Archiviazione per De Magistris | Musica e impegno sociale

Archiviazione per De Magistris

Che si sappia: indagar politici in Italia è reato!

by Angelo Primavera

De-Magistris.jpg

"...che si sappia: indagar politici in Italia è reato!"

Quando scrissi questa frase nel pezzo Irreality Show si era in piena bufera giudiziaria e nella polemica sulla procedura di trasferimento ai danni di Luigi De Magistris e di Clementina Forleo. Il potere politico con la complicità dei media e di un CSM si sempre pronto a tranciare le gambe ai giudici "indipendenti", si scagliarono contro questi "eretici" ovvero quei giudici che semplicemente indagano chiunque, cercando di applicare quella frase, oggi quasi priva d'ogni senso che dice: "la legge è uguale per tutti!".

L'avocazione delle inchieste e la condanna del Csm furono la logica conclusione di quella storia, iniziata con una segnalazione dei colleghi di De Magistris al guardasigilli Mastella (sotto indagine), il quale controfirmò la richiesta di trasferimento urgente per il Pm. I motivi? "De Magistris agiva senza rispettare le regole".

Personaggi romantici verrebbe da dire, quei magistrati che credono ancora oggi, nel 2008, che le leggi servano a mantenere, in uno Stato di diritto, il principio d'uguaglianza secondo cui, chi si presume commetta un reato, fosse anche un vertice politico, giudiziario o economico, vada indagato e qualora vi fossero le prove sufficienti, rinviato a giudizio e condannato.

Ieri, nel silenzio mediatico assoluto, è giunta la richiesta di archiviazione per il PM De Magistris. Secondo la procura di Salerno (competente per l'indagine) Luigi De Magistris "Non solo ha agito in maniera assolutamente legittima e corretta, ma è stato vittima di pressioni e interferenze relative ai risultati ottenuti con le sue inchieste."

I reati ipotizzati per De Magistris erano: calunnia, abuso d'ufficio e rivelazione del segreto d'ufficio. Per la procura di Salerno non sono stati commessi. Anzi vi sarebbero "insussistenza di illegittimità sostanziali o procedurali penalmente rilevanti ovvero di condotte abusive addebitabili nell'esercizio delle funzioni giudiziarie del De Magistris [...] i risultati investigativi ottenuti, la natura e la cadenza degli interventi subiti a causa della intensità delle sue indagini e il complesso materiale probatorio acquisito, ha consentito di riscontrare la bontà della sua azione inquirente, nonché di ricostruire la sequenza ed il contenuto degli atti procedimentali appurandone la correttezza formale e sostanziale".

Ma la procura di Salerno non si ferma qui. Da ampiamente ragione a De Magistris sulla questione delle pressioni e delle persecuzioni (da ambienti sia politici che giudiziari) che avrebbe subito nel corso delle sue indagini. (leggi l'articolo di La Repubblica.it)

In più la Procura di Salerno afferma che alla richiesta di poter visionare le carte dell'inchiesta "Why Not" (quella per intenderci in cui De Magistris aveva inserito anche Mastella) c'è stato un rifiuto della Procura di Catanzaro con la motivazione che "l'inchiesta è ancora in corso".

Insomma, morale della favola: Luigi De Magistris, secondo la Procura di Salerno, incaricata di indagare su di lui e su il suo operato, non ha commesso alcuna infrazione penalmente rilevante ed alcun reato (quindi ha rispettato le regole), bensì ha subito interferenze e pressione da una serie di poteri (economico, politico e giudiziario) che si sono compattati per impedirgli di proseguire nel suo lavoro.

A questo punto, in un paese normale, si solleverebbe una voce congiunta a chieder spiegazioni al Presidente della Repubblica Napolitano, che tra le altre funzioni (su cui appare spesso latitante) è Presidente del Csm in qualità di garante dell'indipendenza della magistratura.

A questo punto, in un paese normale, verrebbero chieste a gran voce le restituzioni delle inchieste ingiustamente sottratte al Pm e di indagare sull'ambiente giudiziario di Catanzaro e sui legami politici che esso ha.
In un paese normale. Ma in un paese dalla coscienza addormentata, nessuno si accorge di come questo sia l'ennesimo atto incostituzionale a garanzia dell'impunità dei potenti, nonché dell'infiltrazione del malaffare sin nel cuore delle nostre istituzioni.

Fonte della notizia: La Repubblica.it

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