Teramano e pescarese nelle mire di Eni e Petrolceltic!
l'incubo petrolio è tutt'altro che svanito.
Il 17 dicembre 2008 il governo ha dato il via libera all'istanza per l'estrazione di idrocarburi nella zona di Pineto-Atri e Citta S.Angelo. Il 18 dicembre, lo stesso governo ha impugnato la legge regionale che rappresentava, seppur piena di imperfezioni, l'unico ostacolo normativo alla costruzione della raffineria denominata Centro Oli in contrada Feudo ad Ortona ed ai progetti dell'Eni e di altre compagnie petrolifere sul nostro territorio.
La battaglia è dunque tutt'altro che vinta ed anzi, se il nuovo consiglio regionale non si adopererà immediatamente con una legge specifica e definitiva, a fronte di promesse elettorali a mio modo di vedere molto vaghe, corriamo gravi rischi dato che ci troviamo attualmente in una condizione peggiore di quella antecedente il voto. Abbiamo perso una legge, seppur imprecisa che però ci tutelava; abbiamo guadagnato un "parere negativo" (limitato alla raffineria di Ortona) dallo stesso governo che continua a dare nulla osta senza problemi e senza che le amministrazioni locali sappiano nulla.
In questo articolo di Giovanna Di Carlo sul sito Abruzzo24ore, c'è un'ampia e dettagliata spiegazione di ciò che sta accadendo nel teramano e nel pescarese. Si parla di pozzi, di raffinerie di oleodotti. L'incubo di contrada Feudo duplicato e con un copia-incolla applicato al suolo teramano-pescarese, sui cui confini è prevista, tra le altre cose, anche una delle centrali nucleari del ministro delle scorie radioattive, Scajola.
Oggi ho contattato il comitato Natura verde che da sempre si è battuto contro il centro oli. E' mia intenzione quella di studiare delle campagne di sensibilizzazione ed informazione da promuovere attraverso l'uso del nostro sito (che a breve diverrà un vero e proprio portale) e l'attività live di gruppi che come il nostro sentono forte l'esigenza di fare la propria parte, seppur piccola, per contrastare questa minaccia.
Rimanere con le mani in mano, dal momento che Chiodi dorme e Berlusconi pensa a come saccheggiare la Sardegna mentre i suoi ministri lasciano ai petrolieri carta bianca in Abruzzo, è un'azione complice. Bisogna passare all'azione e mi aspetto che anche la società civile guardiese, l'amministrazione, le associazioni di volontariato e culturali, i cittadini, inizino a collaborare a ciò. Non commettiamo l'errore di pensare che questa minaccia non ci riguardi.

































pietro1963
In Italia le battaglie non si fanno, perché non si sanno fare. Perché i voti sono proprio dei veri favoritissmi e compromessi.
Ho sentito più di una persona in merito alla lotta, ma in pochi veramente pochi fanno le azioni fisiche, L'omertà regna, qualcuno ne fa un colore politico strumentilizzando un problema serio come questo. In tanti fanno finta di niente, altri se ti esponi troppo, ti fanno sentire una nullità. Guardate adesso è aumentato il prezzo dei carburanti, ma nessuno dice niente, non uno sciopero, non un grido, che vergogna, egoisticamente parlando vado a metano, il problema non mi riguarda.
Realizzate una lettera che parla di tutti i benefici della regione verde abruzzo, ne evidenzia tutti vantaggi.
Ricordando in modo bonario l'accordo di Berlusconi e di Chiodi in fase
di elezioni, e cioè che non faranno nulla contro gli abruzzesi.
Parlare del protocollo di Kioto, che si può fare a meno del petrolio.
Senza fare un attacco diretto al sistema pro petrolio, non so se mi sono
spiegato?
La busta ovviamente avrà come mittente il singolo cittadino o un organizzazione il 50% sarà spedito a Palazzo Chigi di Roma, al 50% il Palazzo della Regione Abruzzo.
Se 1000 persone spediscono 6 buste a settimana sono 6000 buste a
settimana x 4 sett. diventano 24.000 buste.
Il compito di ogni partecipante, sarà quello di mettere il francobollo a
sue spese e di spedirlo dal proprio comune di residenza.
Penso che alla fine qualcuno dovrà, pure dare una risposta definitiva.