Fara S.Martino: Il torneo non s'ha da fare! | Musica e impegno sociale

Fara S.Martino: Il torneo non s'ha da fare!

Commento denuncia di Giuseppe Di Maio, associazione culturale Agorà

by Angelo Primavera

Sul precedente Post "Diritto d'opinione", ho ricevuto un commento di Giuseppe Di Maio, tesoriere dell'associazione culturale Agorà. L'associazione mi aveva messo a parte del fatto che voleva riorganizzare un torneo di calcetto che non si svolge più a Fara S.Martino da diverso tempo. Leggiamo dalle parole di Di Maio come è andata, naturalmente rinnovando l'invito ad una replica da parte dell'amministrazione, anche su questo punto ed ai cittadini di Fara che ci seguono per ampliare la discussione.

"Ciao Angelo, come procede la vita? Il Sindaco di Fara San Martino ha messo in atto le sue minacce? Con noi ( Associazione cultura Agorà ) è già riuscito a concretizzare le minacce fatte. Come ti dissi l’ultima volta che ci siamo sentiti abbiamo intenzione di organizzare un calcetto tra tutti i comuni limitrofi al nostro Paese. Come da prassi burocratica abbiamo fatto richiesta al comune per autorizzarci a svolgere questa manifestazione sportiva nel campo di calcetto comunale inserendo le partite in un periodo tra il 15 luglio e il 15 agosto, naturalmente senza andarci a sovrapporre ad altre manifestazioni in programma. Il Sindaco ci ha già preventivamente non concesso la disponibilità del campo a causa di lavori che devono essere fatti per la costruzione di un asilo nido adiacente alla struttura sportiva, lavori che non hanno ancora una data precisa e che devono ancora essere programmati con la ditta appaltatrice. Ma cosa ancora più grave, questi lavori potrebbero essere tranquillamente svolti senza andare ad occupare il campo da calcetto, che proprio durante il periodo estivo e sempre interessato da partite a livello amatoriale tra tutti i ragazzi del paese che tornano per l’estate, in quanto per la maggior parte dell’anno sono fuori per lavoro e studio. Detto questo, non pensi anche tu che sia il periodo meno indicato per rendere non praticabile una struttura sportiva? Oltre a questo avviso, il Sindaco ci ha inviato un’altra lettera in cui ci definisce maleducati per non averlo fatto intervenire nel convegno “sull’ambiente e sviluppo compatibile”, come se dovesse essere un nostro preciso dovere chiedere il suo intervento al convegno, e sempre in questa lettera ha specificato che un atteggiamento di questo tipo non potrà passare inosservato e quindi in parole povere ci renderà la vita difficile se non impossibile. Ci sarebbe da ricordargli che lo statuto comunale prevede la promozione di tutte le attività culturali, sportive e ricreative, non il loro impedimento. Ormai da qualche anno nel nostro Paese non abbiamo più una società sportiva di calcio, non viene più svolto il torneo di calcetto estivo ( che definirei tra i più belli e entusiasmanti rapportandoli con altri fatti nei comuni vicini al nostro ), non viene più svolta la rassegna musicale alle sorgenti del fiume verde durante la notte di San Lorenzo, etc…. MI SEMBRA CHE NEL NOSTRO PAESE LE INIZIATIVE E LE ATTIVITA’ PER I RESIDENTI SIANO STATE RIDOTTE AI MINIMI TERMINI E CHE AL POSTO DI QUESTE SI STIA CERCANDO DI CREARE UN PAESE A MISURA DI TURISTA…………SARA’ QUESTA UNA POLITICA DISINTERESSATA? Con Stima Giuseppe."

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Angelo P.

2008-05-11 20:46:59

Qualora si trovasse una soluzione che consentisse lo svolgimento del torneo, mi adopererò alla formazione di una squadra composta attori sociali guardiesi con cui partecipare all'iniziativa, ammesso che non vi sia un limite di distanza per l'iscrizione allo stesso. ;)

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Giuseppe Di Maio

2008-05-11 21:03:50

Non ci sono limiti nel promuovere attività atte allo sviluppo sociale del nostro territorio.

3

Angelo P.

2008-05-12 00:03:11

Ad ogni modo, tornando alla lettera del Sindaco, nonostante che io reputi di estrema gravità una frase come "non passerà inosservata!" che sa di ritorsione, sarebbe il caso di fare una riflessione. In genere, (da noi accade così) quando si organizzano convegni, confronti, forum ed iniziative varie, il Sindaco, o esponenti della amministrazione comunale vengono sempre invitati non solo a partecipare ma anche ad intervenire. Non ci sono regole scritte su questo, diciamo che, secondo la mia interpretazione, è più una questione di tradizione democratica, nonchè il simbolico spazio dedicato a chi, nella sua funzione ufficiale, rappresenta (o dovrebbe rappresentare) l'opinione della comunità che lo ha eletto. In questo, come ho accennato anche nell'altro post, abbiamo da fare un giusto esame di coscienza. Non è dovuto, ma è giusto, soprattutto se il primo cittadino rappresenta una visione assolutamente opposta alla nostra come in questo caso, offrirgli la possibilità di intervenire. Così come ho detto nell'altro commento, se ci si organizza in gruppi (più o meno grandi) che rappresentano un unico pensiero ed un'unica filosofia politico-economico-sociale (in questo caso anche ambientale) non si fa comunità, ne politica di tutela delle differenze, ma si diventa una sorta di setta. Questo vale tanto quando un'amministrazione scredita o ostacola il lavoro di una associazione che si fa portatrice di un messaggio differente dal suo, che nel caso di un'associazione che non da spazio ad un'amministrazione "ideologicamente opposta" di esprimersi. Il convegno, come sono certo, era un momento pensato per arricchire, attraverso una visione differente, l'intera comunità, offrirle un'ottica in più ed una alternativa da prendere in considerazione per orientare le sue scelte nell'esercizio del diritto democratico. Ma questo non programmare un intervento di chi rappresenta un pensiero magari in parte o totalmente contrario al nostro, facilmente rischia di diventare un momento di disgregazione ed oltretutto diviene un bumerang che ci si riperquote contro, non tanto per il concretizzarsi di talune minacce, ma per il messaggio che ne scaturisce esattamente opposto alla nostra idea di comunità (la mia che da quel che ho capito è condivisa dall'Agorà). E' stato a mio avviso dunque un errore non programmare un intervento del Sindaco nella manifestazione. Un errore che comprendo figlio di frustrazione morale da cui possa esser scaturito se è stato fatto volontario, piuttosto che nella probabilità che non si sia tenuto conto di questi aspetti fondamentali. Per questo mi auguro, al di la di qualsiasi scontro e/o polemica che c'è stata c'è e/o ci sarà, che sia richiesto l'intervento al Sindaco sempre. Non dobbiamo creare un blocco contrapposto, ma l'identità di una componente differente integrata nella società che desidera solo avere i suoi spazi, le possibilità e le opportunità concesse a tutti. Combattiamo per unire; a chi ci discrimina offriamo accoglienza, dimostriamo nei fatti oltre che nelle intenzioni i nostri ideali e viviamo il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo. Queste mie parole, che spero nessuno si azzardi a strumentalizzare non servono a dividere i buoni dai cattivi, così come non è mai stata mia intenzione fare nei precedenti post dedicati alle tematiche social-politiche di Fara. Quando c'è da impuntare i piedi dobbiamo farlo con forza e quando c'è da denunciare, da obiettare, da dissentire, dobbiamo gridare finchè chi rifiuta di ascoltare non ceda e si decida a concederci giusta attenzione. Ma in tutto questo non dobbiamo mai, a Fara, come a Guardiagrele, come in qualsiasi luogo, assecondare una politica di contrapposizione. Noi vogliamo e dobbiamo ribadirlo con i fatti ogni giorno, la condivisione, l'inclusione e dobbiamo assolutamente essere i primi a promuoverla invitando a partecipare (in ruolo anche attivo) chi tale politica la osteggia. Questo è il mio pensiero, che nulla toglie alle problematiche precedentemente espresse ed alla denuncia di questo post che mi trova pienamente concorde. Ma ciò che fa marcire e distrugge la nostra società sono le divisioni. Ne esistono già tante di cui noi non siamo responsabili: facciamo in modo non solo di non crearne di nuove, ma dove è possibile di risanare fratture preesistenti.

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Luigi62

2008-07-08 11:48:17

Sarebbe il caso di aggiornare questo blog sul "campetto non concesso", infatti caro Sig. Angelo, a seguito di un incontro fatto oltre un mese fa, tra l'amministrazione comunale e le tante associazioni locali che generalmente usufruiscono di tale struttura è stato stabilito e concesso l'utilizzo del campo per qualsivoglia manifestazione, compresa ovviamente, quelle per lo svolgimento di un torneo di calcetto.
Ma ad oggi, 08/07/2008, qui a Fara San Martino non ho ancora visto alcuna lacondina che publicizzi tale evento.
Inoltre sempre per rimanere in tema di sociale e democrazia, si sta cercando con caparbia volontà da parte dell'aministrazione comunale ,di rifondare una società sportiva che possa riportare sui campi di calcio i mitici colori bianco/verdi, eppure nessun "appassionato organizzatore" di tornei estivi di calcio o calcietto si è fatto vivo.
Potresti gentilmente fare opera di sensibilizzazione verso queste persone perche partecipino attivamente a questo progetto visto il loro snaturato interesse per il nostro Comune.
Grazie.

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Giuseppe Di Maio

2008-07-25 08:58:49

Dopo aver capito di aver fatto una baggiannata nel negare la possibilità di svolgere il torneo di calcetto siete tornati sui vostri passi. E per questo pretenti che ti facciamo un manifesto di ringraziamento? Rientra nei compiti del comune promuovere attività di questo tipo, al riguardo ti consiglio di ridare una letta allo statuto comunale. Lo avete fatto solo per non compromettere ancora di più la vostra immagine di gruppo politico. Per quanto riguarda il vostro impegno nel rimettere in piedi la società sportiva, vi posso dire, almeno per il mio caso, che non sono venuto per il semplice motivo che dopo la breve esperienza avuta con l'amministrazione comunale, non voglio averne altre, anche perchè se avessi voluto eseguire degli ordini mi sarei arruolato nell'esercito. Probabilmente anche altre persone l'hanno pensata come me.
PS: non avanzava un piccolo pezzettino di erbetta sintetica da mettere anche nel capetto dacalcetto?...............a buon intenditor poche parole!

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