Elezioni Abruzzo: Chiodi vince, Berlusconi perde.
Berlusconi torna a casa con uno stiracchiato 25% di consensi.
Quando il 49% degli aventi diritto al voto decide di non votare, significa che la democrazia sta morendo. Muore sotto i colpi dei diktat PDL; muore
sotto l'ignavia, le incongruenze, l'inconsistenza, le contraddizioni di PD, IdV e sinistra radicale.
Di fatto il partito di coloro che non si riconoscono in alcuno stemma, sotto alcun colore, sotto alcuna bandiera è oggi il primo partito d'Abruzzo. Segue,
momentaneamente Chiodi, che sul totale degli Abruzzesi si attesta poco al di sopra un 25% (51% della metà che hanno votato) e Costantini che
è abbondantemente sotto il 20% (40% circa di quelli che hanno votato) De Laurentis intorno al 3% (5,2% circa di quelli che hanno votato) e via via tutti gli altri.
se l'astensionismo avesse un candidato, anche messi insieme Chiodi e Costantini non avrebbero la maggioranza in Consiglio Regionale, se questi dati divenissero
definitivi.
PDL e IDV vedevano in queste elezioni una possibilità di conferma il primo, un laboratorio per l'Italia il secondo. Ma di fatto, ciò che gli abruzzesi hanno comunicato in maniera
chiara è che non vedono in alcuno dei due un futuro e che forse sarebbe meglio riazzerare tutto e ripartire da capo.
I media, da domani, dato che nessuno immagina un ribaltamento di quello che sino ad ora hanno detto le urne, parleranno di una affermazione di Berlusconi anche in
Abruzzo. Mentiranno, come loro solito, perché Berlusconi riporta dall'Abruzzo poco più di un misero 25% circa di consenso. Dai sondaggi che decantava,
Re Silvio Berlusconi perde quasi il 50% e nonostante il suo impegno massiccio in questa campagna elettorale, testimoniato dalla rassegna stampa sul sito di
Chiodi, dove a leggere i titoli una buona metà riguardano il quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore e non lui, Berlusconi riporta a casa una bocciatura
roboante.
Ma l'Italia di regime, dove i media sono in mano ad un'unico uomo diranno che Berlusconi ha vinto anche questa volta. Berlusconi dirà di aver vinto anche questa volta
e saprà, come spesso ha fatto in passato, tramutare una sconfitta in una legittimazione a proseguire nell'opera di strangolamento di questa agonizzante
"democrazia" che certamente da oggi, almeno in Abruzzo, non rappresenta più nessuno.
































