C’è un altro 11 settembre che bisognerebbe ricordare, l'11 di settembre del 1973un colpo di stato militare, con gli USA alle spalle dei militari,
rovesciava il legittimo governo cileno di Salvador Allende, il quale fu subito ammazzato e con lui affossato un popolo nel sangue di un America Latina martoriata. Ma
è chiaro che l’impatto mediatico dell’11 settembre 2001 è stato di gran lunga superiore a quello di quasi 30 anni prima. Anche perché non a tutti, specialmente
all’America per il motivo detto prima, conveniva parlarne più di tanto. Credo però che solo a fare la conta dei morti, alla lunga probabilmente la dittatura
che è sorta in Cile da quel colpo di Stato ne abbia fatto più dei 2974, per non parlare poi di quelle persone che sono state torturate e poi fatte
sparire senza che se ne sapesse più nulla, dei cani addestrati a violentare le donne. All’epoca avevo 14 anni, ed anche se già relativamente impegnato politicamente, per
quello che può un ragazzino di quell’età, ricordo bene e capii bene però cosa successe in quel Paese così lontano dal nostro. Un ricordo divenuto poi collettivo per una intera
generazione, perché anche in Italia arrivarono molti profughi e tra di loro i mitici Inti Illimani che con le loro musiche e canzoni portarono in giro i canti ed il dolore di un
popolo ferito a morte.
Durante la presidenza Nixon,i cosiddetti "consiglieri" statunitensi (che avrebbero imperversato in buona parte dell'America Latina per tutti gli
anni settanta e ottanta) tentarono di impedire l'elezione di Allende tramite il finanziamento dei partiti politici avversari. Nel settembre del 1970, in
Cile viene democraticamente eletto Presidente Salvator Allende Gossens. Pochi giorni dopo, il Segretario di Stato Kissinger e il Presidente Nixon cospirarono nella Stanza
Ovale per "correggere il destino dei cileni che avevano scioccamente eletto l'uomo sbagliato come Presidente”. Nei tre anni successivi, la CIA complottò violenze, sabotaggio
economico e guerra psicologica contro il governo di Allende perché non si metteva in riga con i voleri di Washington: non permettere ai comunisti di entrare nel
governo, non espropriare le proprietà degli Stati Uniti, neanche con indennizzazioni, seguire l'economia del libero mercato, evitare ogni relazione con la Cuba di
Castro e mai votare contro gli Stati Uniti in nessun consesso internazionale. L’11 settembre 1973 le forze armate cilene, con l'incoraggiamento e l'aiuto degli
Stati Uniti, lanciarono attacchi di terra e di aria contro il palazzo presidenziale di Salvador Allende, che morì quella mattina. Dopo il golpe si instaurò un regno
del terrore in cui 10.000 cileni subirono la tortura, centinaia di migliaia furono costretti all'esilio o fuggirono e le istituzioni democratiche del paese furono
sistematicamente distrutte. Il leader del golpe, il generale Augusto Pinochet, rimase
dittatore del Cile per diciassette anni.
3
Alex
2008-09-14 10:36:50
Questa che vi racconto è la storia vera di un ragazzo che ho conosciuto durante il servizio militare. Proveniva dal Cile, ed è fuggito qui in Italia insieme alla sorella. Un giorno
mi sono permesso di fargli qualche domanda viste le numerose cicatrici e tatuaggi con simboli da me indecifrabili, lui mi ha risposto che ne non conosceva il significato e così mi
ha raccontato che gli sono stati fatti durante la prigionia nel suo paese e le cicatrici (non di graffi o abrasioni ma tagli profondi senza punti di sutura)erano i segni delle
percosse subite. Poi ha raccontato di non sapere che fine avessero fatto i suoi genitori. Nei suoi occhi spietati si vedeva tutto l'odio per coloro che li ha ridotti in quelle
condizioni, le sue mani corte ma con dita grosse e muscolose, buono d'animo ma era difficile riuscirgli a strappare un soriso. Patrendo per il servizio militare è rimasto senza
lavoro e non poteva pagare più l'affitto della casa tant'è che decise di arruolarsi nell'esercito come volontario.
4
Danilo
2008-09-14 12:58:49
Quella raccontata da Alex è solo una delle tante tristissime storie. Quel suo amico ha avuto almeno la fortuna di poter raccontare tutto l'orrore cha ha vissuto. Altri meno
fortunati no, oddio non so se essere sopravvissuti a quell'orrore vuol dire essere fortunati, la cosa è molto soggettiva e bisognerebbe valutarla caso per caso. Ciò che successe in
Cile fa capire che l'America così osannata per il suo senso di libertà (?) forse non è proprio così perfetta e libertina, si è autodefinita Polizia del Mondo, ma fateci caso
interviene solo dove può guadagnarci. Senza pensare cosa ha combinato verso Cuba. I numerosi embarghi al quale questo governo è stato sottoposto. Fidel avrà anche i suoi difetti ed
avrà governato in modo dittatoriale, ma certamente non è stato aiutato a far meglio. Altro esempio, perché non intervenne quando c'è stata la guerra civile nella ex-Jugoslavia? Non
lo fece perché ormai l'URSS non esisteva più, quindi non aveva nessun motivo di "difendere e liberare" la popolazione slava piazzando poi dei missili a testata nucleare verso est.
Oppure se era una terra ricca di giacimenti petroliferi, figurarsi se si sarebbero fatti sfuggire un'occasione del genere. Agiscono come in pratica agisce la loro sanità, se hai
l'assicurazione o puoi permetterti di pagare l'intervento medico ok, altrimenti puoi benissimo morire in mezzo alla strada tra l'indiffrenza dei passanti.
Danilo
C’è un altro 11 settembre che bisognerebbe ricordare, l'11 di settembre del 1973 un colpo di stato militare, con gli USA alle spalle dei militari, rovesciava il legittimo governo cileno di Salvador Allende, il quale fu subito ammazzato e con lui affossato un popolo nel sangue di un America Latina martoriata. Ma è chiaro che l’impatto mediatico dell’11 settembre 2001 è stato di gran lunga superiore a quello di quasi 30 anni prima. Anche perché non a tutti, specialmente all’America per il motivo detto prima, conveniva parlarne più di tanto. Credo però che solo a fare la conta dei morti, alla lunga probabilmente la dittatura che è sorta in Cile da quel colpo di Stato ne abbia fatto più dei 2974, per non parlare poi di quelle persone che sono state torturate e poi fatte sparire senza che se ne sapesse più nulla, dei cani addestrati a violentare le donne. All’epoca avevo 14 anni, ed anche se già relativamente impegnato politicamente, per quello che può un ragazzino di quell’età, ricordo bene e capii bene però cosa successe in quel Paese così lontano dal nostro. Un ricordo divenuto poi collettivo per una intera generazione, perché anche in Italia arrivarono molti profughi e tra di loro i mitici Inti Illimani che con le loro musiche e canzoni portarono in giro i canti ed il dolore di un popolo ferito a morte.
Danilo
Preso interamente dal blog "Francamente".
Durante la presidenza Nixon, i cosiddetti "consiglieri" statunitensi (che avrebbero imperversato in buona parte dell'America Latina per tutti gli anni settanta e ottanta) tentarono di impedire l'elezione di Allende tramite il finanziamento dei partiti politici avversari. Nel settembre del 1970, in Cile viene democraticamente eletto Presidente Salvator Allende Gossens. Pochi giorni dopo, il Segretario di Stato Kissinger e il Presidente Nixon cospirarono nella Stanza Ovale per "correggere il destino dei cileni che avevano scioccamente eletto l'uomo sbagliato come Presidente”. Nei tre anni successivi, la CIA complottò violenze, sabotaggio economico e guerra psicologica contro il governo di Allende perché non si metteva in riga con i voleri di Washington: non permettere ai comunisti di entrare nel governo, non espropriare le proprietà degli Stati Uniti, neanche con indennizzazioni, seguire l'economia del libero mercato, evitare ogni relazione con la Cuba di Castro e mai votare contro gli Stati Uniti in nessun consesso internazionale. L’11 settembre 1973 le forze armate cilene, con l'incoraggiamento e l'aiuto degli Stati Uniti, lanciarono attacchi di terra e di aria contro il palazzo presidenziale di Salvador Allende, che morì quella mattina. Dopo il golpe si instaurò un regno del terrore in cui 10.000 cileni subirono la tortura, centinaia di migliaia furono costretti all'esilio o fuggirono e le istituzioni democratiche del paese furono sistematicamente distrutte. Il leader del golpe, il generale Augusto Pinochet, rimase dittatore del Cile per diciassette anni.
Alex
Questa che vi racconto è la storia vera di un ragazzo che ho conosciuto durante il servizio militare. Proveniva dal Cile, ed è fuggito qui in Italia insieme alla sorella. Un giorno mi sono permesso di fargli qualche domanda viste le numerose cicatrici e tatuaggi con simboli da me indecifrabili, lui mi ha risposto che ne non conosceva il significato e così mi ha raccontato che gli sono stati fatti durante la prigionia nel suo paese e le cicatrici (non di graffi o abrasioni ma tagli profondi senza punti di sutura)erano i segni delle percosse subite. Poi ha raccontato di non sapere che fine avessero fatto i suoi genitori. Nei suoi occhi spietati si vedeva tutto l'odio per coloro che li ha ridotti in quelle condizioni, le sue mani corte ma con dita grosse e muscolose, buono d'animo ma era difficile riuscirgli a strappare un soriso. Patrendo per il servizio militare è rimasto senza lavoro e non poteva pagare più l'affitto della casa tant'è che decise di arruolarsi nell'esercito come volontario.
Danilo
Quella raccontata da Alex è solo una delle tante tristissime storie. Quel suo amico ha avuto almeno la fortuna di poter raccontare tutto l'orrore cha ha vissuto. Altri meno fortunati no, oddio non so se essere sopravvissuti a quell'orrore vuol dire essere fortunati, la cosa è molto soggettiva e bisognerebbe valutarla caso per caso. Ciò che successe in Cile fa capire che l'America così osannata per il suo senso di libertà (?) forse non è proprio così perfetta e libertina, si è autodefinita Polizia del Mondo, ma fateci caso interviene solo dove può guadagnarci. Senza pensare cosa ha combinato verso Cuba. I numerosi embarghi al quale questo governo è stato sottoposto. Fidel avrà anche i suoi difetti ed avrà governato in modo dittatoriale, ma certamente non è stato aiutato a far meglio. Altro esempio, perché non intervenne quando c'è stata la guerra civile nella ex-Jugoslavia? Non lo fece perché ormai l'URSS non esisteva più, quindi non aveva nessun motivo di "difendere e liberare" la popolazione slava piazzando poi dei missili a testata nucleare verso est. Oppure se era una terra ricca di giacimenti petroliferi, figurarsi se si sarebbero fatti sfuggire un'occasione del genere. Agiscono come in pratica agisce la loro sanità, se hai l'assicurazione o puoi permetterti di pagare l'intervento medico ok, altrimenti puoi benissimo morire in mezzo alla strada tra l'indiffrenza dei passanti.