Elezioni Abruzzo: il calo dei consensi riguarda anche il PDL
Rispetto alle politiche un calo di 62.131 voti.
"C'è stata una giunta regionale che ha fallito e una maggioranza silenziosa che ha avuto la meglio [...] è stato importante il buon governo di Silvio Berlusconi [...] è arrivata una chiara indicazione di fiducia, una speranza di rinnovamento per la futura classe dirigente"
(Gianni Chiodi, Presidente della Regione Abruzzo).
Parla di vittoria di una maggioranza silenziosa Gianni Chiodi ed io mi chiedo di quale maggioranza stia parlando. Se si riferisce alla maggioranza di quelli che hanno
deciso, nonostante la sua candidatura e nonostante il PD di andare lo stesso a votare, allora può darsi. In realtà però ha vinto la maggioranza silenziosa che ha scelto di non
aver voce in capitolo e lasciar decidere tutto a Silvio Berlusconi, o a "chiunque altro tanto, tanto non fa differenza".
Chiodi parte male. Quando parla del buon governo di Berlusconi come fattore di vittoria, inizia già a raccontare agli abruzzesi ciò che vuole il capo: delle
balle.
Lo dicevo ieri sera, oggi lo ribadisco facendo i numeri con i dati definitivi di queste elezioni. Il Governo, in Abruzzo, ha ricevuto una bocciatura clamorosa nei
consensi. Dopo lo scandalo Sanitopoli, ci fosse stato vero consenso nell'operato del Governo Berlusconi, e fiducia nei confronti della futura classe dirigente, per la logica
dell'alternanza, gli elettori sarebbero stati di più e soprattutto la vittoria del centro-destra più netta, come ad esempio accadde dopo il Governo Pace, quando
insieme a 1.760.000.000 di debito regionale, la politica scandalosa del Governo Berlusconi II influì non poco sull'esito del voto ed il centro-sinistra vinse
con il 57,91%, praticamente a mani basse.
Stando ai numeri, su 1.208.976 Abruzzesi aventi diritto al voto, il consenso a Chiodi, Berlusconi e PDL in
generale è stato di 295.371. In percentuale sul totale degli aventi diritto al voto il consenso ricevuto dal centro-destra in Abruzzo
è stato del 24,43% ed è lontano più di 47 punti dal 72% che, su base nazionale, Berlusconi si da citando i sondaggi.
Rispetto alle politiche, dove alla camera l'affluenza fu dell'80% circa, nonostante un incremento di percentuale sui votanti (si passa dal 43,20 di Aprile al 48,81 di oggi) il PDL in Abruzzo ha perso la bellezza di 62.131 voti. Alle politiche di quest'anno alla camera infatti votarono PDL 357.502. Il calo è dunque del 18,4% tra i soli elettori del PDL. Forse è a questo dato che Chiodi si riferisce parla di "chiara indicazione di fiducia".
Se realmente gli abruzzesi approvassero l'operato del Governo, almeno nel dato riguardante il PDL avremmo una percentuale in aumento, o numeri quantomeno identici,
specie alla luce del fatto che anche solo guardando la rassegna stampa sul sito di Chiodi, il candidato PDL alle regionali
sembrava essere proprio Silvio Berlusconi e non l'ex sindaco di Teramo.
Dunque, così come si affermava prima, il voto non ha premiato la coalizione di centro-destra. Oggi il PDL si appresta a guidare la regione Abruzzo con il consenso espressogli
dal 24,43% degli aventi diritto al voto. Questo dato deve far riflettere, perché se siamo giunti al punto che la maggioranza in un Consiglio Regionale non ha
neanche il consenso di un quarto della popolazione, ci si trova dinanzi ad un'emergenza democratica senza precedenti.
Poi che la Regione diventerà nonostante ciò un laboratorio (probabilmete petrolchimico) del Governo, è un'altra, purtroppo triste, storia.

































Alessandro Zulli
Ciao Angelo,
questa volta mi dispiace ma il tuo ragionamento sui numeri non è corretto. Non puoi dire che il PDL ha perso voto se la gente non è andata a votare. Sono sempre le percentuali quelle a cui bisogna riferirsi non il totale dei voti, come si fa ?
Alex
Angelo P.
Secondo me invece, visti gli scandali del centro-sinistra regionale, un calo di elettori nel PDL rispetto alle politiche è un dato assolutamente da sottolineare. Perché se posso ben comprendere che gli elettori di centro-sinistra abbiano preferito stare a casa, se reale consenso ci fosse nell'operato del Governo Berlusconi, quantomeno il PDL avrebbe dovuto mantenere inalterato il suo bacino elettorale. Invece ha perso voti anche il centro destra, sono rimasti a casa anche gli elettori di centro-destra seppur in maniera meno evidentte e questo deve far riflettere. Chiodi parla di fiducia nella nuova classe dirigente. Io questa fiducia, in questi numeri non la vedo. Chiodi parla di buon governo di Berlusconi come fattore determinate della vittoria; io questo fattore non lo vedo e soprattutto non trovo riscontro con ciò che Berlusoni racconta dalle televisioni agli italiani. Se il 72% di consensi che continua a ripetere da mesi riferendosi a se stesso ed al suo consenso fossero veri, i numeri del PDL sarebbero ben altri rispetto al 25% scarso che ha sul totale dell'elettorato in ambito regionale.
Ultim'ora
Molto interessante... (da primadanoi.it)
Centro Oli. «Torna l’incubo dopo che il Cdm ha impugnato la legge »
ABRUZZO. A darne conferma è il Wwf che chiede al neo governatore Gianni Chiodi di «rimediare immediatamente».
Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo che fermava il centro oli ad Ortona e nuove trivellazioni.
Gli ambientalisti vogliono vederci chiaro e capire il senso di questo atto arrivato decisamente a sorpresa e chiedono al nuovo consiglio regionale «una legge per chiudere definitivamente le porte a trivelle e raffinerie».
Nel corso della campagna elettorale il premier Berlusconi aveva personalmente detto il suo no alla realizzazione della mini raffineria e nella zona di Ortona avevano finalmente tirato un sospiro di sollievo.
«La decisione di impugnare la legge regionale», commenta preoccupato Dante Caserta, presidente del Wwf Abruzzo, «sembra confermare l'orientamento del Governo a favore della deriva petrolifera di questa regione».
Il Governo Berlusconi, infatti, la scorsa estate aveva approvato un documento di indirizzo che individua la Basilicata e l'Abruzzo come Regioni petrolifere. Successivamente in Parlamento il Governo ha confermato questa strategia.
Il Wwf chiede adesso a Chiodi «di chiarire con atti concreti come stanno le cose, dando un forte e preciso segnale al governo sulle scelte che riguardano l'Abruzzo».
Caserta chiede formalmente che «il nuovo consiglio regionale come primo atto rinnovi il blocco alla raffineria dell'Eni e all'invasione di pozzi e trivelle sia sulla costa sia sulla terraferma. Chiodi impegni tutta la sua autorevolezza per trattare la vicenda con il Governo ricordando al presidente del Consiglio la promessa fatta in campagna elettorale ed evitare che questa regione paghi per decenni una scelta devastante per l'ambiente e la sua economia. In caso contrario la credibilità della politica subirà un ennesimo affronto».
RC:«BERLUSCONI SI RIMANGIA LE PROMESSE ELETTORALI»
«Berlusconi non si smentisce mai, cioè si smentisce sempre. In campagna elettorale si era dichiarato, con Chiodi al suo fianco, contrario al Centro Oli».
Attacca Rifondazione comunista il premier che a tre giorni dal voto, dopo aver fatto svolgere sondaggi in regione, aveva assicurato che il centro oli non si sarebbe fatto.
«Una battuta a cui non avevamo creduto», dicono Maurizio Acerbo e Marco Gelmini, «perchè nel luglio scorso il governo aveva inserito nel Piano triennale di Sviluppo la trasformazione dell'Abruzzo in Regione petrolifera.
Adesso arriva la smentita di fatto con l'impugnazione da parte del governo della norma che bloccava Centro Oli e perforazioni approvata dal consiglio regionale.
Chiodi assuma immediatamente una posizione netta a nome di tutto il popolo abruzzese».
Rifondazione Comunista propone a tutte le forze politiche che nella prima riunione del Consiglio regionale sia di nuovo approvato il blocco di tutti i piani per attività estrattive e di lavorazione degli idrocarburi.
«Berlusconi sappia che, tranne Del Turco, Fratino e Marrollo, in Abruzzo nessuno vuole il Centro Oli. Chiodi deve decidere da che parte stare», hanno detto Acerbo e Gelmini.
Angelo P.
come volevasi dimostrare...