Guardia plena bonis
argomenti culturali e non sulla guardiesità
Come suggeritomi da Pùlveris, apro un nuovo post per non andare a sovraccaricare quello riguardante la lista "Guardiagrele il bene in comune" i quali aggiornamenti potete seguirli anche sul sito ufficiale www.guardiagreleilbeneincomune.it
Segnalo tra l'altro l'ottima riuscita del "primo comizio online" avvenuto ieri sera sulle pagine del sito dal candidato Piergiorgio Della Pelle. Evento che si ripeterà anche con altri candidati e per sapere quando ci sarà la messa in onda, basta vedere nel riquadro "eventi" sempre del sito della lista.
Per par condicio ho invitato lasciando la mia mail, ma anche personalmente, l'altra lista ad inviarmi eventualmente qualcosa che ritenevano idoneo pubblicare su questo blog, ma ad oggi non ho ricevuto nulla, per cui ripeto ancora l'invito.

































Gino
Caro Pulveris, riguardo al carratore io ho l'impressione che tu abbia preso alcune notizie spargole cercando di costruire un grappolo, ma non sei molto convicente.
Ti ho teso una piccola trappola affermando che la chitarra, poichè si chiama carratore, debba risalire all'arte dei carrettieri; ho usato i tuoi metodi, non quelli di Palmerio; unendo carter=carrettiere, carratore o carradore, notizia di Prezzolini, i carrettieri di Guardiagrele, ne esce fuori una mera supposizone mia di una possibile origine guardiese della chitarra ; il che probabilmente è una balla, ma se nessuno si mette in mente di verificarla può diventare verità. Lasciamo una porta aperta!E' un metodo anche politico, questo, che il nostro Silvio sa usare molto bene!
Noi invece ce l'abbiamo una specie di pasta alla chitarra guardiese: "Le corde delle chiochie", il cui nome viene dall'antica arte ciociara guardiese e anche i martinesi (o martinelli?) compravano le chiochie guardiesi perchè erano le migliori!
Pulveris
innanzitutto ringrazio danilo che ha apertoquesto post, finalmente possiamo dibattere anche di altro, sempre relativamente alla guardiesità, ma con un occhi puntato piu' sulla cultura e sulla storia, promozione, turismo ecc.
passo a te gino:-). come ti ho detto io non ho preso alcune notizie spargole per fare un grappolo(bella dicitura, mai sentita:-). come ti ho già detto lo studio è stato fatto da quei due studiosi nel 1977(compresa il termine carratore e la sua origine). sono loro che hanno anche rinvenuto l'atto notarile del 1871 che ti ho riportato. quindi se mi parli di significato del termine, io lo ignoro e mi sono limitato a riporate quando fatto in quello studio(autorevolissimo oltretutto, se vai su qualunque enciclopedia vedrai che la chitarra è citata come natia di san martino...comuqnue lo studio fu pubblicato su "abruzzo gastronomico" se vuoi puoi darci una occhiata. io ho approfondito lo studio, neanche sapevo niente della chitarra inventata a san martino, è stata l'ARSSA per caso a contattarmi(me ne aveva accennato anni fa qualcosa Gianni Masciarelli, ma gli avevo riso in faccia...invece aveva ragione, come spesso accadeva). nello studio originario si parla di "setacciari" di san martino e io ho voluto scoprire da dove venivano...da li son risalito ai polverieri e ai crovelli che creavano e ho stabilito il nesso tra loro e i setacciari. non è in dubbio la natività della chitarra, mi dispiace per te;-), l'atto notarile è molto chiaro. a questo io ho aggiunto i dati sul pastificio martinese nato proprio in quegli anni e proprio per andar dietro all'invenzione della chitarra(che senso avrebbe avuto fondare il piu' antico pastificio d'abruzzo altrimenti, proprio a san martino?). e come se non bastasse, oltre ai documenti notarili, ci sono quelli di nascita e di matrimonio di questo pastiere martinese...che neanche a farlo apposta è di una famiglia famosissima di polverieri, che si diede alla produzione di pasta(come altri si diedero, con risultati altrettando brillanti, ai fuochi pirotecnici). oltretutto questo pastificio è ancora esistente e lavora tutt'oggi, sebbene non piu' a san martino da almeno 70 anni. quindi ho verificato benissimo le fonti che sono tutte attendibili,mi dispiace:-). invece su cosa volesse sire carratore io non ne ho idea, ma di sicuro non è riferibile a carrettiere detto in guardiese(aahahah questa è quasi del livello di Graele cosìdetta perchè il Santo graal doveva essere da queste parti). quindi io ho verificato, ho i documenti, ho il filo storico. mi manca solo il brevetto vero e proprio, che penso sia stato fatto presso un notaio(e penso di sapere quale, tra un mesetto inizio a fotografarne gli atti e tradurli). riguardo poi a chi facesse le chitarre migliori, nello studio storico del '70 si parl achiaramente che già verso la fine del XIX secolo i martinesi avevano "delegato" per la vendita e la distribuzione delle chitarre i "fusari" pretoresi. se poi 50 anni dopo i guardisi ne facevano di ottime, tanto di guadagnato, ma è una cosa diversa. poi sulle chiochie francamente non so niente ma posso credere che i guardiesi, valenti artigiani, abbiano reinventato un altro tipo di chitarra. ma quella originaria, fidati, è martinese. tanto che ho fatto richiesta al comune affinchè si adotti il logo "patria della pasta alla chitarra".
ps:se poi nel tuo ristorante vuoi offrire la pasta di quel pastificio, ti metto in contatto:-)
pulveris
dimenticavo...il primo "pastiere" martinese sposo' nel 1867 una guardiese, tale Mastrocola. diciamo che avete collaborato dai!;-)
gino
Caro Pulveris, la pasta di quel pastificio la conosco ed è ottima, così come non metto in dubbio l'antico pastificio martinese; altra cosa è collegare l'antico pastificio alla chitarra; credo che all'epoca la pasta "a livello industriale" si facesse con dei torchi che avevano delle trafile che sagomavano i vari tipi di pasta; non credo che un pastificio adoperasse la chitarra per fare la pasta; io per questo strumento ricercherei più una origine domestica.
Intanto ci avete usurpato le Brasciole di cavallo che la ristorazione martinese confeziona a tutto spiano senza sapere che le brasciole sono legate all'arte dei chiochiari guardiesi, che con le pelli di asini e cavalli facevano le chiochie, e con la carne ( il cui consumo soggiaceva ad un editto medioevale che prevedeva pene per i consumatori di carne equina fino al taglio delle mani, e resta ancora come tabù ancestrale) ci facevano le brasciole che con la macinatura della carne e la lunga cottura perdevano l'identità equina per entrare nell'"indistinto gastronomico": e così il tabù veniva esorcizzato e si poteva mangiare sto tipo di carne: avessa fà che adesso vi mettete in mente di diventare brasciolari oltre che chitarristi? Gli arditi Wardiesi sferrerebbero subito l'attaco su tre fronti previsto per l'inizio dell'estate e banchetterebbero in piazza mangiando brasciole , voi allietereste le serate suonando le vostre chitarre, con le nostre coppe di ceramica a fioracci berremo il vostro buon vino. prima del ratto delle martinelle
Pulveris
caro gino, è sempre un piacere leggerti e parlare con gente del tuo livello. ringrazio ancora danilo per aver creato questo post, spero che dalle nostre discussioni, a cui magari si aggiungeranno altri, possano nascere spunti positivi. vado a commentare il tuo post:-)..sperando di poter presto venire a pranzo da te.
"la pasta di quel pastificio la conosco ed è ottima,"
bravo...compra martinese;-)
così come non metto in dubbio l'antico pastificio martinese; altra cosa è collegare l'antico pastificio alla chitarra;
come ti ho già detto questo ormai non è piu' in dubbio, ma certo da oltre 30 anni. lo studio è stato fatto da due studiosi che neanche sapevano dove e come fosse san martino(negli ultimi anni la cittadina è salita agli onori della ribalta...ma fino al 2000 chi cavolo la conosceva?). il mio contributo è stato nel collegare "i setacciari" (la conoscenza di questi artigiani da parte dei due studiosi infatti mi aveva colpito, considerando che loro non sapevano nulla ne dei polverieri ne del pastificio)a cui si riferivano i due studiosi alla figura del polveriere(che realizzava appunto setacci per la vendita e per celare il contrabbando di polvere) e scoprire anche i documenti del pastificio(guarda caso una famiglia di polverieri, che coincidenza). il documento notarile da loro rinvenuto non da adito a dubbi(un carratore da pasta come quello inventato nella terra di san martino") e spero presto di rinvenire anche un brevetto(che credo, secondo le tradizioni delle famiglie, dovrebbe esser stato fatto...mo' tocca scoprir il notaio pero'). quindi su questo fronte tocca che ti rassegni:-).
"credo che all'epoca la pasta "a livello industriale" si facesse con dei torchi che avevano delle trafile che sagomavano i vari tipi di pasta; non credo che un pastificio adoperasse la chitarra per fare la pasta;" innanzitutto non stiamo parlando affatto di un pastificio industriale, anzi. trattandosi del primo della regione era quanto di piu' artigianale possibile, con una sola persona(al massimo 2) a lavorarci. quindi altro che trafile e torchi, la pasta la facevano con la chitarra ed a piccole quantità(che senso aveva farne tanta, non riuscendo a distribuirla? il pastificio di cui parli ancora oggi lo fa artigianalmente e in famiglia, sono in 4 mi pare). probabilmente iniziarono a far pasta solo ed esclusivamente con la chitarra per poi scoprire gli altri formati. inoltre ho scoperto qual'era la sede del pastificio e li di torchi e roba industriale per motivi di spazio non ci stava proprio niente del genere, considerando l'edificio.
"io per questo strumento ricercherei più una origine domestica."
e infatti quella è l'origine. una singola famiglia, esperta di setacci(per una tradizione diffusa locale), ne inventa uno a maglia piu' larga per modellare la pasta e inizia a produrla in loco. piu' domestico di questo che ti devo dire? naturalmente non capirono ch ela vera invenzione piu' che la pasta era la chitarra in se e forse per questo successivamente i pretoresi scipparono l'idea. io prima di iniziare la ricerca avevo sempre pensato e saputo infatti che la chitarra era stata inventata a pretoro.
"Intanto ci avete usurpato le Brasciole di cavallo che la ristorazione martinese confeziona a tutto spiano senza sapere che le brasciole sono legate all'arte dei chiochiari guardiesi",
ahahah spiegami questa storia dello scippo delle braciole ti prego, non ne so nulla. non sapevo neanche che fossero legate ai chiochiari guardiesi. comunque posso rassicurarti su questo, le braciole non sono roba martinese. favolosa la tua disserzione sull'origine di quella carne. mi hai acculturato su una cosa che ignoravo.
"avessa fà che adesso vi mettete in mente di diventare brasciolari oltre che chitarristi?"
no no da parte mia non è uso prender possesso di tradizioni altrui. sulla chitarra invece vorrei fare qualche cosa in futuro, mi piacerebbe coinvolgerti, poi ne parliamo.
"Gli arditi Wardiesi sferrerebbero subito l'attaco su tre fronti previsto per l'inizio dell'estate e banchetterebbero in piazza mangiando brasciole , voi allietereste le serate suonando le vostre chitarre, con le nostre coppe di ceramica a fioracci berremo il vostro buon vino." bèh mi sa che devo farti leggere qualche manoscritto, riguardo all'ardimento guardiese;-)...certamente periremmo a colpi di brasciole;-)...per la ceramica è meglio rapino e per il vino certamente noi. ahhhh che bello sarebbe unire le nostre particolarità con delle serate intercomunali, in toscana e in umbria riescono a farlo e sono serate bellissime e coinvolgenti, magari presto ci riusciremo anche noi.
"prima del ratto delle martinelle "
ahahahah bellissima questa. comunque negli ultimi anni c'è piu' ratto dei guardieselli...chiedi a danilo;-). il vero problema è la purificazione...porc!;-)
gino
Caro Pulveris, beh, per la buona volontà che ci metti sospendo il giudizio sulla chitarra, discorso comunque da approfondire; ma non mi toccare le brasciole! E dove le metti le sise delle monache? Nel senso di dolce unico e irripetibile in altri luoghi: putroppo devo dire che tempo fa ne ho visto una imitazione martinese da far pena, flosce e raggrinzite, senza orgoglio e senza storia, non come quelle guardiesi che si ispiravano ai petti floridi delle nostre donne con i quali, come mi disse una volta una bella donna di campagna, "ci sì spalave la neve"! Da voi di neve ne ha fatto sempre pochina!
Sul vino Masciarelli c'è poco da dire, Gianni e sua moglie hanno saputo farne un vino ormai conosciuto in tutto il mondo e a loro e ai vini che producono va la profonda stima di tutto il mondo enogastronomico. Tu saprai però che un vino doc lo produciamo anche a Guardiagrele, la cantina Santoleri, con il compianto Nicola prima e con suo figlio Giovanni ora, produce vini di nicchia di alto livello e tra tutti un Montepulciano di grande spessore!
Viva tutti i nostri vini
alessio
leggo in ritardo l'articolo di Blasi in cui riporta il consueto attacco pre elettorale del nostro sindaco alla mia frazione. Non potendo riportare qui l'articolo lo riassumo cosi : il primo cittadino si lamenta del fatto che gli alunni che frequentano le elemetari a V.S.Vincenzo emigrano nella antica e gloriosa Anxanum per frequentare le medie.
Cinque anni fa lo stesso,allora candidato sindaco, scriveva sulle pagine di Aelion un articolo in cui si chiedeva se non era il caso di distaccare lapopolosa frazione e annetterla a lanciano visto che i suoi abitanti facevano riferimento a questo comune sia per le scuole che per gli acquisti.
quindi questa è una polemica di vecchia data e che IL Prof. Palmerio in cinque anni della sua amministrazione non ha affrontato anche se sollecitato e non può certo lamentarsi ora di aver trovato persone decise.
Perchè i genitori di questi ragazzi preferiscono Lanciano a Guardiagrele è presto detto in due parole " pluralità della scelta" oltre a molti altri piccoli particolari.
Fa piacere che il sindaco e l'assessore prendano a cuore la riduzione di organico ma forse sarebbe il caso di ricordagli di tutte le riduzioni in atto nel nostro comune..
Pulveris
mi scuso con il caro gino e con chi legge il post per il ritardo nella mia risposta, ma son tornato in abruzzo per un paio di settimane(per lavoro, altrimenti passavo a trovarti gino, torno a maggio) e non ho potuto postare. oggi inizia una era nuova a guardiagrele, con una nuova amministrazione e sopratutto con la fine, spero, della politica a guardiagrele e dell'inizio dell'amministrazione pubblica. devo rispondere al mitico gino al suo post 6:
sulla chitarra sospendi pure, fidati è tutto vero. sulle braciole non metto bocca, sei piu' ferrato di me e considerando le notizie che mi hai dato, seppur senza documenti scritti, ti ringrazio per avermi acculturato. sulle sise delle monache alzo le mani, anche se a me non piacciono(il dolce nella totalità, la sua crema l'adoro) anzi spero che con il passare degli anni trovi sempre piu' risalto e fama. riguardo al dolce martinese a cui ti riferisci, non so se sia una imitazione ma in ogni caso non ha tradizione ed è frutto di una invenzione di un pastificio locale. il vero dolce tipico, con almeno 100 anni di storia è il pensiero del poeta, per cui spero in futuro di riuscire a prendere la dop che meriterebbe per la sua storia e provenienza. poi se fai il paragone sui petti floridi guardiesi denigrando i martinesi che ti devo dire, tu allora che venivi a far da giovane a san martino ;-)? conosco molto bene il vino Santoleri, azienda che produce certamente un ottimo vino, tra i migliori della provincia e della regione. ma permettimi, non puoi paragonarlo assolutamente al vino Masciarelli e all'azienda omonima, ne per la qualità, ne per i premi nazionali e mondiali vinti, ne per l'impatto che ha avuto su tutta l'enogastronomia abruzzese(4 anni fa uscì uno studio su ItaliaOggi per lo sviluppo dei comuni che puntavano sull'enogastronomia..elenco la classifica 1) montalcino 2) ascoli piceno) 3) san martino sulla marrucina) 4) san gimignano....penso non debba aggiungere altro.
concordo con te su "viva tutti i nostri vini" e aggiungo anche viva la nostra gastronomia, ora è il momento di promuoverla, salvaguardarla e farla salire alla ribalta, speriamo di riuscirci. per quanto mi riguarda spero al piu' presto di poter fare un evento sulla chitarra e la pasta da essa ricavata e di poter creare un badge prepagato per tutti i vari ristoranti della mia cittadina. spero che anche quardiagrele facci altrettanto al piu' presto.
Pulveris
volevo segnalare al caro Gino e agli altri, un ulteriore(per fortuna ultimo) esempio del modo di fare cultura di Palmerio(basato sul campanilismo e l'incensamento personale...ahhhhhhhh ricordo come anni fa si vantava guardiagrele per i suoi 3 grandi artisti nicodemo, de litio e nicola...poi peccato che 2 se ne sono andati;-)...e si è passati a modesto della porta e auriti(validissimi ma prima poco reclamizzati, chissà perchè).
nel sito guardiagrelesociale è scritto "Esordisce così il sindaco Mario Palmerio nel suo intervento inserito nel numero del 2009 di "Parallelo 42", la singolare rivista di arte contemporanea che viene pubblicata una sola volta all'anno. Dopo l'esperimento del 2008, anche per l'anno appena concluso il comune ha scelto di partecipare a questa originale iniziativa editoriale acquistando uno spazio in quella che è una rivista cult nel panorama nazionale e non." ora io vorrei sapere quanto è costato questo spazio e perchè in tutte le pubblicazioni compare sempre Palmerio? ama guardiagrele profondamente o gli piace mettersi in mostra culturalmente? io ho questo dubbio da quanto, giustamente, diede grande risalto alla mostra di Nicola, ma poi quando gli scrisis che avevo rinvenuto documenti inediti sulla famiglia di quest'ultimo che avrei ceduto volentieri in cambio di 2-3 pubblicazioni del comune mai rispose...inducendomi a pensare che in realtà a lui manco di Nicola importava granchè...e poi che senso ha vantarsi di comparire su una rivista...a pagamento? mah...resto basito. Un grande martinese purtroppo scomparso diceva sempre che la miglior pubblicità è quella che si ottiene gratuitamente grazie all'eccellenza raggiunta. meditate gente meditate.
Gino
Caro Pulveris, poche cose che siamo molto occupati a leccarci le ferite....paragonare il vino Santoleri a quello Masciarelli, è come paragonare Davide e Golia, sia per le dimensioni delle aziende che per la fama; Santoleri è una piccola azienda che fa pochi vini, ottimi e di nicchia, Masciarelli ha fama internazionale e produzioni eccelse; ti posso però dire che ad una degustazione "alla cieca" sui due "montepulciano" di punta delle due aziende, stessa annata, compilando le relative schede di degustazione, nè è venuto fuori un sostanziale pareggio.
Sulla tua querelle con Mario Palmerio, te la devi vedere con lui, io non sono informato però ciò che a te scandalizza e cioè l'aspetto che riguarda il "suo mettersi in mostra culturalmente", io lo ritengo positivo se messo al servizio della storia di Guardiagrele, come sempre lui ha fatto.....e poi senza un po' di narcisismo non ci sarebbero poeti, scrittori, produttori di vino, buoni ristoratori, artigiani eccellenti e forse...neanche Pulveris!
Pulveris
dai gino, non parlarmi di leccarvi le ferite, a volte da un cambiamento così epocale possono venire nuovi impulsi, aspettiamo a giudicare il nuovo no? riguardo a Santoleri-Masciarelli credo che il paragone, come hai detto tu, sia improponibile(tu lo avevi proposto). ma penso che, essendo partite entrambe una ventina di anni fa da piccole produzione se una è arrivata alla fama internazionale almeno deve avere avuto dei meriti superiori, o no(sempre tenendo in giusta considerazione Santoleri, che ricordo persona educata e a modo e produttrice di ottimi vini). riguardo al pareggio tra i due montepulciano di punta, ci puo' stare benissimo, ma ritengo che una azienda non vada mai giudicata solo per il vino di punta ma almeno per il ventaglio di prodotti che offre e il livello di tutti. riguardo a Palmerio, no no ti sbagli, a me non da fastidio il suo mettersi in mostra culturalmente( è uomo effettivamente di grande cultura, averne), mi da fastidio il suo campanilismo egocentrico. sa che certe cose non sono vere e le spaccia per tali, per nutrire la superiorità guardiese(che c'è indubbiamente ma potrebbe essere esaltata coltivando le vere peculiarità). quando poi queste pubblicazioni oltre a far danni sulla verità storica di guardiagrele ne causano anche ad altri comuni, se permetti mi girano. come ti ho detto, se ti capita il libro su nicodemo da guardiagrele(tze) leggilo...alla prima pagina ti prende un colpo. riguardo invece alle pubblicazioni prestigiose "a pagamento" tutte a sua firma, mi viene tuttavia il dubbio che voglia nutrire un po' anche il suo ego(almeno che non sia l'unica persona di cultura a guardiagrele, in quel caso sarebbe accettabile..ma ne dubito). io quando ero amministratore pubblico ho firmato e scritto centinaia di articoli..ma mai troverai la mia firma. troverai solo indicato il mio comune. ma questo è in realtà un altro discorso. a me interessa il processo di falsità storica che voleva ingenerare(ti ho citato nicodemo e abbiamo già parlato della brigata majella...se vuoi ti faccio altri esempi). spero che le prossime pubblicazioni rimedino a questi errori, i libri scritti male sono peggio delle opere pubbliche fatte male credimi. fermo restando che Palmerio ha fatto anche grandi libri, come il catalogo sulla mostra di nicola(e molto carini e ben fatti sono quelli del mio consanguineo Fil e sui Cappuccini).
Pulveris
dimenticavo...non sono narcisista. orgoglioso della mia appartenenza si...ma si deve sempre fare una netta differenza tra orgoglio e campanilismo...il secondo è molto dannoso(vedi l'esempio degli storici guardiesi, iezzi, colagreco ecc ecc...tutti notissimi falsari caduti in questo errore per vantare la Guardia).
alessio
a tutti auguro una BUONA PASQUA...:)
Pulveris
grazie alessio, arrivo in ritardo con gli auguri ma spero siano graditi anche i miei! eccomi tornato in questa agora culturale guardiese:-)...spero che gino abbia finito di leccarsi le ferite come avvertiva e si sia rimesso a cucinare alla grande come sa! nello specifico gino, ci pensavo qualche giorno fa, mi puoi dare dritte sulle "ciammaiche alla guardiese"? ho letto alcune cose ultimamente, non sapevo che ci fosse un modo di cuocerle tipico di guardiagrele, puoi delucidarmi?
ps:c'è già o se non c'è hai mai pensato di fare un libro di ricette tipicamente guardiesi?
Gino
ciao Pulveris, un libro di cucina guardiese ce l'ho già pronto ed è stato nel cassetto di Mario Palmerio per un paio d'anni; non è stato pubblicato per evitare che , data la nostra amicizia e la comunanza politica, potesse sembrare un favoritismo di parte....giusto per rimarcare la levatura morale del tuo amico Mario Palmerio! E pensare che nel consiglio regionale della Lombardia c'è una "trota", come lo definisce il papà Bossi senior, di 22 anni, pluribocciato a scuola e poi eletto per fare un favore al senatur, che prende 12.000 euro al mese per dire che non tiferà per l'Italia ai mondiali e non scenderà mai al di sotto di Roma e siamo costretti anche a leggere tutto questo sui giornali!!!! Vogliamo l'indipendenza dell'Abruzzo forte e gentile dai Lumbard degli sghei!
Pulveris
caro gino, mi fa piacere che tu abbia già bello pronto un libro di cucina guardiese e spero che presto lo pubblicherai, son molto curioso di leggerlo e son sicuro che sarà molto interessante. non ho mai detto che Mario Palmerio(che tra l'altro conosco personalmente) non abbia una levatura morale e culturale elevata, anzi ribadisco che è elevatissima. ho detto solo che la cultura per forza di cose non è totale ma va divisa in settori, e dal punto di vista della storia molte delle pubblicazioni guardiesi degli ultimi anni non sono eccelse, anzi sono dannose e proprio perchè so che Mario è molto colto simili errori li posso attribuire solo a campanilismo, che di perse non è un difetto mentre per uno storico è il peccato peggiore! sul figlio di bossi pienamente d'accordo con te, ci vuole ovunque gente di cultura. ma che sappia anche usarla quella cultura...socrate diceva che il sapiente vero è colui che quando è il momento sa usare il suo sapere.
attendo notizie sulle chiammaiche alla guardiese, son molto curioso!