Bucchianico: incontro sulla deriva petrolifera con Maria Rita D'Orsogna.
mercoledì 8 giugno ore 18:00
Il problema è ancora lì. Per ora, la Regione Abruzzo, nonostante la risoluzione votata dal consiglio in data 27-01-2009, con la quale la giunta Chiodi si prendeva l'impegno di presentare entro 45 giorni un ddl che modificasse l'attuale legge impugnata dal governo dinanzi alla corte costituzionale, non è stato fatto nulla.
Dalle elezioni regionali ad oggi, questa impugnazione, volta ad annullare l'unica legge (scritta con i piedi) che difende il territorio sia dalla costruzione del Centro Oli, sia da nuovi insediamenti petroliferi, è l'unico vero atto ufficiale sul tema petrolio che la politica abbia prodotto per l'Abruzzo.
Per conoscere gli sviluppi più recenti della situazione, per ascoltare con le proprie orecchie le reali minacce che i nostri territori subiscono appuntamento l'8 luglio a Bucchianico con Maria Rita D'Orsogna.
P.S. Non volevo far pubblicità ad alcun partito, ma dato che c'è chi sostiene che mi sono inventato la risoluzione che cito nel post, aggiungo copia in word dell'interpellanza al consiglio regionale presentata il 25 giugno 2009 dai consiglieri Camillo D'Alessandro e Claudio Ruffini.
Vauro "epurato" dalla RAI.
Eliminato il vignettista simbolo dell'ormai estinta satira televisiva.
Questa è la vignetta che è costata l'epurazione a Vauro dalla Rai. Una vignetta dura che però sottindente una grande verità, che svela l'ipocrisia di una maggioranza che ora fa la pasqua nelle tendopoli, ma che solo a seguito della tragedia aquilana, dell'aumento delle cubature dei cimiteri, ha completamente cancellato un articolo "omicida" dal cosiddetto "piano casa" che prevedeva uno snellimento dei controlli antisismici.
Si è cercato, ad ogni costo, di far passare Anno Zero come una trasmissione che ha fatto dello sciacallaggio sul dramma abruzzese per avvantaggiare qualcuno politicamente (presumo Idv, dato che altri santi in paradiso Santoro pare non averne). Di fatto la trasmissione ha solamente mostrato ciò che altre testate, impegnate in più "corrette" attività (vedi il post) hanno sapientemente omesso.
Si è voluto far credere che i soccorsi siano stati tempestivi ed immediati ovunque, o comunque questa è stata la percezione data dai media. Diverse testimonianze mostrate nella trasmissione hanno messo in dubbio questa versione. Si è voluta mostrare un'azione perfetta di chi ha diretto i volontari, ma ciò che si evinceva, a quattro giorni dal sisma, da un centro di controllo che non aveva ancora un responsabile e da alcune immagini, è che forse non è andata proprio così.
La trasmissione ha in pratica posto il suo obbiettivo su temi centrali che dal giorno del sisma ad oggi altri hanno lasciato sullo sfondo o cancellato. Mancanza di misure di prevenzione, controlli non effettuati, segnalazioni di pericolo sia sulle strutture che sull'anomalia dello sciame sismico ignorate. E poi, lo sbattere in prima serata la prima versione del Piano casa che riproponeva proprio quel genere di criminogeno modo di far edilizia che ha causato molte delle vittime aquilane.
Vauro e le sue vignette non ci saranno più e questo perché il programma in pratica dovrebbe aver offeso la sensibilità di un Paese e di una regione in particolare: la nostra. Attendiamo la sospensione della giornalista Rai che ha vergognosamente snocciolato con orgoglio i dati di share delle dirette sul terremoto, e di tutta una serie di patetici zerbini che continuano a vagare, bava alla bocca tra le tendopoli, pronti ad azzannare l'ennesima scena strappalacrime o l'ennesimo viso sconvolto, derubando le vittime spesso anche dell'ultima cosa che gli è rimasta: la dignità.
Allarme mafia sulle zone terremotate.
La procura nazionale antimafia segnala che Cosa Nostra è già infiltrata in Abruzzo e pronta ad accaparrarsi appalti per la ricostruzione.
E' una regione sotto shock, che elabora un lutto, che cerca di riprendersi facendosi forza, puntando tutto sul volontariato. Le associazioni, i giovani e meno giovani di intere comunità abruzzesi come la nostra si stanno impegnando senza risparmio e senza sosta. Non ci si limita ad esaudire richieste, ma si cercano di prevenire ulteriori necessità.
Le associazioni e la cittadinanza attiva: gran parte di quella macchina, straordinaria per volontà, un po' meno per efficenzenza a causa di un coordinamento che a tratti lascia qualche perplessità, che sta cercando da una settimana di tamponare l'emergenza aquilana. Una spina dorsale del soccorso e dell'assistenza alla quale, per dire grazie, Tremonti fa un regalino niente male: Il 5 x mille ai terremotati. Per ora è solo una proposta, ma sembra abbastanza verosimile date le logiche sinora espresse dal centro destra.
Sembrerebbe una buona idea se non fosse per un particolare: proprio il 5 x mille è di fatto una delle risorse principali per tanto di quel volontariato che conta, più che mai, in momenti come questi.
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Guardiagrele: Ospedale Addio (?)
Venturoni: <<Chiudere sei ospedali nei piccoli centri abruzzesi>>
<<Chiudere sei ospedali nei piccoli centri abruzzesi>>
(Lanfranco Venturoni - L'Aquila 11 Marzo 2009).
Poche parole e non serve altro. Una frase che suona come una condanna a morte per l'ospedale di Guardiagrele perché diciamocelo, anche se i nomi non sono stati fatti, ci sono tutti i presupposti affinché il SS Immacolata sia tra questi centri che verranno riconvertiti.
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Abruzzo Nucleare
il consiglio regionale boccia la risoluzione contro il nucleare dell'opposizione.
ABRUZZO. L’Abruzzo non sarà una regione denuclearizzata. Così si è espresso il consiglio regionale, riunitosi ieri, dichiarando, di fatto, l’eventuale disponibilità ad ospitare una centrale nucleare sul territorio abruzzese in futuro. (leggi l'articolo:Abruzzo: dopo il petrolio potrebbe arrivare anche il nucleare?)
Prima del voto era abbastanza evidente come scegliere Chiodi, ovvero Berlusconi, fosse l'equivalente del pirla che in piena notte, in una casa dove c'è un mostro orrendo che ha già squartato e divorato tre o quattro inquilini, decide di scendere in cantina con la torcia a vedere "cosa succede".Il filmato va avanti con una trama monotona, annoia e farebbe sbadigliare se i protagonisti di questo Horror non fossimo proprio noi.
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Bambini scelti sul depliant degli embrioni.
L'etica sta abbandonando questo mondo.
Bastera' analizzare una singola cellula prelevata da ogni embrione ottenuto prima che venga impiantato nell'utero della madre. In questo modo non solo si potra' selezionare un embrione sano, privo di malattie, ma si potra' scartare quelli non rispondenti alle richieste dei futuri genitori fino a quando non si sara' trovato tra i tanti embrioni quello che corrispondera' ai loro desideri.
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Gli interessi dell'Eni da Nassiriya all'Abruzzo.
4 anni fa l'inchiesta di RaiNews 24 svelava i reali scopi della nostra missione "umanitaria".
Ieri sera, di sfuggita, facendo altre ricerche riguardanti l'Eni ed il petrolio, nel tentativo approfondire ed aggiornare la nostra situazione regionale, mi sono imbattuto in diversi titoli, su google, che associavano il dramma di Nassyria all'Eni.
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Genchi: "quelli che mi attaccano oggi sono gli stessi di via D'Amelio!"
Le dichiarazioni di Genchi descrivono un'Italia ben oltre la P2
"...l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."
Innanzitutto prendetevi dieci minuti per ascoltare tutta l'intervista. Se non possedete un'ADSL il testo completo dell'intervista di Genchi è disponibile sul sito di Antonio di Pietro.
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Decreto ronde e giustizia "fai da te!"
nulla di nuovo tranne i pericoli.
Non potranno girare armati. Potranno solamente pattugliare in gruppi il territorio e segnalare alle forze dell'ordine eventuali situazioni a rischio. In pratica si potrà fare ciò che si è sempre potuto fare e nulla di più, almeno sulla carta. Ecco le novità del "decreto ronde"
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Emendamento anti-blogger: l'invito alla disobbedienza civile è reato!
oscuramento per i siti e multe per i provider fino a 250.000 euro
Invitare alla disobbedienza civile è reato secondo l'emendamento presentato dal parlamentare UDC D'Alia ed approvato al senato. Chi sulla rete prova ad esempio a dire: "proibiscono di parlare di processi? l'unica risposta è parlarne comunque facendo disobbedienza civile!" vede il suo sito oscurato. Chi propone insomma la disobbedienza civile in contrapposizione a qualunque legge ingiusta diventa fuorilegge. Le risposte civili e democratiche come questa o le leggi di iniziativa popolare (ignorate dal parlamento) vengono messe al bando: il governo vuole la rissa!!!
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Sicurezza - Berlusconi: "Aumentare di 10 volte il numero di soldati nelle strade!"
30.000 uomini, più di 1/4 dell'esercito. Almeno possiamo chiamarlo REGIME??
"C'è una proposta del ministro degli interni, condivisa dal ministro della difesa, di aumentare di 10 volte il numero dei militari nelle strate"
(Silvio Berlusconi, 24 gennaio 2009)
Interrompo momentaneamente la serie di interventi tratti dal consiglio comunale (che riprenderemo domani) per spostare momentaneamente il riflettore su questa dichiarazione del premier che mi preoccupa tantissimo.
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La Guerra dei vigliacchi.
"io vengo a restituirti un po' del tuo rumore, del tuo disordine, del tuo terrore!"
Mentre qui il Natale, crisi a parte, va avanti come ogni Natale. Mentre qui, magari con il portafogli più prudente rispetto agli anni scorsi, ci si appresta a salutare l'anno vecchio
e a dare il benvenuto ad un 2009 che in molti vedono tragico. Mentre qui bisogna bere, infarinarsi, impasticcarsi, impastarsi e piantarsi per dimostrare quanto ormai sia noioso vivere
in un Paese tutto sommato in pace nella sua rinnovata veste di servo. Mentre in Italia accade tutto ciò, nella striscia di Gaza è l'inferno.
L'inferno è quello vigliacco che solo la guerra figlia di una modernità vigliacca anch'essa sa creare. Un inferno fatto di aerei, elicotteri e bombe che
intelligentemente non fanno distinzioni e cinicamente uccidono tutti, chiunque, tanto prima o poi qualcuno di pericoloso lo prendono.
La guerra pensata così non è guerra al terrorismo: è terrorismo. Non lo dico per antipatia verso Israele che comunque, stando a fonti attendibili, questo attacco
lo preparava da ben 6 mesi, da quando cioè prendeva in giro il mondo intero nel mandar avanti, a singhiozzo, un processo di pace che non era affatto nei piani
israeliani. Lo dico perché scuole che crollano seppellendo studienti;
case che diventano cenere che si mischia alle ceneri di chi le abitava; abiti, cibo, combustibili per scaldarsi e mangiare resi irreperibili sono un atto di terrorismo verso
la gente comune, verso i civili, verso coloro, i più, che la guerra ormai la vivono come realtà dalla nascita.
Terrore vigliacco che genera terrore vigliacco. Chi la guerra vuole, l'andasse a fare di persona, a terra, così che li si possa guardare negli occhi i civili prima di
prender loro la vita con un'arma; così che essi possano quantomeno divenire fantasmi che chiedon "perché?" albergando ogni notte gli incubi dei loro assassini.
I potenti giocano a "RisiKo!". L'Onu intima di smettere ma i veti sono parole ed al di la dei proclami, si conoscono le posizioni. A ruoli invertiti, gli USA
sarebbero già sul posto ed avrebbero già pronta la controffensiva. Ma Israele è Israele. I Palestinesi invece sono i cattivi. I Palestinesi sono i terroristi. Ma
viene da chiedersi, dopo questo che non è stato il primo, ma non sarà neanche l'ultimo scempio: di chi rimarrà tra le macerie di una vita che già prima era miseria, quanti impareranno
la lezione del terrore che Israele sta impartendo, la studieranno e preparata la tesi decideranno di discuterla in un mercato, in una piazza, in un edificio
pubblico?
Occhio per occhio, dente per dente. Soldatini e potenti sanno nascondersi e difendersi. In trincea a morire resteranno sempre gli stessi: innocenti la cui colpa è
stata quella di nascere in una terra contesa dalle religioni, ma ormai abbandonata da qualunque Dio.
"Se muoio di Cancro è stato un omicidio!"
A Falconara la raffineria Api uccide.
Prendo dal sito di Maria Rita D'Orsogna questo comunicato dei Comitati Civici di Falconara a seguito di uno studio promosso dalla regione
sull'impatto della raffineria dell'API sulla salute della popolazione di Falconara. Uno studio che ha evidenziato come nella zona siano aumentati i casi di
tumori, cancri, leucemie ed altre patologie gravissime e mortali.
Un motivo in più per riflettere e rifiutare qualunque progetto petrolifero nella nostra regione, IN TUTTA la nostra regione.
Dal sito dei
Comitati Civici di Falconara:
I Comitati ed i cittadini che nel 2004 consegnarono alla Regione Marche 3.500 firme di falconaresi che chiedevano la realizzazione dello Studio Epidemiologico, ringraziano la Regione, l’ARPAM e l’Istituto Nazionale Tumori di Milano per aver realizzato questa importantissima Indagine.
Seppur da approfondire ulteriormente soprattutto per la ingiustificabile mancanza, ancora, di un Registro Tumori Provinciale, l’Indagine ha inequivocabilmente confermato l’ipotesi che ha giustificato il lavoro degli Epidemiologi: il sospetto che nel periodo dal 1994 al 2003 vi sia stato un aumento della mortalità attesa nelle aree circostanti la raffineria API (Comuni di Falconara M.ma - Chiaravalle e Montemarciano) per l’esposizione di tipo acuto e di tipo cronico a benzolo e altri idrocarburi policiclici aromatici di riconosciuta azione oncologica!
Tutte quelle persone che si sono ammalate e sono morte per leucemia e tumori del sistema emolinfopoietico non dovevano subire quella sorte e, come ha dichiarato il Dott. Andrea Micheli - Epidemiologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano - esse “rappresentano la punta dell’iceberg”!
UN ICEBERG DI SOFFERENZA NON DOVUTA ma che oggi, ancora, non è dato conoscere per la mancanza di un Registro Tumori provinciale che avrebbe potuto conteggiare anche i casi di tutte le persone che si sono ammalate delle stesse patologie ma, FORTUNATAMENTE, si sono guarite!
Un altro aspetto allarmante che il Dott. Andrea Micheli ha confermato è che “a Falconara Marittima non c’è il calo delle malattie respiratorie rispetto al calo delle stesse nel resto della Provincia di Ancona“, constatazione già avanzata dal Dott. Luigi Gasparini (Medico per l’Ambiente ISDE) nel convegno di Medicina Democratica tenutosi a Falconara a Dicembre 2007!
I Comitati, alla luce del parziale risultato dell’Indagine Epidemiologica, ritengono necessario - da subito - fare PREVENZIONE PRIMARIA SULLA SALUTE e, dunque, applicare il principio di precauzione di fronte al rischio confermato dall’indagine!
Se non sarà seguito il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE l’Area ad Alto Rischio di Ambientale in cui viviamo rischierà di diventare come l’area di Gela, in Sicilia, (vedi articolo) o come il cosiddetto “triangolo della morte Augusta - Priolo - Melilli” dove per decenni, in nome di uno stolto sviluppo, si è ignorato che la continua aggiunta di industrie nocive e pericolose stava accumulando sulla salute della gente veleni ed effetti devastanti perfino sui nascituri (malformazioni cardiovascolari, agli arti, all’apparato digerente, ai genitali esterni).
Ad Augusta c’è un parroco - Don Palmiro Prisutto - in prima fila per la tutela della salute che indossa sempre una maglietta con su scritto “SE MUOIO DI CANCRO E’ STATO UN OMICIDIO!”
Da parte dei cittadini di Falconara Marittima e dell’AERCA forse è giunta l’ora di indossare una maglietta simile. Nel frattempo i Comitati di quartiere si impegnano:
- da subito, come nel 2004, a promuovere e sostenere con una iniziativa popolare l’attivazione del Registro Tumori Provinciale!
- Affinché l’Indagine Epidemiologica sia portata a totale compimento.
- A continuare - senza tregua - la lotta intrapresa con i cittadini dell’ASSEMBLEA PERMANENTE NO CENTRALI API contro il progetto di costruzione di due nuove centrali termoelettriche!
Horror Tour sul fiume Saline
Depuratori mal funzionanti e scarichi di sostanze nocive.
Rimaniamo in tema di scempi ambientali e fiumi inquinati da scarichi di sostanze tossico nocive e di sciagure ambientali.
Il filmato che vi propongo è preso dal sito del Comitato abbruzzese per il paesaggio. Il fiume in questione è il Saline che
sfocia a Montesilvano e quello che potete vedere nel film è l'Horror tour organizzato dai comitati ambientalisti lungo questo fiume.
Gli ambientalisti hanno riscontrato tra le altre cose problemi con i depuratori, con quantitativi di feci di molto sopra la norma e livelli importanti di diossine, zolfo e
sostanze tossiche producendo un dossier il cui sunto potete trovare in questo articolo su prima da
noi.
Sulla base di quel dossier le associazioni ambientaliste hanno fatto le seguenti richieste alla precedente giunta Regionale.
1. Immediata verifica sul campo da parte di Regione Abruzzo ed Arta degli interventi in atto nel SIN;
2. I Comuni seguano l’esempio di Torrevecchia Teatina che ha inserito le procedure nell’ambito dell’iter attuativo del Piano Regolatore del Comune;
3. Chiudere immediatamente le stradine di accesso ai due fiumi per evitare lo scarico di rifiuti e siano approntati sistemi di sorveglianza, anche remota;
4. Convocare i due Comitati per la Sicurezza Pubblica provinciali per coordinare l’azione preventiva e di repressione delle forze dell’ordine per evitare un
peggioramento ulteriore della situazione ambientale delle due aree;
5. Sospendere la pesca lungo i due fiumi, considerato che i pesci sono bio-accumulatori eccezionali;
6. Far predisporre dalle Asl competenti piani di monitoraggio sui prodotti agricoli coltivati nel Sito di Interesse Nazionale;
7. Organizzare assemblee in tutti i comuni interessati per spiegare alla popolazione la situazione ambientale dei due fiumi e le regole che riguardano un Sito
di Bonifiche Nazionale;
8. Procedere con il Commissariamento o con la denuncia all’autorità giudiziaria per tutte quelle omissioni che sono emerse o stanno emergendo;
9. I sindaci facciano rispettare le ordinanze sanitarie riguardanti quest’area, visto che si tratta della salute delle persone; durante i diversi sopraluoghi svolti nell’area della
foce del Saline in territorio di Città S. Angelo è emerso che decine di persone, compresi molti bambini, utilizzavano l’area per fare il bagno nonostante il divieto
di balneazione;
10. Far sì che l’Arta sia dotata della strumentazione adeguata per condurre tutte le analisi necessarie, visto che, ad esempio, per le diossine è costretta
a rivolgersi all’esterno.Le organizzazioni ribadiscono quanto già richiesto durante le riunioni che si sono svolte presso la Regione Abruzzo:
In ultimo vi segnalo, sempre sullo stesso sito, un pezzo che riguarda altri 8 centri commerciali che
verranno costruiti nella zona di Sambuceto ed un pezzo che riguarda anche l'edilizia paesaggistica urbana del centro
storico di Guardiagrele. Su quest'ultima cosa non conoscendo bene la materia non mi pronuncio ed è la inserisco per semplice segnalazione. Se qualcuno magari passando ha maggiori
spiegazioni posti pure un commento.
Buona lettura a tutti
Centro Oli: Il governo si smaschera subito.
Re Silvio impugna il provvedimento sospensivo sul Centro Oli.
Come volevasi dimostrare, Re Silvio si rimangia ciò che ha detto. Certo ci saremmo aspettati che facesse passare almeno qualche mesetto, ma evidentemente l'Eni è stanca di attendere.
Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo che fermava il centro oli ad Ortona e nuove trivellazioni.
Gli ambientalisti vogliono vederci chiaro e capire il senso di questo atto arrivato decisamente a sorpresa e chiedono al nuovo consiglio regionale «una legge per chiudere definitivamente le porte a trivelle e raffinerie»
Tre giorni dal voto e nel chietino abbiamo: Chiusura dei piccoli ospedali; impugnazione dell'atto di sospensione per il centro oli. Il quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore dunque, fedele ai caonici tre giorni cattolici, resuscita tutta la sua repulsione per ambiente e salute dei cittadini.
Attendiamo, per scrupolo di sapere cosa farà la regione ma seppure si opponesse, a breve l'approvazione del ddl 1441-ter la toglierà di mezzo. Se domani si votasse ancora, scommettereste su una vittaria del PDL?
Caramanico sul Centro Oli: "Berlusconi ritiri il D.M. 19.02.2002!"
Il centro sinistra non poteva chiederlo a Prodi?
"Il Piano della qualità dell'aria...avrebbe impedito il centro oli. MA NON PERCHE' VOGLIAMO BLOCCARE, qualcuno pensa che vogliamo bloccare; no lo sviluppo va fatto e CERTI IMPIANTI VANNO FATTI nelle aree opportune."
Questa è la posizione chiara e decisa di Franco Caramanico sul centro oli (raffineria) di Ortona, risalente a non so di preciso quanto tempo fa (un annetto scarso
credo stando alle sovraimpressioni che parlano dell'immondizia napoletana). E' ben evidente, da queste parole, come voi tutti potete constatare, la comprensione del pericolo
rappresentato dalle attività petrolifere in Abruzzo e la determinazione dell'ex-assessore regionale. Il suo, come tutti potete ben vedere è un No al centro oli di
Ortona, senza "se" e senza "ma".
Ciò che però non comprendo, constatato il suo impegno tramite una serie infinita di iniziative che purtroppo (a causa del suo mancato passaggio tempestivo al PD che
presumibilmente gli è costato la poltrona), non ha potuto portare a termine è una sua risposta ad un mio commento fatta in punti numerati: volete sapere cosa dice il
punto uno?
1)Belrusconi più che fare promesse in campagna elettorale avrebbe dovuto revocare il D.M. 19-02-2002 di approvazione del centro-oli rilasciato dal suo governo con l’assenso della Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Comune di Ortona e Comune di Miglianico.
Ovviamente noi tutti sappiamo che essendo i D.M del Governo Berlusconi, disposizioni del Re e non semplici atti del consiglio dei ministri, tale revoca non
poteva esser fatta dal governo Prodi sotto richiesta dell'assessorato all'ambiente, del consiglio regionale e dei parlamentari abruzzesi dell'allora maggioranza.
L'unica cosa da fare era quella di istituire i parchi ed attendere che Re Silvio Berlusconi I (e speriamo anche l'ultimo), tornasse sul trono in quanto solo lui
poteva revocare il D.M. 19-02-2002.
Mi si chiedeva, nei commenti di produrre "un documento" in cui si dimostrasse che Caramanico avrebbe potuto fare di più. A meno che Franco Caramanico non abbia da offrirmi
l'atto formale con il quale il suo assessorato, la giunta, il consiglio, o i parlamentari abruzzesi abbiano fatto richiesta esplicita di
revoca di questa autorizzazione, eccolo servito.
Bastava chiedere al governo amico di revocare il D.M. 19-02-2002. Non era così complicato no?
La successiva pianificazione riguardo l'energia, i piani di qualità dell'aria, magari completato da un piano di savaguardia della costa avrebbe allontanato per sempre l'incubo
del centro oli e delle piattaforme.
Re Silvio grazia l'Abruzzo...per ora!
Berlusconi da "parere negativo" sul Centro oli.
Non ce l'ho fatta ad andare a dormire subito. E' più forte di me. Se si parla di Berlusconi, io non riesco a pensare che possa realmente fare qualcosa nell'interesse dei cittadini..o
meglio, non posso accettare che la gente si convinca che sia per questo che ha dato "parere negativo" sul centro Oli.
Infatti, il No al centro oli, attraverso il ministero dell'ambiente, Berlusconi poteva darlo da mesi. Ma è bene sottolineare come questa posizione, contrariamente a quanto affermano
Chiodi e lo stesso Berlusconi, era tutt'altro che chiara da tempo.
Centro Oli a Ortona: favorevole o contrario?
"Bisogna rendere l'Abruzzo più autorevole nel rapporto con l'Eni, salvaguardando l'interesse generale, progettando il futuro, costruendo il progresso." Gianni Chiodi, 21 novembre 2008
A questa domanda, tutti gli altri candidati risposero "no!" avanzando proposte sulle energie alternative.
"Non ritenevo e non ritengo che il Centro Oli sia occasione per l'Abruzzo. Il centrosinistra per anni ha lavorato perché si facesse e solo in campagna elettorale è rinsavito. (I permessi dal 2001 al 2003 sono a firma governo Pace; l'amministrazione di Ortona è di centrodestra. ndm). Oggi abbiamo dimostrato che gli abruzzesi sono più forti perché il Governo li ha ascoltati e li ascolterà in futuro". Gianni Chiodi 05 dicembre 2008
Questo blog, sia pure con la dovuta cautela che è necessaria quando si parla di dichiarazioni del premier, notoriamente abituato a smentirsi da solo e a dar la colpa alla stampa,
accoglie positivamente questa la dichiarazione di Berlusconi che da "parere negativo" sul centro oli. Questo ci tenevo a sottolinearlo.
La comparazione che ho riportato tra le due dichiarazioni di Chiodi però serve per una riflessione politica sul sistema PDL. Fino a quando Berlusconi non ha dichiarato parere negativo
sull'impianto dell'Eni, Gianni Chiodi è rimasto molto vago sulla questione.
E' la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che nel PDL esiste un sovrano che decide tutto. Egli può scegliere vita o morte. In questo caso, se manterrà
l'impegno, avrà scelto vita. Lo stesso linguaggio di Chiodi lo lascia intendere: "il governo li ha ascoltati!", come dire, il Re ha accolto la supplica degli
abruzzesi.
Prima di festeggiare l'arrampicatore di Piazza Salotto, è bene tener conto di due cose:
1) Berlusconi è uomo d'affari. La sua grazia non è venuta certo per coscienza ambientalista (siamo la vergogna mondiale tra i paesi riuniti alla conferenza sul clima) o
salutista (In Campania non ci ha pensato due volte a riaprire le discariche di Chiaiano e Pianura in barba a tutte le leggi ambientali ed alla salute dei cittadini).
Berlusconi ha solo capito, sondaggi alla mano, che sul No al Centro Oli, forse più che sulla sanità, si gioca la partita elettorale in Abruzzo. Se in Abruzzo vincesse
il candidato di Di Pietro sarebbe una catastrofe. Per una volta forse, il conflitto d'interessi gioca a favore "anche" del cittadino dunque.
2) La grazia era utilizzata da sovrani, imperatori e tiranni per ottenere consenso. Si mostravano magnanimi con 1 per esser legittimati ad esser spietati con
1000.
L'Abruzzo corre, anche se Berlusconi manterrà il suo "parere negativo" sul centro oli, tanti altri gravi rischi: le trivellazioni su tutta la nostra costa, per
rimanere nel settore petrolifero; i termovalorizzatori; le centrali nucleari.
Il mio istinto mi dice che con questa sparata da campagna elettorale, l'Abruzzo abbia giocato già tutto il suo bonus per i prossimi 5 anni e che presto, come
d'abitudine, avremo sorprese poco gradite.
L'Abruzzo nelle mani di Berlusconi e Prestigiacomo? DIO CI SCAMPI!!!
C.V. della ministra dell'ambiente che insieme al premier dovrebbe decidere in base al "ddl 1441-ter A"
Ho passato ore intere sul blog di Maria Rita D'Orsogna. Non è mai successo. Mai mi è capitato di rimanere per ore su un unico
sito a leggere e senza aver la forza di un commento.
E' una galleria degli orrori e delle speranze abruzzesi legate agli insediamenti petroliferi. Un sito che mostra la determinazione di una donna, che vive a migliaia
di chilometri da qui a difendere la propria terra natia e noi.
Continuno incessantemente a chiedere all'amministrazione di organizzare uno spazio per poter discutere della questione al più presto. Il mio ultimatum, se così
vogliamo chiamarlo, scade lunedì. Se l'amministrazione non si interessa alla questione, martedì tappezzerò Guardiagrele di volantini informativi. Non manderò i miei
concittadini alle urne senza coscienza di ciò che è accaduto (e che Caramanico non ha affatto fermato) e che sta accadendo. Non possiamo rimanere a guardare ne regalare voti
a confermare personaggi che non hanno fatto ciò che era in loro potere fare per fermare questo scempio.
Nel frattempo, dato che nella discussione con Fabrizio Montepara avuta sul post a lui
dedicato in relazione al "ddl 1441-ter A", lui ha pensato bene di
perorare la causa del miglioramento di un provvedimento studiato ALL'UNICO SCOPO DI ELIMINARE I VETI DELLE REGIONI, dedico a lui questo pezzo de L'Espresso, in cui si
fa il curriculum (correva l'anno 2001 all'epoca la Prestigiacomo era stata appena nominata ministro per le pari opportunità) del nostro ministro all'ambiente.
Perché è importante? Perché secondo il nuovo ddl, ascoltato il parere delle regioni, ascoltato il ministero dell'ambiente, il quale valuta gli
studi condotti dalla società concessionaria dei permessi per l'attività petrolifera (la multinazionale) e sulla base degli studi dell'ente italiano
specifico (che fa comunque capo al ministero dell'ambiente) il governo deciderà sulla realizzazione del centro oli (ovvero le raffinerie!) o
trivellazioni in mare e sul nostro territorio, degli inceneritori, delle centrali nucleari.
Quindi è importante sapere quale grado di onestà, incorruttibilità ed interesse per l'ambiente e la salute abbia il ministro a cui il ddl da un ruolo così
delicato.
A voi il C.V. della Prestigiacomo.
l'Espresso, sotto la firma di Marco Lillo, 25 ottobre 2001:
Il gruppo chimico che il ministro possiede con la famiglia è sotto inchiesta. Dopo la bancarotta fraudolenta, spuntano strani disturbi.
"Combatterò le ineguaglianze sociali, i problemi dei più deboli, degli invalidi.... "
Il ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha le idee molto chiare. Per realizzarle non deve andare lontano. Sarebbe sufficiente che poggiasse lo sguardo sui casi umani della sua azienda, la Ved di Siracusa.
Per esempio su tre operai che hanno avuto figli con malformazioni congenite.
O su quelli che non hanno mai fumato una sigaretta e che dopo dieci anni di stabilimento si ritrovano la polvere nei polmoni.
"Coincidenze."
E' la risposta degli operai che si sono sentiti opporre dal padre del ministro, Giuseppe Prestigiacomo, fondatore ed amministratore dell'impero della vetroresina. Ma a volte le coincidenze sono sospette.
Nella fabbrica della famiglia Prestigiacomo si lavora in condizioni di sicurezza che sono oggetto di una inchiesta della Procura di Siracusa. Il sostituto Maurizio Musco procede per lesioni contro papà Prestigiacomo e altri dirigenti. Due dipendenti hanno denunciato la società dopo aver fatto delle analisi ai polmoni. Tre mesi fa la Polizia è entrata in ditta riscontrando una seri di violazioni.
Gli operai si feriscono gravemente e muoiono con frequenza inquietante. La settimana scorsa è morto un dipendente di una delle aziende del gruppo cadendo da un traliccio mentre lavorava. Pochi mesi prima un altro era rimasto gravemente ferito alla Ved. Ma la vicenda più inquietante, finora passata sotto silenzio, è quella delle malformazioni congenite dei bambini.
Tutto comincia nel 1993, qunado Sebastiano Guzzardi, un operaio di 36 anni, scopre che suo figlio ha una malformazione congenita dell'uretere che fa tornare i veleni del suo corpo al rene, danneggiandolo. Dopo due operazioni è tornato alla normalità.
Ora ha sette anni e conduce una vita serena, anche se il rene è danneggiato e deve essere sogggetto a controlli frequenti. Il suo caso non è isolato.
Tre anni dopo, un collega di Guzzardi, si ritrova nella medesima situazione: suo figlio nasce con una malformazione all'uretere. anche lui ha la febbre e il reflusso urinario. Anche lui è operato a Vicenza. Il tarlo che ronza nella testa dei due papà diviene un rombo un anno dopo. nello stesso reparto della fabbrica, un caposquadra li chiama in disparte e confida: "Mio figlio ha il reflesso dell'uretere". Un incubo. Non passa un anno e un altro operaio ha una bambina che gli nasce con la febbre e i problemi alle vie urinarie.
A questo punto, Sebastiano Guzzardi pensa che la misura sia colma.
Cerca una risposta ai suoi dubbi dal padrone, Giuseppe Prestigaicomo, e dalla Asl, ma niente. Solo la Cgil lo aiuta e lo fa eleggere rappresentante sindacale in azienda. Sempre la Cgil avvia una campagna per migliorare le condizioni di lavoro in fabbrica, ma la famiglia Prestigiacomo non apprezza. Il 14 maggio la Ved spedisce a Sebastiano una lettera minacciosa: "Poichè ravvisamo in tali gratuite e infondate osservazioni del signor Guzzardi un chiaro proposito diffamatorio, stiamo valutando l'ipotesi di una denunzia penale a suo carico".
Eppure la richiesta di comprare gli aspiratori per tutelare i polmoni dei dipendenti non era campata in aria. Dopo le indagini della procura, pochi giorni fa, gli aspiratori sono stati installati. Eppure le sostanze usate per produrre la vetroresina potrebbero avere un legame con le malattie.
Alcuni operai ricordano ad esempio che in fabbrica in passato si usva una sostanza chimica denominata dimetil anilina. La faccenda è delicata, e per capirlo basta sentire una delle massime esperte del settore, la dottoressa Fiorella Belpoggi, ricercatrice della Fondazione Ramazzini di Bologna: "Questo tipo di sostanze pùò causare tumori alle vie urinarie. Quanto alle malformazioni della prole, la scienza non ha ancora detto una parola definitiva. Sono in corso gli studi sugli animali, tuttavia di fronte a una serie di casi così ravvicinati, non mi sento di escludere una correlazione. Ci vorrrebbe uno studio approfondito". Uno studio che la famiglia Prestigiacomo ha evitato di fare. Sembra che si voglia rimuovere il problema.
L'azienda è arrivata a negare una settimana di ferie, trasformata in cassa integrazione, a un lavoratore che chiedeva di stare vicino al figlio durante l'intervento. Un altro operaio ha avuto due figli nati con alcune dita delle mani attaccate. L'operaio chiese un prestito da trattenere in busta paga per la seconda
operazione, ma gli fu opposto un rifiuto. solo grazie a una colletta dei colleghi il bambino è stato operato.
E Stefania Prestigiacomo? Sebastiano Guzzardi, oltre a essere un suo dipendente, è anche cugino di secondo grado. Ma appena la mise a parte del suo dubbio, l'attuale ministro cambiò tono: "Non pensarle nemmeno certe cose. Sai quanti miliardi spendiamo noi per la sicurezza? Il lavoro non c'entra nulla". Nessuno ha certezze in questo campo. Ma proprio per questo le istituzioni sanitarie dovrebbero verificare. Eppure nessuno si muove.
I Prestigiacomo a Siracusa sono abituati a non rendere conto. Gli stabilimenti incriminati in precedenza erano in dotazione alla Sarplast, l'azienda di famiglia fallita nel 1997 perchè oltre a non pagare i creditori non seguiva gli ordini del giudice. Al cerac è seguita una indagine per bancarotta fraudolenta. Secondo i giudici "la società ha compiuto atti diretti a frodare le ragioni dei creditori ed ha occultato l'attivo". Il procuratore capo di Siracusa ha scoperto decine di miliardi finiti alle controllate estere o usati per pagamenti preferenziali alle banche amiche, e ha iscritto nel registro degli indagati una ventina di amministratori. Eppure i Prestigiacomo continuano a lavorare negli stessi locali, con gli stessi macchinari e gli stessi operai, avendo cambiato solo la struttura societaria.
E Stefania? (Più precisamente "E Olivia Stefania?", aggiungiamo noi)
Quali responsabilità ha? In qualità di socio di maggioranza relativa alla holding di famiglia (21,5%) è il principale beneficiario della bancarotta ipotizzata dai magistrati, ma non è perseguibile perchè non ha incarichi esecutivi.
Quanto alle condizioni sanitarie, anche qui non esiste una sua responsabilità diretta. Prima di lasciare l'azienda era un dirigente senza rappresentanza: "Mi occupavo delle forniture, dalla carta igienica alle gru" ha raccontato al "Sole 24 Ore".
Dio ci scampi!!!
No al Centro Olii - Creiamo i comitati dell'entroterra.
Il DDL del PDL impone una risposta immediata!
Vi chiedo di leggere e diffondere questo documento (in allegato) da me redatto, al cui interno troverete la lettera inviata da Maria Rita D'Orsogna al candidato Gianni Chiodi del PDL, postata da Danilo come commento sul precedente post riguardo il Centro Olii e ed i danni che questo insediamento oltre che i progetti di trivellazione sin dentro la Maiella provocheranno qualora fossero portati a termine. documento contiene inoltre una mia proposta di creare a Guardiagrele, e nei Comuni dell'entroterra chietino, un comitato contro il Centro Olii e contro il disegno di legge "1441-ter A" , già approvato alla Camera ed ora al vaglio del Senato di cui nel precedente post si parlava.
Questa è la prima iniziativa veramente importante che questo blog lancia chiamando all'appello amministrazioni, forze politiche (compreso PDL se la sezione locale deciderà di redigere un documento pubblico in cui chiede il ritiro immediato del DDL "1441-ter A" già approvato alla Camera, invitando, in caso contrario, i propri elettori ad astenersi dal voto regionale!) le associazioni e qualsiasi libero cittadino.
Sul documento per ora non sono fissate date o luoghi, ma sono contenuti i link del sito ed il mio indirizzo e-mail. Questo perché spero che l'amministrazione, dovendo fare l'interesse dei suoi cittadini, decida di offrire lei stessa una data ed uno spazio per avviare la discussione e creare tale comitato, sia qui, che altrove.
Se entro una settimana non giungeranno notizie riguardo un movimento della stessa, provvederemo noi a trovare un luogo ed a fissare una data per l'incontro.
Prego tutti i lettori del blog di dare massima diffusione possibile a tale documento. La questione è vitale per noi, il nostro territorio ed il nostro futuro. E' una battaglia fondamentale non solo per tutelare i nostri diritti, ma anche per ribadire, in faccia a chi pare esserselo dimenticato, che la nostra costituzione stabilisce che sia il popolo ad esser sovrano e non che il popolo abbia un sovrano.
Grazie a tutti per l'attenzione e la collaborazione.
E' il governo che decide sul centro olii!
Con una legge esautora le regioni per garantire l'Eni e le compagnie petrolifere.
E’ in arrivo la legge obiettivo del centrodestra per scavalcare le regioni sulla concertazione di nuovi siti per il rilevamento e l’estrazione di idrocarburi. Con questo disegno di legge il Governo cancella il ruolo della Regione, e gli unici soggetti titolati ad occuparsi delle risorse del sottosuolo saranno lo Stato e le compagnie petrolifere.
Approderà al Senato dopo aver avuto approvazione alla Camera con 232 voti favorevoli e 164 contrari il disegno di legge “1441-ter A” con cui Ortona e altre “future Ortona” vedranno nascere impianti con alte ciminiere che per alimentarsi bruceranno quintali di acqua rubati all’agricoltura e ai cittadini.
Questo disegno di legge in sostanza espropria in materia ambientale qualsiasi prerogativa decisionale a Regioni e Comuni rilanciando un “federalismo alla Berlusconi”.
Tutti i deputati dell'Italia dei Valori hanno votato contro a questo disegno di legge, cosi come faranno i nostri senatori, che daranno battaglia a questo progetto voluto dal centrodestra e dagli amici dell’ENI per il “bene collettivo”, come sostengono. Mi domando di quale bene collettivo parlino.
Questo è il comunicato apparso oggi sul sito di Carlo Costantini, candidato dell'IdV e del centro-sinistra in generale alle prossime elezioni Regionali.
Dunque il Governo Berlusconi ha già deciso che chiunque dovesse vincere, il Centro Olii si farà a prescindere, così come qualsiasi altro impianto
petrolifero e di trasformazione, sia qui in Abruzzo che nel resto del Paese.
Un'oscenità da metter in conto a Chiodi ed a tutti i politici che sotto lo stemma di quel quarto di tappo invecchiato 72 anni nella botte di Arcore vanno in giro a
parlare di futuro.
Tagliar fuori la regione da queste decisioni, oltre che essere decisamente un controsenso rispetto al "federalismo" tanto millantato, è l'ennesima dimostrazione di come in Italia
Berlusconi si comporti come un sovrano dedito solo ai suoi interessi ed a quelli della lobby piduista o simil-piduista che lo sostiene.
E' dittatura questa, a tutti gli effetti, ma la cosa più allucinante è che anche noi che ce ne accorgiamo e che non ci curiamo di non dirlo per timore, come fan altri, di apparire
ridicoli o allarmisti, o catastrofisti, ci troviamo ormai disarmati davanti ad una mole infinita di provvedimenti dagli esiti pressoché irreversibili.
Una "rivoluzione" democratica richiede tempo, richiede un lavoro disperato per cercare di riavviare la coscienza del singolo e della collettività. La rapidità con la
quale, sfruttando i diversivi della crisi e di altre anomalie di questo periodo, si susseguono i provvedimenti a danno dei diritti, della dignità, degli interessi e della
salute dei cittadini, rende impossibile qualunque reazione, fa sentire realmente impotenti.
La televisione anestetizza. Seppur le notizie dalla rete riescono a creare una breccia ed arrivare all'utente, la tv imposta il messaggio in maniera tale che esso non serva a
convincerti, semplicemente a farti avere il dubbio delle tue convinzioni. Quel dubbio è sufficiente per farti rimanere immobile.
Comunque ho per voi qualche dato riguardo il Centro Olii e più in generale la legislazione italiana.
Il Centro olii, dai suoi 14 camini, sprigionerà 1 tonnellata e mezza di sostanze tossiche al giorno. Tra di esse è presente l'Idrogeno Solforato, una
sostanza che ad elevato dosaggio provoca la morte istantanea e che a dosaggi minimi costanti ha conseguenze sulla salute sul sistema cardiocircolatorio nervoso
e polmonare, provocando edemi polmonari, squilibri e deficit neurologici tra i più giovani, tumori al colon ed aborti spontanei.
Oltre alla pericolosità intrinseca della sostanza, c'è la pericolosità dovuta ai tetti prefissati dalle norme italiane in materia.
L'OMS (organizzazione mondiale della sanità) prevede un tetto limite di queste emissioni di 0,005 parti per milione (di emissioni totali);
Gli USA hanno fissato il tetto a 0,001 parti per milione; le leggi italiane fissano il tetto a 20 parti per milione!! Una
quantità decine di migliaia di volte superiore a quella stabilita da OMS e dagli USA.
Oltre all'Idrogeno Solforato e ad altre sostanze tossiche, l'impianto produrrà anche diossina.
Anche per la diossina, la legge italiana prevede dei limiti che sono ridicoli. Infatti in Italia il tetto è fissato a 100 ng x metro cubo; negli USA
è di 0,1 ng per metro cubo.
Impianti come il Centro Petrolii dell'Eni, in qualsiasi altro Stato Occidentale sarebbero assolutamente fuorilegge se localizzati a ridosso di zone abitate e/o
agricole come in questo caso.
Ma il centro Olii non è l'unica minaccia relativa a questo provvedimento.
In Abruzzo e nel mare principalmente sono in corso diversi sondaggi che hanno dimostrato come vi sia petrolio estraibile.
Per l'estrazione del petrolio, al fine di aiutare la trivellazione, vengono immerse nel mare grandi quantità di sostanze tossiche. Negli Usa e nella maggior parte
degli altri stati, proprio per questo motivo, sono proibite le trivellazioni su piattaforma a meno di 160 km dalla costa. La legge italiana
non ha nessun limite.
Con questi parametri di legge e con un Governo che toglie al territorio la possibilità di scegliere la sua vocazione, l'Abruzzo diverrà presto una regione di estrazione
petrolifera di cui solo l'Eni avrà i vantaggi. Quando ad un'interrogazione di Legnini sulle attività di estrazione e trasformazione degli idrocarburi sulla costa abruzzese,
il portavoce del governo rispose "il Governo è interessato..." è proprio a questo che si riferiva probabilmente. Altro che: "il governo non ha dato risposta!" come ha
dichiarato Legnini che pur essendo in parlamento da un pezzo evidentemente non ha capito con chi ha a che fare o, se l'ha capito, evita di mettergli
il bastone tra le ruote e si limita a far la mossa così da potersi mettere al riparo da future critiche.
Il pericolo è dunque enorme. Il problema è come riuscire a farlo percepire alla maggior parte delle persone e soprattutto come riuscire a creare validi strumenti per
reagire.
Di fatto, come è avvenuto in Campania con l'emergenza rifiuti, e forse anche peggio, Berlusconi per salvaguardare l'interesse della multinazionale Energetica potrebbe inviare
l'esercito. Allora qualcuno disse che erano solo "le prove generali" per successivi interventi più importanti. Credo che se questo provvedimento passerà al Senato,
saremo i primi a saggiare realmente il peso reale del potere assoluto del Premier.
In più sfruttando una porcata fatta dal governo Prodi, ovvero una legge che consente di dichiarare segreto di Stato insediamenti strategici sul fronte energetico, in
futuro non solo il governo potrebbe decidere per ulteriori impianti e trivellazioni su tutto il nostro territorio, ma addirittura farlo senza che i cittadini possano saperlo
se non all'avvio dei lavori.
Io spero che gli elettori abruzzesi del PDL, che magari leggendo questo post passando per sbaglio di qui lo prenderanno per il solito post di parte, un giorno, quando vedranno cosa il
loro voto miope e incoscente ha provocato, accetteranno l'onere di prendersi la responsabilità d'aver legittimato soggetti senza scrupoli a distruggere il
presente ed il futuro della loro terra.
Per quanto riguarda noi, quel che potremo fare lo faremo...a costo di finir con la testa spaccata in una caserma dove ci seviziano dopo averci massacrato in
precedenza.
Vergogna Chiodi!!!
Lo spot PDL è un'oltraggio ai giovani!
Io, purtroppo, non ho potuto vedere quando è uscito lo spot di Chiodi in cui prometteva selezioni (da gennaio, ovviamente dopo le elezioni!) e possibilità di
lavoro a quei giovani che si fossero recati ai gazebo o presso i comitati PDL. Se l'avessi visto in tempo reale mi sarei precipitato al gazebo più
vicino...ma con un lanciafiamme!
Una delle pagine più disgustose della pur disgustosa storia PDL-Forza Italia. Un voto di scambio senza pudore da ottenere facendo leva sulla tragedia della disoccupazione
giovanile abruzzese. Una porcata che meriterebbe tutta una serie di insulti che per ovvie ragioni legali molti, me compreso, preferiscono risparmiarsi. Per i giovani con un
minimo di buonsenso è un oltraggio tremendo, un ricatto che meriterebbe una risposta adeguata che purtroppo, proprio a causa di quel buonsenso, non viene data. E'
così che il centro-destra risolve i problemi dell'Abruzzo? Altro che merito! Clientelismo totale, voto di scambio. La magistratura faccia il suo
dovere!!!
Chiodi si è difeso malamente. Ha affermato che quello spot è partito per errore, che era stato giudicato sconveniente e quindi scartato. Ma la sola idea che in seno al PDL sia
stato pensato e che lui l'abbia "registrato", mostra che razza di gente senza il minimo scrupolo abiti nel centro-destra abruzzese.
Dopo i ritardi e le irregolarità di forma nella presentazione delle liste, giunge questo schifo che aggiunto al rinvio a giudizio (udienza il
27 novembre!) nell'ambito del processo sul crollo della discarica teramana, fanno venir fuori un profilo agghiacciante del candidato PDL alla presidenza della Regione.
Io non vado oltre, ma penso che questo esempio di clientelismo di massa, questo marketing delle speranze in un paese dei sogni infranti come il
nostro, siano segnali inequivocabili del fatto che Chiodi ed il centro-destra abruzzese in generale, non sono esattamente il cambiamento di cui abbiamo bisogno...ammesso che non si
voglia cambiare in peggio!
Aggiornamento: Ho trovato lo spot disgustoso attraverso il blog di Di Pietro, ma siccome è in un video di propaganda elettorale non lo posto in alto come al solito.
L'acqua è tornata...e noi torniamo a parlarne!
Nessuna news dall'amministrazione sul problema, mentre il Governo l'ha già "venduta"!
Ora che è tornata, romperemo le balle con l'acqua fino a quando non ricominceranno a toglierla. L'amministrazione continua a tacere (salvo lettera del Sindaco della
quale i cittadini aspettano ancora notifica di risposta riguardo il conteggio di aria al posto di acqua), mentre la situazione è seria, grave, per non dire
gravissima.
I cittadini non sanno cos'è la Sasi, non sanno da chi è nominato il cda della Sasi. Il cda della Sasi è nominato dalla politica, ma se si chiede alla politica perché
manca acqua, perché le tubature fallate non vengono riparate, perché non si portano avanti importanti lavori di messa in rete che garantirebbero di
ridistribuire l'acqua equamente nelle varie zone senza creare questa realtà di oasi con acqua h24 e zone da terzo mondo, nessuno da una risposta.
I soldi delle bollette dove finiscono? Paghiamo acqua, paghiamo aria, insomma, paghiamo: ma chi intasca e che fa con quei soldi? Diteci dove reperire i
bilanci Sasi, dove reperire le informazioni sugli investimenti, dove andare a cercare i progetti per risolvere un problema che non può esser più rimandato,
se non vogliamo rischiare la fila alle poche fontane funzionanti per gran parte del 2009!
In più, oggi ne parla anche Grillo (c'è arrivato tardino!) ma è stato aperto l'accesso per legge alle multinazionali riguardo il controllo dell'acqua. Il 5 agosto,
mentre noi eravamo li a bestemmiare perché non c'era acqua per farsi una doccia, il Governo Berlusconi ha approvato una legge che di fatto liberalizza il mercato del rubinetto
secondo logiche di mercato, ovvero senza più vincoli.
Noi già oggi abbiamo i nostri problemi con la Sasi, che è un misto pubblico-privato. Immaginate di aver come gestore la Nestlè, o la Coca Cola! Molti saranno felici:
avranno acqua di marca che vien giù dai rubinetti.
Credo sia il caso di discutere di questo e di molto altro, dei problemi che già abbiamo e di quelli che potremmo avere. Nell'attesa vi riporto la realtà di Aprilia.
"Aprilia, in provincia di Latina. Nel 2005 Acqualatina, (in mano, col 46,5% delle azioni, alla multinazionale Veolia) decide di aumentare le bollette del 300%.
4.000 famiglie iniziano una protesta pacifica rifiutandosi di pagare l'acqua all'azienda privata e versando i soldi al Comune.
Ora, pare che Acqualatina abbia iniziato a mandare casa per casa vigilantes e carabinieri a staccare i contatori e chiudere i rubinetti.
“E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa." Fonte.
Svegliamoci prima che sia tardi!
Presidenza della Commissione di vigilanza RAI
Il governo corrompe politicamente per mantenere il controllo sull'organo di propaganda di Stato.
Quello che è accaduto riguardo la scelta del presidente della commissione di vigilanza sulla Rai è indicativo di un regime dittatoriale. C'è ben poco da far obiezioni. La scelta
spettava all'opposizione per "tradizione democratica" e la maggioranza doveva solamente prenderne atto.
Ma il controllo sui media è fondamentale al mantenimento dello stato di incoscienza dei cittadini italiani. Immaginate una Rai libera (nelle redazioni non dirette da soggetti servili
a prescindere quali Riotta e Vespa) di informare il cittadino, di proporre programmi che non rischiano di incorrere in censure quando vanno a render pubblici i magheggi scellerati del
governo.
Ogni dittatura fonda prevalentemente il suo potere su tre cose. La forza, che dimostra con azioni volte ad impressionare il cittadino e ad indurlo a desistere da qualsiasi forma di
dissidenza nei confronti della politica adottata dal governo; la formazione, ovvero il controllo dell'istruzione, attraverso il quale ottenere un progressivo annientamento delle
capacità critiche, mediante il revisionismo storico progressivo, frutto del controllo privato ed elitiario dell'offerta educativa; l'informazione, che sotto regime diviene puro
strumento di propaganda governativa atta ad individuare nemici, ad esaltare la figura di chi governa, a frantumare in pezzi minuscoli ogni possibile blocco d'opposizione.
Questa è l'Italia di oggi. Il veto su Orlando è di fatto il negare ogni eventualità di uscire da questo incubo; le restrizioni alla rete sono il secondo passo verso un qualcosa che
forse neanche il governo Cinese riesce oggi a fare.
Presto l'unico modo di fare e ricevere informazione vera sarà infrangere la legge, compiere atti di pirateria informatica. L'informazione sta per diventare reato. Intercettazini ed
atti giudiziari, accuse, processi, siti nucleari, militari, discariche tossiche, termovalorizzatori...tutto sarà segretato e/o nascosto agli occhi dei cittadini. Questa sarà a breve,
se rimarremo con le mani in mano, l'Italia che vivremo.
Ascolta "Lettera dal Futuro" sul My Space de "I Menestrelli di Graelion"!
G8: la sentenza sulla Diaz da l'avallo ai pestaggi sistematici.
In attesa delle motivazioni, le prime riflessioni su una sentenza scioccante.
Non ci resta che attendere le motivazioni di una sentanza che ha lasciato
sgomenta mezza Italia riguardo le responsabilità per i fatti del G8 relativi all'assalto alla scuola Diaz ed alla mattanza gratuita che le forze dell'ordine hanno fatto in
quell'occasione.
Dopo la sentenza sui fatti del Bolzaneto,
dove tutto sommato i colpevoli se la sono cavata con poco o niente, grazie anche alla totale assenza del reato di tortura nel nostro ordinamento giuridico, le condanne risibili, 35
anni e sette mesi, di cui 32 anni e sei mesi condonati, mentre l''accusa aveva chiesto condanne per un totale di oltre 108 anni, in questo caso non
valgono solo come una semplice assoluzione.
Di fatto i vertici della polizia non hanno subito alcuna conseguenza senza neanche parlare della commissione parlamentare che doveva trovare i presunti
responsabili politici di quel che avvenne a Genova.
Il messaggio che ne viene fuori è inquietante. La Polizia ha diritto di mattanza ed un poliziotto, se pesta gratuitamente qualcuno, se è sotto ordine di un superiore,
che non viene punito, in pratica non subisce alcuna pena. Ordinare mattanze simili o esserne a conoscenza e non far nulla per impedirle, all'evidenza dei
fatti non costituisce reato. Anzi, facile che si venga promossi(Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore
dell'Ucigos, e per Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco, e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello Sco). Se un cittadino aggredisce
un agente di polizia invece finisce al gabbio e senza troppi problemi, quasi per direttissima.
In Italia dunque si è sancito il sacrosanto diritto per il regime di utilizzare la polizia a piacimento dato che quest'ultima, al cui interno non mancano certo
teste calde ansiose di pestare qualche "comunista" e/o manifestante, non subisce conseguenze serie.
E' un fatto che unito ai recenti provvedimenti del Governo Berlusconi, alla eliminazione della divisione tra i poteri legislativo ed esecutivo, dato che la maggioranza di
parlamento è nominata, come tutto il governo, dal primo ministro, ci porta alla luce uno stato di dittatura pressoché assoluta. Resiste, ma si pensa
ancora per poco, un settore della magistratura indipendente (e quindi "comunista", o toghe rosse) che rimane l'unico baluardo istituzionale contro il potere assoluto
del Premier Berlusconi e della SUA maggioranza. Quest'ultimo poi, grazie al Lodo Alfano, può commettere qualsiasi tipo di reato sapendo di essere
improcessabile. In più con le apposite leggi bavaglio sulla stampa e la censura del 90% dei blog, lo scenario globale non differisce proprio da quella Cina
"comunista" o da quell'URSS Stalinista che sono stati sempre i principali finti nemici da combattere per Berlusconi.
Popolo delle libertà, a voi mi rivolgo: dov'è la libertà in tutto questo, oggi che molti di voi, a causa della crisi, neanche son più liberi di comprare ciò che la
televisione gli impone di comprare?
Di fatto, il potere secondo Berlusconi sta applicando logiche sovversive in calco al Piano di Rinascita Democratica della P2 permettendosi talvolta anche di andar oltre;
l'allievo (o meglio l'apprendista massone Silvio Berlusconi) ha superato il (venerabile???) Maestro Licio Gelli. Rimane solo una parvenza di democrazia creata attraverso il
mezzo televisivo. Ma quanti di voi, "popolo sovrano" hanno la reale sensazione che il proprio pensiero, il proprio volere, il proprio interesse, i propri diritti
abbiano una qualche valenza in questo paese?
A Guardiagrele si paga Aria per Acqua.
Finalmente il Sindaco scrive alla Sasi spa per denunciare il fatto.
Come apprendiamo da guardiagrelesociale.it il Sindaco Palmerio ha preso carta e penna per
scrivere alla Sasi spa ed avere spiegazioni nel merito di misteriosi e più volte segnalati, movimenti dei contatori che conteggiano aria al posto dell'acqua. Su
questo blog se n'era parlato di questo fatto se non sbaglio, ma ciò che è positivo è che finalmente a muoversi sia l'amministrazione e che ce lo faccia anche
sapere.
Ovviamente la Sasi spa dirà che era all'oscuro di tutto ciò e non essendo probabilmente dimostrabile il contrario (a meno che non vi siano all'interno della stessa società soggetti
che vogliano affondarla una volta per tutte e che Dio li benedica nel caso) non si potrà parlare di truffa vera e propria. Ma sta di fatto che noi abbiamo ricevuto bollette
che devono essere riconteggiate al ribasso, in quanto per mesi i contatori, con il giochino di mettere e togliere acqua, hanno contato aria.
Ora ci sarà da comprendere in quanto sarà misurato il ribasso sulle bollette, dato che la stima non è affatto facile. Parliamo di mesi, parliamo di quantità d'aria non
calcolabile con precisione ed anzi, difficile anche solo da stimare in modo grossolano.
Un'altra cosa che penso sia il caso di tenere in debito conto è che se queste carenze idriche proseguissero, vi sarebbero non pochi problemi anche per i riscaldamenti ed il
corretto funzionamento delle caldaie. Penso inizi veramente ad essere il caso di far chiarezza e comprendere quando questa carenza idrica cesserà.
Le pioggie, seppur non nubifragi, ci sono state. Il 2007 è stato un anno di siccità incredibile eppure di questi tempi avevamo acqua a volontà. Ora si dice che ci sia
meno acqua adesso che al mese di agosto. Si dice sempre che ciò sia dovuto al mancato rifornimento che prima giungeva attraverso Fara F.Petri (un accordo temporaneo per il periodo
estivo).
Il come si possa essere sotto una sorgente e non aver acqua però, resta tutt'ora un mistero. Si parla di condutture semiotturate, che perdono e disperdono in alcune zone quasi il 70%
dell'acqua. Nessuno però riesce ancora a comprendere a chi spetti la manutenzione di questi impianti. Di fatto si paga l'acqua e parte di quelle bollette dovrebbero
servire proprio a fare questi lavori. Ma la macchina burocratica di gestione mista pubblico-privata della Sasi è inceppata proprio in questo punto vitale e non si sa bene ad oggi chi
è responsabile di cosa.
L'unica sensazione che viene fuori è che per l'ennesima volta le responsabilità della politica sono rilevanti. Questo abisso di risposte evanescenti andrà setacciato
centimetro per centimetro per giungere alla verità. Una verità che oltretutto rischia anche di essere inutile. Dio voglia che questo inverno sia molto piovoso, perché in caso di una
siccità come quella del 2007, nelle condizioni attuali, rischieremmo di vedere scenari da paese africano, con le file alle poche fontane che hanno qualche litro
d'acqua in più. Il tutto ai piedi della seconda cima più alta dell'appennino ed a pochi chilometri da una sorgente che alimenta diversi comuni regolarmente.
130 Miliardi di Fatturato Annuo: La mafia è più ricca dello Stato.
La sola lotta reale alla mafia consentirebbe di annullare la crisi.
Mentre il Governo Berlusconi da la caccia ai Graffitari, si appresta a sferrare un attacco decisivo ai Blog, imbavaglia la stampa,
torna tramite Dell'Utri a definire Mangano eroico e l'antimafia uno spreco di forze e denaro, azzera la scuola con la riforma Gelmini, minaccia
l'università, regala aziende statali quali Alitalia al CAI (Cordata amici imprenditori), dichiara guerra agli immigrati e ci fa anche fare figure
imbarazzanti definendo il nuovo presidente degli USA "abbronzato" o la sua elezione un motivo di festa per il terrorismo, qualcuno prova a dare i numeri del
vero fenomeno che in Italia uccide l'economia ed i merito: le mafie.
Secondo un rapporto di SOS IMPRESA il fatturato delle mafie è di 130 miliardi di euro, con un
utile netto che si aggira intorno ai 70 miliardi. Per fare un semplice paragone, in un'anno le mafie fatturano l'equivalente di quasi 5 finanziarie. Un'intera
legislatura di tagli e tasse.
Questi dati danno la misura di come oggi all'Italia forse non servano economisti alla Tremonti. Serve "solo" un governo che al primo punto abbia la lotta alle mafie e
che la applichi veramente.
Con il "semplice" recupero di capitali mafiosi (basterebbe un 30% annuo) e dell'evasione fiscale si potrebbero finanziare lo stato sociale, aumentare salari e pensioni,
risanare parte del debito pubblico, incentivare le imprese ed il tutto senza neanche sfiorare le tasche degli italiani.
Si parla tanto di merito ogni volta che viene fuori un nuovo decreto da giustificare in qualche modo. Si parla spirito imprenditoriale, di sostegno alle imprese, di costo del lavoro.
Ma sono tutte scuse per non affrontare mai il nodo centrale, il vero problema che rende il nostro paese poco competitivo ovvero le mafie. La presenza stessa delle mafie e
delle dinamiche mafiosi nell'imprenditoria e nella finanza italiana annullano il merito.
Oltretutto, dal rapporto SOS IMPRESA le mafie ormai hanno ingenti fette di mercato "legale" e questo da a loro sempre maggiore potere politico. Di fatto oggi, le
mafie non sono più realtà territoriali del sud legate al pizzo, ma sempre più Lobby economico-finanziarie che esercitano pressioni politiche sulle istituzioni
contando sul bacino elettorale ed economico che controllano.
L'Italia intera stà diventando un luogo di riciclaggio di denaro sporco. Già oggi non possiamo sapere con certezza quanti e quali prodotti e servizi vengono
controllati dalle Mafie. Questo significa che anche da semplici cittadini potremmo assecondare il traffico di droga comprando una retina d'arance, o un chilo di
pesce, o buttando la spazzatura.
Ciò che lascia sgomenti è che questi allarmi restano inascoltati da parlamenti che hanno al loro interno alcuni personaggi legati alle mafie tradizionali ed altri
legati alle mafie "legalizzate". C'è da guardare con sospetto ogni appalto imposto da Roma. Infatti, mentre in Giappone presto saranno realtà le città
energeticamente autosufficienti a pannelli solari, ed è realtà la prima città a rifiuti
zero, il nostro governo punta sulla scelta delle centrali nucleari, dei termovalorizzatori. Oltre che essere scelte errate da un punto di vista ambientale ed economico rispetto ad
altre scelte energetiche, sono le uniche che promettono grandi affari a rischio zero per le mafie. Di fatto, aggiudicandosi appalti attraverso società pulite che
siano controllate o amiche, le mafie potrebbero aumentare i loro utili attraverso questi nuovi investimenti.
Se dunque non si combattono realmente i fenomeni mafiosi, qualsiasi investimento statale potrebbe divenire un finanziamento alle mafie, un alimentare ed ingrandire un
cancro che ci divora. In Italia la crisi economica porterà milioni di disoccupati e centinaia di migliaia di aziende a chiudere. La mafia ha da parte un bottino in grado di
far sopravvivere ed espandere il suo impero. Restare inermi dinanzi ad essa significa esserne complici, così come lo sono stati quasi tutti (se non tutti) i governi della
Prima e della Seconda Repubblica Italiana.
Il Regime attacca i Blog
Sulla base della Levi-Prodi allo studio la legge per mettere la museruola al diritto d'opinione.
Articolo 2 - Definizione di prodotto editoriale.
1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Qualsiasi blog rientra in questa definizione.
Art. 8 - Attività editoriale sulla rete internet.
1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.”
Questi gli articoli del nuovo provvedimento di legge sui blog al lavoro attualmente e denunciato dal sito di Antonio Di Pietro che si precipita ad offrire: "tutta
l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione."
In pratica qualunque blog che abbia anche una sola pubblicità (tutti i blog gratuiti disponibili in rete!) essendo parte di un'organizzazione imprenditoriale del
lavoro (il portale che concede lo spazio), non sarà più libero di divulgare informazioni e commentare con le proprie opinioni la realtà politica e le vicende giudiziarie
nonché i fatti di cronaca.
Di fatto, dopo il fallimento della Levi Prodi, in Italia si cerca nuovamente di mettere il bavaglio alle uniche voci libere rimaste. Questo blog
(seppure probabilmente non rientra in quel genere di blog colpiti da questo provvedimento in quanto non ha spazi pubblicitari di alcun genere e non è parte di alcun portale)
farà disobbedienza civile qualora questo provvedimento passasse, farà obiezione di costituzionalità del provvedimento qualora venga chiamato a
rispondere di reati da esso stabiliti e promuoverà quasiasi campagna atta a contrastare questa norma assurda ideata al solo scopo di colpire ciò che rimane del diritto
d'informazione e del diritto d'opinione.
Gelmini: passi indietro per spaccare il fronte della protesta
Far scendere il silenzio, isolare gli studenti nella protesta, poi colpire.
Il Giornale di regime, ancora sotto shock per aver steccato le previsioni sulla sconfitta dell'abbronzatissimo Obama, parla della guerriglia dei mille che avrebbero tentato di occupare una stazione (fin qui ci siamo) picchiando poi i poliziotti in assetto
antisommossa presenti a difesa della stessa a Roma. Per la questura (stando all'agenzia di stampa Reuters),
tra i manifestanti non ci sarebbero feriti mentre tra le forze dell'ordine un contuso.
Peccato che come al solito sul posto si trovasse anche una giornalista di Repubblica, contusa dalle manganellate
insieme a tanti altri studenti presi in una sorta di agguato ben studiato. Laura Mari dichiara di aver inutilmente provato a qualificarsi come giornalista (insieme al
suo cameramen). Il mio consiglio, la prossima volta è di qualificarsi come appartenente
al Blocco Studentesco, chissà che qualche agente non le dica: "Ok, vai!".
Il Giornale di Regime poi chiede alla sinistra come mai non invita i ragazzi a cessare le proteste. Solo che si dimentica di spiegare alla sinistra il perché dovrebbe
fare una cosa simile. Di fatto la revisione di alcuni provvedimenti contenuti nella legge 133 sono al momento una "teoria" e comunque sono evidentemente studiati per separare
il fronte della protesta in modo da isolare gli studenti dal resto del mondo scolastico.
Insomma il Governo Berlusconi finge di assecondare alcune richieste per recuperare indice di gradimento e soprattutto per dividere la protesta così
da poter isolare "i buoni" da "i cattivi". Lo stesso modus operandi utilizzato con le
sigle sindacali nel caso "Alitalia". I ragazzi però vogliono il ritiro della legge 133 e non credono alla redazione del "documento programmatico" concordato che ricalca come logica il "Libro Verde" sul Wellfare che noi tutti sappiamo esser solo una presa in
giro.
I media al momento sono "distratti" da eventi che fanno il gioco della maggioranza. Nessuno sente parlare delle interrogazioni parlamentari su Alitalia, nessuno sente parlare del ragazzo arrestato e morto misteriosamente in carcere (vedi il video
a fine pagina; nessuno sente parlare di quella legge sull'acqua e l'apertura al mercato del rubinetto ad aziende completamente private (vedi
multinazionali). Anche sulla scuola e l'università la sensazione è che si voglia lentamente soffocare nel silenzio mediatico tutto all'indomani di un più teorico che pratico
dietrofront del governo, in modo da poter poi sfruttare, eventuali violenze, come giustificazione per una repressione di regime in piena regola.
Formigoni e parte del centro destra chiedono di modificare la 133
La pantomima propagandistica per simulare una democrazia che non esiste!
La legge 133 da un'immagine ben definita di quello che è il Governo Berlusconi e di come agisce. Prima approva un provvedimento, poi lascia la parola alle seconde linee con
critiche che alla fine ricalcano abbastanza quelle del centro-sinistra, degli studenti e dei sindacati, soprattutto sul versante universitario. Una strategia politica
atta solo a recuperare, dopo ogni porcata legislativa, i consensi persi con la stessa.
Oggi Formigoni ha espresso la richiesta di rivedere la legge, approvata pochi giorni fa in parlamento e sulla quale, per tutto il periodo in cui era stata un
decreto non ha mai fatto il minimo appunto, perché i tagli all'università, che prima dell'approvazione il Governo Berlusconi diceva essere "menzogne della sinistra",
non tengono conto delle differenze che vi sono all'interno del mondo universitario.
Insomma, passata la legge per far cassa ed aprire la strada ad un progetto molto più ampio in cui l'obiettivo è quello di sottomettere la formazione
alle logiche dei privati (poche lobby in grado di finanziarla), gli esponenti di maggioranza cercano di recuperare "credibilità" con questi appelli.
In un paese normale, in uno Stato anche solo lievemente democratico, in cui non è il premier a scegliere i parlamentari, probabilmente queste obiezioni sarebbero
state espresse in ambito di un confronto parlamentare ampio e l'obiezione (che mossa oggi è solo nell'interesse del presidente della Lombardia e di quei politici che
devono per forza di cose far i conti con la base) di Formigoni poteva rappresentare un emendamento dello stesso Popolo delle Libertà al decreto Gelimini. Ma questa
non è più una democrazia, i parlamentari non rispondono al popolo perché non sono eletti dal popolo, ma nominati dal Governo Berlusconi.
Pian piano, le previsioni iniziano a concretizzarsi, i malumori fatti tacere da Berlusconi in questi giorni vengono fuori perché è ovvio che i parlamentari che sono li solo
perché portavano in dote un buon bacino di voti, ora vogliono tutelare se stessi, in quanto perdendo quel bacino, smettono di essere convenienti per il premier stesso e
rischiano di non esser rinominati in futuro.
Non si hanno ancora notizie delle reazioni della base leghista riguardo la chiusura di scuole che colpirà anche il nord, in tutta la sua componente
montana.
Intanto gli studenti di Milano mostrano la serietà della loro protesta e di quanto essa non sia di matrice politica, bensì di reale volontà di migliorare il sistema
universitario italiano.
Un gruppo di studenti oggi ha interrotto il rettore durante l'innaugurazione dell'anno accademico al Politecnico di Milano, per protestare contro il baronato
universitario. Sentendo moltissimi studenti è li che deve avvenire la vera riforma: eliminare le facoltà a "conduzione famigliare", colpire quel potere accademico che
alimenta una aristocrazia intellettualmente razzista, principale causa del decadimento dell'offerta formativa nel nostro paese.
Addirittura, a tagli approvati, ora si chiede il dialogo sull'università al PD, ai docenti, agli studenti. A mio avviso, se non viene ritirata immediatamente la legge
Gelmini appena approvata, l'unica risposta può e deve essere un proseguo delle proteste, estendendo il fronte a tutte le altre categorie che il Governo
Berlusconi sta mettendo in ginocchio. Il dialogo deve precedere i provvedimenti, non seguirli. D'altronde, l'idea della riforma universitaria e scolatica completa già
c'è. Si chiama APREA ed è veramente un vomitevole tentativo di porre, dopo l'informazione, anche la formazione sotto il controllo delle lobby che fanno capo o riferimento a
Berlusconi stesso.
Infiltrato a Piazza Navona? Il video scompare da youtube.
Dalle immagini il sospetto è molto forte!
Il video pubblicato dal blog di Grillo che ritraeva un ragazzo in maglietta azzurra e che mostrava un fermo immagine in cui lui è tranquillamente in piedi dentro alla camionetta
mentre fa spazio ai poliziotti che vi rientrano è sparito da youtube. Ho appena fatto in tempo a vederlo, volevo postarlo, ma è svanito nel nulla.
Spero che nei prossimi giorni si capisca il motivo di questo fatto. Il sito dice che il video è stato rimosso dall'utente: per quale motivo non ci è dato saperlo, ma in effetti, gli
atteggiamenti del ragazzo (esponente del "Blocco Studentesco" di estrema destra) sono a dir poco sospetti e si può vedere tranquillamente verso la fine di questo filmato (circa verso
01:43) che interviene dicendo "ragazzi fermi", mentre i polizziotti manganellavano uno dei sessanta. Al G8, come in tutte gli scontri tra manifestanti e polizia, l'agente non si
ferma, neanche ti guarda in faccia...le da anche a te e basta! In questo caso, come per magia, tutto cessa, il "manifestante" è salvo.
Se lui sia o meno parte della polizia a mio modo di vedere alla luce di questo filmato, dei racconti del giornalista Curzio Maltese e del filmato sparito da youtube, conta poco. Lui
sembra, in quella baraonda, godere di privilegi incredibili e di un rapporto amichevole con poliziotti che non dovrebbero far alcuna distinzione e soprattutto, dovrebbero reprimere
coloro che hanno attaccato la manifestazione. Ma mentre i suoi compari vengono fatti sistemare a terra, lui rimane tranquillamente in piedi; conversa più volte con dei poliziotti. Non
sarà un'agente, ma sanno chi è, lo conoscono, ed è facile presumere che sia d'accordo già da prima.
I giornali ovviamente se la prendono con Grillo che ha subito indicato lui come un'infiltrato. Non credo si tratti di un'infiltrato. Quel commando è stato a mio modo di vedere
"assoldato" in blocco, magari in cambio di una lavatina della fedina penale.
Oltretutto non ho ancora avuto notizia di arresti, tant'è che il signor Alberto Palladino detto Zippo (il nome di questo "sospetto") ha potuto anche rilasciare una dichiarazione di
risposta alle accuse di Grillo dicendo che lui non è affatto un poliziotto infiltrato.
Intanto, da queste prime immagini giudicate un po' voi, poi, se verrà reinserito il filmato che è stato rimosso, vedremo anche il resto.
Scontri di Piazza Navona: Racconto allucinante
Già anticipato in parte ieri nel video, il racconto di Curzio Maltese
Questo è un paese senza democrazia, senza giustizia. Non esistono tribunali (ed il G8 l'ha dimostrato) per processare le "divise"; non esistono tribunali (ed il Lodo Alfano, la lentezza della giustizia ecc.ecc.ecc.) per processare i "mandanti politici".
Non bisogna arrendersi. Questa volta i pacifici a mani alzate in piazza erano qualche migliaio...la prossima volta dovranno essere milioni. Dovranno unirsi operai, artigiani, commercianti e tutti gli uomini e le donne che vogliono essere liberi perché qui non si fanno scelte politiche, qui si sta prendendo il potere. Dunque la prossima volta bisogna essere milioni...Che sia la polizia a tremare, Non deve essere il popolo a temere un governo...ma il governo a temere il proprio popolo.
Vi lascio al racconto del giornalista di "La Repubblica"...diffondetelo. Tutti sappiano!
"AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di
gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla,
in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati,
paonazzi.
Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di
polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate.
La polizia, a due passi, non si muove.
Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La
scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma
quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate.
Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene
colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.
Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una
signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione,
bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono
quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande
crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che
picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".
Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre:
"Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare
l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non
volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente
parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non
sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se
non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".
Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì
scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...)
Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso
popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli
tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".
È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona,
attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?".
Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del
poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".
Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a
proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque
minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si
dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano
contro quelli di destra.
Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di
Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un
gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il
primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si
ritrae.
A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande
Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira
teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le
lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai
telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci
stanno fottendo".
30 ottobre 2008 - Curzio Maltese,
La Repubblica.itScontri tra studenti?
Ricordate Cossiga...Ricordate Berlusconi!
Oggi ci sono stati i primi scontri tra "studenti di Destra" e "studenti antifascisti"....secondo i telegiornali di regime.
Vi ho inserito prima la testimonianz di Curzio Maltese (La Repubblica) e poi, dato che nessuno glielo offre (visto che lo s'invoca ogni volta che un Travaglio, un Santoro, o un qualsiasi altro apre bocca) così come fatto dal blog di Di Pietro, anche noi diamo diritto di replica agli studenti. Quello che viene raccontato a mio modo di vedere fa riflettere. Personalmente la vedo come il signore che interviene ad un certo punto del filmato. Questa è dittatura.
Passa la Gelmini. Unica speranza il referendum
Italia sempre più a rischio dittatura.
E' passata! Il triangolo delle Bermuda in cui spariranno nei prossimi anni 8 miliardi di euro di finanziamenti per la scuola, 47 mila insenganti, un 100.000 tra operatori ed ausiliari
e che apre la strada alla riforma vera e propria, quella del disegno di legge Aprea, che ha come obbiettivo aziendalizzare e dunque controllare scuole e formazione, è realtà.
Ma se questo governo conta di andar avanti a suon di fiducia sulle leggi "impopolari", ignorando piazze ed opposizione, vorrà dire che saranno i referendum a far a pezzi
quest'ennesimo obrobrio.
L'Italia è davanti ad una presa del potere. Berlusconi vaneggia anche sulla legge elettorale europea, vuole esser lui a nominare chi ci va, vuole che siano i partiti a scegliere i
rappresentanti in ogni dove e dati i risultati che sta ottenendo, con il suo parlamento scelto per gran parte da lui, che vota sempre "SI" ai suoi decreti, diesegni ed altro, c'era da
attenderselo.
Berlusconi poi punta alla riforma della giustizia. Se ci riesce, mettendo a capo dell'organo di governo della magistratura un potere politico di fatto, la democrazia sarà
ufficiosamente eliminata.
Infatti noi tutti a scuola abbiamo studiato che la nostra democrazia si fonda sulla divisione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, indipendenti l'uno dall'altro.
L'indipendenza di ogni funzione e dei tre organi che le svolgono, rispettivamente Parlamento, Governo e Magitratura, fanno si che nessuno possa avere il sopravvento ed instaurare una
dittatura di qualsiasi natura.
Attraverso l'eliminazione delle preferenze e quindi con la nomina dall'alto dei parlamentari che vengono eletti dal capo dello schieramento e dunque dal capo del governo, il
parlamento smette di essere l'organo legislativo. Infatti, lo stiamo vedendo, attraverso lo strumento della fiducia, il Parlamento sta divenendo sempre più un organo di consulenza e
formale approvazione di leggi pensate e disposte dal governo. Le opposizioni non possono che prendere atto, gli emendamenti vengono bocciati ad oltranza. In poche parole: Berlusconi
decide da solo le leggi, le propone, le fa votare a chi lui ha nominato e le approva...QUESTA NON E' DEMOCRAZIA.
Con la riforma della Giustizia, che nel silenzio si sta studiando, si vuole inserire il controllo politico del Parlamento (nominato in maggioranza dal Premier ovvero colui che
possiede già di fatto, seppur non formalmente, il potere legislativo ed esecutivo) nell'organo di autogoverno della magistratura, ovvero il CSM. Il parlamento dovrebbe fare le nomine
dei giudici. Con quest'ultimo pezzo del Puzzle si aggiungono: la legge per proibire la pubblicazione di atti giudiziari ed intercettazioni anche se non più coperte da segreto, ovvero
il bavaglio definitivo al diritto d'informazione; la nuova salva rete4 che toglierà frequenze a RAI 1 per far rimanere l'abusiva televisione del premier in Onda, Fede a fare da
ammaestratore di anziani (non a caso, il palinsesto televisivo pomeridiano di retequattro propone tutti classici molto datati che attirano tanti anziani nostalgici, per poi servire la
propaganda di Fede subito dopo!)...la riforma Gelmini (primo passo del "progetto APREA") attacca l'autonomia dell'insegnamento ed assoggetta i contenuti al nulla osta dei
privati.
Della democrazia rimangono solo i Referendum abrogativi, ultima arma difensiva del popolo italiano contro il potere totalitario di un elite che ormai controlla tutto. O si reagisce
ora, oppure per l'ennesima volta nella storia, il sogno della democrazia è finito. Ed in un periodo in cui c'è scarsità di risorse naturali, alla vigilia delle prime "guerre" per
l'acqua, il sistema non democratico è quasi una garanzia di rivivere gli orrori del passato e forse anche di peggio.
Dibattito sul decreto Gelmini a Guardiagrele: i dati di Nelli
L'assessore all'istruzione della Provincia di Chieti: "I tagli ci sono e sono pesanti!"
Nell'attesa che youtube smetta di fare lo schizzinoso e di impedire la visualizzazione dei video che carico, pubblico le considerazioni sui contenuti dell'intervento dell'Assessore
all'Istruzione della Provincia di Chieti, Luciano Nelli. Un intervento che è fondamentale per fare chiarezza in tutto ciò che si dice riguardo questa "riforma".
Leggendo i decreti si smontano, una per una, tutte le dichiarazioni del governo. Infatti il decreto scrive chiaramente che ci sarà il ritorno al maestro unico, che verranno
garantite 24 ore settimanali la mattina con l'utilizzo del personale in esubero per il "tempo scuola" pomeridiano. Ma i tagli alla spesa si fondano proprio sulla riduzione
del personale e dunque, nel breve volgere di qualche anno, il personale in esubero verrà pian piano eliminato, chi per pensionamento, chi perché precario e quindi
rimandato a casa. Una volta a regime dunque, questa "riforma" prevederà la garanzia delle sole 24 ore settimanali (08:30-12:30 dal lunedì al sabato) con un unico maestro e
classi più ampie (30 alunni circa).
E' lo smembramento di quello che a livello internazionale è uno dei pochi punti d'eccellenza del nostro sitema Statale, ovvero le scuole primarie, che sono ai primissimi posti
in Europa e nel mondo ed il cui modello viene studiato persino in America.
Facendo un discorso politico, non si può giustificare in altro modo, se non quello di destabilizzare questo modello d'eccellenza pubblico a favore di un interesse
"privato", il produrre tagli su un qualcosa di perfettamente funzionante che anzi, andrebbe incentivato.
In più verranno predisposti accorpamenti per tutte quelle scuole (ed in montagna non sono poche) che hanno meno di 50 alunni. Il particolare però è che se in
un paese, una struttura ospita 40 bambini di elementari e 30 di medie (per un totale di 70) questa vengono chiuse entrambe. Significherà spostare i bambini (con spese a
carico di enti e genitori) creando notevoli disagi a tutti.
Ovvio che in queste realtà, il privato potrebbe facilmente inserirsi offrendo semplicemente la comodità della scuola in loco e del tempo pieno (che la scuola pubblica non
garantirebbe più) senza oneri e con ampi profitti. Una manovra che in ultimo, costerà migliaia di posti di lavoro tra cattedre e personale ATA ed operatori vari, che
naturalmente nella scuola privata verranno assunti a progetto e quindi con un ulteriore allargamento del precariato ed una dunque minor tutela per gli insegnanti
stessi che si vedranno oltretutto costretti a fornire la didattica stabilita dai proprietari della scuola.
In Abruzzo salteranno diverse presidenze, la maggior parte delle quali in provincia dell'Aquila e di Pescara (rispettivamente 10 ed 11) e la stima
prosegue con circa 4 presidenze tagliate anche nel teramano. Solo il chietino potrebbe limitare i danni grazie ad un ridimensionamento già effettuato, ma basandosi il
criterio su un rapporto demografico (e visti i dati che parlano di continuo abbassamento di nascite e spopolamento nell'ultimo decennio ndm) non è detto che non colpirà anche
noi.
Questa è la realtà per quanto riguarda la scuola pubblica. Questo è ciò che sta avvenendo e che il governo goffamente cerca di smentire.
Il governo regala l'acqua alle multinazionali?
una legge approvata in agosto minaccia il bene più prezioso.
Signore e signori, vi porto la prova di come agisce questo Governo e di come la democrazia e la libertà siano veramente in pericolo. A seguito di una mail mandata da
Danilo ho fatto le mie verifiche ed ho scoperto quanto segue.
Il 25 giugno 2008 il viene approvato il DL (decreto legislativo) nr 112/2008. Attraverso il link, andate alla fine
dell'articolo 23 "Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato" e potrete notare come è seguito subito dall'articolo 24.
Il 5 agosto 2008 (mentre tutti pensavano alle ferie, Grillo e Travaglio compresi) il Parlamento approva il decreto che diventa
legge L 133/2008. Ma spulciandolo, qualcuno si è accorto che nel frattempo, in questo decreto è stato aggiunto un articolo: l'articolo 23 bis.
l'articolo 23 bis porta il seguente titolo: "Servizi pubblici locali di rilevanza economica"
In quest'articolo si impone la privatizzazione di tutte le risorse pubbliche, in particolare dell'acqua, sulla base delle regole di mercato. Il che significa, non
prevedendo ostacolo di alcun tipo, che si apre il mercato alle multinazionali per il controllo dell'erogazione di acqua.
Il testo rimanda alle Regioni la decisione delle modalità contrattuali sulla gestione delle reti, ma non esplicita "alcun onere" dei privati riguardo la manutenzione
ed il ripristino della rete di distribuzione, che resta pubblica proprio per far ricadere tutti i costi sulla collettività e garantire ai privati esclusivamente
l'utile.
Data la nostra realtà, l'incredibile situazione in cui versa il nostro territorio, stiamo sperimentando in questi mesi cosa significa affidare ad un privato (SASI nel nostro caso) la
sola gestione della distribuzione senza alcun tipo di onere riguardante la manutenzione dell'impianto. Siamo a novembre ed a causa di tubature fallate ovunque e di
una mancanza totale di investimenti pubblici o privati per garantire nuovi approvigionamenti idrici, non abbiamo che poche ore d'acqua al giorno. Le bollette comunque
le paghiamo, le tariffe si alzano ogni anno e paghiamo anche l'aria che passando ad ogni ripristino del flusso attraverso i condotti viene conteggiata come
acqua! (quant'aria avremo pagato come acqua da giugno ad ora?)
Ma sebbene questa realtà della privatizzazione sia già un qualcosa in essere (non v'è novità in questo), con questa legge non solo si fa obbligo d'affidamento a privati della
gestione della risorsa, ma si specifica anche che questo deve avvenire secondo le sole regole (quali? Proprio Tremonti parla di una mancanza totale di regole
nel mercato!) di mercato e quindi si apre all'assalto delle multinazionali che mentre il mondo è ancora ossessionato dal prezzo del petrolio, sono già avanti ed
intendono mettere le mani sull'oro azzurro.
L'acqua permette la vita. Controllare l'acqua significa avere un potere assoluto su ogni popolazione. Le multinazionali, o comunque i privati, possono gestire
(garantendo un minimo non definito e quindi "suscettibile" a stime di quantità simili a quelle del petrolio) la risorsa più scarsa ed importante del pianeta come preferiscono ed
oltretutto non vengono messi limiti riguardo la "commercializzazione" del bene. In pratica si parla solo di "distribuzione" e per distribuzione si può intendere anche
'imbottigliamento. Le speculazioni che abbiamo visto sul prezzo del Greggio sono state nulla in confronto a quelle che vedremo sull'acqua, con la differenza che se la
benzina sale, magari troviamo il modo di farne a meno quando non è indispensabile la macchina o troviamo mezzi e forme di energia alternativa; se sale il prezzo dell'acqua,
alternative non ne esistono ed a noi non resterà che pagare.
Prego, chi un po' se ne intende di esaminare con cura questo Art. 23 bis e valutare se le mie considerazioni sono in qualche modo errate. Resta il fatto che,
se i bene informati definiscono l'affare "SASI" una sorta di truffa, questo articolo, per come è scritto, potrebbe rivelarsi una rapina, ben nascosta in un "innocuo"
decreto legge che nessuno si è degnato di rileggere prima dell'approvazione o il cui art 23 bis è stato considerato poco importante.
Questo è comunque il governo della libertà, della trasparenza, del nuovo che avanza! Che inserisce articoli a tradimento in decreti apparentemente innocui o che trattano di tutt'altra questione, per far passare inosservato un provvedimento "impopolare" ed evitare il dibattito parlamentare su ogni questione "delicata". Lo hanno fatto con la scuola, l'hanno provato a fare con le leggi salva-premier (articolo nel decreto sui rifiuti però scoperto) e lo fanno in ogni cosa che potrebbe toccare la loro "immagine". Privatizzano tutto, così da comprare tutto ed aver potere su tutto, senza scrupoli, per il solo lucro dell'elite di cui sono rappresentanti ed esponenti. Vanno fermati e subito.
WAKE UP!!!
Dibattito sul decreto Gelmini a Guardiagrele: Introduzione.
Un attacco concentrico per costruire un altro modello di società!
<<Un attacco concetrico per costituire un altro modello di società>>...<<Nessuno dice che questo è il momento migliore, visto che la gente è indifesa, per
iniziare a smantellare uno Stato, una società, che ci ha retto negli ultimi cinquant'anni.>> (Nicola Tinari, Consigliere Provinciale P.R.C.)
Dell'introduzione al dibattito che vedrete in questa prima parte del filmato questi, a mio modo di vedere, sono i punti di maggior interesse per cominciare a fare un discorso generale
non solo su questo decreto o riforma scolastica, ma sull'intero contesto in cui questo dispositivo si inserisce.
Perché alla fine la sensazione complessiva, se si fa una cernita delle politiche che da anni si stanno portando avanti è proprio questa: una progressiva demolizione di tutto
ciò che garantisce stabilità allo Stato sociale per favorire un dinamismo, una "flessibilità" che va a vantaggio solo ed esclusivamente di una certa
tipologia di persone e soprattutto dell'elite imprenditoriale, finanziaria e bancaria italiana.
Dalla precarizzazione del lavoro, introdotta in alcuni settori dal primo governo Prodi e poi liberalizzata e diffusa a macchia d'olio dalla legge 30 senza lo studio
di validi ammortizzatori sociali, alle politiche sanitarie che hanno fatto della sanità stessa non solo una fonte infinita di debiti, ma anche un luogo che la politica
utilizza per coltivare clientele senza curarsi dei servizi, passando per la svendita di aziende statali strategiche (ultimo caso Alitalia, il cui debito
viene pagato dagli italiani e la parte attiva rilevata dalla CAI, che nonostante la paghi una miseria, non ha ancora chiuso l'accordo).
In questo quadro si inseriscono le riforme scolastiche ed universitarie ed i continui tentativi di equiparare, in termini di finanziamento, il pubblico con il
privato, dove quest'ultimo oltretutto non dimostra affatto una volontà d'eccellenza dato che noi tutti sappiamo che le scuole private, per lo più, sono istituti dove tu vai,
paghi, ed esci con un pezzo di carta. Non eccellendo il privato, si cerca di disastrare il pubblico affinché la privatizzazione venga vista come una necessità. La
stessa strategia utilizzata in pratica nell'ambito sanitario e della gestione della risorsa idrica di cui tutti oggi iniziamo a vedere i primi effetti.
Gli interventi pesanti sulle scuole dell'obbligo, la cui scuola primaria ad oggi, è ai primissimi posti in europa e rappresenta un modello di confronto per gli altri paesi, è
un chiaro segno di questa volontà di favorire il privato attraverso lo smembramento del pubblico. Non è un semplice batter cassa. Le scuole primarie private sarebbero una
cospicua fonte di denaro per i privati, un investimento su un settore irrinunciabile per il paese, che però oggi è impossibile, dato il sistema pubblico così
efficente. Si distrugge il pubblico, si finanzia il privato in maniera tale che quest'ultimo possa esser competitivo e guadagnare progressivamente "mercato" senza
costringerlo ad investire in "eccellenza". Perché dopo il lavoro, anche l'istruzione si vuol trasformare in un mercato ed è questo il lato più tetro della politica che il PDL
vuole portare a compimento.
Il 3 + 2 è stato forse il colpo di grazia al sistema universitario che era quello più in difficoltà. Il governo Berlusconi si lamenta e giustifica i tagli all'università col
proliferare di corsi di laurea, senza contare che era stato introdotto questo "modello" proprio con la scusa di permettere, una maggiore diversificazione dell'offerta
formativa universitaria ed al contempo, dato che molti non completavano il percorso del vecchio ordinamento (5 anni in genere) consentiva dopo tre anni di uscire
dall'università con una laurea generica che oggi si dimostra inutile quanto purtroppo, spesso, anche quella specialistica. Un primo taglio utile sarebbe il tornare
indietro proprio su questi punti, selezionando, anno dopo anno, i corsi migliori che offrono specializzazioni "concrete".
La cosa infatti importante da dire sull'università è che oggi si dimostra spesso un investimento proibitivo e/o inutile per studenti e famiglie. Il mondo del lavoro è
bloccato a caste per cui sono le raccomandazioni di personaggi politici, del mondo imprenditoriale o accademico, o del nome altisonante a dar valore alle
lauree, non le lauree a raccomandare un individuo come meritevole di un posto di lavoro.
L'università è sempre più un luogo dove andare a farsi una cultura e basta. L'equazione LAUREA=POSTO è sempre più sconfessata da migliaia di giovani che poi si ritrovano a far
tutt'altro nella vita ed a vivere un'esistenza precaria.
Ad ogni modo, per concludere questo primo pezzo, dico solo che Tinari centra il punto. Questa riforma è solo una parte di un progetto ben più esteso e complesso che mira alla
costituzione di una società diversa, più controllata e meno critica. D'altronde le cose più importanti in ogni sistema autoritario è il controllo delle menti attraverso
propaganda (Media) e formazione (media-istruzione). Perché, come vedremo più avanti, e come si può facilmente evincere dal progetto di legge Aprea, il tentativo è di stabilire
il controllo privato, attraverso capitali, attraverso Partnership, sulla didattica scolastica e sulla gestione della scuola e dell'università è evidente. Sono questi punti a
rappresentare le fondamenta di questa idea di "riforma" di cui il decreto Tremoniti-Gelmini è solo un'avanguardia.
A che serve la "Riforma" Gelmini?
Non è che serve a finanziare le promesse elettorali di Berlusconi?
Il governo prima fa i tagli e poi la riforma. Un po' come in Abruzzo: prima approvato il piano di rientro, solo poi il piano sanitario...ed il risultato è sotto gli occhi di tutti,
ovvero è caos!
In più anche la prassi sembra quella, con accorpamenti di istituti di montagna, tagli di personale superfluo, spostamenti di maestri dalla mattina al pomeriggio, da una provincia
all'altra e via dicendo, tempo pieno che aumenta di ore, ma con lo stesso personale, anzi meno. Il solito "potenziamento" tagliando.
Il centro-destra locale quando fu presentato questo modus operandi sulla sanità disse che si voleva lubrificare la supposta, addolcire la pillola, praticare l'eutanasia, perché gli
ospedali avrebbero chiuso o quantomeno sarebbero stati smembrati. Non hanno chiuso, ma la sanità è stata massacrata in termini di servizi e soprattutto di sicurezza. Con queste
premesse, attendiamo il loro punto di vista e che soprattutto si facciano sentire, attraverso i loro canali, con la vetta del PDL per la quale sarà necessaria probabilmente
l'intercessione della (non più) vergine Gelmini, o la (mai stata) vergine Carfagna, che come Maria per Dante, faccia volgere lo sguardo del Dio Nano verso di loro senza che loro
perdano il senno (o lo riprendano).
Le università, con questo decreto, vedranno calare il numero di docenti bruscamente e probabilmente saranno costrette ad alzare le tasse non di poco: chiedete a qualsiasi genitore
quanto costa già oggi uno studente all'università. Con questo taglio si dice di voler combattere il "baronato", ma curiosamente, devono andare in pensione 5 baroni per
permettere l'entrata di un solo nuovo giovane. I baroni affezionati a stipendio ed università, per salvare sia la prima che la seconda cosa, non andranno più in pensione e quindi
l'università peggiorerà ulteriormente, con i giovani tagliati fuori.
Dei fenomeni dunque questi del governo! Che poi tagliano la ricerca in un momento in cui la ricerca è l'unico motore in grado di farci uscire dalla recessione e mantenerci in
concorrenza con i paesi emergenti. Una domanda: ma non è che per caso a scuola ci devono andar loro? La sensazione è che gli istituti privati in cui sono stati mandati non abbiano
fatto grandi cose.
La cosa più pazzesca in assoluto, che si riconduce all'inizio del mio post, è che questi tagli sono previsti prima ancora che si discuta la riforma, discussione che secondo lo stesso
Berlusconi, non è iniziata neanche all'interno del governo. In pratica è un taglio di spesa pubblica di 8 miliardi. 8 miliardi che in parte vanno a coprire l'ICI (delle fasce medio
alte di reddito, ovvero benestanti e ricchi, perché ai poveri aveva già pensato Prodi) in parte vanno a coprire probabilmente il debito che abbiamo contratto quando il governo ha
scaricato la parte "malata" di Alitalia sugli italiani, per regalare la parte "sana" della compagnia a Colaninno, Tronchetti Provera, Marcegaglia ecc.ecc.ecc. una compagnia di
bandiera immacolata che oltretutto non hanno ancora pagato, dato che le banche che dovrebbero prestar loro i soldi per farlo (perché non li hanno) stanno fallendo una dopo
l'altra.
Tagli che devono coprire il nuovo dispositivo che consente voli con aerei di Stato a tutti i ministri, vice ministri, sottosegretari, famigliari, portaborse ed "occasionalmente"
civili che non hanno nulla a che vedere con loro, ma che vengono preventivamente autorizzati dal politico stesso. Insomma: anche qui i clandestini sono gli unici a non essere
ammessi!
Tagli che si annunciano così, con calma e senza per piacere, quasi sottovoce, quando invece si strobazzano i fondi per salvare i banchieri, gli istituti di credito. Lo Stato vuol
garantire i risparmiatori? Garantisca solamente i conti correnti della gente e fino ad un limite umano (non sopra i 100.000 euro). Oltre, chi vuole ritiri, i finanzieri vadano ad
occupare wall street e Piazza affari, che tanto noi le forze dell'ordine a farli sgombrare non ce le mandiamo, perché così è la buona volta che li muriamo vivi e non ci pensiamo più.
Si riparte tutto da capo. Come diceva Grillo tempo fa: Reset!
Un decreto insomma geniale. Si fa prima di sapere come riorganizzare scuole ed università e si fa per tagliare spese che coprono le speculazioni elettorali di Berlusconi. Stiamo
pagando la sua campagna elettorale. Stiamo pagando a caro prezzo le SUE promesse. Se mi prometti una Ferrari, e poi mi compri una Punto magari non sono contento o resto deluso; ma se
mi prometti una Ferrari, me la fai vedere, mi dici "eccola, come ti avevo promesso: è tua!" e poi insieme alle chiavi mi chiedi di firmare l'assegno per pagarla, allora vedi che
strada devi fare.
Per di più sappiamo come Berlusconi ha risolto gran parte del problema rifiuti di Napoli (cosa della quale si vanta), trasportando 6 milioni di tonnellate di rifiuti nella sempre
ostile (a Prodi) Lombardia. Un miracolo che solo lui poteva fare perché nel PDL lui comanda e gli altri eseguono. D'altronde libertà e democrazia sono l'ossatura del PDL no?
Continua a prendere in giro la gente e neanche tanto chi non l'ha votato. Prende deliberatamente per idioti (e per noi che sapevamo come sarebbe andata, la tentazione di dire che non
ha tutti i torti è forte!) i suoi elettori e penso anche gran parte dei suoi stessi subordinati locali di partito (perchè nel PDL tutti sanno che lui decide e gli altri sono
subordinati alle sue volontà e direttive!). Chi lo appoggia e lo sostiene, fino ad arrivare a mettersi sotto la stessa bandiera a parlare di democrazia e libertà dovrebbe riflettere
sul fatto che sino ad ora l'unica cosa a costo zero che ha fatto Berlusconi per il paese dal momento in cui è andato al governo è il LODO ALFANO! E guarda caso, l'unica cosa a costo
zero, per chi l'ha fatta?
La politica di Berlusconi tra scuola, università e pubblico impiego rischia, in un periodo nero come questo, di mandare per le strade centinaia di migliaia di lavoratori che, con
famiglia, sicuramente arrivano a sfiorare un milione di italiani. Sono tagli assurdi a fronte di una detassazione pari a zero (solo lo straordinario è detassato, ovvero il lavoro "in
più" che non ti permette di avere una vita!), di un ICI che paghiamo in servizi e vantaggi per cordate imprenditoriali che oltretutto, per quanto riguarda Alitalia, ci costano diverse
migliaia di cassaintegrati. Viene ignorata la costituzione, viene umiliato lo stato di diritto e con esso rischiamo di perdere alcuni diritti irrinunciabili che già oggi vengono
abbondantemente calpestati.
In sei mesi è riuscito a mobilitare decine di migliaia di studenti (ed il movimento è in continua espansione). Appuntamento al primo anniversario del berlusconi tris per la
rivoluzione vera e propria! Che sia la volta che ce lo leviamo veramente dalle balle? '68-'08...che Berlusconi riesca nel miracolo di risvegliare (anche se a legnate) l'Italia? Forse
è da illusi. Certo è che in questo momento il sistema che da forza al premier è in crisi. Il suo potere si fonda sui soldi, sul mercato che è crollato. Abbiamo un'opportunità
forse...certamente abbiamo ed avremo sempre una speranza.
Berlusconi si smentisce da se...ma non fatevi ingannare.
La protesta aumenta e non è così "terroristica"
Ho inserito due video. Nel primo l'agghiacciante discorso "minaccia" di Berlusconi, tipico da dittatore <<Darò precise istruzioni al ministro dell'interno per impedire che ciò
avvenga!>>, con il paragone inquietante con il diktat bulgaro di su Biagi Santoro e Luttazzi che vuole farci tener a mente che certe promesse, a differenza di altre, il premier
le mantiene.
Nel secondo un esempio di chi sono questi "pericoli" che vanno combattuti con tanta forza, in una manifestazione studentesca a Firenze che simboleggia uno degli effetti che questa
riforma avrà se verrà messa in atto: la fuga definitiva dei cervelli.
Ciò che spaventa è che i ragazzi, più il premier provoca, più diventano determinati, mentre Berlusconi è nel pieno della sua campagna "io decido!" e quindi non vuole piegarsi ed è
pronto veramente ad usare qualunque metodo per non permettere a nessuno di contrastarlo.
I genitori dei nostri universitari avranno paura per i loro figli e purtroppo hanno ragione. Spero che però non facciano l'errore di imporre loro di staccarsi da questa protesta.
Sarebbe bello anzi che i genitori stessi si unissero ad essa. La scuola pubblica è un bene di tutti e va difesa da tutti.
Intanto Berlusconi (sento dai titoli solo ora) ha appena smentito quello che ha detto. In più ha annunciato che per l'università non hanno ancora fatto niente e chi va in piazza per
protestare su questo ci va perché gli piace. Il tutto con un tono austero. La Gelmini dice che "le informazioni date alle famiglie sono false e terroriste!".
Si sforzano insomma di riparare alla criminalizzazione degli studenti che è stata fatta non più tardi di ieri. Tutti negano l'intenzione di usare le forze dell'ordine, ma i filmati sconfessano tutto...insomma loro dicono che sinistre, sindacati, professori e studenti dicano il falso: guardate il filmato di Berlusconi e poi chiedetevi: chi dice balle?
Riforma Gelmini: Studenti guardiesi interessati ma forse intimoriti.
A liceo un compito in classe, ma senza confronti; Ragioneria: "ma è quello per cui fanno occupazione?"
Oggi sono andato alle superiori guardiesi, liceo e ragioneria, per distribuire i volantini del dibattito sulla riforma Gelmini.
Intanto ho scoperto che proprio oggi, una classe del liceo, ha fatto un tema a riguardo. Una studentessa, di cui ovviamente non faccio il nome, anche perché non lo so, alla domanda "e
tu che hai scritto?", mi ha risposto: <<Beh, ho scritto così, in generale ed ho evitato i commenti perché non so la prof di che partito è.>> Le ho detto:
<<Va beh, cosa importa di che partito è? E' quello che pensi>> lei ha risposto <<Si ma poi se mi mette quattro?>>.
Ovviamente sono convinto che questa sia una sua percezione e mi auguro che le nostre scuole non abbiano professori che valutano il compito dall'orientamento politico delle idee.
Ma se questa è la percezione che ha uno studente della sua "libertà di pensiero", se è così che è cresciuto, se nessuno lo sprona a battersi per le proprie idee,
anche se questo può costargli qualcosa, lo studente crescerà sottomesso ed omertoso. Invito quella ragazza e tutti gli altri che si sono trovati dinanzi a questo
dubbio a non temere le proprie idee. Io ogni giorno scrivo qui le mie e sono certo che do fastidio a chiunque e che prima o poi troveranno il modo di farmele pagare.
Ma anche se ne subirò le conseguenze, lo farò da uomo libero. Vorrei che voi studenti, come prima cosa imparaste a difendere questo: la vostra libertà di pensiero,
perché è l'unica reale libertà che esista. E sprono i vostri professori, se passassero di qui, a darvi le stesse indicazioni, perché è loro responsabilità insegnarvi cos'è una
democrazia, quali sono i vostri diritti civili. L'opinione è un diritto difeso dalla costituzione ragazzi. Se vi penalizzano per un'opinione siatene fieri. Appendetevi al
petto il vostro 4 e girate a testa alta. Con questo non vi voglio dire che non dovete riflettere e mettere in dubbio anche le vostre di idee, confrontarle ed
attraverso il confronto, magari arricchirle, migliorarle. Dico solo: non le tacetele mai, anche quando sono impopolari, anche quando vi espongono dinanzi ad un
rischio di penalizzazione!
Ho incontrato due ragazzi, ho dato loro il volantino e mi hanno detto: <<Ma noi siamo di destra!>> ho risposto: <<E che problema c'è? Questo è un confronto per
capire cosa accade veramente. E poi di quale destra siete?>> loro hanno risposto: <<Di destra destra, di Forza Nuova>>. Ho detto loro: <<Guardate che per
quello che ho capito, la scuola pubblica è un qualcosa che comunque credo accomuni anche la destra estrema>>. Mi hanno chiesto: <<Ma tu sei di Rifondazione?>> ho
risposto: <<No, ma appoggio queste battaglie!>> <<Allora sei dell'università!>> <<No! è semplicemente perché ci credo!>>. Credo di
essergli sembrato una sorta di alieno. Uno che non fa parte del partito che organizza, che non fa l'università che però si interessa alla cosa. Hanno accettato il volantino ed è stato
bellissimo sentire, mentre andavo via: <<Su questa cosa la destra e la sinistra si devono mettere insieme!>>. Ovviamente, ma l'ho sempre detto, secondo me
bisogna riunire ciò che il potere divide. Ci mettono destra contro sinistra, poliziotti contro manifestanti. Tutti usati come pedine in un eterno "dive et impera". Io
sostengo che a questo mondo esiste solo il partito del buonsenso, o quantomeno, a quello sono iscritto dalla nascita.
A margine di questo, prima dell'uscita dei ragazzi, ho parlato con un carabiniere di cui non rivelo il nome perché non gli ho chiesto di pubblicare il suo pensiero, ma ritengo
interessante la conversazione quindi ne porto un sunto. Abbiamo parlato un po' del clima che si respira e lui mi ha detto che se si continua così, succederà un
disastro, lasciandomi intendere la sua preoccupazione. Mi ha detto che per lui, quello che si sta facendo alla scuola pubblica ed al pubblico in generale non è
affatto positivo. Mi ha accennato alle condizioni della sua realtà professionale, con esempi incredibili. Penso che chiederò a lui ed ai suoi colleghi un'intervista perché,
tra tutto il pubblico che il governo Berlusconi sta mettendo in crisi, c'è anche la componente dell'ordine pubblico.
Il mio timore, a riguardo è che il governo proceda con l'arma del ricatto, promettendo di tutelare l'arma e le forze di polizia, solamente se avallano determinate politiche
"decisioniste". Ovviamente è un mio pensiero, una mia opinione, una mia preoccupazione. Conto nei prossimi giorni di raccogliere qualche testimonianza
ufficiale e fare un pezzo proprio su questo tema.
In più vorrei proporre, a chiunque volesse appoggiarlo, un concerto di protesta contro la riforma Gelmini. Sarebbe un buon modo per unire i giovani, divertirsi e far
informazione allo stesso tempo. I termini sono stretti, con l'ostacolo della campagna elettorale che parte a fine mese. Vediamo cosa si riesce a fare. I giovani vanno resi
coscienti, così che non si trovino oggi a sognare un domani che non potranno mai avere, come è successo alla mia generazione.
Scarica e diffondi il volantino del confronto sulla riforma del 24 ottobre.
Marco Travaglio: diffamazione o reato d'opinione?
Condannato in primo grado per aver scritto il vero ma aver esagerato nel farlo.
"Prima o poi si sbaglia tutti" ed ora il sempre assolto Marco Travaglio si trova a prendere la sua prima condanna (in 1 grado) per diffamazione dell'avvocato Cesare Previti (ammesso
che sia possibile diffamare Previti come sottolinea lo stesso Travaglio). Ovviamente, contrariamente a quanto accade quando viene condannato un politico, o quando si scoprono i
fattacci di qualche grande imprenditore/manager che attraverso le sue malefatte vanno a colpire l'interesse pubblico, molti giornali ieri hanno riportato la notizia in rilievo.
"Chi di sentenze ferisce di sentenze perisce" sghignazzeranno i potenti per questa sentenza che in un paese normale significherebbe, (dato che i fatti sono veri) che ha "esagerato"
traendo conclusioni che all'occhio del giudice monocratico sono risultate diffamatorie. Travaglio si difende dicendo che i giornali che hanno dato risalto a questa notizia, dovrebbero
pubblicare l'elenco di tutti i giornalisti che hanno nelle loro redazioni (a partire dalla RAI) già condannati (anche in via definitiva dalla cassazione) per diffamazione. Dice che in
qualche modo ogni giornalista sa che prima o poi arriva per tutti una condanna e ricorda come Montanelli, condannato per aver definito "Padrino" De Mita, "si appese quella condanna al
petto mostrandola con orgoglio".
Sicuramente, da ora in avanti, la prima obiezione che si solleverà nei confronti di Marco Travaglio ogni volta che scriverà o dirà qualcosa di poco simpatico ai signori del potere, è
che lui non è attendibile perché condannato per diffamazione. Si solleverà sempre l'obiezione che se secondo lui un banchiere non può fare il nr1 di mediobanca perché colpevole in
primo grado di bancarotta fraudolenta (ovviamente si parla di Geronzi), neanche un giornalista può fare il giornalista perché ha un precedente per aver diffamato qualcuno.
Ovviamente, per chi è sano di mente, il fatto che Travaglio venga condannato perché un giudice ritiene che abbia passato il segno è un qualcosa di molto soggettivo e comunque
Travaglio non amministra soldi pubblici, ne è responsabile dei risparmi della gente, ne tantomeno è seduto in parlamento. Certo, se questa condanna divenisse definitiva, Travaglio
perderebbe la poltrona di ministro della giustizia nel governo immaginario ed ideale di Beppe Grillo, in quanto sarebbe pregiudicato. Ma c'è sempre Peter Gomez o Lirio Abate, o
Saviano. Per fortuna siamo ancora "coperti" in quel campo.
Questo però è il rischio della politica a mio modo di vedere. Le tutele, di cui i nostri politici abusano per evitare d'esser processati per abusi d'ufficio, per favoreggiamenti in
una scalata illegale, per la loro politica clientelare al limite delle tangenti ecc.ecc. dovebbero servire solo per difendere i parlamentari dai "reati d'opinione". Non a caso,
proprio Travaglio, a differenza di Grillo, ha sempre fatto dei distinguo per quanto riguarda l'accesso dei "pregiudicati" in parlamento ed ha più volte spiegato il senso storico dei
privilegi di cui godono, figlio dell'esperienza sotto il fascismo in cui si usavano i tribunali per far tacere e sparire ogni voce contraria al regime. L'autorizzazione a procedere
sarebbe una garanzia e non un privilegio.
Io nell'Italia di oggi sono del parere che in qualche modo, specie gli opinionisti come Travaglio, debbano essere considerati dei politici, ma non nel senso classico che noi
attribuiamo al termine e neanche nel senso "anti-politico" che tutti cercano di affibbiar loro. Io stesso faccio in qualche modo politica attraverso questo blog ed attraverso ciò che
scrivo nelle mie canzoni. Travaglio va considerato politico perché il giornalismo, per quanto non sia formalmente scritto, ha una sua funzione politica. Senza essere ipocriti, le
notizie e le opinioni dei giornalisti influenzano, oggi più che mai, le scelte politiche della gente, che nell'era della globalizzazione, degli effetti a catena, per comprendere la
realtà, si affida all'informazione. E' così che in anni di martellamenti riguardo rapine e stupri da parte degli immigrati, si è creato il clima xenofobo che si respira oggi,
alimentando il consenso per il centro-destra. E' così che schiere di economisti hanno bollato come impossibile sostenere il sistema di tassazione del Governo Prodi (che però garantiva
un minimo di wellfare) ed ora tacciono sul fatto che Berlusconi le tasse non le stia tagliando, occupandosi solo dei fatti suoi e di distruggere tutto ciò che di pubblico esiste per
il business dei privati.
Alla luce di ciò, se venisse condannato in via definitiva (in cassazione cioé) Marco Travaglio, non avendo fornito fatti falsi, ma avendo solamente "esagerato" nelle sue conclusioni
tratte da esse, a mio avviso rientra, (per la funzione che nel tempo si è ritagliato all'interno del sistema dell'informazione, essendo, prima ancora di Beppe Grillo, colui che
denunciava fatti volutamente omessi da un'informazione omertosa e/o controllata), nella categoria dei "reati d'opinione", ovvero proprio di coloro che la costituzione stessa
voleva garantire.
Dato che i politici, quando accadono questi avvenimenti, che coinvolgono membri di quella casta, fanno a gara a mostrare solidarietà ai colleghi "ingiustamente" indagati o condannati (esempio con Mastella o Cuffaro), io faccio lo stesso. La mia piena solidarità a Marco Travaglio per questa vicenda ed un invito, anche se mi appare scontato che lui lo faccia, a proseguire nel suo impegno. Poi alla fine a Previti, con le sue malefatte che hanno riempito non pochi best seller di Marco Travaglio, una particina di quegli introiti bisognava anche dargliela. E' ingiusto arricchirsi sulle spalle dei criminali...o no?!
Ovviamente, l'ultima affermazione, qualora ci fosse bisogno di sottolinearlo è una provocazione.
Manifestazione 12 ottobre: sorridiamo al fanatismo?
Palmerio e Del Turco sono nemici; il Pdl "sia benedetto!"
Una voce tra la folla si alza:<<Sindaco, dimettiti! Hai chiuso l'ospedale!>>. <<Del Turco ricacciate i soldi!>> e poi: <<Che Dio ve benediche!>>
rivolto ai sindaci sul palco. Di nuovo verso la folla <<Acoltate cittadini: ribellatevi!>>. <<Il sindaco si devi dimettere!>>.
Non inizio questo pezzo con queste frasi per sottolineare la grammatica ovviamente, ma per dare la misura di ciò che la disinformazione voluta dal centro-sinistra e le campagne
politico-elettorali cucite su di essa dal centro-destra nell'ultimo anno hanno creato.
Una rabbia urlante che non vuol sentir ragioni, che è stanca e che si aggrappa all'ultima speranza che vede senza esser più in grado di qualsiasi valutazione nel merito e nella
sostanza di ciò che sostiene.
E' semplice parlare di strumentalizzazione e come più spesso ho espresso in questo blog, a mio avviso, è anche giusto. Ma se bisogna prender atto di questo, si deve altresì puntar il
dito su coloro che dall'altro lato, per due anni e più, hanno continuato a predicare un'ottimismo senza basi concrete, snocciolando numeri, ignorando i disagi e soprattutto ignorando,
talvolta apostrofando il fenomeno come semplice "ignoranza", la preoccupazione, il malcontento, che certamente alimentati dalla destra, si sono tramutati in paura e rabbia.
Tempo fa consigliai, quasi implorai Simone Dal Pozzo di discutere apertamente su guardiagrelesociale.it di ciò che stava avvenendo. Eravamo in tempi "non sospetti", dopo le elezioni,
prima degli arresti di Del Turco, di gran parte della Giunta regionale e dell'ex assessore alla Sanità del Pdl, Dominici.
Eravamo nel periodo in cui la cordata di sindaci pensava ad altro, taceva, non informava come si era impegnata a fare per tutto il periodo che va dalla mancata spallata al governo
Prodi, sino all'inizio della campagna elettorale per le politiche.
Un Guardiagrelesociale.it, che tra i tanti temi del forum d'autunno, dal bullismo a Sidney, al libro verde, a tutte le iniziative possibili ed immaginabili, si è guardato bene dal
provare a trattare il tema (magari attraverso proprio i volontari che contribuiscono all'assistenza sul nostro territorio) dell'ospedale. Dissi che sarebbe stato un errore, dissi che
così si sarebbe prestato il fianco a facili strumentalizzazioni che avrebbero diviso la comunità in un momento in cui bisognava invece unirsi, ma forse nessuno prese in seria
considerazione quella preoccupazione. Il risultato è riassumibile in ciò che si sente (nn sempre benissimo) in questo filmato ed in ciò che ieri è capitato a Danilo e che lui ha
raccontato nel commento al post precedente.
Oggi si è dunque realizzata quella mia preoccupazione e se vogliamo, dal punto di vista strettamente politico, questo fenomeno che di certo porta ripercussioni elettorali, il
centro-sinistra cittadino se l'è meritato. Si fosse confrontato con la gente, non attendendo sempre che la situazione venisse percepita come insostenibile dalla massa, magari oggi
potrebbe rammaricarsi per un solo errore: avallare senza negoziati ogni direttiva del Manager Maresca (cosa che già di per se è grave!).
Ma sempre dal punto di vista politico i sorrisi compiaciuti e/o divertiti che si intravedono sul palco sono un chiaro segno di soddisfazione per un obiettivo evidentemente perseguito
e raggiunto: tramutare la paura e l'insicurezza in odio, in un qualcosa che elimina la ragionevolezza dalla mente della gente e garantisce voti e visibilità a prescindere. Perché se
si possedesse un senso di responsabilità vero, ci sarebbe ben poco da sorridere in questi casi. Il senso di responsabilità imporrebbe un invito alla calma nonostante la situazione.
Sono scene al limite del fanatismo che dovrebbero preoccupare, sempre richiamandoci al senso di responsabilità, anche chi ne trae vantaggio. Tutte preoccupazioni che penso siano ben
lontane dalla mente degli odierni "paladini".
Un altro sintomo del clima che si è voluto assolutamente a mio avviso creare, l'ho riscontrato parlando con dei ragazzi di Rapino, ascoltando gli umori di alcuni giovani ed anziani
guardiesi (quelli che più di tutti non hanno i mezzi o le conoscenze per comprendere nell'insieme quello che accade) che sino a pochi mesi fa erano scettici su questo movimento. Ho
sentito più o meno sempre le stesse parole: "alla fine mi sono convinto dato quello che ha fatto Del Turco!". Insomma tutti convinti che la causa del nostro baratro siano le mazzette
di Del Turco.
Poi, per tornare al filmato. Ho visto anche molta gente comune sorridere dinanzi a quel signore con la bandiera. Io invece ho provato un brivido, un'inquietudine profonda.
Il centro-sinistra cittadino ha abdicato sulla questione ospedale a Guardiagrele. L'amministrazione si è mossa debolmente solo sull'ultimo provvedimento di Maresca. Il problema, per
quanto mi riguarda, non è che a pagarne le spese siano le forze politiche di centro-sinistra. Il problema per me è che a farne le spese è il cittadino che non solo è praticamente
privato del diritto alla salute, ma anche del diritto al conoscere la verità. Senza verità complete, responsabilità oggettive, si esaspera ciò che è già esasperato. A nessuno importa
che il cittadino comprenda; importa, almeno stando a questa prima analisi, solo dove andrà a finire il voto. Perché dinazi al fanatismo, se si sorride, altra interpretazione non so
darla.
E' da qui che parte la nostra analisi. Ora sta a voi dire la vostra.
Apocalisse Abruzzo
Sanità, Lavoro, Acqua, Ambiente, Pensioni...l'emergenza è totale!
E' una situazione veramente critica. Le elezioni a cui ci accingiamo avvengono in uno scenario veramente tragico. L'Abruzzo nei prossimi anni potrebbe definitivamente
collassare e la guida politica del prossimo quinquiennio sarà decisiva per le sorti di questa regione.
In attesa che la crisi dei mercati e delle banche si rifletta sull'economia reale con previsioni che i più ottimisti definiscono drammatiche, l'Italia parla di Federalismo
fiscale.
In questa congiuntura "astrale" si inserisce un Abruzzo con le gambe già falciate da circa 2 miliardi di debito sanitario.
Un debito che frena tutta l'economia regionale, impedisce incentivi, di finanziare le imprese e dunque il lavoro.
La sanità e dunque la sicurezza dei cittadini ad essa legata è precaria a causa di un riassetto gestito in maniera certamente oscena, quantomeno nella provincia di
Chieti. Gli alibi, per quanto giusti di un debito sanitario e di un'urgenza di rientro per evitare il commissariamento, non riescono a giustificare un qualcosa che è stato
definito "piano" ma che è apparso, per tutto il periodo di governo della giunta Del Turco, un'improvvisazione.
Il centro-sinistra ha cercato di elaborare una soluzione in corsa, affidando ai manager il compito di risolvere un problema che oggi rappresenta
l'handicap maggiore per noi. Ma è stato fatto tutto di fretta, in alcuni casi forse in buona fede, ma certamente in altri seguendo la logica dei clientelismi e delle
convenienze personali e politiche.
Il centro-destra, che oggi sa di poter vincere quasi a mani basse, specula sulle defezioni conseguenti ad azioni che mai si sarebbero potute
verificare, se non vi fosse stato proprio il danno del governo Pace. Senza 1.760.000.000 di debito, non ci sarebbe stato alcun riassetto o quantomeno, non sarebbe
stato certamente fatto con le logiche come quelle che possiamo intuire; logiche discutibili in alcuni casi o inesistenti in altri.
Quel debito iniziale è e rimane la causa di tutti i nostri problemi, oltre che essere, nella maniera in cui è stato maturato, un emblema di irresponsabilità e malsana gestione
del rapporto pubblico-privato.
Ma la sanità ed il debito sanitario, pur rappresentando il problema principale per il quale nessuno sino ad ora ha ancora trovato delle soluzioni concrete, se non tagliando, non è
l'unico problema di questa martoriata Regione.
Abbiamo un'emergenza demografica, con un invecchiamento della popolazione maggiore di quasi tutte le altre regioni; abbiamo una disoccupazione
crescente con disoccupati di lunga data che si attestano al 49% negli ultimi 10 anni, sintomo che è sempre più difficile trovare lavoro; nell'ultimo anno
un aumento del 17% dei disoccupati più giovani e il tasso di disoccupazione totale è incrementato di quasi un punto percentuale. Abbiamo una precarizzazione
massiccia del lavoro che elimina ogni stabilità e limita il potere di acquisto di salari medi che sono già tra i più bassi d'Italia, 850 euro circa.
Il 20% delle famiglie vive sotto o a ridosso della soglia di povertà; la media delle pensioni è di 540 euro, anch'esse tra le più basse d'Italia.
E' un Abruzzo il cui PIL negli ultimi dieci anni ha perso il 19%.
Ma non si conclude con l'economia. Inquinamento diffuso, avvelenamento di interi corsi d'acqua e tubazioni fatiscenti sono alla base di una carenza idrica sempre più
preoccupante della quale si parla poco e male. Il processo di privatizzazione, con l'appalto a società private per la distribuzione dell'acqua ha una regolamentazione che per
i più è un enigma, resa confusa forse per rendere più complicato stabilire le responsabilità.
Inquinamento e scarsità dell'acqua sono problemi enormi per una regione che, almeno sulla carta, vuole investire sul turismo ambientale, oltre che per un settore agricolo abbandonato
nel dimenticatoio.
Per non parlare dell'ambiente in se. I rifiuti, la differenziata a singhiozzo, le discariche stracolme, il pericolo di una nuova emergenza che darebbe il via libera,
ad un governo nazionale, per piazzare inceneritori ovunque, malgrado due terzi degli studi dimostrino che essi, oltre ad essere energeticamente sconvenienti,
provocano danni ingenti alla salute della popolazione.
Il centro Petroli, o centro Olii che minaccia la costa ortonese, l'ambiente, l'agricoltura e l'economia ad esse legate è l'emblema di una regione in mano ai gruppi di
potere.
L'Abruzzo è in una fase drammatica e la crisi non è ancora arrivata. Se il governo, come sembra intenzionato a fare in accordo con un po' tutti gli altri, deciderà
seriamente di ricorre ad aiuti di Stato, aumentando ulteriormente il debito pubblico e di conseguenza diminuendo le risorse disponibili, la nostra regione rischia il
fallimento, la bancarotta.
Mi auguro che questo quadro generale sia utile ai cittadini in vista delle prossime elezioni. Chi non si presenta con un programma pronto a fronteggiare tutto questo, partendo
dal deficit sanitario in poi, è conveniente che lo si lasci a raccontar balle in piazza. Perché con i conti regionali in queste condizioni (mi riferisco al bilancio 2007) e
con questa situazione strutturale emerge uno scenario apocalittico. Se quel che vi diranno non prevederà una politica per fronteggiare questa crisi in ogni suo aspetto, non potrà
trattarsi d'altro che di balle.
La fonte dei miei dati, che spero di aver riportato correttamente è una ricerca dell'IRES-CGIL, (riportati in questo
articolo) per la parte riguardante PIL, pensioni, stipendi e disoccupazione. Il resto è storia e spero oggettivamente parlando, realismo. Ed a chiunque dovesse dire che non è il
caso di creare allarmismi con un simile scenario, ditegli pure di andare a...zappar la terra se trova lavoro.
Centro Oli Ortona...l'incubo continua.
L'Eni vince davanti al tribunale amministrativo.
E' quantomeno discutibile il fatto che associazioni di cittadini, ambientaliste, territoriali ed addirittura la Regione Abruzzo non abbiano voce in capitolo sulla realizzazione di un
impianto dal devastante impatto ambientale come quello del centro Petroli dell'Eni che a questo punto pare inarrestabile.
E' abbastanzanza indicativo come questo progetto sia stato poco osteggiato dalle forze politiche finché la popolazione civile non è insorta, come se non se lo aspettassero, come se i
politici non sapessero quali conseguenze avrebbe portato alle aziende, alla salute, all'ambiente.
E' incisivo pensare ad una giunta comunale, quella di Ortona, che non ha sottoposto quantomeno una sorta di referendum alla cittadinanza prima di avallare o approvare un progetto che
cambierà per sempre la vita, l'ambiente, la salute e l'economia della città.
E' tremendo notare come sul centro Oli il Consiglio Regionale si sia applicato solo in campagna elettorale prima ed in campagna elettorale ora, per altro, nel primo caso, con un
provvedimento che faceva acqua da tutte le parti e che ovviamente è stato facile da rendere illegittimo per il Tar.
Viene da pensare su quest'ultimo punto che questa discussione politica a livello di centro Petroli sia sorta solo ed esclusivamente per due disgrazie: la caduta del governo Prodi (e
le conseguenti elezioni di Aprile) e la caduta della Giunta Regionale ora. Se non vi fossero state, o in atto, le campagne elettorali, ho i miei forti dubbi sul fatto che una classe
politica, che se ne aveva volontà avrebbe potuto bloccare con mezzi legittimi molto tempo fa quel progetto, sia realmente contraria al centro Oli.
La politica oggi è fatta di immagini, di proclami, di azioni illusorie. Succede con i rifiuti, con la sanità, con la sicurezza. Ciò che però è importante è notare come gli stessi
protagonisti prendano posizioni "populiste" solo ed esclusivamente in vicinanza di scadenze elettorali.
Io non credo che la politica abruzzese sia in gran parte contraria al centro Oli, in quanto ritengo che in questi affari "sporchi" (nel senso ambientale del termine) vi sia sempre un
qualche vantaggio, sia pure di prestigio, conoscenza ed appoggi nella scalata al potere che a chi di mestiere fa qualcos'altro (con l'hobby della politica) fa molto comodo. Io credo
che il no politico sia una messa in scena grottesca con la quale si vuol convincere l'elettore che si sta dalla sua parte.
In poche parole, ho i miei dubbi sul fatto che la politica possa realmente organizzare, magari ricorrendo al consiglio di Stato, una valida difesa di questo territorio, perché quando
ha potuto farlo, non l'ha fatto.
Il Papa: «Non adorate falsi idoli»
distolgono l'uomo dal suo Fine vero
Il papa nel suo discorso a Parigi ha richiamato le persone a non adorare i falsi idoli quali: «Il denaro, la sete dell'avere, del potere e persino del sapere» continua: «non hanno forse distolto l'uomo dal suo Fine vero?».
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La catena
cambiare il mondo partendo dagli insetti.
Spesso su questo blog si è cercato di spiegare come sia essenziale difendere diritti anche quando non ci riguardano (in apparenza) in maniera diretta e quando a farne le spese sono
altri, magari per noi di poca importanza. Spesso si è fatto, ma è difficile riuscire ad offrire una metafora dell'importanza di una tale azione che ogni cittadino, o meglio essere
umano, dovrebbe fare a difesa del proprio vicino, in modo da tutelare l'altro ed essere tutelato a sua volta quando è lui ad essere in pericolo.
Ora una metafora di questa logica ci viene offerta dalla natura stessa. In questo video ci spiegano che dobbiamo difendere le api. In principio, ognuno di noi ragionando in maniera
semplicistica, superficiale ed immediata penserà: "ma che cavolo me ne frega delle api se non so come fare la spesa...crepassero tutte che del miele non mi frega nulla!".
E' la stessa logica che ci guida in genere quando ad esempio, una etnia diversa viene discriminata con una limitazione di diritti, o una particolare classe sociale viene favorita. A
noi non interessa mai, perché ormai siamo disabituati a far più di due collegamenti consequenziali di fila. In un mondo che da sempre basa l'ecosistema e dunque la vita, sul modello
di una catena (quella alimentare ad esempio) la logica che ci è stata indotta, di fermarci a riflettere sul nostro anello ed al massimo su quello che segue il nostro, è un suicidio
vero e proprio.
Se infatti si approfondiscono legami, si ampliano le conoscienze, ci si rende conto che anche un problema "insignificante" come la moria inspiegabile (in parte) quanto rapida di un
insetto come l'ape, sia un problema enorme che non può essere ignorato da un essere umano. Infatti, questo video ci illustra come l'ape contribuisca, trasportando pollini,
all'economia agricola nell'ordine di centinaia di milioni di euro all'anno, e garantisca, oltre che l'economia, la stessa sopravvivenza dell'essere umano. Il tutto senza permesso di
soggiorno, nazionalità, residenza e cavolate simili.
Difendere l'ape, insetto isignificante, fastidioso per alcuni, addirittura terrorizzante per altri diventa quindi un problema importantissimo per tutti. Questo perché si supera, con
conoscienza, coscienza e ragione, il limite del nostro anello e di quello a noi più vicino.
Difendere l'ape per il nostro interesse economico e la nostra sopravvivenza alimentare, non è diverso dal difendere i diritti di minoranze che in un'ottica superficiale appaiono
inutili, fastidiose o talvolta (purtroppo oggi spesso) terrificanti.
Spero che il paragone venga colto e che con la diffusione di questa "notizia" sia riuscito a far comprendere a chi legge quanto è necessario che ognuno amplii la sua visuale, e veda
la vita, le cose e gli eventi, da una prospettiva più amplia, comprendendo finalmente che ogni diritto altrui difeso, seppur indirettamente e non immediatamente, produce la difesa di
un nostro diritto, privilegio, ed anche se detesto questa parola perché mercifica ogni cosa, utile.
Sussurri dal regime
l'ennesima scusa della tutela del cittadino per parare il culo ai potenti?
dalla relazione annuale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni estrapolato dal forum di guardiagrelesociale.it .
Assistiamo con sempre maggiore frequenza alla “mimesi del processo” in televisione, la quale si impossessa di schemi, riti e tesi tipicamente processuali, riproducendoli con i modi, i tempi ed il linguaggio del mezzo televisivo. La giustizia viene percepita soprattutto per come appare, ed essa appare come è rappresentata dai media. Dall’informazione sul processo - giustificata dal “diritto di cronaca” - si è passati al processo celebrato nei mezzi di informazione: un’aula mediatica che si costituisce come foro alternativo, un modo “onnivoro” di raccogliere ogni conoscenza che arriva ad un microfono o ad una telecamera.
In tale dinamica, è la sentenza pronunciata nel processo, quello vero, a risultare meno attendibile e comunque tardiva, avendo l’opinione pubblica già registrato come “vera” quella subliminalmente propinata dal mezzo audiovisivo.
Il livello di civiltà di uno Stato si misura innanzitutto dal rispetto per la giustizia; e da un sistema giudiziario indipendente ed efficiente.
Ma non si può supplire ai tempi troppo lunghi della giustizia trasferendo il giudizio dalle aule giudiziarie alla televisione; con l’ulteriore rischio di suscitare in certi magistrati la tentazione di protagonismo.
Siamo tutti d'accordo che la spettacolarizzazione delle notizie sia un male, ma la sensazione che da questo comunicato non sembra mirato affatto allo sciacallaggio mediatico dei vari
processi di Cogne, di Garlasco, di Perugia, di Erba ed a tutti quelli che sono i processi di distrazione di massa utilizzati per spostare l'attenzione da fatti di ben maggiore
gravità.
In un paese come l'Italia, dove la libertà d'informazione è decisamente al di sotto della media di una democrazia moderna (forse perché, con paricolpe tra politici e popolazione,
ormai non siamo più una vera democrazia), un così "qualunquistico" atto di condanna verso trasmissioni che raccontano fatti e processi puzza e non poco.
E dunque, nell'interesse generale si dovrebbe fare una distinzione molto importante tra quei processi che parlano di tragedie private di privati cittadini, e quelle che invece parlano
di uomini pubblici, politici, grandi imprenditori, i cui fatti hanno valenza per tutta la comunità.
In più il finale che parla del fatto che simili processi mediatici incoraggiano il protagonismo di certi giudici, lo trovo uno spartiacque importante per comprendere quali sono "le
gogne" imputate in questa sorta di inquisizione.
Io penso al fatto che a settembre ottobre dovrebbe (ma ho sempre più dubbi che accadrà) tornare in onda Anno Zero. Queste dichiarazioni rispettano il modus operandi che seguì il
precedente diktat di Berlusconi (quello del 2001) che fece cacciare Biagi, Santoro e Luttazzi dalla televisione di Stato.
Logiche da regime, logiche che puntano a non far sapere già ben palesate in disegni di legge che sino ad ora si sono preoccupati solamente di togliere il premier dai guai, soddisfare
l'ala xenofoba del parlamento che aveva necessità di esaudire quel bisogno di leggi "raziali" da lei stessa creato, ed ovviamente bloccare il residuo di informazione "dissidente"
rimasto.
Propaganda e non più informazione; potenti improcessabili; soldati e non più poliziotti nelle città; criminalizzazione della magistratura; soluzioni unilaterali con l'impiego della
forza (per ora solo minacciato); eliminazione del diritto di protesta verso provvedimenti non accettati dai cittadini (Napoli), ecc.ecc.ecc.
Quanto tempo impiegherà l'italiano medio a rendersi conto di non aver più alcun potere, di aver svenduto la propria libertà, i propri diritti, la propria sovranità in cambio di una
manciata di spot?
Città Militarizzate
non è solo il solito show!
Guai a sottovalutare il provvedimento che rende operativo il controllo militare delle principali città italiane. E' vero, con un governo vero quanto una fiction, che si propina in effetti speciali per cercare di sopperire ai vuoti politici e soprattutto per tamponare l'impatto decisamente negativo delle leggi ad personam ed oggettivamente (con o senza sentenze) incostituzionali, è difficile prendere sul serio certe cose.
Ma dobbiamo farlo. Accettare passivamente una militarizzazione delle città per far fronte a scippi e borseggi a fronte di tagli alle forze dell'ordine ed alla magistratura (quelli per intenderci che indagano e processano mafiosi, corrotti e potenti) è un errore che non va commesso.
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QUIT: questionari utili (per imbottire di farmaci) tutti!
l'allarme Ritalin giunge in Italia
Cosa sono i Quit? I QUIT sono questionari che servirebbero, in linea teorica per la diagnosi precoce dell'Adhd (Sindrome da deficit di attenzione ed iperattività), ovvero una controversa patolgia mentale che ritarderebbe lo sviluppo e l'apprendimento dei bambini.
Questi test servono, ufficialmente, per indagare il temperamento dei bambini in età prescolare e scolare (nidi e primarie).
Di fatto sono invece una porta per l'introduzione all'uso di trattamenti a base di psicofarmaci sui bambini troppo vivaci o distratti.
Vi invito a leggere questo pezzo, che nel dettaglio spiega meglio la vicenda ma nel complesso l'allarme è che questi test sono semplicemente dei sistemi per "scovera malati nei soggetti sani".
Questo a quale pro? Al solito, nel sistema di mercato bisogna sempre cercare chi ci guadagna. Chi ci guadagna sono le industrie farmaceutiche che producono gli psicofarmaci che servono alla "cura" di questi disturbi. Un fenomeno che fu trattato all'interno di un'inchiesta di Paolo Bernard mostrata da Report che trattava di informatori scientifici (quelli che illustrano i farmaci ai dottori) che per ottenere prescrizioni fanno (quasi tutti secondo l'inchiesta) omaggi e regali ai medici, del peso della politica delle multinazionali del farmaco sulle epidemie dilaganti del terzo mondo ed in ultimo sull'uso di psicofarmaci (a quei tempi illegali) per curare i bambini.
Il business, non guarda in faccia a nessuno. Ciò che poi fa venire la pelle d'oca è che per bimbi a cui vengono diagnosticati tali disturbi la cura è uno psicofarmaco che in Italia, sino a qualche anno fa era illegale ed inserito nella tabella A delle sostanze stupefacenti insieme ad Eroina, Cocaina ed altre: il Ritalin.
Il Ritalin è una sorta di Anfetamina sintetizzata che renderebbe i bambini mansueti docili ed attenti. In pratica il sogno di ogni maestra professoressa o madre
esasperata di questo pianeta.
Il problema è che essendo una droga di classe A provoca danni gravi al bambino.
In America, associazioni di genitori, psicologi infantili, di medici di famiglia, giornalisti, combattono da anni contro questa terapia. Ma per ora la forza delle multinazionali farmaceutiche che possono contare su un bell'esercito di "Luminari" a libro paga hanno la meglio.
Drogare i nostri bambini non è una terapia. E' solamente il modo più semplice di creare nuovi tossici, mansueti e facilmente addestrabili. Il cittadino perfetto.
Io ho fatto un apposito questionario per stabilire il deficit...il risultato dice che: "è consigliabile consultare un esperto perché c'è alta probabilità che io ne sia affetto".
Vi lascio alle vostra amare considerazioni e soprattutto vi prego di fare molta attenzione qualora docenti o altri, vi suggeriscano di contattare psicologi. Se questi ultimi vi diranno che la soluzione è una terapia farmacologica per "aiutare" i vostri figli, ditegli che vostro figlio forse non sarà uno scienziato da grande, ma è vostro obbiettivo primario permettergli di rimanere un essere umano libero e sano.
I numeri dell'Abruzzo:
1.384, il numero di minori ai quali attualmente vengono già somministrati psicofarmaci (tutte le patologie) in ABRUZZO per tentare di risolvere i loro disagi
(fonte: Istituto Mario Negri)
3.517, il numero di minori che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione in ABRUZZO, potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci
(fonte: Ministero per la Salute, Progetto "Prisma")
16.000, il numero di minori che soffrirebbero di disagi o turbe mentali (tutte le patologie) in ABRUZZO, potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci
(fonte: Ministero per la Salute, Progetto "Prisma")
4, il numero di Centri Regionali per la somministrazione di psicofarmaci stimolanti ai bambini che stanno venendo attivati in ABRUZZO
(fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero per la Salute)
http://www.giulemanidaibambini.org/
In ultimo ricordatevi che non esiste nessuna prova scientifica certa del fatto che gli psicofarmaci guariscano i disturbi che si presume debbano curare e che da quando sono stati introdotti, il numero di patologie mentali è costantemente (casualmente?) aumentato.
Giù le mani dall'informazione!!!
tra i prossimi ddl in arrivo quello su intercettazioni, indagini ed atti processuali.
Con il prossimo disegno di legge allo studio dal governo Berlusconi che annuncia una linea più dura addirittura del DDL "Mastella", o legge Bavaglio, probabilmente ci sarà la fine definitiva della democrazia in Italia.
Finirà così, nel silenzio, nell'ignoranza dei cittadini a cui non sarà più dato di sapere nulla ne su chi viene indagato e per quali motivi(cosa fondamentale da sapere per esercitare un vero diritto di sovranità popolare, perchè solo il cittadino informato può esser libero di scegliere, perché onestà e non colpevolezza sono due definizioni che hanno significati molto diversi) e ne sull'operato dei giudici.
Il "quarto potere", già abbastanza ridotto al lumicino in Italia grazie all'enorme conflitto d'interessi del Premier e di tanti politici sia di maggioranza che d'opposizione, che già oggi, a braccetto con le lobby economiche decidono cosa il cittadino può sapere e cosa no, quando entrerà in vigore questo disegno di legge (perché non c'è da sperare veramente che si inabisserà nuovamente), verrà definitivamente annientato.
Segreto di Stato sui siti per dicariche, scorie radioattive, centrali nucleari e nuove basi militari; reato di pubblicazione di interecettazioni ed atti anche non protetti da segreto. Centro-sinistra e Centro-destra protagonisti di una continuità d'azione impressionante.
Se questo disegno diviene legge, la democrazia non esisterà più. I cittadini questa volta dovranno assolutamente combattere a costo di una vera e propria sommossa popolare, di scontri contro l'esercito. Non si può rimanere inermi. 15 anni di Seconda Repubblica hanno demolito la magistratura; ora uccidono l'informazione. il potere si concentra nelle mani di un unico organo di Stato. I principi democratici non esistono più.
Se sino ad ora sono stato duro ma moderato, su questo tema mi si veda come un estremista. Sarebbe per il parlamento la firma definitiva di valorizzazione a quella logica "qualunquista" che lo vuole popolato solo da delinquenti. Perché solo i delinquenti hanno paura che le cose si sappiano.
Stiamo in campana!
Inceneritori che uccidono.
Allarme dalla Francia: Provato da 435 studi il legame tra inceneritori, cancri e malformazioni.
Fino ad ora nessun giornale aveva mai pubblicato studi scentifici che provassero il danno alla salute degli Inceneritori (ribattezzati solo in italia "termovalorizzatori" in quanto questo termine fa sparire la parola "cenere" quindi rifiuti che volano liberi nell'aria). Lo ha fatto il Venerdì di Repubblica, con un articoletto minuto che però da la sintesi giusta e crea una breccia (seppur la notizia è messa in un angoletto) nella campagna di disinformazione che c'è in Italia attraverso i media.
435 ricerce svolte in Francia hanno dimostrato un aumento di casi di cancro e malformazioni neonatali nei pressi degli inceneritori con percentuali che vanno dal 6 al 23%.
La notizia di una notizia pubblicata è stata diffusa dal Blog di Beppe Grillo, che seppure resta per me un blog i cui fini ultimi sono molto dubbi, rimane in Italia un catalizzatore di informazione indipendente e questa sua funzione rimane indiscutibile.
Oggi gli inceneritori sono "la soluzione" che tutti (o quasi) i politici, da centro-destra come da centro-sinistra vedono al problema rifiuti. Questo perchè l'alternativa sarebbe quella di metter mano alle filiere produttive ed alla grande distribuzione, nonchè alle abitudini del consumatore, riguardo l'abbandono delle confezioni e riguardo la raccolta differenziata "porta a porta" obbligatoria.
L'obiezione più frequente è che queste teorie, seppur si volessero adottare, comporterebbero tempistiche che ora non abbiamo più. Ma la realtà è che il cittadino, se informato sulle conseguenze di queste scelte, sarebbe per primo a premere e magari anche a fare sacrifici per accellerarne almeno la parte del riciclo e del riutilizzo dei contenitori.
Se si spaventa il cittadino dove serve, ovvero che queste soluzioni quali i temovalorizzatori, sono un pericolo sempre più certificato per la salute ed il futuro delle nuove generazioni, così come viene fatto con il "clandestino" che in due anni di bombardamento mediatico è divenuto il problema numero uno anche per chi non ne ha mai visto uno in vita sua, si creerebbero ronde ecologiche e non ronde di soggetti dal bastone facile.
Il problema nel nostro paese resta l'informazione e la formazione all'informazione libera. il conflitto d'interesse tra potere (assolutamente non solo di Berlusconi e del centro-destra, che seppure ne rappresenta l'emblema non si esaurisce in quella realtà) e mezzi di comunicazione è ciò che ci rende incapaci di esprimere una volontà popolare e democratica cosciente.
La costituzione dice chiaramente che il cittadino ha diritto all'informazione. Una notizia così dovrebbe essere in prima pagina affianco al discorso relativo al disastro della Campania, perchè il cittadino deve sapere che le soluzioni che sia Pdl che Pd danno al problema rifiuti sono soluzioni dannose per il cittadino, dando anche una giusta prospettiva sulle proteste. Il cittadino che sa, non cambia partito...cambia il partito su questo fronte. Questa dovrebbe essere la dinamica della democrazia rappresentativa, che noi oggi non abbiamo, sostituita da un'oligarchia politico-economica che dei diritti si interessa solo a fronte di interessi propri.
Nucleare a tutti i costi? Almeno si discuta sulla generazione.
Il centrodestra impone il nucleare "sporco".
Grazie al nuovo governo da oggi sapremo che l'Italia diverrà un bel serbatoio di scorie radiattive con aumentate probabilità di disastro nucleare. Scajola dimostra la linea di un governo che del futuro dell'Italia se ne frega e nel fregarsene non offrirà alcun tipo di concertazione alla popolazione.
Si dice no al nucleare a priori? No! Qui si dice no al nucleare che vuole mettere in campo il centro-destra, il nucleare di terza generazione che per giungere al quantitativo di energia pensato (35%), si attesterebbe a più di una centrale nucleare per regione.
A prescindere dal fatto che il solare da solo sarebbe più che sufficiente, se prodotto su larga scala (con enorme abbattimento di costi) a soddisfare il fabbisogno energetico domestico di tutto il paese eliminando per sempre le bollette energetiche (da qui il SIAMO PRONTI di Enel ed Eni che vedono nel solare una minaccia ai loro profitti), Rubbia ed altri scienziati sono allo studio di un nucleare di quarta generazione che prevede la produzione di energia attraverso bombardamento del nucleo di Tanio con ultrasuoni e che non dovrebbe procurare scorie.
Ma al centro-destra populista questo non frega. Meglio arrivare al 2013 con il primo mattone di una centrale nucleare "sporca" che attendere il 2018 e magari (qualora la ricerca porti i risultati sperati) ottenere un nucleare che magari anch'esso produrrà inquinamento, ma almeno non scorie radiottive.
Oltretutto, sia ben chiaro, che le centrali nucleari costeranno un capitale assurdo. Enel ed Eni, per coprire i costi dovranno innalzare le bollette di luce e gas già da ora, il che in aggiunta al costo in continua crescita del greggio provocherà un'impennata dell'inflazione che demolirà completamente il già inesistente valore d'acquisto di salari e stipendi.
Per una volta spero che queste motivazioni siano plausibili anche per i "non ambientalisti". Quando arriverà il nucleare di quarta generazione, dati alla mano si potrà discutere. Ma il nucleare di terza, quello che produce scorie, lasciamolo perdere perchè diverrà obsoleto nel giro di un decennio (tempo di costruzione delle centrali se andassimo a ritmo degli altri paesi).
Conoscendo l'Italia, noi arriveremo ad innaugurare la prima centrale nucleare di terza generazione quando in altri paesi si poggeranno i primi mattoni di quella di quarta. Credo sia una follia.
Io penso che bisognerebbe fare una scissione tra l'uso domestico e l'uso industriale dell'energia. Sviluppare il solare termodinamico per l'uso domestico, incentivarlo in modo da poter abbattere i costi, renderlo accessibile alle famiglie e sollevare le stesse dai costi dell'energia ed attendere la quarta generazione per l'energia destinata alle industrie. Ciò che verrebbe risparmiato dalla prima soluzione, in attesa del nucleare di quarta generazione, sarebbe affidato, sottoforma di detrazione sui costi energetici alle imprese.
Non sarebbe un modo sensato di prendere due piccioni con una fava? Penso che a parte Enel ed Eni che campano sulla spremitura all'osso dei cittadini italiani, nessun altro sano di mente baratterebbe un'energia gratuita come quella del solare termodinamico (per la propria casa) con la perenne dipendenza soggetta alle speculazioni dei mercati finanziari, di fornitura da parte delle grandi aziende energetiche.
Ovviamente, se la quarta generazione rispetta quelle che sono le premesse. Altrimenti il "No" se la beccherebbe anche quella. Il sole è fonte inesauribile di energia pulita. Sviluppando le tecnologie ed incentivandone la diffusione, il sole da solo basterebbe a mandare in pensione qualsiasi altra fonte di energia (in un ventennio circa). Ma a chi dalla fornitura energetica ricava gran parte del suo potere e del controllo sulle masse, credo che questa idea non incuta timore: ma induca panico profondo.
Wi-fi e scorie radioattive protette da segreto di Stato
I pericoli che l'Italia ignora
Partiamo dal wi-fi. Io mi sono sempre chiesto come mai si dica tanto che le onde elettromagnetiche dei cellulari fanno male, mentre invece non si dica nulla sugli apparecchi wireless e soprattutto sulle connessioni wi-fi.
Un motivo (per ora) sembra non esserci. Infatti seppure non vi è ancora una risposta certa riguardo al rapporto tra i danni alla salute (soprattutto dei bambini) e le antenne dei ripetitori e dei cellulari, sempre più scenziati avvalorano queste tesi.
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"La Teoria delle Morti Bianche!"
Berlusconi è proprio tornato!
Non hanno visto, coloro che hanno applaudito senza troppi problemi da un lato e dall'altro, le incredibili contraddizioni, e la vergognosa gaffe, di un uomo che al solito getta tutte le responsabilità al governo precedente e che gioisce della scomparsa di chi "non crede nell'Italia e nel suo futuro". A tal proposito ricorderei al primo ministro che io e chi in questo momento in parlamento non ha rappresentanza, crediamo nell'Italia ma non crediamo nel "suo" futuro, ovvero quello che, che tra mille menzogne, Berlusconi ha in mente di creare.
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Pacchetto sicurezza
misure razziste per un problema che forse non esiste.
Diverse sono le misure: nuovo reato di immigrazione clandestina e carcere per chi tenta di entrare o si trova in Italia violando il testo unico sull’immigrazione del’98; chiusura delle frontiere e blocco del trattato di Schengen contro rom e romeni; rafforzamento dei pattugliamenti marittimi anche oltre le acque territoriali(già oggi due navi della marina svolgono questo lavoro); permanenza nei Cpt fino a 18 mesi; smantellamento dei campi rom abusivi ricorrendo con arresti e ed espulsioni; inasprimento sulle richieste di asilo e sui ricongiungimenti familiari; permessi di soggiorno solo a chi ha un reddito; trasformare i Ctp in carceri temporanei(gli stranieri arrivati senza permesso dovrebbero esservi, in attesa del processo con rito direttissimo).
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No allo Scudo Spaziale
E' ora di dire basta alle follie di George W. Bush
Il nuovo editto è partito: resteremo a guardare un'alta volta?
Berlusconi: "Santoro e Travaglio fanno uso criminoso della tv!"
L'editto è partito. L'ultima volta che la frase "fanno un uso criminoso della televisione pubblica!" è stata usata da Berlusconi, Enzo Biagi (uno dei giornalisti migliori del secolo scorso insieme a Idro Montanelli), Michele Santoro e Daniele Luttazzi sono stati epurati dalla televisione, dando il via ad una stagione di regime in cui le uniche informazioni attendibili si potevano trovare in rete o nelle librerie.
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Non nel mio giardino...ma neanche in quello del vicino.
Il centro oli di Viggiano: è questo il futuro secondo Pd e Pdl?
Perchè è importante per noi abruzzesi un voto che non sia nei partiti "maggiori"? Perchè sia Pd che Pdl hanno nel loro programma una politica che viene chiamata di "semplificazione" nella realizzazione di "opere pubbliche" e per la creazione di "strutture atte al rilancio industriale" o più spesso "necessarie". Strutture, infrastrutture ed impianti che molto spesso fanno un unico interesse e non è quello della gente.
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La questione Tibetana
quando libertà e diritti umani non convengono
Questo post parte sulla segnalazione di Lucia che mi ha inviato una mail invitandomi a trattare l'argomento ed a diffondere informazioni riguardo la questione tibetana ed i recenti fatti di cui abbiamo avuto notizia, se così si può dire.
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Non c'è limite alla crudeltà umana
Guillermo Vargas Habacuc, non chiamatelo artista per favore.
Leggendo tra le mie email e rovistando tra le migliaia di catene, ho trovato una mail che mi parlava di un fatto increscioso accaduto nel duemilasette presso la Biennale Centroamericana d'Arte.
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"Prometeus"
La minaccia
Questo progetto folle è oggi già in fase embrionale. Grillo , il suo blog, i suoi spettacoli ed i V-Day sono lo strumento attraverso cui iniziare a far vivere come normale questa visione che, con le politiche adottate da Google in fatto di gestione di visibilità in rete (Google affiderà a poche grandi multinazionali la possibilità di offrire visibilità dei siti per i loro clienti) è tutt'altro che fantascenza.



















