Il senato regala l'Abruzzo ai petrolieri.
passa il ddl 1195 ex 1441. Ora si attende solo la ratifica finale della camera.
Passa il ddl 1195, il famigerato ex ddl 1441 che abbiamo trattato diverso tempo fa e nessuno ne parla. La stampa regionale e nazionale dorme dinanzi ad uno scempio legislativo che ora attende solo l'ultima ratifica della camera prima di produrre i suoi effetti devastanti.
Un disegno di legge, come hanno osservato in molti sul web, confuso sin dal suo titolo e scritto in maniera tale che nessun comune cittadino possa comprenderlo a pieno. Ma alcuni passaggi fondamentali che fanno intendere il vero senso di questo sopruso e le oscenità che vuole andare a permettere si evincono da alcune frasi che danno il potere decisionale, in materia di concessioni petrolifere, nelle mani del ministro Scajola e dell'ufficio territoriale minerario che a lui fa riferimento.
In più i comuni, le province e le regioni sapranno solo a concessione approvata che il loro territorio sarà interessato da esse. Viene tolto ogni strumento di difesa non solo alla gente, ma anche alle amministrazioni le quali, a seguito del principio per il quale la concessione comporta il permesso di iniziare i lavori introdotto con questo ddl, si troveranno dinanzi al fatto compiuto. Per chiudere le nefandezze visibili ad una prima lettura, le multinazionali non hanno più obblighi di "informare" le popolazioni su ciò che faranno e su quale impatto avrà il loro insediamento sul territorio.
Ovviamente, non paghi di tutto ciò, sono state inserite pure due prese per il culo. La prima è uno sconto sulla benzina risibile proveniente dall'innalzamento delle royalties dal 7 al 10%, per le zone interessate dalle concessioni estrattive. La seconda è che questo nuovo modo di procedere non si applica nei casi in cui sia già stata raggiunta un'intesa a livello locale e regionale. In pratica è una legge mirata solo ad eliminare i no, ad eliminare i freni che impediscono, in Abruzzo come altrove di dar il via allo scempio.
Tutto questo avviene mentre noi abruzzesi veniamo distratti con promesse dal nauseabondo sapore elettorale relative alle zone colpite dal sisma in aprile e da espropri arbitrariamente decisi dal governo per consentire la costruzione di new town, prefabbricati e quant'altro sia necessario a fronteggiare un'emergenza per la quale, impegno dei volontari a parte, sino ad ora è stato fatto pochissimo e malissimo. Un qualcosa che avevo ben previsto un mese fa, quando dissi che il cataclisma aquilano sarebbe stato un ottimo diversivo per portare avanti un progetto che dal mio punto di vista ha del criminale e favorire la cessione del territorio regionale all'utile di Eni, Petrolceltic ed altre multinazionali.
L'Abruzzo già in ginocchio è pronto dunque a ricevere il colpo di grazia. Una volta approvato questo ddl in maniera definitiva alla camera, tra un'intera provincia ridotta in polvere e le restanti che verranno bersagliate da impianti petroliferi in terra e nel mare a pochi chilometri dalla costa, il male di questa terra sta entrando nella sua fase terminale. Sinceramente, da parte mia, ho solo la speranza che l'Abruzzo si svegli di colpo ed insorga, ma è una speranza molto molto fiebile. Da ciò che leggo, da ciò che vedo, da ciò che sento, il coma nel quale ci troviamo è sempre più prossimo all'essere irreversibile.
































