Qualcuno si chiede che fine abbia fatto e perché non scrivia in un periodo importante come questo, dove la gente è in panico da candidato e non sapendo che pesci pigliare si va
a spulciare in rete i retroscena dei vari nomi. E' semplice: trovo che questa sia un'abitudine patetica.
La rete pullula di blogger e di utenti che oggi si sentono cittadini perché s'informano a scadenze elettorali, un po come quei cattolici che si sentono cristiani
perché vanno a messa nei dì comandati. E' importante informarsi, certo, ma non a scadenze elettorali e non con l'unico fine di orientare un voto sulla base di ciò che si riesce a
capire in un mesetto di superficiale resoconto degli episodi precedenti.
Una logica del meno peggio che non regge perché sino ad ora, dai nomi che ho visto affissi, come si suol dire, il più pulito ha la rogna. Una logica che fa il gioco
di una classe dirigente che cambia facce, seleziona uomini e donne immagine, si presenta in una veste di accattivante compartecipazione popolare ma che poi, a conti
fatti, fa quel che vuole.
Da destra a sinistra, senza dover essere qualunquisti, c'è in tutti l'arrogante presunzione di avere un qualcosa in più pur non riuscendo ad esprimere niente di
diverso. Ci si rimpalla accuse, si riscrivono storie come vangeli apocrifi ricchi di documenti ben selezionati ed aneddoti. Nessun mea culpa senza una prefazione ed
un epilogo che dicano "ma è più culpa di quegli altri".
Ma oltre a tutto ciò, che è il motivo principale dell'essermi estraniato dai fatti locali e di questo mio latitare sul blog ora, c'è che in queste settimane mi sono reso conto
dell'inutilità del mio scrivere, parlare, ragionare e cantare. Mi sono reso conto di esser popolare solo quando sveglio Sancho e vado a pungolare il sedere di qualche mulino
a vento, che esso si chiami Caramanico, Palmerio, Micucci, Tavani o simili. Mi sono sono reso conto che non piaccio: piace il mio ruolo. Fa comodo all'avversario
politico di quello che prendo di mira; fa comodo a chi dovrebbe muovere il culo per farsi sentire ma preferisce vivere "le avventure della
rivoluzione" al riparo seduto davanti al pc, facendo il tifo, fedele all'antico motto dell' "armiamoci e parti!", senza neanche poi condividere un granché ciò che dici,
semplicemente affiliandosi perché sei "contro".
A me di recitare il ruolo del paladino di qualcosa nell'eterno irreality show locale non frega nulla. Pensavo fino a non molto tempo fa di poter stimolare almeno qualcuno ad una
riflessione che comportasse un cambiamento culturale, politico, umano, ma di recente e con mia grande delusione ho compreso che ciò non è vero neanche nelle persone che mi
sono più vicine.
Volete vedere qualcosa di diverso? Mandate all'aria le elezioni, fate si che a votare si rechino solo il 10-20% di aventi diritto al voto ovvero i beneficiari
in primo, secondo e terzo grado dei favori che i vari esponenti staranno promettendo a destra ed a manca. Fate in modo che chiunque "vinca" sia l'immagine della
politica perdente che impera dai nostri vicoli sino alle stanze di Strasburgo. Fatto ciò poi, se avete palle e capacità, iniziate a costruire un Paese diverso. Ma tanto,
sappiamo già come andrà.
"Bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza,
fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza,
ma bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire...
CHE NON CI SONO POTERI BUONI!" (F.De Andrè)
Paolo
Bè, amico mio non sono d'accordo, tu sei molto giovane ma qui ti seguono anche persone più grandi che, anche se non sempre commentano ciò che scrivi, non è detto che non ti leggano o non siano d'accordo con te .Non ci si può arrendere così, è tempo di elezioni è ovvio che le persone ne parlino più del solito (a proposito , ho letto oggi su Primadanoi che tra le altre liste si candida anche un professore di Guardiagrele (Orlando), gli faccio i miei migliori auguri e viva Guardiagrele!) Buon fine settimana; Angelo , non privarci del tuo blog, più utile di quanto pensi.
Angelo P.
La mia percezione è ben diversa. Io vivo di particolari, grazie ad essi intuisco e scrivo ciò che scrivo. Troppi sono i particolari che mi inducono a pensare ciò che ho scritto sia risultato e risulti inutile. Faccio un esempio: non ho ricevuto alcuna richiesta nel proseguire a pubblicare gli interventi del dibattito sul lavoro di "Guardiagrele Città in Cantiere". M'ero preso l'impegno di pubblicarli, non mi aspettavo certo che i lettori richiedessero il seguito di quell'iniziativa, ma che almeno alcuni degli esponenti politici che l'hanno realizzata e che passano (o passavano non saprei) da questo blog, si interessassero di questa mancanza, mi chiedessero il perché alla fine non ho più proseguito (ennesimo problema tecnico). Ma niente. Nessun interessamento. Ed allora, perché perderci tempo? Non metto in dubbio perché l'ho percepito chiaramente, che alcuni di loro credono veramente in questo progetto e lo vivono in maniera "innovativa". Ma non è così per tutti. Dovrebbe essere qualcosa d rivoluzionario e forse per presunzione, un po' di merito lo davo anche a ciò che questo blog sembrava aver mosso a livello di coscienze, confronto, idee. Ora come ora mi chiedo invece se il mio coinvolgimento non sia per alcuni (so non esserlo affatto per altri) solo un modo di inglobare uno strumento di consenso.
Da questi dubbi la mia decisione di concedermi una pausa. Per come leggo gli eventi in questo momento non potrei far altro che sparare a zero su tutti, falciare le gambe ad ogni singolo candidato che non esprima una chiara e ben strutturata autocritica su quanto il proprio partito ha fatto o non fatto e quali proposte di cambiamento ha in questo senso, senza "star dalla parte di" come in maniera ridicola qualcuno ha già fatto, ma semplicemente spiegando nel dettaglio il come intende realizzare, se lo possiede, un vero progetto politico e democratico.
anonimo (1)
scusate il ritardo nell'intervento ma scrivo per dire ad Angelo di non mollare. Fai pure la tua pausa ma dopo le elezioni (speriamo si tengano il prima possibile, non ne possiamo più di gente che imbratta i muri senza ritegno con manifesti e slogan..., bò, che si la troppa paura di perdere o il fatto che non hanno niente da fare...?E chi lo sa...) ritorna a scrivere!Tieni duro!
anonimo (1)
Scusami Angelo, volevo chiederti una cosa. Mi sembra era intervenuto sul blog anche Francesco Blasi, se non ricordo male. Presumo si il giornalista del "Centro" e approfitto del tuo spazio per fare un commento al suo articolo di oggi http://ricerca.quotidianiespresso.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2009/05/10/CH6PO_CH601.html
Credo che Blasi abbia dimenticato di nominare delle cose importanti e, credo, non sempre accettabili ; per esempio abbiamo anche paesi in cui c'è proprio chi non se ne vuole andare pur avendo terminato il suo corso e che si ricandida comunque in altra veste.
Dott. Blasi mi sa che c'è bisogno di un altro articolo ancora più approfondito...Con stima e apprezzamento per il suo lavoro (leggo costantemente il Centro).
chiara
Angelo, non mollare. La goccia l'hai messa e anche se cambierà lo stagno, il mare o l'oceano non c'è dato di saperlo ora. le persone che ti stanno vicine - io per prima - a volte mettono in discussione ciò che dici o - anche annuendo - sul più bello si "chinano" difronte alla paura. Io però da te ho imparato che è sacrosanto dire ciò che si sa...D'altronde cosa potremmo perdere che già non abbiamo più?
L'essere liberi significa dire ciò che si sa (senza congetture o cose astratte); significa denunciare quello che dici a un amico o ai tuoi genitori quando ti lamenti che questo mondo fa schifo...
Che sia la politica, che sia un prodotto che promette stelle e regala sterco, dobbiamo raccontarci e lasciare memoria...Anche accusandoci in prima persona.
In due anni di lavoro ho accumulato tanti ricordi che varrebbe la pena denunciare. Oggi è stato pubblicato un mio articolo su www.innovando.it che tratta di come siano falsi i prodotti pubblicitari che ho venduto e che altre persone continuano a vendere...Mi sono autodenunciata consapevole solo ed esclusivamente della mia buona fede e di quella di altre 200 persone che lavorano per soggetti senza valori al di fuori del denaro e del prestigio personale.
Mi denunceranno anche loro? Beh...spendo tanti soldi in cose inutili...Mi toccasse pagare un avvocato sarebbe comunque meglio...almeno farei del bene a qualcuno.
Angelo…questo l’ho imparato da te…e dalle tue canzoni da sempre.
Per favore continua…esci magari dalla politica…e vai nella vita di tutti i giorni…tanto è lì che il peggio dei rapporti umani purtroppo nasce.
Ps. Se vuoi pubblicare il mio articolo…sono a disposizione.
Danilo
Io posso risponderti dal mio punto di vista personale ed in parte da quello del mio partito.
Anzi una premessa, non vedendo più la tua assiduità nel pubblicare i post, ho pensato innanzitutto che essendo impegnato in un lavoro abbastanza stancante, credevo fosse questo uno dei motivi.
Dal punto di vista personale, devo dirti che sai il lavoro che svolgo e quindi le "elezioni" mi impegnano anche da un punto di vista "professionale".
Poi assieme al segretario ed al direttivo del Circolo locale ed alla segreteria provinciale del PRC sono stato impegnato sia per la presentazione della lista alle Provinciali sia per altre iniziative sul tema lavoro, e la quarta iniziativa si è svolta giovedì 30 aprile a Guardiagrele presso il cinema Garden con la proiezione del film-documentario sulla tragedia della Thyssen Krupp. Alla quale iniziativa ti avevo anche invitato privatamente e speravo pubblicassi qualcosa sul blog, io non ho voluto farlo in quanto sembrava sfacciatamente di parte.
Far parte di un partito politico è molto stressante ed impegnativo, poi conosci "l'entità umana" del mio circolo, però nonostante tutto stiamo sempre in mezzo a tutte le iniziative che riteniamo giuste per il paese e per la comunità. Come le iniziative di "Guardiagrele Città in cantiere" che riprenderemo appena dopo le elezioni di giugno.
Non diamo meno importanza all'esistenza di questo blog, però non te la devi prendere se non ti hanno (e se non ti ho) sollecitato la pubblicazione di altri video sulla iniziativa "Guardiagrele Città in cantiere". D'altronde l'impegno ce l'avevi tu... e sollecitandoti forse poteva sembrare una imposizione.
Come ha scritto Paolo nel commento #1 (lo tringrazio per gli auguri ad Angelo Orlando) il post è visto anche da persone più "adulte" che non sempre partecipano con commenti, per cui rivedi un po' le tue posizioni e non mollare!
Danilo
Spero inoltre che le critiche di "armiamoci e parti" non siano rivolte a me, anzi al mio partito.
Perché noi ci siamo sempre "armati e partiti" non delegando mai nessuno, pagando di prima persona (sempre inteso come partito) in quanto non ci hanno mai cercato per farci far parte di un'alleanza di centro-sinistra, anzi quando si cominciava a parlare di creare una lista cosiddetta di "centro-sinistra" era categorico che "noi" non dovevamo e potevamo farne parte.
Noi però siamo sempre andati avanti per la nostra strada, nonostante il "cittadino medio" non se ne sia accorto, cercando di impegnarci per il bene comune della cittadinanza, dalle innumerevoli battaglie pro-ospedale (ora i salvatori sono invece di destra n.d.r.) e alle altre innumerovoli iniziative tra le quali mi piace ricordare il notevole apporto che abbiamo dato per far si che anche Guardiagrele avesse (per lo meno ha avuto) per qualche anno una Bottega del commercio equo e solidale, collaborando con i ragazzi della Azione Cattolica ed Antonio Altorio su questo stesso blog può smentirmi o confermare se ciò corrisponde a verità.
Ora con mille difficoltà (e mille bastoni fra le ruote e lo sai benissimo anche tu...) stiamo cercando di portare avanti il progetto "Guardiagrele Città in Cantiere", progetto molto positivo per la nostra Guardiagrele. Progetto che, credimi, non si è affatto arenato ci siamo presi come si dice una "pausa elettorale" (alla faccia della pausa...) e se anche non hai avuto solleciti nel publicare i video o quant'altro, non la devi prendere negativamente.
Spero che ti siano un po' più chiare le idee!
P.S. tra l'altro oltre ai miei impegni, lavoro e politica, ho anche il pc fuori uso, per cui non navigo con la intensità di prima anche perché quando torno verso le 20, una volta cenato non vedo l'ora (se non devo riuscire) di "spaparacchiarmi" in poltrona, ed ecco perché solo oggi ho potuto commentare il tuo post.
Francesco Blasi
PER ANONIMO (1)
Grazie per l'attenzione e la stima. Se ti riferivi a Rapino, il discorso sarebbe in linea con quello delineato nell'articolo da te menzionato. Per questi e purtroppo tantissimi altri casi vale una considerazione: la politica e l'amministrazione producono da sempre posti ereditati in linea di successione, con cooptazione personale per direttissima e inderogabile. Ci si chiederà a questo punto cosa oggi è cambiato.
A mio parere è la qualità dei cooptati, una volta figure in qualche modo già note perché allevate come delfini dai loro predecessori, i quali non potevano garantire che una vaga e al più programmatica conformità del successore alla linea politica del corso precedente: era, seppur scarno e non sempre predicabile, l'elemento che regalava speranze di novità a far data dall'avvicendamento.
Oggi prevale la designazione di vere e proprie teste di legno: saranno i finti abdicandi a amministrare per interposta persona. E così la politica, in senso di dialettica, confronto, critica e autocritica, tende a morire in modo lento e inesorabile.
Storicamente, la scomparsa progressiva dei valori sostanziali della democrazia ha sempre preparato all'abbattimento violento delle sue strutture formali, per fare spazio a forme di autoritarismo quando non proprio dittatoriali. In Italia sta già avvenendo, a ben vedere: la facciata viene risparmiata, sebbene con strappi talvolta vistosi alle buone prassi consolidate, mentre pilastri e solai retrostanti cadono l'uno dopo l'altro. All'"uomo forte" di turno spetterà l'ultimo leggero colpetto che ridurrà in macerie l'ultima, inutile parvenza di quello che era: azione avallata da consensi che sfioreranno l'unanimità, sigillo alla giustezza di un nuovo corso voluto nientemeno che dalla dea Storia.
Danilo
Condivisibile l’articolo di Blasi segnalato da anonimo(1), un po’ meno la risposta dello stesso Blasi, in quanto ritengo che, secondo la mia interpretazione, la questione può benissimo essere riportata alla realtà della nostra Guardiagrele. Anche qui ci sono politici che non si vogliono fare da parte, magari non candidando mogli o compagne, ma persone di sua “fiducia”.
Questi stessi poi sono molto allergici ai cambiamenti, vogliono che tutto ciò che succede passi esclusivamente per le loro mani e se c’è qualche “movimento” a loro poco congeniale, ecco che cercano di soffocarlo facendosi aiutare anche dalla stampa locale.
Esempio è stata la prima iniziativa del progetto “Guardiagrele Città in Cantiere” che, come se ne ampiamente parlato anche in questo blog (http://www.imenestrelli.it/blog/politica/guardiagrele-citta-in-cantiere-o-in-catene.html), su Il Centro è stato riportato invece il “mal di pancia” di questi politici di cui sopra, ma non un rigo sullo spirito, sull’andamento e sulla buona riuscita di questa iniziativa.
Mi spiace inoltre, non aver visto nessun commento di Francesco (Blasi n.d.r.) sempre in relazione a quel post., mi sarebbe piaciuto sapere il suo punto di vista del perché di quel articolo.
E mi spiace soprattutto quando nella parte finale del suo commento parla in modo negativo di questo “uomo forte” al quale spetterà dare un ultimo colpetto alla “democrazia”, quando invece qui a Guardiagrele è lui stesso a dare una mano ed un spalla a questo “uomo forte”.
Vedremo se risponderà a questo mio commento, ma non credo lo faccia questa mattina in quanto sarà sicuramente impegnato con macchinetta fotografica, taccuino ed altro al Cinema Garden.
Tom P.
Ho letto e riletto più volte questo post. Sono talmente tante le cose che vorrei dire al riguardo da non riuscire a farne una sintesi, ma qualcosa proverò a buttar giù.
Mi sembra che il tema non è il "silenzio", ma piuttosto la parola dei Menestrelli: una parola che ti sembra sprecata. Brutta sensazione che riempie di amarezza il tuo post. Come non capirti: la fatica del blogger non è remunerata, perciò dovrebbe reggersi su un compenso fatto di consenso e di risultati. Il consenso non si vede, perché anche un gran numero di visite non ti dice niente. E i risultati? la discussione? il cambiamento culturale, politico o umano?
La tua comprensibile frustrazione ti fa scivolare su un altro tema che a mio avviso va trattato a parte: il valore del voto elettorale. Per ora restiamo al primo.
E' normale che non vedere i risultati sia deprimente. Qualcuno se la prende con se stesso (non sono capace di comunicare) qualcuno se la prende con gli altri (non siete capaci di ascoltarmi). In realtà non c'è motivo di deprimersi. Ha forse visto i risultati della sua parola Socrate? li ha visti Gesù? li ha visti Galileo?
Semplicemente non possiamo chiedere l'impossibile: neanche i più grandi maestri, coloro che hanno prodotto le trasformazioni culturali più profonde e durature hanno potuto mai vedere l'effetto della loro parola. Quindi si tratta semplicemente di accettare la realtà: se fai il fabbro o il falegname potrai vedere la tua opera compiuta prima di venderla e goderne, ma se fai l'artigiano dei pensieri e delle parole non vedrai mai niente. Tu sei un musicista dovresti comprendere bene quello che dico, pensa a Beethoven: gli avresti consigliato di smettere, tanto non avrebbe mai potuto sentire la sua opera?
Se scegli la via della parola la tua vita è un viaggio solitario, ti sentirai spesso smarrito e se proverai a chiedere aiuto allora cadrai nel panico. Io credo che gli artigiani del pensiero devono sostenersi solo di pensieri, come gli esploratori dentro una foresta. Inutile chiedersi se qualcuno troverà i loro diari, le loro mappe: non è problema loro.