"SCEC" - Il Simec risorge in Veneto? | Musica e impegno sociale

"SCEC" - Il Simec risorge in Veneto?

Lanciata una nuova "moneta locale" in veneto.

by Angelo Primavera

Una moneta complementare per combattere la crisi. La notizia viene dal sito www.disinformazione.it ed in pratica ci porta a conoscenza dell'esperimento, in Veneto, dello "SCEC".

Lo SCEC non è una vera e propria moneta, ma una sorta di buono ideato nel rispetto delle leggi vigenti. In pratica il suo meccanismo non differisce troppo da quello del Simec inventato dal Professor Giacinto Auriti, ma ha una particolarità, ovvero quella di prevedere gli acquisti con moneta "ibrida" (es. 80% in Euro e 20% in SCEC). Uno sconto trasferibile e pagabile a vista al portatore, potremmo definirlo.

Quindi il gioco, al di la di quello che può essere l'ideale che ne è alla base, non è più a sostituire la moneta europea, ma a creare un circolo virtuoso che in qualche maniera crei una rivalutazione, a livello locale della stessa. Infatti, malgrado gli ideatori sembrano, dal pezzo sul sito disinformazione.it, abbastanza in linea con le teorie sul signoraggio bancario, l'effetto più reale e positivo che questo sistema può portare è proprio il ridare all'euro potere d'acquisto: tornare a comprare ad 80 quello che sino a prima si è pagava 100.

Nella pratica i cittadini si iscrivono all'associazione promotrice la quale distribuisce 100 SCEC a testa gratuitamente.
Le aziende e le attività si iscrivono all'associazione promotrice stabilendo la percentuale di sconto che offrono per accettare lo SCEC, in base ovviamente ai costi dei propri prodotti.
Il cittadino va a far la spesa e si trova a pagare, ponendo l'esempio di prima, il 20% in meno attraverso lo SCEC, o vedendola in altro modo, si ritrova il suo denaro rivalutato del 20%. L'attività o l'azienda che li prende a fronte di quel 20% di "sconto" potrà riutilizzarli per acquistare altri prodotti da altre aziende o attività che aderiscono e quindi all'interno di questo circolo virtuoso, tutto ciò che prima costava 100, successivamente costa 80. In più, calcolando che il buono non copre l'intero guadagno dell'azienda sul prodotto, non preclude l'entrata di euro necessaria all'acquisto di nuova merce presso realtà che sono al di fuori della rete d'utenza di tale buono (cosa che il SIMEC non permetteva, dato che si poteva comprare tutta la merce voluta pagando l'intero importo con la moneta locale). Per dirla in soldoni, il commerciante non deve tornare dall'associazione per fare il cambio della moneta e poter così pagare il rifornimento delle merci.

L'esperimento è al via (presentato il 20 novembre) e comunque così, ad una prima analisi, mi si consenta di notare l'obiezione classica che si fa a tutte le iniziative di moneta locale, ovvero che se non si crea uno strumento per controllare i prezzi, l'effetto benefico in poco tempo verrà annullato dall'inflazione, anche se, c'è da dire, essendo la distribuzione del buono limitata agli iscritti dell'associazione, un eccessivo aumento dei prezzi potrebbe tagliar fuori chi non è iscritto con effetti negativi sull'attività o l'azienda stessa che è quindi incentivata a tenere i prezzi quasi invariati.
Di conseguenza, una parte di "anticorpi" è data alla nascita, seppur (data la rapida diffusione del buono, prevedibile per noi che abbiamo avuto l'esperienza del SIMEC!) l'associazione dovrebbe quantomeno garantire un limite oltre il quale, se il prezzo sale, si viene esclusi dal circuito.

Ad ogni modo è un'iniziativa che nel breve periodo può funzionare e di certo, oltre a rilanciare verosimilmente i consumi e a ridare potere d'acquisto perso ai salari, non ha quell'aspetto caritatevole e "discriminante" della Social Card.
Ma come ogni storia troppo bella, sarà bene, prima di chiamare questo nuovo progetto "rivoluzionario", esaminare con calma ogni possibile effetto collaterale, onde evitare che da un tentativo di migliorare la situazione, non si finisca per peggiorarla.

L'estrema destra fonda infatti la sua propaganda sulla teoria del signoraggio bancario, o meglio sul controllo globale delle banche attraverso la moneta e sull'uso di moneta del popolo per liberare i cittadini dalla sudditanza imposta dalle banche centrali. Per quanto il signoraggio bancario sia cosa reale (anche se non nei termini proposti dalle teorie complottistiche che pian piano si sono evolute e di cui su internet si possono trovare esempi importanti quanto smentite autorevoli), pensare di portare libertà ai cittadini attraverso l'uso di moneta popolare e locale è una follia in quanto, privi di vero sistema di controllo, gli enti e finanche lo Stato stamperebbero moneta ad ogni esigenza, creando un'inflazione devastante che produrrebbe solamente miseria. Quindi bisogna star bene attenti quando si tratta questa materia, sia per chi potrebbe essere dietro al progetto, sia e soprattutto perché potrebbe avere effetti pericolosissimi.

A voi dire la vostra su questa resurrezione veneta del SIMEC e su questo tema. Ringrazio lo zietto per avermi suggerito il link!

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