che il ministro possiede con la famiglia è sotto inchiesta. Dopo la bancarotta fraudolenta, spuntano strani disturbi.
"Combatterò le ineguaglianze sociali, i problemi dei più deboli, degli invalidi.... "
Il ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha le idee molto chiare. Per realizzarle non deve andare lontano. Sarebbe sufficiente che poggiasse lo sguardo sui casi umani della sua azienda, la Ved di Siracusa.
Per esempio su tre operai che hanno avuto figli con malformazioni congenite.
O su quelli che non hanno mai fumato una sigaretta e che dopo dieci anni di stabilimento si ritrovano la polvere nei polmoni.
"Coincidenze."
E' la risposta degli operai che si sono sentiti opporre dal padre del ministro, Giuseppe Prestigiacomo, fondatore ed amministratore dell'impero della vetroresina. Ma a volte le coincidenze sono sospette.
Nella fabbrica della famiglia Prestigiacomo si lavora in condizioni di sicurezza che sono oggetto di una inchiesta della Procura di Siracusa. Il sostituto Maurizio Musco procede per lesioni contro papà Prestigiacomo e altri dirigenti. Due dipendenti hanno denunciato la società dopo aver fatto delle analisi ai polmoni. Tre mesi fa la Polizia è entrata in ditta riscontrando una seri di violazioni.
Gli operai si feriscono gravemente e muoiono con frequenza inquietante. La settimana scorsa è morto un dipendente di una delle aziende del gruppo cadendo da un traliccio mentre lavorava. Pochi mesi prima un altro era rimasto gravemente ferito alla Ved. Ma la vicenda più inquietante, finora passata sotto silenzio, è quella delle malformazioni congenite dei bambini.
Tutto comincia nel 1993, qunado Sebastiano Guzzardi, un operaio di 36 anni, scopre che suo figlio ha una malformazione congenita dell'uretere che fa tornare i veleni del suo corpo al rene, danneggiandolo. Dopo due operazioni è tornato alla normalità.
Ora ha sette anni e conduce una vita serena, anche se il rene è danneggiato e deve essere sogggetto a controlli frequenti. Il suo caso non è isolato.
Tre anni dopo, un collega di Guzzardi, si ritrova nella medesima situazione: suo figlio nasce con una malformazione all'uretere. anche lui ha la febbre e il reflusso urinario. Anche lui è operato a Vicenza. Il tarlo che ronza nella testa dei due papà diviene un rombo un anno dopo. nello stesso reparto della fabbrica, un caposquadra li chiama in disparte e confida: "Mio figlio ha il reflesso dell'uretere". Un incubo. Non passa un anno e un altro operaio ha una bambina che gli nasce con la febbre e i problemi alle vie urinarie.
A questo punto, Sebastiano Guzzardi pensa che la misura sia colma.
Cerca una risposta ai suoi dubbi dal padrone, Giuseppe Prestigaicomo, e dalla Asl, ma niente. Solo la Cgil lo aiuta e lo fa eleggere rappresentante sindacale in azienda. Sempre la Cgil avvia una campagna per migliorare le condizioni di lavoro in fabbrica, ma la famiglia Prestigiacomo non apprezza. Il 14 maggio la Ved spedisce a Sebastiano una lettera minacciosa: "Poichè ravvisamo in tali gratuite e infondate osservazioni del signor Guzzardi un chiaro proposito diffamatorio, stiamo valutando l'ipotesi di una denunzia penale a suo carico".
Eppure la richiesta di comprare gli aspiratori per tutelare i polmoni dei dipendenti non era campata in aria. Dopo le indagini della procura, pochi giorni fa, gli aspiratori sono stati installati. Eppure le sostanze usate per produrre la vetroresina potrebbero avere un legame con le malattie.
Alcuni operai ricordano ad esempio che in fabbrica in passato si usva una sostanza chimica denominata dimetil anilina. La faccenda è delicata, e per capirlo basta sentire una delle massime esperte del settore, la dottoressa Fiorella Belpoggi, ricercatrice della Fondazione Ramazzini di Bologna: "Questo tipo di sostanze pùò causare tumori alle vie urinarie. Quanto alle malformazioni della prole, la scienza non ha ancora detto una parola definitiva. Sono in corso gli studi sugli animali, tuttavia di fronte a una serie di casi così ravvicinati, non mi sento di escludere una correlazione. Ci vorrrebbe uno studio approfondito". Uno studio che la famiglia Prestigiacomo ha evitato di fare. Sembra che si voglia rimuovere il problema.
L'azienda è arrivata a negare una settimana di ferie, trasformata in cassa integrazione, a un lavoratore che chiedeva di stare vicino al figlio durante l'intervento. Un altro operaio ha avuto due figli nati con alcune dita delle mani attaccate. L'operaio chiese un prestito da trattenere in busta paga per la seconda
operazione, ma gli fu opposto un rifiuto. solo grazie a una colletta dei colleghi il bambino è stato operato.
E Stefania Prestigiacomo? Sebastiano Guzzardi, oltre a essere un suo dipendente, è anche cugino di secondo grado. Ma appena la mise a parte del suo dubbio, l'attuale ministro cambiò tono: "Non pensarle nemmeno certe cose. Sai quanti miliardi spendiamo noi per la sicurezza? Il lavoro non c'entra nulla". Nessuno ha certezze in questo campo. Ma proprio per questo le istituzioni sanitarie dovrebbero verificare. Eppure nessuno si muove.
I Prestigiacomo a Siracusa sono abituati a non rendere conto. Gli stabilimenti incriminati in precedenza erano in dotazione alla Sarplast, l'azienda di famiglia fallita nel 1997 perchè oltre a non pagare i creditori non seguiva gli ordini del giudice. Al cerac è seguita una indagine per bancarotta fraudolenta. Secondo i giudici "la società ha compiuto atti diretti a frodare le ragioni dei creditori ed ha occultato l'attivo". Il procuratore capo di Siracusa ha scoperto decine di miliardi finiti alle controllate estere o usati per pagamenti preferenziali alle banche amiche, e ha iscritto nel registro degli indagati una ventina di amministratori. Eppure i Prestigiacomo continuano a lavorare negli stessi locali, con gli stessi macchinari e gli stessi operai, avendo cambiato solo la struttura societaria.
E Stefania? (Più precisamente "E Olivia Stefania?", aggiungiamo noi)
Quali responsabilità ha? In qualità di socio di maggioranza relativa alla holding di famiglia (21,5%) è il principale beneficiario della bancarotta ipotizzata dai magistrati, ma non è perseguibile perchè non ha incarichi esecutivi.
Quanto alle condizioni sanitarie, anche qui non esiste una sua responsabilità diretta. Prima di lasciare l'azienda era un dirigente senza rappresentanza: "Mi occupavo delle forniture, dalla carta igienica alle gru" ha raccontato al "Sole 24 Ore".
Dio ci scampi!!!
L'Italia vince i mondiali della vergogna ambientale!
Siamo il Paese che più cerca di sabotare le politiche contro i cambiamenti globali del clima.
Apprendo la notizia dal blog di Maria Rita D'Orsogna, che vi invito a visitare per sapere tutto, ma proprio tutto sui danni relativi all'impianto del centro-oli, la verità sui politici che hanno fiancheggiato o non ostacolato l'Eni, i progetti sul suolo abruzzese e quello che accade nel mondo che noi non sappiamo sul tema delle energie rinnovabili.
"In questi giorni si svolge la conferenza mondiale sul clima in Polonia, nella citta' di Poznan. Una commissione di 400 organizzazioni non governative, chiamata Climate Action Network (CAN) ha appena assegnato il Fossile del giorno al paese che di piu' si e' distinto per azioni di disturbo e sabotaggio al processo di mitigazione dei cambiamenti del clima.
E chi e' questo vincitore? Gli USA che non firmano Kyoto? L'inquinatissima Cina? No, siccome ci ostiniamo a basare la nostra economia con i combustibili fossili, il vincitore siamo noi!"
La notizia servita con un'ironia che veramente ammiro in quanto decisamente intelligente, mostra quanto sia vero ciò che dicevo nel post precedente. Dobbiamo guidare, come
società civile, un cambiamento politico, attraverso le amministrazioni che allontani chi fa gli interessi delle elite energetiche condannando un'intera nazione ad un
tragico futuro.
Ricordo che il mondiale di calcio vinto fu mostrato come vanto nazionale dal premier durante un'intervista ridicola alla tv inglese (in cui ci definiva paese ricco
perché primo in Europa per la vendita di televisioni e telefonini). Chissà se questo nuovo "mondiale" verrà sbandierato con altrettanto
orgoglio. Ovviamente il ministro per l'ambiente, Prestigiacomo, non si è presentato a ritirare il premio...si sa, la coppa la alza il capitano!
La rivoluzione energetica deve passare da Guardiagrele
dai comuni deve partire "la terza rivoluzione industriale"
Sul fronte energetico il Governo Berlusconi sente tutto il peso dei 72 anni del suo premier. Dire che è antico il suo concetto di sviluppo
energetico appare la solita banale semplificazione e quindi bisogna utilizzare dei termini un attimino più validi se legati ai risultati che le sue politiche, in questo
settore porteranno: è dammaticamente catrastofico.
Il Governo Italiano non solo decide di andare in controtendenza su ogni scelta rispetto agli altri paesi occidentali riguardo questo argomento (ad esempio abolendo, per poi
ripristinare, per poi "non si sa", gli sgravi fiscali sulle pannellature solari, assestando così un colpo micidiale ad un mercato, quello delle energie pulite e
rinnovabili, che nel resto del mondo occidentale è già un presente che investe su se stesso per divenire futuro!), ma propone soluzioni energetiche
alternative alle quali manca solo il carbone, per tornare indietro di almeno 50 anni.
Il nucleare di terza generazione sul quale nel silenzio di questa crisi, il Governo continua a lavorare è una follia anacronistica per due
motivazioni: la prima è che il costo paragonato ai benefici è in netto sopravanzo. La spesa sostenuta per la creazione delle centrali e degli impianti di stoccaggio delle scorie
radioattive verrebbe ammortizzata in circa 50 anni e solo da allora, ma ci si crede poco, si potrebbero vedere benefici di tipo economico per gli Italiani.
Il secondo è che nel frattempo avremo siti di stoccaggio secretati e con le leggi allo studio in parlamento decisi, previo parere NON vincolante delle regioni,
unilateralmente dal governo e dalla multinazionale energetica di riferimento. Avremo dunque centrali e impianti di stoccaggio che, presumibilmente, nel giro di
cinquant'anni ridurranno il paese ad un formaggio radiattivo coi buchi.
Tutto questo mentre nel resto del mondo, se di nucleare si parla, si parla della quarta generazione, basata su studi recenti incentrati sulla NON produzione di
materiali radiattivi di scarto.
La giustificazione del governo sulla sua politica del nucleare è che siamo rimasti indietro e quindi siamo penalizzati. Una giustificazione che però non spiega come mai per recuperare
terreno, invece che investire sul futuro, ovvero rinnovabili e nucleare pulito (qualora venisse realizzato), si investa sul passato: petrolio,
inceneritori, nucleare a produzione di scorie radiattive.
Sempre per continuare su questo punto, abbiamo un impegno di fondi per sondaggi senza precedenti sul fronte degli idrocarburi (petrolio in particolare) dell'Eni sul
territorio e nei mari italiani.
Noi abruzzesi ne sappiamo qualcosa, ma non dobbiamo essere convinti che sia un problema che riguarda solo noi. L'Eni sta investendo ovunque. Il governo punta anche
gran parte della sua politica sul petrolio dunque, producendo disegni di
legge per scegliere da se di dare o non dare l'approvazione agli impianti. Questo lo si capisce perché l'Eni non avviava tanti progetti di sondaggio e ricerca sul
nostro suolo da decenni e tali investimenti non si fanno se non si hanno rassicurazioni di poter poi guadagnare dall'estrazione e dalla lavorazione in loco.
Quindi il nostro territorio nazionale non sarà solo un bel insieme di centrali nucleari e buchi in cui seppellire le scorie radiattive; sarà anche un colabrodo per
l'estrazione e la lavorazione di petrolio di bassa qualità.
L'Europa, nei suoi Stati più importanti ed evoluti di cui noi spesso ci siamo illusi, o meglio, ci hanno illuso, di far parte, decide di tagliare le emissioni del
20%. Il nostro paese, che investe in tecnologie come il petrolio si ribella in quanto costerebbe troppo alle nostre aziende o forse, e questo è un mio pensiero,
costerebbe troppo ad Eni ed Enel, aziende di cui, guardacaso, Berlusconi consigliava d'acquistare azioni insieme a Mediaset. In Italia, se passasse la linea europea,
quei limiti darebbero il via ad un fiorire di imprese che produrrebbero fotovoltaico portando una rivoluzione che renderebbe, la prima centrale nucleare di terza
generazione realizzata tra almeno 12-15 anni, superflua, riciclabile al massimo come museo.
Gli altri paesi inutilmente cercano di far comprendere al Governo Italiano che tale politica programmatica (quella europea) favorirà questa esplosione del mercato delle rinnovabili e
quindi nuovi posti di lavoro in questo settore. Ma Berlusconi non ci sente. Berlusconi preferisce sentire le ragioni delle aziende energetiche italiane, che
con il fotovoltaico vedrebbero i loro utili precipitare spaventosamente e con l'idrogeno come carburante, se non effettuano uno smantellamento degli impianti
preesistenti ed investimenti in impianti per la produzione di idrogeno, i costi lievitare in maniera spaventosa, sentenziando la fine del loro dominio egemonico basato sulla
dipendenza dei cittadini dalla loro fornitura.
Perché ho fatto quest'analisi che poi comunque continuerebbe sugli inceneritori, che nel resto d'europa non si costruiscono più perché un numero sempre maggiore di
studi correla le loro emissioni di nanopolveri ad un aumento esponenziale di cancri, tumori, leucemie, mutazioni genetiche, aborti spontanei
ecc.ecc.ecc.? Perché torno a dire un qualcosa che è ben conosciuto da molti?
Perché con un Governo così, l'unica cosa da fare è adottare, a livello locale, politiche che dimostrino con i fatti il reale potenziale delle rinnovabili e convincano l'opinione
pubblica ad opporsi a qualunque proposta di politica energetica che non vada in quella direzione.
Io penso ad esempio che a Guardiagrele, il tema energetico debba entrare nella campagna elettorale delle prossime comunali. Penso che cittadini e forze politiche
ideologicamente concordi, debbano unire le forze per studiare un piano energetico comunale di cinque-dieci anni, che porti il paese ad una parziale
indipendenza energetica basata sul fotovoltaico e sul solare, rinnovabile eventualmente per altri cinque con obbiettivo finale l'indipendenza energetica
totale del comune.
La democrazia dal basso in fondo è questa: isolare attraverso le politiche locali, chi a livelli più alti, continua a farneticare di un mondo infestato da scorie
radiattive e da sostanze tossiche che oltretutto, data la sua età, non sarà costretto a vivere.
La ribellione costa. Certamente i vertici politici contigui ad "interessi strategici" di una elite che contrastano palesemente con quelli della comunità, studieranno
tutta una serie di provvedimenti per danneggiare, politicamente ed economicamente queste realtà. Il giochino di eliminare gli sgravi, poi rimetterli, poi "non si sa!"
del Governo attuale ne è un esempio. Ma non vi sono alternative.
Di futuro posso parlar io che ho 28 anni, non un quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore come il Presidente
del Consiglio.
La rivoluzione delle rinnovabili è una rivoluzione giovanile. Le decisioni sul futuro energetico ed ambientale del nostro paese, spettano a noi giovani!
Centro Oli: Montepara come Pilato?
il vicesindaco di Orsogna difende il ddl "1441-ter A"
Montepara deve aver sbagliato partito riguardo la questione sul centro-oli, oppure deve essere un politico molto furbo, talmente furbo da giocare in anticipo sulle
polemiche, crearsi un alibi, sfruttarlo per ottenere voti e poi, infine, servire la supposta.
Leggendo su internet le varie dichiarazioni appare
un'immagine lampante del vice-sindaco di Orsogna a contrastare l'insediamento del mostro progettato dall'Eni, ma contemporaneamente, sul suo blog, difende a spada tratta il ddl "1441-ter A" che in pratica delega il Governo a decidere riguardo l'insediamento di
simili strutture definite "strategiche", oltre che per quanto riguarda impianti di sondaggio e di estrazione che in Abruzzo riguarderebbero circa il 35% del
territorio.
Fabrizio Montepara, ai lettori del nostro blog è personaggio familiare. Un mese e mezzo fa circa, il 12 ottobre, era in piazza, insieme alla Tavani-Micucci & Co. per
protestare contro le politiche ritenute autoreferenziali del centro-sinistra e del manager Maresca in relazione alla sanità, in quella che poi si è rivelata una indicibile
speculazione.
Il senso del suo intervento in quell'occasione fu che la Regione non poteva decidere senza tener conto dei pareri degli amministratori locali
che, per come ne parlava la premiata ditta dei paladini, dovrebbero aver valore vincolante!. Il controsenso è che se il discorso lo spostiamo sugli idrocarburi è
esattamente quello che questo ddl vuole fare. Le Regioni sarebbero solo organo consuntivo, dal momento che comunque, con tale delega, sarebbe in ogni caso
il governo centrale a decidere.
Lo stesso Montepara, rispondendo alla domanda di un "Di Pietrista" sintetizza, in una parte dell'intervento a difesa del ddl sul suo blog, in questo modo:
Il disegno di legge di cui parli (perdonami per il "tu", ma mi riesce più facile) nasce per reazione dello Stato all'impossibilità di realizzare opere strategiche a causa del veto posto sistematicamente da parte degli enti locali. Nel resto d'Europa le opere strategiche si fanno, lo Stato valuta, concerta e decide. Ciò non significa che bisogna decidere contro le popolazioni o senza ascoltarle, anzi, ma bisogna trovare un metodo e un criterio per contemperare le esigenze del territorio, una effettiva valutazione d'impatto ambientale e l'interesse generale alla realizzazione di un'opera.
Veto sistematico, come se le Regioni decidessero a prescindere di andare contro il governo, magari perché non hanno nulla da fare che disturbare chi guida il Paese. E
poi il concetto di federalismo: che fine ha fatto in questo ddl?
Evidentemente però, Montepara dimentica che lui è uno di quegli amministratori locali che ha fatto sua proprio questa politica di veto a prescindere (contro il
centro-sinistra) nel campo sanitario. E dimentica anche che l'impegno assunto con i cittadini ad Ortona è un impegno di Veto a prescindere! Nella sua risposta invece,
oltre a dipingersi da solo come un qualcosa di negativo rispetto alle idee del suo partito, generalizzando in questa maniera, fa apparire evidente come il PDL reputi enti
locali e Regioni, degli ostacoli da scavalcare.
Poi un'altra cosa che fa per difendere il ddl è citare un emendamento della maggioranza che a quanto pare è stato apprezzato, seppur non votato, anche dal PD. In
pratica il succo di questo emendamento è:
Si applica, in pratica, il principio previsto per la ricerca di idrocarburi nel golfo di Venezia, che prevede il divieto alla ricerca e coltivazione di idrocarburi «fino a quando il Consiglio dei Ministri, d'intesa con la regione Veneto, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, non abbia definitivamente accertato la non sussistenza di rischi apprezzabili di subsidenza sulle coste, sulla base di nuovi e aggiornati studi, che dovranno essere presentati dai titolari di permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione, utilizzando i metodi di valutazione più conservativi e prevedendo l'uso delle migliori tecnologie disponibili per la coltivazione. Ai fini della suddetta attività di accertamento, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si avvale dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), di cui all'articolo 28 del presente decreto».
Ovvero: Il governo chiede al suo ministro dell'ambiente se può perforare. Il ministro dell'ambiente chiede all'ISPRA la quale, basandosi sulle leggi vigenti da
il suo parere positivo o negativo. Qualcuno vede un ruolo della Regione in tutto ciò? Viene consultata dal governo che però poi decide in base agli studi di chi propone il
progetto.
In più il parere dell'ISPRA è sottoposto alle nostre leggi di tutela ambientale e della salute. Le stesse leggi che CONSENTONO l'insediamento del Centro Oli in
Abruzzo perché prevedono limiti di tossicità per le emissioni 100.000 volte superiori a quelle di altri paesi europei, degli USA e che non
prevedono limiti di distanza dalla costa per gli impianti di trivellazione, quando negli altri paesi tale legislazione è molto severa (USA 160 km dalla costa).
Alla luce di ciò Montepara sta, forse inconsapevolmente ma ci credo poco, difendendo un provvedimento che di fatto gli impedirà, qualora venisse eletto al consiglio regionale,
di porre un veto contro il Centro Oli e le attività di sondaggio ed estrazione sul suolo abruzzese. Una legge che per lui e per il centro-destra (schieramento firmatario dei
documenti più importanti a favore del Centro Oli durante il Governo Pace) consente di far battaglie di piazza populiste per salvare la faccia mentre il Governo fa quel che gli
pare.
Lui stesso lo dice: "le opere strategiche si fanno, lo Stato valuta, concerta e decide."...possibilmente da solo!
Il centro-destra sulla questione del centro-oli sta giocando una partita molto sporca. Non voglio generalizzare, per me è possibile che alcuni veramente non si rendano conto di essere
pedine di un gioco a cui, in cambio della possibilità di una poltrona e dell'illusione di poter fare qualcosa che per loro è bene, viene riscosso il silenzio
assenso su politiche che di fatto, se messe in atto, segneranno la fine di questa regione.
Ricordiamoci in chiusura una cosa importante: Gianni Chiodi è stato scelto direttamente dal Presidente Berlusconi. Secondo voi, con lui presidente di regione, che
valore potrebbe avere la concertazione tra la Regione Abruzzo ed il Governo il cui premier, durante la crisi dei mercati, a mercati aperti, consigliava di comprare azioni
Eni, Enel e Mediaset?
Di fatto però il problema più grande rimane proprio il ddl "1441-ter A". Se alla guida della regione sarà Chiodi, il Centro Oli e le attività dell'Eni proseguiranno senza
grosse contestazioni se non il solito teatrino sui giornali che pian piano lascerà spazio ad una campagna distensiva e tranquillizzante o meglio, anestetizzante; se ci sarà
Costantini il premier adopererà la solita strategia del denunciare una speculazione Di Pietrista ai danni del governo.
L'unica soluzione è a mio avviso una mobilitazione massiccia e preventiva che chieda unanimamente il ritiro del ddl ed una legge di iniziativa popolare che
porti le soglie di emissione di veleni ai parametri quantomeno europei e stabilisca un limite alla distanza dalla costa entro la quale non si possono fare sondaggi e
trivellazioni.
No al Centro Olii - Creiamo i comitati dell'entroterra.
Il DDL del PDL impone una risposta immediata!
Vi chiedo di leggere e diffondere questo documento (in allegato) da me redatto, al cui interno troverete la lettera inviata da Maria Rita D'Orsogna al candidato Gianni Chiodi del PDL, postata da Danilo come commento sul precedente post riguardo il Centro Olii e ed i danni che questo insediamento oltre che i progetti di trivellazione sin dentro la Maiella provocheranno qualora fossero portati a termine. documento contiene inoltre una mia proposta di creare a Guardiagrele, e nei Comuni dell'entroterra chietino, un comitato contro il Centro Olii e contro il disegno di legge "1441-ter A" , già approvato alla Camera ed ora al vaglio del Senato di cui nel precedente post si parlava.
Questa è la prima iniziativa veramente importante che questo blog lancia chiamando all'appello amministrazioni, forze politiche (compreso PDL se la sezione locale deciderà di redigere un documento pubblico in cui chiede il ritiro immediato del DDL "1441-ter A" già approvato alla Camera, invitando, in caso contrario, i propri elettori ad astenersi dal voto regionale!) le associazioni e qualsiasi libero cittadino.
Sul documento per ora non sono fissate date o luoghi, ma sono contenuti i link del sito ed il mio indirizzo e-mail. Questo perché spero che l'amministrazione, dovendo fare l'interesse dei suoi cittadini, decida di offrire lei stessa una data ed uno spazio per avviare la discussione e creare tale comitato, sia qui, che altrove.
Se entro una settimana non giungeranno notizie riguardo un movimento della stessa, provvederemo noi a trovare un luogo ed a fissare una data per l'incontro.
Prego tutti i lettori del blog di dare massima diffusione possibile a tale documento. La questione è vitale per noi, il nostro territorio ed il nostro futuro. E' una battaglia fondamentale non solo per tutelare i nostri diritti, ma anche per ribadire, in faccia a chi pare esserselo dimenticato, che la nostra costituzione stabilisce che sia il popolo ad esser sovrano e non che il popolo abbia un sovrano.
Grazie a tutti per l'attenzione e la collaborazione.
E' il governo che decide sul centro olii!
Con una legge esautora le regioni per garantire l'Eni e le compagnie petrolifere.
E’ in arrivo la legge obiettivo del centrodestra per scavalcare le regioni sulla concertazione di nuovi siti per il rilevamento e l’estrazione di idrocarburi. Con questo disegno di legge il Governo cancella il ruolo della Regione, e gli unici soggetti titolati ad occuparsi delle risorse del sottosuolo saranno lo Stato e le compagnie petrolifere.
Approderà al Senato dopo aver avuto approvazione alla Camera con 232 voti favorevoli e 164 contrari il disegno di legge “1441-ter A” con cui Ortona e altre “future Ortona” vedranno nascere impianti con alte ciminiere che per alimentarsi bruceranno quintali di acqua rubati all’agricoltura e ai cittadini.
Questo disegno di legge in sostanza espropria in materia ambientale qualsiasi prerogativa decisionale a Regioni e Comuni rilanciando un “federalismo alla Berlusconi”.
Tutti i deputati dell'Italia dei Valori hanno votato contro a questo disegno di legge, cosi come faranno i nostri senatori, che daranno battaglia a questo progetto voluto dal centrodestra e dagli amici dell’ENI per il “bene collettivo”, come sostengono. Mi domando di quale bene collettivo parlino.
Questo è il comunicato apparso oggi sul sito di Carlo Costantini, candidato dell'IdV e del centro-sinistra in generale alle prossime elezioni Regionali.
Dunque il Governo Berlusconi ha già deciso che chiunque dovesse vincere, il Centro Olii si farà a prescindere, così come qualsiasi altro impianto
petrolifero e di trasformazione, sia qui in Abruzzo che nel resto del Paese.
Un'oscenità da metter in conto a Chiodi ed a tutti i politici che sotto lo stemma di quel quarto di tappo invecchiato 72 anni nella botte di Arcore vanno in giro a
parlare di futuro.
Tagliar fuori la regione da queste decisioni, oltre che essere decisamente un controsenso rispetto al "federalismo" tanto millantato, è l'ennesima dimostrazione di come in Italia
Berlusconi si comporti come un sovrano dedito solo ai suoi interessi ed a quelli della lobby piduista o simil-piduista che lo sostiene.
E' dittatura questa, a tutti gli effetti, ma la cosa più allucinante è che anche noi che ce ne accorgiamo e che non ci curiamo di non dirlo per timore, come fan altri, di apparire
ridicoli o allarmisti, o catastrofisti, ci troviamo ormai disarmati davanti ad una mole infinita di provvedimenti dagli esiti pressoché irreversibili.
Una "rivoluzione" democratica richiede tempo, richiede un lavoro disperato per cercare di riavviare la coscienza del singolo e della collettività. La rapidità con la
quale, sfruttando i diversivi della crisi e di altre anomalie di questo periodo, si susseguono i provvedimenti a danno dei diritti, della dignità, degli interessi e della
salute dei cittadini, rende impossibile qualunque reazione, fa sentire realmente impotenti.
La televisione anestetizza. Seppur le notizie dalla rete riescono a creare una breccia ed arrivare all'utente, la tv imposta il messaggio in maniera tale che esso non serva a
convincerti, semplicemente a farti avere il dubbio delle tue convinzioni. Quel dubbio è sufficiente per farti rimanere immobile.
Comunque ho per voi qualche dato riguardo il Centro Olii e più in generale la legislazione italiana.
Il Centro olii, dai suoi 14 camini, sprigionerà 1 tonnellata e mezza di sostanze tossiche al giorno. Tra di esse è presente l'Idrogeno Solforato, una
sostanza che ad elevato dosaggio provoca la morte istantanea e che a dosaggi minimi costanti ha conseguenze sulla salute sul sistema cardiocircolatorio nervoso
e polmonare, provocando edemi polmonari, squilibri e deficit neurologici tra i più giovani, tumori al colon ed aborti spontanei.
Oltre alla pericolosità intrinseca della sostanza, c'è la pericolosità dovuta ai tetti prefissati dalle norme italiane in materia.
L'OMS (organizzazione mondiale della sanità) prevede un tetto limite di queste emissioni di 0,005 parti per milione (di emissioni totali);
Gli USA hanno fissato il tetto a 0,001 parti per milione; le leggi italiane fissano il tetto a 20 parti per milione!! Una
quantità decine di migliaia di volte superiore a quella stabilita da OMS e dagli USA.
Oltre all'Idrogeno Solforato e ad altre sostanze tossiche, l'impianto produrrà anche diossina.
Anche per la diossina, la legge italiana prevede dei limiti che sono ridicoli. Infatti in Italia il tetto è fissato a 100 ng x metro cubo; negli USA
è di 0,1 ng per metro cubo.
Impianti come il Centro Petrolii dell'Eni, in qualsiasi altro Stato Occidentale sarebbero assolutamente fuorilegge se localizzati a ridosso di zone abitate e/o
agricole come in questo caso.
Ma il centro Olii non è l'unica minaccia relativa a questo provvedimento.
In Abruzzo e nel mare principalmente sono in corso diversi sondaggi che hanno dimostrato come vi sia petrolio estraibile.
Per l'estrazione del petrolio, al fine di aiutare la trivellazione, vengono immerse nel mare grandi quantità di sostanze tossiche. Negli Usa e nella maggior parte
degli altri stati, proprio per questo motivo, sono proibite le trivellazioni su piattaforma a meno di 160 km dalla costa. La legge italiana
non ha nessun limite.
Con questi parametri di legge e con un Governo che toglie al territorio la possibilità di scegliere la sua vocazione, l'Abruzzo diverrà presto una regione di estrazione
petrolifera di cui solo l'Eni avrà i vantaggi. Quando ad un'interrogazione di Legnini sulle attività di estrazione e trasformazione degli idrocarburi sulla costa abruzzese,
il portavoce del governo rispose "il Governo è interessato..." è proprio a questo che si riferiva probabilmente. Altro che: "il governo non ha dato risposta!" come ha
dichiarato Legnini che pur essendo in parlamento da un pezzo evidentemente non ha capito con chi ha a che fare o, se l'ha capito, evita di mettergli
il bastone tra le ruote e si limita a far la mossa così da potersi mettere al riparo da future critiche.
Il pericolo è dunque enorme. Il problema è come riuscire a farlo percepire alla maggior parte delle persone e soprattutto come riuscire a creare validi strumenti per
reagire.
Di fatto, come è avvenuto in Campania con l'emergenza rifiuti, e forse anche peggio, Berlusconi per salvaguardare l'interesse della multinazionale Energetica potrebbe inviare
l'esercito. Allora qualcuno disse che erano solo "le prove generali" per successivi interventi più importanti. Credo che se questo provvedimento passerà al Senato,
saremo i primi a saggiare realmente il peso reale del potere assoluto del Premier.
In più sfruttando una porcata fatta dal governo Prodi, ovvero una legge che consente di dichiarare segreto di Stato insediamenti strategici sul fronte energetico, in
futuro non solo il governo potrebbe decidere per ulteriori impianti e trivellazioni su tutto il nostro territorio, ma addirittura farlo senza che i cittadini possano saperlo
se non all'avvio dei lavori.
Io spero che gli elettori abruzzesi del PDL, che magari leggendo questo post passando per sbaglio di qui lo prenderanno per il solito post di parte, un giorno, quando vedranno cosa il
loro voto miope e incoscente ha provocato, accetteranno l'onere di prendersi la responsabilità d'aver legittimato soggetti senza scrupoli a distruggere il
presente ed il futuro della loro terra.
Per quanto riguarda noi, quel che potremo fare lo faremo...a costo di finir con la testa spaccata in una caserma dove ci seviziano dopo averci massacrato in
precedenza.
Acqua: Il Consiglio Comunale di Guardiagrele chiede i danni.
l'amministrazione vuole tagli consistenti sulle fatture Sasi.
Leggo le news di Guardiagrelesociale.it e trovo la sintesi del Consiglio
Comunale di ieri che ha finalmente trattato il tema Acqua e che ha fornito alcune risposte che questo blog, come immagino anche tanti altri
cittadini, attendevano.
Abbiamo trattato più volte la questione della crisi idrica e siamo contenti che dal silenzio dei mesi scorsi si sia passati ad un'azione seguita da una informazione
su questo tema. Può essere un inizio di quella amministrazione partecipata che è l'unico modo di risolvere determinate problematiche fondamentali coinvolgendo la
popolazione.
Da qui i miei complimenti per il passo avanti fatto. E' la politica di questo blog: critiche a volte anche feroci, ma sempre incentrate su un'ottica
costruttiva ed obiettiva, dove si riconoscono, quando ci sono, i meriti di chi amministra e non ci si limita esclusivamente a segnalarne i demeriti.
Ovviamente il discorso "Acqua" non si esaurisce nei punti evidenziati dall'amministrazione su Guardiagrelesociale.it. Ad esempio sarebbe opportuno rivelare alla
cittadinanza guardiese il perché i fondi destinati al progetto di cui si parla nelle news, quello cioè di collegare a Fara San Martino la nostra rete idrica, siano
stati dirottati altrove. Sarebbe opportuno comprendere quale logica amministrativa e politica (ricordiamo che i vertici Sasi sono nominati dall'ATO e dunque
dalla politica), abbia guidato la mano in un diverso utilizzo di quelle risorse.
C'è tutto un mondo politico dietro queste decisioni che va portato alla luce per comprendere le dinamiche che ci hanno portato all'odierna situazione, fermorestando
che appare quantomeno surreale che la gestione della risorsa idrica sia affidata a privati che fanno (in quanto nominati e controllati) quello che decide la politica
delle amministrazioni componenti l'ATO e non dall'ATO stesso. Un qualcosa che porta a pensare che la Sasi alla fine sia solamente un modo che la politica ha di far affari con
l'acqua sfuggendo alla rete dei controlli sui bilanci pubblici.
Comunque, a prescindere dal fatto che siano addentro alle amministrazioni pubbliche o dirigenti della società, responsabili di disservizi vanno comunque individuati;
se gli accordi tra società di gestione ed amministrazioni riguardo responsabilità ed investimenti non sono chiari, vanno chiariti, riscritti. Chi sbaglia
deve prendersi le sue responsabilità e lasciar il suo posto.
Mi sento oltretutto di contestare la proposta di un Commissario unico. A mio avviso sarebbe necessaria una commissione mista composta da tecnici, ingegneri, cittadini ed
amministratori che valutino nello specifico l'operato della Sasi, vigilino costantemente su di esso e producano un flusso
d'informazione costante all'utente, oltre che divenire un punto di riferimento permanente per tutte le realtà presenti nel nostro ambito territoriale.
Il commissario unico invece tenderebbe a prender decisioni in maniera autonoma e si rischierebbe di ripetere ciò che è accaduto con i manager della varie Asl sino ad
ora: decisioni prese senza tener conto dei cittadini con interruzione del flusso d'informazioni ed ampi sospetti di scelte influenzate da ben'altri interessi.
Naturalmente, questo, se si vuol lasciare tutto com'è e se non si vuole ancora comprendere che l'acqua deve tornare al cittadino e quindi al diretto controllo delle
amministrazioni che al cittadino devono per forza di cose rispondere del loro operato. E' un bene di tutti che non può e non deve essere amministrato in funzione di logiche
di potere e/o convenienze economiche private.
In ultima battuta mi sento di aggiungere che visto il dirottamento di finanziamenti altrove, causa principale dei disagi che viviamo, sarebbe opportuno rivedere un rimborso
anche riguardo agli aumenti, a questo punto ingiustificati, degli anni scorsi in relazione alla nostra zona.
Se gli aumenti servono ad investire in politiche di approvigionamento e risparmio dell'acqua (con riparazione e/o sostituzione di tubature ad esempio) possono aver un loro perché. In
questo caso, la Sasi, più che pretendere aumenti, dovrebbe pagare i danni a quelle zone non interessate da interventi vitali e che si sono ritrovate, da qualche anno,
in condizioni progressivamente sempre più drammatiche.
Consiglio caldamente di aggiungere sul tavolo della trattativa dei rimborsi anche questo punto aggiuntivo dunque.
Noi, su questo sito, continueremo a trattare la questione e ci auguriamo che su questo tema l'amministrazione continui, come ha iniziato a fare, a tener informato il
cittadino e valuti l'opportunità di organizzare un confronto sui progetti esistenti (come quelli di cui si chiede attuazione), sulle
problematiche della nostra rete idrica, chiarimenti sull'utilizzo industriale dell'acqua, sensibilizzazione sul tema del risparmio idrico e lavoro partecipato a nuove
soluzioni per migliorare, attraverso il confronto con le idee dei cittadini, le politiche idriche.
L'acqua è l'oro del terzo millennio. La sua gestione necessita di una programmazione e di investimenti pluriennali. Sono certo che questo genere di iniziative che si
fondano sulla partecipazione del cittadino, verranno prese in considerazione dall'amministrazione. Anche perché la crescente spinta dal basso che si riesce a percepire
nitidamente nel settore più attento ed impegnato della nostra comunità, comporta un quasi obbligato percorso in questa direzione.
Rifiuti e differenziata: Fara S.Martino vola, Rapino decolla...
GUARDIAGRELE???
Spulciando la rete mi sono imbattuto, dopo un bel po' di tempo in qualcosaincomune.it, il giornale, se così può esser
definito, del comune di Rapino. Avevo problemi a visualizzarlo con Mozilla, tant'è che credevo fosse svanito nel nulla. Meno male che non è così e rispolverando il vecchio explorer ho
potuto godere della veste, nuova, dell'organo d'informazione (???) di Micucci.
La home è indicativa. Abbiamo un pezzo (uno spot elettorale per Tavani ovviamente) riguardo il premio che prenderà il comune di Fara S.Martino come comune più riciclone del
centro-Italia e terzo su base nazionale nella categoria dei comuni sotto i 10.000 abitanti, con una percentuale di differenziata del 76%. Peccato solo che, malgrado la
cerimonia si sia celebrata il 22 novembre, questi dati erano già noti da tempo e che quindi riportarli
aveva senso come dire che ponendo un tegame riempito di acqua sopra una fonte di calore sufficiente, l'acqua si scalda sino addirittura a giungere ad ebollizione. Qualcosaincomune ha
dunque scoperto l'acqua calda e siamo contenti per loro, anche perché sono avanti a noi, dato che dalle nostre parti solo da pochi giorni abbiamo riscoperto quella fredda!
Ma a parte lo sfrontato malcostume di spacciare per giornale un qualcosa che non parla mai di problemi (i giovani di Rapino evidentemente non ne hanno!), ne di
informazione su determinati temi così a cuore al Primo cittadino di Rapino (vedi proposta di legge d'iniziativa popolare, talmente popolare da esser irreperibile!
Aggiornamenti sullo stato della struttura ospedaliera ecc.ecc.ecc.), ma solo dei successi propri, di amici, o sagre ed iniziative dell'amministrazione stessa, ho
notato che quantomeno è complicato, per non dire impossibile, reperire i miei vecchi articoli della mia ormai dimenticata rubrica su quel giornale.
Ero curioso di rileggerli, per riscoprire tutta la mia ingenuità di quel periodo riguardo alcuni aspetti della vicenda ospedaliera e come mia abitudine, sottolineare gli
errori, in cosa ho cambiato opinione, perchè l'ho fatto ed in cos'altro invece la penso allo stesso modo. Ma, salvo punti d'accesso che non ho trovato, i miei
articoli non ci sono più. Peccato. Mi toccherà copiarli e postarli qui da qualche parte.
A parte tutto questo, che comunque non è per far polemica, ma solamente per divertirmi, di tanto in tanto con personaggi che alle volte si prendono troppo sul serio (Micucci, Tavani,
Caramanico ecc.ecc.ecc.), dato che Fara S.Martino ha raggiunto tali livelli di efficenza, sarebbe bello sapere a che livelli siamo arrivati noi. Sarebbe bello che
l'amministrazione informasse il cittadino sugli sviluppi della politica, a mio avviso abbastanza blanda, riguardo la raccolta differenziata a Guardiagrele, sui
risultati derivanti dagli sforzi di chi ci sta mettendo buona volontà e sulle politiche presenti e future riguardo la gestione dei rifiuti.
Uno dei tanti dubbi che ho e che a parte un pezzo (senza seguito) su guardiagrelesociale.it, rimangono li, in attesa che mi metta l'impermeabile, imbocchi la pipa e con tanto di lente
inizi a cercar indizi anche su questo punto.
A Guardiagrele si paga Aria per Acqua.
Finalmente il Sindaco scrive alla Sasi spa per denunciare il fatto.
Come apprendiamo da guardiagrelesociale.it il Sindaco Palmerio ha preso carta e penna per
scrivere alla Sasi spa ed avere spiegazioni nel merito di misteriosi e più volte segnalati, movimenti dei contatori che conteggiano aria al posto dell'acqua. Su
questo blog se n'era parlato di questo fatto se non sbaglio, ma ciò che è positivo è che finalmente a muoversi sia l'amministrazione e che ce lo faccia anche
sapere.
Ovviamente la Sasi spa dirà che era all'oscuro di tutto ciò e non essendo probabilmente dimostrabile il contrario (a meno che non vi siano all'interno della stessa società soggetti
che vogliano affondarla una volta per tutte e che Dio li benedica nel caso) non si potrà parlare di truffa vera e propria. Ma sta di fatto che noi abbiamo ricevuto bollette
che devono essere riconteggiate al ribasso, in quanto per mesi i contatori, con il giochino di mettere e togliere acqua, hanno contato aria.
Ora ci sarà da comprendere in quanto sarà misurato il ribasso sulle bollette, dato che la stima non è affatto facile. Parliamo di mesi, parliamo di quantità d'aria non
calcolabile con precisione ed anzi, difficile anche solo da stimare in modo grossolano.
Un'altra cosa che penso sia il caso di tenere in debito conto è che se queste carenze idriche proseguissero, vi sarebbero non pochi problemi anche per i riscaldamenti ed il
corretto funzionamento delle caldaie. Penso inizi veramente ad essere il caso di far chiarezza e comprendere quando questa carenza idrica cesserà.
Le pioggie, seppur non nubifragi, ci sono state. Il 2007 è stato un anno di siccità incredibile eppure di questi tempi avevamo acqua a volontà. Ora si dice che ci sia
meno acqua adesso che al mese di agosto. Si dice sempre che ciò sia dovuto al mancato rifornimento che prima giungeva attraverso Fara F.Petri (un accordo temporaneo per il periodo
estivo).
Il come si possa essere sotto una sorgente e non aver acqua però, resta tutt'ora un mistero. Si parla di condutture semiotturate, che perdono e disperdono in alcune zone quasi il 70%
dell'acqua. Nessuno però riesce ancora a comprendere a chi spetti la manutenzione di questi impianti. Di fatto si paga l'acqua e parte di quelle bollette dovrebbero
servire proprio a fare questi lavori. Ma la macchina burocratica di gestione mista pubblico-privata della Sasi è inceppata proprio in questo punto vitale e non si sa bene ad oggi chi
è responsabile di cosa.
L'unica sensazione che viene fuori è che per l'ennesima volta le responsabilità della politica sono rilevanti. Questo abisso di risposte evanescenti andrà setacciato
centimetro per centimetro per giungere alla verità. Una verità che oltretutto rischia anche di essere inutile. Dio voglia che questo inverno sia molto piovoso, perché in caso di una
siccità come quella del 2007, nelle condizioni attuali, rischieremmo di vedere scenari da paese africano, con le file alle poche fontane che hanno qualche litro
d'acqua in più. Il tutto ai piedi della seconda cima più alta dell'appennino ed a pochi chilometri da una sorgente che alimenta diversi comuni regolarmente.
Il governo regala l'acqua alle multinazionali?
una legge approvata in agosto minaccia il bene più prezioso.
Signore e signori, vi porto la prova di come agisce questo Governo e di come la democrazia e la libertà siano veramente in pericolo. A seguito di una mail mandata da
Danilo ho fatto le mie verifiche ed ho scoperto quanto segue.
Il 25 giugno 2008 il viene approvato il DL (decreto legislativo) nr 112/2008. Attraverso il link, andate alla fine
dell'articolo 23 "Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato" e potrete notare come è seguito subito dall'articolo 24.
Il 5 agosto 2008 (mentre tutti pensavano alle ferie, Grillo e Travaglio compresi) il Parlamento approva il decreto che diventa
legge L 133/2008. Ma spulciandolo, qualcuno si è accorto che nel frattempo, in questo decreto è stato aggiunto un articolo: l'articolo 23 bis.
l'articolo 23 bis porta il seguente titolo: "Servizi pubblici locali di rilevanza economica"
In quest'articolo si impone la privatizzazione di tutte le risorse pubbliche, in particolare dell'acqua, sulla base delle regole di mercato. Il che significa, non
prevedendo ostacolo di alcun tipo, che si apre il mercato alle multinazionali per il controllo dell'erogazione di acqua.
Il testo rimanda alle Regioni la decisione delle modalità contrattuali sulla gestione delle reti, ma non esplicita "alcun onere" dei privati riguardo la manutenzione
ed il ripristino della rete di distribuzione, che resta pubblica proprio per far ricadere tutti i costi sulla collettività e garantire ai privati esclusivamente
l'utile.
Data la nostra realtà, l'incredibile situazione in cui versa il nostro territorio, stiamo sperimentando in questi mesi cosa significa affidare ad un privato (SASI nel nostro caso) la
sola gestione della distribuzione senza alcun tipo di onere riguardante la manutenzione dell'impianto. Siamo a novembre ed a causa di tubature fallate ovunque e di
una mancanza totale di investimenti pubblici o privati per garantire nuovi approvigionamenti idrici, non abbiamo che poche ore d'acqua al giorno. Le bollette comunque
le paghiamo, le tariffe si alzano ogni anno e paghiamo anche l'aria che passando ad ogni ripristino del flusso attraverso i condotti viene conteggiata come
acqua! (quant'aria avremo pagato come acqua da giugno ad ora?)
Ma sebbene questa realtà della privatizzazione sia già un qualcosa in essere (non v'è novità in questo), con questa legge non solo si fa obbligo d'affidamento a privati della
gestione della risorsa, ma si specifica anche che questo deve avvenire secondo le sole regole (quali? Proprio Tremonti parla di una mancanza totale di regole
nel mercato!) di mercato e quindi si apre all'assalto delle multinazionali che mentre il mondo è ancora ossessionato dal prezzo del petrolio, sono già avanti ed
intendono mettere le mani sull'oro azzurro.
L'acqua permette la vita. Controllare l'acqua significa avere un potere assoluto su ogni popolazione. Le multinazionali, o comunque i privati, possono gestire
(garantendo un minimo non definito e quindi "suscettibile" a stime di quantità simili a quelle del petrolio) la risorsa più scarsa ed importante del pianeta come preferiscono ed
oltretutto non vengono messi limiti riguardo la "commercializzazione" del bene. In pratica si parla solo di "distribuzione" e per distribuzione si può intendere anche
'imbottigliamento. Le speculazioni che abbiamo visto sul prezzo del Greggio sono state nulla in confronto a quelle che vedremo sull'acqua, con la differenza che se la
benzina sale, magari troviamo il modo di farne a meno quando non è indispensabile la macchina o troviamo mezzi e forme di energia alternativa; se sale il prezzo dell'acqua,
alternative non ne esistono ed a noi non resterà che pagare.
Prego, chi un po' se ne intende di esaminare con cura questo Art. 23 bis e valutare se le mie considerazioni sono in qualche modo errate. Resta il fatto che,
se i bene informati definiscono l'affare "SASI" una sorta di truffa, questo articolo, per come è scritto, potrebbe rivelarsi una rapina, ben nascosta in un "innocuo"
decreto legge che nessuno si è degnato di rileggere prima dell'approvazione o il cui art 23 bis è stato considerato poco importante.
Questo è comunque il governo della libertà, della trasparenza, del nuovo che avanza! Che inserisce articoli a tradimento in decreti apparentemente innocui o che trattano di tutt'altra questione, per far passare inosservato un provvedimento "impopolare" ed evitare il dibattito parlamentare su ogni questione "delicata". Lo hanno fatto con la scuola, l'hanno provato a fare con le leggi salva-premier (articolo nel decreto sui rifiuti però scoperto) e lo fanno in ogni cosa che potrebbe toccare la loro "immagine". Privatizzano tutto, così da comprare tutto ed aver potere su tutto, senza scrupoli, per il solo lucro dell'elite di cui sono rappresentanti ed esponenti. Vanno fermati e subito.
WAKE UP!!!
Inceneritori; un pericolo da non dimenticare
il potere somministra la supposta quando guardi altrove.
Gli inceneritori sembrano essere il sogno nel cassetto della politica di casa nostra. Da destra a sinistra i cosiddetti "termovalorizzatori" attraggono come sirene ogni dirigenza
politica, a prescindere dal colore politico o da un'ideologia d'appartenenza, nel momento in cui si trova al governo di una regione, parla di inceneritori.
Stando ad un post pubblicato sul sito di Beppe Grillo giorni fa, anche la "rinnovabile" Puglia è orgogliosa di questa politica con
i suoi 5 nuovi impianti. Si dice alla gente che quegli impianti servono per smaltire il rimanente di ciò che non può essere differenziato, ma ovunque siano sorti inceneritori, la
raccolta differenziata sembra svanire.
Questo perché agli inceneritori servono una quantità costante (ed enorme) di rifiuti per produrre energia e quindi divenire fonte di guadagno per chi li produce. Anche in Abruzzo,
Franco Caramanico voleva costruire ben quattro inceneritori, "più piccoli".
Potrebbe sembrare una scelta sensata quella dell'ex Assessore Regionale all'ambiente, ma l'Italia purtroppo ci ha insegnato che dove c'è profitto (vedi la sanità) li si instaura il
malaffare. Infatti se l'idea di farne quattro piccoli piuttosto che uno o due grandi in teoiria permetterebbe di spegnerne alcuni quando i rifiuti diminuiscono, vi sono due grandi
dubbi in proposito: perché spendere soldi per realizzare impianti che forse non funzioneranno? Ma soprattutto, perché chi li gestisce dovrebbe accettarne lo spegnimento vedendo calare
il suo profitto?
Ovviamente, il nostro sistema basato su clientele ed interessi forti in grado di orientare il voto, impiegherebbe poco a trovar qualche politico dedito a disincentivare la raccolta
differenziata per mantenere il proprio impianto e continuare a guadagnare. Il che porterebbe, a mio modo di vedere ad un abbandono di questa politica che comunque, in abruzzo, in
diverse zone è ancora carente.
Ovviamente, senza ripetermi nei particolari, gli inceneritori sono risultati, dalla maggior parte degli studi effettuati a livello internazionale, nocivi per la salute dei cittadini
che vivono in prossimità (ma anche fino a 300 Km) dagli impianti. Basta pensare ce i residui di cenere, quelli filtrati (perché una buona parte, essendo micropolveri sottilissime, non
hanno alcun filtro in grado di trattenerle), devono essere smaltiti in apposite discariche per rifiuti pericolosi, tossici e nocivi.
Oltretutto, come insegna il caso dell'Inceneritore Marcegaglia sequestrato in provincia di Bari dalla procura, spesso questi impianti neanche rispettano le norme di tutela ambientale
e della salute che, seppur insufficienti a garantire entrambe, esistono al momento. Naturalmente, mentre Travaglio è stato uno scoop giornalistico sensazionale per la sua condanna a
causa di una citazione dalle deposizioni di un processo senza aver sottolineato che Previti c'era ma non partecipò (ma neanche che partecipò), della questione dell'inceneritore della
regina di Confindustra, non si è parlato. Perché è ovvio che oggi si punti su Nucleare e Termovalorizzazione in Italia.
Con questa politica di "riforma" energetica, tra qualche decennio l'Italia sarà un paese composto da discariche di rifiuti radioattivi e discariche di rifiuti tossici. Oltretutto,
visti i precedenti in Campania dove le aziende di mezza Italia sversavano rifiuti tossici illegalmente per mezzo della Camorra, sarà anche piena di discariche abusive ed intere zone
contaminate.
Naturalmente, ora come ora, abbiamo problemi più importanti di cui occuparci, ma è necessario non dimenticare queste cose, perché in genere il potere agisce sempre così: crea il
diversivo e ti somministra la supposta mentre sei distratto a vedere altrove.
Ma dov'è finita la monnezza napoletana?
Il miracolo (?!) del Governo Berlusconi.
Mi intrometto tra un post ed un altro di Angelo Primavera riguardante la questione ospedale di Guardiagrele e dal come stanno strumentalizzando la questione i ...cari amici del centrodestra, per tornare a parlare di un problema cha ha attanagliato per mesi la Campania e che dopo l'avvento del nuovo govermo sembra si sia avverato il miracolo promesso.
»Leggi il resto...
Centro Olii "nell'interesse del governo"
...in Abruzzo si tace sull'argomento
"Il governo ufficialmente non prende posizione sul centro olii di Ortona".
La notizia è riportata con questo titolo dal quotidiano On-line "Primadanoi.it" del 2 ottobre ed è a mio avviso un falso, quantomeno nel titolo che in pratica si limita a citare la
dichiarazione "dell'attentissimo" Senatore Legnini.
A seguito infatti di una sua interrogazione parlamentare, riguardo la posizione del governo e nello specifico del ministero dell'ambiente sulla spinosa questione dell'impianto
dell'Eni e dei progetti della Società riguardo la costa abruzzese, gli risponde il ministro per i rapporti con il parlamento Vitto.
«Il governo è interessato alla attività di estrazione lungo la costa adriatica, ma l'indirizzo generale, pur non avendo alcuna preclusione, è quello che ciò avvenga con un puntuale
rispetto delle normative vigenti, dell’ambiente e della compatibilità con le realtà locali».
Ricordando la gestione dell'emergenza campana, in cui tonnellate di immondizia indifferenziata e di dubbia natura, in barba ad ogni norma, sono finite nelle discariche tra le proteste
inascoltate della popolazione, questa risposta non è affatto una mancata risposta, come invece afferma lo "sveglissimo" Senatore del Pd.
Il governo ha risposto eccome! E' lui che non ha capito la risposta che oltretutto era abbastanza chiara e netta. Il governo ha detto che "è interessato all'attività di estrazione
lungo la costa adriatica". Una risposta che poi assume un significato ancor più rilevante da ieri quando, a mercati aperti, Berlusconi consigliava di comprare le azioni di Eni, Enel
ed ovviamente Mediaset.
La sensazione che ne viene fuori, mentre il Pd dorme ed a mio modo di vedere, dormono anche i giornalisti, è che si sia instaurato un asse d'interesse che parte dall'Eni, attraversa
tutto il centro-destra per giungere sino al Premier.
Questa deduzione mi viene leggendo i vari titoli da campagna elettorale già avviata in cui tutti si preoccupano solamente di nomine, candidature, poltrone, sanità (ma solo
nell'aspetto populistico e demagogico, senza affrontare la questione del deficit) e ambiente attraverso polemiche sull'acqua ed allarmi sulle discariche, entrambi settori in cui, tra
privatizzazioni ed inceneritori c'è da mangiare.
Per coloro che sono contro la creazione di quell'impianto mostruoso e contro lo scempio che si vuol fare nell'adriatico (oltre alle piattaforme già esistenti e le concessioni per
costruirne altre, sono in corso ben 15 sondaggi che se dessero esito positivo significherebbero ulteriori pozzi) forse questi particolari sono importanti.
D'altronde, con l'assenza di programmi, che il Pdl non sembra preoccuparsi di fare, scegliere uno qualunque di questi schieramenti frantumati al loro interno è abbastanza
indifferente. Sembra che tutti siano pronti ad abbandonare la nave e vadano alla ricerca di qualche salvagente, equipaggiamento che sulle piattaforme Eni, abbonda.
Apocalisse Abruzzo
Sanità, Lavoro, Acqua, Ambiente, Pensioni...l'emergenza è totale!
E' una situazione veramente critica. Le elezioni a cui ci accingiamo avvengono in uno scenario veramente tragico. L'Abruzzo nei prossimi anni potrebbe definitivamente
collassare e la guida politica del prossimo quinquiennio sarà decisiva per le sorti di questa regione.
In attesa che la crisi dei mercati e delle banche si rifletta sull'economia reale con previsioni che i più ottimisti definiscono drammatiche, l'Italia parla di Federalismo
fiscale.
In questa congiuntura "astrale" si inserisce un Abruzzo con le gambe già falciate da circa 2 miliardi di debito sanitario.
Un debito che frena tutta l'economia regionale, impedisce incentivi, di finanziare le imprese e dunque il lavoro.
La sanità e dunque la sicurezza dei cittadini ad essa legata è precaria a causa di un riassetto gestito in maniera certamente oscena, quantomeno nella provincia di
Chieti. Gli alibi, per quanto giusti di un debito sanitario e di un'urgenza di rientro per evitare il commissariamento, non riescono a giustificare un qualcosa che è stato
definito "piano" ma che è apparso, per tutto il periodo di governo della giunta Del Turco, un'improvvisazione.
Il centro-sinistra ha cercato di elaborare una soluzione in corsa, affidando ai manager il compito di risolvere un problema che oggi rappresenta
l'handicap maggiore per noi. Ma è stato fatto tutto di fretta, in alcuni casi forse in buona fede, ma certamente in altri seguendo la logica dei clientelismi e delle
convenienze personali e politiche.
Il centro-destra, che oggi sa di poter vincere quasi a mani basse, specula sulle defezioni conseguenti ad azioni che mai si sarebbero potute
verificare, se non vi fosse stato proprio il danno del governo Pace. Senza 1.760.000.000 di debito, non ci sarebbe stato alcun riassetto o quantomeno, non sarebbe
stato certamente fatto con le logiche come quelle che possiamo intuire; logiche discutibili in alcuni casi o inesistenti in altri.
Quel debito iniziale è e rimane la causa di tutti i nostri problemi, oltre che essere, nella maniera in cui è stato maturato, un emblema di irresponsabilità e malsana gestione
del rapporto pubblico-privato.
Ma la sanità ed il debito sanitario, pur rappresentando il problema principale per il quale nessuno sino ad ora ha ancora trovato delle soluzioni concrete, se non tagliando, non è
l'unico problema di questa martoriata Regione.
Abbiamo un'emergenza demografica, con un invecchiamento della popolazione maggiore di quasi tutte le altre regioni; abbiamo una disoccupazione
crescente con disoccupati di lunga data che si attestano al 49% negli ultimi 10 anni, sintomo che è sempre più difficile trovare lavoro; nell'ultimo anno
un aumento del 17% dei disoccupati più giovani e il tasso di disoccupazione totale è incrementato di quasi un punto percentuale. Abbiamo una precarizzazione
massiccia del lavoro che elimina ogni stabilità e limita il potere di acquisto di salari medi che sono già tra i più bassi d'Italia, 850 euro circa.
Il 20% delle famiglie vive sotto o a ridosso della soglia di povertà; la media delle pensioni è di 540 euro, anch'esse tra le più basse d'Italia.
E' un Abruzzo il cui PIL negli ultimi dieci anni ha perso il 19%.
Ma non si conclude con l'economia. Inquinamento diffuso, avvelenamento di interi corsi d'acqua e tubazioni fatiscenti sono alla base di una carenza idrica sempre più
preoccupante della quale si parla poco e male. Il processo di privatizzazione, con l'appalto a società private per la distribuzione dell'acqua ha una regolamentazione che per
i più è un enigma, resa confusa forse per rendere più complicato stabilire le responsabilità.
Inquinamento e scarsità dell'acqua sono problemi enormi per una regione che, almeno sulla carta, vuole investire sul turismo ambientale, oltre che per un settore agricolo abbandonato
nel dimenticatoio.
Per non parlare dell'ambiente in se. I rifiuti, la differenziata a singhiozzo, le discariche stracolme, il pericolo di una nuova emergenza che darebbe il via libera,
ad un governo nazionale, per piazzare inceneritori ovunque, malgrado due terzi degli studi dimostrino che essi, oltre ad essere energeticamente sconvenienti,
provocano danni ingenti alla salute della popolazione.
Il centro Petroli, o centro Olii che minaccia la costa ortonese, l'ambiente, l'agricoltura e l'economia ad esse legate è l'emblema di una regione in mano ai gruppi di
potere.
L'Abruzzo è in una fase drammatica e la crisi non è ancora arrivata. Se il governo, come sembra intenzionato a fare in accordo con un po' tutti gli altri, deciderà
seriamente di ricorre ad aiuti di Stato, aumentando ulteriormente il debito pubblico e di conseguenza diminuendo le risorse disponibili, la nostra regione rischia il
fallimento, la bancarotta.
Mi auguro che questo quadro generale sia utile ai cittadini in vista delle prossime elezioni. Chi non si presenta con un programma pronto a fronteggiare tutto questo, partendo
dal deficit sanitario in poi, è conveniente che lo si lasci a raccontar balle in piazza. Perché con i conti regionali in queste condizioni (mi riferisco al bilancio 2007) e
con questa situazione strutturale emerge uno scenario apocalittico. Se quel che vi diranno non prevederà una politica per fronteggiare questa crisi in ogni suo aspetto, non potrà
trattarsi d'altro che di balle.
La fonte dei miei dati, che spero di aver riportato correttamente è una ricerca dell'IRES-CGIL, (riportati in questo
articolo) per la parte riguardante PIL, pensioni, stipendi e disoccupazione. Il resto è storia e spero oggettivamente parlando, realismo. Ed a chiunque dovesse dire che non è il
caso di creare allarmismi con un simile scenario, ditegli pure di andare a...zappar la terra se trova lavoro.
Sentenza Centro Olii
Rettifica doverosa.
Rettifica doverosa che fa luce su un aspetto che mi aveva lasciato talmente sconvolto da esser messo in primo piano nell'ultimo post riguardo il Centro Petroli.
Da ulteriori controlli ho appurato che nella sentenza si cita, in un confronto "economico", la maggior importanza del petrolio rispetto alla produzione agricola di pregio. Non si fa
mensione della salute pubblica.
Il passaggio della sentenza che era stato del tutto snaturato dalla fonte che l'aveva espressa, nel proprio pezzo, come citazione testuale e virgolettata è la seguente:
"Va precisato al riguardo, infatti, per quanto riguarda le valutazioni inerenti l’impatto nei riguardi della coltivazione di pregiate colture agricole, che anche la
ricerca e la lavorazione di idrocarburi è del pari tutelata ed assume una valenza pari se non addirittura superiore a quella agricola, nel momento attuale in cui l’economia italiana
sopporta i gravi disagi economici conseguenti alla situazione mondiale nel campo delle risorse energetiche...."
Il documento ufficiale è scaricabile a questo
link
Porgo le mie scuse a chi segue il blog che ha avuto un'immagine deviata di ciò che accade ed ovviamente a chi la sentenza l'ha scritta.
Una sentenza su cui si può e si deve discutere, ma la cui discussione deve poggiare sulla realtà della sentenza stessa. Realtà che purtroppo a causa di una mia scarsa perizia nel
controllare la fonte, è giunta al lettore distorta.
Pur non essendo questo un organo d'informazione (le "notizie" infatti sono sempre riportate come spunti per riflessioni sui fatti, nel pieno diritto d'opinione tutelato dalla
costituzione) questo blog vuole diventare nel tempo un luogo dove notizie rilevanti ma poco amplificate o addirittura celate, siano punto di partenza che aiuti a comporre il puzzle di
ciò che accade, stimolando alla riflessione la coscienza di chi legge.
Internet è un luogo difficile da esplorare, le cui fonti d'informazioni sono molteplici e qualche volta non veritiere. Ma è l'unico strumento attualmente in possesso del cittadino per
arrivare a conoscenza di ciò che accade ogni giorno.
Ancora emergenza acqua?
Nonostante le prime nevicate e le pioggie dell'ultimo mese, l'acqua manca ancora.
Io non so quale siano le condizioni nelle altre zone di Guardiagrele. In via Anello, dove vivo io c'è una razionalizzazione dell'acqua a dir poco assurda. L'acqua viene tolta alle
nove di sera e dopo più di 12 ore non è ancora tornata. Un qualcosa di insensato di assurdo, date le precipitazioni e le temperature dell'ultimo mese che ormai dovrebbero aver fatto
rientrare le l'emergenza estiva.
La questione acqua dunque continuiamo a portarcela dietro ed a questo punto sarebbe da iniziare a chiedere uno sconto alla Sasi, sia per l'interruzione, senza preavvisi ne orari, del
servizio, sia per tutta l'aria che da mesi circola nelle tubature e viene conteggiata come acqua.
La politica ovviamente su questo tace o quando parla si professa o innociente o non competente. La situazione Guardiese inizia a farsi veramente preoccupante, la gestione della
risorsa più importante è misteriosa e soprattutto inefficiente. A peggiorare le cose poi il fatto che non si riescono ad individuare le responsabilità di questi disagi. Il sistema
creato tra amministrazioni Ato e Sasi non funziona e non da punti di riferimento al cittadino che riguardo all'acqua ha una sola certezza: dover pagare la bolletta.
Centro Oli Ortona...l'incubo continua.
L'Eni vince davanti al tribunale amministrativo.
E' quantomeno discutibile il fatto che associazioni di cittadini, ambientaliste, territoriali ed addirittura la Regione Abruzzo non abbiano voce in capitolo sulla realizzazione di un
impianto dal devastante impatto ambientale come quello del centro Petroli dell'Eni che a questo punto pare inarrestabile.
E' abbastanzanza indicativo come questo progetto sia stato poco osteggiato dalle forze politiche finché la popolazione civile non è insorta, come se non se lo aspettassero, come se i
politici non sapessero quali conseguenze avrebbe portato alle aziende, alla salute, all'ambiente.
E' incisivo pensare ad una giunta comunale, quella di Ortona, che non ha sottoposto quantomeno una sorta di referendum alla cittadinanza prima di avallare o approvare un progetto che
cambierà per sempre la vita, l'ambiente, la salute e l'economia della città.
E' tremendo notare come sul centro Oli il Consiglio Regionale si sia applicato solo in campagna elettorale prima ed in campagna elettorale ora, per altro, nel primo caso, con un
provvedimento che faceva acqua da tutte le parti e che ovviamente è stato facile da rendere illegittimo per il Tar.
Viene da pensare su quest'ultimo punto che questa discussione politica a livello di centro Petroli sia sorta solo ed esclusivamente per due disgrazie: la caduta del governo Prodi (e
le conseguenti elezioni di Aprile) e la caduta della Giunta Regionale ora. Se non vi fossero state, o in atto, le campagne elettorali, ho i miei forti dubbi sul fatto che una classe
politica, che se ne aveva volontà avrebbe potuto bloccare con mezzi legittimi molto tempo fa quel progetto, sia realmente contraria al centro Oli.
La politica oggi è fatta di immagini, di proclami, di azioni illusorie. Succede con i rifiuti, con la sanità, con la sicurezza. Ciò che però è importante è notare come gli stessi
protagonisti prendano posizioni "populiste" solo ed esclusivamente in vicinanza di scadenze elettorali.
Io non credo che la politica abruzzese sia in gran parte contraria al centro Oli, in quanto ritengo che in questi affari "sporchi" (nel senso ambientale del termine) vi sia sempre un
qualche vantaggio, sia pure di prestigio, conoscenza ed appoggi nella scalata al potere che a chi di mestiere fa qualcos'altro (con l'hobby della politica) fa molto comodo. Io credo
che il no politico sia una messa in scena grottesca con la quale si vuol convincere l'elettore che si sta dalla sua parte.
In poche parole, ho i miei dubbi sul fatto che la politica possa realmente organizzare, magari ricorrendo al consiglio di Stato, una valida difesa di questo territorio, perché quando
ha potuto farlo, non l'ha fatto.
CENTRO OLII DI ORTONA
La Basilicata sia da esempio, dopo 15 anni aumenta l'inquinamento, ma non i benefici
Il Centro Olii di Ortona torna di attualità. Oggi c'è attesa per la presentazione dell'esposto presentato dai Consiglieri Regionali Angelo Orlando (PRC) e Maria Rosaria la Morgia (PD) inviato alla commissione europea (l'organo esecutivo dell'Ue). Nello stesso tempo su Corriere.it si può leggere un articolo (che riassumo in breve) che boccia l’insediamento in Basilicata.
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Solo un mostro può indossare una pelliccia
Campagna a manifesti proposta da AgireOra network per gli animali
È stato realizzato un manifesto sul tema "pellicce" che, con un'immagine che attrae molto l'attenzione e uno slogan molto forte, non può certo passare inosservato.
Il manifesto ritrae due "mostri", uno con una pellicca intera, un altro con un giubbotto decorato in pelliccia, con lo slogan "Solo un mostro può indossare una pelliccia".
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Il Sahara sotto la Maiella
Il problema idrico guardiese drammaticamente ignorato
L'estate sta finendo e presto, si spera, le pioggie ci faranno dimenticare ciò che da qualche anno è divenuto praticamente un classico: Guardiagrele senz'acqua.
E' vero, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un calo drastico delle precipitazioni, ma quest'inverno è stato tutt'altro che avaro in questo senso e quindi ci si aspettava, se non
di sguazzare in piscine gonfiabili d'acqua potabile, quantomeno una razionalizzazione umana di questa risorsa.
Invece, come avvenne l'anno scorso, i mesi più caldi dell'anno li abbiamo fatti con le taniche nonostante le autoclavi. La razionalizzazione dell'acqua è stata selvaggia e la Sasi, la
società che gestisce il servizio idrico, si è guardata bene dall'avvisare in maniera efficace la cittadinanza riguardo gli orari in cui l'acqua sarebbe stata disponibile, cambiando
oltretutto di giorno in giorno, l'orario di erogazione del servizio.
Per diverse settimane si è andati avanti con due tre ore d'acqua al giorno, roba che a molti ha fatto venire qualche dubbio perché, ci stà che il clima cambia, ma se le città della
costa hanno acqua quasi tutto il giorno, è quantomeno un paradosso che un comune alle pendici della Maiella abbia una tale scarsità di risorse idriche.
L'amministrazione, l'interrogativo "acqua" probabilmente non se lo pone, o se se lo pone, evita accuratamente di studiare una soluzione efficace a questo problema che ormai è cronico
e con un clima sempre più caldo, in futuro non potrà che peggiorare. La Sasi non ha alcun interesse, dato che a lei, per fare utile, basta alzare le tariffe e poco importa se viene
erogata o non erogata acqua. Chi ne fa le spese (sempre alte) a fronte di un servizio sempre peggiore è il nostro solito cittadino guardiese.
Io ho sentito diversi pareri, non da esperti del settore, di cui due mi sembrano sufficientemente sensati per sollevare il dubbio d'esser, se non la causa, quantomeno un'aggravante di
questo "nuovo" problema.
Il primo riguarda la cisterna che rifornisce d'acqua il bacino d'utenza dei cappuccini. Nell'ultimo decennio la popolazione, o quantomeno le abitazioni che utilizzano acqua potabile
nella zona fuori le mura è aumentato parecchio. Probabilmente il serbatoio non è più sufficiente a garantire acqua per più di due ore al giorno, non tanto per una diminuzione (che
comunque c'è) della risorsa, ma quanto per un eccesso del numero degli utenti rispetto alla quantità d'acqua accumulabile.
Il secondo riguarda invece lo stato delle nostre condutture, (che già si sa, in Italia in genere sono disastrose e disperdono il 60% circa dell'acqua lungo il tragitto), che pare
sarebbero fatiscenti, necessiterebbero di lavori di manutenzione, riparazione e/o sostituzione.
L'acqua è un bene prezioso e primario. Abitazioni senz'acqua forse è un futuro a cui dovremo abituarci, dato che l'oro azzurro è sempre più scarso sul pianeta (per diverse cause che
non cito altrimenti gli anti-ambientalisti sentono puzza d'aglio e fuggono teerrorizzati d'esser impalati dal paletto del buonsenso!). Il nostro futuro dipende dalla nostra capacità
di ottimizzare l'utilizzo di questa risorsa. Ma se già oggi si vivono due mesi all'asciutto, se non si fa qualcosa, il rischio è che un domani qui le cose diventino
insostenibili.
Invito chiunque abbia conoscenze tecniche, storiche, pareri e possibili dati sulle cause di questa problematica TUTTA GUARDIESE, ad intervenire nei commenti. Perché il mio post l'ho
impostato senza il mio solito taglio "fazioso", ma devo dire che se venissero fuori responsabilità politiche o amministrative, o comunque collegate ai soliti "problemi" di gestione
della cosa pubblica, non me ne stupirei affatto.
In più mi piacerebbe sapere quali controlli vengono fatti sugli sprechi, chi se ne occupa. Quali aziende usano l'acqua guardiese, in che modo la usano e che tariffe hanno. Vorrei
sapere la Sasi di cosa si occupa a parte aprire e chiudere il rubinetto generale e mandarti la bolletta a casa.
Insomma, per la prima volta non faccio il tuttologo e lascio spazio a chiunque voglia parlare di questo problema, dare il suo punto di vista ed alimentare la discussione.
dite pure la vostra.
La catena
cambiare il mondo partendo dagli insetti.
Spesso su questo blog si è cercato di spiegare come sia essenziale difendere diritti anche quando non ci riguardano (in apparenza) in maniera diretta e quando a farne le spese sono
altri, magari per noi di poca importanza. Spesso si è fatto, ma è difficile riuscire ad offrire una metafora dell'importanza di una tale azione che ogni cittadino, o meglio essere
umano, dovrebbe fare a difesa del proprio vicino, in modo da tutelare l'altro ed essere tutelato a sua volta quando è lui ad essere in pericolo.
Ora una metafora di questa logica ci viene offerta dalla natura stessa. In questo video ci spiegano che dobbiamo difendere le api. In principio, ognuno di noi ragionando in maniera
semplicistica, superficiale ed immediata penserà: "ma che cavolo me ne frega delle api se non so come fare la spesa...crepassero tutte che del miele non mi frega nulla!".
E' la stessa logica che ci guida in genere quando ad esempio, una etnia diversa viene discriminata con una limitazione di diritti, o una particolare classe sociale viene favorita. A
noi non interessa mai, perché ormai siamo disabituati a far più di due collegamenti consequenziali di fila. In un mondo che da sempre basa l'ecosistema e dunque la vita, sul modello
di una catena (quella alimentare ad esempio) la logica che ci è stata indotta, di fermarci a riflettere sul nostro anello ed al massimo su quello che segue il nostro, è un suicidio
vero e proprio.
Se infatti si approfondiscono legami, si ampliano le conoscienze, ci si rende conto che anche un problema "insignificante" come la moria inspiegabile (in parte) quanto rapida di un
insetto come l'ape, sia un problema enorme che non può essere ignorato da un essere umano. Infatti, questo video ci illustra come l'ape contribuisca, trasportando pollini,
all'economia agricola nell'ordine di centinaia di milioni di euro all'anno, e garantisca, oltre che l'economia, la stessa sopravvivenza dell'essere umano. Il tutto senza permesso di
soggiorno, nazionalità, residenza e cavolate simili.
Difendere l'ape, insetto isignificante, fastidioso per alcuni, addirittura terrorizzante per altri diventa quindi un problema importantissimo per tutti. Questo perché si supera, con
conoscienza, coscienza e ragione, il limite del nostro anello e di quello a noi più vicino.
Difendere l'ape per il nostro interesse economico e la nostra sopravvivenza alimentare, non è diverso dal difendere i diritti di minoranze che in un'ottica superficiale appaiono
inutili, fastidiose o talvolta (purtroppo oggi spesso) terrificanti.
Spero che il paragone venga colto e che con la diffusione di questa "notizia" sia riuscito a far comprendere a chi legge quanto è necessario che ognuno amplii la sua visuale, e veda
la vita, le cose e gli eventi, da una prospettiva più amplia, comprendendo finalmente che ogni diritto altrui difeso, seppur indirettamente e non immediatamente, produce la difesa di
un nostro diritto, privilegio, ed anche se detesto questa parola perché mercifica ogni cosa, utile.
Rifiuti in Campania: "L'emergenza che non c'era"
Inchiesta RaiNews24
Un'inchiesta di M. Lasagna per conto di RaiNews24 che prende spunto dall'intervista all'assessore all'ambiente della regione Campania W. Ganapini fatta da Matteo Incerti del Meetup di
Napoli e dall'intervista fatta da Giulio Finotti al geometra che presedieva i lavori della discarica di Lo Uttaro.
L'inchiesta, in base alle dichiarazioni di Ganapini e del geometra, dimostra come la cosiddetta "emergenza rifiuti" in Campania in realtà è architettata ed orchestrata dall'alto
affinché perduri nel tempo, tra discariche mai utilizzate e discariche "legali" costruite durante questi anni di commissariamento non a norma ed inquinanti.
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Inceneritori che uccidono.
Allarme dalla Francia: Provato da 435 studi il legame tra inceneritori, cancri e malformazioni.
Fino ad ora nessun giornale aveva mai pubblicato studi scentifici che provassero il danno alla salute degli Inceneritori (ribattezzati solo in italia "termovalorizzatori" in quanto questo termine fa sparire la parola "cenere" quindi rifiuti che volano liberi nell'aria). Lo ha fatto il Venerdì di Repubblica, con un articoletto minuto che però da la sintesi giusta e crea una breccia (seppur la notizia è messa in un angoletto) nella campagna di disinformazione che c'è in Italia attraverso i media.
435 ricerce svolte in Francia hanno dimostrato un aumento di casi di cancro e malformazioni neonatali nei pressi degli inceneritori con percentuali che vanno dal 6 al 23%.
La notizia di una notizia pubblicata è stata diffusa dal Blog di Beppe Grillo, che seppure resta per me un blog i cui fini ultimi sono molto dubbi, rimane in Italia un catalizzatore di informazione indipendente e questa sua funzione rimane indiscutibile.
Oggi gli inceneritori sono "la soluzione" che tutti (o quasi) i politici, da centro-destra come da centro-sinistra vedono al problema rifiuti. Questo perchè l'alternativa sarebbe quella di metter mano alle filiere produttive ed alla grande distribuzione, nonchè alle abitudini del consumatore, riguardo l'abbandono delle confezioni e riguardo la raccolta differenziata "porta a porta" obbligatoria.
L'obiezione più frequente è che queste teorie, seppur si volessero adottare, comporterebbero tempistiche che ora non abbiamo più. Ma la realtà è che il cittadino, se informato sulle conseguenze di queste scelte, sarebbe per primo a premere e magari anche a fare sacrifici per accellerarne almeno la parte del riciclo e del riutilizzo dei contenitori.
Se si spaventa il cittadino dove serve, ovvero che queste soluzioni quali i temovalorizzatori, sono un pericolo sempre più certificato per la salute ed il futuro delle nuove generazioni, così come viene fatto con il "clandestino" che in due anni di bombardamento mediatico è divenuto il problema numero uno anche per chi non ne ha mai visto uno in vita sua, si creerebbero ronde ecologiche e non ronde di soggetti dal bastone facile.
Il problema nel nostro paese resta l'informazione e la formazione all'informazione libera. il conflitto d'interesse tra potere (assolutamente non solo di Berlusconi e del centro-destra, che seppure ne rappresenta l'emblema non si esaurisce in quella realtà) e mezzi di comunicazione è ciò che ci rende incapaci di esprimere una volontà popolare e democratica cosciente.
La costituzione dice chiaramente che il cittadino ha diritto all'informazione. Una notizia così dovrebbe essere in prima pagina affianco al discorso relativo al disastro della Campania, perchè il cittadino deve sapere che le soluzioni che sia Pdl che Pd danno al problema rifiuti sono soluzioni dannose per il cittadino, dando anche una giusta prospettiva sulle proteste. Il cittadino che sa, non cambia partito...cambia il partito su questo fronte. Questa dovrebbe essere la dinamica della democrazia rappresentativa, che noi oggi non abbiamo, sostituita da un'oligarchia politico-economica che dei diritti si interessa solo a fronte di interessi propri.
Nucleare ad ultrasuoni
Una tecnologia tutta abruzzese e soprattutto pulita.
Sul giornale On-line "Qualcosaincomune" è stato pubblicato un pezzo riguardante il Nucleare pulito, alternativo credo a quello a cui accennavo pochi post fa e che rende, alla luce delle scoperte fatte dai ricercatori italiani che l'hanno inventato, ancora più assurda l'odierna politica del Centro-destra riguardo il rilancio del già obsoleto Nucleare di terza generazione.
Contrariamente a quello che aveva esposto il professor Rubbia, il bombardamento d'ultrasuoni non interesserebbe l'atomo di Tanio, ma il cloruro di ferro ed udite udite: la produzione di energia attraverso pochi grammi di questa sostanza equivale a quella derivante da chili di Uranio. Il tutto senza nessuna produzione di radiattività (anche se sarebbe bene comprendere quali altre forme di inquinamento preveda).
Seppur rimango sostenitore del solare termodinamico (che non produce inquinamento alcuno essendo composto da materiali riciclabili e renderebbe i cittadini energeticamente indipendenti) sarei tranquillamente non contrario (dimostrato l'effettivo basso impatto ambientale di questa tecnologia) a questa innovazione nucleare. Per dirla tutta, una soluzione ibrida (nucleare dedicato alle imprese, solare all'uso domestico) a mio avviso sarebbe l'ideale.
Ma se questa scoperta di un ricercatore abruzzese Professor Cardone, tutta italiana non è presa in considerazione dal governo, (così come il nuclare di quarta generazione) qualche motivo ci sarà. Vero che è ancora in fase sperimentale e che non è ancora sviluppata per la produzione su larga scala, ma se venisse finanziata, potrebbe portare in un decennio l'Italia a disporre di una tecnologia rivuoluzionaria e pulita ed in un trentennio ad avere le prime centrali pulite e con maggiore potenziale di produzione energetica.
Il motivo di questo silenzio personalmente trovo facile individuarlo. Costruire centrali nucleari di terza generazione può dare maggiore margine di utile, contando sulla scarsità delle materie prime, sui costi di stoccaggio che rimangono estranei alla gente. Speculando su questi aspetti, si può vendere energia ad un costo maggiore e quindi produrre maggior profitto per Enel, Eni e tutte le società ad esse collegate. In fondo ciò che è fondamentale per i governi che si alternano nel nostro paese è mantenere il cittadino attaccato al cordone della speculazione di queste grandi aziende con il maggior margine di profitto possibile per le aziende stesse.
A questo punto chiedo direttamente agli elettori del centro-destra: Volete veramente questo nucleare di terza generazione, mentre tutto il mondo si prepara alla quarta ed il brevetto della tecnologia nuclare definitiva (se si mantenessero fede alle parole dette) è italiano? Vorreste veramente che 50 miliardi di euro siano investiti per la costruzioni delle prime centrali che oltre a produrre scorie, problemi e costi per lo smaltimento delle stesse, pericoli (seppur minimi) di disatro nucleare, produrranno solo il 7% del (attuale) fabbisogno energetico nazionale?
Non preferireste incentivare le rinnovabili pulite nel frattempo che si prepari questo nuovo nucleare (o quantomeno quello di quarta generazione) e poi, sempre ammesso che questo rispetti le attese, creare energia pulita dal cloruro di ferro, eliminando completamente la dipendenza dall'estero anche sul fronte delle materie prime (il ferro è presente ovunque ed in Sardegna ed altre zone abbondante)?
A noi "estremisti ambientali" non ci ascolterà mai nessuno, ma forse, se le mie idee non sono così assurde per voi elettori di centro-destra, a voi vi ascolteranno...ammesso che chi è a capo delle vostre varie correnti politiche (fenomeno a cui anche il centro-sinistra è soggetto) non pensi solamente al suo profitto ed al profitto delle lobby energetiche. Sarebbe un bel banco di prova per screditare tutti quelli che quando leggono Partito delle "Libertà" o sentono il premier parlare di "democrazia" storcono il naso o si lasciano adare ad un sorrisetto sarcastico.
Nucleare a tutti i costi? Almeno si discuta sulla generazione.
Il centrodestra impone il nucleare "sporco".
Grazie al nuovo governo da oggi sapremo che l'Italia diverrà un bel serbatoio di scorie radiattive con aumentate probabilità di disastro nucleare. Scajola dimostra la linea di un governo che del futuro dell'Italia se ne frega e nel fregarsene non offrirà alcun tipo di concertazione alla popolazione.
Si dice no al nucleare a priori? No! Qui si dice no al nucleare che vuole mettere in campo il centro-destra, il nucleare di terza generazione che per giungere al quantitativo di energia pensato (35%), si attesterebbe a più di una centrale nucleare per regione.
A prescindere dal fatto che il solare da solo sarebbe più che sufficiente, se prodotto su larga scala (con enorme abbattimento di costi) a soddisfare il fabbisogno energetico domestico di tutto il paese eliminando per sempre le bollette energetiche (da qui il SIAMO PRONTI di Enel ed Eni che vedono nel solare una minaccia ai loro profitti), Rubbia ed altri scienziati sono allo studio di un nucleare di quarta generazione che prevede la produzione di energia attraverso bombardamento del nucleo di Tanio con ultrasuoni e che non dovrebbe procurare scorie.
Ma al centro-destra populista questo non frega. Meglio arrivare al 2013 con il primo mattone di una centrale nucleare "sporca" che attendere il 2018 e magari (qualora la ricerca porti i risultati sperati) ottenere un nucleare che magari anch'esso produrrà inquinamento, ma almeno non scorie radiottive.
Oltretutto, sia ben chiaro, che le centrali nucleari costeranno un capitale assurdo. Enel ed Eni, per coprire i costi dovranno innalzare le bollette di luce e gas già da ora, il che in aggiunta al costo in continua crescita del greggio provocherà un'impennata dell'inflazione che demolirà completamente il già inesistente valore d'acquisto di salari e stipendi.
Per una volta spero che queste motivazioni siano plausibili anche per i "non ambientalisti". Quando arriverà il nucleare di quarta generazione, dati alla mano si potrà discutere. Ma il nucleare di terza, quello che produce scorie, lasciamolo perdere perchè diverrà obsoleto nel giro di un decennio (tempo di costruzione delle centrali se andassimo a ritmo degli altri paesi).
Conoscendo l'Italia, noi arriveremo ad innaugurare la prima centrale nucleare di terza generazione quando in altri paesi si poggeranno i primi mattoni di quella di quarta. Credo sia una follia.
Io penso che bisognerebbe fare una scissione tra l'uso domestico e l'uso industriale dell'energia. Sviluppare il solare termodinamico per l'uso domestico, incentivarlo in modo da poter abbattere i costi, renderlo accessibile alle famiglie e sollevare le stesse dai costi dell'energia ed attendere la quarta generazione per l'energia destinata alle industrie. Ciò che verrebbe risparmiato dalla prima soluzione, in attesa del nucleare di quarta generazione, sarebbe affidato, sottoforma di detrazione sui costi energetici alle imprese.
Non sarebbe un modo sensato di prendere due piccioni con una fava? Penso che a parte Enel ed Eni che campano sulla spremitura all'osso dei cittadini italiani, nessun altro sano di mente baratterebbe un'energia gratuita come quella del solare termodinamico (per la propria casa) con la perenne dipendenza soggetta alle speculazioni dei mercati finanziari, di fornitura da parte delle grandi aziende energetiche.
Ovviamente, se la quarta generazione rispetta quelle che sono le premesse. Altrimenti il "No" se la beccherebbe anche quella. Il sole è fonte inesauribile di energia pulita. Sviluppando le tecnologie ed incentivandone la diffusione, il sole da solo basterebbe a mandare in pensione qualsiasi altra fonte di energia (in un ventennio circa). Ma a chi dalla fornitura energetica ricava gran parte del suo potere e del controllo sulle masse, credo che questa idea non incuta timore: ma induca panico profondo.
Wi-fi e scorie radioattive protette da segreto di Stato
I pericoli che l'Italia ignora
Partiamo dal wi-fi. Io mi sono sempre chiesto come mai si dica tanto che le onde elettromagnetiche dei cellulari fanno male, mentre invece non si dica nulla sugli apparecchi wireless e soprattutto sulle connessioni wi-fi.
Un motivo (per ora) sembra non esserci. Infatti seppure non vi è ancora una risposta certa riguardo al rapporto tra i danni alla salute (soprattutto dei bambini) e le antenne dei ripetitori e dei cellulari, sempre più scenziati avvalorano queste tesi.
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Cibo come carburante per le macchine
Fidel Castro lancia l'allarme globale.
Fidel Castro come ogni dittatore non gode certo della mia stima e di sicuro ci penso mille volte a prender per oro colato ciò che dice. Ma ormai persino lui può permettersi il lusso di avere ragione, in uno scenario internazionale che noi non conosciamo perchè siamo troppo impegnati con il bullismo a scuola (come se i bulli non ci fossero mai stati) e con gli alunni sospesi perchè riprendono un prof mentre fuma in classe.
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Nasce la Puglia all´idrogeno.
Si potrà viaggiare con un carburante regalato dal sole e dal vento
da Promiseland.it
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Non nel mio giardino...ma neanche in quello del vicino.
Il centro oli di Viggiano: è questo il futuro secondo Pd e Pdl?
Perchè è importante per noi abruzzesi un voto che non sia nei partiti "maggiori"? Perchè sia Pd che Pdl hanno nel loro programma una politica che viene chiamata di "semplificazione" nella realizzazione di "opere pubbliche" e per la creazione di "strutture atte al rilancio industriale" o più spesso "necessarie". Strutture, infrastrutture ed impianti che molto spesso fanno un unico interesse e non è quello della gente.
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Il voto utile sull'energia.
lezione di Energia da Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica
Lungi da ma fare spot elettorali per questo o quel partito, ma dopo settimane passate costretto, dal guasto del mio pc (a proposito ringrazio i menestrelli per il contributo economico a fondo probabilmente perduto che hanno concesso per la riparazione) a sentire i vaneggiamenti di "Veltrusconi", pur rimanendo nella mia incertezza sull'andare a votare o meno, voglio spezzare una lancia per la "sinistra arcobaleno" su di un tema a me caro: "energia e ambiente".
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Il Centro Oli stoppato...
...per la campagna elettorale.
Opposizione e maggioranza in Regione finalmente si sono trovate
d'accordo sullo Stop all'Eni per il progetto del Centro Oli ad Ortona.
Qualcuno un po' ingenuo potrebbe pensare ad una presa di coscienza della Regione che decide di star dalla parte dei cittadini (per una volta) e del buon senso, data la catastrofe ambientale ed economica che questo progetto porterebbe.
interpellanza_petrolio.doc (29.5 kb)
info-oil-abruzzo1.pdf (541.31 kb)
Mappa dei permessi petroliferi (327.37 kb)


















