Centro Oli Ortona...l'incubo continua. | Musica e impegno sociale

Centro Oli Ortona...l'incubo continua.

L'Eni vince davanti al tribunale amministrativo.

by Angelo Primavera

E' quantomeno discutibile il fatto che associazioni di cittadini, ambientaliste, territoriali ed addirittura la Regione Abruzzo non abbiano voce in capitolo sulla realizzazione di un impianto dal devastante impatto ambientale come quello del centro Petroli dell'Eni che a questo punto pare inarrestabile.

E' abbastanzanza indicativo come questo progetto sia stato poco osteggiato dalle forze politiche finché la popolazione civile non è insorta, come se non se lo aspettassero, come se i politici non sapessero quali conseguenze avrebbe portato alle aziende, alla salute, all'ambiente.

E' incisivo pensare ad una giunta comunale, quella di Ortona, che non ha sottoposto quantomeno una sorta di referendum alla cittadinanza prima di avallare o approvare un progetto che cambierà per sempre la vita, l'ambiente, la salute e l'economia della città.

E' tremendo notare come sul centro Oli il Consiglio Regionale si sia applicato solo in campagna elettorale prima ed in campagna elettorale ora, per altro, nel primo caso, con un provvedimento che faceva acqua da tutte le parti e che ovviamente è stato facile da rendere illegittimo per il Tar.

Viene da pensare su quest'ultimo punto che questa discussione politica a livello di centro Petroli sia sorta solo ed esclusivamente per due disgrazie: la caduta del governo Prodi (e le conseguenti elezioni di Aprile) e la caduta della Giunta Regionale ora. Se non vi fossero state, o in atto, le campagne elettorali, ho i miei forti dubbi sul fatto che una classe politica, che se ne aveva volontà avrebbe potuto bloccare con mezzi legittimi molto tempo fa quel progetto, sia realmente contraria al centro Oli.

La politica oggi è fatta di immagini, di proclami, di azioni illusorie. Succede con i rifiuti, con la sanità, con la sicurezza. Ciò che però è importante è notare come gli stessi protagonisti prendano posizioni "populiste" solo ed esclusivamente in vicinanza di scadenze elettorali.
Io non credo che la politica abruzzese sia in gran parte contraria al centro Oli, in quanto ritengo che in questi affari "sporchi" (nel senso ambientale del termine) vi sia sempre un qualche vantaggio, sia pure di prestigio, conoscenza ed appoggi nella scalata al potere che a chi di mestiere fa qualcos'altro (con l'hobby della politica) fa molto comodo. Io credo che il no politico sia una messa in scena grottesca con la quale si vuol convincere l'elettore che si sta dalla sua parte.
In poche parole, ho i miei dubbi sul fatto che la politica possa realmente organizzare, magari ricorrendo al consiglio di Stato, una valida difesa di questo territorio, perché quando ha potuto farlo, non l'ha fatto.

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alex

2008-10-03 09:12:48

Anche su questa vicenda, che dire cruciale è poco, il Consigliere regionale Franco Caramanico ha saputo svolgere il suo ruolo da camaleonte. La sua posizione, difatti, nel corso del tempo si è più volte modificata, a seconda del vento politco. Quando faceva copmbriccola con Del Turco, Caramanico non ha speso una parola contro il Centro Oli. Ora, invece, il ento è cambiato e, anche per trovare il posticono di una candidatura nel PD, sbandiera la sua contrarietà. Possiamo continuare a fidarci?

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FRANCO

2008-10-03 16:20:37

non sono d'accordo con te...d'altronde come potrei esserlo? ad ogni buon conto t'invito a consultare le pagine del messaggero del 27Febbario 2008"Caramanico sconfessa Del Turco", tutte le varie dichiarazioni sul centro oli da me rilasciate e a verificare le varie iniziative politiche adottate come assessore in questi tre anni. sono a disposizione per qualsiasi chiarimento.Franco

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Angelo P.

2008-10-03 22:41:00

Il problema a mio avviso è un problema sistemico della politica. Oggi la politica non esiste più, esiste solo l'economia. L'economia governa, la politica serve solo per creare delle spiegazioni umanamente accettabili ai provvedimenti imposti dall'economia. Ma l'economia chi è? L'economia saremmo anche noi, con le nostre piccole attività ed i nostri piccoli consumi, ma ormai, a livello globale, l'economia sono le multinazionali, le banche d'affari, i sistemi bancari centrali; loro decidono, la politica deve solo scegliere chi penalizzare ed ovviamente lo fa in una logica atta a garantire la propria sopravvivenza.
Se vi fossero politici "forti" e non "succubi" in questa regione ed in generale in Italia, queste cose non accadrebbero, perché abbiamo una costituzione splendida che tutela il popolo come uno scudo a 360 gradi. Ma noi abbiamo una politica "succube" del potere economico. L'ha dimostrato la sanità, lo dimostra il caso del Centro Petroli, lo dimostra il fatto che in questa regione i politici sembrano impegnati a raccogliere ritagli di giornale, alibi, piuttosto che a combattere per ciò che è giusto nell'interesse comune. Una politca succube ben attenta a bloccare ogni via d'accesso per coloro che succubi non vogliono esserlo. Se non ti possono "ammaestrare" ti eliminano, attraverso la stampa, la televisione ed i media.
Un luogo comune della nostra politica è che anche il politico peggiore avrà da mostrarvi qualche dichiarazione alla stampa che ne dimstra le intenzioni nell'interesse della gente. Ma gli uomini che sbattono il pugno in Consiglio Regionale dove sono? Gli uomini che rischiano se stessi quando avvertono il pericolo alla porta e si accorgono che gli altri vogliono ignorarlo, dove sono?
Io probabilmente sarei un pessimo economista, un pessimo amministratore, ma a loro confronto sarei un ottimo politico. E lo sarei perché se veramente penso che un Centro Petroli sia quantomeno pericoloso e contrario alla vocazione ambientale della mia regione, sbatterei il pugno sul tavolo, lo riempirei di tutta una pila di studi fatti che dimostrano la fondatezza di ciò che dico e che se non viene risolta la questione, la mia lettera di dimissioni la si può trovare in fondo ai faldoni, così per arrivarci quantomeno bisognerebbe leggere titoli del tipo "danni irreversibili all'agricoltura", "impatto ambientale", "impatto sulla salute pubblica" e via dicendo. Non mi farei complice di costoro perché seppure nessuno me ne potrebbe dar la colpa, la colpa la sentirei. Non lascerei anonime dichiarazioni col mio nome impresso, ne farei diplomatici discorsi accompagnati da sbadigli collettivi una tantum in Consiglio Regionale.
La non fiducia nei confronti dei politici non è malafede a prescindere, ma un giusto dubbio nel riporre fiducia in persone "elette" che dimostrano, in particolari situazioni, quando non devono placare qualcuno che li segue nella catena alimentare del potere ma qualcuno che li precede, di mancare del requisito numero 1 di cui un leader rappresentativo deve esser fornito: il coraggio.
Io non metto in dubbio che Franco Caramanico abbia fatto dichiarazioni e magari si sia in qualche modo adoperato per porre la questione in Consiglio Regionale. Metto in dubbio che abbia avuto le palle di farlo nella maniera in cui andava fatto, con un "dentro o fuori", perché con il Centro Petroli si completa un quadro che, stando al piano energetico e dei rifiuti Abruzzese (che se non erro prevede inceneritori e rigassificatori), dipinge la vocazione di questa Regione in tonalità decisamente più cupe del "Verde", tonalità che vanno dal "Marrone" al "Nero".
Quindi, anche qui, a Caramanico come a molti altri, non si contesta l'onestà o quantomeno l'innocienza; si contesta la mancanza di coraggio che purtroppo, in un mondo governato dall'economia sembra aver importanza inferiore rispetto alla conoscienza tecnica, mentre la realtà ci dimostra come esso sia fondamentale. La crisi della politica viene da questo ed ogni politico "onesto" deve rendersi conto che se vuol far del bene, o si espone e combatte come il primo dei cittadini, o finisce per suo stesso peccato d'omissione, nel calderone dei "cattivi". Poi ci sono i "malvagi", come quelli che in piazza protestano e poi in Consiglio Comunale firmano "Si" al Centro Petroli, che del Centro Petroli sapevano già da tempo e che sino ad ora hanno taciuto per puro opportunismo politico o, come nel caso del Sindaco di Ortona, per il solito "conflitto di interessi".

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Danilo

2008-10-04 07:19:51

Come ho già scritto e ripetuto in altri post, il modo migliore per combattere questo sistema politico esistente è entrarci a farvi parte, combatterla dal di dentro. Dal di fuori non ci si riesce, lo sbaglio peggiore è cadere nella generalizzazione, tanto sono tutti uguali, l’importante che alla fine del mese incassano tanti belli “euri”, stanno a pensare a noi, ecc. ecc.  Questo secondo me è lo sbaglio peggiore che il cittadino possa fare, perché ai signori politici che effettivamente stanno solo a scaldare la poltrona aspettando di passare a ritirare il cospicuo assegno mensile, questo tipo di ragionamento è manna. Io l’ho sempre pensata in questo modo, ho sempre pensato che il politico deve essere a disposizione del cittadino e non viceversa. Purtroppo in oltre 30 anni che mi occupo di politica ho avuto più delusioni e fregature, ma non per questo ho mollato, non per questo non continuerò a fare quel tipo di politica nella quale credo. Oramai a quasi 50 anni non credo di cambiera più anche se nel corso di questi anni, prendo in prestito una frase riportata da Angelo Primavera in un post su Impastato di qualche mese fa, ho pensato che “persino in noi rivoluzionari più convinti, il dubbio che esista una remota possibilità che a sbagliarci siamo noi e che il sistema non può andare diversamente”. Mi sono posto questa domanda tantissime volte, quando avevo 18-19 anni avevo la possibilità, tramite eventuale “raccomandazione” di essere assunto in un posto “fisso” praticamente statale, solo che per averla non “dovevo” farmi vedere “impegnato” politicamente a sinistra. Figurarsi se potevo seguire quel consiglio, io che all’epoca ero addirittura uscito dal PCI frequentando riunioni di Lotta Continua e poi di Democrazia Proletaria, fui eletto anche nel Consiglio di Istituto nella mia scuola, l’ITIS di Lanciano, ed ero contro tutti e contro tutto. Pagando anche questo in prima persona in quanto fui bocciato all’esame di stato, premettendo che buona parte fu colpa mia non avendo studiato quell’anno più di tanto, però non ero assolutamente così messo male da essere bocciato e senza presunzione alcuna, almeno la metà della classe mi era inferiore. Tra l’altro telefonai anche al professore interno dopo gli esami, per chiedergli notizie di come fossi andato, e lui mi rassicurò. Inutile dire che era uno dei quali avevo più criticato ed aver avuto conflitti durante la mia esperienza nel Consiglio d’Istituto (ndr). L’anno dopo devo ammettere che schifato gettai la spugna, non volli sentire nulla dei problemi del nostro Istituto e non mi ricandidai. Non per la paura o timore di essere bocciato nuovamente, ma perché si creò in me un senso di impotenza verso le istituzioni e di rabbia verso gli amici che accettavano tutto passivamente. A ripensarci gli anni successivi ho capito di aver sbagliato, di aver in quel modo tradito la mia idea, ma in quel momento mi sentivo di fare così. Ovviamente il posto "fisso" non l’ho avuto nonostante le “raccomandazioni” e i 15-16 concorsi fatti. A ripensarci verrebbe in mente, ma chi me lo ha fatto fare, quante persone lo hanno fatto, posto sicuro, nessuna preoccupazione per il futuro, pensione praticamente assicurata. Ma io non sono mai stato quel tipo di persona, quello che ho ottenuto, l’ho sempre ottenuto praticamente da solo e con i miei sforzi. Ai miei figli dico sempre che quando mi sbarbo la mattina vedo sempre il viso di una persona che non si è mai venduta, che non ha gettato alle ortiche il suo ideale, il viso di una persona forse “fessacchiotta” ma onesta. Momenti di sconforto ne ho avuti molto durante in questi anni, anche nel vedere i giovani andare verso un tipo di vita costruita dalla televisione e dalla società moderna, mi deprimevano moltissimo, tutte le lotte fatte nel '77 per cercare di cambiare ilsistema mi sembravano inutili. Anche recentemente vedere il mio partito praticamente sparito e qualcuno esserne contento come se fosse il principale responsabile dei mali dell’Italia. Tutto ciò mi portava e purtroppo ancora un po’ oggi mi porta pensare che forse era vero che a sbagliare ero io e quelli che la pensavano e la pensano come me. Però anche grazie a questo blog sto cominciando a riprovare sensazioni che mi sembravano perdute ed a ritrovare fiducia nei giovani spesso trattati troppo male da chi crede di essere "adulto" e per questo portatore sano della verità. Spero di non essere ancora una volta deluso, anche se, potrebbe sembrare un po’ menefreghista, l’importante è che alla fine non resto deluso da me stesso.

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Angelo P.

2008-10-04 22:57:35

La politica per i giovani è frustrante. E' un circolo chiuso reso complicato da politicanti che utilizzano i tecnicismi come metodo di selezione i "nuovi". Persi in codicilli, cavilli, linee politiche, linee di partito, linee varie ed eventuali, i "nuovi" o si ammaestrano o finiscono tagliati fuori, perché senza appoggi da parte degli "anziani" non vengono presi in considerazione e se non si adattano, non vengono appoggiati. In più penso che oggi, per quanto penso sia essenziale, nessuno quando valuta un candidato cerca di indagarne l'animo e le motivazioni reali, ma tutti o quasi si interrogano con le tabelle dei dati, su che soluzione porterà e quanto gli convinene nell'immediato in termini economici.
Entrare nel sistema, cambiarlo dall'interno. Bisognerebbe entrare in massa nel sistema per ottenere una cosa simile, ma se parli con un operaio, parli con un piccolo commerciante, parli con un artigiano, tutti non ne vogliono sapere nulla, vogliono solo che "qualcuno risolva i loro problemi".
E' un periodo di disfattismo il mio, forse inizio a risentire di un po' di stanchezza dovuta ad iniziative da cui mi attendevo risultati migliori, ma che alla fine non hanno portato quasi a nulla. Non voglio gettare la spugna, ma non voglio neanche star li ad illudere chiunque di poter fare realmente qualcosa per ottenere un vero cambiamento.
Non ho nessuna verità in tasca, se non quella che di questi tempi è bene fidarsi dell'istinto, anche quando ti porta a generalizzare, perché se i buoni non fanno nulla per distinguersi in maniera veramente netta dai cattivi, come dicevo prima non possono definirsi tali; se non colpevoli, restano complici, se non con le loro azioni, con le loro omissioni.

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Danilo

2008-10-05 07:41:45

Angelo, il tuo ragionamento è in parte riportato, magari espresso diversamente, nel mio commento. Tutti quelli che la pensano al modo nostro all'inizio credono sia facile. È naturale e fisiologico che ogni tanto appare la stanchezza, la sfiducia. Nessuno ha in tasca la verità. Oggi tra l'altro è molto ma molto più difficile fare quel tipo di politica nella quale crediamo io e te e quelli che la pensano come noi. Viviamo in una società che è diventata molto più consumistica di 30 anni fa. Non ci sono più quei rapporti umani ai quali ero abituato da bambino, si pensa solo a correre ed accumulare denaro: il dio denaro. Questo dio che ci ha fatto diventare peggio delle bestie, le bestie infatti se usano violenza contro i loro simili è per via dell'istinto, invece l'essere umano no. La cronaca nera è piena di notizie di genitori che ammazzano i figli e viceversa, di ragazzi che usano droghe ed alcool come acqua fresca, poi si vanno a schiantare con auto sempre più veloci rimettendoci le penne, loro quando va bene, altrimenti ammazzando persone innocenti che hanno l'unico torto di passare di lì per caso. Io penso alla fine, che già non rimanere delusi da se stessi sia un buon risultato, non è solo la costruzione di un alibi perché in qualche modo si è falliti, spero di riuscire a far capire ciò che vorrei dire. Capisco quando dici che per cambiare il sistema occorrebbe un'azione di massa (non un golpe per carità, anche se...), il problema è che è difficile, molto difficile, perché la casta è potente e per entrarci non sono sufficienti neanche le manifestazioni (che io non approvo in toto) dei vari Grillo, Travaglio ecc. Ormai si è radicato negli operai, commercianti e semplici cittadini, che la politica è una cosa sporca e che la classe politica sia tutta corrotta e si affidano a loro solo nella speranza di guadagnarci qualcosa a livello personale. Ripeto questo purtroppo è l'errore più grave che è stato compiuto in questi anni, errore che è stato voluto, studiato a tavolino, e che fa ancora comodo alla classe politica attuale. Io sono sempre ottimista, spero sempre in una svolta positiva «Puoi dire che sono un sognatore ma non sono il solo. Spero che ti unirai anche tu un giorno e che il mondo diventi uno» ...forse questa frase l'hanno già scritta (e cantata).

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Angelo P.

2008-10-05 08:57:06

Il problema è semplicemente che non abbiamo in mano mezzi abbastanza potenti per poter sperare di contrastare tutto questo. La gente può passar di qui e leggere un post e qualche commento, o assistere ad un concerto e rimaner colpita da un testo, ma nel breve volgere di qualche giorno, il bombardamento mediatico a 360 gradi che subisce la fa tornare succube delle stesse paure e schiava delle stesse logiche. Persino noi fatichiamo e quindi come si può pretendere che gli altri, cresciuti ed abituati a ben altre logiche, comprendano l'importanza del riprendere in mano la politica. Non so, alle volte è frustrante combattere guerre sapendo di non aver possibilità di vittoria, sapendo che tutto ciò che ti è concesso è cercare di resistere. E' dura perché alla fine, in certi momenti perdi di vista anche il motivo per il quale combatti ed inizi a dubitare persino di te stesso. Per quanto la mia mente non si arrenda ancora, mi rendo conto che è da un po' che non mi muovo più, che non faccio più. Non voglio andar avanti per inerzia come faccio ora, ne lasciarmi alimentare solo dalla rabbia e dal rifiuto verso tutto e tutti come facevo un tempo. Ma siamo persone diverse in un mondo che ormai non ammette diversità, che ammette solo gli stereotipi. Che diabolico piano: creare differenze per dividere nella paura ed annullare la diversità per omologare il pensiero, cosicchè ogni uomo diventi prevedibile e governabile. Come si vince una cosa del genere?

8

Danilo

2008-10-05 10:18:32

Fregandone di quello che pensa e dice la gente e soprattutto portare avanti le tue idee con forza, coraggio e dignità. Anche se il 99% della popolazione ti dirà che sono idee antiquate e fuori dal tempo. Può darsi che ai fini pratici non otterrai niente, nessuno ti seguirà. Ma se ti guardi bene intorno qualcuno che la pensa come te ci sarà sempre. Poi potrebbbe bastare trovarsi uno spazio, una propria dimensione all'interno di qualche associazione o altro. Io questo spazio l'ho trovato all'interno del mio partito e recentemente facendo qualcosina per la Bottega del Commercio equo e solidale. Tu forse all'interno di Punto giovani e dei Menestrelli. A proposito com'è che non state facendo le prove da un po'? Mica è sorto qualche problema? O è solo una pausa di riflessione. Sarebbe un peccato mollare...

9

Angelo P.

2008-10-05 11:35:07

Pausa di riflessione preinvernale e problemi tecnici sulle chitarre ancora da risolvere. L'idea di mollare, così come nella vita, ogni tanto viene sempre in qualsiasi contesto...ma, per dirla alla Caparezza: "Lascerei la musica, ma sta' stronza mi fa le avance e non resisto..." ;)

10

ALEX RICCI

2008-10-09 08:42:06

Vorrei dire a colui che usa il mio nome oppure mio omonimo, di specificare nome e cognome in questo blog visto che comunque ha fatto solo brutta figura...


 www.imenestrelli.it

11

Angelo P.

2008-10-09 10:22:44

il fatto di specificare sarebbe auspicabile in effetti. Comunque, per quanto si possa dissentire, non si fa mai brutta figura a partecipare con un proprio cotributo ad una discussione. Diciamo che al limite si rischia l'impopolarità, ma non è un rischio così tremendo ;)

12

Andrea Quaranta

2008-11-21 18:21:46

Qualche considerazione sulle due sentenze del TAR Abruzzo del 22 settembre 2008


[…]
Ma al di là di tale aspetto generale, nel caso specifico bisogna constatare (era ora…) che l’atto in ipotesi in grado di arrecare danno all’ambiente (la deliberazione del CIPE del 2002, che ha localizzato l’impianto…) non è stato proprio impugnato.
Fin qui, nulla da eccepire.
Però…


Però, da un punto di vista sostanziale, desta qualche…perplessità (?) l’affermazione di principio con la quale il giudice amministrativo abruzzese ha precisato che

per quanto riguarda le valutazioni inerenti l’impatto nei riguardi della coltivazione di pregiate colture agricole, che anche la ricerca e la lavorazione di idrocarburi è del pari tutelata ed assume una valenza pari se non addirittura superiore a quella agricola, nel momento attuale in cui l’economia italiana sopporta i gravi disagi economici conseguenti alla situazione mondiale nel campo delle risorse energetiche.

Che ci debba essere un giusto contemperamento fra le esigenze dell’ambiente e quelle produttive è logico, oltre che inevitabile (a meno di non voler giocare a fare gli ipocriti…)

Ma: un conto è il giusto contemperamento fra esigenze divergenti e meritevoli di tutela…
Un altro è porre i gravi disagi economici che il nostro (lungimirante…!) Paese sta attraversando per giustificare qualsiasi tipo di scelta, ed arrivare ad affermare che la ricerca e la lavorazione di idrocarburi è del pari tutelata ed assume una valenza pari se non addirittura superiore alla tutela dell’ambiente…

Come siamo arrivati a questa crisi?
Non sarebbe più opportuno non nascondersi dietro la (inevitabile, viste le premesse) crisi, e affrontare i problemi (non solo energetici…) in modo prospettico, e con un programma credibile?
Non sarebbe ora di smetterla di sfuggirli, i problemi, per affrontarli di petto con coraggio e autorevolezza?


http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/centro-oli-ortona-ubi-maior.html

http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/centro-oli-di-ortona-un-ricorso-che-non.html

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Uno che abita a 200 metri dal centro PETRoli

2008-12-15 08:38:53

Voi parlate di principi, giustissimi non nego. ;Ma io che dovrei dire che ci abito a 200 metri? e che sfamo la mia famiglia con un piccolo bed e breakfast a 200 metri da questo centro PETRoli? che devo dire io che ho investito tutti i risparmi in questo e che non ho soldi per spostare i miei interessi e la mia famiglia in posti più salubri? che devo dire io che non posso manco vendere perchè la mia proprietà non vale più niente? Sono condannato a morire assieme alla mia famiglia e i politici fanno balletti sulla mia pelle, facendone questione nazionale mentre sappiamo bene che Fratino si mette in tasca una congrua "pensione" per quando smetterà di fare il sindaco (la sua agenzia beccherà una fetta importante per adeguare il porto di Ortona) e il comune beccherà fior di milioni di royalty ogni anno, che ovviamente andranno a ingrassare le tasche di ciascuno. Chi volete che dica di no di fronte a tanti soldi? Che rilevanza possono avere la sopravvivenza mia o della mia famiglia e di chi come me sarà condannato a morire perchè ha tutti i soldi investiti qui?

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