Sentenza sui fatti della Caserma Bolzaneto - G8 del 2001
Tratto da l'Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria
Incassiamo come un pugno allo stomaco, con sconcerto e profondo schifo, la sentenza del tribunale di Genova riguardo le gravi violenze perpetrate ai danni di più di 200 vittime
all'interno della caserma Bolzaneto nel luglio del 2001.
Anche questa volta, come tante altre, viene perpetrato uno dei più pericolosi crimini di Stato, già ampiamente collaudato in riferimento ai più terrificanti "misteri" della nostra
storia: il tentativo di insabbiare la realtà dei fatti e di sottrarla alla coscienza pubblica chiudendo il caso con il sigillo di una sentenza confusionaria e maldestramente
abbozzata; con una sentenza-fantasma che condanna solo per facciata e di fatto non punisce, tra indulto e prescrizione; con una sentenza-specchietto per le allodole che, con la giusta
manipolazione mediatica, cancella le gravi responsabilità di uomini delle forze dell'ordine e di figure istituzionali che hanno tenuto un comportamento riconducibile ad un clima da
carceri cilene di Pinochet.
Una delle pagine storiche più vergognose archiviate, ancora una volta, con un buffetto sul muso di questi cani da guardia del potere.
Nel dibattito riguardante la giustizia, che riempie giornali e telegiornali di questi giorni, tra le tante chiacchiere inutili, volte solo a confondere le acque, manca l'unica e più
reale visione: la giustizia in Italia ha sempre sofferto il peso troppo ingombrante di burattinai pseudo-oscuri che hanno consolidato il proprio potere macchiandosi dei più gravi
reati e godendo della più solida immunità di fatto.
Il lodo Alfano scrive su carta quella che una prassi già consolidata.
La giustizia in questo paese quasi mai è stata compagna fedele della verità; lo confesserà forse sul letto di morte che gli sta preparando questo governo.
Perché non scrivere nelle prossime sentenze per casi di tortura istituzionale che sono le vittime a cercarsi le vessazioni, per puro piacere masochistico, e i torturatori in divisa
non fanno altro che lavorare per il prossimo?

































Angelo P
Una sentenza vergognosa anche a mio parere. Ma ricordiamoci che nonostante la ratifica di trattati e convenzioni l'Italia ancora oggi non ha nel proprio codice penale il reato di Tortura. Una soluzione che potrebbe mostrare la vera natura delle forze dell'ordine (che essa sia positiva o negativa è lo stesso) sarebbe una sollecitazione da parte di polizia, carabinieri e militari nei confronti governo per inserire finalmente un reato di tortura attraverso il quale poter finalmente punire simili atti. Se vi fosse stato questo reato, le pene applicando la legge sarebbero necessariamente state di più e più pesanti. Se le forze dell'ordine definiscono mele marce i macellai del Bolzaneto e della Diaz, si mobilitassero affinchè il governo approvi una legge per punire i macellai e ed offrire un valido deterrente a tali abusi. Ma i nostri militari, come da inchiesta shock delle Iene, utilizzano tecniche di tortura negli interrogatori. Le forze dell'ordine, per quanto non se ne parli adottano metodi poco ortodossi ed anche sull'operato della polizia penitenziaria c'è il sospetto. Da questo disinteresse a risolvere delle questioni che gettano fango e vergogna non solo sulle forze dell'ordine, ma sulla nazione intera, viene facile pensare che in primo luogo, almeno come concezione logica, queto genere di sistemi sono tutt'altro che mal visti dalla maggioranza dei corpi di polizia, dall'arma ecc.ecc., e poi che non è nell'interesse di chi gestisce il potere far si che questi abusi vengano a mancare.
Il G8 non è stato solo lo scenario di una mattanza, ma soprattutto è stato un segnale per tutte quelle persone che non sono così forti da scendere in piazza a difendersi se non in condizioni estreme. Il messaggio era: "Statevene a casa o questa è la fine che farete!". Un messaggio che il governo Berlusconi ha ancor di più legittimato e che il Trattato di Lisbona, per fortuna per ora bloccato dal no dell'Irlanda, rafforza prevedendo la pena di morte in caso di guerra, rivolte ed insurrezioni (senza specificare cosa si intenda per insurrezioni e rivolte).
Stiamo perdendo tanto. Il Bolzaneto è "solo" un'altra pagina di un tragico libro di storia che probabilmente verrà strappata e dimenticata. Ma nonostante sia vergognoso appartiene, per modus operandi, ancora ad un potere che si nasconde perché non legittimato a tali pratiche. Le odierne discussioni, sia in campo legislativo nazionale che comunitario stanno aprendo, nella dormita generale, una stagione ancor peggiore: quella in cui il potere continuerà a fare ciò che ha sempre fatto presentando come legittimo uso della forza ogni repressione antidemocratica che metterà in atto.