Mille balle blù: i miliardi del CIPE, 70 mln per la Sanità, No al petrolio.
la realtà dell'Abruzzo oggi è ben altra.
Tutti ricordiamo gli slogan elettorali di Berlusconi qui in Abruzzo. Ricordiamo i miliardi che il Premier promise in campagna elettorale di far giungere alla regione attraverso il CIPE, che poi non si sono visti.
Ma i "furti" del Diabolik di Arcore non finiscono qui.
Il quotidiano Prima Da Noi raccoglie le testimonianze dei parlamentari PD che denunciano altri 155 milioni di euro, che erano destinati ad un fondo per il lavoro dei neolaureati con priorità per contratti a tempo indeterminato, dirottati sul piano salva-auto. Così dopo aver preso dal CIPE per finanziare gli ammortizzatori sociali (furono infatti stanziati in tutto dal CIPE 7,6 mld contro i 16 annunciati a Chieti), ecco l'ennesima replica del film contenete le tecniche berlusconiane per vincere le varie elezioni.
Inoltre, gli stessi parlamentari fanno sapere che i fondi "in più" previsti per la sanità non sarebbero 70 milioni, bensì solo 16!!! Questo, con l'immobilismo sul fronte del piano di rientro fa a pezzi anche il prudente ottimismo derivato dalle dichiarazioni di Venturoni. Infatti, per quanto il nuovo assessore possa essere in buona fede e realmente intenzionato a salvaguardare la nostra sanità, ho i miei forti dubbi che in queste condizioni, specie nella Asl chietina, vi siano margini reali di manovra per programmare un riassetto che salvi Guardiagrele.
In Sardegna le promesse di un piano Marshall per salvare l'isola, che La Russa ha ribattezzato con un incredibile sforzo di fantasia, dopo giorni e notti intere di riflessione, "piano Berlusconi", sono le stesse. Cascate d'oro, incentivi, federalismo avvantaggiato. Nel caso però dell'isola forse qualche investimento si vedrà. Con ogni probabilità, tutti gli scempi ambientali che Soru aveva bloccato, silenziosamente riprenderanno il loro iter e la Sardegna diverrà un bel porto di cemento per attraccare yacht di lusso ed insediare industrie altamente inquinanti. Perché dico questo? Perché è quello che silenziosamente continua ad accadere in Abruzzo.
Infatti: qualcuno sa più cosa accade con il petrolio? I permessi continuano a crescere. Sempre da un articolo tratto da Prima da noi, che riporta le denunce dei comitati ambientalisti, si legge che:
L’Abruzzo ha oggi quasi la metà (49,11%) del proprio territorio interessato da attività legate alla ricerca, l’estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi e circa i tre quarti dei Comuni abruzzesi (221), per un totale di quasi l’80% della popolazione regionale interessata (1.045.488 abitanti), ne sono ormai coinvolti.
[...]5.639,60 chilometri quadrati del mare antistante la costa abruzzese sono interessati da permessi di ricerca, concessioni ed estrazione di idrocarburi.
Noi avevamo già trattato l'argomento qualche post fa, proponendovi il progetto di "CIVITAQUANA" che dimostrava come gli Iter per i permessi accordati a PETROLCELTIC e VEGA OIL continuino senza alcun blocco. L'Abruzzo è rimasto regione mineraria ed è ora che Gianni Chiodi inizi a riferire su questo.
La prima piantina che segue, proposta anche da Prima da Noi, è quella attuale con le zone interessate dai vari permessi; la seconda è una mappa dei pozzi e perforazioni sul suolo abruzzese aggiornata al 31 gennaio 2007.
ABRUZZO: TUTTI I POZZI DI PETROLIO
Nonostante i fondi che spariscono, nonostante gli attentati alla costituzione, nonostante le promesse di tutela che vanno alle ortiche, nonostante che i fatti continuino a dimostrare che il premier racconti solo balle, Berlusconi continua a vincere. Anche se di certo il potere mediatico del Re d'Italia è sconfinato, le proporzioni del suo consenso mi lascia di stucco. E' realmente possibile che, tra tutti i "furti" compiuti, sia riuscito anche in quello di tutto il buonsenso dei cittadini italiani?
































