Il nuovo editto è partito: resteremo a guardare un'alta volta?
Berlusconi: "Santoro e Travaglio fanno uso criminoso della tv!"
L'editto è partito. L'ultima volta che la frase "fanno un uso criminoso della televisione pubblica!" è stata usata da Berlusconi, Enzo Biagi (uno dei giornalisti migliori del secolo scorso insieme a Idro Montanelli), Michele Santoro e Daniele Luttazzi sono stati epurati dalla televisione, dando il via ad una stagione di regime in cui le uniche informazioni attendibili si potevano trovare in rete o nelle librerie.
Oggi non viviamo certo una situazione ideale dell'informazione, ma è certo che se qualcosa viene fuori ogni tanto, è perchè comunque Santoro e Travaglio in televisione e Grillo sulla rete, riescono a rompere il silenzio che altrimenti i media imporrebbero con una censura, più o meno già in atto oggi.
Un giornalista settimane fa mi spiegava di come gli editori siano costretti spesso anche per motivi economici a rinunciare ai grandi scoop, perchè le querele e le battaglie legali costano e perchè è facile, schierandosi contro il proprietario di una delle più grandi agenzie pubblicitarie del paese, perdere sponsorizzazioni vitali per il giornale stesso. Motivo per il quale forse una revisione del finanziamento alla stampa, non assegnandolo ai partiti, ma alle testate in base al numero di copie vendute sarebbe una alternativa vera per liberare l'informazione. Quella di Grillo la distruggerebbe è basta.
Ad ogni modo, dato che Berlusconi ha pubblicamente detto il suo pensiero su Santoro e Travaglio, c'è da aspettarsi che magari non da subito, ma presto, Anno Zero e questi personaggi scompaiano dalla televisione Italiana. E' interessante, in questa intervista anche la mancata risposta del giornalista di La7 quando Berlusconi dice "neanche lei, come editore, permetterebbe a Santoro e Travaglio di fare ciò che fanno!". Da un idea di quanto sia più forte il terrore di avere Berlusconi contro, di quanto lo sia il desiderio di rivendicare il diritto ad una libera informazione. Una storia già vista nel 2001-2002.
Resteremo a guardare anche questa volta?

































Danilo
Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce impedimento. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se preferisce vivere a suo modo. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevano offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede solo nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. Noi siamo liberi di vivere come ci piace, e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla strada dell’azione politica. Crediamo che la felicità sia il frutto della libertà e la libertà sia il frutto del valore. La nostra città è aperta al mondo; ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero.
Italia 2008?
NO!! Pericle, quinto secolo a.c.
Angelo P.
purtroppo le idee giuste sono antiche quanto le ingiustizie che le hanno da sempre soffocate.