Porta a Porta: Tre mele ed una biblioteca per spiegare Sanitopoli? | Musica e impegno sociale

Porta a Porta: Tre mele ed una biblioteca per spiegare Sanitopoli?

E se fosse tutto un piano diabolico?

by Angelo Primavera

 

Stasera a Porta a Porta ci hanno fatto due...mele così! Anzi, tre! Per fortuna, o per sfortuna, Di Pietro sta sulle scatole a tanti ma quando si mette a fare il Di Pietro a volte, involontariamente forse, fa saltar fuori delle cose che sono indicative e danno il la a ragionamenti veramente inquietanti.

Noi abbiamo sentito la storia delle mele, come dicevo prima, e della biblioteca dove Angelini dice di aver sempre lasciato i soldi. L'hanno sviscerata in ogni maniera possibile ed immaginabile per dire che era una accusa assurda. Ora, dopo averci fatto diventare tutti fruttivendoli e bibliotecari, Vespa si lascia sfuggire di aver letto gli atti del processo, o quantomeno dice d'esserne in possesso lasciando intendere (come imporrebbe la professione per cui è pagato) di averli letti.

E' una cosa molto importante a mio modo di vedere. Perché se Vespa ha letto tutti gli atti ed ha scelto questi aneddoti per rappresentare quello che viene dipinto come un teorema accusatorio basato sul nulla, ci sono solo due possibilità:

O la magistratura ha veramente compiuto un atto criminale, ha costituito una associazione a delinquere ed ha decapitato (senza il sostegno d'alcuna prova) la giunta regionale abruzzese, cosa tra l'altro che Vespa sottolinea più volte come sua maggiore preoccupazione quasi a volerla evidenziare; o Vespa ha raggiunto l'apoteosi del suo "servilismo", ed nel prossimo Piano Sanitario Regionale percepirà anch'egli dei rimborsi per "Porta a Porta" come clinica riabilitativa.

Perché, a mio modo di vedere è quantomeno allucinante che uno che si sia letto decine e decine di pagine di indagini, riesca a trovare solamente, per fare domande, 3 mele, i libri, e scemenze simili. Se poi gli atti sono limitati a questo, trovo altresì assurdo, per quanto possa essere messo male il nostro giornalismo regionale, che nessun cronista giudiziario li abbia letti ed abbia detto: "qui ci sono solo 3 mele e la biblioteca e le chiacchiere di Angelini: di concreto non c'è assolutamente nulla!"

Trovo inaccettabile, secondo logica, tutto questo. Trovo inaccettabile che di intercettazioni, rilievi, riscontri, testimonianze ecc. non si sia parlato. Perché, seppur volessimo avvalorare la tesi di un complotto, i magistrati stessi non sono mica tanto idioti da poggiarlo su tre mele, una biblioteca ed i racconti di un corruttore.
Si è parlato e stra-parlato del caso Tortora creando un'associazione nel telespettatore (tecnica elementare di comunicazione e marketing), come se questa situazione fosse analoga a quella. A farlo è stato un parlamentare del Pdl il quale non ha letto mezza riga degli atti (almeno a suo dire). Un Onorevole che sfruttava la sua posizione di parlamentare per andare a trovare l'imputato in carcere, facendo di una concessione che serve ai parlamentari per valutare le condizioni delle carceri e dei detenuti in modo da poter legiferare a riguardo (come giustamente sottolinea Di Pietro), un privilegio personale.

Nulla giustificava quella visita a Del Turco e direi che, dato che il parlamentare del Pdl non si è nemmeno degnato di inventare una scusa, siamo dinanzi ad un abuso, a mio modo di vedere, della sua posizione di parlamentare per scopi privati. Un qualcosa che in qualsiasi altro paese democratico, sarebbe costata uno scandalo incredibile per il politico in questione, perché a nessuno di noi, per nessun motivo, è concesso di visitare un amico in isolamento. Ma che la legge sia più uguale per alcuni, piuttosto che per altri in Italia lo sappiamo bene ed il Lodo Schifani prima ed il Lodo Alfano adesso servono solamente per convincere di ciò solo gli ultimi romantici ancora aggrappati a quella che è una scritta che nei tribunali ormai ha valore puramente ornamentale.

A questo punto, rovesciando l'ipotesi dei magistrati uniti in una organizzazione a delinquere volta al decapitare una Giunta Regionale ed in qualche modo a favorire (perché Angelini certamente avrà dei benefici giudiziari per la sua collaborazione) un reo-ammesso corruttore, ci troveremmo dinanzi ad un giornalista veramente fazioso, che abdica al suo compito di informare ( che novità!) per servire un interesse più alto. Ma quale sarebbe?

Mi sento in qualche modo come l'ispettore Finch in "V per Vendetta" quando nel momento cruciale del film dice la frase: "ho cominciato a notare uno strano concatenamento di eventi che partono da...fino ad arrivare a...".

L'ipotesi, che sottolineo è frutto della mia fantasia, è la seguente:

Il centro-destra, o meglio Berlusconi, ha necessità di inserire un uomo di fiducia in seno alla Corte Costituzionale in vista del suo pronunciamento sul Lodo Alfano. Il suo candidato, Pecorella, trova il veto del PD, un veto di costrizione, imposto da un'Italia dei Valori che di certo, per il suo spirito di opposizione garante della legalità, nega ad oltranza. A questo punto, per convincere il PD sul secondo candidato, che comunque è legato a doppio filo con l'avvocato Cesare Previti e dunque con Berlusconi, si propone una riabilitazione di Del Turco (già in atto da tempo per altri scopi) in Abruzzo che ha un duplice scopo: il primo (vantaggioso per il Partito Democratico) di riabilitare il lavoro di Del Turco, facendo insinuare il dubbio della sua totale innocienza e di un buon lavoro come governatore della regione così da riportare una parte di voti al PD (mentre dall'interno, come abbiamo visto anche noi in piazza, il Pdl è ben lontano dalle linee "garantiste" dei suoi vertici, almeno in questa fase e comunque basa il consenso nel contrapporre ai conti, un bilancio dei servizi disastroso); il secondo, vantaggioso per il Centro-destra, di trovare qualcuno che funga da esempio "insospettabile" per confermare la necessità di una riforma della giustizia definitiva, che distrugga ogni residuo strumento di indagine sul potere da parte dei magistrati.

Un'ipotesi che poi, proprio nella visita abbastanza inusuale di un vecchio amico in forza al Pdl che con Del Turco non si vedeva da anni, potrebbe trovare il momento d'incontro attraverso il quale si convince l'ex governatore a collaborare al progetto, che ovviamente era pregresso e limitato solo al secondo punto, ovvero quello di riabilitare un accusato della fazione opposta, abbandonato dal PD e trasformare non tanto Angelini, che è criminale per sua stessa ammissione, ma i magistrati in un pericolo per il paese, l'esempio di un cancro da estirpare. "Noi ti riabilitiamo e ti garantiamo un futuro visto che i tuoi amici ti hanno mollato e tu ci aiuti a dimostrare, o quantomeno a far credere alla gente, che i magistrati che ti accusano vanno fermati con una riforma."

Per di più, a somma e sostegno di tutta questa teoria fanta-politica, c'è la dichiarazione di Del Turco di voler continuare la sua carriera politica in una forza riformista e le parole di Craxi (quello vivo) che lo invitano a tornare all'ovile ovvero nel nuovo PSI. Un ovile decisamente vicino al Pdl che fa di tutto per riabilitare l'ex leader Bettino Craxi socialita condannato e morto da latitante ad Hamamet e grande amico e benefattore di Berlusconi tra la metà degli anni '80 e Mani pulite.

Il Pdl quindi offre riparo e sostegno per una ripresa della carriera politica a Del Turco ed in cambio ottiene un ex-presidente della Regione Abruzzo, che in televisione snocciola dati di bilancio positivi ottenuti dalla giunta e che in "assenza di prove" concrete è stato massacrato da magistrati criminali. In più offre all'ombra d'opposizione targata "Veltroni" la possibilità di difendersi dalla strabordante emorragia di voti che in Abruzzo non sembra arrestarsi, perché se le cose vengono percepite in questo modo, il PD riacquista credibilità sulla sua azione di governo quantomeno dal punto di vista dell'azione di riforma della sanità. Voti recuperati che andavano ad arricchire per lo più, l'Idv che nei sondaggi è data in enorme crescita e che se il PD accettasse la candidatura proposta dal partito di Di Pietro come leader vedrebbe, in Abruzzo, un cambio di leadership sul fronte dell'opposizione sino ad un anno fa impensabile, con il rischio addirittura di un appoggio a quel punto anche di parte della sinistra Radicale; un'alleanza questa che sarebbe forse in grado di ribaltare persino un risultato elettorale che oggi appare quasi scontato.

Ma per un partito come il PD che sogna insieme al Pdl un ideale sistema bipartidico, nel quale si porrebbe (facendo una forzatissima analogia con le democrazie anglosassoni) come partito laburista in contrapposizione ad un'unica entità conservatrice ovvero il PDL, sarebbe probabilmente la fine. Per non parlare del Pdl, che si troverebbe al timone di una regione che ora come ora sembra impossibile perdere, a governare la sua Kriptonite politica ovvero l'IdV di Di Pietro.
Non a caso, sempre per straordinario tempismo, è di ieri (l'altro quando leggerete questo post) la dichiarazione di rottura tra PD ed IdV sul fronte dell'alleanza all'opposizione.

Quindi cosa accadrebbe secondo questo disegno?

Berlusconi finalmente rompe il veto del PD, con qualche lusinga convince un certamente non ostile UDC e riesce finalmente a piazzare il suo uomo all'interno della Corte Costituzionale. Vince le elezioni in Abruzzo, grazie alla campagna elettorale di piazza esattamente opposta a quella mediatica, senza parlare di debito, attaccando il PD solo ed esclusivamente sui servizi, allontanando così lo spettro consistente nell'ascesa inaspettata di Di Pietro nei sondaggi.
Il PD vede in parte restituita una credibilità in Abruzzo, recupera parte dei consensi finiti nel bacino di voti di Di Pietro, si conferma come prima forza di opposizione anche in Abruzzo e magari strappa anche la presidenza della commissione di vigilanza RAI
Del Turco vede riabilitato il suo nome e se nessuno va a spulciare nelle carte del processo trovando qualcosa di più di tre mele, una biblioteca ed il racconto di un reo-ammesso corruttore, riesce persino a farsi eleggere nelle file del nuovo PSI come parlamentare europeo (dato che lui è un garantista che vuole fare politica finché non arriva al terzo grado di giudizio ed ha anche il coraggio di definire Vespa come "poco garantista") ripulendosi in attesa di entrare in parlamento nella prossima legislatura, magari nel Team ufficiale, ovvero il PDL.

E vissero tutti felici e contenti...tutti naturalmente tranne gli abruzzesi.

Rifletteteci.

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Angelo P.

2008-10-21 20:22:15

Dato che è stato cambiato nuovamente il nome per la Corte Costituzionale, per mia fortuna questa pagina di fanta-politica inizia a confermarsi fanatasiosa (cosa che ho sottolineato nel pezzo cmq). Alla fine resta solo di ritornare all'idea del complotto di magistrati, o ricordarsi bene che nonostante il lungo curriculum di favoritismi e "distrazioni" alla fine la sartoria è il principale hobby di Vespa: infatti quando un potente qualsiasi va da lui, lui la trasmissione gliela fa "su misura".

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