Via i piccoli ospedali e basta con i ricoveri facili.
Il commissario del governo Berlusconi illustra la linea che Chiodi dovrà adottare.
Manager che stanno lavorando (sembra di capire bene) sulla base dei parametri del piano di rientro ed urgenza di nuovi tagli al personale, alle
specializzazioni (troppe e troppo diffuse) con la chiusura dei piccoli ospedali che sarebbero addirittura "dannosi" per il cittadino.
Queste sono diagnosi e cure esposte dal Commissario di Governo, (ovvero nominato dal PDL e da Berlusconi) Gino Redigolo, sulla sanità Abruzzese. Questi i temi
che proporrà al neo Presidente Chiodi il quale, seppur con molta prudenza, aveva già lasciato intendere questa linea in campagna elettorale.
Insomma: dove sia la differenza della diagnosi e degli interventi tra l'ex Giunta e ed il commissario governativo nominato dalla stessa maggioranza politica che presto inizierà a
lavorare in Abruzzo, non si nota. Le critiche violente su cui hanno basato le campagne elettorali gli esponenti locali del PDL sembrano non aver fondamento per il
commissario che addirittura denuncia rallentamenti al piano di rientro e fa comprendere che i Manager, Maresca compreso, starebbero lavorando
bene.
I rallentamenti è facile individuarli nelle opportunità politiche da campagna elettorale. Ad esempio a Guardiagrele, già quest'estate sarebbero saltati
Geriatria e Day Surgery a causa dei parametri di spesa sul personale (tra quelli indicati dal Commissario come "in ritardo). Non è accaduto perché la caduta della giunta Del
Turco ha di fatto aperto una campagna elettorale permanente di 6 mesi (12 in provincia di Chieti) in cui i vari "ricandidabili", con ogni probabilità, hanno chiesto ai Manager
di evitare determinate azioni che avrebbero compromesso l'esito del voto.
Non a caso, a noi, l'ennesimo salvataggio in zona cesarini ci è stato spiegato con motivazioni che oserei definire volatili e prive di concretezza. Caramanico avrebbe spiegato a
Maresca che il taglio dei reparti non avrebbe dato vantaggi consistenti e Maresca si sarebbe ravveduto, avrebbe detto "Franco hai ragione!" ed avrebbe sospeso
l'iniziativa. Appare deboluccia come ricostruzione, non pensate anche voi?
La realtà, che si evince da un'opposizione ai piani sulla sanità che abbiamo visto da parte del PDL per due anni tanto eclatante in piazza quanto simbolica nel
palazzo è che di fatto, posto in essere il piano di rientro, alternative ai tagli non ce ne sono. La regione spende troppo, ha troppi debiti e deve tagliare
la spesa.
A questo punto, torno a farmi la domanda di sempre. Dato che i tagli erano imprescindibili per entrambi gli schieramenti, perché Chiodi e Costantini, prima delle elezioni non hanno
firmato un documento congiunto da presentare al governo con il quale quest'ultimo si impegnava a rivedere, allungandoli, i termini del rientro
stesso?
Questo me lo chiedo perché anche il commissario parla di tagli, anzi, parla della necessità di recuperare i rallentamenti che ci sono stati soprattutto nel settore
delle spese per il personale, cosa che per l'attuale stato dell'ospedale di Guardiagrele significherebbe morte certa o definiva riconversione in
Ospizio clinicizzato. Ma al di la dell'Ospedale in sè il problema più grave è che questa velocità di tagli rende inefficace qualunque politica di "compensazione",
lasciando i cittadini delle zone interne al totale abbandono e privi di un servizio sanitario anche solo essenziale.
Di fatto si parla anche qui di riduzione dei ricoveri con l'introduzione di servizi domiciliari ed ambulatoriali (come da piano sanitario regionale),
ma la frequenza e soprattutto la tempistica e l'importanza dei tagli rende impossibile predisporre efficacemente questa rete.
Per capirci meglio: per tagliare un reparto ci vuole un giorno; per predisporre una rete di ambulatori ed assistenza domiciliare che quantomeno tamponi il disagio
arrecato da questo taglio, ci vogliono mesi se si lavora con efficenza.
Quello di cui sono convinto è che a breve, direi non prima di provinciali ed europee, si inizierà a predisporre i tagli lasciando il tutto in stand by. Al massimo si limiteranno a
quelli che già erano previsti nei piani dei manager (così da avere anche un capro espiatorio per la campagna elettorale in provincia di Chieti). Da febbraio marzo si
rallenterà nuovamente per servire il conto ad inizio estate. La chiusura per le ferie estive, dopo le provinciali e le europee, sarà l'occasione per recuperare il
terreno perduto in un anno di campagna elettorale permanente. Il sistema tanto lo conosciamo: i reparti vanno in ferie...e ci rimangono per sempre.

































gianluca
Che strano qualcuno l'ha scambiata per indigestione da castagne e vino novello.
lo ammetto a quest'ultimo preferisco il classico montepulciano abruzzese. Poi siamo finiti in un nuovo anno e sui giornali dioggi c'erano due notizie per l'Abruzzo:
1. la proclamazione del Presidente e del listino (ossia di quei consiglieri che vengono eletti senza prendere nessun voto);
2. le dichiarazioni del commissario alla sanità di Redigolo il quale afferma sostenzialmente quanto riportato nel mio commento di qulache giorno addietro.
Evidentemente qualcuno farebbe meglio a rispondere nel merito! Tra il baraccone e la tribuna c'è qualche piccola differenza
Angelo P.
Io veramente metterei in evidenza anche un terzo punto relativo ad un filone d'inchiesta indipendente da sanitopoli svolto dalle fiamme gialle che riguarda gli sperperi di Conga quando dirigeva la Asl e riportato da Il Centro di oggi...15 milioni di danno...robetta!
giandonato settembrino
L'ospedale di Guardiagrele non chiuderà ma non sarà più un ospedale nel senso proprio del termine! Purtroppo nessuno di noi e tantomeno Caramanico o Palmerio avrebbero voluto vivere e gestire una situazione oggettivamente difficile, coinvolti come cittadini e come attori politici nel decideresul ridimensionamento del nosocomio guardiese; personalmente rimprovero loro soltanto la scarsa trasparenza,il poco coraggio e anche una sorta di masochismo politico quando hanno gridato ai quattro venti il loro disappunto per la prospettiva dell'ospedale, minacciando dimissioni e ritorsioni, accettando e sostenendo in seguito un ridimensionamento inevitabile!
Credo che alle persone o alla collettività vada sempre illustrato il progetto e la motivazione di certe scelte avendo il coraggio, se si ritengono ineluttabili, di sostenerle dal principio; spiegare la necessità di una sanità diversa che non crei cittadini di serie A e B: questo è il vero problema di Guardiagrele!
L'assistenza sanitaria odierna obbliga all'eccellenza delle prestazioni. La sfida per i politici locali è proprio questa:spiegare ai cittadini che le prestazioni sanitarie non possono essere le stesse in tutti gli ospedali, e pertanto il diritto ad un' assistenza adeguata deve essere per tutti ;
Guardiagrele, cosi' come altri piccoli ospedali non possono assicurarla! Nonostante la ottima volontà o la professionalità degli operatori !
So che non è facile da digerire nè forse da comprendere fino in fondo, ma questa è la realtà delle cose e sta al politico farsi carico della responsabilità di dirlo chiaramente ed onestamente alla propria collettività.
Sono però daccordo con te nel pretendere che alla chiusura dei reparti corrisponda l' attivazione immediata di strutture di assistenza territoriale ( vedi UTAP ed Ospedale di comunità) che devono rispondere ad una domanda di sanità che nel nostro territorio attualmente non trova risposte adeguate a fronte di ulteriori incrementi della stessa.
Ciao
Angelo P.
Abbiamo lo stesso punto di vista sulla questione. La differenza è che io la mancata trasparenza, la mancanza di sincerità e di coraggio nei politici non le tollero. Non sopporto chi racconta fiabe invece di spiegare, come dovrebbe, la realtà per motivi legati al consenso. I politici, in questo settore non potevano e non possono fare altro che dire le cose come stanno. Invece si truffa il cittadino, lo si tratta come un idiota, lo si porta dinanzi ad una sanità col cancro terminale e gli si racconta che è solo un raffreddore e che bisogna star tranquilli perché i valori di zuccheri o di ferro nel sangue sono buoni. Questo è ciò che critico pesantemente e senza mezzi termini a Caramanico e Palmerio. Il primo non ha avuto il coraggio di dire la verità ed ora magari è felice, dato l'articolo apparso sul centro in cui prende l'armatura da paladino dismessa da tre anni (alternaza secondo Abruzzo è questo) e garantisce di vigilare. Il secondo sembra esser li solo a scaldar la poltrona di qualcun'altro. Il principio è lo stesso, ma cambiano i modi. Tu sei molto più diplomatico. Io preferisco provare, per quanto sia difficile in questo paese, far capire a tutti quanto il Re (politicamente parlando) sia nudo.
Poi ti dirò: per motivi strategico-organizzativi e di risorse tagliate dal piano di rientro in maniera troppo rapida, sono del parere che quei servizi che tutti auspicano, non ci saranno, non a breve. Ma su questo punto, sulla necessità di agire sul piano di rientro, pare che non ci senta nessuno.
settembrino
Io non sono affatto diplomatico, altrimenti non avrei fatto le osservazioni polemiche sulla gestione della questione ospedale da parte dei politici Guardiesi, ma soltanto realista, sincero e pragmatico. Ritengo che i tempi della politica faziosa, strumentalee propagandistica siano finiti. I problemi sono talmente tanti e gravi che non possono essere nè affrontati e tantomeno risolti senza la condivisione e la presa di coscienza degli stessi da parte dei cittadini che devono responsabilmente poter valutare e quindi successivamente decidere se le soluzioni prospettate dalla politica sono utili o meno a risolverli, dando o negando il consenso elettorale. Così dovrebbe funzionare una democrazia compiuta ma purtroppo in Italia, nel nostro Abruzzo in particolare, siamo ancorati ad una idea o eccessivamente clientelare o troppo ideologica nella valutazione dei problemi; secondo me un difetto che impedisce di cogliere il merito delle questioni e quindi la proposta di soluzioni realmente utili ed efficaci. I sindaci del centro destra che hanno manifestato in favore dell'ospedale di Guardiagrele rappresentano l'esempio più esplicito di tale atteggiamento. Che cosa racconteranno adesso ai loro elettori ?
Personalmente li ho pregati di desistere da questa posizione faziosa e strumentale! Ma questa mentalità è comune in politica prescindendo dagli schieramenti ! E poi non ritengo etico speculare su argomenti come quello della sanità che implica responsabilità gravose inerenti il diritto alla salute.
Comunque non essere così intransigente verso i tuoi politici ! Riflettere sulle loro ragioni con moderazione , buonsenso e senza il pregiudizio ideologico potrebbe farti apparire il loro comportamneto sotto un'altra luce e magari comprenderlo meglio, anche se non giustificarlo!
Non commettere anche tu lo stesso errore ! Non abbiamo bisogno, come dicevo prima, di verità assolute( che non esistono) ma di riflessioni accurate e ponderate! Di analisi profonde ed oneste ! Non possiamo permetterci altri gravi errori !
ciao settembrino
Angelo P.
Lungi da me pensar di avere verità assolute. Ma certo è che non accetto per verità storie incomplete o fasulle come quelle sino ad ora raccontate sia da una parte che dall'altra.
Poi mi chiedo: quanti incontri sono stati organizzati da soggetti terzi, che non fossero i rappresentanti della ex giunta regionale o i paladini senza memoria del PDL locale negli ultimi due anni?
I giornali, a parte riportare fedelmente e sotto dettatura parole, idee ed opinioni dei propri referenti politici, hanno mai realmente informato prima della bufera di Sanitopoli?
Informazione e partecipazione. Due parole che si riassumono in una: cultura. A noi abruzzesi in particolare, la cultura della partecipazione come forma anche di garanzia a tutelare i nostri stessi diritti, ci è estranea. Temiamo di conoscere, parlare, criticare, sbilanciarci. Tutti hanno paura di irritare il potente sbagliato e quelli che in genere sembrano farlo, lo fanno solo perché alle spalle ne hanno un'altro che li protegge al prezzo di non essere irritato a sua volta.
Clientele, complicità, omertà. Non servono cosche organizzate ad incutere terrore e paura: qui la mafia esiste già nel nostro modo di vivere la cosa pubblica.
Bisogna rendersi conto che questo sistema o lo si muta, oppure la nostra zona, questa regione, l'Italia intera hanno il destino segnato.
Io penso questo e forse è proprio questo mio pensare che mi fa commettere il peccato d'intransigenza che riconosco, ma che non reputandolo affatto peccato di questi tempi, mi appendo al petto. Poi penso che in quest'era senza valori, qualche ideale non guasta perché è forse proprio la fretta di seppellirli ciò che sta velocizzando, negli ultimi anni, il processo di abbandono del cammino democratico e di ritorno, ormai a mio avviso in gran parte già consumato, ad un regime dittatoriale vero e proprio. Che poi io, la democrazia la definisco ancora un'idea ed evito di usare il termine ideale perché l'ideale è un'utopia e la democrazia, con un minimo di impegno e coscienza, può essere invece cosa concreta.