In questi giorni si è parlato spesso qui in Italia del Lodo Alfano e dell'impunibilità dei potenti, del loro esser sempre al di sopra della legge, di una legge che
non è mai uguale per tutti, anche se un principio fondamentale per l'effettiva esistenza della democrazia è che lo sia.
Un messaggio su facebook proveniente da un gruppo di informazione libera mi ha riportato alla memoria un qualcosa che avvenne anni orsono e che può rappresentare un'altro esempio di
leggi parziali e di condotte sconcertanti mai chiarite: il caso Ratzinger, o se preferite in nome d'arte, Benedetto XVI, Papa di Santa Romana Chiesa.
Nel 2005 una corte statunitense aprì nei confronti di
Ratzinger un processo civile per
favoreggiamento alla pedofilia. Questo a causa di una lettera firmata dal futuro pontefice nel 1992 che dava come ancora valida una precisa norma del diritto canonico che
prevedeva, in caso di atti impuri nei confronti di un minore di 18 anni (pedofilia),
la competenza unica del tribunale ecclesiastico e di fatto così esortava alla non denuncia
presso le autorità e quindi alla copertura dei preti pedofili. Una norma che il Vaticano aveva già definito decaduta, si presume, in quanto la pedofilia rappresenta reato.
Benedetto XVI fu salvato e scampò al processo grazie ad una particolare norma "suggestion of immunity" che riserva l'immunità ai capi di Stato stranieri al fine di
non rovinare rapporti diplomatici.
Perché vi racconto questo? Perché oggi, leggendo L'Unità ho letto del richiamo proveniente da famiglia Cristiana rivolto a Silvio Berlusconi riguardo, penso, il caso
Mills e la Soap di Nohemi. Famiglia Cristiana ricorda che "non esiste una immunità morale". Chissà se avrà scritto la stessa cosa anche al "Santo" Padre quando fu
salvato dall'accusa di favoreggiamento alla pedofilia grazie a questa sorta di lodo Ratzinger?
Ovviamente lungi da me presentare questo fatto a difesa di ciò che combina il premier ed è ovvio come siano differenti i casi dato che non fu Ratziger in persona a scrivere la
"suggestion of immunity". L'unica analogia con Silvio Berlusconi è che se avesse voluto dimostrare la propria estraneità ai fatti, Benedetto XVI avrebbe potuto
rinunciare a tale immunità, invece che invocarla.
Dico solamente che in questo Paese come nel resto del mondo il confine della moralità e dell'immoralità è stabilito solo dala capacità di far scomparire le oscenità
di cui il potere è artefice e dalla capacità di intervenire sui legislatori (quando non si riesce a diventare primi ministri ed approvarsi leggi a botte di fiducia).
Le democrazie non dovrebbero avere persone esenti da processi, solo processi giusti nei giusti tempi. Senza questo principio, la democrazia continuerà a non esistere
ne qui, ne in nessun angolo della terra, rimanendo per sempre quell'ideale romantico che è stato utile, storicamente, solo a sostituire alla medioevale nobiltà, il moderno
corporativismo, religioso, imprenditoriale, bancario. L'eterno sopruso oligarchico ai danni di popolazioni tenute a bada grazie a giochi di prestigio, incantesimi mediatici e
paure contro i quali, nonostante i secoli di battaglie e teorie democratiche, pare non si siano ancora creati gli anticorpi necessari a creare un sistema sano, fermo restando che
continuo a pensarla come De Andrè: "non ci sono poteri buoni".
avamposticulturali
Ciao, sono sconcertato da quello che dici, lo sono per molti motivi. Si continua a discutere di cose inopportunamante gonfiate e senza sapere nulla su cosa ci fosse scritto sulla circolare detta "Circa i crimi più gravi". Solo che vuole a tutti i costi denigrare chi può essere alleato nelle battaglie di solidarità e civiltà che i nostri tempi impongono. Mi chiedo da che parte stai? Dalla perte di coloro che vorrebbero continuare a sfruttare le masse e l'ambiente ai soli fini personali (il proprio lucro), o dalla perte dei più deboli? Leggi cosa ho scritto sull'argomento e fammi sapere (il link è il mio sito). Saluti