Le bombe di Gaza turbano lo shopping di Milano!
I commenti dell'amministrazione milanese alla manifestazione di ieri.
«Per ore il centro di Milano, particolarmente affollato per l’avvio dei saldi invernali è stato sequestrato da un migliaio di manifestanti pro Palestina. Gravi atti sono stati compiuti contro lo Stato di Israele. Piazza Duomo è stata trasformata in una moschea e la prima giornata degli attesi sconti da parte dei milanesi è stata compromessa nel centro storico».
vicesindaco di Milano, Riccardo de Corato.
A leggere queste parole estrapolate dall'articolo de La Stampa.it viene da chiedersi
quali siano, per il vicesindaco di Milano, le priorità nella vita. Facile darsi una risposta: i saldi!
Lo shopping visto che siamo in tempo di crisi, è prioritario su tutto. Prioritario sul diritto sacrosanto di una rappresentanza palestinese di manifestare dove (per
ora) è ancora consentito farlo, contro ciò che quel popolo sta subendo per mano di Israele.
E' vero Hamas è terrorista, ma gli stessi vertici Israeliani sanno che nessuna di queste incursioni distruggerà Hamas; lo hanno
dichiarato loro stessi. L'unica cosa che preme è strappare, come si legge su L'espresso, un "compromesso più vantaggioso" negli accordi con i palestinesi in vista
delle prossime elezioni. Qualche testa di qualche leader di Hamas significherebbe, per l'attuale maggioranza moderata israeliana, una dimostrazione di forza che porta
consensi altrimenti raccolti dalla destra.
Ovviamente, in Israele di motivi per giustificare una guerra ne esistono da sempre. Il terrorismo di Hamas, certamente non è un gregge di pecore indifese ed
innocenti, e gli attacchi di questi ultimi verso obbiettivi civili sul confine, non sono invenzioni. Ma le stragi compiute da Israele con i suoi
bombardamenti, di cui si riferiscono spesso e volentieri solo "gli obbiettivi di Hamas colpiti", stanno stremando la popolazione palestinese ed hanno ridotto la
striscia di Gaza in un cumulo di macerie e cadaveri.
Il Presidente del Consiglio Comunale di Milano dice che i Palestinesi dovrebbero protestare contro Hamas, invece che bruciare le bandiere israeliane. Ciò che
purtroppo Manfredi Palmieri non capisce, o finge di non capire, è che più si continuerà a voler combattere il terrorismo a suon di bombe con vittime civili ed
innocenti, più organizzazioni come Hamas e Al Quaeda ed affini recluteranno orde di disperati che, stremati, chiederanno solo una cosa: vendetta.
Ma comunque, quale che sia la motivazione di palestinesi ed iracheni, secondo le autorità cittadine, non ci sono giustificazioni all'andar in piazza ad urlare
bruciando bandiere, pregando, urlando rabbia e disperazione contro un occidente che rimane essenzialmente immobile dinanzi alle azioni di Israele.
Non si può disturbare lo shopping il primo giorno di saldi per nessun motivo. Non si può perché qualcuno potrebbe turbarsi, rendersi conto di cosa è oggi il mondo, e
decidere che forse, tutta questa gran voglia di comprare, accatastare cianfrusaglie, abiti, scarpe e chincaglierie varie l'ha persa, insieme alla speranza di pace per
un'umanità geneticamente incapace di produrre giustizia.
































