PD Guardiese spaccato
Le parole di Palmerio mostrano una frangia dissidente ingenua, ma interessante.
Un po' ingenuotta la frangia "dissidente" del PD guardiese, nell'attaccare il Sindaco Palmerio per le sue dichiarazioni a seguito dell'incontro con Ayala. Ingenuotta è, per chiarezza,
l'immagine che da di se un circolo convinto che le parole di Palmerio, riferite ad una gran parte di Guardiagrele siano offensive.
In realtà, mi si consenta l'opinione, ma anche se non la consentite, come d'abitudine la riferisco comunque, questo paese è un'accozzaglia di interessi privati così come ha riferito
il primo cittadino. Al limite, se proprio la si vuol criticare questa sua esternazione, la si critichi nell'ottica di un risultato dovuto a più di un decennio di politica
autoreferenziale, che sia pur nelle limitazioni di legge, ha contribuito non poco a creare l'odierna realtà o quantomeno a facilitare il lavoro al processo di lobotomizzazione
mediatico modello P2 che ora governa i sentimenti nazionali e nel nostro caso locali. Giusta invece la riflessione riguardo l'obbligo morale del Sindaco di evidenziare quelle realtà
di persone (a mio avviso sono minoranze) che non rispondo a queste logiche e che si impegnano costantemente.
Dunque le critiche del circolo che evidentemente scauriscono dal presupposto un po' fiabesco di esser parte di una comunità di soggetti aperti e generosi, nonché parte integrante di
una forza politica democratica, finiscono ahimé, a causa di questa ingenuità per risultar quasi strumentali, soprattutto alla luce del fatto che per delegittimare l'ex coordinatore
PD, c'erano state tutta una serie di situazioni più concrete e circostanze più valide.
Ma se ingenuotta par essere la frangia dissidente, tremendamente anti-democratica, autoreferenziale ed autoritaria si è dimostrata la dirigenza provinciale che nella sua risposta su
"Il Centro" ha ricordato i tristi toni dell'avviso ai naviganti del premier Berlusconi risalente a qualche settimana fa. Ha mostrato come, almeno in provincia di Chieti (in tutto
l'Abruzzo a mio avviso anche, nel resto d'Italia non saprei), il PD non sia affatto il Partito Democratico che vuole applicare una "democrazia dal basso" ed attraverso ciò apportare
un cambiamento nel sistema, bensì il Partito Demagogo, che a modi Berlusconiani, raccontandosi e raccontando la favola "dell'Obamesimo acquisito", sta illudendo coloro che hanno il
cuore ed il coraggio ancora oggi di mettersi in gioco nella politica o di far affidamento su di essa per produrre un tanto sospirato cambiamento.
Trovo dunque l'atto della segreteria provinciale del PD un atto gravissimo che evidenzia come in Italia si abbia un concetto distorto di democrazia, dove la base partecipante non è
sovrana come dovrebbe essere, ma suddita di logiche ed interessi che con il bene comune hanno ben poco a che vedere.
La cosa più terrificante di movimenti "anti-politici" come quello Grillino e "Politici" come quello Piddino o dell'Idv, è che sono un ricettacolo di gente onesta, pura e come abbiamo
visto in questo caso, anche un po' ingenua. Realtà istituzionalizzate che si rivelano di fatto mali ancor peggiori di quelli Piduisti e/o mafiosi rappresentati da alcuni esponenti e
da molte politiche targate PDL perché, nel breve volgere di qualche anno, con questa condotta, pian piano la fede in un cambiamento si perde ed a molti, questa battaglia vitale per la
libertà di tutti, inizierà a sembrar un'inutile lotta contro i mulini a vento.
Non sono i leader a guidare i popoli, ma la speranza che in essi sono in grado di inforndere. Purtroppo oggi, i media e gli effetti speciali che il Marketing politico-elettorale ha
escogitato, hanno affinato le tecniche per produrre speranze a scadenza, da consumarsi preferibilmente in periodo elettorale e/o di opposizione. E' mia opinione alla luce di ciò che i
politici che tolgono con i loro atti scellerati questa speranza fiaccando nell'intimo l'opposizione umana di ogni singolo cittadino impegnato nel cambiameno che in facciata PD, IdV,
Rifondazione e tutte le forze parlamentari ed extraparlamentari d'opposizionne issano a stendardo, non sono che (a volte ignari, altre un po' meno) esponenti di quello stesso regime
contro il quale millantano di battersi.
Sono solidale ad ogni modo, se ho ben compreso il senso di questa protesta che ha radici ben più profonde all'interno del PD guardiese, con la frangia dissidente. Ciò che però
desidero è che apra gli occhi sulla realtà di questo luogo perché la semplice onestà da sola non basta contro queste gerarchie. Bisogna avere coscienza di ciò che le legittima e
colpire i luoghi comuni, le pigrizie, le paure, le menzogne da cui essa attinge la propria forza.
Se vogliamo un cambiamento dobbiamo avere il coraggio di proporre una vera rivoluzione (pacifica), destabilizzare il sistema in maniera da infiltrare cellule pure d'animo che
provochino un cancro d'onestà in questo organismo disonesto che scoppia di salute quale è la politica odierna.
In chiusura un appunto personale riguardo una discussione avuta su questo blog a seguito del manifesto PD sul concerto di Emergency. All'epoca, date le anomalie che riscontrai in fase
organizzativa (identificate in una disponibilità mai vista prima da parte dell'amministrazione riguardo quel progetto, che imputai al "cognome" di alcuni ragazzi che partecipavano e/o
appoggiavano l'idea, Rullo e Caramanico per citarne due), sospettai una strumentalizzazione politica, attraverso il manifesto, della riuscita di quell'evento. A seguito di questa
esternazione che mostra la quasi tenera incapacità di considerare determinate logiche di potere come proprie, inizio a nutrire i miei dubbi riguardo quelle mie considerazioni.
Il sospetto, che anzi oso definir speranza, è che la matrice di quel manifesto fosse la stessa frangia dissidente di adesso, in quanto, proprio grazie a quella sua ingenuità descritta
in questo post, mostra un puro desiderio di cambiamento...seppur forse nel contesto (PD) sbagliato. Se così fosse, questo post valga come riconoscimento d'errore commesso e pubblica
scusa. A differenza d'altri, quando sbaglio ci tengo a sottolinearlo, dal momento che errare è umano ed io, che ancor prima d'altro umano mi ritengo, i miei errori non li nascondo. Me
li appendo invece al petto e ne vado orgoglioso perché sono il simbolo d'appartenenza all'umanità...quella vera che lotta, soffre e attraverso gli errori, cresce.
Se da contro fosse della matrice Piddina "istituzionale", che si è accorta di giovani volenterosi, impegnati ed interessati al sociale solo al 1 Agosto del 2008, l'opinione non muta e
resta quella espressa in quel commento. Non attendo risposte pubbliche su questo mio dubbio in quanto saranno i fatti, del futuro prossimo, a fugarmelo. Erano solo precisazioni
doverose per un fatto di etica a cui tengo, ovvero esser giusti anche quando non ci conviene.

































Anonimo
Ben venga il PD, "spaccato" o meno. Cosa dovremmo dire dei sindaci UDC che cambiano bandiera convertendosi al PDL, quel PDL che sta attuando una macelleria sociale di tagli?Sono profondamente disgustato (giuro che mi trasferirei in Trentino, almeno là li hanno aperti gli occhi)
riporto da primadanoi.it:
L’Udc perde pezzi, sindaci e consiglieri vanno nel Pdl
FRANCAVILLA AL MARE. Una conversione di massa per sindaci e amministratori del chietino che questa mattina hanno ufficializzato il loro addio all’Udc e sono andati a bussare alla porta del Pdl. Chiodi ha aperto «con immensa gioia».
Questa mattina c’è stato il passaggio ufficiale, alla presenza del vicepresidente vicario dei senatori
del Pdl Gaetano Quagliarello, del candidato presidente Gianni Chiodi, dei vertici regionali del Pdl, e del consigliere regionale Mario Amicone, anche lui fino a qualche mese fa nell’Unione di centro.
A cambiare casacca sono stati il presidente del consiglio comunale di Francavilla al Mare, Carlo De Felice, e i sindaci Dino Di Marco (Miglianico), Mauro Petrucci (Ripa Teatina), Dora Di Ciano
(Giuliano Teatino), Bruno Della Penna (Casacanditella).
Hanno traslocato anche i consiglieri della provincia di Chieti Nicola Mincone e Gaetano D'Onofrio.
«E' stata una decisone sofferta», ha detto stamattina De Felice. «Però non volevo interrompere il percorso intrapreso solo perchè i vertici nazionali dell'Udc hanno deciso di far naufragare il partito in un mare ignoto senza meta. Entriamo nel Pdl azzerando di fatto l'Udc in questa
città».
Il senatore Quagliarello ha fatto notare che «c'è sempre più compattezza - ha detto- nel centro destra, nel Pdl in particolare. Le persone che hanno accettato il nostro invito - ha proseguito- stanno facendo la campagna con noi, diventano parte di una squadra».
Quagliarello ha poi confermato la presenza di Berlusconi in Abruzzo e ha detto che il ministro Fitto ha chiesto le carte al consiglio regionale sulla vicenda dei precari.
«Domani- ha aggiunto- sarà in Abruzzo per prendere le sue determinazioni in materia».
«Sono fiero ed orgoglioso», ha commentato invece Gianni Chiodi, «di avere l’appoggio di numerosi esponenti provenienti dall’Udc per diverse ragioni. La collocazione naturale dell’Udc è nel centrodestra. Gli elettori non capiscono ambiguità, vogliono chiarezza, perché la chiarezza e la semplificazione significano anche assunzione di responsabilità». 17/11/2008 16.53
Angelo P.
In tutta onestà non era la spaccatura intesa in senso di frattura "negativa" che volevo mettere in risalto in questo pezzo. Cmq l'UDC per me è un partito che anche a livello nazionale fatica a trovare una sua identità al di fuori del centro destra. Poi ormai i politici sono diventati come i giocatori in scadenza di contratto dopo la sentenza Bosman: vanno liberamente dove gli conviene andare. Detto in soldoni, privati di qualsiasi valore ed ideologia in cui riconoscersi, i politici son solo dei mercenari che al mutar del vento, da bravi timonieri, lo seguono saltando da imbarcazione in imbarcazione, ovviamente evitando, se ci sono, quelle che non consentono loro di farsi gli affari propri.
Anonimo
Hai non ragione, ma ragionissima.
Peppino
Benissimo Angelo.
Tu non cerchi risposte alle tue affermazioni e io vorrei non dartene, ma purtroppo devo, perché sono uno di quelli che non riesce a stare zitto.
Avevo già visitato il vostro sito e, dopo averne letto i contenuti, espressi con buona ironia e intelligenza( di solito non sono mai disgiunte), ho pensato e scritto (a voi): ma che bella cosa, allora questo non è un paese di giovani annoiati, nullafacenti, senza ideali (qualunquisti, per intenderci), che aspettano solo il fine settimana per andare a buttarsi dentro qualche pub a bere e a fumare. Sono rimasto entusiasta perché, avendo a che fare con studenti da ormai 25 anni, so che sono pochi quelli inclini a dialogare su cose serie, tant’ è che cerco di provocarli continuamente ad un confronto di tipo politico o di qualsiasi altra natura, purché si abbiano opinioni e si discuta.
Il tuo scritto “PD Guardiese spaccato” non l’avevo notato. Mi è stato inviato da Danilo e, dopo averlo letto, devo dirti che sono rimasto un po’ perplesso.
Non voglio entrare in polemica con te ma, visto che queste pagine sono lette da altri, forse è importante sentire anche i diretti interessati. Ci sono due o tre cose di cui voglio parlare.
Primo. Voglio chiarire a te e a tutte le altre persone che chi ha espresso parole di dissenso verso il sindaco non è affatto una frangia dissidente, ma è il circolo ufficiale del PD guardiese. Tutti gli altri sono aggiunti.
Secondo. Può darsi che hai ragione quando dici che ci sono state occasioni più, diciamo, meritevoli per dissentire con il primo cittadino, ma eravamo un gruppo politico nascente e con poca cattiveria, inoltre conoscevamo poco la realtà locale. Il nostro impegno politico è nato soprattutto per dedicarci alle questioni generali e nazionali, di cui eravamo sicuramente più informati, e su cui eravamo abituati a discutere e non alla politica locale, di cui sinceramente non ci eravamo mai occupati direttamente.
Terzo. Non siamo usciti dal libro delle favole, ma facciamo parte di quella schiera di persone che da sempre segue la politica e si arrabbia per i soprusi. Per la prima volta ha deciso di portarsi in prima linea, non certo per cercare poltrone comode. Non ne abbiamo bisogno, né siamo interessati : siamo già sistemati e non dai politici, ma per merito nostro. Altro che fiabesco! Abbiamo pensato che la politica non dobbiamo lasciarla fare sempre agli altri e quando diciamo che deve partire dal basso intendiamo che bisogna esporsi e dire quello che si pensa, anche a rischio di creare polveroni e disagi istituzionali o di entrare in conflitto con organi e funzionari del tuo partito. Molti di noi “ingenuotti” non hanno altro da chiedere alla politica, se non che si ristabilisca un minimo di giustizia, equità e socialità e che si torni a discutere e a non accettare supinamente. Non cerchiamo poltrone, non vogliamo favori e siamo meno ingenui di quello che pensi tu. Qualcuno (consentici questa retorica) è figlio o nipote del 68, qualche altro del 77 (alcuni solo anagraficamente e culturalmente, altri possono dire che c’erano anche fisicamente), ma abbiamo mantenuto le nostre idee e, anche in vecchiaia, cerchiamo tutte le occasioni possibili per manifestarle e per condurre quelle battaglie che forse toccherebbero a voi.
Terzo. È vero, hai ragione. La dirigenza provinciale si è dimostrata anti-democratica, autoreferenziale ed autoritaria, ma forse il nostro ruolo, e perché no, consiste anche in questo: far scoppiare le contraddizioni e ripartire da zero. Ad ogni modo un partito su misura non te lo regala nessuno. Se ci credi te lo devi costruire, anche a costo di litigare e di farti delle inimicizie come sta succedendo a me.
Quarto. Il manifesto della festa di Emergency è stato prodotto con il cuore, senza alcuna intenzione di adescare gli interessati e senza secondi fini. E’stato pensato e scritto perché è una delle poche manifestazioni a Guardiagrele con scopi veramente politici puri e sociali e, per di più piacevole, soprattutto per me che ancora mi nutro di blues, rock, jazz e di tutto ciò che si può fare con la chitarra. Oltretutto, sono stato molto orgoglioso che mio figlio vi abbia partecipato, lui che di solito snobba la politica come luogo di inciuci e di interessi sporchi. Comunque non c’è bisogno di vedere il male dappertutto!
Quinto. Dici che vuoi vedere, tra qualche anno, se non ti sei sbagliato sulle giuste intenzioni di questo gruppo politico, scalcinato e ingenuotto, cioè vuoi dire che devi ancora decidere se classificarlo o meno come gli altri magna-magna o se stare a guardare per assistere all’inevitabile fine. Ebbene mi piacerebbe pensare ad un domani o dopodomani che non rientra in nessuna delle due possibilità, incontrarmi con te e confrontarmi direttamente sul contenuto del manifesto al sindaco o su altro (anche tramite blog), così avremmo potuto evitare ingenuità e buonismi fiabeschi. E’ certo che se i giovani non si sporcano le mani e aspettano che le cose cambino, stiamo freschi!
Sesto. Non cerchiamo solidarietà alla nostra protesta, ma persone che abbiano la voglia di scardinare dall’interno ( e ti assicuro che è molto più difficile e logorante) i meccanismi politici da te riferiti, per quanto ci sarà ancora possibile, visto il tempo che fa.
Settimo. In merito al manifesto. Sappiamo bene che le parole del Sindaco nascondono una verità di fondo che è sempre la stessa, a Guardiagrele e nella quasi totalità dei paesi del centro sud, ma non ci piacciono le pentole che vengono scoperchiate a metà per farne uscire parte della puzza. Le verità si dicono interamente, si chiamano per nome e cognome, si combattono dentro alle istituzioni con i “No, non si può fare” e non si sbandierano con disprezzo, mescolando sporco e pulito.
Comunque, complimenti e auguri.
Saluti Peppino
Danilo
Io sono sempre stato della sinistra radicale fin dai tempi dell’adolescenza quando frequentavo un gruppo di lotta continua, passando poi per Democrazia Proletaria, non ho fatto il ’68 per questioni di età, ma il ’77 si. Grazie anche al fatto che ho fatto le superiori a Lanciano e quindi ho vissuto più da vicino quel periodo di altri che magari lo hanno vissuto a Guardiagrele. Poi agli inizi degli anni 80 ho preso la prima tessera di Partito, del PCI, per aderire poi nel ’91 dopo la tribolata scissione a Rifondazione comunista. Ho fatto questo preambolo perché sono sempre stato critico nei confronti del PDS prima di DS poi, figurarsi come lo sono stato l’anno scorso alla nascita del PD, ed anche durante le elezioni politiche della scorsa primavera. Ho avuto anche numerose “discussioni” in ambito familiare, in quanto mia sorella che è residente a Bologna è attivista convinta dello stesso PD e quindi su alcune cose, naturalmente, non concordavamo. Questo dovuto probabilmente al fatto che non condivido assolutamente la linea politica del Sindaco, il quale era stato eletto coordinatore del nascente circolo, né tanto meno quella dell’ex-assessore regionale Franco Caramanico, anche se ci lega una (quasi) amicizia da oltre 30 anni. Per cui non approvando questa linea ero convinto che anche i nuovi concordassero con questo tipo di politica. Ciò in cuor mio mi dispiaceva non poco, perché bene o male conosco quasi tutti e non li credevo tali da scendere in politica con quelle idee. Per fortuna mia e spero in futuro anche dei guardiesi, mi sbagliavo, infatti sono venuti fuori col passare del tempo le loro vere idee di far politica in modo trasparente e genuino. Spero vivamente che mantengono questa loro linea, che resistano alle pressioni sia locali che esterne, soprattutto che non abbandonino ai momenti di difficoltà che sicuramente troveranno sulla loro strada da parte di quei “marpioni” che vorrebbero che tutto tornasse come prima per continuare a fare quello che hanno sempre fatto, cioè i loro comodi. Ripeto se riusciranno a resistere, credo sinceramente che Guardiagrele, i loro cittadini e specialmente i giovani potranno avere un futuro migliore.
Angelo P.
Sono felice della risposta di Peppino. Una risposta decisa e senza peli sulla lingua, parlata con parole semplici ed efficaci. Personalmente la politica la vivo a 360 gradi in ogni ambito della mia vita e questo perché crescendo ho preso coscienza del fatto che tutto, nella vita, è condizionato in qualche modo dalla politica. Dal lavoro allo studio, passando per le relazioni, al semplice andare a fare la spesa, al mangiare, al bere, al respirare. Per quanto riguarda la politica fatta dall'interno il mio è un momento di riflessione. Non prendo affatto con leggerezza l'appartenenza politica. Scegliere un partito per un giovane oggi non è cosa da poco, perché nessun partito offre, a chi si informa veramente, la percezione di un ideale a cui tendere, di una risposta sistemica valida a ciò che ci circonda. A livello locale fino a poco tempo fa ero convinto che non vi fossero persone che valessero un briciolo di fiducia. D'altronde come gli altri, io vedevo solo la politica "amministrativa" che ad esclusione dell'assessore Simone Dal Pozzo, con il quale pur dissentendo spesso dalle sue opinioni si può e si riesce spesso ad avere confronti veri e che rappresenta, con il suo forum, che sento anche mio pur troppo spesso non partecipandovi, un apporto importantissimo alla coscienza civile e sociale, è chiusa ed autoreferenziale. In alternativa solo la "cultura" politica speculare che qui il centro-destra adotta come sua strategia portante. Poi il caso mi ha fatto incontrare Danilo (che è il padre di Simone) mi ha fatto riscoprire Gianluca Primavera in un ruolo che conoscevo solo marginalmente, mi ha fatto conoscere, a seguito del mio primo "scontro" con il potere, Nicola Tinari ed è stato bello iniziare a scoprire una politica locale diversa da quella che immaginavo. Il commento di cui parlavo prima veniva in un periodo antecedente questa scoperta e la mia diffidenza di fondo era dovuta al fatto che del PD guardiese alla fine conoscevo solo la parte dell'amministrazione. Ad ogni modo, per tornare al merito del mio post, io le parole non le scelgo mai a caso. Ho parlato di frangia dissidente per dei motivi: il primo è perché ho intuito una voglia di combattere e questo non me lo sarei mai aspettato qui a Guardiagrele; la frangia nel mio immaginario sa di combattente. Ho sempre detto dalle pagine di questo blog, che il mio modo di "rivoluzionare" la politica prima locale e poi a livelli maggiori, sia l'entrata, nel partito che più "teoricamente" si avvicina al proprio ideale, di una massa di cittadini i quali, invece di subire supinamente i voleri imposti dall'alto, sfiduciano i propri superiori quando ritengono che essi facciano cose che non rappresentino la loro volontà. Il vostro gesto è uno dei gesti più rivoluzionari più belli e democratici che io abbia visto; la risposta della segreteria provinciale lo smascherare un potere che vuol tenere l'ideale della democrazia dal basso solo come uno strumento di marketing politico. Il secondo è dovuto all'immaginario collettivo che individua purtroppo nell'amministrazione e nel vostro "nuovo" acquisto Caramanico, l'emblema del PD guardiese. Vi ho posto così in contrasto perché siete "nuovi" a questo "gioco" e quindi, seppur rappresentate un circolo intero, questa novità va evidenziata con parole diverse. L'ingenuità era riferita ovviamente all'approccio sulla politca "locale" ed al timore che vi fosse forse un'eccessiva fiducia nel fatto che la "massa" al momento sia un soggetto sano. Non è purtroppo così. Io, per quanto mi riguarda, sarò lietissimo di partecipare a qualche vostra riunione, comprendere quelli che sono nel profondo gli ideli che vi muovono. Credo che a Guardiagrele si stia muovendo qualcosa di importante e penso che possa essere terreno fertile per un cambiamento oltre ogni aspettativa. Ho bacchettato ultimamente un po' i "compagni" come Danilo (bacchettato in senso affettuoso naturalmente) sul fatto che essi rappresentano un patrimonio dal grande potenziale in questo paese, ma che forse, essendo stati per troppi anni "isolati" a combattere contro i mulini a vento, vanno avanti con eroico sentimento di resistenza, ma non con reale speranza di un cambiamento che io invece sento possibile. Il mio desiderio è che da qui, da questo confronto, si possa iniziare a costruire un nuovo futuro, che non sia solamente il non accettar più passivamente politiche di regime che da ambo i lati, a livello istituzionale, contraddicono costituzione e qualsiasi principio democratico, ma che possano veramente rivoluzionare questo sistema e ridare alla gente la sua legittima sovranità popolare. Non parlo di rivoluzioni comuniste o socialiste, non parlo di lotta di classe intesa nel senso "storico" del tempo. Parlo del porre fine alla politica oligarchica che spadroneggia in Italia da poco dopo la II guerra mondiale, da poco dopo che uomini, coscienti di ciò che il potere in mano a pochi è in grado di causare a molti, hanno scritto forse la più bella e moderna delle costituzioni esistenti al mondo. Ma tutto, come ogni cosa, parte dal piccolo. Io ho 28 anni, penso al futuro con la coscienza che esso parte dal presente, da ora, da qui, da Guardiagrele. Applico tutto me stesso a questo fine con le conseguenze che non dico perché non è l'eroismo o l'apparir una sorta di martire che mi interessa. Io metto in gioco tutto me stesso, sto investendo in questo ideale tutta la mia vita e ciò che desidero è lasciare un mondo migliore a chi verrà dopo, perché quello in cui sono cresciuto io, che vedo educare gli adolescenti di oggi al menefreghismo ed al successo personale, al profitto individuale, alla realizzazione fine a se stessa, è un mondo orribile. Quindi certo Peppino che voglio un confronto e lo voglio nella realtà. Il blog è un ricettacolo di persone e di idee. Ma la politica bisogna iniziare a farla guardandosi negli occhi e riconoscendo non solo idee comuni, ma anche sentimenti, perché per me la politica è un sentimento e deve tornare ad esser questo per la gente. Dunque, inutile riproporre le mie scuse riguardo l'interpretazione del manifesto che a questo punto apprezzo. E' invece utile dire a voi, così come ai "compagni" di Rifondazione, che se i sentimenti a muoverci son gli stessi, non importa quale bandiera ognuno di noi sceglie di sventolare. Deve finire l'era delle bandiere che danno idee alla gente e deve iniziare l'era della gente che da idee alle bandiere. Deve iniziare ora e può farlo da qui. I simboli vanno invertiti ed almeno qui, le persone che vogliono un cambiamento devono sentire il dovere morale di compattarsi, confrontarsi, rispettandosi ed attingendo dalle proprie diversità senza creare differenze. Il cambiamento è possibile e può partire qui ed adesso. Può diventare un esempio per altri luoghi che a loro volta possono cambiare. Può diventare una breccia in quella sorta di potere feudale che la politica sino ad ora ha imposto. Ma la cosa più importante è aver fede in questo, credere in questo, non limitarsi alla resistenza o ad una rivolta, bensì lavorare concretamente ad un'alternativa rivoluzionaria nel senso più nobile del termine. Non so come andranno le cose, ma ciò che auspico io ad esempio è che il prossimo "programma" comunale venga discusso in fase di elaborazione a porte aperte e su di un blog; che già dall'anno prossimo si inizino a proporre i candidati i quali si affrontino pubblicamente sul piano delle idee e delle proposte e possano essere messi alla prova dai cittadini (quindi primarie vere e non ridicole messe in scena), lasciando a loro l'ultima parola e che questa debba essere la linea politica che poi l'amministrazione deve adottare sui temi più importanti. Basta segreti, basta lavori nell'ombra, basta silenzi. Il tutto allargato ad una coalizione che sia in grado di accumunare il sentimento di cambiamento vero, che deve esser chiamanto per quello che sarà: una rivoluzione. Questo è il mio desiderio ed è questo che in qualche modo cerco di fare. Io non voglio dividere ulteriormente ciò che è già diviso. Sento di non appartenere a rifondazione, al PD o a qualsivoglia espressione della politica frammentaria di questi anni; sento di appartenere a qualcosa di più grande ed importante, di più giusto o come preferisco dire io, dato che la giustizia è solo ideale, meno ingiusto. Vorrei che si riunisse ciò che è a Guardiagrele frammentato, portando a partire da questa cittadina, un messaggio di cambiamento che solo Dio per chi ci crede, il destino per altri o quel che preferite, può conoscerne i limiti. Io queste cose le ho già espresse in musica. Signor speranza è il manifesto del mio ideale politico. Qui di fianco c'è il link. Andate ed ascoltatela attentamente. Io per questo mi batto e se in questo troverò affinità con altri, insieme ad altri lotterò con tutte le mie forze e con tutte le mie idee. Bisogna ridare alla gente ciò che è della gente: il proprio presente ed il proprio futuro.
Danilo
Al mio commento (#5) di ieri però c’è anche il rovescio della medaglia e cioè, ok i ragazzi del Circolo PD guardiese mi hanno fatto rivedere un po’ le mie idee riguardo alla loro linea politica, ma il comportamento del loro segretario provinciale? Secondo il mio parere è stato un comportamento se definisco scorretto è un eufemismo. Prende le difese del Sindaco Palmerio quando lo stesso non fa più parte del Partito, per lo meno da quello che mi risulta non del Circolo locale (ufficiale). Fu, come ho scritto nell’altro commento, coordinatore, ma diede praticamente subito le dimissioni, preferendo commissariare il Circolo fatto da gente nuova della politica (quasi tutti) vogliosi di fare e di portare idee nuove. C’è qualcosa che puzza in questa faccenda, io un’idea me la sono fatta e come me penso anche altri, evidentemente il Segretario prov.le preferisce venerare altri santi (San Franco da Caramanico, per fare un nome) che, rimanendo in ambito ecclesiastico porta “voti” e sta sulla breccia da tempo, qualcuno lo vedrebbe volentieri a caricare un po’ di breccia, piuttosto che appoggiare ripeto, i volenterosi ma inesperti Piddiini (si dice così?) locali. Un’ultima cosa, ma al comizio di domenica di Franco Caramanico a quale titolo stava sul palco il Sindaco, forse è uno dei tesserati del tesseramento trasversale del quale si parlava questa estate?
Angelo P.
A me dispiace solo perdermi questi comizi elettorali. Sono certo che ci sarebbe da scriver poemi sulle incongruenze, le contraddizioni, le farse, le mezze verità e quant'altro centro-destra e centro-sinistra diranno. Comunque, resto del parere che si debba iniziare a lavorare per un qualcosa di nuovo. Non ci sono "santi" che tengono. Sulla segreteria provinciale mi sono già espresso sul post. Si, la situazione puzza parecchio...sarà l'aria delle terme! ;)
Antonio A.
Caro Angelo, ti faccio i più sinceri complimenti per il tuo post del 19.11. Sento di condividere profondamente quanto dici. A Guardiagrele occorre - è un'esigenza ormai inderogabile - far ripartire la politca dal "basso"senta cercare "santi in Paradiso", santi che hanno dimostrato, peraltro di fare pochi miracoli per il nostro paese. La Democrazia non è il gioco edei numeri: questo si chiama dittatura della maggioranza. La Democrazia nasce dai principi di laicità e di responsabilità. Perché si sviluppi nella sua pienezza e bellezza sono necessari un luogo di confronto libero da pregiudizi, timori reverenziali e interessi personali, e un costante riferimento nell'ascolto alle esigenze e alle attese del territorio. Gli amici "dissidenti" ma ufficiali del PD ci stanno provando tra mille difficoltà. A loro e a tutti coloro che pensano ad una politica diversa - penso agli amici Danilo, Gianluca, Nicola - va data, a prescindere dalle appartenenze, tutta la nostra solidarietà. L'arroganza farisaica del Segretario provinciale, la ricerca affannosa di collocazione da parte di Caramanico, l'indifferenza dell'Amministrazione al sentire della nostra gente sono fondamentalmente tristi. Ce la possiamo fare, peròp, a cambiare le cose. Tacere non è più possibile: sarebbe una complicità colpevole. Non si tratta di criminalizzare nessuno, nè tantomento di attaccare personalmente nonstri concittadini, ma di comprendere tutti che le esigenze del nostro tempo sono tante e complesse e che fare ogni tanto un passo indietro non è una tragedia. Caro Angelo, si tratta di rimboccarci le maniche senza scoraggiarci. Il vecchio è duro a morire, ma il nuovo non può non nascere. Con tanta stima.
Angelo P.
La democrazia non è dittatura della maggioranza, ma partecipazione della maggioranza alla vita politica ed alle decisioni fondamentali sul proprio presente e futuro. E quando parlo di partecipazione non intendo l'assistere impotenti ad un teatrino di accuse e spiegazioni tra personaggi di "rango", ma reale possibilità per il cittadino di porre veti laddove l'amministratore sfugge al suo controllo o si nega alla cittadinanza. Almeno questa è la mia interpretazione. Io penso, caro Antonio, che noi tutti siamo vittime di una colossale quanto astuta illusione che la democrazia abbia raggiunto il suo stadio ultimo nel modello rappresentativo attuale. Di fatto però il modello odierno, privato ad arte attraverso un'abile macchinazione della partecipazione popolare, è un modello anti-democratico e forse ancor peggiore di una dittatura esplicita, perché garantisce una parvenza di libertà che in realtà non esiste. Gli "eletti" dovrebbero avere il dovere morale ed etico di impegnare parte del loro mandato a proporre il confronto anche quando non richiesto, ad inculcare la partecipazione non solo in aspetti aurei del pensiero e della riflessione (che comunque sono importantissimi) ma anche e soprattutto nel quotidiano. Io penso che, passate le regionali, i tempi siano maturi per organizzare una discussione ampia ed aperta sulle problematiche che viviamo e sui cambiamenti necessari a livello sistemico del nostro "microcosmo" guardiese. Una discussione aperta ai gruppi politici, alle associazioni ed a tutti i cittadini che vogliono impegnarsi a render reale questo cambiamento. Il vecchio sarà anche duro a morire, ma a costo d'apparir politicamente scorretto, non è forse vero che proprio quest'ordine di poteri, nell'impostare la società su una corsa individualista e priva di alcun senso solidale, ci ha insegnato ad abbandonarlo? Che assaggi la sua medicina.