Marco Travaglio bocciato in Storia del Medio-oriente. | Musica e impegno sociale

Marco Travaglio bocciato in Storia del Medio-oriente.

Storia di un conflitto da un articolo di Paolo Barnard, ex Report.

by Angelo Primavera

 

“Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani”. Marco Travaglio.

Marco Travaglio è un giornalista scrittore che gode della mia più alta stima quando parla dei fatti di casa nostra. Ma leggendo la sua dichiarazione riguardo ciò che sta accadendo nella striscia di Gaza mi permetto di dire ciò che lui spesso ama dire ai suoi colleghi giornalisti italiani: prima di aprire bocca, è meglio che si informi. 

La CNN americana, come tutti gli altri media mondiali, all'inizio di questa che è inutile definire crisi, chiamiamola col suo nome ovvero guerra, o meglio ancora, azione terrorista, dava la responsabilità della rottura della precedente tregua ad Hamas. Ma a seguito di segnalazioni, l'inviato della CNN Rich Sanchez ha svolto delle indagini arrivando ad appurare che la tregua è stata rotta da Israele il 4 novembre scorso con un attacco all'interno della striscia di Gaza che ha causato 6 morti e che prima di allora, il blocco (illegittimo secondo gli accordi della tregua) delle vie di comunicazione con la Striscia di Gaza da parte israeliana ha provocato quasi 300 morti per mancanza di medicinali, cibo, carburante.

La verità in tutta questa storia è un'altra. La verità è che Israele preparava, come poi emerso, questo attacco da ben 6 mesi e che su questo attacco massiccio si gioca molto del consenso politico della maggioranza "moderata" israeliana.Per spiegarla all'italiana: è uno spot macabro e brutale.

E' vero, Hamas è un'organizzazione terroristica che va colpita in quanto responsabile, in passato, di numerosi attacchi sui territori Israeliani lungo il confine con la Striscia di Gaza e di attentati esplosivi di vario genere. Ma ciò che sta facendo l'esercito Israeliano è semplicemente radere al suolo i territori palestinesi senza fare eccessive distinzioni tra civili e terroristi, come dimostra anche la strategia candidamente ammessa da Israele stessa.

E questo emerge solo citando i fatti e senza entrare in un'ottica di pacifismo che evidentemente è un concetto che non appartiene a Travaglio, ammesso che per lui non valga la linea adottata nel recente passato dalle tre B (Bush-Blair-Berlusconi) delle bombe che portano la pace. Travaglio dice in sintesi che gli ormai 1000 morti ed i migliaia di feriti sino ad ora causati da Israele sarebbero terroristi. Facesse un giro su internet, dove circolano foto di bambini finiti sotto il fuoco israeliano e li guardasse bene in faccia questi "terroristi".

Detto ciò vi riporto una sintesi cronologica di alcuni dei fatti che danno l'emblema della reale storia di questo conflitto riportata in un pezzo sul sito peacelink.it. Personalemente non condivido il taglio dell'articolo dato da Paolo Barnard quando mette a confronto Hamas ed Israele, definendo la il primo "terrorismo alla spicciolata" ed il secondo "grande terrorismo israeliano". Bisogna che l'opinione pubblica rifletta su determinati argomenti, ma parlare di sionismo in questi termini non genera l'indignazione di cui il mondo occidentale ha bisogno per far cessare il conflitto e porre limiti ad Israele. Tutto ciò che si ottiene così è frammentare l'opinione pubblica in sionisti ed anti-sionisti, alimentando il conflitto, a livello intellettuale, anche oltre i confini di una terra martoriata di cui molti ignorano la storia. Israelino o palestinese che sia, un morto civile è sempre una vittima.

Ricordo il 17 novembre 1948, quando Aharon Cizling, allora ministro dell’agricoltura della neonata Israele, sorta sui massacri dei palestinesi innocenti, disse: “Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti, e tutta la mia anima ne è scossa”. Ricordo Albert Einstein, che sul New York Times del dicembre 1948 definì l’emergere delle forze di Menachem Begin (futuro premier d’Israele) in Palestina come “un partito fascista per il quale il terrorismo e la menzogna sono gli strumenti”. Ricordo Ephrahim Katzir, futuro presidente di Israele, che nel 1948 mise a punto un veleno chimico per accecare i palestinesi, e ne raccomandò l’uso nel giugno di quell’anno. Ricordo Ariel Sharon, che sarà premier, e che nel 1953 fu condannato per terrorismo dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU con la risoluzione 101, dopo che ebbe rinchiuso intere famiglie palestinesi nelle loro abitazioni facendole esplodere. Ricordo l’ambasciatore israeliano all’ONU, Abba Eban, che nel 1981 disse a Menachem Begin: “Il quadro che emerge è di un Israele che selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia alle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né io né il signor Begin oseremmo citare per nome”. Ricordo la risoluzione ONU A/RES/37/123, che nel dicembre del 1982 definì il massacro dei palestinesi a Sabra e Chatila sotto la “personale responsabilità di Ariel Sharon” un “atto di genocidio”. Ricordo le parole dello Special Rapporteur dell’ONU per i Diritti Umani, il sudafricano John Dugard, che nel febbraio del 2007 scrisse che l’occupazione israeliana era Apartheid razzista sui palestinesi, e che Israele doveva essere processata dalla Corte di Giustizia dell’Aja. Ricordo le parole dell'intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein, i cui genitori furono vittime dell’Olocausto: “Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti.” Ricordo che esistono prove soverchianti che Israele usa bambini come scudi umani; che lascia morire gli ammalati ai posti di blocco; che manda i soldati a distruggere i macchinari medici nei derelitti ospedali palestinesi; che viola dal 1967 tutte le Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga; che ammazza i sospettati senza processo e con loro centinai di innocenti; che punisce collettivamente un milione e mezzo di civili esattamente come Saddam Hussein fece con le sue minoranze shiite; che massacra 19.000 o 1.000 civili a piacimento in Libano (1982, 2006) e poi reclama lo status di vittima del ‘terrorismo’. Ricordo che il Piano di Spartizione della Palestina del 1947 fu rigettato da Ben Gurion prima ancora che l'ONU lo adottasse, e che esso privava i palestinesi di ogni risorsa importante (dai Diari di Ben Gurion). Ricordo che la guerra arabo-israeliana del 1948 fu una farsa dove mai l’esercito ebraico fu in pericolo di sconfitta, tanto è vero che Ben Gurion diresse in quei mesi i suoi soldati migliori alla pulizia etnica dei palestinesi (sempre dai Diari di Ben Gurion); che la guerra dei Sei Giorni nel 1967 fu un’altra menzogna, dove ancora Israele sapeva in aticipo di vincere facilmente “in 7 giorni”, come disse il capo del Mossad Meir Amit a McNamara a Washington prima delle ostilità, e mentre l’egiziano Nasser tentava disperatamente di mediare una pace (dagli archivi desecretati della Johnson Library, USA); che gli incontri di Camp David nel 2000 furono un inganno per distruggere Arafat, come ho dimostrato in “Perché ci Odiano” intervistando i mediatori di Clinton; che i governi di Israele hanno redatto 4 piani in sei anni per la distruzione dell'Autorità Palestinese sancita dagli accordi di Oslo mentre fingevano di volere la pace (nomi: Fields of Thorns, Dagan, The Destruction of the PA, ed Eitam); che la tregua con Hamas che ha preceduto l’aggressione a Gaza fu rotta da Israele per prima il 4 novembre del 2008 (The Guardian, 5/11/08 – Ha’aretz, 30/12/08), con l’assassino di 6 palestinesi. E queste sono solo briciole della mole di menzogne che ci hanno raccontato da sempre sulla 'epopea' sionista.

Ricordo infine Ben Gurion, il padre di Israele, che lasciò scritto: “Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba”. E ancora: “C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti”. Quell'uomo pronunciò quelle agghiaccianti parole 20 anni prima della nascita dell’OLP, più di 30 anni prima della nascita di Hamas, 50 anni prima dell’esplosione del primo razzo Qassam su Sderot in Israele.

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