Il Ritorno del Principe.
il bene dell'Italia è sempre stato affidato alle minoranze.
Questa è la presentazione del libro "Il ritorno del Principe", dove il principe, se mal non ho compreso, è un riferimento a Macchiavelli.
Le conclusioni a cui giunge Roberto Scarpinato, coautore insieme a Saverio Lodato di questo libro, sono amare e forse più tenebrose di qualunque disfattismo sia stato a noi presentato
sino ad oggi. Ma sono conclusioni sorrette da un'immensa cultura storica e da un'analisi della società e del potere Italiano che per la prima volta non si ferma alla nostra repubblica
per spiegarne il declino, ma che scava affondo sino a recuperare un passato feudale a cui, purtroppo, si sta facendo ritorno.
La speranza oggi è affidata alla difesa della costituzione ed a quella minoranza che si batte per essa e contro la rassegnazione culturale delle classi sociali inferiori che ormai
avallano in silenzio il potere di signori impunibili, per i quali non esistono più tribunali in grado di far giustizia.
Una costituzione che è baluardo solo perché scritta in un momento di vuoto del potere storico Italiano, da esponenti di quelle minoranze sociali che avevano lottato fianco a fianco per cancellare l'ingiustizia che esso sottintendeva. Una costituzione che oggi si cerca di svuotare e cambiare perché essendo specchio di un potere diverso dal potere corrotto che da secoli governa l'Italia, fin da prima della sua unità, rappresenta l'ultimo residuo di coscienza e l'ultimo vero ostacolo al ritorno completo del "Principe".
































