Passa la Gelmini. Unica speranza il referendum
Italia sempre più a rischio dittatura.
E' passata! Il triangolo delle Bermuda in cui spariranno nei prossimi anni 8 miliardi di euro di finanziamenti per la scuola, 47 mila insenganti, un 100.000 tra operatori ed ausiliari
e che apre la strada alla riforma vera e propria, quella del disegno di legge Aprea, che ha come obbiettivo aziendalizzare e dunque controllare scuole e formazione, è realtà.
Ma se questo governo conta di andar avanti a suon di fiducia sulle leggi "impopolari", ignorando piazze ed opposizione, vorrà dire che saranno i referendum a far a pezzi
quest'ennesimo obrobrio.
L'Italia è davanti ad una presa del potere. Berlusconi vaneggia anche sulla legge elettorale europea, vuole esser lui a nominare chi ci va, vuole che siano i partiti a scegliere i
rappresentanti in ogni dove e dati i risultati che sta ottenendo, con il suo parlamento scelto per gran parte da lui, che vota sempre "SI" ai suoi decreti, diesegni ed altro, c'era da
attenderselo.
Berlusconi poi punta alla riforma della giustizia. Se ci riesce, mettendo a capo dell'organo di governo della magistratura un potere politico di fatto, la democrazia sarà
ufficiosamente eliminata.
Infatti noi tutti a scuola abbiamo studiato che la nostra democrazia si fonda sulla divisione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, indipendenti l'uno dall'altro.
L'indipendenza di ogni funzione e dei tre organi che le svolgono, rispettivamente Parlamento, Governo e Magitratura, fanno si che nessuno possa avere il sopravvento ed instaurare una
dittatura di qualsiasi natura.
Attraverso l'eliminazione delle preferenze e quindi con la nomina dall'alto dei parlamentari che vengono eletti dal capo dello schieramento e dunque dal capo del governo, il
parlamento smette di essere l'organo legislativo. Infatti, lo stiamo vedendo, attraverso lo strumento della fiducia, il Parlamento sta divenendo sempre più un organo di consulenza e
formale approvazione di leggi pensate e disposte dal governo. Le opposizioni non possono che prendere atto, gli emendamenti vengono bocciati ad oltranza. In poche parole: Berlusconi
decide da solo le leggi, le propone, le fa votare a chi lui ha nominato e le approva...QUESTA NON E' DEMOCRAZIA.
Con la riforma della Giustizia, che nel silenzio si sta studiando, si vuole inserire il controllo politico del Parlamento (nominato in maggioranza dal Premier ovvero colui che
possiede già di fatto, seppur non formalmente, il potere legislativo ed esecutivo) nell'organo di autogoverno della magistratura, ovvero il CSM. Il parlamento dovrebbe fare le nomine
dei giudici. Con quest'ultimo pezzo del Puzzle si aggiungono: la legge per proibire la pubblicazione di atti giudiziari ed intercettazioni anche se non più coperte da segreto, ovvero
il bavaglio definitivo al diritto d'informazione; la nuova salva rete4 che toglierà frequenze a RAI 1 per far rimanere l'abusiva televisione del premier in Onda, Fede a fare da
ammaestratore di anziani (non a caso, il palinsesto televisivo pomeridiano di retequattro propone tutti classici molto datati che attirano tanti anziani nostalgici, per poi servire la
propaganda di Fede subito dopo!)...la riforma Gelmini (primo passo del "progetto APREA") attacca l'autonomia dell'insegnamento ed assoggetta i contenuti al nulla osta dei
privati.
Della democrazia rimangono solo i Referendum abrogativi, ultima arma difensiva del popolo italiano contro il potere totalitario di un elite che ormai controlla tutto. O si reagisce
ora, oppure per l'ennesima volta nella storia, il sogno della democrazia è finito. Ed in un periodo in cui c'è scarsità di risorse naturali, alla vigilia delle prime "guerre" per
l'acqua, il sistema non democratico è quasi una garanzia di rivivere gli orrori del passato e forse anche di peggio.
































