Condanna a Travaglio: precisazioni.
I fatti che hanno portato alla sentenza.
Siccome qua tutti scrivono di Travaglio e dalle prime letture ho compreso di non averci capito na mazza (grazie soprattutto a tutti quelli che scrivono di Travaglio), ho deciso di
rileggermi il pezzo di travaglio e sulla base della "prova"
cercare di comprendere il perché reale della condanna. Dopo averlo letto posso dire che gli altri articoli da cui ho preso spunto per il pezzo precedente, che lascio
solo perché comunque contiene delle riflessioni che ritengo tutt'ora valide, sono monnezza, nel senso che, a mio avviso, sono lo sfogo di tutta quella parte
di stampa a cui Travaglio aveva fatto venire il complesso d'inferiorità.
Altro che "caporali", come spara il Tempo. Altro che diffamazione intesa in opinione eccessiva. La storia è un'altra, almeno dalla mia analisi.
Le cose stanno così: Travaglio cita testualmente delle deposizioni dell'ex Comandante Michele Riccio in un articolo che sottolineava i legami tra Cosa Nostra e Forza
Italia attraverso Dell'Utri (condannato poi per concorso esterno in associazione mafiosa).
Ora nello scrivere il pezzo, Travaglio cosa fa: evidenzia la presenza di Cesare Previti nello studio dell'avvocato Taormina quando Riccio va li ad un incontro con Dell'Utri, Taormina
ed il Tenente Carmelo Natale (sotto processo anch'egli). In quella riunione a Riccio viene chiesto di testimoniare il falso riguardo Dell'Utri in cambio di una sua (di Riccio)
riammissione nell'arma. Previti non prende parte alla discussione, ma all'epoca era tuttavia rilevante sottolineare anche la sua presenza (seppur ininfulente ed estranea ai
fatti) in quello studio, dato ciò che in quello studio facevano Taormina e Dell'Utri.
Travaglio non ha detto il falso ne espresso opinioni improprie. Ha solo aggiunto <<In quell'occasione, come in altre presso quello studio era presente anche
l'On. Previti>> che comunque è nella testimonianza di Riccio. In pratica, questo aggiungere quella riga in più, senza citare tutta la deposizione che dal punto in cui l'ha
interrotta arrivava al punto in cui Riccio citava Previti, è stato visto dal giudice come un inserire una verità in un contesto diffamante.
Travaglio avrebbe dovuto omettere la parte di deposizione in cui si citava Previti oppure avrebbe dovuto citare tutta la deposizione in maniera tale che si comprendesse, senza
dubbi, che Previti non avesse preso parte alla discussione, cosa che, tagliando in quel modo, poteva esser intesa da chi leggeva.
Questo mancato chiarimento, l'ambiguità del ruolo di Previti in cui Travaglio lascia l'allora onorevole di Forza Italia, è il motivo della condanna. Se un qualsiasi altro giornalista
fosse stato condannato per motivi anche più gravi, dubito che se ne sarebbe parlato. Il problema è che Travaglio ha stroncato mezza Italia, attaccando tutti ed ora
che dopo almeno 15 anni ed una decina di libri scritti, per l'ammontare di migliaia di pagine, qualcuno riesce a trovare il cavillo di una frase per farlo condannare, quella
mezza Italia di cui parlavo prima fatta per lo più di politici e giornalisti che confondono l'oggettività con l'omissione (o la diffamazione vera e propria, in cui si diffondono
notizie FALSE) ovviamente festeggia e lo fa sputtanandolo. Perché sarebbe forse controproducente parlare di gogna mediatica per difenderlo dopo una condanna, ma qui parliamo
di una frase ambigua e nulla di più.
Spero solo che l'altra metà d'Italia non dimentichi, per una frase, il resto di quelle migliaia di pagine che comunque restano come testimonianze di uno spaccato d'Italia
marcio e corrotto che senza Marco Travaglio non sarebbe mai venuto alla luce. Marco Travaglio è e resta una delle voci fondamentali del giornalismo italiano, un uomo libero
ed a mio modo di vedere comunque onesto. Forse, se un appunto gli se lo può muovere, che è credo anche la causa di questo errore commesso, è che nel suo desiderio di smascherare
personaggi come Previti (condannato in via definitiva), Dell'Utri (condannato in 1 e 2 grado), Berlusconi (Pluriprescritto) e tutti coloro che hanno e/o continuano a fare e disfare a
loro piacimento utilizzando i mezzi del potere politico ed economico senza alcun rispetto per le leggi, la foga lo abbia fatto inciampare. E' per questo che gli do atto quando dice
che "prima o poi capita a tutti i giornalisti"...ma quelli veri. Gli altri, che si limitano a fornire le verità ufficiali, senza indagare ne dar fastidio, magari non
inciampano, anche perché è difficile quando si striscia.

































Claud
Dici bene, ha stroncato mezza italia. Sempre e rigorosamente a destra.
Angelo P.
Ha stroncato mezza Italia più a destra perché a destra ci sono le antonomasie. Ma alla fine anche quando fu di Mastella, di attaccare il governo Prodi, non fu tenero. Io non dimenticherei tanto facilmente il caso Mastella vs.De Magistris o i casi D'Alema-Fassino vs Forleo. Li attaccò pesantemente il centro-sinistra. Quando anche il centro-sinistra porterà il suo candidato premier con prescrizioni, Il centro-destra lo odia, perché travaglio gli è andato a contare tutte le pulci e siccome sono tante (di più e più grandi) nel centro-destra, il centro-destra lo odia. Ma se non è simpatico neanche al centro-sinistra qualche motivo ci sarà. Ora lo si vuol far passare per una sorta di "criminale". Io ho letto il pezzo ed ho letto la deposizione completa. Per me è molto ma molto discrezionale la diffamazione in questo caso. Perché se un'omissione come questa, che PUO' lasciar intendere qualcosa, ma che alla fine rileva solo la presenza di Previti come abitudinario di un salotto di personaggi "poco edificanti". Poi se pensiamo che in almeno un decennio, questo è tutto ciò che i suoi detrattori sono riusciti a trovare in decine di libri, allora c'è veramente da ridere su questi ultimi che esultano e soprattutto da preoccuparsi del fatto che per tutto il resto, ciò che scrive è semplicemente vero.
Angelo P.
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