Berlusconi, comunismo e magistratura.
Un film già visto... Purtroppo in tutti i sensi.
Questo spezzone del film preso da "Un eroe Borghese" è abbastanza illuminante. Da quindici anni sentiamo Berlusconi attaccare la magistratura definendola comunista e si è ripetuto anche in questa campagna elettorale.Mai come in questo caso possiamo dire che "è un film già visto!"

































Danilo
"Colui che cammina sulle acque" vede comunsti dappertutto. Gli invidio il suo campo visivo, vedessi io realmente tutti questi comunisti, staremmo sicuramente meglio.
Lo "zio"
Tutti sti blog in giro sono pieni di belle idee,letture stupende ed inedite,speranze positive,riflessioni che non penseresti mai ragazzi di oggi possano fare...etc etc, ma la mia domanda o meglio la mia "riflessione" è..."ma quando smetteremo di parlare,per fare?"
Alt,non è una critica,dopotutto non si può fare senza che ci sia uno scambio di vedute sul da farsi,ma a volte si lancia un idea quasi a a dire "io l'ho detta,tu mettila in pratica" e questo non và bene,perchè come ci insegna lo sport, dobbiamo essere sempre allenati a proporci,a forzare noi stessi, a digrignare noi i denti di fronte a fatti brutti e non "delegare".
Cmq ho la strana sensazione che l'uomo in storia abbia sempre avuto,ed avrà 3 perchè dimentica il passato e rifà GLI STESSI ERRORI DA SECOLI!!
Fate i bravi...
Angelo P.
E' proprio per non ripetere questi errori che si riflette e si discute. Ma sebbene mi si trovi concorde nel fatto che parlare lasciando che siano le parole l'unica rivoluzione sia un errore, trovo altrettanto errato screditarne l'importanza. Non so se hai mai visto "L'attimo fuggente" ma suppongo di si. In una lezione il Professor keaping dice: "non lasciatevi ingannare. Che se ne dica le idee e le parole cambiano il mondo".
Certo, alle parole poi bisogna far seguire i fatti, ma il problema è che oggi sempre più spesso prima vengono fatte o messe in movimento le azioni e poi si trovano plausibili idee per giustificarle. Si parte dalle idee, si vede quanto esse siano condivise. Se si è democratici non ci si mette li a dire semplicemente: "il mondo deve andare così!" Ci si confronta con gli altri ed in base al risultato di tale confronto si mette in atto un'azione o si decide di abortirla. Altrimenti tutto diviene semplicemente egocentrismo e vanità.
Di persone con ricette segrete per salvare il mondo ce ne sono migliaia ed è vero, spesso rimangono solo parole. Penso che l'inizio sia esporre le proprie idee e vivere secondo i propri valori. Poi c'è il confronto. Se il confronto ha esito positivo, se un certo numero di persone condividono gli stessi principi, si passa all'azione.
In questo blog di proposte di iniziative ce ne sono parecchie, ma siamo solo all'inizio. Tanto dobbiamo ancora maturare noi e tanto devono maturare le persone che ci seguono, perchè non è creare una nuova bandiera il nostro obbiettivo, ma quello di far venire fuori idee ed impegno da tutti.
Io sono etichettato come pessimista, ma penso anche che tutto ciò che ha un inizio ha inevitabilmente una fine e questo vale anche per la ripetitività della storia. Ci sono battaglie che vanno combattute anche se si sa di perderle e ci sono idee che vanno portate avanti nonostante appaiano solo ideali privi di possibilità di realizzazione. Questo non perchè sia bello soffrire a causa dei ripetuti fallimenti che sembrano esserci quando ci accorgiamo che il mondo va in direzione opposta alla nostra. Semplicemente perchè è guardando in alto, al cielo, che si scalano le montagne. Il cielo magari non lo toccherai mai, ma a furia di tentare di raggiungerlo, non appoggiandoti su appigli fasulli, gingerai certamente più in alto (non in senso arrivistico) di chi resta con i piedi per terra pensando che è inutile arrampicarsi perchè tanto prima o poi cadrai e ti farai male.
Io penso questo e penso anche che cercherò di cambiare le cose in maniera pratica. Ma prima di tutto vengono le idee, prima di tutto viene la verità. Un uomo senza idee e senza verità è solo un'altra marionetta che si presta ad un gioco vecchio quanto il mondo. In questo il confronto è la base essenziale, l'embrione da cui può nascere, se non la si abortisce per fasulli interessi personali, una nuova speranza.