I Menestrelli...ops...“I Cantori di Storie”
al Passo del Brigante sotto mentite spoglie
Per una serata da dedicare a De André abbiamo deciso di togliere i panni de “I Menestrelli di Graelion” e indossare abiti inediti marcati “I Cantori di Storie” ma il vizio di far tardi è rimasto.
Nelle “prove libere” del pomeriggio si era deciso di arrivare al Passo del Brigante verso le 19.00 per scaricare, montare e provare i suoni ma come nostra abitudine siamo arrivati lì alle 20.00 con l'acqua alla gola e il tempo che ci stringeva nella morsa del ritardo.
Senza provare i suoni e con l'amplificatore del mio basso che faceva i capricci abbiamo iniziato a suonare De André verso le 21.30. Fortuna ha voluto che la felicità e il “caos sano” creato dai cori da stadio della società Handball Guardiese ha coperto involontariamente i difetti di un gruppo arrugginito sui pezzi di De André e questo ci ha liberato dall'ansia da prestazione salita durante il pre-serata.
Le richieste di pezzi come “Bocca di Rosa” e “il Pescatore” ci hanno un po' scombussolato la scaletta così che dopo la pausa cibo eravamo a corto di canzoni movimentate, ci erano rimaste solo “Fiume Sand Creek” e ”Volta la Carta”.
L'urgenza di trovare pezzi che movimentassero una serata ormai giunta al capolinea ci ha costretti a tornare nella nostra forma originale: “I Menestrelli di Graelion”. Con alcune canzoni della Bandabardò e alcuni pezzi nostri abbiamo portato a termine la serata, una serata che è andata molto meglio del previsto, è stato come sentirsi in montagna un 15 agosto, senza la paura e il timore di una nota stonata.

































Angelo P.
La cosa che è piacitua di più a me, oltre che i brani inediti alla fine, che anche in versione "unplugged" hanno dimostrato di avere sostanza (quindi nn sono i distorsori che fanno la differenza, ma i brani in se), è stato il clima respirato per tutto il tempo. Prendere ciò che si fa sul serio senza prendersi troppo sul serio. Un qualcosa che per una band dai contenuti tutt'altro che leggeri come la nostra penso sia essenziale. Anche perchè spesso, quando si mostra un analisi negativa di ciò che è il mondo o la condizione umana attuale, si viene visti come soggetti che non amano vivere e divertirsi. La sana follia che impera nella band è una dimostrazione di quanto preoccuparsi di ciò che accade, soffrire per la deriva della nostra società e cercare di trovare un'alternativa, non sia affatto sinonimo di deprimente pessimismo. In fondo, per quanto possa sembrare assurdo, chiunque nel suo piccolo cerchi di apportare un miglioramento anche minimo alla collettività, non può che essere un ottimista, anche quando ha una visione della attuale realtà decisamente negativa.
simone dal pozzo
Sono rimasto colpito dal "finale" del commento di Angelo! Ottimismo e lettura negativa della realtà! Davvero interessante. Le ho inserite nella news su guardiagrelesociale. Spero non ci siano problemi!
Angelo P.
ho letto la didascalia sulle news del sito...nn posso che ringraziare. ;)