Centro Olii "nell'interesse del governo"
...in Abruzzo si tace sull'argomento
"Il governo ufficialmente non prende posizione sul centro olii di Ortona".
La notizia è riportata con questo titolo dal quotidiano On-line "Primadanoi.it" del 2 ottobre ed è a mio avviso un falso, quantomeno nel titolo che in pratica si limita a citare la
dichiarazione "dell'attentissimo" Senatore Legnini.
A seguito infatti di una sua interrogazione parlamentare, riguardo la posizione del governo e nello specifico del ministero dell'ambiente sulla spinosa questione dell'impianto
dell'Eni e dei progetti della Società riguardo la costa abruzzese, gli risponde il ministro per i rapporti con il parlamento Vitto.
«Il governo è interessato alla attività di estrazione lungo la costa adriatica, ma l'indirizzo generale, pur non avendo alcuna preclusione, è quello che ciò avvenga con un puntuale
rispetto delle normative vigenti, dell’ambiente e della compatibilità con le realtà locali».
Ricordando la gestione dell'emergenza campana, in cui tonnellate di immondizia indifferenziata e di dubbia natura, in barba ad ogni norma, sono finite nelle discariche tra le proteste
inascoltate della popolazione, questa risposta non è affatto una mancata risposta, come invece afferma lo "sveglissimo" Senatore del Pd.
Il governo ha risposto eccome! E' lui che non ha capito la risposta che oltretutto era abbastanza chiara e netta. Il governo ha detto che "è interessato all'attività di estrazione
lungo la costa adriatica". Una risposta che poi assume un significato ancor più rilevante da ieri quando, a mercati aperti, Berlusconi consigliava di comprare le azioni di Eni, Enel
ed ovviamente Mediaset.
La sensazione che ne viene fuori, mentre il Pd dorme ed a mio modo di vedere, dormono anche i giornalisti, è che si sia instaurato un asse d'interesse che parte dall'Eni, attraversa
tutto il centro-destra per giungere sino al Premier.
Questa deduzione mi viene leggendo i vari titoli da campagna elettorale già avviata in cui tutti si preoccupano solamente di nomine, candidature, poltrone, sanità (ma solo
nell'aspetto populistico e demagogico, senza affrontare la questione del deficit) e ambiente attraverso polemiche sull'acqua ed allarmi sulle discariche, entrambi settori in cui, tra
privatizzazioni ed inceneritori c'è da mangiare.
Per coloro che sono contro la creazione di quell'impianto mostruoso e contro lo scempio che si vuol fare nell'adriatico (oltre alle piattaforme già esistenti e le concessioni per
costruirne altre, sono in corso ben 15 sondaggi che se dessero esito positivo significherebbero ulteriori pozzi) forse questi particolari sono importanti.
D'altronde, con l'assenza di programmi, che il Pdl non sembra preoccuparsi di fare, scegliere uno qualunque di questi schieramenti frantumati al loro interno è abbastanza
indifferente. Sembra che tutti siano pronti ad abbandonare la nave e vadano alla ricerca di qualche salvagente, equipaggiamento che sulle piattaforme Eni, abbonda.
































