Illustrazione ricorso al T.A.R. e raccolta firme
Domenica 12 settembre 2010 P.zza S.Maria Maggiore ore 11,00
Oltre ad illustrare ed aggiornare il ricorso al T.A.R. sarà possibile, per chi lo desidera, firmare la diffida proposta sempre dal Gruppo Consiliare "Guardiagrele il bene in comune".
Inoltre, martedì 14 settembre alle ore 18,30 CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO, richiesto dal Gruppo Consiliare "Guardiagrele il bene in comune", unico punto all'O.d.G. "Il futuro dell'ospedale di Guardiagrele".
Raccolta Firme Campagna Referendaria per l'Acqua Pubblica
A Guardiagrele il 2 e 9 maggio
È possibile firmare anche a Guardiagrele. Domenica 2 e domenica 9 maggio 2010, dalle ore 10, 00 alle ore 13,00 in Piazza S. Maria Maggiore.
DOMENICA 9 MAGGIO CI SARÀ UN BANCHETTO ANCHE IL POMERIGGIO DALLE ORE 17,00 ALLE ORE 20,00.
INOLTRE, NEGLI STESSI ORARI, CI SARÀ UN BANCHETTO SIA A VILLA SAN VINCENZO CHE A COMINO.
Nel 1° capoverso della Relazione di accompagnamento alla proposta di legge si legge questa bella e condivisibile definizione:
L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un
diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.
Da leggere, la PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE CONCERNENTE : PRINCIPI PER LA TUTELA, IL GOVERNO E LA GESTIONE PUBBLICA DELLE ACQUE E DISPOSIZIONI PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO.
Marco Travaglio bocciato in Storia del Medio-oriente.
Storia di un conflitto da un articolo di Paolo Barnard, ex Report.
“Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani”. Marco Travaglio.
Marco Travaglio è un giornalista scrittore che gode della mia più alta stima quando parla dei fatti di casa nostra. Ma leggendo la sua dichiarazione riguardo ciò che sta accadendo nella striscia di Gaza mi permetto di dire ciò che lui spesso ama dire ai suoi colleghi giornalisti italiani: prima di aprire bocca, è meglio che si informi.
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La Strategia di Israele: Radere al suolo la Palestina.
<<E' vero che lasciamo distruzione, ma almeno risparmiamo la vita ai nostri soldati!>>
<<Quando sospettiamo che in una casa si nasconda un terrorista, prima spariamo un razzo e poi due cannonate. Quindi inviamo una ruspa ad abbattere un muro. E' vero che lasciamo distruzione, ma almeno risparmiamo la vita dei nostri soldati!>>
La prima cosa che salta agli occhi di questa raccapricciante, in quanto fredda e lucida, prassi seguita dall'esercito israeliano in questa guerra (per la quale si moltiplicano gli appelli ma non si avvistano iniziative concrete), è che è applicata non quando si ha la certezza della presenza di terroristi, ma quando se ne ha anche solo il sospetto. Se nella casa diversamente c'è qualcun'altro che magari non può uscire, o degli ostaggi, gli innocenti salterebbero in aria o verrebbero seppelliti dalle macerie.
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Storie dell'Italia del terzo...mondo!
A Castel Di Sangro donna chiede l'eutanasia.
Una donna è malata di Cancro. Lo Stato per bocca della Asl le nega l'accompagnamento. La donna, che deve recarsi in una struttura specializzata (250 km al giorno) per curarsi, chiede l'eutanasia. La donna è un'invalida che percepisce una pensione mensile di circa (per esperienza dico meno) 250 euro con la quale dover vivere.
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Le bombe di Gaza turbano lo shopping di Milano!
I commenti dell'amministrazione milanese alla manifestazione di ieri.
«Per ore il centro di Milano, particolarmente affollato per l’avvio dei saldi invernali è stato sequestrato da un migliaio di manifestanti pro Palestina. Gravi atti sono stati compiuti contro lo Stato di Israele. Piazza Duomo è stata trasformata in una moschea e la prima giornata degli attesi sconti da parte dei milanesi è stata compromessa nel centro storico».
vicesindaco di Milano, Riccardo de Corato.
A leggere queste parole estrapolate dall'articolo de La Stampa.it viene da chiedersi
quali siano, per il vicesindaco di Milano, le priorità nella vita. Facile darsi una risposta: i saldi!
Lo shopping visto che siamo in tempo di crisi, è prioritario su tutto. Prioritario sul diritto sacrosanto di una rappresentanza palestinese di manifestare dove (per
ora) è ancora consentito farlo, contro ciò che quel popolo sta subendo per mano di Israele.
E' vero Hamas è terrorista, ma gli stessi vertici Israeliani sanno che nessuna di queste incursioni distruggerà Hamas; lo hanno
dichiarato loro stessi. L'unica cosa che preme è strappare, come si legge su L'espresso, un "compromesso più vantaggioso" negli accordi con i palestinesi in vista
delle prossime elezioni. Qualche testa di qualche leader di Hamas significherebbe, per l'attuale maggioranza moderata israeliana, una dimostrazione di forza che porta
consensi altrimenti raccolti dalla destra.
Ovviamente, in Israele di motivi per giustificare una guerra ne esistono da sempre. Il terrorismo di Hamas, certamente non è un gregge di pecore indifese ed
innocenti, e gli attacchi di questi ultimi verso obbiettivi civili sul confine, non sono invenzioni. Ma le stragi compiute da Israele con i suoi
bombardamenti, di cui si riferiscono spesso e volentieri solo "gli obbiettivi di Hamas colpiti", stanno stremando la popolazione palestinese ed hanno ridotto la
striscia di Gaza in un cumulo di macerie e cadaveri.
Il Presidente del Consiglio Comunale di Milano dice che i Palestinesi dovrebbero protestare contro Hamas, invece che bruciare le bandiere israeliane. Ciò che
purtroppo Manfredi Palmieri non capisce, o finge di non capire, è che più si continuerà a voler combattere il terrorismo a suon di bombe con vittime civili ed
innocenti, più organizzazioni come Hamas e Al Quaeda ed affini recluteranno orde di disperati che, stremati, chiederanno solo una cosa: vendetta.
Ma comunque, quale che sia la motivazione di palestinesi ed iracheni, secondo le autorità cittadine, non ci sono giustificazioni all'andar in piazza ad urlare
bruciando bandiere, pregando, urlando rabbia e disperazione contro un occidente che rimane essenzialmente immobile dinanzi alle azioni di Israele.
Non si può disturbare lo shopping il primo giorno di saldi per nessun motivo. Non si può perché qualcuno potrebbe turbarsi, rendersi conto di cosa è oggi il mondo, e
decidere che forse, tutta questa gran voglia di comprare, accatastare cianfrusaglie, abiti, scarpe e chincaglierie varie l'ha persa, insieme alla speranza di pace per
un'umanità geneticamente incapace di produrre giustizia.
La Guerra dei vigliacchi.
"io vengo a restituirti un po' del tuo rumore, del tuo disordine, del tuo terrore!"
Mentre qui il Natale, crisi a parte, va avanti come ogni Natale. Mentre qui, magari con il portafogli più prudente rispetto agli anni scorsi, ci si appresta a salutare l'anno vecchio
e a dare il benvenuto ad un 2009 che in molti vedono tragico. Mentre qui bisogna bere, infarinarsi, impasticcarsi, impastarsi e piantarsi per dimostrare quanto ormai sia noioso vivere
in un Paese tutto sommato in pace nella sua rinnovata veste di servo. Mentre in Italia accade tutto ciò, nella striscia di Gaza è l'inferno.
L'inferno è quello vigliacco che solo la guerra figlia di una modernità vigliacca anch'essa sa creare. Un inferno fatto di aerei, elicotteri e bombe che
intelligentemente non fanno distinzioni e cinicamente uccidono tutti, chiunque, tanto prima o poi qualcuno di pericoloso lo prendono.
La guerra pensata così non è guerra al terrorismo: è terrorismo. Non lo dico per antipatia verso Israele che comunque, stando a fonti attendibili, questo attacco
lo preparava da ben 6 mesi, da quando cioè prendeva in giro il mondo intero nel mandar avanti, a singhiozzo, un processo di pace che non era affatto nei piani
israeliani. Lo dico perché scuole che crollano seppellendo studienti;
case che diventano cenere che si mischia alle ceneri di chi le abitava; abiti, cibo, combustibili per scaldarsi e mangiare resi irreperibili sono un atto di terrorismo verso
la gente comune, verso i civili, verso coloro, i più, che la guerra ormai la vivono come realtà dalla nascita.
Terrore vigliacco che genera terrore vigliacco. Chi la guerra vuole, l'andasse a fare di persona, a terra, così che li si possa guardare negli occhi i civili prima di
prender loro la vita con un'arma; così che essi possano quantomeno divenire fantasmi che chiedon "perché?" albergando ogni notte gli incubi dei loro assassini.
I potenti giocano a "RisiKo!". L'Onu intima di smettere ma i veti sono parole ed al di la dei proclami, si conoscono le posizioni. A ruoli invertiti, gli USA
sarebbero già sul posto ed avrebbero già pronta la controffensiva. Ma Israele è Israele. I Palestinesi invece sono i cattivi. I Palestinesi sono i terroristi. Ma
viene da chiedersi, dopo questo che non è stato il primo, ma non sarà neanche l'ultimo scempio: di chi rimarrà tra le macerie di una vita che già prima era miseria, quanti impareranno
la lezione del terrore che Israele sta impartendo, la studieranno e preparata la tesi decideranno di discuterla in un mercato, in una piazza, in un edificio
pubblico?
Occhio per occhio, dente per dente. Soldatini e potenti sanno nascondersi e difendersi. In trincea a morire resteranno sempre gli stessi: innocenti la cui colpa è
stata quella di nascere in una terra contesa dalle religioni, ma ormai abbandonata da qualunque Dio.
L'occidente ad un passo dal perdere la guerra in Afghanistan
La Pace passa dalle fonti rinnovabili.
Ricordo che all'elezione di Obama a Presidente degli Stati Uniti, ci fu tutta una serie di commenti "simpatici" da parte del PDL a dargli il benvenuto. Tra questi, il
più vergognoso non fu certo il termine "abbronzato" de Lo Scalatore di Piazza Salotto, ma quello di Maurizio Gasparri. Lui disse che l'elezione di Obama era
"un favore ad Al Quaeda".
A parte l'idiozia che dimostra una simile frase (se i leader mondiali avrebbero usato la stessa libertà nel commentare l'elezione di Berlusconi, ci saremmo fatti non
poche risate!), dimostra anche l'ignoranza del soggetto che l'ha detta, o quantomeno la sua scarsa capacità di riflessione ed analisi della realtà.
Infatti pare proprio, stando ai dati dell'Istituto di studi strategici Icos, che il favore ad Al Quaeda tutto sommato glielo abbia fatto "il texano con gli
occhi da tonno" George W. Bush in quanto, dopo il fallimento in Iraq, anche in Afghanistan la guerra è ad un passo dall'essere persa. Una vittoria sul
terreno di battaglia contro il grande nemico occidentale ed invasore: questo è un incentivo al terrorismo!
L'ICOS già l'anno scorso, senza che ovviamente in Italia la notizia avesse il rilievo che merita, stimava che circa il 54% del territorio Afghano era tornato
in mano Talebana. Ma nell'ultimo anno la situazione è drammaticamente peggiorata. Attualmente iTalebani hanno il controllo del 72% dello Stato mediorientale
ed hanno di fatto accerchiato Kabul.
Gli Usa e la politica miope di certi Governi (uno a caso il Berlusconi II) che hanno seguito G.W.B. di fatto hanno prodotto solo migliaia di morti civili all'inizio, migliaia
di soldati morti ed ora si apprestano a leggittimare i terroristi veri perchè ormai tre indizi fanno una prova. Vietnam, Iraq, Afghanistan: tre guerre su tre
perse su suolo straniero. Gli Usa sono in grado di distruggere un territorio, ma non di controllarlo e la guerriglia organizzata può sconfiggerli.
Questo è il messaggio che si è dato al mondo, unito a quello di un'occidente che inventa pretesti (quali le armi di distruzione di massa) per andare a rubare
e sfruttare le risorse di altri paesi.
Tra le tante cose che ho letto ed ascoltato sul blog della D'Orsogna c'era un pezzo in cui si dice che le raffinerie non si fanno più sul suolo americano dal 1974 e che esse
vanno fatte nei deserti. In questo caso, la scienziata ovviamente si riferiva all'assurda realizzazione del Centro Oli di Ortona, in mezzo alle colline del Montepulciano, a
ridosso dei centri urbani e della costa.
Ma questo punto deve far riflettere su ciò che ha sempre mosso le campagne (il più delle volte frutto di Intelligence, mercenari e non di eserciti regolari) che gli Usa hanno condotto
nel mondo sino ad ora.
Questo punto deve oltretutto far riflettere sul fatto che la pace, quella vera, passa anche dall'abbandono del petrolio e degli idrocarburi come
fonte d'energia principale dell'occidente.
Le energie rinnovabili, le cui tecnologie sono in costante progresso (recentemente un brevetto italiano di un gel che di fatto abbatte del 50% i costi per i pannelli
fotovoltaici), sono le soluzioni che bisogna solo incentivare. Ed è facile comprendere come le restrizioni o le frenate brusche a questo cambiamento non siano solo
figlie delle multinazionali energetiche refrattarie a perdere il controllo del mercato energetico, ma anche delle industrie belliche perché, senza gli interessi che muovono
gli approvigionamenti di carburanti fossili, la necessita di molte guerre e quindi la "domanda" di nuove armi, viene meno.
Meglio attendere le motivazioni della sentenza sul G8
Dal Passaparola di Travaglio una riflessione di buon senso ed una lezione di giornalismo.
In questi giorni anche questo blog, e nello specifico il sottoscritto, sulla scia di articoli di giornale letti un po' ovunque è caduto nel commentare il dispositivo in cui si
annunciavano la sentenze sulla Mattanza alla Diaz, prima che la sentenza con le realtive motivazioni venisse scritta. Non rimangio quanto detto li se non per il titolo che è errato e
per le responsabilità date anzitempo alla magistratura su un avallo di simili metodi da parte delle forze dell'ordine, di chi le dirige e di chi dirige loro (politicamente
parlando).
Perché questo mio dietrofront. Ascoltando oggi il Passaparola di Marco Travaglio (che nasce ed è il miglior cronista giudiziario della seconda repubblica), tutte le posizioni prese in
merito a questa sentenza sino ad ora risultano essere speculari. Di fatto il dispositivo annunciato privato delle sue motivazioni, non dice altro che: per chi si sono trovate prove
sufficienti per giungere ad una condanna (ai sensi delle leggi vigenti) ed a quanto ammonta la condanna; si dice solo che per altri c'è assoluzione, ma non il perché.
Travaglio riflette su questo punto in quanto si rifà ad una cosa che ricordo diceva anche Borsellino: "non è detto che chi è assolto sia onesto; significa solo che non ci sono prove
sufficienti per condannarlo!". Nella sua riflessione fa tutto un ventaglio di possibili conclusioni che potrebbero essere assolutamente in controtendenza con i dispositivi emessi, i
quali però si devono attenere ad un numero di prove necessarie per giungere ad una condanna. Di fatto i giudici potrebbero dire che i superiori non potevano non sapere, ma che non ci
sono prove per stabilire quali di loro hanno dato ordini, avallato le azioni e/o depistato le indagini.
Quindi è il caso di limitarci, contrariamente a quanto fatto in passato, alla considerazione che le pene inflitte, per ora, son ben misera cosa e poi, uscite le motivazioni (entro tre
mesi) commentare con cognizione di causa il giudizio e le conclusioni tratte dalla magistratura.
In tutto questo ragionamento mi sento di inserire una riflessione. Ci sta che io o altri in questi casi prendiamo l'abbaglio di saltare a conclusioni affrettate e ci sta anche il
gioco delle speculazioni politiche imposte dai partiti. Ciò che è grave è che in questo teatrino, nessun giornalista di nessuna testata è intervenuto a riportare il buon senso con
queste semplici constatazioni. Non ci sta perché per quanto una simile sentenza non viene a capo di quelli che anche a mio avviso siano i responsabili veri di ciò che accadde alla
Diaz, per ora, non può essere neanche letta come l'avallo al macello che i giornali hanno lasciato percepire a chi sa, perché si è informato sui fatti, o perché ha vissuto quei giorni
d'inferno, cosa accadde a Genova quella notte di Luglio del 2001.
G8: la sentenza sulla Diaz da l'avallo ai pestaggi sistematici.
In attesa delle motivazioni, le prime riflessioni su una sentenza scioccante.
Non ci resta che attendere le motivazioni di una sentanza che ha lasciato
sgomenta mezza Italia riguardo le responsabilità per i fatti del G8 relativi all'assalto alla scuola Diaz ed alla mattanza gratuita che le forze dell'ordine hanno fatto in
quell'occasione.
Dopo la sentenza sui fatti del Bolzaneto,
dove tutto sommato i colpevoli se la sono cavata con poco o niente, grazie anche alla totale assenza del reato di tortura nel nostro ordinamento giuridico, le condanne risibili, 35
anni e sette mesi, di cui 32 anni e sei mesi condonati, mentre l''accusa aveva chiesto condanne per un totale di oltre 108 anni, in questo caso non
valgono solo come una semplice assoluzione.
Di fatto i vertici della polizia non hanno subito alcuna conseguenza senza neanche parlare della commissione parlamentare che doveva trovare i presunti
responsabili politici di quel che avvenne a Genova.
Il messaggio che ne viene fuori è inquietante. La Polizia ha diritto di mattanza ed un poliziotto, se pesta gratuitamente qualcuno, se è sotto ordine di un superiore,
che non viene punito, in pratica non subisce alcuna pena. Ordinare mattanze simili o esserne a conoscenza e non far nulla per impedirle, all'evidenza dei
fatti non costituisce reato. Anzi, facile che si venga promossi(Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore
dell'Ucigos, e per Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco, e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello Sco). Se un cittadino aggredisce
un agente di polizia invece finisce al gabbio e senza troppi problemi, quasi per direttissima.
In Italia dunque si è sancito il sacrosanto diritto per il regime di utilizzare la polizia a piacimento dato che quest'ultima, al cui interno non mancano certo
teste calde ansiose di pestare qualche "comunista" e/o manifestante, non subisce conseguenze serie.
E' un fatto che unito ai recenti provvedimenti del Governo Berlusconi, alla eliminazione della divisione tra i poteri legislativo ed esecutivo, dato che la maggioranza di
parlamento è nominata, come tutto il governo, dal primo ministro, ci porta alla luce uno stato di dittatura pressoché assoluta. Resiste, ma si pensa
ancora per poco, un settore della magistratura indipendente (e quindi "comunista", o toghe rosse) che rimane l'unico baluardo istituzionale contro il potere assoluto
del Premier Berlusconi e della SUA maggioranza. Quest'ultimo poi, grazie al Lodo Alfano, può commettere qualsiasi tipo di reato sapendo di essere
improcessabile. In più con le apposite leggi bavaglio sulla stampa e la censura del 90% dei blog, lo scenario globale non differisce proprio da quella Cina
"comunista" o da quell'URSS Stalinista che sono stati sempre i principali finti nemici da combattere per Berlusconi.
Popolo delle libertà, a voi mi rivolgo: dov'è la libertà in tutto questo, oggi che molti di voi, a causa della crisi, neanche son più liberi di comprare ciò che la
televisione gli impone di comprare?
Di fatto, il potere secondo Berlusconi sta applicando logiche sovversive in calco al Piano di Rinascita Democratica della P2 permettendosi talvolta anche di andar oltre;
l'allievo (o meglio l'apprendista massone Silvio Berlusconi) ha superato il (venerabile???) Maestro Licio Gelli. Rimane solo una parvenza di democrazia creata attraverso il
mezzo televisivo. Ma quanti di voi, "popolo sovrano" hanno la reale sensazione che il proprio pensiero, il proprio volere, il proprio interesse, i propri diritti
abbiano una qualche valenza in questo paese?
Scontri di Piazza Navona: Racconto allucinante
Già anticipato in parte ieri nel video, il racconto di Curzio Maltese
Questo è un paese senza democrazia, senza giustizia. Non esistono tribunali (ed il G8 l'ha dimostrato) per processare le "divise"; non esistono tribunali (ed il Lodo Alfano, la lentezza della giustizia ecc.ecc.ecc.) per processare i "mandanti politici".
Non bisogna arrendersi. Questa volta i pacifici a mani alzate in piazza erano qualche migliaio...la prossima volta dovranno essere milioni. Dovranno unirsi operai, artigiani, commercianti e tutti gli uomini e le donne che vogliono essere liberi perché qui non si fanno scelte politiche, qui si sta prendendo il potere. Dunque la prossima volta bisogna essere milioni...Che sia la polizia a tremare, Non deve essere il popolo a temere un governo...ma il governo a temere il proprio popolo.
Vi lascio al racconto del giornalista di "La Repubblica"...diffondetelo. Tutti sappiano!
"AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di
gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla,
in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati,
paonazzi.
Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di
polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate.
La polizia, a due passi, non si muove.
Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La
scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma
quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate.
Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene
colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.
Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una
signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione,
bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono
quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande
crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che
picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".
Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre:
"Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare
l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non
volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente
parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non
sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se
non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".
Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì
scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...)
Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso
popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli
tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".
È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona,
attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?".
Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del
poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".
Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a
proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque
minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si
dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano
contro quelli di destra.
Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di
Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un
gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il
primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si
ritrae.
A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande
Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira
teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le
lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai
telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci
stanno fottendo".
30 ottobre 2008 - Curzio Maltese,
La Repubblica.itPassa la Gelmini. Unica speranza il referendum
Italia sempre più a rischio dittatura.
E' passata! Il triangolo delle Bermuda in cui spariranno nei prossimi anni 8 miliardi di euro di finanziamenti per la scuola, 47 mila insenganti, un 100.000 tra operatori ed ausiliari
e che apre la strada alla riforma vera e propria, quella del disegno di legge Aprea, che ha come obbiettivo aziendalizzare e dunque controllare scuole e formazione, è realtà.
Ma se questo governo conta di andar avanti a suon di fiducia sulle leggi "impopolari", ignorando piazze ed opposizione, vorrà dire che saranno i referendum a far a pezzi
quest'ennesimo obrobrio.
L'Italia è davanti ad una presa del potere. Berlusconi vaneggia anche sulla legge elettorale europea, vuole esser lui a nominare chi ci va, vuole che siano i partiti a scegliere i
rappresentanti in ogni dove e dati i risultati che sta ottenendo, con il suo parlamento scelto per gran parte da lui, che vota sempre "SI" ai suoi decreti, diesegni ed altro, c'era da
attenderselo.
Berlusconi poi punta alla riforma della giustizia. Se ci riesce, mettendo a capo dell'organo di governo della magistratura un potere politico di fatto, la democrazia sarà
ufficiosamente eliminata.
Infatti noi tutti a scuola abbiamo studiato che la nostra democrazia si fonda sulla divisione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, indipendenti l'uno dall'altro.
L'indipendenza di ogni funzione e dei tre organi che le svolgono, rispettivamente Parlamento, Governo e Magitratura, fanno si che nessuno possa avere il sopravvento ed instaurare una
dittatura di qualsiasi natura.
Attraverso l'eliminazione delle preferenze e quindi con la nomina dall'alto dei parlamentari che vengono eletti dal capo dello schieramento e dunque dal capo del governo, il
parlamento smette di essere l'organo legislativo. Infatti, lo stiamo vedendo, attraverso lo strumento della fiducia, il Parlamento sta divenendo sempre più un organo di consulenza e
formale approvazione di leggi pensate e disposte dal governo. Le opposizioni non possono che prendere atto, gli emendamenti vengono bocciati ad oltranza. In poche parole: Berlusconi
decide da solo le leggi, le propone, le fa votare a chi lui ha nominato e le approva...QUESTA NON E' DEMOCRAZIA.
Con la riforma della Giustizia, che nel silenzio si sta studiando, si vuole inserire il controllo politico del Parlamento (nominato in maggioranza dal Premier ovvero colui che
possiede già di fatto, seppur non formalmente, il potere legislativo ed esecutivo) nell'organo di autogoverno della magistratura, ovvero il CSM. Il parlamento dovrebbe fare le nomine
dei giudici. Con quest'ultimo pezzo del Puzzle si aggiungono: la legge per proibire la pubblicazione di atti giudiziari ed intercettazioni anche se non più coperte da segreto, ovvero
il bavaglio definitivo al diritto d'informazione; la nuova salva rete4 che toglierà frequenze a RAI 1 per far rimanere l'abusiva televisione del premier in Onda, Fede a fare da
ammaestratore di anziani (non a caso, il palinsesto televisivo pomeridiano di retequattro propone tutti classici molto datati che attirano tanti anziani nostalgici, per poi servire la
propaganda di Fede subito dopo!)...la riforma Gelmini (primo passo del "progetto APREA") attacca l'autonomia dell'insegnamento ed assoggetta i contenuti al nulla osta dei
privati.
Della democrazia rimangono solo i Referendum abrogativi, ultima arma difensiva del popolo italiano contro il potere totalitario di un elite che ormai controlla tutto. O si reagisce
ora, oppure per l'ennesima volta nella storia, il sogno della democrazia è finito. Ed in un periodo in cui c'è scarsità di risorse naturali, alla vigilia delle prime "guerre" per
l'acqua, il sistema non democratico è quasi una garanzia di rivivere gli orrori del passato e forse anche di peggio.
Il governo regala l'acqua alle multinazionali?
una legge approvata in agosto minaccia il bene più prezioso.
Signore e signori, vi porto la prova di come agisce questo Governo e di come la democrazia e la libertà siano veramente in pericolo. A seguito di una mail mandata da
Danilo ho fatto le mie verifiche ed ho scoperto quanto segue.
Il 25 giugno 2008 il viene approvato il DL (decreto legislativo) nr 112/2008. Attraverso il link, andate alla fine
dell'articolo 23 "Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato" e potrete notare come è seguito subito dall'articolo 24.
Il 5 agosto 2008 (mentre tutti pensavano alle ferie, Grillo e Travaglio compresi) il Parlamento approva il decreto che diventa
legge L 133/2008. Ma spulciandolo, qualcuno si è accorto che nel frattempo, in questo decreto è stato aggiunto un articolo: l'articolo 23 bis.
l'articolo 23 bis porta il seguente titolo: "Servizi pubblici locali di rilevanza economica"
In quest'articolo si impone la privatizzazione di tutte le risorse pubbliche, in particolare dell'acqua, sulla base delle regole di mercato. Il che significa, non
prevedendo ostacolo di alcun tipo, che si apre il mercato alle multinazionali per il controllo dell'erogazione di acqua.
Il testo rimanda alle Regioni la decisione delle modalità contrattuali sulla gestione delle reti, ma non esplicita "alcun onere" dei privati riguardo la manutenzione
ed il ripristino della rete di distribuzione, che resta pubblica proprio per far ricadere tutti i costi sulla collettività e garantire ai privati esclusivamente
l'utile.
Data la nostra realtà, l'incredibile situazione in cui versa il nostro territorio, stiamo sperimentando in questi mesi cosa significa affidare ad un privato (SASI nel nostro caso) la
sola gestione della distribuzione senza alcun tipo di onere riguardante la manutenzione dell'impianto. Siamo a novembre ed a causa di tubature fallate ovunque e di
una mancanza totale di investimenti pubblici o privati per garantire nuovi approvigionamenti idrici, non abbiamo che poche ore d'acqua al giorno. Le bollette comunque
le paghiamo, le tariffe si alzano ogni anno e paghiamo anche l'aria che passando ad ogni ripristino del flusso attraverso i condotti viene conteggiata come
acqua! (quant'aria avremo pagato come acqua da giugno ad ora?)
Ma sebbene questa realtà della privatizzazione sia già un qualcosa in essere (non v'è novità in questo), con questa legge non solo si fa obbligo d'affidamento a privati della
gestione della risorsa, ma si specifica anche che questo deve avvenire secondo le sole regole (quali? Proprio Tremonti parla di una mancanza totale di regole
nel mercato!) di mercato e quindi si apre all'assalto delle multinazionali che mentre il mondo è ancora ossessionato dal prezzo del petrolio, sono già avanti ed
intendono mettere le mani sull'oro azzurro.
L'acqua permette la vita. Controllare l'acqua significa avere un potere assoluto su ogni popolazione. Le multinazionali, o comunque i privati, possono gestire
(garantendo un minimo non definito e quindi "suscettibile" a stime di quantità simili a quelle del petrolio) la risorsa più scarsa ed importante del pianeta come preferiscono ed
oltretutto non vengono messi limiti riguardo la "commercializzazione" del bene. In pratica si parla solo di "distribuzione" e per distribuzione si può intendere anche
'imbottigliamento. Le speculazioni che abbiamo visto sul prezzo del Greggio sono state nulla in confronto a quelle che vedremo sull'acqua, con la differenza che se la
benzina sale, magari troviamo il modo di farne a meno quando non è indispensabile la macchina o troviamo mezzi e forme di energia alternativa; se sale il prezzo dell'acqua,
alternative non ne esistono ed a noi non resterà che pagare.
Prego, chi un po' se ne intende di esaminare con cura questo Art. 23 bis e valutare se le mie considerazioni sono in qualche modo errate. Resta il fatto che,
se i bene informati definiscono l'affare "SASI" una sorta di truffa, questo articolo, per come è scritto, potrebbe rivelarsi una rapina, ben nascosta in un "innocuo"
decreto legge che nessuno si è degnato di rileggere prima dell'approvazione o il cui art 23 bis è stato considerato poco importante.
Questo è comunque il governo della libertà, della trasparenza, del nuovo che avanza! Che inserisce articoli a tradimento in decreti apparentemente innocui o che trattano di tutt'altra questione, per far passare inosservato un provvedimento "impopolare" ed evitare il dibattito parlamentare su ogni questione "delicata". Lo hanno fatto con la scuola, l'hanno provato a fare con le leggi salva-premier (articolo nel decreto sui rifiuti però scoperto) e lo fanno in ogni cosa che potrebbe toccare la loro "immagine". Privatizzano tutto, così da comprare tutto ed aver potere su tutto, senza scrupoli, per il solo lucro dell'elite di cui sono rappresentanti ed esponenti. Vanno fermati e subito.
WAKE UP!!!
Gli sproloqui di Cossiga.
Gli "intoccabili" possono permettersi questo ed altro...stiamo attenti!
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»
E' passata quasi inosservata questa esternazione di Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica Italiana. Una dichiarazione che va censurata in tutto e per tutto se rapportata al presente e sulla quale bisogna riflettere riguardo al passato.
Io non so come possa essere tollerata una cosa del genere in un paese democratico come dichiara d'esser il nostro. Spesso mi si è voluto far intendere che il "diritto d'opinione" ha un limite per quello che io scrivo, ma con simili esempi si dimostra chiaramente che ogni opinione è lecita, purché si abbia il potere per esprimerla e nel caso di Cossiga, farla diventare (come da sua ammissione) realtà. E' la confessione spontanea di un crimine gravissimo che oltretutto, attraverso un giornale, si sprona l'attuale governo a ripetere.
Ho voluto riportarla perché merità di non esser dimenticata. Ho voluto riportarla perché sia un esempio del cosa si può arrivare a pensare e fare. Quando e se ci saranno scontri, ricordiamole queste parole, perché Cossiga le ha dette in quanto non esercitando alcun potere effettivo e non rappresentando altri che se stesso, non ha interessi o logiche di partito da tutelare. Ma è bene comprendere che facilmente, dietro ad episodi come quelli della Diaz e del Bolzaneto, giusto per citarne due recenti, esiste questa mentalità e la stessa strategia d'azione del Governo. Devono dunque star molto attenti gli universitari, essere vigili sui partecipanti alle proteste.
Quando vedrete scontri, quando vedrete manganellate, quando vedrete locali o quartieri in fiamme o quando vi inquadreranno "manifestanti" facinorosi che provocano danni e guerriglia, non dimenticate queste parole. Perché chi ha interesse a mantenere il potere non le dice, le smentisce, talvolta le condanna...ma spesse volte le riconosce legittime all'atto pratico.
Il Papa: «Non adorate falsi idoli»
distolgono l'uomo dal suo Fine vero
Il papa nel suo discorso a Parigi ha richiamato le persone a non adorare i falsi idoli quali: «Il denaro, la sete dell'avere, del potere e persino del sapere» continua: «non hanno forse distolto l'uomo dal suo Fine vero?».
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«Si prendano le impronte agli ultrà, non ai rom»
Famiglia Cristiana: Governo arrogante con i deboli, rom e immigrati
Rispetto al mio modo di pensare, di solito non vedo di buon occhio le dichiarazioni di Famiglia Cristiana, figurarsi se lo leggo. Però questa volta "sfogliando" il sito Corriere.it, ho letto con piacere quanto riportato, trovandomi d'accordo al 100%.
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8 settembre 1943 - l'inizio della Resistenza
8 settembre 2008 - la fine?
Mi sono sentito rabbrividire ieri a sentire le parole del nostro Ministro della Difesa La Russa e quelle di Alemanno. Mi sembra che stiano pian piano ad inculcare in noi cittadini il tarlo che forse il “ventennio” non è stato poi così malvagio. A sentire La Russa ed Alemanno prima, gli Angloamericani furono degli occupanti e non dei liberatori. E i repubblichini, fanatici e sanguinari alleati di Hitler furono difensori della patria. Certo non sono sorpreso che non sono riusciti a pronunciare una semplice e tassativa condanna del fascismo nel suo insieme. Sarebbe come cancellare una parte del proprio Dna politico. Hanno detto che è stato l’esito del fascismo ad essere violento e liberticida, ed allora tutte le leggi razziali, le repressioni, i fanatici e deleteri discorsi di Mussolini, gli italiani torturati ed uccisi, sono lì a testimoniare che non è come ci vorrebbero far credere. La realtà di quegli anni è stata dura, repressiva e sanguinaria e soprattutto una vergogna per tutti gli italiani, ma una vergogna ancora maggiore è sentire oggi, ad oltre 60 anni, il Sindaco della città più importante d’Italia ed il nostro Ministro delle Difesa pronunciare quelle parole. È stato chiesto da qualche parlamentare l’intervento di Berlusconi che dovrebbe chiarire che sconti a Mussolini non se ne fanno nella Repubblica Italiana nata dalla Resistenza e dall’Antifascismo. Ci ascolterà da quell’orecchio, oppure interverrà con una delle sue battute magari quella dell'ebreo nel forno…
La catena
cambiare il mondo partendo dagli insetti.
Spesso su questo blog si è cercato di spiegare come sia essenziale difendere diritti anche quando non ci riguardano (in apparenza) in maniera diretta e quando a farne le spese sono
altri, magari per noi di poca importanza. Spesso si è fatto, ma è difficile riuscire ad offrire una metafora dell'importanza di una tale azione che ogni cittadino, o meglio essere
umano, dovrebbe fare a difesa del proprio vicino, in modo da tutelare l'altro ed essere tutelato a sua volta quando è lui ad essere in pericolo.
Ora una metafora di questa logica ci viene offerta dalla natura stessa. In questo video ci spiegano che dobbiamo difendere le api. In principio, ognuno di noi ragionando in maniera
semplicistica, superficiale ed immediata penserà: "ma che cavolo me ne frega delle api se non so come fare la spesa...crepassero tutte che del miele non mi frega nulla!".
E' la stessa logica che ci guida in genere quando ad esempio, una etnia diversa viene discriminata con una limitazione di diritti, o una particolare classe sociale viene favorita. A
noi non interessa mai, perché ormai siamo disabituati a far più di due collegamenti consequenziali di fila. In un mondo che da sempre basa l'ecosistema e dunque la vita, sul modello
di una catena (quella alimentare ad esempio) la logica che ci è stata indotta, di fermarci a riflettere sul nostro anello ed al massimo su quello che segue il nostro, è un suicidio
vero e proprio.
Se infatti si approfondiscono legami, si ampliano le conoscienze, ci si rende conto che anche un problema "insignificante" come la moria inspiegabile (in parte) quanto rapida di un
insetto come l'ape, sia un problema enorme che non può essere ignorato da un essere umano. Infatti, questo video ci illustra come l'ape contribuisca, trasportando pollini,
all'economia agricola nell'ordine di centinaia di milioni di euro all'anno, e garantisca, oltre che l'economia, la stessa sopravvivenza dell'essere umano. Il tutto senza permesso di
soggiorno, nazionalità, residenza e cavolate simili.
Difendere l'ape, insetto isignificante, fastidioso per alcuni, addirittura terrorizzante per altri diventa quindi un problema importantissimo per tutti. Questo perché si supera, con
conoscienza, coscienza e ragione, il limite del nostro anello e di quello a noi più vicino.
Difendere l'ape per il nostro interesse economico e la nostra sopravvivenza alimentare, non è diverso dal difendere i diritti di minoranze che in un'ottica superficiale appaiono
inutili, fastidiose o talvolta (purtroppo oggi spesso) terrificanti.
Spero che il paragone venga colto e che con la diffusione di questa "notizia" sia riuscito a far comprendere a chi legge quanto è necessario che ognuno amplii la sua visuale, e veda
la vita, le cose e gli eventi, da una prospettiva più amplia, comprendendo finalmente che ogni diritto altrui difeso, seppur indirettamente e non immediatamente, produce la difesa di
un nostro diritto, privilegio, ed anche se detesto questa parola perché mercifica ogni cosa, utile.
Le olimpiadi: un successo...disumano!
passeranno alla storia come le olimpiadi più viste di sempre.
Le olimpiadi di Pechino sono le più viste della storia. Certo, 800.000.000 di cinesi che le guardano perché sono le "loro" olimpiadi hanno il loro peso, ma se qualcuno ancora si
chiedesse il perché il comitato olimpico ha deciso di concedere ad un paese come la Cina che non rispetta neanche minimamente i diritti umani, questo onore, la risposta è
servita.
Il comitato olimpico intasca da questa olimpiade (la più ricca della storia) 1.700.000.000 di dollari! Per esserci gli sponsor hanno pagato ognuno circa 100.000.000 di dollari. Soldi
ben spesi, dato che in ogni trasmissione olimpica la visibilità di quei marchi ha toccato punte di 1.200.000.000 spettatori, con conseguenti vantaggi d'immagine.
Io ho boicottato e continuo a boicottare le olimpiadi di Pechino. Non le vedo e non ne voglio sapere nulla. Ascolto solo il telegiornale nella speranza residua che un atleta
qualunque, compia un gesto umano in un paese disumano e dimostri d'esser andato li per spirito olimpico vero, quello spirito che un tempo causava la cessazione, durante i giochi,
d'ogni conflitto e che pone lo sport innanzitutto come veicolo di umanità. Ma temo che sia una speranza vana.
Ad ogni modo, torno a criticare gli atleti che si sono prestati a questo circo, che mettono la loro faccia al servizio di un successo che glorifica la potenza cinese, arricchisce il
comitato olimpico e gonfia i fatturati delle multinazionali che lo hanno sponsorizzato. E' triste vivere in un mondo del genere, circondato da persone che sentono l'orgoglio di vedere
un atleta sul podio con un pezzo di metallo al collo e si dimenticano di coloro che a migliaia, se non a milioni, ogni anno dalla macchina cinese vengono sottomessi, torturati,
mutilati, uccisi.
Ma d'altronde non mi posso certo aspettare che la gente, superati i trenta secondi di sgomento ad esempio per la repressione tibetana, non torni a godersi un po' di ginnastica
ritmica, di judo, di boxe dilettantistica, di karate, di canoa...ed ovviamente calcio.
Buona olimpiade a tutti!
commento al messaggio di G. Napolitano pubblicato su Guardiagrelesociale.it
Sarò impopolare, griderete al vilipendio, ma come di certo mi aspettavo, Napolitano ha dimostrato per l'ennesima volta come la sua capacità di essere garante di qualsivoglia diritto, sia in ambito nazionale, che internazionale, sia un qualcosa di veramente risibile.
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Jovanotti - Cuore
I ragazzi hanno bisogno di un'altra Italia
Migliaia di ragazzi in piazza a Palermo un saluto alla bara del giudice Falcone, hanno bisogno di una risposta. Hanno bisogno di protezione. I ragazzi son stanchi dei boss a potere; i ragazzi non possono stare a vedere, la terra sulla quale crescerà il loro frutto bruciato ed ad ogni loro ideale distrutto.
I ragazzi denunciano chiunque acconsenta col proprio silenzio un'azione violenta. I ragazzi son stanchi e sono nervosi, in nome di Dio a fanculo i mafiosi. I ragazzi denunciano chi guida lo stato per non essersi mai abbastanza impegnato, a creare una via per chi vuole operare, senza esser costretto per forza a rubare, per creare una via per gli uomini onesti, per dare ai bambini valori robusti che non crollino appena si arriva ai 18, accorgendosi che questo mondo è corrotto.
I ragazzi non credono alcuna parola di quello che oggi c'insegna la scuola. I ragazzi diffidano di ogni proposta non stanno cercando nessuna risposta, ma fatti, giustizia, rigore morale da parte di chi calza questo stivale. I ragazzi hanno il tempo che gli tiene in ostaggio, ma da oggi hanno deciso di farsi coraggio, cultura di pace, coraggio di guerra, il coraggio di vivere su questa terra e di vincere qui questa nostra battaglia, perché quando nel mondo si parli d'Italia non si dica soltanto la mafia, i mafiosi, perché oggi è per questo che siamo famosi, ma l'Italia è anche un'altra, la gente lo grida: i ragazzi son pronti per vincere la sfida
Calderoli ha ragione!
anche se le ragioni per il "no" a Lisbona sarebbero altre.
Leggendo le notizie dei principali giornali on-line, m'è preso un colpo. La lega a favore di un referendum sul Trattato di Lisbona? No peggio! Calderoli che esprime riserve sulla questione e propone il referendum in prima persona!
Cosa c'è di strano?
Non credevo l'avrei mai detto in vita mia ma: sono d'accordo con Calderoli!
Questo è un fatto che mi ha destabilizzato parecchio, perché per un attimo ho temuto che Calderoli fosse d'accordo con me sul fatto che non sia ne giusto ne democratico che una costituzione venga approvata senza interpellare i cittadini e che l'apertura alla pena di morte in casi di "disordini e contestazioni" non meglio precisate (contenuta nella versione della costituzione europea modificata dal trattato), in contraddizione con la recente rogatoria contro la pena di morte delle Nazioni Unite, fosse un abominio!
Poi ovviamente ho letto bene la notizia, ed alla fine le motivazioni per cui bisognerebbe fare il referendum, secondo Calderoli, riguardano la limitazione del potere e della sovranità dei singoli Stati. La cosa mi ha riportato la serenità, ma per un'attimo ho temuto di trovarmi sulla stessa linea d'onda di Calderoli.
Amnesty Interantional: Italia Xenofoba
Critica Bipartizan di A.I. alla politica ed ai media italiani.
dal sito www.perlapace.it
Non fa sconti Amnesty International. E soprattutto non ne fa all’Italia. Nel presentare ieri il Rapporto 2008, l’organizzazione si è richiamata idealmente ai sessant’anni della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del ‘48. Ma Paolo Pobbiati, presidente di AI Italia, ha detto che se chi l’ha vergata potesse adesso leggerne gli effetti, rimarrebbe assai deluso. Specie osservando con la lente dei diritti negati quanto avviene oggi nel nostro paese.
La relazione sul Belpaese è stata affidata a Daniela Carboni: voce gentile ma staffilate senza appello a cominciare da una “legittimazione del linguaggio razzista” che ha fatto subito venire in mente le critiche di Madrid. Inevitabile il riferimento al clima di caccia alle streghe nei confronti dei cittadini rumeni e in particolare contro i rom, iniziato con l’omicidio di Giovanna Reggiani da parte di un rumeno, secondo alcuni di etnia rom, il 31 ottobre scorso.
Nel Rapporto si dice chiaramente che tale clima xenofobo è stato alimentato dalle “dichiarazioni che alludevano a responsabilità collettive di minoranze e gruppi di migranti” da parte di esponenti politici. A cominciare dall’allora sindaco di Roma Walter Veltroni, secondo cui “prima dell’ingresso della Romania nell’Ue, Roma era la metropoli più sicura del mondo”. Pochi giorni dopo Gianfranco Fini ha dichiarato, riferendosi ai rom:“mi chiedo come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto, il non lavorare perché devono essere le donne a farlo magari prostituendosi, e non si fa scrupolo di rapire bambini o di generare figli per destinarli all’accattonaggio. Parlare di integrazione per chi ha una ‘cultura’ di questo tipo non ha senso”.
Un concentrato di stereotipi che riassumono bene il clima xenofobo che si respira in questi giorni. Non da meno è stato il prefetto di Roma Carlo Mosca, che in seguito al primo provvedimento preso dal governo – il decreto legge urgente sulle espulsioni firmato il 2 novembre, secondo cui le autorità possono motivare l’espulsione di cittadini Ue sulla base di un “pericolo per la sicurezza pubblica” – ha fatto sapere: “La linea dura è necessaria perché di fronte a delle bestie non si può che rispondere con la massima severità”.
Parole che hanno fatto rizzare i capelli all’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, che ha espresso preoccupazione per il clima di intolleranza e per lo “stato di tensione nei confronti degli stranieri alimentato negli anni anche da risposte demagogiche alle tematiche dell’immigrazione messe in atto dalla politica”. Stesso monito anche dal presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa che ha messo in guardia l’Italia circa il rischio di una “caccia alle streghe”. Interventi che non hanno avuto effetto, dato che nei mesi successivi sono seguite dichiarazioni analoghe.
Come risultato di questa campagna, sostenuta anche da molti media, AI ricorda i violenti attacchi a campi rom che si sono verificati nel
corso del 2007 fino ad oggi, per ultimo l’incendio del campo di Ponticelli a Napoli, nonché le numerose aggressioni ai danni di cittadini stranieri, come il l’episodio del
Pigneto. Proprio in seguito all’attacco di Ponticelli l’Osce, che si occupa della sicurezza in Europa, ha espresso preoccupazione per la retorica anti-rom e
anti-immigrati degli ultimi mesi che rischia di aumentare gli episodi di violenza. Un timore condiviso dall’Onu, che a marzo aveva denunciato le condizioni di
“segregazione di fatto” dei rom in Italia, privi di accesso ai servizi essenziali.
L’Italia è sotto accusa anche per il “pacchetto sicurezza” che introduce una serie di misure – tra cui il reato di immigrazione clandestina - che, in assenza di una
legge organica sull’asilo, mettono a rischio anche i minori migranti e i richiedenti asilo. “Desolante”, infine, è per AI il quadro legislativo italiano in materia di
tortura e diritti umani, gravemente lacunoso dato che nel nostro codice penale non compare ancora il reato di tortura, aumentando il rischio di impunità per le forze
dell’ordine che non devono rispondere del loro operato a nessun organismo indipendente di controllo né a nessuna istituzione nazionale di monitoraggio dei diritti umani.
Fonte: Lettera22 e il Manifesto
28 maggio 2008
Cpt di Torino: Innaugurazione col morto.
La fine degli invisibili.
Innaugurazione con morto. No, non parlo di una discoteca dove dei balordi hanno fatto una rissa e qualcuno ne è uscito cadavere come purtroppo continua a succedere in questo paese. Non parlo neanche dell'innaugurazione di qualche gioielleria che viene rapinata in cui o il rapinatore o il rapinato muoiono. Se fosse accaduto questo, non ve ne sarebbe stato bisogno perchè tv e giornali lo avrebbero sbattuto in prima piano, da veri sciacalli di drammi da strumentalizzare quali son diventati.
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Nucleare a tutti i costi? Almeno si discuta sulla generazione.
Il centrodestra impone il nucleare "sporco".
Grazie al nuovo governo da oggi sapremo che l'Italia diverrà un bel serbatoio di scorie radiattive con aumentate probabilità di disastro nucleare. Scajola dimostra la linea di un governo che del futuro dell'Italia se ne frega e nel fregarsene non offrirà alcun tipo di concertazione alla popolazione.
Si dice no al nucleare a priori? No! Qui si dice no al nucleare che vuole mettere in campo il centro-destra, il nucleare di terza generazione che per giungere al quantitativo di energia pensato (35%), si attesterebbe a più di una centrale nucleare per regione.
A prescindere dal fatto che il solare da solo sarebbe più che sufficiente, se prodotto su larga scala (con enorme abbattimento di costi) a soddisfare il fabbisogno energetico domestico di tutto il paese eliminando per sempre le bollette energetiche (da qui il SIAMO PRONTI di Enel ed Eni che vedono nel solare una minaccia ai loro profitti), Rubbia ed altri scienziati sono allo studio di un nucleare di quarta generazione che prevede la produzione di energia attraverso bombardamento del nucleo di Tanio con ultrasuoni e che non dovrebbe procurare scorie.
Ma al centro-destra populista questo non frega. Meglio arrivare al 2013 con il primo mattone di una centrale nucleare "sporca" che attendere il 2018 e magari (qualora la ricerca porti i risultati sperati) ottenere un nucleare che magari anch'esso produrrà inquinamento, ma almeno non scorie radiottive.
Oltretutto, sia ben chiaro, che le centrali nucleari costeranno un capitale assurdo. Enel ed Eni, per coprire i costi dovranno innalzare le bollette di luce e gas già da ora, il che in aggiunta al costo in continua crescita del greggio provocherà un'impennata dell'inflazione che demolirà completamente il già inesistente valore d'acquisto di salari e stipendi.
Per una volta spero che queste motivazioni siano plausibili anche per i "non ambientalisti". Quando arriverà il nucleare di quarta generazione, dati alla mano si potrà discutere. Ma il nucleare di terza, quello che produce scorie, lasciamolo perdere perchè diverrà obsoleto nel giro di un decennio (tempo di costruzione delle centrali se andassimo a ritmo degli altri paesi).
Conoscendo l'Italia, noi arriveremo ad innaugurare la prima centrale nucleare di terza generazione quando in altri paesi si poggeranno i primi mattoni di quella di quarta. Credo sia una follia.
Io penso che bisognerebbe fare una scissione tra l'uso domestico e l'uso industriale dell'energia. Sviluppare il solare termodinamico per l'uso domestico, incentivarlo in modo da poter abbattere i costi, renderlo accessibile alle famiglie e sollevare le stesse dai costi dell'energia ed attendere la quarta generazione per l'energia destinata alle industrie. Ciò che verrebbe risparmiato dalla prima soluzione, in attesa del nucleare di quarta generazione, sarebbe affidato, sottoforma di detrazione sui costi energetici alle imprese.
Non sarebbe un modo sensato di prendere due piccioni con una fava? Penso che a parte Enel ed Eni che campano sulla spremitura all'osso dei cittadini italiani, nessun altro sano di mente baratterebbe un'energia gratuita come quella del solare termodinamico (per la propria casa) con la perenne dipendenza soggetta alle speculazioni dei mercati finanziari, di fornitura da parte delle grandi aziende energetiche.
Ovviamente, se la quarta generazione rispetta quelle che sono le premesse. Altrimenti il "No" se la beccherebbe anche quella. Il sole è fonte inesauribile di energia pulita. Sviluppando le tecnologie ed incentivandone la diffusione, il sole da solo basterebbe a mandare in pensione qualsiasi altra fonte di energia (in un ventennio circa). Ma a chi dalla fornitura energetica ricava gran parte del suo potere e del controllo sulle masse, credo che questa idea non incuta timore: ma induca panico profondo.
L'Emigrante
Una pagina di memoria per una riflessione di civiltà.
In questo clima in cui si discute molto di emigrazione clandestina, che con il pacchetto sicurezza diviene reato, è bene credo ricordare il passato del nostro popolo italiano, che per decenni è stato popolo di emigranti.
In questo contesto sono orgoglioso di parlarvi di un'iniziativa promossa dall' ITC di Guardiagrele, con il patrocinio dei comuni di Guardiagrele ed Orsogna, e la partecipazione dei ragazzi e docenti dell'Istituto Tecnico Commerciale "Algeri Marino"- sede staccata di Guardiagrele, della scuola secondaria di primo grado di Guardiagrele, della scuola primaria di Guardiagrele e dell'Istituto Comprensivo di Orsogna.
L'Iniziativa è un Recital di Musica e Teatro dal titolo "L'emigrante" scritto e diretto dalla professoressa Giovanna Ferrante, con la collaborazione di docenti appartenenti alle diverse scule partecipani e portato in scena dai ragazzi degli istituti sopracitati, con l'apporto tecnico (per la strumentazione e l'audio) dell'associazione Punto Giovani e del coro di S.Martino (luci). Dopo il debutto riservato al pubblico scuole primarie di Guardiagrele tenutosi questa mattina presso il Cinema-teatro Garden, domani sera, giovedì 22 maggio, vedrà la sua serata aperta al pubblico di tutta la cittadinanza.
Del clima dell'impegno, dell'emozione e di ciò che riguarda la parte del "dietro le quinte" parlerò in un post successivo, dopo l'ultima esibizione prevista al Teatro di Orsogna la settimana prossima.
Ciò su cui vorrei soffermarmi ora è l'importanza fondamentale del contenuto culturale e di memoria dello spettacolo che, attraverso poesia e musica, compie un viaggio nella realtà del nostro recente (e purtroppo dimenticato) passato, in cui nostri connazionali partivano, con pochi stracci, per cercare un futuro migliore in terre lontane.
La nostra realtà di quel periodo, intesa nei motivi che spingevano ondate di nostri connazionali a lasciar la propria terra, non era così distante dalla realtà di coloro che oggi in Italia sono considerati "criminali" a prescindere. Lo spettacolo lo dimostra bene.
Anche noi abbiamo esportato criminalità e non parliamo di rapinatori, borseggiatori e manovalanza per le organizzazioni preesistenti; parliamo di Cosa Nostra, parliamo di Camorra, Parliamo della Ndrangheta. Cosa sarebbe accaduto se a causa di questi malfattori, i nostri connazionali fossero stati accolti all'estero come dei criminali (tutti) e sbattuti in campi di prigionia (i campi d'accoglienza, trasformati in istituti detentivi provvisori previsti dal DDL presentato oggi a Napoli, questo saranno!)?
Questo spettacolo, di ben 2 ore e mezza, deve farci riflettere in questo senso, in un periodo in cui ormai tutti, anche coloro che non ne ha alcun
motivo, hanno paura dell'uomo nero, dell'uomo islamico, dell'uomo dell'est.
Noi, pochi decenni fa eravamo i romeni; noi pochi decenni fa eravamo gli albanesi; noi pochi decenni fa eravamo i marocchini, i
senegalesi, i curdi, i liberiani, i cinesi ecc..
Gli Stati che ci accolsero non combatterono noi. Combatterono i nostri criminali che si insidiavano nei loro territori ed in molti casi, sfruttavano i nostri stessi connazionali. Alcuni dei nostri connazionali aiutarono questi Stati a combatterli.
Per i soliti che vedono strumentalizzazioni ovunque, rendo noto che i preparativi di questo spettacolo sono partiti in tempi non sospetti, in quanto è da settembre che scuole ed alunni sono al lavoro sul progetto. "Non è cultura ad orologeria" come alcuni potrebbero insinuare. E' "La Cultura" che l'orologio del tempo, oltre che per scandire le ore dei ritmi giornalieri o delle convenienze "politiche" del momento, lo usa per tenere viva una memoria che non va persa.
L'appuntamento al Cinema-Teatro Garden di Guardiagrele è per giovedì 22 maggio, in replica presso il teatro comunale di Orsogna domenica 1 giugno. Entrambi gli spettacoli andranno in scena alle ore 21.00. Ingresso libero
Griffe "Made in Italy"; Lavorazione Cinese
La vanità ha un prezzo alto non solo per chi compra!
Report si conferma uno dei due programmi d'approfondimento dell'intero panorama televisivo italiano. No, non è uno dei miei frequenti errori di battitura: i programmi d'approfondimento che fanno informazione degna di questo nome sono solo due al momento: Anno Zero e Report.
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Italia Xenofoba e Razzista.
Dopo il vicepremier spagnolo, anche il commissario per i diritti umani della UE critica l'Italia
Berlusconi parlava della pessima immagine di cui l'Italia godeva a livello internazionale. Il suo governo, appena insediato sta già mettendo le cose a posto. Inserisco le dichiarazioni (la prima poi al centro di una polemica alla quale Frattini pare aver trovato una soluzione in extremis) del Vice Premier Spagnolo "María Teresa Fernández de la Vega" e di seguito un'Ansa con le dichiarazioni del commissario per i diritti umani presso il Consiglio D'Europa "Thomas Hemmarberg". Non aggiungo commenti, non penso siano necessari.
"El Gobierno rechaza la violencia, el racismo y la xenofobia y, por tanto, no puede compartir lo que está sucediendo en Italia".(María Teresa Fernández de la Vega)
(ANSA) - STRASBURGO, 14 MAG - Per il Consiglio d'Europa istituire un commissario nazionale per l'emergenza rom 'si fonda su pregiudizi e non fa che perpetuarli'.Questa l'opinione di Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani presso il Consiglio d'Europa, secondo il quale con questi interventi tutti i rom vengono 'trasformati' in criminali. Inoltre, per il commissario, 'entrare in un Paese, anche illegalmente, non puo' essere considerato un crimine'.
Pacchetto sicurezza
misure razziste per un problema che forse non esiste.
Diverse sono le misure: nuovo reato di immigrazione clandestina e carcere per chi tenta di entrare o si trova in Italia violando il testo unico sull’immigrazione del’98; chiusura delle frontiere e blocco del trattato di Schengen contro rom e romeni; rafforzamento dei pattugliamenti marittimi anche oltre le acque territoriali(già oggi due navi della marina svolgono questo lavoro); permanenza nei Cpt fino a 18 mesi; smantellamento dei campi rom abusivi ricorrendo con arresti e ed espulsioni; inasprimento sulle richieste di asilo e sui ricongiungimenti familiari; permessi di soggiorno solo a chi ha un reddito; trasformare i Ctp in carceri temporanei(gli stranieri arrivati senza permesso dovrebbero esservi, in attesa del processo con rito direttissimo).
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Primo Maggio
Festa del Lavoro
C'era una volta la festa del lavoro.
I lavoratori si fermavano e ringraziavano per i diritti acquisiti.
Oggi c'è la festa del lavoro.
I lavoratori precari non si fermano e ringraziano il cielo per essere ancora vivi e per avere ancora un contratto.
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Artista tedesco cerca una scultura moribonda
l'arte rappresentata nell'arrivo della morte
Sul Corriere della Sera ho letto una notizia che mi ha sconvolto, “Guardare l'arrivo della Morte”.
Gregor Schneider, scultore tedesco affermatosi nella biennale del 2001, ha in progetto la rappresentazione dell'arrivo della morte. Può sembrare normale se fosse un dipinto o una scultura.
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Cibo come carburante per le macchine
Fidel Castro lancia l'allarme globale.
Fidel Castro come ogni dittatore non gode certo della mia stima e di sicuro ci penso mille volte a prender per oro colato ciò che dice. Ma ormai persino lui può permettersi il lusso di avere ragione, in uno scenario internazionale che noi non conosciamo perchè siamo troppo impegnati con il bullismo a scuola (come se i bulli non ci fossero mai stati) e con gli alunni sospesi perchè riprendono un prof mentre fuma in classe.
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La rivoluzione delle coscienze
disobbedienza civile
Per coloro che come me in questo sistema non trovano spiragli di giustizia, affido il messaggio di questo video. Se gli Italiani, anche solo per la metà, avessero il coraggio di una vera disobbidienza civile, domani ci sveglieremmo in un altro paese, in una vera nazione, finalmente, dopo circa un secolo e mezzo, in Italia.
"Possono torturare le mie carni, rompere le mie ossa, anche uccidermi e allora potranno avere il mio cadavere...ma non la mia obbedienza!"
Ringrazio Danilo per la segnalazione di questo ottimo video.
Dal Tibet all'India
La realtà di due paesi nel silenzio delle "democrazie" occidentali
In questo post vi propongo due articoli postati dall'ottimo
www.promiseland.it che si dimostra ancora una volta un contenitore eccezionale di notizie ed idee che non passano attraverso i media tradizionali.



















