Un triste primo maggio a tutti! | Musica e impegno sociale

Un triste primo maggio a tutti!

Commemorazione dei diritti dei lavoratori.

by Angelo Primavera

Il passato è un sentiero pavimentato da cadaveri. Morti per avere le giornate lavorative di 8 ore; morti per il giorno di riposo; morti per i diritti sindacali; morti per un lavoro più sicuro. Oggi qual'è lo scenario? Detassazione degli straordinari, ovvero se sei povero lavora anche sabato domenica e qualche ora in più quando serve! Precariato diffuso e con esso abolizione dei diritti sindacali e di sicurezza dei lavoratori.

E' un primo maggio triste, l'evidenza della contraddizione tra la nostra realtà e non solo la carta costituzionale, ma anche con la memoria (purtroppo persa) di come certi diritti sono stati guadagnati. Ciò che ha richiesto il sacrificio di vite umane, oggi, silenziosamente è stato eliminato. Quel che viene da chiedersi è: quanti dovranno morire da oggi in avanti prima che quei diritti perduti e quelli mai raggiunti, vengano riconosciuti?

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Danilo

2008-05-01 17:42:40

A pensare alla situazione attuale e a quella futura, mi assale un senso di sconforto. Mi sembra di essere tornato indietro di un secolo. L'altra sera dopo il convegno con il Prof. Andreoli sono tornato al cinema ad assistere alla proiezione di "Tutta la vita davanti" di Paolo Virzì. Ne sono uscito quasi sconvolto, è stato un film denuncia dei nostri tempi, di come i ragazzi (e ragazze) sono costretti ad elemosinare un posto da precariato di neanche 400 euro al mese. Di come anche per una cifra, da fame, del genere si possa diventare egoisti e cercare di fregare il prossimo. Sono molto ma molto pessimista del futuro, tutte le battaglie fatte anche solo per la dignità del lavoratore, sembra in questo momento non essere servito a nulla. Io, lo sapranno ormai tutti, sono della sinistra radicale e quindi vicino, molto vicno alla classe operaia. Però devo riconoscere che i miei dirigenti hanno fallito, altrimenti non si spiegherebbe né questo attuale momento, né il risultato devastantemente negativo delle ultime elezioni. Forse si doveva non essere tanto accomodanti con il governo precedente, forse addirittura non farne assolutamente parte. Ci siamo e mi sono illuso che per il bene comune della classe operaia bisognava fare anche delle scelte compromissorie. Probabilmente visto che gli operai hanno addirittura deciso di votare Bossi bisognerebbe tornare alle origini, rimanere decisi con le proprie idee e portarle avanti a prescindere da chi ci governa. Perché che sia Berlusconi o Veltroni la base non si sente protetta, basterebbe quindi avere quel minimo di voti che ci permetterebbe di stare al governo senza, come già detto prima, fare scelte compromissorie, rimanendo all'opposizione ma far sentire la propria voce. In passato questa scelta ha pagato. Qualcuno penserà sia una scelta di comodo, potrebbe sembrare un controsenso, ma potrebbe invece, visto i risultati, essere la soluzione migliore

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Angelo P.

2008-05-01 21:05:04

essere dalla parte della gente, degli umili è sempre un lavoro di opposizione. Solo una popolazione realmente coesa e cosciente delle difficoltà e dell'esigenza di partire dal basso, dagli ultimi per migliorare le cose, potrebbe permettere un "vero" governo di una vera sinista. Le ricette liberiste, che basano la società sul libero mercato hanno due grossi difetti. Quello di esporre le popolazioni indifese di fronte ai flussi di mercato e di trasformare l'uomo in merce. Oggi si dice tanto che "bisogna sapersi vendere", ed alla fine, per quanto possa esser intesa come metafora, la realtà si sta cucendo su questo principio. Le idee liberiste come contraltare offrono la possibilità (oggi sempre più un'illusione) di poter fare fortuna, fare ricchezza in base al proprio talento. Ma alla fine, seppure il merito va sempre riconosciuto, è veramente così importante giungere al punto di guadagnar da soli quanto migliaia di operai messi insieme?
La nostra è una società fatta di vincitori e vinti, e finchè sarà così il compito che la sinistra radicale deve assolutamente avere (a cui purtroppo ha inspiegabilmente abdicato nella seconda repubblica) è quella di opporsi e cercare, come può di limitare i danni preparando sempre un'alternativa che magari un giorno, quando gli Italiani si saranno stancati di farsi prendere per il culo dalla favola del liberal-populismo tanto di moda oggi, potrà essere una boa di salvataggio per l'intero paese.
Non è comodo stare all'opposizione ed esser additati come personaggi che non hanno un progetto, solo perchè il progetto che hai è così diverso dagli altri da esser considerato idealista ed illusorio, ma questo, chi sta sempre al potere ed ha il potere come fine, non può capirlo.

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