Vilipendio | Musica e impegno sociale

Vilipendio

Lettera a Giorgio Napolitano

by Angelo Primavera

Napolitano si sveglia dal suo sonno presidenziale, ma come già accaduto durante il governo di Centro-sinistra, per il motivo sbagliato e con provvedimenti a mio avviso più che discutibili.

Il suo richiedere i fascicoli d'inchiesta alla Procura di Salerno in quello che tutti cercano di far passare per uno scontro tra procure, è una grave interferenza sull'attività legittima dei magistrati campani che sono competenti per quanto riguarda le indagini sulla procura di Catanzaro.

Non esiste alcuna guerra. Esiste una procura (quella di Salerno) che per via dell'obbligatorietà dell'azione penale, su denuncia dell'ex Pm di Catanzaro Luigi De Magistris, costretta a verificare le accuse di quest'ultimo ed avendone trovato riscontri, decide di indagare dei magistrati svolgendo semplicemente il suo lavoro.

Le indagini si riferiscono a fatti penalmente rilevanti di cui la Procura di Salerno, senza essere stata minimamente ascoltata, aveva già portato alla luce alcuni elementi quando fu sentita dal CSM a gennaio riguardo il procedimento disciplinare che è costato il trasferimento e la perdita delle funzioni da PM di De Magistris.

Il CSM sapeva dunque di ciò che avveniva in Calbria, sapeva che Salerno aveva trovato riscontri alla tesi di De Magistris, secondo il quale, era in atto a Catanzaro un complotto all'interno della magistratura per farlo fuori ed insebbiare le sue indagini. Sapendo questo, il CSM sapeva anche che prima o poi la Procura di Salerno, che aveva richiesto ben 7 volte i fascicoli delle inchieste di De Magistris per far luce su ciò che era accaduto senza ottenerli, sarebbe stata COSTRETTA DALLA LEGGE ad indagare i magistrati calabresi.

Dunque il provvedimento disciplinare del CSM che stabilisce il trasferimento dei due vertici delle procure di Salerno e Catanzaro, non solo non ha motivo di esistere per il primo, ma appare evidentemente come l'ennesima intromissione per cercare di bloccare le inchieste dell'ex Pm De Magistris.

Cosa stava appurando De Magistris?

Le indagini sono tre:

Toghe Lucane: una sorta di massoneria che vedeva coinvolti giudici, avvocati, giornalisti e che andava a toccare anche alte cariche dello Stato fino al CSM

Poseidone: indagine sui fondi della Comunità Europea destinati a depuratori mai costruiti e spariti. Indagine tolta a De Magistris quando nell'elenco degli Indagati è finito il socio del figlio della convivente del Procuratore Capo di Catanzaro.

Why not?: Un indagine che gira intorno ad un personaggio di spicco dell'imprenditoria ovvero Saladino e che dipinge il rapporto malato tra la politica, l'imprenditoria e le mafie. Quest'ultima, fece scattare il procedimento che ha portato al trasferimento di De Magistris quando, dopo aver inserito Prodi nel registro degli indagati, fu inserito anche l'ex Ministro di disgrazia ed ingiustizia Mastella.

Dunque a mio avviso, questo risveglio di Napolitano per bloccare quest'azione della Procura di Salerno, unito al silenzio sulle propagande xenofobe di alcuni partiti, alla firma sulle leggi ad personam ed incostituzionali come il Lodo Alfano, al sonno su censure ed attacchi all'informazione (il giornalista del corriere Claudio Vulpio è l'ultima vittima dato che è stato appena esonerato dal suo direttore Mieli proprio a causa del suo ottimo lavoro sui casi riguardanti De Magistris e le sue indagini) ed alla magistratura da parte della Politica, meritano un richiamo importante.

Napolitano ha come primo compito nel suo mandato la tutela della Costituzione e dunque del popolo italiano. La sua presidenza, almeno a mio avviso, passerà alla storia come una delle peggiori, se non la peggiore in assoluto, nei sessant'anni di Repubblica Italiana.

Da qui l'esigenza di scrivergli e dedicargli il brano (in versione non ultimata) che potete ascoltare nel video caricato qui sopra. Essendo assai irriverente e senza troppi peli sulla lingua, il titolo "Vilipendio" è una provocazione (ripetuta anche durante la canzone) a chi parlerà di vilipendio dinanzi ad una critica più che legittima sull'operato del Capo dello Stato. Anche perché, se il popolo è sovrano, lui è pur sempre un servitore.

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12.000!

2008-12-12 17:39:39

Sciopero Cgil: «12mila in piazza in tutto Abruzzo»


ABRUZZO. Nonostante la pioggia e il maltempo in tutta la regione le piazze dell'Aquila, Lanciano, Teramo e Pescara si sono riempite di lavoratori e lavoratrici, pensionati, giovani, precari, studenti.


C'è stata una media di 3000/ 3500 persone in ognuna delle città, secondo le stime fatte dalla Cgil Abruzzo che parla di «adesione straordinaria».
«Altissime - afferma il sindacato - le adesioni dai luoghi di lavoro, dalle aziende grandi e piccole della nostra Regione, dopo le 836 assemblee, di cui 45 territoriali, tenute dalla Cgil in preparazione allo sciopero generale. I dati finora raccolti confermano una adesione che si attesta al 69%, su 66 aziende di 105 monitorate nei comparti pubblici e privati».
La Cgil ha ringraziato i lavoratori «invisibili», «quelli impegnati nel loro lavoro per garantire un fondamentale diritto costituzionale, quello di voto che hanno lo stesso dichiarato con una firma la propria condivisione della piattaforma della Cgil».
A L'Aquila anche la presidente di Provincia Stefania Pezzopane ha partecipato alla manifestazione. «L'ho fatto», ha detto, «per tutti quelli rimasti senza lavoro, grazie alla mancanza di strategia dei grandi pensatori di Berlusconi. Per tutti quelli che hanno visto chiudere industrie e per quelli che a breve non avranno più lo stipendio. Per quelli delle elemosine della social card e per i
precari sempre più precari».
«L'unica ricetta che abbiamo sentito dal Premier – ha osservato Pezzopane - e' di spendere e spandere, di mantenerci consumisti ottimisti. Proposte da piazzisti. Per di più durante il suo one man show a Pescara ha sbattuto in faccia ai cittadini la sua spropositata ricchezza acquistando gioielli per i suoi fedelissimi. Vista da lui la crisi sarà una bugia dei 'comunisti'»
A Pescara invece è intervenuto Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista: «Sono davvero felice dell'ottima riuscita dello sciopero generale», ha detto. «Adesso, però, rispetto allo sciopero generale e alla lotta al governo Berlusconi e ai suoi nefasti provvedimenti economici
e sociali - spiega - bisogna proseguire, nelle lotte, e non fermarsi, per costruire una vertenza generale per uscire dall'attuale crisi economica a sinistra».
Sono stati circa 2 mila i partecipanti - secondo le stime degli organizzatori – alla manifestazione provinciale sul lavoro che si e' svolta a Lanciano.
Laura Spezia, della segreteria nazionale della Fiom, ha detto che la crisi industriale «e' vera e il governo non ha mai portato avanti una politica industriale seria, che consenta investimenti». Simbolo della manifestazione e' stato un ragazzo di 24 anni di Lanciano, che vive con la madre senza altri redditi in famiglia, e che proprio oggi vedeva scadere, dopo oltre un anno, il suo contratto di lavoro interinale alla Sevel di Atessa.
Al corteo, che ha attraversato tutta la città, ha preso parte anche il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, che ha avuto parole durissime contro il governo Berlusconi.
«E' un governo oligarchico e piduista per quanto riguarda l'economia in Italia - ha attaccato Di Pietro - che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Ecco perchè io dico agli abruzzesi di salvare l'Abruzzo per salvare l'Italia. La colpa del governo e' gravissima, perchè invece di affrontare la realtà non ha messo ad esempio un euro vero e nuovo nelle infrastrutture».
Sui progetti del centrodestra, secondo Di Pietro «si sono copiati quanto deciso dalla sinistra, un
semplice spostamento di somme, senza trovare nessuna nuova somma, perchè non combattono gli evasori fiscali, non combattono la casta e si sono pure tenuti i 300 milioni di finanziamento ai partiti che avevamo chiesto di abolire».
Sulla crisi industriale in Val di Sangro, Di Pietro ha poi annunciato che la porterà all'attenzione dei tavoli nazionali. «Siamo molto preoccupati - ha aggiunto il segretario regionale della Cgil Antonio Iovito - perchè dalla prossima settimana, l'80 per cento delle attività manifatturiere della provincia di Chieti andrà in cassa integrazione. In questo territorio sono a rischio 18 mila posti di lavoro».

NEL RESTO D'ITALIA

Altissima l'adesione allo sciopero in tutta Italia. A Roma i partecipanti sono stati 30 mila, dice la Cgil, più gli studenti e i Cobas, che si aggiungono ai circa 50 mila di Milano che, anche qui, arrivano a 100 mila con sindacati di base e studenti, ai 40 mila di Napoli, 30 mila di Torino e di Bari, 15 mila di Cagliari, 10 mila di Genova, 5 mila a Perugia e tanti altri.
A Bologna, dove la manifestazione si è conclusa con il comizio del segretario generale, Guglielmo Epifani, a sfilare c'erano, secondo i calcoli dell'organizzazione, oltre 200 mila persone.

12/12/2008 15.55

primadanoi.it

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