Non nel mio giardino...ma neanche in quello del vicino.
Il centro oli di Viggiano: è questo il futuro secondo Pd e Pdl?
Perchè è importante per noi abruzzesi un voto che non sia nei partiti "maggiori"? Perchè sia Pd che Pdl hanno nel loro programma una politica che viene chiamata di
"semplificazione" nella realizzazione di "opere pubbliche" e per la creazione di "strutture atte al rilancio industriale" o più spesso "necessarie".
Strutture, infrastrutture ed impianti che molto spesso fanno un unico interesse e non è quello della gente.
In parole povere, entrambi gli schieramenti hanno intenzione di tagliare fuori le popolazioni locali dall'ambito decisionale riguardo a ciò che si potrà o non si potrà
costruire sul proprio territorio.
I filmati che vi mostro riguardano il centro oli di Viggiano in Basilicata. Se le popolazioni vengono tagliate fuori dall'ambito di queste scelte, mostri come questo
sorgeranno ovunque con la scusa di una possibilità di crescita anche lavorativa che non ci sarà.
Ora guardate i filmati. Pensate che il centro Oli progettato per Ortona porterà questo ed altro (pensate oltre ai campi anche al mare ed al turismo). Pensate che questi due
partiti "maggiori" vi toglieranno il diritto di dire no ad un simile mostro. Qual che sia la vostra ideologia, voi accettereste tutto questo?
Il futuro non può e non deve essere questo. Ad elezioni concluse cercheremo di organizzare un evento a Guardiagrele in cui i giovani interrogheranno l'assessore
Caramanico nel tentativo di strappargli l'impegno concreto a varare al più presto un impegno al No definitivo al centro Oli dell'Eni. Le cose sbagliate non sono sbagliate
solo se le fanno in casa nostra. Le cose sbagliate sono sbagliate e basta! Questa generalizzazione fatta da Veltrusconi sulla non volontà di realizzare un'opera solo perchè si
fa nella propria zona deve essere eliminata. E' qualunquismo della peggior specie, perchè viene da una politica che per prima dovrebbe esser in grado di far distinzioni e
soprattutto, se si fosse in democrazia, di rappresentare la volontà popolare...non di reprimerla.
Per adesso solo la Sinistra Arcobaleno si è impegnata a garantire il no al centro oli. Prego, per non creare favoritismi ingiustificati, di segnalare qualunque forza politica alternativa contraria a tale mostro, ammesso che ve ne siano. Questo in modo da poter offrire, a chi non volesse dare il suo voto alla sinistra, la garanzia comunque una rappresentanza in parlamento che combatta, in sede nazionale, questa politica insensata volta al non ascolto del popolo teoricamente sovrano.

































Danilo
Vedo che hai fatto buon uso della mia segnalazione via e-mail. Spero inoltre che all'evento auspicato dopo le elezioni possono partecipare anche i giovani di ...49 anni! La cosa grave è che durante le campagne elettorali dei Comuni limitrofi per le elezioni comunali, andavano promettendo posti di lavoro per il centro oli. Quando i posti eventualmente da assegnare ne sarebbero 27 e tutti per operai specializzati, per cui probabilmente tutta gente di fuori. Successivamente alle proteste dei citadini si sono convocate i vari consigli comunali per scongiurare la realizzazione degli interventi programmati dall’Eni.
Angelo P.
Spero anch'io sia realizzabile. Quel che vorrei, oltre che informare, è dare una solidarietà alla gente di Ortona che rischia (il rinvio sino a dicembre puzza parecchio) di vedersi costruito in casa un mostro antiecologico che innanzitutto metterebbe a rischio la salute di chi in quella zona vi abita e poi distruggerebbe completamente turismo ed agricoltura, ovvero l'economia intera della zona. Bisogna sensibilizzare, da qui a dicembre, quanta più gente possibile su questa questione in modo da apportare la solidarietà alla popolazione Ortonese qualora gli interessi dei petrolieri dovessero ottenere il via libera dalla regione. Penso che l'unico modo per riuscire a difendersi da una politica e da una industria che non chiedono il permesso a nessuno, sia quello di unirsi ed andare ognuno a combattere al fianco dell'altro quando ne ha bisogno. La gente deve tornare ad unirsi sotto l'unica bandiera che conta veramente: quella del buon senso, dei diritti, del futuro per tutti. Io vorrei partire dai giovani, perchè devono prendere coscienza che su questa come su tante altre questioni, si parla soprattutto del loro (nostro perchè alla fine ho solo 28 anni) futuro, della nostra terra, della terra che lasceremo ai nostri eredi. Ma sono ben accetti tutti quelli che si sentono responsabili e toccati da questo tema...anche di ragazzini di 100 anni. ;)
Danilo
Sia ieri sera che le altre volte nelle nelle varie "riunioni di contrada" per la campagna elettorale abbiamo affrontato questo problema che ci riguarda da vicino, a noi guardiesi, più di quanto possiamo pensare. Perché secondo uno studio, gli effetti negativi si estenderebbero a 500 km di distanza dall'impianto. Inviterei a scrivere qualcosa su questo tema il Consigliere comunale Donatello Di Loreto il quale, mi ha riferito di seguire questo blog e che glisarebbe piaciuto partecipare. Quale occasione miglore di questa! Lui che assieme agli altri della coalizione La Sinistra l'Arcobaleno, anche se all'epoca della prima protesta non era ancora una coalizione, ha partecipato in prima persona alla protesta.
nicola
Sulla questione del centro oli, effettivamente si fà molta confusione, alimentata peraltro da chi invece dovrebbe fare chiarezza. Qualche esempio: i sindacati scioperano a favore del centro oli e protestano ad Ortona proprio mentre si svolge il Consiglio Provinciale straordinario. La cosa pazzesca di questa storia è che tutta la responsabilità autorizzativa è del Comune di Ortona, che con una semplice delibera di consiglio "variante urbanistica" ha dato il si all'iter. Durante il Consiglio Provinciale, tutte le dichiarazioni sono contro il centro oli, salvo poi al momento della votazione, chi vota contro sono soltanto Rifondazione e Verdi. Gli altri, tutti insieme votano per perdere tempo; fare cioè lo studio. Altra contraddizione: tutti i partiti sono contro, ma le espressioni locali di Ortona dei partiti, in Consiglio votano a favore (centro destra) si astengono o se ne vanno (centrosinistra). LA VERITÀ È CHE TUTTI SONO FAVOREVOLI AL CENTRO OLI (ENI) - escluso quelli che sono oggi l'Arcobaleno. Quando abbiamo fatto la prima manifestazione ad Ortona, con i trattori, eravamo pochi a sfilare e molti a salire sul palco; gli stessi che oggi si dicono contro, sono sicuro che dopo il 15 aprile torneranno favorevoli. E poi il probelema è di quale modello di sviluppo si vuole dare all'Abruzzo: Regione verde d'Abruzzo o Petrolchimico d'Italia?
Angelo P.
Chiunque è invitato a scrivere su questo blog e ad esprimere idee, convinzioni, denunciare fatti, richiamare l'attenzione su temi importanti e delicati come questi. Cerchiamo di rimanere naturalmente nell'ambito del tema e di non sfociare in pura campagna elettorale (anche perchè, dato l'impegno ambientale ed a trattare determinati temi che solo la Sinistra Arcobaleno ha inserito nelle sue priorità non ve n'è motivo). In più vorrei sentire l'opinione anche dell'assessore Dal Pozzo, sia sulla questione per avere la sua ottica a riguardo, sia per sapere se è disponibile ad aiutarci, attraverso il forum, a creare questo momento di confronto tra i giovani e l'assessore regionale su un tema che è strettamente legato proprio alla gioventù, ovvero l'ambiente, che forse più di ogni altro è un motivo di interesse forte per le nuove generazioni. Sono convinto che in questo anche Punto Giovani farà la sua parte. A mio avviso attendere dicembre ed il clima infuocato che ci sarà allora per un confronto è sbagliato. Meglio partire ora in modo da sapere, a tempo, quali sono le posizioni e nel caso, quali iniziative mettere in atto per manifestare pacificamente, ma allo stesso tempo incisivamente, la volontà popolare.
Angelo P.
Forse io e Nicola Abbiamo scritto nello stesso momento il commento perchè non l'avevo letto. La Regione comunque ha la possibilità di bloccare il tutto e fare un tentativo di confronto con l'assessorato all'ambiente mi pare un buon punto di partenza, anche per capire quale indirizzo vuol dare la Regione (come giustamente dice Nicola) all'Abruzzo ed iniziare da subito a saggiare qual'è invece la volontà popolare.
Questa delle piazze fomentate e poi della non opposizione in sede di consiglio è un film già visto nel caso del piano sanitario, un altro pessimo auspicio per quanto riguarda la "democraticità" (riguardo al merito mi son già espresso) delle decisioni. Si sta verificando in poche parole la stessa cosa che si verificò qui, con informazioni poco chiare, mezze verità da una parte e dall'altra (ancora oggi è difficile comprendere bene quel che è successo e che succederà all'ospedale di Guardiagrele) ed opportunismo politico (sulla protesta del piano sanitario "La Destra" a Guardiagrele si è fondata cavalcando l'onda della protesta).
La cosa difficile in questi casi è riuscire a superare le divisioni che proprio le appartenenze politiche creano. Comunque resto dell'idea che bisogna agire da subito, non lasciare che questo problema venga dimenticato sino a dicembre, altrimenti si rischia di trovarcisi di fronte all'ennesima situazione in cui il cittadino è impotente. Comunque vadano le elezioni politiche, è bene tenere alta l'attenzione e se la gente risponderà all'appello, far comprendere alla politica qual'è l'idea di Abruzzo che ha la gente.