Eroina guardiese: tre arresti che devono far riflettere
Sintomi di un male preoccupante.
1,2 kg di eroina presumibilmente destinati al mercato guardiese e del comprensorio. E' una notizia che non può non meritare una riflessione, al di la del fatto che
poi bisognerà attendere rapporti reali, dato che il Centro più di una volta è riuscito a dare quantitativi e tipologie delle sostanze stupefacenti sequestrate totalmente
sballati.
Ma è importante tutto questo perchè di fatto conferma molto di ciò che presentai come mia visione diverso
tempo fa. Guardiagrele vive una nuova stagione dell'eroina, dove probabilmente sono i più giovani (ed ignoranti) a rischiare. Bene sta facendo
l'assessorato alle politiche sociali dunque a mandare avanti la campagna di sensibilizzazione e soprattutto di informazione su questa piaga che, come "allarmavo" anni fa,
dalle pagine di Aelion, nel pezzo "L'isola che non c'è", prima o poi ci esploderà tra le mani.
Ovviamente, quei quantitativi non possono esser riservati (si spera!) solo a Guardiagrele. Con ogni probabilità il commercio era allargato a più comuni del comprensorio e la
nostra cittadina è "solo" la centrale dello spaccio.
I volti che appaiono sul giornale sono quelli di Andrea Ferri, Juan Andrea Rizzo, ed Antonio Desiderioscioli. Fatta eccezione, almeno per quel che ne so, di Antonio
Desiderioscioli, gli altri due a Guardiagrele erano ben conosciuti nell'ambiente. Così come ben conosciuti sono altri, che restano ancora in giro, nella speranza
(nostra) che prima o poi commettano la stessa ingenuità e che il silenzioso esplodere di questo fenomeno subisca una drastica battuta d'arresto.
Ma ancora una volta, se la repressione dello spaccio è certamente un qualcosa che va assolutamente incentivato nel nostro paese dove ad esempio il sottoscritto non incrocia
più un posto di blocco da mesi e solo di rado intravede durante il giorno qualche divisa, ciò che è più importante è adoperarsi im una massiccia opera di
informazione.
Devono moltiplicarsi iniziative come "fughe da fermi", che portano ai ragazzi il messaggio più diretto ed utile che ci possa essere: quello dell'esperienza di loro coetanei
sprofondati nelle dipendenze.
In più non va dimenticato l'alcolismo che da noi è "tradizionalmente" molto radicato nella cultura giovanile e non vanno sottovalutate le voci, sebbene più isolate ed
apparentemente inverosimili, di una sorta di prostituzione minorile "spontanea" (offrire sesso in cambio di ricariche telefoniche, droghe,
regali) che di fatto non è reato (non c'è contropartita in denaro) ma è un chiaro segnale, se tali voci venissero confermate, di una perdita di punti di riferimento
gravissima e pericolosissima.
I giovani qui sono abbandonati a se stessi. Le poche associazioni che se ne occupano non hanno fondi a sufficenza per mandare avanti iniziative concrete ed anche i
volontari che si dedicano a questo fenomeno si contano sulla punta delle dita di un paio di mani.
Quella della lotta alla cultura degli eccessi e non ai giovani che da essi si lasciano sedurre (la seconda è più "semplice" ma anche controproducente), è una lotta
impari destinata alla sconfitta se la coscienza della società civile guardiese rimane addormentata dinanzi a certi fatti.
































