Il Papa: «Non adorate falsi idoli»
distolgono l'uomo dal suo Fine vero
Il papa nel suo discorso a Parigi ha richiamato le persone a non adorare i falsi idoli quali: «Il denaro, la sete dell'avere, del potere e
persino del sapere» continua: «non hanno forse distolto l'uomo dal suo Fine vero?».
Già chi meglio di lui può dare l’esempio, lui che vive in una misera abitazione a Roma centro, anzi, neanche a Roma centro, ma in una cittadina
limitrofa chiamata mi sembra “Città del Vaticano” che veste abiti dismessi da altri, scarpe che non sono firmate da Prada come alcune voci maligne
hanno insinuato ma che l’Osservatore Romano ha subito smentito. Poi per vivere è costretto a chiedere l’elemosina allo Stato italiano, il quale chiede ai contribuenti
italiani di evolvere l’8 per mille a questo povero personaggio che va in giro portando la parola del Signore, una volta a Parigi, una volta a New York, una volta a
Monaco, un’altra a Londra, tutti paesini semisconosciuti ai più, invece di recarsi a paesi più ricchi dove ci sono bambini di 11 anni con i mitra e fucili in mano già addestrati per
combattere. O nei paesi dove invece di mangiare preferiscono fare una bella curetta dimagrante, non sapendo però che provoca un antiestetico rigonfiamento dello stomaco.
Per quanto riguarda il denaro e la sete dell’avere potrei anche essere d’accordo (in modo generale, non che lo dica lui però), ma il
sapere… il sapere, che sia un falso idolo mi spaventa molto. Da quello che ho imparato tutte le più brutte, cattive e sanguinarie
dittature hanno sempre fatto le loro fortune sull’ignoranza della gente. Mentre qualcuno altro, senza fare il nome, ma solo il soprannome Che, raccomandava spesso ai
suoi figli ed ai suoi seguaci che alla base della vera rivoluzione e democrazia vi è lo studio, l’apprendimento ed il sapere.

































Ernesto Guevara
Grazie Danilo per avermi tirato in ballo nel tuo post. Ci tengo a precisare però che quando dicevo che lo studio, l'apprendimento ed il sapere sono alla base della democrazia e della vera rivoluzione, predicavo bene e razzolavo male. Questo perché ho vietato al mio popolo di affacciarsi sul mondo utilizzando i principali mezzi di comunicazione che non erano sotto il mio controllo. Ho dato loro un'informazione deviata dal mio pensiero. Purtroppo di certi sbagli me ne rendo conto solo oggi, ed ahimé vedo che in Venezuela gli errori (orrori) continuano ad essere ancora commessi sotto il rosso del comunismo o ancor peggio in Italia siete informati da coloro che assemblano e smontano notizie in base all'evenienza. Influenzare il pensiero del popolo, con informazioni distorte e confezionate ad hoc, è il primo passo verso la dittatura. Non importa chi è il dittatore, se è di destra o di sinistra. E' pur sempre dittatura e quindi è sbagliata all'origine. La rivoluzione deve essere nella nostra testa nel cercare sempre la verità ed eleborarla solo attraverso il nostro pensiero. Non dobbiamo essere imboccati dai giornalisti,dai politici, dal Papa o addirittura da me. Ricorda che gli estremi non hanno portato a niente perché hanno tolto la libertà al popolo, cosa importante per la democrazia, lo sviluppo, lo studio, l'apprendimento ed il sapere. Adesso vado a fumarmi un bel sigaro accompagnato da un buon Rhum, ti saluto mio giovane compagno.
Danilo
Sarà la senilità, ma forse hai dimenticato che dopo aver liberato Cuba non hai accettato di rimanere ad occupare un bel posto comodo e tranquillo dietro una scrivania. Hai preferito invece andare a liberare altri popoli, combattendo per loro ed accanto a loro, per rimetterci poi la tua stessa vita. Quindi non credo assolutamente che hai dato degli input sbagliati, anzi. Come ho già scritto in un altro commento sull'11 settembre, probabilmente se la "democratica e civilissima" America non fosse stata così oppositore al governo cubano, e non avesse imposto per anni l'embargo, ma invece l'avesse aiutato a crescere, forse dico forse, la situazione sarebbe diversa. Anzi sicuramente aveva in mente, ma per qualche motivo che l'hanno impedito, di fare ciò che fece in Cile nel 1973. Parli di dittatura come appartenete solo alla destra o alla sinistra, ma ritieni la democratica America un paese veramente libero? Dici che noi comunisti in Italia siamo informati da coloro che assemblano le notizie in base all'evenienza. Ma sai chi ci governa in Italia? Sai che possiede quasi tutti i mezzi di stampa, per non parlare poi delle televisioni, che sono quelle che agiscono di più nel subconscio della gente. Buona fumata e buona bevuta, non ti accompagno, primo perché non fumo e secondo perché bevo solo genziana.
Angelo P.
Ernesto Che Guevara. Sapevo di diversi Elvis, di sporadiche Marylin Monroe. Ma che ci fossero anche dei sosia del "Che" in circolazione che si fumano il sigaro e riescono a dir cose, dall'alto della loro IMPARZIALITA', inesatte sullo stesso personaggio di cui prendono il nome mi mancava. Detto questo, sono d'accordo con il Che senile nella sua analisi, ma denoto, come Danilo, la sua totale miopia sull'estremismo introdotto dal moderatismo occidentale. Se è vero, perché è vero, che gli estremismi ideologici hanno portato all'affermarsi di sanguinose dittature, gli estremismi anti-ideologici, basati su un moderatismo che sa più di opportunismo e fondati sull'unico valore di un benessere economico quasi sempre ad appannaggio di una elite, non hanno costruito nulla di democratico.
In occidente non esiste democrazia. Il popolo assiste alle vicende che i governi attraverso organi di stampa quasi sempre, se non controllati, quantomeno poco inclini a criticare il sistema stesso, La deformazione della verità, se una verità assoluta esiste realmente, avviene in maniera sempre più massiccia e tutti, compresi noi che cerchiamo di opporci a questo fenomeno, ci ritroviamo con in mano notizie verosimili che, mi dispiace dirlo, non sempre la nostra mente, per quanto acuta e brillante, è in grado di interpretare nella maniera giusta.
Il sistema ha ben individuato quali sono i "nemici" da abbattere. Il primo è la formazione di cittadini. Il cittadino formato, quando sente che un premier prende poteri che la costituzione non gli concede, scende in piazza e difende la costituzione. In Italia si attende che un "simil-rivoluzionario" come Grillo organizzi un V-Day. Questo non è un problema di informazione, ma di formazione. Il Chè diceva che la vera rivoluzione sta in questo e questo è il perché oggi l'insegnamento nelle scuole non è finalizzato alla creazione di un individuo cosciente (grazie alle conoscienze acquisite) del mondo in cui vive, capace di comprenderne le dinamiche ed utilizzare gli strumenti dell'apprendimento per migliorarlo, ma all'individualismo del ricercare una collocazione comoda in un sistema che per i più è sempre più scomodo se non insostenibile. Ne sanno qualcosa i migliaia di neolaureati italiani che faticano a trovare un impiego che sia quantomeno vicino alle loro aspettative. Quanti neolaureati finiscono letteralmente in depressione quando, messi dinanzi ad una realtà in cui il merito di saper sfruttare gli strumenti appresi non è sufficiente a garantirgli quello che da sempre è stato il loro unico obiettivo, ovvero realizzarsi?
In questo piccolo esempio, caro "Che" in pratica ho completato il tuo concetto. Non è solo l'istruzione il centro della rivoluzione, ma il fine con cui viene proposta. L'educazione al ragionamento, alla riflessione e se vogliamo anche alla filosofia intesa come indagine della realtà non sono mai stati promossi. L'insegnamento è affidato spesso a persone che, nei casi buoni, hanno il merito di conoscere bene gli strumenti, ma che non sono in grado di formare altro che ragionieri, geometri, periti, ingegneri o dottori in una delle moltitudini di discipline che l'università italiana offre.
L'etica, come insegnamento e come esempio, è scomparsa. Senza etica, senza più una coscienza individuale si annulla la coscienza collettiva ed una massa priva di coscienza è capace solo di rimanere inerme dinanzi a ciò che avviene e di scegliere l'ingiustizia più vantaggiosa da combattere per quelli che sono i propri interessi.
Quindi caro Chè, le cose stanno veramente male. Le dittature estreme avevano nomi e cognomi. Quelle moderate, governate dal mercato hanno solo una lunga lista di problemi che restano irrisolti ed una fitta catena di partecipazioni su cui attivare uno scaricabarile perpetuo. Ma ciò che più deve far riflettere è che le dittature estreme palesavano in maniera violenta, ma almeno diretta ed onesta, la loro volontà di detenere il potere e tutte le verità attraverso la propaganda e l'istruzione. Quelle moderne lo fanno in maniera subdola, senza la violenza (salvo se non sia necessaria) degli eserciti, ma con un secondino mediatico in ogni casa, sotto ogni braccio e purtroppo, nella maggior parte dei casi, al posto di ogni coscienza.
Dividi ed impera...nulla di nuovo è stato inventato, a parte i mezzi per ottenere quest'unico scopo.