Qualcosaincomune...con l'attuale "vecchia politica".
Sull'ospedale sappiamo, ma non ci conviene dire...per ora.
Mesi fa, in un mio commento notai come la questione dell'ospedale guardiese fosse oggetto, a mio parere di strumentalizzazioni politiche. Il mio trarre queste conclusioni fu dovuto
non ad una mia incapacità di esser al di sopra delle parti, cosa che per altro, in alcuni casi non penso sia un pregio quanto una mancanza di "attributi" e di coraggio nel sostenere
le proprie opinioni, ma all'apparente disinteresse sulla questione che i "difensori" dell'ospedale avevano mostrato in quel periodo, non informando, non tenendo viva la
questione.
Se si esclude "La Destra", che con i suoi manifesti ormai martella incessantemente dall'inizio della crisi l'amministrazione su questo tema, dimostrandosi al contempo molto
"interessata", ma anche povera di altri argomenti politici, sino alla decapitazione della giunta regionale i sindaci della cordata in difesa dell'ospedale hanno sostanzialmente
taciuto.
"Qualcosaincomune", il giornale on-line dell'amministrazione di Rapino che dal novembre 2007 (all'epoca si parlava della spallata al governo Prodi in materia di finanziaria) a marzo
aveva trattato l'argomento in ogni maniera, fornendo dati "differenti" alla popolazione rispetto a quelli dichiarati dalla maggioranza regionale rappresentata da Franco Caramanico sul
nostro territorio, si è chiuso in un silenzio tombale.
Un primo ritardo di pubblicazione, inspiegabile dal momento che tutte le altre rubriche venivano puntualmente aggiornate, del mio ultimo intervento sul tema ospedaliero, in cui
espressi la critica in termini bipartizan, mi convinse, complice anche il periodo elettorale, a prendermi una pausa di riflessione. Durante questa pausa, che poi si è prolungata
sempre di più, ho potuto notare come "Qualcosaincomune" abbia cessato ogni tipo di informazione riguardo le sorti dell'ospedale, ciò che accadeva e le conseguenze per i cittadini
delle nostre zone del caos creato dagli accorpamenti dei reparti e dalla chiusura degli ospedali minori.
Nel dubbio tutto mio, in quanto salvo quel ritardo spiegato con "problemi relativi all'attività di sindaco" di Micucci, e salvo la coincidenza di tempistica tra la scomparsa della mia
rubrica ed il mio screzio con il sindaco di Fara S.Martino Antonio Tavani, su di me non è mai stata applicata alcuna censura, ho deciso di tirarmene fuori, perché io sono uso
esprimere le mie opinioni liberamente, ma non per avvantaggiare qualcuno.
Da allora "Qualcosaincomune" non ha fatto più alcun resoconto sull'ospedale. Ci son state riunioni con i vertici della struttura, consigli comunali sul tema, e la disposizione con cui
Maresca ha reso nota la volontà di chiudere il Day Surgery e la Geriatria, accorpandoli rispettivamente ai reparti di chirurgia di Ortona e di Geriatria di Chieti, è datata 7
luglio.
E' quantomeno singolare che un giornale che da novembre a marzo ha fatto dell'emergenza ospedale il suo ariete, abbia taciuto tutto questo, privilegiando pezzi che sono
fondamentalmente una bacheca di riconoscimenti all'amministrazione (che comunque lavora bene) e di costume.
Si poteva pensare ad una scelta editoriale precisa, date le accuse mosse da alcuni, o insinuate da altri di utilizzare quello strumento a fini propagandistici. Invece, all'ingresso di
un nuovo periodo elettorale, su "Qualcosaincomune" si torna a parlare di ospedale.
Nell'articolo "incontro inconcludente sul tema ospedale" si racconta, grossomodo, ciò che abbiamo raccontato qui. Ma io trovo molto singolare che i due "giornalisti" Rita Rosano e
Rocco Salvatore siano riusciti ad omettere alcune cose che io invece ho sottolineato perché le ritengo di primaria importanza.
Nello scrivere questo articolo infatti non si fa alcun accenno ne alla disposizione di Maresca che ha causato la presa di posizione guardiese, ne ai motivi di quella disposizione. Chi
legge "Qualcosaincomune" non saprà mai che il Manager della Asl vuole accorpare i reparti a causa dei tetti di spesa per il personale blindati tra una Asl e l'altra. Non è stato
spiegato come, alla sorgente di questo ennesimo pastrocchio, vi sia un errore enorme nella redazione del piano di rientro del debito, che non permette lo spostamento di risorse
economiche da una Asl all'altra, causando enormi differenze nel rapporto tra spesa per il personale e prestazioni effettuate tra le varie aziende sanitarie locali del territorio
abruzzese.
In più, forse perché richiamati da più parti all'ordine e perché negarlo sarebbe impossibile, viene diffuso nuovamente il dato riguardo il debito lasciato dal centro-destra di
1.760.000.000 di euro, ma non viene fatto alcun accenno ad esempio a quelle che sono state le "scoperte" che iniziano a spiegare il perché di quel debito. Un esempio su tutti, quello
che ho riportato anch'io, ovvero il rapporto del 300% tra ricoveri e posti letto nella clinica Villa Pini che avveniva sotto il governo di centro-destra, l'aumento delle tariffazioni
per i rimborsi ai privati e via dicendo.
Infine la ciliegina sulla torta: annunciare di essere in possesso di dati nuovi riguardo l'ospedale ma di non volerli diffondere. Infatti, si parla dell'intervento di Micucci e del
suo annuncio della manifestazione prevista ad Ottobre nella quale verranno forniti dati nuovi, e non "le stesse cose di un anno e mezzo fa" come ha fatto Caramanico. Un paradosso se
pensiamo al fatto che quello è un giornale, che quei dati, se il fine è informare il cittadino, potrebbero essere diffusi attraverso di esso e che i due giornalisti, per ottenerli,
non dovrebbero che chiedere al loro "capo" di fornirglieli.
Ma evidentemente e non mi scuso se sembro fazioso in questa circostanza, l'informazione ai cittadini è un qualcosa di subordinato all'effetto shock del diffondere dati durante una
manifestazione. In una mail privata ho consigliato al Sindaco Micucci di uscire dalla redazione e pur mantenendo come supporto economico il comune, renderla indipendente, perché
evidentemente il suo ruolo politico va inevitabilmente a creare un conflitto d'interessi con il giornale. Un conflitto d'interessi che si evince chiaramente nella citata situazione in
cui lui è in possesso di dati che per motivi di opportunità politica, il giornale da lui diretto non divulga.
Quello di utilizzare l'informazione come mezzo di propaganda elettorale non tanto nel dare un certo tipo di notizia, quanto nel non darla o darla quando è politicamente più
vantaggioso è la prassi della attuale "vecchia politica". Un uomo che come Micucci sostiene di voler rompere con essa, criticando confidenzialmente la mancanza di rinnovamento nei
nomi che girano nei corridoi del centro-destra in previsione delle candidature di novembre, non dovrebbe cadere, seppur in buona fede, in una così evidente contraddizione.
































