L'affare Alitalia | Musica e impegno sociale

L'affare Alitalia

e l'ombra del signoraggio sulle privatizzazioni.

by Angelo Primavera

L'acquisizione di Alitalia da parte di Airfrance è un processo costellato di ombre. Innanzitutto il portare avanti una trattativa con un'unica compagnia lascia abbastanza perplessi. L'idea che questo governo abbia nascosto molto non è solo opinione dei soliti malfidati come me. Gli stessi sindacati denunciano di esser stati lasciati al buio e che siano stati chiamati in gioco solo quando i margini di trattativa per garantire i diritti dei lavoratori sono minimi.

Ai sindacati vorrei ricordare che avevano diversi strumenti per costringere il governo ad offrirgli un ruolo più attivo nella trattativa. Si potevano mobilitare i lavoratori, le piazze. Non so se qualcuno ci pensa, ma parliamo del nostro vettore di trasporto aereo nazionale. Parliamo di una azienda dello Stato che, come già avvenuto in passato per Enel, Eni, Telecom, per la gestione dell'acqua ecc. è stato svenduto.

Mesi fa, su qualcosaincomune, a proposito dei rifiuti e degli inceneritori ho scritto come sia interesse delle forze politiche far si che i servizi e le aziende dello stato siano inefficienti, in quanto l'inefficienza produce spreco, lo spreco produce debito, il debito legittima la privatizzazione e le liberalizzazioni. Con questo giochino i grandi gruppi finanziari, che fanno sempre capo al Signore oscuro di quest'era, ovvero il sistema bancario, in quindici anni ha messo le mani sugli obbiettivi strategici del nostro sistema Stato.

E' così che più che promuovere la differenziata seria, quella porta a porta in cui le aziende che offrono il servizio vengono controllate, si lascia tutto al caso in modo da giungere alla legittimazione dei grandi inceneritori privati finanziati (tranne che nel 2008 per merito dei verdi attualmente nella "Sinistra Arcobaleno" che è svanita dal panorama televisivo nazionale monopolizzato da Pd e Pdl) dai cip6. E'così che lo stato oggi deve pagare spese telefoniche esorbitanti, quando prima era gestore telefonico; è così che i costi di tutti i trasporti sono schizzati alle stelle. Prima la politica facendo l'interesse di "amici" ha lasciato all'abbandono i servizi pubblici. Poi, una volta disastrati, li ha svenduti.

Oggi allo stato sono rimasti il servizio sanitario e l'istruzione. Guardacaso due settori in cui la politica sta procurando i peggiori disastri da anni, con riforme scellerate, nel caso dell'istruzione, che hanno tramutato istituti ed università statali nella fabbrica dei giovani più ignoranti (come media) d'Europa, a fronte di costi elevatissimi. E' così che la sanità continua a collassare senza che nessuno intervenga per contrastarne la cancrena.

Le banche ed i grandi gruppi che già controllano infrastrutture, ex aziende statali e procedono all'acquisizione di ogni risorsa, tra cui l'acqua che sarà l'oro di questo millennio. In un pianeta in cui l'acqua non è distribuita in maniera omogenea, sarà fonte di profitto paragonabile all'attuale petrolio (le strategie russe per il futuro si basano sul controllo dell'acqua).

Se non difendiamo ciò che ci è rimasto e, facendo appello all'articolo 42 della nostra costituzione, minacciato come tutta la costituzione stessa dal trattato di Lisbona, non iniziamo a combattere il fenomeno del signoraggio bancario, ben presto i potenti del mondo potranno togliere il velo di democrazia con la quale ci impediscono di vedere la realtà dei fatti ed affermarsi come legittimi "proprietari del mondo."

Per capire qualcosa sui gravi danni apportati dalle privatizzazioni e dalle liberalizzazioni al nostro Stato, vi invito a leggere questo post. Noterete, che per coincidenza colui che ha pilotato le più grandi azioni in questo senso nel nostro paese è Mario Draghi, attuale nr.1 della Banca d'Italia, proprietaria del 14% della BCE. 

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