A che serve la "Riforma" Gelmini?
Non è che serve a finanziare le promesse elettorali di Berlusconi?
Il governo prima fa i tagli e poi la riforma. Un po' come in Abruzzo: prima approvato il piano di rientro, solo poi il piano sanitario...ed il risultato è sotto gli occhi di tutti,
ovvero è caos!
In più anche la prassi sembra quella, con accorpamenti di istituti di montagna, tagli di personale superfluo, spostamenti di maestri dalla mattina al pomeriggio, da una provincia
all'altra e via dicendo, tempo pieno che aumenta di ore, ma con lo stesso personale, anzi meno. Il solito "potenziamento" tagliando.
Il centro-destra locale quando fu presentato questo modus operandi sulla sanità disse che si voleva lubrificare la supposta, addolcire la pillola, praticare l'eutanasia, perché gli
ospedali avrebbero chiuso o quantomeno sarebbero stati smembrati. Non hanno chiuso, ma la sanità è stata massacrata in termini di servizi e soprattutto di sicurezza. Con queste
premesse, attendiamo il loro punto di vista e che soprattutto si facciano sentire, attraverso i loro canali, con la vetta del PDL per la quale sarà necessaria probabilmente
l'intercessione della (non più) vergine Gelmini, o la (mai stata) vergine Carfagna, che come Maria per Dante, faccia volgere lo sguardo del Dio Nano verso di loro senza che loro
perdano il senno (o lo riprendano).
Le università, con questo decreto, vedranno calare il numero di docenti bruscamente e probabilmente saranno costrette ad alzare le tasse non di poco: chiedete a qualsiasi genitore
quanto costa già oggi uno studente all'università. Con questo taglio si dice di voler combattere il "baronato", ma curiosamente, devono andare in pensione 5 baroni per
permettere l'entrata di un solo nuovo giovane. I baroni affezionati a stipendio ed università, per salvare sia la prima che la seconda cosa, non andranno più in pensione e quindi
l'università peggiorerà ulteriormente, con i giovani tagliati fuori.
Dei fenomeni dunque questi del governo! Che poi tagliano la ricerca in un momento in cui la ricerca è l'unico motore in grado di farci uscire dalla recessione e mantenerci in
concorrenza con i paesi emergenti. Una domanda: ma non è che per caso a scuola ci devono andar loro? La sensazione è che gli istituti privati in cui sono stati mandati non abbiano
fatto grandi cose.
La cosa più pazzesca in assoluto, che si riconduce all'inizio del mio post, è che questi tagli sono previsti prima ancora che si discuta la riforma, discussione che secondo lo stesso
Berlusconi, non è iniziata neanche all'interno del governo. In pratica è un taglio di spesa pubblica di 8 miliardi. 8 miliardi che in parte vanno a coprire l'ICI (delle fasce medio
alte di reddito, ovvero benestanti e ricchi, perché ai poveri aveva già pensato Prodi) in parte vanno a coprire probabilmente il debito che abbiamo contratto quando il governo ha
scaricato la parte "malata" di Alitalia sugli italiani, per regalare la parte "sana" della compagnia a Colaninno, Tronchetti Provera, Marcegaglia ecc.ecc.ecc. una compagnia di
bandiera immacolata che oltretutto non hanno ancora pagato, dato che le banche che dovrebbero prestar loro i soldi per farlo (perché non li hanno) stanno fallendo una dopo
l'altra.
Tagli che devono coprire il nuovo dispositivo che consente voli con aerei di Stato a tutti i ministri, vice ministri, sottosegretari, famigliari, portaborse ed "occasionalmente"
civili che non hanno nulla a che vedere con loro, ma che vengono preventivamente autorizzati dal politico stesso. Insomma: anche qui i clandestini sono gli unici a non essere
ammessi!
Tagli che si annunciano così, con calma e senza per piacere, quasi sottovoce, quando invece si strobazzano i fondi per salvare i banchieri, gli istituti di credito. Lo Stato vuol
garantire i risparmiatori? Garantisca solamente i conti correnti della gente e fino ad un limite umano (non sopra i 100.000 euro). Oltre, chi vuole ritiri, i finanzieri vadano ad
occupare wall street e Piazza affari, che tanto noi le forze dell'ordine a farli sgombrare non ce le mandiamo, perché così è la buona volta che li muriamo vivi e non ci pensiamo più.
Si riparte tutto da capo. Come diceva Grillo tempo fa: Reset!
Un decreto insomma geniale. Si fa prima di sapere come riorganizzare scuole ed università e si fa per tagliare spese che coprono le speculazioni elettorali di Berlusconi. Stiamo
pagando la sua campagna elettorale. Stiamo pagando a caro prezzo le SUE promesse. Se mi prometti una Ferrari, e poi mi compri una Punto magari non sono contento o resto deluso; ma se
mi prometti una Ferrari, me la fai vedere, mi dici "eccola, come ti avevo promesso: è tua!" e poi insieme alle chiavi mi chiedi di firmare l'assegno per pagarla, allora vedi che
strada devi fare.
Per di più sappiamo come Berlusconi ha risolto gran parte del problema rifiuti di Napoli (cosa della quale si vanta), trasportando 6 milioni di tonnellate di rifiuti nella sempre
ostile (a Prodi) Lombardia. Un miracolo che solo lui poteva fare perché nel PDL lui comanda e gli altri eseguono. D'altronde libertà e democrazia sono l'ossatura del PDL no?
Continua a prendere in giro la gente e neanche tanto chi non l'ha votato. Prende deliberatamente per idioti (e per noi che sapevamo come sarebbe andata, la tentazione di dire che non
ha tutti i torti è forte!) i suoi elettori e penso anche gran parte dei suoi stessi subordinati locali di partito (perchè nel PDL tutti sanno che lui decide e gli altri sono
subordinati alle sue volontà e direttive!). Chi lo appoggia e lo sostiene, fino ad arrivare a mettersi sotto la stessa bandiera a parlare di democrazia e libertà dovrebbe riflettere
sul fatto che sino ad ora l'unica cosa a costo zero che ha fatto Berlusconi per il paese dal momento in cui è andato al governo è il LODO ALFANO! E guarda caso, l'unica cosa a costo
zero, per chi l'ha fatta?
La politica di Berlusconi tra scuola, università e pubblico impiego rischia, in un periodo nero come questo, di mandare per le strade centinaia di migliaia di lavoratori che, con
famiglia, sicuramente arrivano a sfiorare un milione di italiani. Sono tagli assurdi a fronte di una detassazione pari a zero (solo lo straordinario è detassato, ovvero il lavoro "in
più" che non ti permette di avere una vita!), di un ICI che paghiamo in servizi e vantaggi per cordate imprenditoriali che oltretutto, per quanto riguarda Alitalia, ci costano diverse
migliaia di cassaintegrati. Viene ignorata la costituzione, viene umiliato lo stato di diritto e con esso rischiamo di perdere alcuni diritti irrinunciabili che già oggi vengono
abbondantemente calpestati.
In sei mesi è riuscito a mobilitare decine di migliaia di studenti (ed il movimento è in continua espansione). Appuntamento al primo anniversario del berlusconi tris per la
rivoluzione vera e propria! Che sia la volta che ce lo leviamo veramente dalle balle? '68-'08...che Berlusconi riesca nel miracolo di risvegliare (anche se a legnate) l'Italia? Forse
è da illusi. Certo è che in questo momento il sistema che da forza al premier è in crisi. Il suo potere si fonda sui soldi, sul mercato che è crollato. Abbiamo un'opportunità
forse...certamente abbiamo ed avremo sempre una speranza.

































chiara
Caro Angelo, col bene che ti voglio, la frase che il sistema che da forza al premier è in crisi mi lascia perplessa.
Nelle scuole come da altre parti salteranno solo le persone che hanno avuto il merito di entrare tutte le altre, ammanicate e condottiere, non ne risentiranno...
Purtroppo.
Tu lo sai...io lavoro ogni giorno a contatto con la piccola e media azienda...e gli imprenditori (quelli veri e puri come Berluscono) amano questa situazione di crisi...perchè ho imparato che in queste situazioni è più facile far soldi...basta reiventarsi e conoscere le persone giuste...o convincerli di esserlo.
Non ho mai fatturato tanto come dall'inizio di settembre...perchè l'illusione, la speranza di trarre vantaggio dalla crisi è facilmente alimentabile...e fa sognare...
se mentre gli altri affondano io mi conquisto il mio posto al sole potrò campare di rendita...quello che mi dicono è spendo ora così resisto un anno e poi faccio il botto.
Firenze continua a sentirsi ricca e mentre i più (quelli che cercano di conservare il poco o il tanto che hanno) chiudono, vanno via, affidano l'attività a stranieri i pochi quelli che hanno soldi anche quando ne perdono sono felici di costruire monopoli...
Per gli imprenditori questo è il momento migliore per nascondersi dietro la crisi e fare le peggio porcate...
e per noi venditori è facile - quando li incontriamo - far firmare contratti e finanziamenti dietro al motto che il mercato su internet è in continua espanzione...
Ieri però mi chiedevo quando giusto fosse...per quanto credo nello strumento...ciò che accade.
Le aziende fiorentine, soprattutto quelle che campano con i turisti, dato il crollo della presenza degli americani (l'Hilton a Firenze in agosto ha fatto il minimo storico 10% di presenze) si spostano tutti su internet per continuare la propria attività. Magari mandano via persone e firmano contratti enormi di posizionamento sui motori di ricerca.
Se prima si faceva volantinaggio e si pagavano le persone per farlo...ora no, le offerte le mandiamo online e quindi non c'è bisogno di persone...
Mi fa inorridire il pensiero perchè mi fa pensare a Tempi Moderni di Chaplin...La macchina sostituisce l'uomo e il suo lavoro...e il potere si concentra sempre più nello stesso pugno di quei pochi che entrano dove vogliono e sistemano chiunque.
Tu sai cosa mi hanno detto ultimamente i nostri Senatori che ho avuto la fortuna di incontrare...Hai un lavoro? Tienitelo stretto se non ti vuoi iscrivere al partito e candidarti perchè la situazione peggiorerà...cerca di fare più soldi che puoi e di "dimenticare" le tue aspirazioni per il momento...
Perchè più sei brillante più sei intraprendente più sei pericoloso se non appartieni a qualcuno...Tanto a Destra (discorso fattomi da un consigliere regionale di Forza Italia) tanto a Sinistra (senatori 2 del PD)
quindi che questo sistema vada combattutto è vero...
che questo sistema sia in crisi è la cosa più assurda che si possa dire perchè è dalla NOSTRA difficoltà che si alimenta il potere...
e noi...i chiunque della storia...quelli che sono intercambiabili e che seppur non hanno nulla devono essere imprenditori di se stessi...potremmo rimanere schiacciati dalla convinzione che è il nostro momento...
perchè se non è nostro fino in fondo le cose non cambieranno...ti faccio un esempio qui mesi e mesi destra e sinistra a combattere contro la tramvia (naturalmente iniziata prima di una consultazione popolare) tutti a protestare, tutti in piazza perchè antidemocratico mettere il popolo davanti a qualcosa che è già deciso e poi?
Poi si va al voto e non si arriva neanche al quorum...
Quante di quelle persone che manifestano hanno votato berlusconi non si saprà mai.
Quante persone di detstra fingono a Firenze di appartere al PD ma poi vanno ai focus group di Forza Italia a piangere la propria situazione?
Quando l'Italia avrà il coraggio delle sue idee allora si che forse avremo un'opportunità
Angelo P.
Il sistema a cui mi riferisco io non è quello partidico comunque. Il sistema in crisi è il sistema sul quale Berlusconi ha fondato le sue fortune, quell'idea "Liberista" fatta di un mercato privo di regole che di fatto condiziona tutto il mondo e le scelte politiche globali. Le lobby multinazionali, che impongono un certo tipo di politica sono in crisi ed è evidente, se gli Stati Uniti stessi finiscono per applicare scelte "Socialiste" estreme, che i poteri forti (rale fonte di potere non solo per il centro-destra, ma che di certo in esso possono trovare migliore collocazione e maggiori vantaggi) temono. Il mondo parla addirittura di una nuova Bretton Woods, ovvero della modifica di quegli accordi che hanno sancito la supremazia americana nel mercato globale attraverso il "Dollaro" come moneta per gli scambi internazionali. Il mondo sta provando a cambiare, anche se noi, sapientemente anestetizzati, non lo sappiamo. La regolamentazione del mercato internazionale non si sa ancora se si farà. La sensazione è che molti governi vogliano (perché spinti da quei poteri che cercano di mantenere il controllo) garantire il mercato piuttosto che riformarlo. Ma è certo che quei poteri sono oggi in crisi e che Berlusconi, di certo non un estraneo in quell'ambiente, prima o poi si troverà, come già sta accadendo in parte, a dover metter la faccia su decreti e riforme sfacciatamente contro l'interesse pubblico. Noi, come altri paesi europei, abbiamo messo garanzie sui depositi e lo Stato, qualora fosse necessario, si è impegnato a salvare le Banche. Ma l'abbiamo fatto in maniera alquanto particolare. Gli altri Stati, se salvano le banche, entrano con il capitale pubblico ma ne acquisiscono il controllo. Noi pagheremo solamente con la speranza che la banca si salvi realmente con quell'intervento e che torni a produrre utile con l'acquisto di azioni privilegiate senza diritto di voto. In pratica, in un momento di crisi finanziaria, il nostro stato, al contrario di tanti altri, invece che rilevare le banche fallite prendendone il controllo, gioca in borsa, le alimenta utilizzando il sistema che è già fallito. La piccola e media impresa italiana ora ha solo paura. Gli effetti che vediamo adesso sono solo l'inizio della crisi reale e ben presto, quando anche loro inizieranno (secondo le previsioni saranno centinaia di migliaia solo nel 2009) a chidere, anche il bacino elettorale del Premier, che non sta tutelando i loro interessi (la pubblica amministrazione in tempo di recessione è l'unico salvagente dell'economia di mercato; tagliando posti nella pubblica amministrazione si tagliano i consumi e quindi chiudono le imprese che non vivono d'esportazione o di turismo estero). Ci saranno alcuni settori che da questa crisi usciranno più forti, perché come dici ben tu, ci sono quelli che sanno sfruttare le crisi per arricchirsi. Ma Berlusconi sta promettendo in questi giorni cose che non potrà mantenere se il terremoto finanziario non si arresta (cosa della quale molti dubitano). La svolta autoriataria nella storia è sempre stata dovuta ad una crisi. In tempi di crisi la gente affida nelle mani di chi sembra in grado di decidere e governare il proprio destino, con la speranza che questa persona traghetti fuori dal baratro tutti. Un qualcosa di vecchio quanto la storia stessa; avveniva nell'antica Roma ad esempio; è avvenuto nel periodo Napoleonico; è avvenuto quasi sempre. Ecco perché è importante e secondo me incoraggiante quello che è accaduto. Gli studenti hanno mostrato i muscoli ed hanno dimostrato la debolezza del Premier, costretto a rimangiarsi, a distanza di 24 ore, il suo decisionismo. Hanno mostrato all'Italia cosa può fare una contrapposizione popolare organizzata, svergognando Berlusconi, facendolo scendere (per un attimo) dal piedistallo. Tutto sta ora a vedere se gli studenti e la parte di società civile che li appoggia (in un'Italia a due velocità è la maggioranza) saranno in grado di fronteggiare le contromosse che di certo Berlusconi proporrà. E' ovvio, non bisogna mai commettere l'errore di sottovalutare il Dio Tappo, ma se barcolla, bisogna attaccare, perché gli interessi che si celano dietro la sua presenza in politica sono ovvi per chi ha l'onestà intellettuale di vedere ed i risultati della sua politica sono evidenti. Io ricordo che al mio esame di Stato parlai di Liberismo e di Stato Sociale. Il professore mi chiese cosa pensavo (2001) della ricetta di Berlusconi. Io gli dissi che la ricetta di Berlusconi (che seguiva la tendenza suicida americana) è già stata sconfessata dal crollo del '29. Cosa dire: sono un profeta...o semplicemente possiedo un intelligenza? Il sistema partidico italiano si fonda sulle clientele; la crisi colpirà queste clientele e creerà momenti di panico in questo sistema; sarà quello il momento per sovvertirlo, ma ci vorrà attenzione ai particolari per comprendere l'attimo esatto in cui agire...naturalmente nella speranza che vi siano ancora persone capaci di proporre un vero cambiamento. Perché i forconi in questi momenti li alziamo tutti...il problema è, dopo aver raso al suolo un sistema, crearne un'altro che non sia peggiore del precedente.
anonimo
devo ancora rispondere per ieri (poi sono uscito). Mi hai chiesto del giornale di Rapino, parlavo del giornaletto che qualcuno ha in comune con se stesso (alla faccia di chi fa il gironalista davvero e per farlo ha dovuto laurearsi e sudare sette camicie). Sono d'accordo con "la Verità": è pietoso che a destra, in vista di poltrone che si allontanano, si vada a cercare di pescare voti nella scuola: la porcheria della scuola la sta facendo la destra, ma chi credono di prendere in giro?
Angelo P.
Io non penso che il gota PDL consulti la base su queste scelte che vanno a colpire le realtà territoriali in maniera netta e sono convinto che molti sindaci anche di centro-destra saranno quantomento contrariati da questa porcheria di taglio. Ma ripeto, vorrei comprendere qual'è la loro linea, se di una tenue ed abbastanza pacata obiezione al padrone che ti da uno schiaffo o di una concreta protesta figlia di una cultura democratica che pare difettare al PDL, o quantomeno ai suoi vertici. D'altronde la riforma colpirà moltre delle strutture pubbliche del nostro territorio montano, quindi in ogni caso non possono tacere.