L'altro nome di Madame Giustizia
Critica al Vaticano.
Spesso in questo blog si è parlato del Vaticano e lo si è fatto in maniera critica. La mia visione, per quanto è diffusa, può essere considerata al limite del qualunquismo, ma questo
non certo perché sia semplice fare di tutta l'erba un fascio e colpire chi ha potere ed è esposto.
Ieri sera ho avuto uno scontro su questo tema. Mi è stato detto che non posso giudicare la chiesa perché non ne faccio parte. Io sostengo che la chiesa non sia un edificio ed un
insieme di riti, gesti, nenie ed interpretazioni unilaterali di un messaggio di amore egalitarismo e libertà universali.
Io penso che la Chiesa siamo noi, uomini e donne, credenti e non credenti. La chiesa sono coloro che ogni giorno si battono in nome di un qualcosa di giusto e che vivono tendendo a
qualcosa di più alto di loro. Perché io penso che alla fine, per alcuni si chiama Dio, per altri si chiama in mille altre maniere, ma ciò che ti rende parte della Chiesa di cristo è
il condividere la sua lotta contro ogni igiustizia ed il desiderio di offrirsi per un qualcosa che tenda alla fratellanza degli uomini, all'amore.
Per citare una canzone famosa: "io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa, che passa da Che Guevara ed arriva fino a Madre teresa; passando da Malcom X attraverso
Gandi e S.Patrignano, arriva ad un prete di periferia che va avanti nonostante il Vaticano".
Io di questa chiesa faccio parte, di questa chiesa parlo.
Se ognuno di noi non dovesse parlare di ciò di cui non fa parte, nessuno all'infuori dei mafiosi dovrebbe parlare di mafia, dei corrotti di corruzione, dei precari di precariato e via
dicendo. Questa non è comunione; questa è divisione. E dunque respingo questo concetto, lo rimando al mittente e dico che il Vaticano, con il suo potere e le sue ricchezze rappresenta
l'esatto opposto del messaggio cristiano, fatto di povertà ed umiltà.
Io sono cristiano e sono offeso dell'uso sfarzoso, dei privilegi di alte cariche ecclesiastiche le quali hanno il coraggio di parlare di diritto alla vita, ignorando quante vite si
potrebbero salvare nel mondo, quanti bambini sfamare per un anno, semplicemente vendendo un crocifisso d'oro. Non è una banalità. Gesù moltiplicò pani e pesci per coloro che avevano
fame. Non moltiplicò pani e pesci dicendo: "Pietro, tu e gli altri undici mangiatene a sazietà e tenetene una quantità in più per voi senza curarvi che vada al macero e senza curarvi
che in fondo alla folla, altri moriranno di fame."
Ma soprattutto sono un uomo libero che non spara cazzate. Non posso saper tutto, perché tutto non lo sa nessuno, ma so abbastanza e soprattutto sento dentro di me abbastanza per
individuare un'ingiustizia quando mi si presenta palese come questa. Perché Cristo disse: "Ama il tuo Dio con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima e tutta la tua mente ed ama il
prossimo tuo come te stesso". Dio è quella che io chiamo giustizia ed io sento di amarlo con cuore anima e cervello e soffro per ogni ingiustizia subita dal prossimo come sia fatta a
me. E dunque io, "l'unico comandamento" lo rispetto, e quando non lo faccio, ne soffro perché la mia coscienza è viva.
A chi mi dice che non sono parte della chiesa perché non vado in chiesa rispondo: "non fate come i farisei che affollano le sinagoghe"
A chi mi dice che non si può giudicare il vaticano dalle sue ricchezze, io rispondo: "è più facile che un camello passi dalla cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli" e che
dunque la strada del ricco Vaticano non porta al paradiso, che per altro non credo ci attenda dopo la morte, ma sostengo esser qui ogni volta che ci rendiamo capaci di un gesto di
amore sincero.
A chi mi dice che non mi sporco le mani, rispondo "non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra", ed invito a ricordare che il cristiano si sente strumento e non fine di Dio
(giustizia).
A chi mi dice che il Papa ha potere perché Cristo investì pietro di tale potere, rispondo che Cristo affidò a pietro la chiesa delle anime; la chiesa del potere temporale fu un furto
seguito all'editto di Costantino, per altro, da molte fonti ritenuto un falso.
Non credo in qualcosa per i miracoli, credo in qualcosa perché ho fede nel fatto che sia giusto.
A chi mi dice, come giudichi sarai giudicato, rispondo che è così che voglio esser giudicato, con l'unico metro di ciò che è giusto ed ingiusto, sulla base delle ingiustizie che
commetterò nei confronti dei miei fratelli, dei miei simili e di questo pianeta che a noi è solamente stato dato in affido.
Io non faccio il prete, ne il vescovo, ne il cardinale. Io non giudico sulla base di ciò che non ho e che dovrei avere, ma di ciò che ho e che penso sia giusto che tutti abbiano: un
tozzo di pane, vesti umili e libertà.
Il Papa, i cardinali, i vescovi e le gerarchie ecclesiastiche si appellino pure ad una frase del Vangelo. Io mi appello a tutto il resto e solo Dio, o il desiderio di giustizia degli
ultimi che ne è l'unica traccia su questa terra, potrà giudicare quale delle due strade è a lui più gradita.
































