L'occidente ad un passo dal perdere la guerra in Afghanistan | Musica e impegno sociale

L'occidente ad un passo dal perdere la guerra in Afghanistan

La Pace passa dalle fonti rinnovabili.

by Angelo Primavera

Ricordo che all'elezione di Obama a Presidente degli Stati Uniti, ci fu tutta una serie di commenti "simpatici" da parte del PDL a dargli il benvenuto. Tra questi, il più vergognoso non fu certo il termine "abbronzato" de Lo Scalatore di Piazza Salotto, ma quello di Maurizio Gasparri. Lui disse che l'elezione di Obama era "un favore ad Al Quaeda".

A parte l'idiozia che dimostra una simile frase (se i leader mondiali avrebbero usato la stessa libertà nel commentare l'elezione di Berlusconi, ci saremmo fatti non poche risate!), dimostra anche l'ignoranza del soggetto che l'ha detta, o quantomeno la sua scarsa capacità di riflessione ed analisi della realtà.

Infatti pare proprio, stando ai dati dell'Istituto di studi strategici Icos, che il favore ad Al Quaeda tutto sommato glielo abbia fatto "il texano con gli occhi da tonno" George W. Bush in quanto, dopo il fallimento in Iraq, anche in Afghanistan la guerra è ad un passo dall'essere persa. Una vittoria sul terreno di battaglia contro il grande nemico occidentale ed invasore: questo è un incentivo al terrorismo!

L'ICOS già l'anno scorso, senza che ovviamente in Italia la notizia avesse il rilievo che merita, stimava che circa il 54% del territorio Afghano era tornato in mano Talebana. Ma nell'ultimo anno la situazione è drammaticamente peggiorata. Attualmente iTalebani hanno il controllo del 72% dello Stato mediorientale ed hanno di fatto accerchiato Kabul.

Gli Usa e la politica miope di certi Governi (uno a caso il Berlusconi II) che hanno seguito G.W.B. di fatto hanno prodotto solo migliaia di morti civili all'inizio, migliaia di soldati morti ed ora si apprestano a leggittimare i terroristi veri perchè ormai tre indizi fanno una prova. Vietnam, Iraq, Afghanistan: tre guerre su tre perse su suolo straniero. Gli Usa sono in grado di distruggere un territorio, ma non di controllarlo e la guerriglia organizzata può sconfiggerli.

Questo è il messaggio che si è dato al mondo, unito a quello di un'occidente che inventa pretesti (quali le armi di distruzione di massa) per andare a rubare e sfruttare le risorse di altri paesi.
Tra le tante cose che ho letto ed ascoltato sul blog della D'Orsogna c'era un pezzo in cui si dice che le raffinerie non si fanno più sul suolo americano dal 1974 e che esse vanno fatte nei deserti. In questo caso, la scienziata ovviamente si riferiva all'assurda realizzazione del Centro Oli di Ortona, in mezzo alle colline del Montepulciano, a ridosso dei centri urbani e della costa.

Ma questo punto deve far riflettere su ciò che ha sempre mosso le campagne (il più delle volte frutto di Intelligence, mercenari e non di eserciti regolari) che gli Usa hanno condotto nel mondo sino ad ora.
Questo punto deve oltretutto far riflettere sul fatto che la pace, quella vera, passa anche dall'abbandono del petrolio e degli idrocarburi come fonte d'energia principale dell'occidente.

Le energie rinnovabili, le cui tecnologie sono in costante progresso (recentemente un brevetto italiano di un gel che di fatto abbatte del 50% i costi per i pannelli fotovoltaici), sono le soluzioni che bisogna solo incentivare. Ed è facile comprendere come le restrizioni o le frenate brusche a questo cambiamento non siano solo figlie delle multinazionali energetiche refrattarie a perdere il controllo del mercato energetico, ma anche delle industrie belliche perché, senza gli interessi che muovono gli approvigionamenti di carburanti fossili, la necessita di molte guerre e quindi la "domanda" di nuove armi, viene meno.

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