Giovanni Falcone
il mio commento su www.guardiagrelesociale.it
Riporto di seguito anche qui il mio commento (corretto rispetto all'originale) al post dedicato alla memoria di Giovanni Falcone sul sito guardiagrelesociale.it.
In tempi "bui" come questi ed altri già trascorsi, queste parole (riportate nel post, ndm) sono un faro nell'oscurità, una guida salda, un iniezione di coraggio, un sostegno. La lotta alla mafia di Giovanni Falcone è l'esempio di una vita sacrificata al trionfo della giustizia e per questo consegnata alle pagine della storia ed all'immortalità della memoria.
In un mondo sempre più materiale come questo e sempre più impermeabile a concetti etici e di legalità, Falcone rappresenta l'alternativa di un successo che schiva l'ambizione di potere e fa sua una logica di condivisione. Perchè non v'è, a mio parere, bene più prezioso della giustizia espressa dalla legalità, del rispetto di un diritto equo che cerca di perseguire l'obiettivo dell'annullamento delle disuguaglianze sociali di partenza, lasciando solo al merito la misura per stabilire la grandezza di un uomo, tutelando cosi sia il bene condiviso ed il valore di chi lo condivide.
Era questo ideale di giustizia, che in se porta ben custodito ogni più alto valore di democrazia e libertà reali e non strumentali, ciò ha mosso le azioni di uno dei personaggi più grandi e sia professionalmente che umanamente apprezzati, della nostra recente Storia.
Non macchierò questa mia pagina di memoria con un "purtroppo" che appare alquanto scontato guardando la realtà sociale politica e legale degli ultimi anni. Solo un invito, ai giovani
che da qui passano a scoprire una diversa grandezza, una grandezza a cui altri uomini, nonostante maggior potere, denaro e ricchezza non potranno mai ambire. Un
invito a seguirne l'esempio, perchè alla fine può apparir banale, ma la lotta per quell'ideale è insita nelle piccole scelte quotidiane che noi ci troviamo a fare ogni giorno. Quando
scegliamo noi stessi a danno nel prossimo; quando scegliamo il nostro profitto e successo a danno di una comunità ed il potere personale a danno della coesione della stessa,
applichiamo quella logica che nei contesti in cui Giovanni Falcone è nato vissuto e morto si chiama mafia.
La mafia è in fondo questo credo: l'espressione più crudele e violenta di una società votata al solo profitto, dove il forte schiaccia il più debole. A noi tutti,
specie giovani, spetta il compito di lottare per una realtà in cui questa logica non sia contemplata. Perchè va da se, che se noi tutti fossimo in grado di fare un piccolo passo in
questa direzione, la comunità di cui facciamo parte compirebbe un passo enorme in avanti e questo passo la nostra comunità, inserita in un contesto più ampio, lo farebbe compiere
anche all'intera società del nostro Paese, dell'Europa e del Mondo.
Non lasciamo che di un uomo resti "solo" l'eterno ricordo delle sue idee e battaglie; facciamo in modo che l'eco di quelle idee alimentino le nostre di battaglie e facciano vibrare i pilastri di questo sistema, sbriciolandone quelli marci. Lavoriamo all'edificazione di una nouova civiltà, che seppur per via della nostra umana natura non potrà esser mai perfetta, quantomeno sia espressione di un'ingistizia minuta ed ancora umana.
Dicono oggi che i grandi ideali siano morti. Io penso che gli uomini passano, le bandiere bruciano, i nomi cambiano, i criteri si evolvono, ma i valori di cui son pregni i veri ideali non cesseranno mai di esistere. Se questo non fosse vero, se ciò che dico fosse pura utopia, allora uomini come Giovanni Falcone sarebbero morti invano. Ma se una verità ancora riconosco, in un mondo di menzogne, ipocrisie e verosimiglianze di comodo, è nel fatto che tutto ciò che Falcone rappresenta ancora oggi, seppur solo a tratti in una minoranza, non morirà mai. "Chi non ha paura di morire muore una volta sola" e vive per sempre.
































