La questione Tibetana
quando libertà e diritti umani non convengono
Questo post parte sulla segnalazione di Lucia che mi ha inviato una mail invitandomi a trattare l'argomento ed a diffondere informazioni riguardo la questione tibetana ed i recenti fatti di cui abbiamo avuto notizia, se così si può dire.
Innanzitutto prego chiunque passi di qui di leggere prima questo ottimo articolo. Naturalmente la prima cosa da fare è diffondere le notizie in maniera massiccia e rendere coscienti le persone.
Per quanto mi riguarda la questione Tibetana è una delle silenziose vergogne su cui i governi occidentali preferiscono far silenzio. A parte un isolato interessamento di Sarcozy, al quale vengono date per settimane le prime pagine per il messaggino alla Ex moglie ed un trafiletto in questo caso, il mondo occidentale fa di tutto per non parlarne. In questa "politica" vedo due fattori predominanti: l'interesse e la paura. Ma se il timore di sfidare la Cina sul piano politico è comprensibile, fa rabbrividire più di ogni altra cosa l'atteggiamento "diplomatico" che tutti i grandi paesi occidentali hanno assunto per interessi economici.
L'interesse economico.
La Cina infatti non è solo il paese delle libertà negate, della pulizia etinica, dei diritti umani calpestati. La Cina è anche il paradiso delle multinazionali che vanno li a produrre sfruttando la manodopera a basso costo e l'inesistenza di diritti dei lavoratori. La Cina è soprattutto l'unica possibile valvola di sfogo per un mercato occidentale (più che per il mercato intero, piegato dalla concorrenza cinese, per i suoi colossi) ormai saturo che sta collassando su se stesso, mostrando il fallimento del sistema capitalista moderno, la cui evidenza viene negata con ogni artifizio possibile.
Il mancato boicottaggio delle olimpiadi di Pechino (la cui sola nomina a città ospitante è vergognosa) da parte di atleti strapagati da sponsor che hanno interessi cospiqui in quel paese, è l'emblema di come anche nello sport gli ideali siano subordinati al business. Gli stessi media sono riottosi a trattare l'argomento, dato che i diritti per la trasmissione dei giochi sono costati un patrimonio e perdere il cospiquo introito di denaro pubblicitario ad essi connesso, è una cosa impensabile. Anche qui il conflitto di interessi proprio di questo sistema basato sul mercato è evidente. In un sistema in cui non è l'uomo, ma il capitale che esso muove, il fulcro del potere, è inevitabile che i diritti umani siano subordinati agli interessi economici.
La paura.
In tutto questo calderone mi chiedo dove sia la baldanza degli Stati Uniti e dell'Europa, pronti a portar guerre per libertà democrazia e diritti umani ovunque vi sia petrolio o un avversario non in grado di reggere il confronto bellico. Le nazioni unite cosa fanno dinanzi alla pulizia etinica in Tibet? Di certo non è la guerra la soluzione, ma un pacifico e globale boicottaggio dei prodotti cinesi ed il divieto per aziende occidentali di produrre e vendere in quello Stato.
Lo scudo spaziale di cui tanto si discute e che Putin osteggia (in quanto alla Russia non è data copertura) è il segnale di un timore altissimo proprio nei confronti della
Cina. A mio avviso non è L'Iran il nemico che tutti i potenti temono. L'occidente sta provando a corrompere Pechino, con le banche, offrendo facile accesso nei propri mercati a
prodotti che non sono minimamente controllati con il duplice scopo di intrappolare nei suoi meccanismi la Cina e di garantire, ai prodotti occidentali d'elite, un mercato di
milioni di ricchi.
Se però la corruzione non avrà successo, lo scontro tra il decadente impero d'occidente ed il nascente impero d'oriente è decisamente probabile.
Un giorno il Tibet potremmo essere noi e se restiamo immobili come popolo e come istituzioni dinanzi a ciò che accade in quella regione ormai da più di mezzo secolo, meriteremo quella sorte. Io in quanto Italiano mi vergogno, non tanto dei politici, i quali magari devono anche attenersi ad una certa prudenza, quanto degli atleti, degli uomini di spettacolo, degli imprenditori e di tutti coloro che, per interessi loro, nel partecipare ad un olimpiade o nell'investire su quel mercato, legittimano ed alimentano l'operato di Pechino.

































Danilo
Innanzitutto, bentornato Angelo, avevo avvisato Simone Dal Pozzo che stavi per tornare e che avresti riempito le pagne sia di questo sito che quello di Guardiagrele sociale. Su quest'ultimo volevo segnalarti il mio commento al post del 19 marzo scorso "la gazzella contro la tigre" che in pratica si aggangia a questo articolo. Lo stesso commento lo avevo anche postato su questo sito il 24/03. Mi piacerebbe poi sapere il tuo parere anche su un altro argomento e cioè quello postato su Guardiagrele sociale il 29 marzo su "aborto e usura" anche se ho già letto quello sulla 194 di qualche tempo fa. Per concludere la "Lucia" in questione trattasi della "mia Lucia" ? La sorella di Simone per capirci? Perché tempo fa le consigliai il sito "Promiseland". Stamattina ho inviato un articolo a Simone Dal Pozzo concludendo con un tuo invito. Appena sarà pubblicato mi farai sapere. Ancora bentornato e ...buonanotte.
Angelo P
Penso di si, a meno che non si tratti di un caso di omonimia. trattasi di Lucia Zulli. Sono contento che ci legga e partecipi, anzi, se ne ha voglia e tempo, può usufruire del sito per scrivere anche in prima persona. Non mi va che questo posto diventi un circolo per soli maschietti. ;)
Per quanto riguarda guardiagrelesociale, piano piano recupererò gli arretrati, son mancato parecchio e di certo in un solo giorno sarebbe impossibile leggere e fare riflessioni vere su tutto. Ma recupererò...
Danilo
Esistono altre Lucia Zulli, una volta feci una ricerca sul sito ma non in zona, per cui sicuramente si tratta della "mia" Lucia. Anche perché mi ha detto molte volte che voleva partecipare. Qualche volta, non distogliendola troppo dallo studio però... la dobbiamo invitare a fare un resoconto della sua esperienza all'interno di un collettivo femminista della quale fa parte a Bologna. Alcune foto delle varie manifestazioni le ha inserite nel suo spazio di Messenger. Aprendo magari un dialogo con chi la pensa diversamente da lei.
Lucia
Mi fa piacere che si parli di me... ;-) Comunque, per rispondere a mio padre, sì, sono stata io a "pregare" Angelo di parlare del Tibet e della drammatica situzione che sta vivendo: mi sembrava e mi sembra tuttora giusto farlo, contro l'indifferenza e l'oppressione.
Per quanto riguarda il collettivo di cui faccio parte, e della questione femminile/femminista in generale, magari potrei effettivamente scrivere qualcosa. Devo pensarci su: non è un argomento facile, nè tantomeno lo si può liquidare in poche parole (come invece fanno molti maschietti, e non solo purtroppo, che senza riflettere e ascoltarci, ci etichettano come "ridicole femministe rimaste agli anni '70" come se oggi non vivessimo più discriminazioni di genere, incastrati come siamo in una mentalitàm patriarcale. Basti citare Giuliano Ferrara, che vuole arrogarsi il diritto di scegliere su una questione delicata come l'aborto, che è solamente delle DONNE! Ma non voglio dilungarmi troppo: di pubblicità ne ha avuta fin troppa, oltre alle uova e ai pomodori.)
Alla prossima! Saluti a tutt*
Angelo P.
La lista di G. Ferrara è un insulto per quanto mi riguarda. Lui stesso è riuscito in un anno nell'impresa di essere il "controllore" più spudoratamente servile della televisione italiana (Emilio Fede escluso naturalmente) e l'ideatore di una delle liste più meschine e ciniche che si siano mai viste. A Ferrara non frega nulla dell'aborto. La sua lista è solo una lista di disturbo per togliere voti a Casini, in quanto Casini sarebbe stato l'unico "Candidato premier" in grado di intercettare l'elettorato degli "estremisti cattolici" (da sempre di centrodestra) che vorrebbero imposto per legge ogni parere o disposizione proveniente dai palazzi Vaticani. Tutto questo Ferrara lo fa sulla pelle delle donne, sui loro diritti di scelta, come se tornare ai macellai clandestini fosse una soluzione. In tutto ciò ci sono anche donne che lo seguono, dando così il metro di ciò che con l'interesse economico o l'instupidimento collettivo si riesce ad ottenere. Io penso a quelle donne che hanno scelto di abortire, che quantomeno portano una cicatrice indelebile dentro di loro o ancor peggio a quelle che in questo momento si trovano in procinto di farlo o l'hanno appena fatto. Poi penso a quel profittatore servile che gira per le piazze parlando di genocidi, omicidi, per definire l'aborto, lanciando accuse senza il minimo scrupolo. Parla di diritto alla vita Ferrara, dimenticando però che lui della morte di migliaia di Afgani, Irakeni e qualsiasi altro popolo bombardato e sottomesso dagli Stati Uniti e dalla Nato si è fatto e si fa sponsor a favore ogni volta.
Non vedo l'ora che arrivino le elezioni e che questa sortita di Ferrara e magari anche le idiozie sparate dagli altri su altri temi, siano presto dimenticate e, mi auguro specialmente nel caso della lista di Ferrara, mai più ripetute. Non so chi l'ha detto ma mi associo a pieno: Questa è la peggior campagna elettorale che si ricordi.
Ad ogni modo, dato che anche per me la decisione va lasciata alle donne, sia in ambito di libertà di scelta, sia in ambito a mio avviso di integrazione eventuale delle leggi già esistente, un pezzo di Lucia è atteso. Chissà che non sappia stimolare alla discussione il pubblico femminile.