Politica | Musica e impegno sociale

Comunicato stampa

Proposta di "Guardiagrele Città in Cantiere" sul Candidato Sindaco

scritto da Danilo Zulli

Da oltre un anno ci siamo posti l’obiettivo di pensare ad un modo trasparente e partecipato di fare politica, con l’obiettivo di riunire il centro-sinistra a Guardiagrele.

Sono mesi, invece, che si discute solo al chiuso, tra segretari di partito, senza trovare soluzioni.

Senza entrare nel merito delle responsabilità, questo provoca deleteri ritardi e sfilacciamento. Il problema sembra essere non un programma necessario per il rilancio di Guardiagrele ma la figura del Sindaco.

Ora il cantiere, con senso di responsabilità propone una soluzione immediata che si incarna nella figura di una rappresentante e fondatrice del PD: la Prof.ssa Carla Altorio.

Anche alla luce della posizione dell’IdV, aspettiamo una risposta chiara e definitiva.

Il novel Pasquino

perché con questa penna vi uccido quando voglio...

scritto da Danilo Zulli

Il titolo non è mio, è di un amico che così ha apostrofato l’anonimo che ha deturpato la nuova bacheca del PD o di Franco Caramanico, questo ancora non mi è chiaro.

Io non sono d’accordo chiamarlo “Pasquino”, perché come nella memorabile interpretazione di Manfredi, Pasquino agiva sì nell’ombra, ma non deturpando cose o statue.

Io non approvo per nulla queste azioni vili fatte nell’ombra, certo rispecchia il malessere che ha la popolazione verso questa amministrazione aumentato questi giorni dopo l’ufficialità della perdita del diritto di essere ne “I Borghi più belli d’Italia”.

Il mio post non è assolutamente a difesa dell’operato dell’Amministrazione, e ne ho dato prova con commenti sul blog ed anche su facebook.
Però ripeto, sono contrario a queste azioni di vandalismo anonimo, ognuno si deve prendere la responsabilità del suo agire, come l’amministrazione dovrà prendersi la responsabilità di ciò che è accaduto, così anche chi lo contesta lo deve fare apertamente, con critiche anche severe ma soprattutto costruttive fatte in sedi opportune.

Queste bravate sono fine a se stesse e soprattutto pericolose, perché potrebbero portare all’emulazione ma soprattutto sono antidemocratiche.

Bucchianico: incontro sulla deriva petrolifera con Maria Rita D'Orsogna.

mercoledì 8 giugno ore 18:00

scritto da Angelo Primavera

 

 

Il problema è ancora lì. Per ora, la Regione Abruzzo, nonostante la risoluzione votata dal consiglio in data 27-01-2009, con la quale la giunta Chiodi si prendeva l'impegno di presentare entro 45 giorni un ddl che modificasse l'attuale legge impugnata dal governo dinanzi alla corte costituzionale, non è stato fatto nulla. 

Dalle elezioni regionali ad oggi, questa impugnazione, volta ad annullare l'unica legge (scritta con i piedi) che difende il territorio sia dalla costruzione del Centro Oli, sia da nuovi insediamenti petroliferi, è l'unico vero atto ufficiale sul tema petrolio che la politica abbia prodotto per l'Abruzzo. 

Per conoscere gli sviluppi più recenti della situazione, per ascoltare con le proprie orecchie le reali minacce che i nostri territori subiscono appuntamento l'8 luglio a Bucchianico con Maria Rita D'Orsogna.

 

 P.S. Non volevo far pubblicità ad alcun partito, ma dato che c'è chi sostiene che mi sono inventato la risoluzione che cito nel post, aggiungo copia in word dell'interpellanza al consiglio regionale presentata il 25 giugno 2009 dai consiglieri Camillo D'Alessandro e Claudio Ruffini.

 

Caramanico ha paura!

accuse senza prove certe sui recenti tonfi elettorali. Il direttivo PD verrà sciolto.

scritto da I Menestrelli

Blasi lo chiama il "j'accuse". Io lo chiamerei "ho accusato"...il colpo ovviamente.
Da giorni "Il centro" è vetrina di un romanzetto a puntate, dai toni molto trash, che ha come protagonista principale l'uomo più importante della politica guardiese degli ultimi 15 anni. Parliamo ovviamente di Franco Caramanico. 

L'ex assessore regionale all'ambiente, attualmente consigliere regionale (poltrona presa per un pugno esiguo di voti) evidentemente non si capacita del fatto che il suo partito stia precipitando (con lui) nei consensi e sia divenuto, attualmente, la seconda, se non terza forza politica della città.  

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Blocco alle intercettazioni, limitazioni alla rete e bavaglio ai giornali.

il DDL Alfano approvato ieri in un'Italia sedata

scritto da Angelo Primavera

 

"Gravi indizi di colpevolezza". Questo è ciò che determina, secondo il testo del DDL Alfano sulle intercettazioni, la legittimità o meno di utilizzare questo strumento per un magistrato. Una dicitura un po' generica che si presta a mille interpretazioni, a soggettive valutazioni ma soprattutto, a favorire le difese che, in linea di massima, possono sindacare la gravità di un indizio che  la magistratura ha utilizzato per autorizzare l'intercettazione (che magari inchioda il suo cliente). 

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Provinciali: Odore di Brogli?

quanto può diventare pirla un menestrello.

scritto da Angelo Primavera

 

Nel mio consultare ieri i risultati delle provinciali sia sul sito di guardiagrelesociale.it, che su quello del ministero dell'interno, ho avuto dati assolutamente diversi. Ora, saranno state le nottate elettorali con alzataccia alle 6. o semplicemente il fatto che delle volte sono così fedele al motto Andreottiano "a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca", che sono arrivato a sospettare dei brogli.

Gli unici brogli sono quelli dei neuroni andati del mio cervello. Infatti ho confuso i dati guardiesi con quelli delle circoscrizione "guardiagrele" che comprendeva anche gli altri comuni. 

Mi scuso con tutti e mi prendo una lunga vacanza (scriverò qualcosina ogni tanto, ma più per riflettere in generale che per altro e senza sparate). 

Detto questo buona giornata a tutti e complimenti agli eletti guardiesi...speriamo abbiano il buonsenso di tenerci maggiormente informati su ciò che avviene nel nostro consiglio provinciale e di riuscire a risollevare questa provincia.

Il vero senso di Bim Bum Bam?

Chiara De Lucia all'incontro con Galli il candidato sindaco di Firenze e Berlusconi.

scritto da Angelo Primavera

Chiara De Lucia sta scatenando uragani ovunque si presenta. In un articolo che trovate qui dichiara guerra alla disonestà di alcuni colossi che fanno posizionamenti internet (visibilità e dunque pubblicità) facendo sborsare cifre da capogiro ai clienti per un qualcosa che è contrario al codice deontologico di Google e dunque non consentito dallo stesso motore di ricerca (estremi per chiamarla truffa?).
Poi mette in movimento, insieme alla sua squadra, applicando i suoi studi in ambito di comunicazione politica e getta lo scompiglio tra i candidati costringendoli ad incontri con i commercianti e pubblicando risultati di sondaggi effettuati su iniziativa privata. Candidati della potente Firenze che cercano di individuare chi sia "il mandante" di questa dottoressa sconosciuta e stampa che ovviamente, al soldo, lascia capire che l'iniziativa è non è della nostra giovane compaesana. 

Insomma, per la serie cult guardiese: "i migliori facciamo sempre in modo che se ne vadano il più lontano possibile!", dopo questo rapido sommario (torneremo sugli argomenti con post specifici), vi lascio ad un lungo (ma assoluamente meritevole) pezzo scritto dalla nostra rivoluzionaria collaboratrice, che questa volta è andata all'incontro/conferenza stampa, con il candidato sindaco Galli e l'imperatore, Silvio Berlusconi.   

2 giugno 2009, giornata molto dura per la mia persona.

Mi sono svegliata ed ho pensato “Che senso ha celebrare la festa della Costituzione se tutti a loro modo amano sputarci su? Come faccio a festeggiare una serie di principi che nella sostanza vengono continuamente stuprati dall’inizio della II Repubblica? E come mai Schifani deve affermare che anche i bambini – a cui ha regalato una Costituzione – condividono l’esigenza di rendere più snella la nostra Carta Costituzionale?” 

Senza sapere precisamente perché, sono stata assalita da un senso di amarezza che è perfino peggiorato quando il tg regionale ha annunciato “Il Presidente del Consiglio sarà nel pomeriggio a  Firenze per sostenere la candidatura di Galli”.

Mi mobilito per avere luogo e ora dell’incontro.

Conferenza stampa ore 16.00 Grand Hotel Piazza Ognissanti. 

Eccomi, in anticipo, lì alle 15.30, davanti alla prima strada bloccata dai carabinieri - almeno 5 per ogni transenna. Mi indicano un percorso per accedere all’unico ingresso. Dopo qualche chilometro giro l’angolo e vedo uno spettacolo sconcertante: LA SELEZIONE ALL’ENTRATA. 

“Tu sì puoi contemplare Silvio Tu no perché sei sicuramente uno che è venuto a protestare.”

Io, la mia amica e il mio ragazzo – anche se con un po’di scetticismo da parte del servizio di sicurezza riguardo a quest’ultimo, un po’ troppo casual per essere un Berlusca Boy – riusciamo ad entrare.  Camminiamo ancora sconvolti per il percorso fatto…Non ci aspettavamo una selezione per partecipare ad un incontro pubblico e pubblicizzato con il Presidente del Consiglio, quello che una volta era il presidente di tutti…E traditi anche dall’abbigliamento dei presenti veniamo risucchiati da un dubbio che tuonava più o meno così “Ma queste cose non si fanno in discoteca?”

Non avevamo capito niente…Non era una discoteca ma un concerto da vera pop star. 

La sua voce è inconfondibile; ci guardiamo con curiosità ma anche con un certo timore nel vedere in carne ed ossa un personaggio che fino a ieri ero convinta fosse un ologramma. 

Giriamo l’angolo pronti ad essere accecati dalla sua luce quando troviamo Silvio preregistrato su un megaschermo che ripeteva in continuazione tutti i primati del Popolo delle Libertà. Avrò sentito la parola Abruzzo cento volte in un’ora.

La gente si accalcava con 37° all’ombra per vedere lui, per applaudirlo e perfino per ringraziarlo…La voce del megaschermo che risuonava nella piazza era quasi iponitica; sembrava insegnare un metodo di studio: ripetere il messaggio infinitamente – e di sottofondo senza dare fastidio - così che diventi parte dell’inconscio dell’ignaro, distratto e / o dormiente ascoltatore…

Sono le 17.00 stiamo andando via quando due persone anziane cominciano ad urlare “Buffone”…

”Oh Mio Dio ci sono dei contestatori, si sono intrufolati!” Dopo aver licenziato – immagino -gli addetti alla selezione del personale, i ragazzi del popolo delle libertà – liberati dalla propria gabbia di isolamento in cui sono costretti a Firenze e confortati dall’arrivo del loro capo – guida – si aizzano contro gli anziani urlando “Andate alla casa del popolo, comunisti di merda” e addirittura spintonano la signora fino all’arrivo della sicurezza e alla scomparsa dei due.

Decidiamo che è ora di tornare a casa. Sul marciapiede una mia conoscente pidiellina mi dice “Hanno portato via una decina di contestatori, ma non hanno visto che gente c’è dietro quelle finestre…Ho visto certi che dalla faccia sono di sinistra e sicuramente non hanno buone intenzioni”. 

Decidiamo che è davvero ora di andarsene.

Ma all’improvviso i poliziotti ci fanno indietreggiare dicendo “Quelli vanno veloci; ci mettono poco a mettervi sotto!”. Il Presidente sta arrivando. Lungo una stradina piccola e piena di gente le moto della polizia sfrecciano per davvero, due audi vuote e finalmente il Presidente sull’audi più bella che stringe le mani a chiunque le infili nel finestrino; poi altre auto vuote, altre moto e guardie - pubbliche e private – che fanno una catena per dividere il Presidente dal popolo, 

La voce dallo schermo – come inibita dalla sola presenza del Presidente ed imbarazzata dal confronto narcisistico fra la copia e l’originale – scema al formarsi del coro “Silvio, Silvo, Silvio”. 

Il Presidente del Consiglio in quell’istante trionfante diventa Sire, Imperatore e Star.

Noi usciamo dal coro e a testa bassa e senza troppo parole, ci avviamo verso casa alla ricerca di qualcosa di dissetante e possibilmente di alcolico per dimenticare quanto visto e respirato.

L’amarezza diventa sempre più forte…anche perché condivisa dai miei compagni d’avventura.

La storia insegna che davanti ad un’opposizione che non si sa organizzare colui che è potente per se stesso diventa necessario all’Italia intera così come ammonisce sul fatto che non c’è nessuna volontà di affrontare il pericolo di una convergenza di indirizzi, poteri e ruoli nella stessa persona. La storia ribadisce fino ad urlare che la responsabilità e la serietà di un progetto politico dovrebbero  portare gli eletti a vivere – soprattutto nei momenti di crisi – la sobrietà di un lavoro che si vivifiche nel rispetto di una vocazione che dovrebbe guardare al bene personale solo – e al più - come conseguenza logica di un bene pubblico ben amministrato.

La mia storia…quella più piccola, quella meno significante…non insegna ma racconta: racconta che i programmi televisivi indiscutibilmente legati alla mia persona come Bim Bum Bam,  Non è la Rai o Beverly Hills uniti così come l’odio per il Milan o l’aver visto la Standa in una grande città come poteva essere Pescara quando ero piccola, mi tengono legata a quell’uomo.

Subisco e subiamo la più grande lezione di marketing indotto degli ultimi vent’anni. Tutto  finalizzato a un progetto personale così perfettamente congruente all’idea di potere assoluto che fa paura.

Il marchio, il brand, aumenta le percentuali di vendita di ogni prodotto.

Se riconosciamo il simbolo, la faccia di qualcuno eliminiamo parte delle difese fino a comprare qualsiasi cosa perché in un’altra occasione quel marchio era chiamato come garanzia assoluta di novità, di modernità e perfino di avanguardia.

Berlusconi tutti sanno chi è…il problema è che lui non sa più chi vuole essere perché forse non avrebbe mai immaginato così poca resistenza da parte dei politici avversari, del popolo italiano, della stampa, degli studiosi di politica, della giustizia e della memoria dell’Italia intera. 

Tutti si sono piegati annullando ogni senso di freno in una persona – che dopo i traguardi raggiunti nella vita, compresi quelli erotico – sessuali – non ha nessun motivo di constatare di non essere onnipotente.

Nessuno se n’è accorto o meglio ancora nessuno – fra chi ha un seguito e /o il diritto di espressione sui mezzi di comunicazione di massa - ha denunciato il poco rispetto delle istituzioni che fin dai discorsi programmatici di governo dell’anno scorso ha assunto toni condannabili e – volendo punibili.

In una Repubblica Parlamentare il Presidente del Consiglio viene nominato dal Presidente della Repubblica e deve pertanto ricevere la fiducia dalle e delle Camere. Berlusconi per inaugurare questo governo la fiducia non l’ha neanche richiesta…L’ha dedotta, data per scontata.

L’errore sta nel fatto di credere che sia una sua caratteristica quella di snobbare tutto e tutti ma non è così. Siamo noi che dal 1994 – e secondo la mia tesi da metà anni 80 – snobbiamo – ridicolizzandolo e dandogli perciò risonanza – Silvio, il suo popolo, le sue canzoncine e le sue beffe.

Berlusconi, tanto nel 1994 quanto nel 2001, almeno nei discorsi di presentazione del suo governo utilizzava formule tramandate – dopo la nascita della Repubblica - di generazione in generazione nutrendo un certo timore per quella investitura che – per quanto formale – doveva chiedere. 

Il Pd –  altra pop star del panorama politico italiano – è stato il vero artefice della distruzione della nostra Repubblica e di ciò che la Carta Costituzionale simboleggiava: la capacità di capire che di fronte a una crisi civica e sociale bisogna innanzitutto far fronte a ciò che interessa la gestione della cosa pubblica, sforzandosi di trovare un minimo comune denominatore che faccia respirare il popolo sovrano e puntando ad una politica di regolamentazione dell’esistente e a quella ormai abituale che concentrata nel rimarcare le divisioni del passato o di un ipotetico futuro.

L’Italia è in crisi, il mondo è in crisi così come lo è la possibilità della mia generazione di offrire ai suoi figli non solo un futuro migliore ma anche un’ideale che sappia di libertà.

Siamo liberi se questo mondo sa cos’è la giustizia, altrimenti siamo costretti alla legge del sopruso continuo da parte dei più forti; siamo liberi se riusciamo ancora a capire il senso della parola lealtà, altrimenti sarà difficile dar corpo ad un ideale; siamo liberi se siamo felici di costruire un noi che ci responsabilizzi al bene e al male, nella costante contrattazione di un me che esiste nel dialogo con l’altro e non in fortini – virtuali e fisici – che fanno dell’istinto e della volontà di potere l’unico motore di questi tempi. Siamo liberi se riusciamo a riappropriarci della parole “LIBERTA’” o “ITALIA” indegnamente comprate a suon di consigli di marketing spicciolo. Non più la domanda che decide l’offerta ma l’esatto contrario; il monopolio indiscusso.

Noi, generazione di mezzo, noi saremo i nostalgici di questi ideali che alcuni genitori, maestri, amici e cantanti ci hanno insegnato e raccontato. 

Come per la lira infatti si fa presto a dimenticare ciò che c’era prima. Bastano poche generazioni. L’oblio è gia iniziato?

Chiara De Lucia.

 

 

Barzellette "Provinciali"

"Ci sono un leghista, un democristiano ed un fascista..."

scritto da Angelo Primavera

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In politica si vede di tutto oggi giorno e questo, se dal punto di vista democratico è inquietante, dal punto di vista delle opportunità di satira, umorismo, o semplice divertimento è un toccasana. Le tornate elettorali stanno diventando uno Zelig istituzionale che rispetto all'originale in onda sulle reti del padrone d'Italia, hanno un'unica differenza: nel programma condotto da Bisio ci si prende per culo; nel cabaret, nel carnevale della politica italiana, lo si prende nel medesimo posto, sebbene con elevate dosi di lubrificante mediatico.

Ma ecco a voi altri tre candidati che sembrano una barzelletta: un leghista, un democristiano ed un fascista.  

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Chiamatemi Di Giuseppeantonio oppure Dio...come preferite.

la lettera del candidato del centro-destra alla provincia di Chieti.

scritto da Angelo Primavera

 

 

In principio fu campagna elettorale. Egli prese carta e penna e...  

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Candidati di Centro Destra: Di Prinzio e Lo Statista di Rapino.

qualche considerazione sui due candidati che hanno pensato di infilarsi nella mia buca delle lettere.

scritto da Angelo Primavera

Siamo ad una settimana dal voto e credo che quest'anno la propaganda viva di partenze intelligenti come quelle che si tentano in luglio ed agosto per evitare le code in autostrada nei giorni da bollino rosso, o come le strategie delle soste ai box in formula 1, per magari arrivare con il giusto peso e la giusta gomma al traguardo. Sta di fatto che a due settimane dal voto, gli unici che si sono arrischiati ad inserire il loro faccione nella mia buca delle lettere sono stati due candidati di centro destra: Donatello Di Prinzio e Rocco Micucci. Quest'ultimo ha fatto la partenza più "intelligente" di tutti, due o tre anni fa. Intelligente nel farsi conoscere da tutti; poco intelligente farsi conoscere da me.  

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Al Piqua Cafè niente live oltre le 22.30 nei feriali e oltre l'1:00 nei festivi.

le restrizioni imposte dal comune a seguito delle richieste del vicinato rischiano di creare un precedente pericoloso per turismo e lotta al disagio giovanile.

scritto da Angelo Primavera

 

 

Niente più musica live oltre le 22.30 dal lunedì al venerdì; all'una di notte il limite fissato per i festivi. Questo è il contenuto di un provvedimento comunale indirizzato al Piqua cafè, locale all'aperto della villa comunale che, come ho già fatto notare all'assessore Dal Pozzo, rischia di creare un precedente pericoloso. 

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Il senato regala l'Abruzzo ai petrolieri.

passa il ddl 1195 ex 1441. Ora si attende solo la ratifica finale della camera.

scritto da Angelo Primavera

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Passa il ddl 1195, il famigerato ex ddl 1441 che abbiamo trattato diverso tempo fa e nessuno ne parla. La stampa regionale e nazionale dorme dinanzi ad uno scempio legislativo che ora attende solo l'ultima ratifica della camera prima di produrre i suoi effetti devastanti. 

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Il silenzio di "menestrelli.it"

il punto dopo più di un anno di "inutili" battaglie.

scritto da Angelo Primavera

 Qualcuno si chiede che fine abbia fatto e perché non scrivia in un periodo importante come questo, dove la gente è in panico da candidato e non sapendo che pesci pigliare si va a spulciare in rete i retroscena dei vari nomi. E' semplice: trovo che questa sia un'abitudine patetica.

 
La rete pullula di blogger e di utenti che oggi si sentono cittadini perché s'informano a scadenze elettorali, un po come quei cattolici che si sentono cristiani perché vanno a messa nei dì comandati. E' importante informarsi, certo, ma non a scadenze elettorali e non con l'unico fine di orientare un voto sulla base di ciò che si riesce a capire in un mesetto di superficiale resoconto degli episodi precedenti.
 
Una logica del meno peggio che non regge perché sino ad ora, dai nomi che ho visto affissi, come si suol dire, il più pulito ha la rogna. Una logica che fa il gioco di una classe dirigente che cambia facce, seleziona uomini e donne immagine, si presenta in una veste di accattivante compartecipazione popolare ma che poi, a conti fatti, fa quel che vuole.
 
Da destra a sinistra, senza dover essere qualunquisti, c'è in tutti l'arrogante presunzione di avere un qualcosa in più pur non riuscendo ad esprimere niente di diverso. Ci si rimpalla accuse, si riscrivono storie come vangeli apocrifi ricchi di documenti ben selezionati ed aneddoti. Nessun mea culpa senza una prefazione ed un epilogo che dicano "ma è più culpa di quegli altri"
 
Ma oltre a tutto ciò, che è il motivo principale dell'essermi estraniato dai fatti locali e di questo mio latitare sul blog ora, c'è che in queste settimane mi sono reso conto dell'inutilità del mio scrivere, parlare, ragionare e cantare. Mi sono reso conto di esser popolare solo quando sveglio Sancho e vado a pungolare il sedere di qualche mulino a vento, che esso si chiami Caramanico, Palmerio, Micucci, Tavani o simili. Mi sono sono reso conto che non piaccio: piace il mio ruolo. Fa comodo all'avversario politico di quello che prendo di mira; fa comodo a chi dovrebbe muovere il culo per farsi sentire ma preferisce vivere "le avventure della rivoluzione" al riparo seduto davanti al pc, facendo il tifo, fedele all'antico motto dell' "armiamoci e parti!", senza neanche poi condividere un granché ciò che dici, semplicemente affiliandosi perché sei "contro".
 
A me di recitare il ruolo del paladino di qualcosa nell'eterno irreality show locale non frega nulla. Pensavo fino a non molto tempo fa di poter stimolare almeno qualcuno ad una riflessione che comportasse un cambiamento culturale, politico, umano, ma di recente e con mia grande delusione ho compreso che ciò non è vero neanche nelle persone che mi sono più vicine.
 
Volete vedere qualcosa di diverso? Mandate all'aria le elezioni, fate si che a votare si rechino solo il 10-20% di aventi diritto al voto ovvero i beneficiari in primo, secondo e terzo grado dei favori che i vari esponenti staranno promettendo a destra ed a manca. Fate in modo che chiunque "vinca" sia l'immagine della politica perdente che impera dai nostri vicoli sino alle stanze di Strasburgo. Fatto ciò poi, se avete palle e capacità, iniziate a costruire un Paese diverso. Ma tanto, sappiamo già come andrà.
 
"Bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza,
fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza,
ma bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire...
CHE NON CI SONO POTERI BUONI!" (F.De Andrè)
 

L'Eni appalta lavori per 200.000 euro all'azienda del Sindaco di Ortona.

Il sisma non ferma i piani dei petrolieri.

scritto da Angelo Primavera

 Così come sospettavamo un po' tutti, il terremoto è una tragedia che offre un irripetibile diversivo per chi vuol portare avanti affari all'insaputa dei cittadini. I giornali, ad esclusione di Prima da noi che riprende la notizia direttamente dal blog www.apocalisseitalia.it, non trattano l'argomento, ma pare che la ditta del sindaco di Ortona, Fratino, si sia aggiudicata un 'appalto per lavori non meglio specificati per 300.000 euro. Chi le ha affidato l'appalto? L'Eni ovviamente. 

 
Per quello che se ne sa, scorrendo il pezzo di prima da noi che ha fatto un'inchiesta circa un anno fa sul tema del conflitto d'interesse del sindaco di Ortona, con questo appalto si giunge a quota 1 milione e 100.000 euro. Infatti la Buonefra si era già aggiudicata in precedenza un ulteriore appalto nel 2007 da 800.000 euro.
 
Così, mentre i comitati aggiungono ulteriore materiale alle motivazioni del no a raffinerie ed impianti estrattivi in Abruzzo, aggiungendo al computo già catastrofico delle ripercussioni su salute, economia ed ambiente di queste attività, studi riguardanti anche l'aumento dell'attività sismica nei territori soggetti a trivellazioni ed estrazioni, le multinazionali continuano indisturbate a piazzare i pezzi in posizione strategica sulla scacchiera, pronte a dare scacco matto, con complicità politica, al territorio abruzzese.
 
Il mio consiglio è di tenersi sempre aggiornati sugli sviluppi attraverso il sito regioneabruzzo.blogspot.com che è un raccoglitore di tutti i principali siti che trattano questo argomento, collegati in gran parte con associazioni e movimenti che si stanno battendo per combattere il fenomeno, organizzando petizioni, informando in tempo reale e programmando manifestazioni ed azioni per ostacolare una deriva petrolifera che cerca di inabissarsi come un fiume sotterraneo, pronto a riaffiorare, improvvisamente ed irreparabilmente sotto gli occhi degli abruzzesi.

Vauro "epurato" dalla RAI.

Eliminato il vignettista simbolo dell'ormai estinta satira televisiva.

scritto da Angelo Primavera

 

 

Questa è la vignetta che è costata l'epurazione a Vauro dalla Rai. Una vignetta dura che però sottindente una grande verità, che svela l'ipocrisia di una maggioranza che ora fa la pasqua nelle tendopoli, ma che solo a seguito della tragedia aquilana, dell'aumento delle cubature dei cimiteri, ha completamente cancellato un articolo "omicida" dal cosiddetto "piano casa" che prevedeva uno snellimento dei controlli antisismici. 

Si è cercato, ad ogni costo, di far passare Anno Zero come una trasmissione che ha fatto dello sciacallaggio sul dramma abruzzese per avvantaggiare qualcuno politicamente (presumo Idv, dato che altri santi in paradiso Santoro pare non averne). Di fatto la trasmissione ha solamente mostrato ciò che altre testate, impegnate in più "corrette" attività (vedi il post) hanno sapientemente omesso.

Si è voluto far credere che i soccorsi siano stati tempestivi ed immediati ovunque, o comunque questa è stata la percezione data dai media. Diverse testimonianze mostrate nella trasmissione hanno messo in dubbio questa versione. Si è voluta mostrare un'azione perfetta di chi ha diretto i volontari, ma ciò che si evinceva, a quattro giorni dal sisma, da un centro di controllo che non aveva ancora un responsabile e da alcune immagini, è che forse non è andata proprio così.

La trasmissione ha in pratica posto il suo obbiettivo su temi centrali che dal giorno del sisma ad oggi altri hanno lasciato sullo sfondo o cancellato. Mancanza di misure di prevenzione, controlli non effettuati, segnalazioni di pericolo sia sulle strutture che sull'anomalia dello sciame sismico ignorate. E poi, lo sbattere in prima serata la prima versione del Piano casa che riproponeva proprio quel genere di criminogeno modo di far edilizia che ha causato molte delle vittime aquilane.

Vauro e le sue vignette non ci saranno più e questo perché il programma in pratica dovrebbe aver offeso la sensibilità di un Paese e di una regione in particolare: la nostra. Attendiamo la sospensione della giornalista Rai che ha vergognosamente snocciolato con orgoglio i dati di share delle dirette sul terremoto, e di tutta una serie di patetici zerbini che continuano a vagare, bava alla bocca tra le tendopoli, pronti ad azzannare l'ennesima scena strappalacrime o l'ennesimo viso sconvolto, derubando le vittime spesso anche dell'ultima cosa che gli è rimasta: la dignità.

 

Allarme mafia sulle zone terremotate.

La procura nazionale antimafia segnala che Cosa Nostra è già infiltrata in Abruzzo e pronta ad accaparrarsi appalti per la ricostruzione.

scritto da Angelo Primavera

E' una regione sotto shock, che elabora un lutto, che cerca di riprendersi facendosi forza, puntando tutto sul volontariato. Le associazioni, i giovani e meno giovani di intere comunità abruzzesi come la nostra si stanno impegnando senza risparmio e senza sosta. Non ci si limita ad esaudire richieste, ma si cercano di prevenire ulteriori necessità. 

Le associazioni e la cittadinanza attiva: gran parte di quella macchina, straordinaria per volontà, un po' meno per efficenzenza a causa di un coordinamento che a tratti lascia qualche perplessità, che sta cercando da una settimana di tamponare l'emergenza aquilana. Una spina dorsale del soccorso e dell'assistenza alla quale, per dire grazie, Tremonti fa un regalino niente male: Il 5 x mille ai terremotati. Per ora è solo una proposta, ma sembra abbastanza verosimile date le logiche sinora espresse dal centro destra.

Sembrerebbe una buona idea se non fosse per un particolare: proprio il 5 x mille è di fatto una delle risorse principali per tanto di quel volontariato che conta, più che mai, in momenti come questi.

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"Il Progresso non si può fermare!"

Nello scenario di un apocalisse, il vicepresidente della regione abruzzo pensa a centrali nucleari e termovalorizzatori.

scritto da Angelo Primavera

 

Prima di iniziare pubblico un annuncio per i lettori guardiesi che mi è giunto tramite posta elettronica e che già ho postato come commento nel precedente post:

MERCOLEDI' 8 APRILE ORE 19.00 SALA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA MAGGIORE (vicino chiesa di S. Rocco) COSTITUZIONE COMITATO CITTADINO PRO-TERREMOTATI.

Ed ora veniamo a noi.

Non sono un volontario, ergo, da qui ai prossimi giorni non c'è nulla che io possa fare. Neanche la spesa, la raccolta dei viveri, perché sono in attesa di stipendio e senza un soldo.  Insomma, a noi cittadini comuni, come forse è giusto che sia dato che non abbiamo una formazione adeguata e/o certificata, non ci resta che rimanere ai margini di questa tragedia, spettatori che vivono una delle pellicole più tristi della storia abruzzese dall'interno, in attesa che giunga, se serve, il nostro turno.  

Non recrimino ovviamente per tutto ciò. Ma rimanermene con le mani in mano non è il mio modo di affrontare quello che è uno shock, seppur lieve, seppur neanche lontanamente paragonabile a quello subito da coloro che nel nostro capoluogo hanno perso tutto. E dunque non mi rimane altro che scrivere e fare ciò che non andrebbe fatto in questo momento, ovvero innaugurare la lista dei "buoni" e dei "cattivi".

La innauguro con un nome grosso, quello del nostro vicepresidente regionale, Alfredo Castiglione, che ieri sera nel programma televisivo "Ottovolante", mentre si discuteva del problema dell'edilizia, del dover adeguare strutture ed opere ai territori sulla base di norme, pericoli sismici e buon senso, si è preoccupato di chiarire a tutti che "il progresso non si può fermare".

Già. Il progresso non si può fermare e neanche una tragedia come questa deve poter fermare la costruzione di centrali nucleari e termovalorizzatori. Una preoccupazione la sua che ha una doppia valenza negativa. La prima è che inserire le centrali nucleari tra quelle strutture che non si può impedire di costruire è quasi l'annuncio, non ufficiale, che l'Abruzzo si prepara ad ospitarne almeno una. La seconda è che quest'uomo riesce ad anteporre al rischio per le vite umane un concetto di "sviluppo" e di "progresso" che viaggia verso l'obsoleto.

Ma se questo discorso, in generale, meriterebbe delle critiche importanti, il contesto della trasmissione e degli eventi che ci hanno colpito mostrano l'immagine di un individuo per il quale neanche centiania di morti, città e paesi rasi al suolo, un'economia piegata, una regione in ginocchio, disperazione e lutto, sono occasione di una riflessione sul fatto che la frase "il progresso non può essere fermato" sia una balla o che comunque, se progresso dev'essere, che progresso sia, ma nell'interesse delle popolazioni, della loro sicurezza, del nostro ambiente, del futuro.

Questo, unito ad un Berlusconi che già in elicottero (a detta di La Russa) ha individuato un sito dove costruire "L'Aquila 2", sono solo l'inizio di quello che purtroppo è il teatrino che segue ogni tragedia come quella che ancora stiamo vivendo in questi giorni.

Per ora, non mi è dato di far altro che star attento, che vigilare perché si sa, tra le macerie dei disastri, come si dice anche a L'Aquila sia avvenuto, si aggirano sempre sciacalli pronti a tutto. 

Solo questo, per non arrendermi all'evidenza di quanto impotente ed inutile io possa essere dinanzi ad accadimenti come quelli che si vivono in questi giorni.

 

"Guardiagrele é nostra!"

Introduzione di Antonio Altorio nell'ambito del primo incontro di Guardiagrele città in cantiere.

scritto da Angelo Primavera

Iniziamo con la pubblicazione dei video del primo incontro di Guardiagrele città città in cantiere, svoltosi domenica 29 marzo, incentrato sul tema del lavoro.

L'introduzione di Antonio Altorio è un'introduzione che però trascende dal tema del dibattito di quel giorno e va a spiegare il perché, basi ed esponenti di tutti i partiti del centro-sinistra guardiese hanno deciso di iniziare un percorso differente. Al suo interno troverete anche la spiegazione dei "perché" esponenti istituzionali o di partito non fossero seduti al tavolo dei relatori. 

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Guardiagrele città in cantiere...o in catene?

Leggendo Blasi con il metro di Saviano.

scritto da Angelo Primavera

 

"IMPRESE E SVILUPPO, POLEMICA NEL PD
Caramanico critica l'assenza del sindaco e degli assessori".

Leggendo questo titolo e sottotitolo ed avendo vissuto in prima persona l'iniziativa "Guardiagrele Città in cantiere" la mia mente non ha potuto far a meno di ritornare alla straordinaria lezione di comunicazione e giornalismo fatta da Saviano a "Che tempo che fa".

Per chi se la fosse persa, Saviano spiegava come certa stampa in Campania fosse di fatto portavoce della Camorra, della sua verità e sfruttasse titoli e sottotitoli per dar voce ai Boss. Ovviamente, la lezione di Saviano è incentrata su un metodo ed un sistema che oggi, se in Campania serve a contribuire al mantenimento del potere da parte di un'organizzazione criminale, ovunque in Italia è utilizzato per garantire e proteggere il potere politico. Nulla di nuovo dunque, se non nella emblematica somiglianza dei mezzi adoperati da quelli che, nell'immaginario pubblico, vengono definiti come Stato ed Anti-Stato. 

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Daniele Toto coordinatore regionale PDL?

Una candidatura "petrolifera" alla guida del partito di maggioranza in Abruzzo.

scritto da Angelo Primavera

 

Un'altro segnale che le dichiarazioni di Chiodi in merito al centro oli non devono rassicurare assolutamente nessuno e che urge assolutamente una movimentazione popolare massiccia.

Ricordate Daniele Toto? E' quello che da assessore al comune di Pescara diede appalti a coperative sociali finite poi sotto le attenzioni della magistratura; quello che alle comunali successive fu trombato e che per questo ha raggiunto il punteggio necessario nel PDL per approdare direttamente in parlamento. Quello dell'interrogazione parlamentare in cui si chiedeva al governo come mai si potesse consentire ad una regione di bloccare un progetto (centro oli Ortona) che ha tutte le autorizzazioni. 

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Guardiagrele: Ospedale Addio (?)

Venturoni: <<Chiudere sei ospedali nei piccoli centri abruzzesi>>

scritto da Angelo Primavera

<<Chiudere sei ospedali nei piccoli centri abruzzesi>>
(Lanfranco Venturoni - L'Aquila 11 Marzo 2009).

Poche parole e non serve altro. Una frase che suona come una condanna a morte per l'ospedale di Guardiagrele perché diciamocelo, anche se i nomi non sono stati fatti, ci sono tutti i presupposti affinché il SS Immacolata sia tra questi centri che verranno riconvertiti. 

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Requiem

Deficit a 4 miliardi

scritto da Angelo Primavera

Abruzzo a 4 miliardi di deficit. Questa quelli dell'ex giunta regionale ce la dovrebbero proprio spiegare. Tre anni di tagli, reparti che saltavano, sacrifici e tasse ed ora Chiodi parla di un debito che non solo non si è ridotto, ma che addirittura, stando a queste stime, rispetto a quanto ereditato dal centro-destra è aumentato del 30% in tre anni di gestione Del Turco.

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Abruzzo Nucleare

il consiglio regionale boccia la risoluzione contro il nucleare dell'opposizione.

scritto da Angelo Primavera

ABRUZZO. L’Abruzzo non sarà una regione denuclearizzata. Così si è espresso il consiglio regionale, riunitosi ieri, dichiarando, di fatto, l’eventuale disponibilità ad ospitare una centrale nucleare sul territorio abruzzese in futuro. (leggi l'articolo:Abruzzo: dopo il petrolio potrebbe arrivare anche il nucleare?)

Prima del voto era abbastanza evidente come scegliere Chiodi, ovvero Berlusconi, fosse l'equivalente del pirla che in piena notte, in una casa dove c'è un mostro orrendo che ha già squartato e divorato tre o quattro inquilini, decide di scendere in cantina con la torcia a vedere "cosa succede".Il filmato va avanti con una trama monotona, annoia e farebbe sbadigliare se i protagonisti di questo Horror non fossimo proprio noi. 

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Gli interessi dell'Eni da Nassiriya all'Abruzzo.

4 anni fa l'inchiesta di RaiNews 24 svelava i reali scopi della nostra missione "umanitaria".

scritto da Angelo Primavera

 

Ieri sera, di sfuggita, facendo altre ricerche riguardanti l'Eni ed il petrolio, nel tentativo approfondire ed aggiornare la nostra situazione regionale, mi sono imbattuto in diversi titoli, su google, che associavano il dramma di Nassyria all'Eni. 

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Genchi: "quelli che mi attaccano oggi sono gli stessi di via D'Amelio!"

Le dichiarazioni di Genchi descrivono un'Italia ben oltre la P2

scritto da Angelo Primavera

 

"...l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."

Innanzitutto prendetevi dieci minuti per ascoltare tutta l'intervista. Se non possedete un'ADSL il testo completo dell'intervista di Genchi è disponibile sul sito di Antonio di Pietro. 

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Sanità: I privati vincono. Guardiagrele sempre più a rischio.

ai 3 milioni mancanti si aggiungeranno quelli dei rimborsi alle cliniche private. La Asl di Chieti rischia il collasso totale.

scritto da Angelo Primavera

<<I direttori generali sono stati invitati a lavorare a piani industriali coerenti con i fondi che hanno a disposizione>>.

Poche parole estrapolate dall'intervista al commissario governativo Redigolo che devono incuterci vero terrore. Perché è esattamente quello che ha fatto Maresca, presentando il piano aziendale della Asl di Chieti 2009-2010. Insomma, come avevo ben intuito, il Manager marchigiano non ha agito di propria ed esclusiva iniziativa, ma ha elaborato un piano basato, ne più ne meno, su ciò che Redigolo (ovvero il governo Berlusconi) gli ha chiesto. 

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Petrolio - Febbo: un nome una garanzia...di disastri.

il disegno di legge presentato da Febbo è solo una parcella elettorale.

scritto da Angelo Primavera

Mauro Febbo, un nome una garanzia...di disastri. Oggi alla stampa, trionfale da l'annuncio di un ddl che impedirà il centro oli di Ortona. Di fatto, il semplice pagamento di una parcella elettorale ed il via libera a tutti gli altri impianti meno blasonati (che andranno "concordati" con gli enti locali). Il tutto, a quanto pare, nel solito modus operandi della politica italiana: senza consultare esperti, scienziati, cittadini. 

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Decreto ronde e giustizia "fai da te!"

nulla di nuovo tranne i pericoli.

scritto da Angelo Primavera

Non potranno girare armati. Potranno solamente pattugliare in gruppi il territorio e segnalare alle forze dell'ordine eventuali situazioni a rischio. In pratica si potrà fare ciò che si è sempre potuto fare e nulla di più, almeno sulla carta. Ecco le novità del "decreto ronde" 

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Mille balle blù: i miliardi del CIPE, 70 mln per la Sanità, No al petrolio.

la realtà dell'Abruzzo oggi è ben altra.

scritto da Angelo Primavera

Tutti ricordiamo gli slogan elettorali di Berlusconi qui in Abruzzo. Ricordiamo i miliardi che il Premier promise in campagna elettorale di far giungere alla regione attraverso il CIPE, che poi non si sono visti.

Ma i "furti" del Diabolik di Arcore non finiscono qui. 

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Veltroni "dismesso".

Mills condannato, Sardegna al PDL.

scritto da Angelo Primavera

Il Pd ormai è andato, morto, sepolto. Re Silvio lo prende a schiaffi anche in Sardegna nel giorno in cui Mills viene condannato a 4 anni e 6 mesi in quanto corrotto (chissà da chi!?!?) in quel processo dal quale Berlusconi si è salvato solo grazie al Lodo Alfano.  

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"CIVITAQUANA": L'ombra nera del petrolio sull'Abruzzo.

i documenti dell'assalto dei petrolieri

scritto da Angelo Primavera

Mi è giunto un comunicato dal Comitato abruzzese del paesaggio sulle attività petrolifere recentemente autorizzate in Abruzzo ed attualmente in essere. Attività che erano state smentite dall' l’Ing. Ezio Faieta, Dirigente del Servizio Attività Estrattive e Minerarie della Regione Abruzzo.  

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Emendamento anti-blogger: l'invito alla disobbedienza civile è reato!

oscuramento per i siti e multe per i provider fino a 250.000 euro

scritto da Angelo Primavera

Invitare alla disobbedienza civile è reato secondo l'emendamento presentato dal parlamentare UDC D'Alia ed approvato al senato. Chi sulla rete prova ad esempio a dire: "proibiscono di parlare di processi? l'unica risposta è parlarne comunque facendo disobbedienza civile!" vede il suo sito oscurato. Chi propone insomma la disobbedienza civile in contrapposizione a qualunque legge ingiusta diventa fuorilegge. Le risposte civili e democratiche come questa o le leggi di iniziativa popolare (ignorate dal parlamento) vengono messe al bando: il governo vuole la rissa!!! 

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Riforma del Codice penale.

Da Pubblici Ministeri a Poveri Menomati.

scritto da Angelo Primavera

Il testo punta all'obiettivo di garantire il giusto processo con la perfetta parità tra accusa e difesa

(Ministro Angelino Alfano su repubblica.it)

In un'Italia dove il presidente del consiglio è "costretto" a rendersi immune dai processi per potersi salvare da essi, il porre in perfetta parità accusa e difesa dell'indifendibile non può non passare dalla menomazione invalidante dei Pm. Perché alla fine è a questo che si riduce la riforma del processo penale del governo: Se un imputato è indifendibile, eliminare ogni strumento che possa dimostrare la sua colpevolezza. 

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Il manifesto dei tre moschettieri

distrazioni in attesa di vere notizie.

scritto da Angelo Primavera

I-tre-moschettieri-dell'ospedale.jpg

Mancava un manifesto proveniente dalla Tavani-Micucci & Co. Non ne vedevo uno da quello messo poco dopo la manifestazione farsa del 12 Ottobre, dove partirono in sette per giungere oggi in 3 (almeno in conferenza stampa!). 

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Napolitano: il Papa Laico.

Il conclave politico insorge, scomunica ed ordina l'inquisizione per Don Chisciotte.

scritto da Angelo Primavera

Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio.

Antonio Di Pietro, 28 gennaio 2009. 

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Per Maresca le Asl provinciali e le risorse a prestazione non bastano.

Intanto al S.S. Immacolata tornano gli spettri di "vacanza a vita" per la Day Surgery

scritto da Angelo Primavera

Lo staff di Maresca non si risparmia e bolla subito come insufficienti le misure della fusione in Asl provinciali e dei rimborsi a prestazione. Una prima risposta "tecnica" dunque alle domande che ci siamo fatti nel post precedente

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4 Asl Provinciali - un passo nella giusta direzione.

ma Sacconi sembra sordo sul piano di rientro.

scritto da Angelo Primavera

Il momento è critico ed ogni parola letta sui giornali può generare speranze o rassegnazioni. La politica abruzzese si è riavviata con il suo primo consiglio regionale e da Chiodi sembrano venire parole che ci fanno sperare nello specifico della nostra situazione ospedaliera.

Infatti, nel parlare di Asl, durante la sua relazione programmatica, Chiodi sembra andare (cosa che tra l'altro era anche nei piani di Costantini) verso una semplificazione ed una riduzione delle Aziende sanitarie locali. 4 aziende provinciali invece delle 6 attualmente presenti. Questo cosa cambia nella nostra situazione? 

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Sindaco di Rapino: "la diffamazione è reato!"

mail di smentita del Sindaco Rocco Micucci riguardo il post "Rapino: comune in relax"

scritto da Angelo Primavera

LEAD Technologies Inc. V1.01

Pubblico la mail inviatami dal Sindaco di Rapino Rocco Micucci, per smentire il nostro precedente post riguardo il meeting di Sanzano. La presente valga come rettifica delle imprecisioni riportate sul post precedente che era di fatto un "commento" dell'articolo di qualcosaincomune.it "Il team amministrativo si riunisce a Sanzano".
Seguirà un post con la mia risposta alla sua mail. 

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Petrolio e Turismo: convinvenza impossibile!

Incontro sulle minacce della petrolizzazione a Lama dei Peligni.

scritto da Angelo Primavera

La questione petrolifera continua ad essere una questione vitale per il nostro territorio. I politici ne stanno parlando poco, nonostante sia stato un punto nodale della campagna elettorale, ma la società civile, in rete continua ad organizzarsi ed il lavoro di sensibilizzazione ed informazione dei comitati prosegue, con anzi, un aumento di associazioni spontanee in tutto L'Abruzzo. 

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Rapino: comune in "relax"

In vacanza per decidere su opere pubbliche e manifestazioni.

scritto da Angelo Primavera

Immaginate che Mario Palmerio (o chiunque sia il vostro sindaco), la giunta tutta ed i consiglieri comunali riuniti che in questo preciso momento, con l'ospedale ad un passo dalla chiusura, invece che prodigarsi in un tentativo per evitarla, vadano a discutere del piano triennale delle opere pubbliche, dei fondi per le manifestazioni culturali e dei fondi per gli anziani, in qualche luogo di villeggiatura a spese vostre. Come la prendereste? Se non riuscite ad immaginare cosa si prova e volete saperlo a tutti i costi, chiedete agli abitanti di Rapino

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Consiglio Regionale in streaming su www.carlocostantini.it

inizia l'era della politica in diretta sul web.

scritto da Angelo Primavera

Domani mattina alle 10.30 sul sito www.carlocostantini.it ci sarà la prima diretta streaming del consiglio regionale. Un appuntamento fisso, quello dei consigli regionali sul web, che sarà importantissimo sfruttare. Domani l'ordine del giorno è il seguente: 

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Consiglio comunale sull'ospedale: Franco Caramanico.

Amara soddisfazione.

scritto da Angelo Primavera

La gente è stanca di sentire sempre le stesse cose e su questo Franco Caramanico ha ragione. Ma c'è da dire che forse, alcuni punti ribaditi più volte in questi anni come l'invito alla tranquillità, le rassicurazioni riguardo il salvataggio dell'ospedale, il suo potenziamento e quant'altro, oggi non sono più ripetibili. 

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La Sasi aumenta del 13% le bollette dell'acqua

...e l'aria? A quanto ce la mette?

scritto da Angelo Primavera

Tanto per completare il quadro di un desolante panorama di scelte politiche passate di cui paghiamo le conseguenze oggi, dalle pagine de Il Centro, scopriamo che la Sasi chiude in perdita (con un anno di ritardo) il bilancio 2007 ed ha approvato ritocchi di tariffe in aumento, per l'acqua, del 13%. 

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Sicurezza - Berlusconi: "Aumentare di 10 volte il numero di soldati nelle strade!"

30.000 uomini, più di 1/4 dell'esercito. Almeno possiamo chiamarlo REGIME??

scritto da Angelo Primavera

"C'è una proposta del ministro degli interni, condivisa dal ministro della difesa, di aumentare di 10 volte il numero dei militari nelle strate"

(Silvio Berlusconi, 24 gennaio 2009)

Interrompo momentaneamente la serie di interventi tratti dal consiglio comunale (che riprenderemo domani) per spostare momentaneamente il riflettore su questa dichiarazione del premier che mi preoccupa tantissimo. 

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Consiglio Comunale sull'ospedale: Pietro Alfonso Ranieri

"strumentalizzazioni ed incomunicabilità"

scritto da Angelo Primavera

"Corna facendo" (con tanto di gesto) è una perla che riesce a suscitare un sorriso anche in un contesto simile. Ma a parte questo, l'intervento del consigliere Pietro Alfonso Ranieri, ex assessore con delega al turismo ed alle manifestazioni culturali, è un intervento molto incisivo che tende ad identificare due problemi che anche noi abbiamo più volte sottolineato in queste pagine: poca comunicazione e speculazione partitica. 

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Consiglio comunale sull'ospedale: Donato Colasante

non solo rientro e ripartizione dei fondi Asl. Occhio anche al federalismo fiscale!

scritto da Angelo Primavera

Innanzitutto una notizia cattiva. Per motivi che noi stessi non riusciamo a spiegarci, la nostra videocamera ha perso gran parte del consiglio comunale, probabilmente cancellatosi nel momento in cui si è spenta a causa della batteria. E' questo un qualcosa che francamente mi dispiace in quanto è andata persa tutta la parte riguardante gli interventi del Sindaco Mario Palmerio, dei consiglieri comunali di opposizione PDL e dei consiglieri di maggioranza.

Cercheremo di riparare a questo problema nei prossimi giorni o procurandoci il verbale della seduta (se i tempi non sono troppo lunghi) oppure chiedendo ai vari consiglieri di registrare un filmato contenente l'opinione espressa nel corso del consiglio. Ci scusiamo veramente con tutti. Un simile problema tecnico non ci era mai capitato. In futuro prenderemo precauzioni affinché non riaccada. 

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Ospedale di Guardiagrele: il consiglio comunale di oggi.

Commenti a caldo. Da domani pubblicheremo i filmati.

scritto da Angelo Primavera

E' stato un consiglio comunale lungo e partecipato quello di oggi sull'ospedale di Guardiagrele. Molta gente ha probabilmente abbandonato o rinunciato per la mancanza di spazio e posto. Per tutti loro e per coloro che non sono potuti accorrere, nei prossimi giorni, a puntate pubblicheremo i vari interventi con la premessa, e di questo me ne dispiaccio, che purtroppo la batteria della videocamera ha ceduto al momento che precedeva la votazione dell'ordine del giorno approvato, con modifica lieve modifica del testo, all'unanimità. 

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Ospedale di Guardiagrele: la lettera di Antonio Tavani

Non vogliamo essere "vittime civili" di nessuno!

scritto da Angelo Primavera

LEAD Technologies Inc. V1.01

Rimango incredulo dinanzia alla lettera di Antonio Tavani in risposta al documento inviato dal sindaco di Guardiagrele. A questo punto, seppur a lui rivolgo lo stesso un ultimo appello al buonsenso, inizio veramente ad esser stanco di chi fa politica sulla pelle della gente, preoccupato solamente di un tornaconto d'immagine personale e/o di parte.

E' giusto che tutti leggano il perché i Sindaci di centro-destra rispondano con un due di picche in un momento tanto drammatico. E' giusto che tutti sappiano e riconoscano i motivi che li stanno portando, purtroppo, ad anteporre se stessi e la necessità di uscir vincitori assoluti da questa battaglia, all'interesse comune che è e resta quello di far sopravvivere l'ospedale di Guardiagrele. 

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La lettera del Pm di Salerno Nuzzi al Presidente dell'ANM

"il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare. "

scritto da Angelo Primavera

Anch'io riporto, come fatto dal blog voglioscendere, la Lettera del PM di Salerno, Gabriella Nuzzi ha inviato al presidente dell'ANM per dimettersi dal "sindacato" dei Magistrati. Una lettera che in maniera chiara e limpida esprime la diagnosi di un cancro e riporta d'attualità il concetto di "sistema", richiamando questa parola ai suoi più oscuri significati.

A noi che siamo scossi perché ci vediamo privati di diritti come la salute. A noi che viviamo da anni richiamando i nostri politici ad una vera condotta democratica, questa lettera deve far riflettere. Siamo forse nel momento più cupo della Repubblica italiana e dobbiamo comprendere che la democrazia si sta sbriciolando anche nella sua forma illusoria che abbiamo conosciuto in passato. Presto non ci rimarrà nulla e sarà l'ingiustizia l'unica eredità che lasceremo alle prossime generazioni. Un'ingiustizia con contorno di territori morenti, climi compromessi, debiti mai estinguibili che la Storia, se mai con onestà verrà scritta, firmerà con i nostri nomi. 

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Ospedale di Guardiagrele: La lettera di Micucci

Il nostro ultimo appello al buon senso!

scritto da Angelo Primavera

LEAD Technologies Inc. V1.01

Gent.le Sindaco
Nel complesso il contenuto della sua missiva potrebbe essere anche condivisibile, in quanto tutte le considerazioni da lei evidenziate solo ora sono le stesse per cui da quasi due anni io e alcuni colleghi, con il sostegno della popolazione, abbiamo ritenuto di contrastare - a ragione visto gli epiloghi - i piani e gli atti della Direzione Sanitaria.
Ma il documento è assolutamente irricevibile se perviene dalla S.V., che ha avallato e sostenuto finora tutte le scelte scellerate del Manager, senza la minima presa d’atto, come richiesto dal sottoscritto nella riunione del 18/01/2009, del fallimento delle politiche sanitarie che hanno riguardato il nosocomio di Guardiagrele.

(Rocco Micucci - 22 gennaio 2009) 

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Domani il Consiglio Comunale sull'Ospedale.

Riprenderemo il tutto e ne discuteremo nei prossimi giorni.

scritto da Angelo Primavera

Domani venerdì 23 gennaio ci sarà alle ore 18 il Consiglio Comunale con come unico punto all'ordine del giorno: Situazione dell'ospedale. Noi saremo presenti e riprenderemo tutto il consiglio comunale per poi metterlo in rete così che ad ogni cittadino guardiese e del comprensorio, che domani per motivi di lavoro o altro non potrà essere presente, sia concesso di "assistere" a questo momento fondamentale per il futuro del nostro comune. 

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Maresca si difende: a Guardiagrele "reparti inutili!"

...ma se il SS Immacolata chiudesse, Chieti collasserebbe.

scritto da Angelo Primavera

<<Io devo pensare alle barelle che ci sono in corsia nei reparti del Santissima Annunziata, al personale che è insufficiente e non a tenere aperti reparti che non servono a niente!>>

Mario Maresca.

Io non comprendo come i nostri politici di riferimento abbiano fatto a trattare, per tre anni con un soggetto simile. Non lo capisco ne dal lato del come siano riusciti a fare ragionamenti con una persona che ha questo modo di pensare ed agire; ne come abbiano fatto a non capire che una persona così, mostruosamente disumana, della salute dei cittadini non se ne frega proprio. 

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Ospedale di Guardiagrele: speculazioni d'opposizione

Da Di Prinzio nessuna proposta, solo sarcasmo strumentale.

scritto da Angelo Primavera

Sulla chiusura dell'ospedale di Guardiagrele il centro-destra locale poteva reagire in due modi. Il primo, come più volte invocato da alcuni, di metter da parte le speculazioni e le opportunità di partito nell'evidenziare reciproche responsabilità per proporre una reazione compatta; la seconda è quella di surfare fino all'ultimo l'onda della disperazione popolare per distruggere l'avversario politico. 

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Ospedale di Guardiagrele: le "motivazioni" di Maresca.

Non ci sono risorse per il personale.

scritto da Angelo Primavera

Sulla chiusura dell'ospedale di guardiagrele dobbiamo partire da un'integrazione. Ieri abbiamo dato per spacciati i reparti di psichiatria, geriatria, day surgery e pronto soccorso. Ci eravamo dimenticati, o meglio, non era sottolineato nell'articolo di Prima da Noi, che verrà chiuso anche il reparto di medicina.

In attesa che qualche politico locale decida di fare qualche intervento concreto e pragmatico, tutto ciò che noi tutti possiamo fare è commentare. Ho pensato che un punto di partenza potrebbero essere le dichiarazioni apparse nei due articoli de Il Centro di oggi (appena sarà disponibile il link nella versione on line del quotidiano lo collegheremo per correttezza), che magari, visto che sono andate a ruba le copie, non tutti possono aver letto. 

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Ospedale di Guardiagrele: Il finale scontato.

Chiudono geriatria, psichiatria e pronto soccorso.

scritto da Angelo Primavera

Noi l'avevamo già annunciato settimane fa. Psichiatria, Geriatria, Day Surgery e persino il pronto soccorso: verrà chiuso tutto. Dell'ospedale resterà un triste ricovero dove gli anziani andranno a morire e la soluzione di Caramanico con Maresca, prima del voto, era solo una trovata elettorale. Che sia stato preso per il sedere lui dal manager, o che lui abbia preso per il sedere noi poco importa. Ormai sono stanco di commentare gli sfaceli e le chiacchiere di questa giunta comunale e di questo consigliere regionale, emblemi, a questo punto, del masochismo politico locale. 

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Caro Costantini, iniziamo dalla sincerità!

Lettera Aperta a Carlo Costantini.

scritto da Angelo Primavera

Ho deciso di scrivere una lettera aperta al Consigliere regionale Carlo Costantini dopo aver letto sulla stampa e sul suo blog le dichiarazioni con le quali annuncia la sua decisione di rinunciare al ruolo di deputato alla camera e di rimanere come consigliere d'opposizione alla maggioranza di Chiodi (o sarebbe meglio dire alla Giunta Berlusconi), nel consiglio regionale abruzzese. La mia iniziativa parte dall'aver notato un'incogruenza tra le dichiarazioni odierne e quelle diffuse, due settimane fa, proprio attraverso il suo blog in riferimento alla decisione annunciata ieri. 

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Il Tappo schiaccia-Chiodi

Berlusconi deciderà la nuova giunta abruzzese.

scritto da Angelo Primavera

Divertente quanto preoccupante il sistema di gestione del PDL, aspirante partito unico del maestro unico, di lingua unica (l'Inglese di Berlusconi ricorda quello di Totò o l'italiano di Biscardi), unico a decidere, almeno in Abruzzo, fino all'ultimo assessore. 

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Ospedale di Guardiagrele risorto?

Il miracolo di nessuno.

scritto da Angelo Primavera

<<L'utilizzo massiccio della struttura non è per me una sorpresa, ma l'ennesima conferma che abbiamo operato nel senso giusto quando abbiamo spinto per la trasformazione in un ospedale in linea con la tendenza all'invecchiamento delle nostre popolazioni oltreché presidio al servizio di un vasto territorio pedemontano>>.

Mario Palmerio, Il Centro 11 gennaio 2008

Giorni fa su "Il Centro" leggevo l'ennesimo comunicato stampa, spacciato per articolo, del Sindaco di Guardiagrele Mario Palmerio. L'oggetto era la notizia del "tutto esaurito" fatto registrare dai reparti di Medicina e Geriatria dell'ospedale di Guardiagrele. Un articolo dai toni che sanno di rivincita per un'amministrazione ormai si può dire da anni sotto il bersaglio di pesanti critiche riguardo la gestione della crisi del S.S. Immacolata. 

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La Strategia di Israele: Radere al suolo la Palestina.

<<E' vero che lasciamo distruzione, ma almeno risparmiamo la vita ai nostri soldati!>>

scritto da Angelo Primavera

<<Quando sospettiamo che in una casa si nasconda un terrorista, prima spariamo un razzo e poi due cannonate. Quindi inviamo una ruspa ad abbattere un muro. E' vero che lasciamo distruzione, ma almeno risparmiamo la vita dei nostri soldati!>>

La prima cosa che salta agli occhi di questa raccapricciante, in quanto fredda e lucida, prassi seguita dall'esercito israeliano in questa guerra (per la quale si moltiplicano gli appelli ma non si avvistano iniziative concrete), è che è applicata non quando si ha la certezza della presenza di terroristi, ma quando se ne ha anche solo il sospetto. Se nella casa diversamente c'è  qualcun'altro che magari non può uscire, o degli ostaggi, gli innocenti salterebbero in aria o verrebbero seppelliti dalle macerie. 

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Luciano D'Alfonso: Il Sindaco Azzeccagarbugli.

Per la democrazia ennesimo funerale senza lacrime

scritto da Angelo Primavera

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Luciano D'Alfonso passerà alla storia come il Sindaco Azzeccagarbugli. Con una mossa, degna della scaltrezza e della furbizia di un pricipe del foro, ha messo in scacco matto non solo la magistratura (le cui indagini lo avrebbero costretto alle dimissioni) e la sua opposizione politica, ma l'intero sistema democratico. Botte piena e moglie ubriaca, stipendi sicuri fino a giugno e possibilità per un Consiglio Comunale che per opportunità politica dovrebbe esser sciolto, di tenere saldamente in mano le redini della città (e dei suoi appalti) fino a giugno. 

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Guerra tra procure: l'epilogo.

Vince la "sempiterna Italia dei furbi e dei servi"

scritto da Angelo Primavera

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(ANSA) - ROMA, 9 GEN -Angelino Alfano ha chiesto per sei magistrati di Salerno e Catanzaro il trasferimento di sede e funzione dopo lo scontro tra procure. Ancora, ha chiesto la sospensione del procuratore di Salerno Luigi Apicella di cui il pg della Cassazione aveva gia' chiesto trasferimento cautelare, sospensione dalle funzioni e stipendio.Il ministro della Giustizia inviera' le richieste domani in via d'urgenza alla sezione disciplinare del Csm.

La guerra tra procure, un'invenzione mediatica mai esistita dato che era obbligo di legge, per la procura di Salerno, indagare a seguito delle denunce presentate da De Magistris riguardo i colleghi di Catanzaro, si avvia alla conclusione che i pochi informati e svegli speravano non ci sarebbe stata ma che in qualche modo si attendevano.  

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Neve Azzurra a Roccaraso...

...lacrime e sangue nel resto d'Abruzzo!

scritto da Angelo Primavera

Ricordate le "lacrime e sangue"? Ricordate i tagli al sociale, alle manifestazioni culturali? Ma soprattutto ricordate i tagli alla pubblica amministrazione, la fine dei clientelismi, della vecchia politica?

Spero di si, perché tutte di tutte quelle cose, Gianni Chiodi ne aveva parlato solo qualche giorno fa al momento del suo insediamento ufficiale come Governatore dell'Abruzzo

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Termovalorizzatori dopo aver raggiunto il 40% di differenziata...

ed aver abolito la legge che fissa il limite del 40% di differenziata.

scritto da Angelo Primavera

 

«la strada percorrere e' quella della raccolta differenziata ma sopratutto dei termovalorizzatori come accade già da tempo in altre regioni e su questo argomento provvederemo a rimuovere la legge che impedisce anche di parlare di termovalorizzatori».

Gianni Chiodi su Prima Da Noi del 7 gennaio 

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Cartai in (Popolo delle) Libertà

Se non paghi con "Carta Insieme", niente servizi!

scritto da Angelo Primavera

Nel mese scorso ci siamo occupati sul blog della Social Card, o se preferite Carital-card, del governo Berlusconi. Questa, oltre ad essere una carta della non dignità, la stella di Davide per i poveri d'Italia, ha la particolare caratteristica di costringere il povero a comprare alimentari solo in attività convenzionate con il governo. Una caratteristica che a quanto pare, non ha solo lei. 

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Lacrime e sangue.

"finita l'era delle cicale", ma con le zecche come la mettiamo?

scritto da Angelo Primavera

Il tempo delle cicale è finito dice Chiodi. In effetti pare esser giunto l'inverno ed è il momento in cui formiche regine e formiche soldato festeggiano

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Storie dell'Italia del terzo...mondo!

A Castel Di Sangro donna chiede l'eutanasia.

scritto da Angelo Primavera

Una donna è malata di Cancro. Lo Stato per bocca della Asl le nega l'accompagnamento. La donna, che deve recarsi in una struttura specializzata (250 km al giorno) per curarsi, chiede l'eutanasia. La donna è un'invalida che percepisce una pensione mensile di circa (per esperienza dico meno) 250 euro con la quale dover vivere. 

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Le bombe di Gaza turbano lo shopping di Milano!

I commenti dell'amministrazione milanese alla manifestazione di ieri.

scritto da Angelo Primavera

«Per ore il centro di Milano, particolarmente affollato per l’avvio dei saldi invernali è stato sequestrato da un migliaio di manifestanti pro Palestina. Gravi atti sono stati compiuti contro lo Stato di Israele. Piazza Duomo è stata trasformata in una moschea e la prima giornata degli attesi sconti da parte dei milanesi è stata compromessa nel centro storico».

vicesindaco di Milano, Riccardo de Corato.

A leggere queste parole estrapolate dall'articolo de La Stampa.it viene da chiedersi quali siano, per il vicesindaco di Milano, le priorità nella vita. Facile darsi una risposta: i saldi!
Lo shopping visto che siamo in tempo di crisi, è prioritario su tutto. Prioritario sul diritto sacrosanto di una rappresentanza palestinese di manifestare dove (per ora) è ancora consentito farlo, contro ciò che quel popolo sta subendo per mano di Israele.

E' vero Hamas è terrorista, ma gli stessi vertici Israeliani sanno che nessuna di queste incursioni distruggerà Hamas; lo hanno dichiarato loro stessi. L'unica cosa che preme è strappare, come si legge su L'espresso, un "compromesso più vantaggioso" negli accordi con i palestinesi in vista delle prossime elezioni. Qualche testa di qualche leader di Hamas significherebbe, per l'attuale maggioranza moderata israeliana, una dimostrazione di forza che porta consensi altrimenti raccolti dalla destra.

Ovviamente, in Israele di motivi per giustificare una guerra ne esistono da sempre. Il terrorismo di Hamas, certamente non è un gregge di pecore indifese ed innocenti, e gli attacchi di questi ultimi verso obbiettivi civili sul confine, non sono invenzioni. Ma le stragi compiute da Israele con i suoi bombardamenti, di cui si riferiscono spesso e volentieri solo "gli obbiettivi di Hamas colpiti", stanno stremando la popolazione palestinese ed hanno ridotto la striscia di Gaza in un cumulo di macerie e cadaveri.

Il Presidente del Consiglio Comunale di Milano dice che i Palestinesi dovrebbero protestare contro Hamas, invece che bruciare le bandiere israeliane. Ciò che purtroppo Manfredi Palmieri non capisce, o finge di non capire, è che più si continuerà a voler combattere il terrorismo a suon di bombe con vittime civili ed innocenti, più organizzazioni come Hamas e Al Quaeda ed affini recluteranno orde di disperati che, stremati, chiederanno solo una cosa: vendetta.

Ma comunque, quale che sia la motivazione di palestinesi ed iracheni, secondo le autorità cittadine, non ci sono giustificazioni all'andar in piazza ad urlare bruciando bandiere, pregando, urlando rabbia e disperazione contro un occidente che rimane essenzialmente immobile dinanzi alle azioni di Israele.
Non si può disturbare lo shopping il primo giorno di saldi per nessun motivo. Non si può perché qualcuno potrebbe turbarsi, rendersi conto di cosa è oggi il mondo, e decidere che forse, tutta questa gran voglia di comprare, accatastare cianfrusaglie, abiti, scarpe e chincaglierie varie l'ha persa, insieme alla speranza di pace per un'umanità geneticamente incapace di produrre giustizia.

Via i piccoli ospedali e basta con i ricoveri facili.

Il commissario del governo Berlusconi illustra la linea che Chiodi dovrà adottare.

scritto da Angelo Primavera

Manager che stanno lavorando (sembra di capire bene) sulla base dei parametri del piano di rientro ed urgenza di nuovi tagli al personale, alle specializzazioni (troppe e troppo diffuse) con la chiusura dei piccoli ospedali che sarebbero addirittura "dannosi" per il cittadino.

Queste sono diagnosi e cure esposte dal Commissario di Governo, (ovvero nominato dal PDL e da Berlusconi) Gino Redigolo, sulla sanità Abruzzese. Questi i temi che proporrà al neo Presidente Chiodi il quale, seppur con molta prudenza, aveva già lasciato intendere questa linea in campagna elettorale.

Insomma: dove sia la differenza della diagnosi e degli interventi tra l'ex Giunta e ed il commissario governativo nominato dalla stessa maggioranza politica che presto inizierà a lavorare in Abruzzo, non si nota. Le critiche violente su cui hanno basato le campagne elettorali gli esponenti locali del PDL sembrano non aver fondamento per il commissario che addirittura denuncia rallentamenti al piano di rientro e fa comprendere che i Manager, Maresca compreso, starebbero lavorando bene.

I rallentamenti è facile individuarli nelle opportunità politiche da campagna elettorale. Ad esempio a Guardiagrele, già quest'estate sarebbero saltati Geriatria e Day Surgery a causa dei parametri di spesa sul personale (tra quelli indicati dal Commissario come "in ritardo). Non è accaduto perché la caduta della giunta Del Turco ha di fatto aperto una campagna elettorale permanente di 6 mesi (12 in provincia di Chieti) in cui i vari "ricandidabili", con ogni probabilità, hanno chiesto ai Manager di evitare determinate azioni che avrebbero compromesso l'esito del voto.

Non a caso, a noi, l'ennesimo salvataggio in zona cesarini ci è stato spiegato con motivazioni che oserei definire volatili e prive di concretezza. Caramanico avrebbe spiegato a Maresca che il taglio dei reparti non avrebbe dato vantaggi consistenti e Maresca si sarebbe ravveduto, avrebbe detto "Franco hai ragione!" ed avrebbe sospeso l'iniziativa. Appare deboluccia come ricostruzione, non pensate anche voi?

La realtà, che si evince da un'opposizione ai piani sulla sanità che abbiamo visto da parte del PDL per due anni tanto eclatante in piazza quanto simbolica nel palazzo è che di fatto, posto in essere il piano di rientro, alternative ai tagli non ce ne sono. La regione spende troppo, ha troppi debiti e deve tagliare la spesa.

A questo punto, torno a farmi la domanda di sempre. Dato che i tagli erano imprescindibili per entrambi gli schieramenti, perché Chiodi e Costantini, prima delle elezioni non hanno firmato un documento congiunto da presentare al governo con il quale quest'ultimo si impegnava a rivedere, allungandoli, i termini del rientro stesso?

Questo me lo chiedo perché anche il commissario parla di tagli, anzi, parla della necessità di recuperare i rallentamenti che ci sono stati soprattutto nel settore delle spese per il personale, cosa che per l'attuale stato dell'ospedale di Guardiagrele significherebbe morte certa o definiva riconversione in Ospizio clinicizzato. Ma al di la dell'Ospedale in sè il problema più grave è che questa velocità di tagli rende inefficace qualunque politica di "compensazione", lasciando i cittadini delle zone interne al totale abbandono e privi di un servizio sanitario anche solo essenziale.

Di fatto si parla anche qui di riduzione dei ricoveri con l'introduzione di servizi domiciliari ed ambulatoriali (come da piano sanitario regionale), ma la frequenza e soprattutto la tempistica e l'importanza dei tagli rende impossibile predisporre efficacemente questa rete.
Per capirci meglio: per tagliare un reparto ci vuole un giorno; per predisporre una rete di ambulatori ed assistenza domiciliare che quantomeno tamponi il disagio arrecato da questo taglio, ci vogliono mesi se si lavora con efficenza.

Quello di cui sono convinto è che a breve, direi non prima di provinciali ed europee, si inizierà a predisporre i tagli lasciando il tutto in stand by. Al massimo si limiteranno a quelli che già erano previsti nei piani dei manager (così da avere anche un capro espiatorio per la campagna elettorale in provincia di Chieti). Da febbraio marzo si rallenterà nuovamente per servire il conto ad inizio estate. La chiusura per le ferie estive, dopo le provinciali e le europee, sarà l'occasione per recuperare il terreno perduto in un anno di campagna elettorale permanente. Il sistema tanto lo conosciamo: i reparti vanno in ferie...e ci rimangono per sempre.

Il Messaggio di Napolitano

condivisibile...se non fossimo in Italia.

scritto da Angelo Primavera

Devo ammettere che io non capisco proprio questo Presidente della Repubblica. Non capisco se a certe cose non arrivi o se finga di non arrivarci.
Leggo il discorso di fine anno che ieri ho pensato bene di evitarmi per non mandarmi di traverso la cena e riflettendo mi rendo conto che se questo discorso fosse fatto in un qualunque Stato realmente democratico, sarebbe un discorso ammirevole, di buon senso e totalmente condivisibile.

Ma Napolitano evidentemente ignora, come ha fatto per tutto il 2008, che questo è il Paese dei ripetuti attacchi alla Costituzione, dove l'alzare il tono è tutto ciò che è rimasto della democrazia, visto che di fatto, ha una maggioranza in parlamento composta da parlamentari nominati dal premier stesso il quale, reso da un "lodo ad personam" al di sopra della legge, è in procinto di mettere definitivamente guinzaglio e museruola a magistratura e stampa. Un Italia dove nulla è più rimasto di democratico.

Il discorso di Napolitano si tramuta dunque in un soporifero anestetico di coscienze, da cullare fino ad addormentare nell'illusione che sia tutto normale, tutto lecito e che da sovrano quale dovrebbe essere il popolo, può andare a riposarsi all'alba nell'illusione di avere ancora il potere che la Costituzione a lui solo offre.

Di tutto il discorso sento di condividere un solo concetto, ma per motivazioni assolutamente diverse dal Presidente. E' necessario rientrare in politica, in massa, partecipandovi. E' necessario diventare tutti dei cani da guardia pronti ad azzannare il lestofante di turno alle caviglie senza mollarlo finché qualcuno non viene a portarselo via. E' necessario tramutare il fallimento della democrazia rappresentativa in un qualcosa di nuovo, giungere quindi ad una democrazia partecipata dove ognuno ha voce e non solo può, ma deve dire la sua; dove il potere viene strappato dalle mani di coloro ai quali è stato delegato con concentrazioni eccessive, per tornare a dividersi tra la gente attiva.

Il mio augurio per il 2009 dunque va in direzione completamente opposta. Che il 2009 sia per voi l'anno della consapevolezza e dell'azione, della lotta e della rivincita. L'anno in cui gli ultimi non combattano più tra loro nell'illusione di diventar  primi, ma semplicemente lavorino ogni giorno per far in modo che gli eccessi di potere che rendon gli uomini impunibili, impuniti, irresponsabili oltre che silenziosi sicari della collettività, non esistano proprio più.

Nel 2008 siamo andati a dormire da individui ed in qualche caso da cittadini; nel 2009 mi auguro che molti di noi, dato che forse tutti è chieder troppo, si sveglino partigiani. Partigiani non nel senso comune del termine legato essenzialmente alla tradizione associata alla sinistra, ma nel senso simbolico e storico, ovvero fautori e difensori di libertà che per decenni abbiamo dato per scontate sino al punto di averle perse quasi del tutto.

A tutti un buon 2009!

Il Consiglier Coerenza.

I valori cambiano...i Caramanico restano.

scritto da Angelo Primavera

 

[...]La scelta di Orvieto e lo scioglimento dei Ds, l’interruzione di un percorso e  la volontà di costruire un partito nuovo voluto da Prodi, l’accordo con la Margherita, il riferimento a un manifesto di valori che non mi sento di condividere, una collocazione internazionale che non è quella  del PSE:  sono tutte fasi di una strategia per me incomprensibile e inaccettabile che rimette in discussione la mia identità e la mia storia. Ed è proprio questa difesa della mia identità, non una testarda nostalgia del passato, ad avermi spinto ad aderire alla mozione Angius e ad impegnarmi nella fase congressuale  per cercare di  evitare scioglimenti e  per dare una connotazione diversa al partito che si andava costruendo.

Si è trattato  di una campagna congressuale vissuta con passione e entusiasmo, una campagna che ha avuto un risultato molto positivo e inaspettato in termini di consenso, ma evidentemente non sufficiente per correggere la rotta. Non è rimasta che la delusione, da me manifestata già nel congresso provinciale e  in quello regionale. Poi la decisione,  maturata dopo il congresso nazionale, di proseguire a fare politica continuando a guardare a un orizzonte di Sinistra troppo distante dalle direttrici prese ormai dal partito democratico.

Voglio ribadire che l’adesione a Sinistra Democratica rappresenta una scelta sofferta  perché diversa da quella di tanti altri compagni  e compagne di vecchia data con cui ho condiviso preoccupazioni e soddisfazioni per molti anni,  ma è comunque l’unica scelta per me possibile.
A Stefania, a Silvio e ai tanti compagni  che hanno cercato di dissuadermi dalla mia decisione va tutto il mio sincero ringraziamento ma, alla fine, bisogna scegliere e la mia decisione è coerente con il mio modo di pensare e di essere. E’ questa l’unica scelta che mi permette di  trovare stimoli, motivazioni e passione nell’impegno politico. [...]

Franco Caramanico

Un anno fa, Franco Caramanico trovava nel nascente PD "un manifesto di valori" che non si sentiva di condividere. Dal taglio di questa lettera il dissenso totale rispetto ai valori espressi dal PD è palese, deciso e netto.

Ad un anno di distanza colui che scrisse queste righe è stato eletto al Consiglio Regionale nelle file del PD. A voler essere faziosi, (o forse semplicemente onesti ed intelligenti) tra i valori di Sinistra ed i valori del PD, il valore della poltrona sembra aver prevalso su tutto.

"Padre, Figlio e Spirito Santo"

Da Aelion un esempio di disinformazione bipartizan

scritto da Angelo Primavera

Aelion, nel suo ultimo numero riguardo la situazione dell'ospedale di guardiagrele fa tutto ciò che un giornale non dovrebbe mai fare: dar carta bianca ai politici offrendosi come una sorta di bacheca post elettorale acritica, sebbene decisamente di parte (2-1 per il centro-sinistra le pagine dedicate alla questione).

Franco Caramanico ringrazia, come ringrazia la Micucci-Tavani, (o la Tavani-Micucci dipende da che elezioni sono alle porte). Ognuno ha avuto il suo spazio per accusare e deleggittimare l'altro. Nel frattempo: (voci di paese?) day surgery chiude, geriatria anche e persino psichiatria attende una firma per formalizzare l'abbandono del S.S. Immacolata.

Aelion magari, godendo della possibilità di proteggere le sue fonti, cosa che questo blog non ha, avrebbe potuto semplicemente fare un salto giù all'ospedale e chiedere, nei dettagli a medici ed operatori come stanno le cose, riservando loro l'anonimato. Ma tenere questo paese nell'ignoranza è un qualcosa che fa comodo a destra quanto a sinistra.

L'amministrazione parla, su Aelion, al solito con firma in calce del feudatario Caramanico e del fido Sancho Palmerio. Si indigna per il colpo basso del PDL (c'è ancora qualcuno che si stupisce dei colpi bassi di Micucci-Tavani & Co.?) nel giorno prima delle elezioni quando, fedeli alla loro condotta politica, si sono ricordati dell'ospedale di Guardiagrele all'ultimo secondo con una lettera utile solo a prendere più voti possibili. D'altronde quella di tenersi le informazioni per se fino al momento di massimizzare i profitti di consenso lucrando voti sulla disperazione popolare è un classico.

Il problema però è che l'amministrazione parla, ma lo fa, ad esclusione di se stessa e dei firmatari delle pagine (copiate pari pari dal blog di Caramanico) non si sa bene a nome di chi.
Non certo a nome di quella Guardiagrele che delle balle sul salvataggio ed addirittura sul potenziamento dell'ospedale ne ha le scatole piene e neanche a nome di chi ai "paladini", che ora dovranno spiegare a Chiodi la loro "legge di iniziativa popolare", non ha mai creduto, data la loro incapacità di prendere le distanze dal comitato d'affari che il centro-destra, prima del centro-sinistra, ha ampiamente foraggiato producendo il debito della sanità.

L'Amministrazione parla a nome di certe clientele forse, o a nome di chi, nonostante "l'allegria" di Caramanico in fatto di tutela ambientale da assessore regionale (centro-oli, piattaforme, progetti petroliferi, inquinameto dei fiumi e dei territori adiacenti, commissariamento dell'Aterno Pescara, centri commerciali proliferati ovunque in barba a norme varie, ecc.ecc.ecc., roba che per non esser considerato complice si sarebbe dimesso forse anche qualche serial Killer) continua a diffondere il suo credo.
Non parla certo a nome della politica del PD locale, il quale ha ampiamente preso le distanze dalla stessa amministrazione all'indomani dell'incontro con Ayala; non parla a nome della politica delle altre forze politiche ne di sinistra radicale, ne di destra estrema.

L'amministrazione parla e basta, facendosi danni ed autogoal a ripetizione e spianando la strada ad un PDL guardiese che è manovrato, quantomeno così appare data la direzione dei lavori d'opposizione affidata a Tavani e Micucci, dai sindaci che son pronto a scommetterci, saranno protagonisti della prossima tornata elettorale provinciale e che verranno poi, se eletti, a sostenere candidati sinora invisibili, del centro-destra guardiese in occasione delle comunali. In pratica offre come prospettiva in vista delle comunali un menù già visto: un'amministrazione prona e succube di voleri più in alto.

Per quanto è scritto sui tre articoli di Aelion, abbiamo più volte sconfessato sia l'una che l'altra parte. I paladini nel loro citare Pace e Domenici, fanno quasi finta che essi non abbiano praticamente sulle loro teste, le stesse accuse che pendono su quelle di Del Turco. Difendono la sanità privata, mostrando a chi ha occhi per vedere, dove andranno a parare e negano, cosa incredibile, che il precedente piano elaborato dalla giunta di Centro-destra regionale aveva stabilito la chiusura di Guardiagrele. Dimenticano i rimborsi ai privati basati su autocertificazione. Dimenticano tanta altra roba che non ripeto solo perché potete trovarne in abbondanza sfogliando la categoria sanità di questo blog.

Dall'altro lato, Caramanico, Palmerio e l'Amministrazione (padre-figlio e spirito santo) non accennano neanche al fatto che, come ammesso dallo stesso Caramanico, il piano di rientro non prevedeva fondi e risorse per effettuare il "rilancio" di Guardiagrele. Non dicono che se Caramanico è stato rieletto con solo 598 voti guardiesi, probabilmente, a godere della sua "condotta" son stati ben altri. Non dicono che Caramanico ha raccontato una fiaba e che loro sono rimasti li a guardare mentre mezza Guardiagrele ci credeva e si addormentava, mentre l'altra metà invece di svegliarsi decideva di addormentarsi con una fiaba differente.
Snocciola numeri e cifre. Leggete l'articolo, passate dall'ospiziale di Guardiagrele, poi fatevi la domanda "ci hanno presi per il culo?" datevi una risposta e magari...postatela come commento.

Centro Oli: sindacati della disinformazione.

"Il Centro" da spazio ai vaneggiamenti dell'RSU

scritto da Angelo Primavera

Quello che leggo su Il centro di oggi mi lascia sgomento. Leggo della protesta dei lavoratori dell'Eni che accusano politici e comitati ambientalisti di aver fatto fuggire l'azienda dall'Abruzzo.

Sebbene comprensibile questa rabbia e questa paura per posti di lavoro a rischio (150, un'inierzia rispetto a ciò che la crisi sta provocando in altri settori), trovo che il pubblicarla senza integrare alcune dichiarazioni con qualche ndr (esistono per questo! ndm) che magari, pur rispettando la posizione di chi protesta, sia abbastanza imprudente. Chi legge potrebbe pensare che codesti signori dicano cose vere e sensate.
I dipendenti Eni se la prendono con tutti. Politici, cittadini, esponenti religiosi, comitati ambientalisti. Persino l'amministrazione comunale di Ortona, roccaforte della difesa per la costruzione della raffineria in contrada Feudo, viene additata.

cito dall'articolo:

"La crisi non è stata determinata solo dala congiuntura economica negativa, ma anche <<dalla decisione della Regione Abruzzo di bloccare le attività di estrazione e produzione sul territorio locale>>
[...]
Per il coordinamento Rsu, l'Eni è stata <<cacciata a pedate da politici locali, legati agli interessi di bottega delle singole comunità>>, nonostante a sostegno del Centro Oli esistano delle <<relazioni tecniche del Mario Negri Sud, due sentenze del TAR, la delibera del Consiglio Comunale di Ortona ed il favore del movimento imprenditoriale e sindacale>>
[...] In questa vicenda, sempre secondo il coordinamento Rsu, istituzioni ed autorità religiose avrebbero dovuto esercitare il ruolo di <<garanti superpartes>> e tutto doveva essere ricondotto ad un ambito puramente tecnico, senza fare del Centro Oli un motivo di <<guerra ideologica o crociate ambientaliste o, ancora, tema di campagna elettorale>>.
[...] Eni ed altre aziende che producono ricchezza lasciano l'Abruzzo e si insediano in altre regioni, amministrate da <<classi dirigenti più lungimiranti>>.

Le integrazioni di cui parlavo prima sarebbero riguardo alcuni passaggi come ad esempio quello su chi aveva dato parere positivo. Viene citato il Mario Negri Sud il quale invece ha innanzitutto certificato che il Centro Oli si basa su un progetto obsoleto per le tecnologie predisposte e poi che l'impatto sull'economia agricola di quell'impianto sarebbe stato devastante, così come sul turismo e la salute (dato ciò che avrebbe emesso in atmosfera). E' falso, di conseguenza che tale impianto aveva trovato il favore del settore imprenditoriale. Il settore imprenditoriale, naturalmente escluso quello interessato al potenziale indotto creato dalla raffineria e rappresentato da Confindustria, è nettamente contrario. Il Consiglio Comunale di Ortona poi si è espresso a favore, ma c'è un bell'articolo su prima da noi che mostra come il sindaco Fratino sia in netto conflitto d'interessi nella circostanza.

Il coordinamento Rsu poi se la prende anche con l'unica casta che sino a quando l'opinione pubblica non è stata informata sui danni che avrebbe causato il centro oli, l'ha sempre avallato, silenziosamente: ovvero la Politica. Stando ai rapporti delle multinazionali, la Regione Abruzzo è una regione "a basso rischio politico" quindi una regione dove la politica è tutt'altro che ostile (specie se la si sa convincere con i giusti strumenti).
Non è stata la politica di sua spontanea volontà a fare del Centro Oli un argomento di battaglia politica. E' stata l'opinione pubblica ad imporre alla politica (persino al Premier Berlusconi tutt'altro che ambientalista) di escludere quella struttura dal futuro dell'Abruzzo e di prendersi questo impegno formalmente in campagna elettorale (che ovviamente Berlusconi saprà ben ritrattare come già sta facendo impugnando il provvedimento di sospensione del progetto).

Prima di definire "Lungimirati" i politici di altre regioni come la Basilicata, i signori dell'Rsu dovrebbero andare a fare un viaggio d'istruzione in quella regione e vedere con i loro occhi il "progresso" garantito dal petrolio. Il PIL della regione potrebbe subire, a causa dell'abbandono delle multinazionali petrolifere un crollo? Non penso, dato che ciò che non si investe in petrolio, si investe in altre forme di approvigionamento energetico. C'è solo una sostanziale differenza: Il Pil prodotto dal Petrolio interessa pochissimi (spesso stranieri)  che si arricchiscono in maniera oscena, a fronte oltretutto, in Abruzzo, di Royalties ridicole; il Pil prodotto dalle rinnovabili, per ora affatto interessate da situazioni monopolistiche o di cartello, si distribuisce tra le popolazioni locali, tra le aziende che fioriscono in un mercato nuovo.

Se la politica e le istituzioni avessero svolto seriamente il ruolo di garanti "superpartes" richiesto dall'Rsu, del Centro Oli non si sarebbe mai neanche presa in considerazione la proposta. Ragionando sui dati tecnici, sull'impatto che avrebbe sulla economia del territorio e sulla salute pubblica, una Raffineria con tanto di oleodotti e piattaforme (quest'ultime in parte già sorte) nell'ortonese, nel vastese e nel teramano, lungo la costa e nell'entroterra della Maiella, sarebbero state proposte valutate come sconvenienti per usare un eufemismo.

Il coordinamento Rsu non solo decisamente disinforma su questo tema (o perché disinformato a sua volta, o perché interessato a disinformare) ma mostra anche di avallare una logica in cui 150 lavoratori e gli utili delle Multinazionali, dovrebbero contare più della sopravvivenza e del futuro di un'intera regione che se fosse lasciata (come loro vorrebbero) in mano ai petrolieri, nel giro di due decenni al massimo sarebbe morta.

Mi chiedo solo: cosa è stato promesso a costoro per muoversi in direzione ostinata e contraria ad ogni principio di buonsenso e di interesse collettivo?

Garantismo natalizio.

il caso D'Alfonso per legittimare una riforma pericolosa.

scritto da Angelo Primavera

Come era logico attendersi, la divergenza d'opinione tra Gip e Pm nell'inchiesta che ha come imputato principale Luciano D'Alfonso e soprattutto sui suoi arresti, viene cavalcata dal Pdl per far cadere le ultime residue sacche di resistenza alla riforma della giustizia che il premier vuole.

Quagliarello parla di garantismo ad intermittenza del PD. Al limite, se le indagini e tutti i riscontri dovessero dar ragione alla tesi che oggi va per la maggiore, ovvero sull'errore da parte di chi ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare, si potrebbe parlare di un "errore" nel richiedere tale misura, un eccesso, ma decisamente il constatarlo non può eliminare tutti i fatti che già sono emersi e che l'indagine (ancora in corso) potrebbe far emergere.

Il garantismo sta divenendo un feticcio politico, uno scudo mediatico attraverso il quale difendere un sistema marcio al midollo. Il garantismo riguarda la singola persona, ma la politica, spinta da centro-destra e sempre meno ostacolata da centro-sinistra, vuole farne una bandiera per giustificare l'impunibilità di un'intera casta, cristallizzando di fatto il potere nelle sue mani.

Dobbiamo star molto attenti ai media ed ai giornali. Ricordarci che se il "garantismo" inteso come lo intende la politica di oggi per riformare la giustizia, fosse in essere, oggi, Del Turco sarebbe ancora Governatore dell'Abruzzo e noi, di sanitopoli, quanto di tutti gli scandali che nella nostra martoriata regione si sono succeduti, non sapremmo nulla.

Non facciamoci fregare e per quanto riguarda D'Alfonso, è bene aspettare prima di scagionarlo ed issarlo a vittima di un sistema della giustizia perverso.

Horror Tour sul fiume Saline

Depuratori mal funzionanti e scarichi di sostanze nocive.

scritto da Angelo Primavera

 

Rimaniamo in tema di scempi ambientali e fiumi inquinati da scarichi di sostanze tossico nocive e di sciagure ambientali.
Il filmato che vi propongo è preso dal sito del Comitato abbruzzese per il paesaggio. Il fiume in questione è il Saline che sfocia a Montesilvano e quello che potete vedere nel film è l'Horror tour organizzato dai comitati ambientalisti lungo questo fiume.
Gli ambientalisti hanno riscontrato tra le altre cose problemi con i depuratori, con quantitativi di feci di molto sopra la norma e livelli importanti di diossine, zolfo e sostanze tossiche producendo un dossier il cui sunto potete trovare in questo articolo su prima da noi.

Sulla base di quel dossier le associazioni ambientaliste hanno fatto le seguenti richieste alla precedente giunta Regionale.

1. Immediata verifica sul campo da parte di Regione Abruzzo ed Arta degli interventi in atto nel SIN;
2. I Comuni seguano l’esempio di Torrevecchia Teatina che ha inserito le procedure nell’ambito dell’iter attuativo del Piano Regolatore del Comune;
3. Chiudere immediatamente le stradine di accesso ai due fiumi per evitare lo scarico di rifiuti e siano approntati sistemi di sorveglianza, anche remota;
4. Convocare i due Comitati per la Sicurezza Pubblica provinciali per coordinare l’azione preventiva e di repressione delle forze dell’ordine per evitare un peggioramento ulteriore della situazione ambientale delle due aree;
5. Sospendere la pesca lungo i due fiumi, considerato che i pesci sono bio-accumulatori eccezionali;
6. Far predisporre dalle Asl competenti piani di monitoraggio sui prodotti agricoli coltivati nel Sito di Interesse Nazionale;
7. Organizzare assemblee in tutti i comuni interessati per spiegare alla popolazione la situazione ambientale dei due fiumi e le regole che riguardano un Sito di Bonifiche Nazionale;
8. Procedere con il Commissariamento o con la denuncia all’autorità giudiziaria per tutte quelle omissioni che sono emerse o stanno emergendo;
9. I sindaci facciano rispettare le ordinanze sanitarie riguardanti quest’area, visto che si tratta della salute delle persone; durante i diversi sopraluoghi svolti nell’area della foce del Saline in territorio di Città S. Angelo è emerso che decine di persone, compresi molti bambini, utilizzavano l’area per fare il bagno nonostante il divieto di balneazione;
10. Far sì che l’Arta sia dotata della strumentazione adeguata per condurre tutte le analisi necessarie, visto che, ad esempio, per le diossine è costretta a rivolgersi all’esterno.Le organizzazioni ribadiscono quanto già richiesto durante le riunioni che si sono svolte presso la Regione Abruzzo:

In ultimo vi segnalo, sempre sullo stesso sito, un pezzo che riguarda altri 8 centri commerciali che verranno costruiti nella zona di Sambuceto ed un pezzo che riguarda anche l'edilizia paesaggistica urbana del centro storico di Guardiagrele. Su quest'ultima cosa non conoscendo bene la materia non mi pronuncio ed è la inserisco per semplice segnalazione. Se qualcuno magari passando ha maggiori spiegazioni posti pure un commento.

Buona lettura a tutti

Lo scempio del fiume Pescara.

Ma Franco Caramanico dove diavolo era?

scritto da Angelo Primavera

Il commissario dunque. Nome Adriano, cognome Goio, ex sindaco di Trento. Ha pieni poteri sul fiume Pescara e affluenti. Regna su un terzo delle acque abruzzesi, una delle regioni più ricche di oro blu. Chi l'ha voluto? Ottaviano Del Turco, l'ex presidente della Commissione parlamentare antimafia che, eletto governatore, ha chiesto al governo - allora di centrodestra - di dichiarare un non meglio specificato stato di "emergenza socio-economico-sanitaria" per il degrado del fiume Aterno-Pescara. Tutto comincia allora.

È l'inverno del 2006 e l'idea piace al Cavaliere, che pure sta per decadere causa elezioni anticipate. Gli piace al punto che la approva come ordinanza, all'ultimo minuto della sua permanenza a Palazzo Chigi, la sera del 9 marzo 2006. Il provvedimento è sul sito del consiglio dei ministri, porta il numero 3504, l'ultimissimo del governo. Da nessuna parte si chiarisce il senso dell'emergenza. Chiarissima, viceversa, la fretta. Come per un debito d'onore.

Oggi si vocifera di un passaggio di Del Turco al Pdl? Roba vecchia, ti dicono a Pescara. Tra l'orso marsicano e Berlusconi l'idillio cova da tre anni. I fiumi non mentono. Difatti il commissario - confermato dal successivo governo di sinistra - ha carta bianca sul territorio. Può fare a meno di valutazioni di impatto ambientale e derogare dalla legislazione italiana ed europea. Oggi risponde a una sola persona: Silvio Berlusconi, che diventa monarca delle acque d'Abruzzo.

Questa è solo una parte del viaggio negli orrori del fiume Aterno Pescara estrapolata da un pezzo di La Repubblica.it

Lo scempio della discarica tossica della Montedison che doveva esser messo in sicurezza e che invece è ancora li a cielo aperto. Gli ipermercati sorti misteriosamente in zone a massimo pericolo di esondazione, dove i costi per i terreni erano bassissimi proprio perché non edificabili. Megalò, ribattezzato Regalò per via di questo motivo, invece ha ottenuto le autorizzazioni, prima con il governo di Pace e poi con Del Turco.
Più a valle una centrale per produrre energia, un mostro che sfruttando la bassa spinta delle correnti, non sprigiona neanche l'energia di una pala eolica. Sempre nella stessa zona, si stanno ultimando i permessi per la costruzione del più grande centro commerciale d'Italia, una cosa mai vista prima, una colata di cemento e costruzioni improbabili da 1 milione di metri quadrati. Una vera e propria città con tanto di autodromo.

Robe allucinanti che non voglio sintetizzare, perché l'articolo linkato sopra, le racconta nei minimi dettagli.
Nel frattempo, dato che Franco Caramanico è stato anche rieletto: lui, di tutto questo scempio ovviamente non sapeva nulla...vero? Come non sapeva nulla di Del Turco che arriva a commissariare un intero fiume con il benestare di Berlusconi. L'emergenza che giustifica la richiesta per forza di cose è passata dalle sue mani, sotto i suoi occhi, sotto il suo naso. Ma come la delibera incriminata, come tutto ciò che è accaduto nella sanità negli ultimi tre anni, Caramanico non ha visto ne sentito nulla.

Questa è una vera porcata che immaginiamo bene, La Repubblica ha voluto render nota solo dopo il voto per limitare i danni nell'annunciata sconfitta del PD. Se questa roba fosse stata pubblicata due settimane fa, o anche una settimana fa, Caramanico in Regione non ci sarebbe tornato neanche per pulire i bagni del Consiglio.

Guardo l'Abruzzo, guardo cosa sta diventando ed oltre alla tristezza di ciò che vedo inizia a venirmi una sorta di vergogna per l'esser guardiese e l'aver avuto, negli ultimi tre anni, come concittadino un assessore all'ambiente che mentre tutto ciò accadeva, dal centro oli, alle trivellazioni in mare, allo scempio del Pescara commissariato dalla sua giunta, taceva o sproloquiava, per pura difesa di consenso. Errore anche nostro che ci siamo concentrati solo circa i vaneggiamenti riguardanti un potenziamento dell'ospedale di Guardiagrele che appare impossibile semplicemente guardando, anche solo da lontano, il piano di rientro dalla sua giunta firmato. Non è per qualcosa di personale, ne per mio diletto ma per semplice giustizia: questo articolo l'avrei voluto avere tra le mani due settimane fa. E' pazzesco aver rieletto un consigliere che ha dimostrato quantomeno di non essere in grado di rappresentare e tutelare gli interessi dei suoi elettori. Sarà ancora li, altri cinque anni, a prendere uno stipendio che a conti fatti, anzi a disastri visti, nei tre precedenti non si è affatto meritato.

Ai sostenitori del nostro "ex(manco tanto) sindaco" consiglio di leggere quel che è scritto nell'articolo e solo successivamente prodigarsi nella loro solita e mai obbiettiva difesa ad oltranza. In una cosa però li anticipo: anche qui, ognuna di queste catastrofi, è iniziata con giunte di centro-destra. Ma ormai, che il PDL abbia preparato le torte velenose e che la giunta uscente le abbia "solo" guarnite con ciliegine al cianuro, questo lo sappiamo tutti.
 

Preoccupazioni di fine anno

Dalla riforma della giustizia al nucleare: ecco tutti gli incubi del 2009

scritto da Angelo Primavera

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza di fine anno ritorna sulla riforma presidenziale: "L'Italia è pronta? Devo dire di sì e sono convinto che questa sia la formula istituzionale per il Paese". Il presidenzialismo potrebbe portare, osserva il premier, "tempestività di decisioni". "Il tema - conclude - non sarà esaminato nel 2009 ma spero che nel corso della legislatura si apra un dibattito anche con l'opposizione".
Berlusconi rivendica il successo dell'esecutivo da lui guidato che ha "un gradimento che ha superato di molto il voto che ci avevano dato. Per il presidente del Consiglio il consenso è di nuovo al 72%" dopo una flessione dovuta alla "disinformazione della sinistra" sul provvedimento sulla scuola e sulla vicenda dell'Iva per Sky.

A Berlusconi qualcuno dovrebbe ricordare che il consenso per il suo partito, espresso nelle elezioni regionali abruzzesi appena svoltosi, si attesta al 24,44% della popolazione. Su una base di "sondaggio" di 1 milione 200.000 e rotti abitanti hanno deciso di esprimere fiducia al PDL circa 294.000 elettori. Il suo 72% è una balla clamorosa. Ma questo l'avevamo già detto. Per il presidenzialismo, o per meglio chiamarlo, il formalizzare la sua dittatura, si può aspettare: c'è ancora da lavorare per rendere irreversibile questa situazione.

Oggi trattiamo punto su punto le dichiarazioni rilasciate nella conferenza stampa di fine anno. Noi che "disinformiamo", perché a prescindere sei di sinistra sei comunque comunista ogni volta che dici qualcosa di diverso da ciò che lui dice, abbiamo tutta l'intenzione di proseguire a farlo. Che siano lettori ed italiani a farsi un'idea dopo.

GIUSTIZIA - "Abbiamo già ultimato una grande riforma della giustizia penale che - sottolinea il premier - ha come fulcro la separazione degli ordini dei magistrati giudicanti da quello dei pm che - spiega - chiamaremo avvocati dell'accusa, che dovranno essere dislocati in altri uffici, che dovranno avere nei confronti dei giudici gli stessi doveri e gli stessi diritti che hanno gli avvocati della difesa. Il ministro della Giustizia - sottolinea - ha sentito tutte le categorie nessuna esclusa e questa riforma la presenteremo al primo Consiglio dei ministri di gennaio. Andrà in Parlamento e la nostra maggioranza come sempre sarà aperta alle suggestioni, ai consigli, alle richieste che verranno da tutti, naturalmente anche dai partiti dell'opposizione". Insomma, ribadisce il premier, una riforma "condivisa" della giustizia "è il nostro auspicio".

Una riforma-deforma a colpi di maggioranza in cui non si parte da un confronto vero, ma semplicemente si impone un modello teso evidentemente ad indebolire l'azione penale (già pietosa) nel nostro paese, specie nei confronti di esponenti politici e grandi "prenditori".
Berlusconi, raccontandola ai giornalisti però dimentica alcuni particolari che sollevano una marea di perplessità, come togliere ai PM il controllo della polizia giudiziaria. In pratica i pubblici ministeri non potranno più far nulla direttamente, ne prendere iniziative investigative sfruttando polizia e carabinieri. Tutto dovrà passare dai palazzi nei quali, come è sempre avvenuto, talpe e complici potranno informare per tempo i malfattori.

INTERCETTAZIONI - Una ulteriore stretta è stata annunciata da Berlusconi sulle intercettazioni telefoniche con un ''emendamento del governo'' per restringerne la possibilità. Il presidente del Consiglio ricorda di essersi subito detto ''insoddisfatto'' del disegno di legge governativo in discussione in Parlamento e di aver parlato con le forze di maggioranza per diminuire il campo delle intercettazioni: ''Ho certezza che questo mio convincimento sia condiviso da tutta la maggioranza'' e quindi, annuncia, ci saranno modifiche alla legge in discussione, ''magari con un emendamento del governo'' per arrivare a un sistema di intercettazione garantista per i cittadini''. Berlusconi spiega che quello delle intercettazioni è un ''tema preciso e importante'' all'interno della riforma della giustizia.

Ghedini dava del Bugiardo a Di Pietro quando, due giorni fa ad Anno Zero l'ex Pm di Mani Pulite annunciava che Berlusconi avrebbe spostato a quindici anni la soglia della condanna dei reati per i quali sarebbero state possibili le intercettazioni. Emendamento del Governo e quindi è vero tutto. Ghedini mentiva, come ogni avvocato sa fare. Questo provvedimento impedirà il 90% delle indagini della magistratura. E' la fine, assieme al controllo sul CSM da parte della politica attraverso "l'aumento di membri laici", dell'indipendenza della magistratura.

ENERGIA - Altro tema che sta a cuore a Berlusconi è l'autosufficienza energetica attraverso il rilancio del nucleare. ''Siamo un paese tributario verso l'estero, questo comporta che l'energia costi da noi il 35% in più rispetto agli altri cittadini europei e il 50% in più dei francesi, rendendo difficile anche la competizione dei nostri prodotti''. Il premier ricorda che il governo ha scelto la via dei rigassificatori (''ne abbiamo inaugurato uno a Rovigo, altri sono in programma'') e sono stati presi ''nuovi accordi con la Libia, l'Algeria e l'Albania per moltiplicare le fonti di approvvigionamento. Ma per risolvere il problema in futuro bisognerà ricominciare con il nucleare'', rimarca. In primo luogo con progetti ''nei Paesi vicini e poi nel territorio italiano. Purtroppo occorrono circa sette anni per avere una centrale terminata, ma se mai si comincia non si finisce mai''.

Il nucleare è morto e sepolto e questo governo non comprende come basterebbe semplicemente investire sul fotovoltaico e sul solare per spendere molto meno e produrre molta più energia e molti più posti di lavoro. Le centrali nucleari trasformeranno il Paese in un pezzo di emmental con buchi in cui chiudere scorie radioattive. Oltretutto il premier non aggiunge che dopo il nucleare la seconda energia su cui si punta è il petrolio, con la trasformazione di regioni verdi come l'Abruzzo, in luoghi di morte simili a quelli che già oggi sono realtà in Basilicata. La sua politica segnerà la condanna a morte di intere regioni per sempre, oltre che un arretramento da terzo mondo per tutto il Paese che perderà il treno della terza rivoluzione industriale. Il tutto per il lucro di poche multinazionali petrolifere ed energetiche, tra le quali Eni ed Enel. Il ddl 1441-ter A, difeso dai candidati del PDL in Abruzzo, sarà di fatto lo strumento che chiuderà i giochi. Grazie a quello il potere decisionale andrà tutto nelle mani del governo. Il governo vuole evitare l'autosufficenza energetica del cittadino che solare e fotovoltaico garantirebbero.

INFRASTRUTTURE - Come sul nucleare Berlusconi vuole superare i veti ambientalisti anche per rilanciare le grandi infrastrutture. Sedici miliardi e seicento milioni sono stati stanziati per riaprire i grandi cantieri in Italia. "Negli ultimi 20-30 anni in Italia - spiega - non si sono realizzate più grandi infrastrutture. Il 75% del traffico di prodotti avviene oggi su tir con una caduta verticale sulla sicurezza delle nostre strade e sull'inquinamento ambientale". "Abbiamo dato il via questa settimana - ha proseguito il Cavaliere - con il Cipe al un primo forte investimento rispetto al piano di 125 miliardi di euro che avevamo lasciato in eredita' all'altro governo e che l'altro governo, sempre subendo il ricatto della sinistra ecologista, aveva dovuto fermare.

Miliardi di euro buttati tra ponti inutili, trafori che tra pochi decenni rimarranno deserti, linee ad alta velocità che sono solo un sistema di approvigionamento per mafie e massonerie. Questo il progetto del governo. Bisogna foraggiare le elite che in questo periodo soffrono la crisi, spendendo soldi pubblici e deturpando ogni bellezza ambientale del paese. Consegnerà al futuro un'Italia senza più attrattive turistiche, con una qualità della vita simile alla Cina attuale.

CRISI ECONOMICA - L'Italia, il nostro governo - rivendica il Cavaliere - ha prodotto uno sforzo'' per afforontare la crisi economica ''che è stato l'apripista delle soluzioni raggiungendo anche una soluzione condivisa da tutti che ha dato autorevolezza in più al nostro Paese''. Mentre critica la decisione Usa di lasciar fallire la banca d'affari statunitense: ''Se non avessero lasciato fallire Lehman Brothers non sarebbe successo quello che è successo''. Berlusconi torna quindi a predicare ottimismo e contesta chi contribuisce a diffondere negatività per la crisi economica. ''Questa atmosfera, questa canzone della crisi, quando uno apre televisione si spaventa, ha portato anche categorie che non hanno nulla da temere'' ad avere paura della situazione. E' proprio questo clima, ribadisce il premier alla conferenza di fine anno, ''che può determinare la crisi''. Il Cavaliere accenna a un sondaggio che rivela come otto cittadini su dieci ''hanno detto di sospendere il cambio'' dell'automobile per la situazione in atto. E' proprio quello che i governi vogliono evitare, per questo all'ultimo consiglio europeo con i leader abbiamo deciso di ''iniettare quantità di speranza e fiducia nel corpo dei consumatori''.

Balle colossali. Il Financial Times ed altri organi di stampa specializzati in Europa e nel mondo definiscono totalmente insufficienti le misure adottate dal governo per fronteggiare la crisi economica. Il governo si difende sul fatto che siamo il paese con il debito pubblico più alto d'Europa e con il debito procapite più alto del mondo, omettendo però i 6 miliardi che si sarebbero potuti utilizzare se non si fosse dovuta pagare la campagna elettorale di Berlusconi. 3 miliardi in meno grazie ai debiti della Bad Company; 3 miliardi in meno grazie all'esenzione dell'ICI per ricchi e super-ricchi. Con la fiducia non si pagano le bollette, non si fa la spesa, non si comprano le collane da regalare alle parlamentari in Piazza Salotto.

FISCO - In tema di tasse, promette il premier ''tutto ciò che recupereremo dall'evasione fiscale andrà in direzione dell'abbattimento della pressione fiscale. Ci sono tanti italiani che sottraggono al fisco il 20%-22% del pil. Tutti gli altri che pagano le tasse devono pagare di più. Abbiamo attivato la lotta'' all'evasione che sarà aiutata dal federalismo fiscale. ''Indirizzando le dichiarazione dei redditi ai comuni dove vivono e dove si conoscono gli stili di vita e le possibilita' -sottolinea Berlusconi- credo che possa potare all'innalzamento'' della lotta all'evasione.

Un controllo "locale" del fisco attraverso organi comunali, specie in un centro-sud la cui realtà è quella delle infiltrazioni mafiose e dei comitati d'affari, significa di fatto rendere libera l'evasione fiscale per determinati soggetti ed applicare una stretta solo a chi non possiede il "potere politico" di condizionare un'amministrazione o i politici che l'amministrano. Bisognerà vedere nello specifico la riforma, comprendere come vuol essere impostata, ma da un simile annuncio si può prevedere solo un incentivo all'evasione di chi possiede ingenti introiti, e cioè proprio di coloro i cui capitali evasi, andrebbero recuperati.

P.A. - Parlando di Pubblica amministrazione Berlusconi plaude al ''grande lavoro che abbiamo avviato con un ottimo ministro, Renato Brunetta'' sottolineando però come in Italia la macchina statale sia ancora ''costosissima''. ''Il cittadino italiano paga 4.500 euro l'anno per la p.a.'' contro i 3.200 euro dei tedeschi. ''C'è un grande gap da recuperare, contiamo di farlo con la riorganizzazione della p.a., attraverso la completa digitalizzazione che porterà risparmi notevolissimi e modernizzazione''.

La Pubblica amministrazione è stata colpita solo da tagli. Non c'è in atto alcun tipo di progetto per renderla efficace. Si pensa, nel settore della pubblica amministrazione che il taglio sia ciò di cui si ha bisogno. In realtà tagliare la pubblica amministrazione in questo modo ottiene solo dati negativi. I servizi non sono più fruibili, si perdono posti di lavoro in un periodo in cui proprio la Pubblica amministrazione dovrebbe garantire la domanda e si contribuisce ad ingolfare il sistema. Si crea disoccupazione e precariato per non produrre servizi efficienti. E' illogico ed è assurdo.

Questo è lo scenario descritto dal Premier in contrapposizione allo scenario reale. Mancano all'appello le leggi incostituzionali, l'apertura del mercato del rubinetto alle multinazionali ed i problemi legati all'immigrazione che non sono stati affatto risolti, a fronte solo di un aumento del sentimento xenofobo in tutta l'Italia.
Re Silvio Berlusconi I e speriamo anche l'ultimo, prende per il culo gli italiani, ma deve star attento: sta tirando veramente molto la corda questa volta ed il rischio che si spezzi, nel 2009 è molto alto.

 

CAI: Air-France entrerà con il 25%

Prima ancora del decollo, CAI sarà già per 1/4 francese.

scritto da Angelo Primavera

L'Alitalia non doveva esser venduta ad Air France-klm perché bisognava mantenere la proprietà italiana su una azienda ritenuta strategica come quella aerea. Questa, nella sostanza, era la spiegazione che dava Berlusconi per sabotare l'accordo che il Governo Prodi stava stringendo con la compagnia Franco-olandese.
Si criticava l'irregolarità delle trattative che ignoravano ad esempio le offerte di Air One (perché straindebitata di suo), di una Sinistra che vendeva irresponsabilmente ed in modo non trasparente un'azienda strategica. Si criticavano i tagli per Malpensa, insomma: motivi su motivi.

Oggi i giornali non ne parlano più tanto, ma ormai da più fonti si sa che la CAI, la compagnia di Colaninno in cui figura anche Toto, patron di Air One finito nello scandalo che ha decapitato la giunta pescarese, dovrebbe stringere già un primo accordo di "Partnership" con Air France, la quale entrerebbe con il 25% circa del capitale.
25% del capitale che se rapportato al capitale di ogni singolo socio (CAI è una formale alleanza di imprenditori, alcuni dei quali in conflitto d'interessi, che partecipano con una percentuale variabile al capitale) Air France, probabilmente, con una simile percentuale diverrebbe il socio di riferimento della compagnia.

E' facile prevedere che pian piano, Air France prenderà quote di CAI sino a diventarne di fatto proprietaria.

Per adesso tutto ciò è teoria, quindi non si può assolutamente dire nulla di circostanziato. Ma in un ipotetico scenario fanta-politico-economico mi viene in mente:

- all'inizio del 2008, imprenditori vicini all'allora opposizione di Silvio Berlusconi, contattano informalmente Air France nel bel mezzo della trattativa con il Governo Prodi. Ventilano alla compagnia francese un piano attraverso il quale Air France, nel breve volgere di qualche anno comunque raggiungerebbe il controllo effettivo di Alitalia, ma senza doversi sobbarcare il debito della stessa e con una compagnia snellita nei numeri del suo personale. La proposta troverebbe favorevole la compagnia Francese in quanto risparmierebbe miliardi.
- durante la campagna elettorale Berlusconi lancia l'idea di una cordata di Imprenditori italiani pronti a rilevare Alitalia per farla rimanere italiana. Air France si fa da parte, il governo Prodi è costretto a rinunciare anche perché i sindacati non erano molto convinti della trattativa del suo governo.
- Berlusconi vince le elezioni ed inizia a cercare di creare questa cordata di imprenditori, alcuni dei quali erano già a parte del progetto. Spiega loro come dovranno svolgersi le cose e alcuni tra gli imprenditori più famosi d'Italia (la maggior parte più per reati finanziari vari ed eventuali) accettano creando la CAI.
- Il Governo nella prima fase che abbiamo già visto, elimina tutti i debiti dalla compagnia di bandiera appioppandoli allo Stato attraverso la Bad Company. La CAI da par suo quadruplica gli esuberi previsti dall'accordo Air France-Prodi e dopo aver ottenuto la firma dei sindacati principali, ricontatta Air France. Ci sono stati anche contatti con altre compagnie, ma era evidente sin dall'inizio che sarebbe stata Air France la partner di CAI.
- Air France entra con una quota iniziale del 25% rispetto all'intero capitale della CAI, ovvero 1/4. In Cai nessun imprenditore investe la stessa quantità di denaro.
- Air France, a poco a poco, rileva progressivamente le quote degli altri soci e diventa a tutti gli effetti, proprietaria di CAI.

Ricapitolando:

- Berlusconi.
Ottiene l'effetto politico che desiderava ovvero colpire Prodi in campagna elettorale, dimostrare di avere la fedeltà degli imprenditori italiani e la capacità di salvare la compagnia di bandiera. Una campagna di immagine perfetta. Berlusconi guadagna.

- CAI.
Rileva, attraverso soldi presi in prestito dalle banche la parte sana di Alitalia. Ogni socio  prende una parte di capitale che pian piano, secondo un tacito accordo, cederà ad un prezzo che possa consentirgli un "giusto" guardagno per l'impegno. Gli imprenditori di CAI guadagnano.

- AIRFRANCE.
Rileva a poco a poco una società di trasporto aereo ad un prezzo che, benché caricato della "parcella" dei soci CAI, riusulta esser la metà di quello che sarebbe stato con Prodi ed in più con minor costo di personale. AIR FRANCE ci guadagna.

In questo ipotetico scenario, chi ci perde ovviamente saremmo sempre noi.

Berlusconi: no ad intercettazioni per reati con pene sotto i 15 anni

Re Silvio tenta l'affondo finale.

scritto da Angelo Primavera

(ASCA) - Roma, 18 dic - ''Abbiamo pronta una riforma sulla giustizia penale che incide sia sulle indagini che sulle intercettazioni. Per quanto riguarda queste ultime saranno consentite solo per atti di terrorismo internazionale, per atti relativi ad associazioni di stampo mafioso e per delitti gravi oltre 15 anni'' 
(Silvio Berlusconi)

Non so come faccia Ghedini a difendere in aula Silvio Berlusconi; forse ci riesce perché Re Silvio in aula non si presenta mai. Ieri lui, Ghedini, era ad Anno Zero a smentire, davanti a milioni di italiani che esistesse un provvedimento già pronto riguardo la giustizia ed anche l'intenzione di restringere la possibilità di intercettazioni per reati sotto i 15 anni. Oggi, come avete potuto leggere nell'estratto, Berlusconi invece ribadisce entrambe le cose smentite dal suo avvocato.

Il PD è in bambola ed il quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore ne approfitta. Sa che in questo preciso momento il Partito Democratico non può urlare allo scandalo, dato che è egli stesso uno scandalo e quindi cerca di andare oltre quello che era già un testo scandaloso in precedenza. Di fatto, se questa riforma passasse nelle modalità indicate dal premier, si blinderebbe il potere non solo politico, ma anche economico. Basti pensare ai reati ambientali commessi da imprenditori senza scrupoli, ai reati finanziari. Si potrebbe tranquillamente discutere al telefono di qualunque cosa senza il minimo timore d'esser intercettati.

La cosa bella è che se oggi si facesse un sondaggio, dubito fortemente che gli italiani, vorrebbero, a maggior ragione dato ciò che è emerso anche nel PD, una limitazione delle intercettazioni. Dire ad un popolo truffato a ripetizione che da domani lo si potrà truffare meglio ed in tutta sicurezza non porterebbe consenso.
Ma non si può sottovalutare neanche il lavoro che sta facendo il Cavaliere mascherato e smascherato più volte nell'eterno carnevale della politica italiana. Attraverso i Media si sta elevando a garantista dell'intera politica aumentando, grazie anche agli interventi insensati ed irresponsabili del CSM e di Napolitano nella questione delle procure di Salerno e Catanzaro, la percezione che i magistrati siano pericolosi attentatori della volontà popolare.

Se questa "deforma" della giustizia passasse, non vi sarebbe modo di tornare indietro. Blinderebbe non solo la politica da ogni pericolo, ma anche la mala politica da un ipotetico tentativo di moralizzazione interna, magari portato avanti dai nuovi. Sarebbe un cristallizzare, in logica Pidduista, il sistema che diverrebbe feudale ed ereditario più di quanto non lo sia già oggi.
La storia in Italia cammina al contrario. Dal possibile rinascimento di Mani Pulite, siamo sprofondati nel medioevo.


La politica dei feudatari. Non si può scegliere questa strada, neanche se il Re fosse, cosa che non è, persona illuminata e lungimirante come Carlo Magno. Purtroppo, ciò che credo abbia compreso bene il governo è che se fa una cosa alla volta è più difficile difendersi da attacchi mirati. Per questo emette più provvedimenti scandalosi in tempi ravvicinati, cosicchè, chiunque protestasse per più cause, o organizzasse proteste ad ampio spettro, possa esser tacciato di qualunquismo e di antiberlusconismo.

E' stato eliminato il confronto parlamentare; è stata eliminata la divisione dei poteri tra parlamento ed esecutivo (si ritiene più importante dividere giudici e pm); verrà eliminato il diritto di raccontare i fatti e verranno eliminate, probabilmente, anche le possibilità di protestare. Anche perché, se i reati non intercettabili pur prevedessero i reati contro la pubblica amministrazione, dare ordine via telefono direttamente a polizia e carabinieri di pestare e/o arrestare i manifestanti potrebbe esser fatto senza il timore che qualcuno, dall'altra parte, possa far qualcosa per punire il fatto.

Io mi chiedo quand'è che in Italia ci si sveglierà e ci si renderà conto che questa non è una democrazia.

Centro Oli: Il governo si smaschera subito.

Re Silvio impugna il provvedimento sospensivo sul Centro Oli.

scritto da Angelo Primavera

Come volevasi dimostrare, Re Silvio si rimangia ciò che ha detto. Certo ci saremmo aspettati che facesse passare almeno qualche mesetto, ma evidentemente l'Eni è stanca di attendere.

Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo che fermava il centro oli ad Ortona e nuove trivellazioni.
Gli ambientalisti vogliono vederci chiaro e capire il senso di questo atto arrivato decisamente a sorpresa e chiedono al nuovo consiglio regionale «una legge per chiudere definitivamente le porte a trivelle e raffinerie»

Tre giorni dal voto e nel chietino abbiamo: Chiusura dei piccoli ospedali; impugnazione dell'atto di sospensione per il centro oli. Il quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore dunque, fedele ai caonici tre giorni cattolici, resuscita tutta la sua repulsione per ambiente e salute dei cittadini.

Attendiamo, per scrupolo di sapere cosa farà la regione ma seppure si opponesse, a breve l'approvazione del ddl 1441-ter la toglierà di mezzo. Se domani si votasse ancora, scommettereste su una vittaria del PDL?

 

"Indagar politici in Italia è reato!"

La Camera nega l'autorizzazione per Margiotta.

scritto da Angelo Primavera

 

«La prima cosa che potrei fare è invocare il fumus persecutionis, perché non è la prima volta che Woodcock si occupa di me e della mia famiglia, soprattutto di mia moglie ex capo della squadra mobile nonché sua stretta collaboratrice». Salvatore Margiotta.

Una cosa che Margiotta, deputato PD potrebbe fare è quella di farsi processare. Ma ormai la Sindrome di Berlusconi ha invaso tutto il parlamento e così oggi tutti quanti si sentono perseguitati, o meglio, fingono di sentirsi tali.

La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha detto no agli arresti per il politico democratico. Un qualcosa di facilmente prevedibile che la dice lunga sul come si vuole risolvere la questione morale nel Partito di Veltroni: eliminando la morale!

Nel PD vengono fuori voci di complotti da parte della magistratura che in pochi mesi ha colpito 8 volte sempre lo stesso partito. Che sia un partito marcio al midollo non viene in mente a nessuno. Sono i magistrati che fanno politica a colpi di indagini. I magistrati: questi criminali!

E' una tristezza senza fine e se il PD ha deciso di adottare la linea PDL ormai siamo veramente vicini al partito unico. Mai come ora le riforme potrebbero essere più condivise, è un'opportunità storica. Infatti a parte il giustizialista Di Pietro, che se gli scovano qualche mela marcia, lui preferisce farla processare ed ovviamente, in caso di condanna, buttarla via, PDL PD ed UDC, ben più di 2/3 del parlamento, sono ormai d'accordo: "in Italia indagar politici è reato!"
 

Incoerenza d'interesse - Umberto Bossi.

"Tutta la verità" che il Senatur ha dimenticato.

scritto da Angelo Primavera

Tanto perché non è mia intenzione servire a Berlusconi assist di cui non necessita oggi men che mai in questo momento di vergogna per il PD, ho deciso di aprire una sorta di rubrica "ad personas" da intitolare "Incoerenza d'Interesse". Una rubrichetta simpatica che tratterà delle "personas" appunto che oggi sostengono Re Silvio, ma che in passato, usando un eufemismo, avevano sollevato qualche dubbio sulle capacità, le politiche e l'onestà del sovra(na)no di Arcore.

Il primo capitolo riguarda la coerenza di un soggetto carismatico passato alla storia per aver dichiarato l'utilizzo a fini d'igiene intima del tricolor. Un personaggio che si pensava unico nel suo genere fino a quando il sangue del suo sangue, non è riuscito in un'impresa memorabile: farsi bocciare tre volte di fila alla maturità. Un uomo che sino a quando un malore non ha gettato ombre sulla sua virilità si è vantato di avercelo duro e che poi, misteriosamente, nei comizi ha iniziato a parlare di fucili. I maligni dicono si tratti di compensazione, invitando alla comprensione verso un uomo che evidentemente, non potendo più fare l'amore, cerca di buttarsi sulla guerra.

Ma al di la di tutto questo divertente cappello di cappellate, è molto interessante ciò che codesto figuro ha prodotto in campo letterario. Vi introduco una parte di una sua opera, che in questo passaggio, parla del conflitto d'Interessi di Silvio Berlusconi. Un saggio il cui contenuto, purtroppo, oggi da molti è stato obliato...soprattutto dall'autore stesso.

"Diceva Abramo Lincoln: <<Si può ingannare molta gente per poco tempo, e poca gente per molto tempo;mai molta gente per molto tempo>>.Spero che la regola valga anche oggi;ma Lincoln viveva in un'epoca felice in cui non esistevano le televisioni e i giornali di Berlusconi. Non voglio fare la vittima:la Lega è nata e cresciuta mentre soffiava impetuoso il vento contrario dell'informazione asservita ai partiti centralisti.Non mi spaventano i giornalisti al soldo del potente di turno.Però bisogna ammettere che non si è mai visto, in Europa ,un concerto così ben orchestrato di trombttieri di regime. Solo in Sudamerica è capitato che tante anomalie fossero al servizio di un affarista senza scrupoli deciso a occupare lo Stato.
Se possibile,vorrei trattare l'argomento senza preconcetti,limitandomi all'analisi dei fatti. In Italia si è attuato da tempo un processo pericoloso di concentrazione delle testate d'informazione giornalistica.C'erano una volta i giornali degli editori puri,che in alcuni casi diventano veri e propri centri di contropotere,e in altri si accodavano alle posizioni dominanti,ma erano comunque una categoria articolata e sostanzialmente plurilsta. Oggi a pubblicare grandi giornali e a possedere televisioni nazionali sono quasi esclusivamente grandi gruppi industriali.Sul fronte della stampa,quasi tutti i quotidiano e i settimanali politici nazionali sono divisi tra Fininvest,Fiat e Editoriale la Repubblica.Come dire: Berlusconi Agnelli e De Benedetti.Il primo possiede "Il giornale" , "Epoca" e "Panorama" il secondo "Il Corriere della Sera" e La Stampa ,il terzo "Repubblica" e L'"Espresso".Esistono ovviamente altri editori ,ma confinati al settore dei quotidiani regionali,come Andrea Riffeser (La Nazione Il Resto del Carlino e Il Tempo) o relativamente marginali rispetto ai grandi gruppi come la la Piemmei che pubblica "La Voce".Insomma ,la grande maggioranza della stampa politica nazionale fa capo a tre gruppi ,uno dei quali è il capo di un partito ed è riuscito a occupare per mesi la Presidenza del Consiglio.Non si capisce,in questo quadro, come sia possibile che Berlusconi vada addirittura in televisione a fare la vittima,a denunciare l'attacco dei giornali che, <<remano quasi tutti contro il governo>>.Forse si dimentica di essere l'unico capo partito,in Italia e in Europa,che possieda qualcosa di più di un giornale di partito a tiratura limitata"

Umberto Bossi dal libro "Tutta la Verità" 1995

Il Partito Defunto

indagini, lotte di potere, affari sporchi: il PD è già al tramonto.

scritto da Angelo Primavera

Quello che sta accadendo in tutta Italia al PD ha del clamoroso. Il 2008 ha rivelato, come se qualcuno ne dubitasse, quanto sia inutile ridipingere la facciata di un palazzo che sta crollando. Una cancrena inarrestabile fatta di lotte interne di potere, di indagati in aumento continuo, di affari sporchi. E' un PD che era nato morto probabilmente e che solo grazie ad una serie di effetti speciali, quali le primarie farlocche e gli slogan scippati ad Obama, è riuscito a nascondere il suo stesso cadavere.

E' di ieri la notizia dell'arresto di Luciano D'Alfonso, Segretario Regionale del PD abruzzese e sindaco di Pescara. Le accuse per lui sono diverse tra le quali spiccano: associazione per delinquere, concussione, abuso, falso ideologico e truffa.
D'Alfonso è in compagnia del consigliere comunale di Pescara Guido Dezio ed in uno dei filoni d'inchiesta tra gli indagati figura anche Carlo Toto, il Patron di Air One, uno dei paladini che con CAI hanno rilevato la parte sana di Alitalia, lasciando agli italiani il debito.
Secondo l'accusa Toto e il figlio avrebbero fornito al sindaco di Pescara un'auto con autista per tre anni, dal settembre 2004 al gennaio 2007, per ottenere appalti. Dalle indagini, inoltre, sarebbero state trovate tracce di tangenti in denaro, concessione di voli gratis sulla compagnia area Air One, pranzi e cene per circa 11 mila euro. I Toto, sempre secondo le accuse, avrebbero anche versato finanziamenti a società ed enti ricollegabili in qualche modo a D'Alfonso." (Repubblica.it)

Prima ancora a Firenze le indagini sulla giunta comunale PD che vede due assessori coinvolti, uno Gianni Biagi dimessosi e l'altro, Graziano Cioni, più noto come "Lo sceriffo" per via del provvedimento sui lavavetri, che dalla poltrona non si stacca. In questo caso le accuse sono di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sui terreni di Fondiaria-Sai a Castello, un affare da circa 1 miliardo di euro.

Senza dimenticare Napoli e la Campania, con Bassolino e le indagini riguardo la gestione dell'emergenza rifiuti, è di oggi la notizia di altri arresti in seno al PD, questa volta in Basilicata.

Il Pm di Potenza, l'ormai celeberrimo Henry John Woodcock, ha chiesto l'arresto per il deputato del Pd, Salvatore Margiotta, vicepresidente della commissione ambiente di Montecitorio. Le indagini riguardano un fantasma che noi Abruzzesi avvertiamo aleggiare sul nostro territorio da un po' di tempo, ovvero gli appalti petroliferi. L'inchiesta riguarda un progetto denominato "Tempa Rossa", in uno dei giacimenti più ricchi della Basilicata dove erano previsti pozzi, oleodotti ed un impianto di lavorazione del petrolio (tutto molto simile a quello che accade da noi nell'ortonese). Insieme a Margiotta (per ora in attesa dell'autorizzazione del parlamento) ed al Sindaco di Gorgoglione in Provincia di Matera, sono finiti in manette diversi imprenditori e l'amministratore delegato di Total Italia Lionel Levha.

Insomma, a prescindere dal tonfo elettorale abruzzese, il PD si sta dimostrando affetto da una cancrena morale che, per un partito presentatosi come innovatore e cultore della legalità significa di fatto la fine.

Il PD non è più credibile a nessun livello e salvo miracoli, la mole di putridume che sta rivelando probabilmente lo seppellirà e purtroppo con esso le speranze di milioni di italiani che magari, allo spot del "we can!", del cambiamento, della democrazia dal basso, della riscoperta morale, avevano ingenuamente creduto.

All'indomani del voto abruzzese intanto, metà PD predica l'isolamento di Di Pietro e dell'Italia dei Valori affibbiando a lui le cause della sconfitta elettorale. A parte che probabilmente a Di Pietro ed a Costantini si dovrebbero solo ringraziamenti per aver arginato in qualche modo la disfatta, a mio avviso, se ciò avvenisse, sarebbe solamente un bene per il partito dell'ex Pm di mani pulite. Perché come si dice: "meglio soli, che mal accompagnati!"

Elezioni Abruzzo: il calo dei consensi riguarda anche il PDL

Rispetto alle politiche un calo di 62.131 voti.

scritto da Angelo Primavera

"C'è stata una giunta regionale che ha fallito e una maggioranza silenziosa che ha avuto la meglio [...] è stato importante il buon governo di Silvio Berlusconi [...] è arrivata una chiara indicazione di fiducia, una speranza di rinnovamento per la futura classe dirigente"
(Gianni Chiodi, Presidente della Regione Abruzzo).

Parla di vittoria di una maggioranza silenziosa Gianni Chiodi ed io mi chiedo di quale maggioranza stia parlando. Se si riferisce alla maggioranza di quelli che hanno deciso, nonostante la sua candidatura e nonostante il PD di andare lo stesso a votare, allora può darsi. In realtà però ha vinto la maggioranza silenziosa che ha scelto di non aver voce in capitolo e lasciar decidere tutto a Silvio Berlusconi, o a "chiunque altro tanto, tanto non fa differenza".

Chiodi parte male. Quando parla del buon governo di Berlusconi come fattore di vittoria, inizia già a raccontare agli abruzzesi ciò che vuole il capo: delle balle.

Lo dicevo ieri sera, oggi lo ribadisco facendo i numeri con i dati definitivi di queste elezioni. Il Governo, in Abruzzo, ha ricevuto una bocciatura clamorosa nei consensi. Dopo lo scandalo Sanitopoli, ci fosse stato vero consenso nell'operato del Governo Berlusconi, e fiducia nei confronti della futura classe dirigente, per la logica dell'alternanza, gli elettori sarebbero stati di più e soprattutto la vittoria del centro-destra più netta, come ad esempio accadde dopo il Governo Pace, quando insieme a 1.760.000.000 di debito regionale,  la politica scandalosa del Governo Berlusconi II influì non poco sull'esito del voto ed il centro-sinistra vinse con il 57,91%, praticamente a mani basse.

Stando ai numeri, su 1.208.976 Abruzzesi aventi diritto al voto, il consenso a Chiodi, Berlusconi e PDL in generale è stato di 295.371. In percentuale sul totale degli aventi diritto al voto il consenso ricevuto dal centro-destra in Abruzzo è stato del 24,43% ed è lontano più di 47 punti dal 72% che, su base nazionale, Berlusconi si da citando i sondaggi.

Rispetto alle politiche, dove alla camera l'affluenza fu dell'80% circa, nonostante un incremento di percentuale sui votanti (si passa dal 43,20 di Aprile al 48,81 di oggi) il PDL in Abruzzo ha perso la bellezza di 62.131 voti. Alle politiche di quest'anno alla camera infatti votarono PDL 357.502. Il calo è dunque del 18,4% tra i soli elettori del PDL. Forse è a questo dato che Chiodi si riferisce parla di "chiara indicazione di fiducia".

Se realmente gli abruzzesi approvassero l'operato del Governo, almeno nel dato riguardante il PDL avremmo una percentuale in aumento, o numeri quantomeno identici, specie alla luce del fatto che anche solo guardando la rassegna stampa sul sito di Chiodi, il candidato PDL alle regionali sembrava essere proprio Silvio Berlusconi e non l'ex sindaco di Teramo.

Dunque, così come si affermava prima, il voto non ha premiato la coalizione di centro-destra. Oggi il PDL si appresta a guidare la regione Abruzzo con il consenso espressogli dal 24,43% degli aventi diritto al voto. Questo dato deve far riflettere, perché se siamo giunti al punto che la maggioranza in un Consiglio Regionale non ha neanche il consenso di un quarto della popolazione, ci si trova dinanzi ad un'emergenza democratica senza precedenti.

Poi che la Regione diventerà nonostante ciò un laboratorio (probabilmete petrolchimico) del Governo, è un'altra, purtroppo triste, storia.

D'Alfonso Arrestato

No Comment!

scritto da Angelo Primavera

Il sindaco di Pescara e segretario regionale del Pd, Luciano D'Alfonso, è stato arrestato stasera e si trova agli arresti domiciliari. L'inchiesta riguarda la gestione dei servizi cimiteriali.

Ve la servo così, a crudo e senza commenti. Si commenta da se un PD che oggi pomeriggio già dava la colpa a Di Pietro per aver perso le elezioni. In serata vede finire un'altro pezzo da novanta abruzzese in manette. Ma tanto, se ormai in libertà è rimasto solo Franco Marini è comunque colpa di Di Pietro.

Elezioni Abruzzo: Chiodi vince, Berlusconi perde.

Berlusconi torna a casa con uno stiracchiato 25% di consensi.

scritto da Angelo Primavera

Quando il 49% degli aventi diritto al voto decide di non votare, significa che la democrazia sta morendo. Muore sotto i colpi dei diktat PDL; muore sotto l'ignavia, le incongruenze, l'inconsistenza, le contraddizioni di PD, IdV e sinistra radicale.

Di fatto il partito di coloro che non si riconoscono in alcuno stemma, sotto alcun colore, sotto alcuna bandiera è oggi il primo partito d'Abruzzo. Segue, momentaneamente Chiodi, che sul totale degli Abruzzesi si attesta poco al di sopra un 25% (51% della metà che hanno votato) e Costantini che è abbondantemente sotto il 20% (40% circa di quelli che hanno votato) De Laurentis intorno al 3% (5,2% circa di quelli che hanno votato) e via via tutti gli altri.

se l'astensionismo avesse un candidato, anche messi insieme Chiodi e Costantini non avrebbero la maggioranza in Consiglio Regionale, se questi dati divenissero definitivi.

PDL e IDV vedevano in queste elezioni una possibilità di conferma il primo, un laboratorio per l'Italia il secondo. Ma di fatto, ciò che gli abruzzesi hanno comunicato in maniera chiara è che non vedono in alcuno dei due un futuro e che forse sarebbe meglio riazzerare tutto e ripartire da capo.

I media, da domani, dato che nessuno immagina un ribaltamento di quello che sino ad ora hanno detto le urne, parleranno di una affermazione di Berlusconi anche in Abruzzo. Mentiranno, come loro solito, perché Berlusconi riporta dall'Abruzzo poco più di un misero 25% circa di consenso. Dai sondaggi che decantava, Re Silvio Berlusconi perde quasi il 50% e nonostante il suo impegno massiccio in questa campagna elettorale, testimoniato dalla rassegna stampa sul sito di Chiodi, dove a leggere i titoli una buona metà riguardano il quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore e non lui, Berlusconi riporta a casa una bocciatura roboante.

Ma l'Italia di regime, dove i media sono in mano ad un'unico uomo diranno che Berlusconi ha vinto anche questa volta. Berlusconi dirà di aver vinto anche questa volta e saprà, come spesso ha fatto in passato, tramutare una sconfitta in una legittimazione a proseguire nell'opera di strangolamento di questa agonizzante "democrazia" che certamente da oggi, almeno in Abruzzo, non rappresenta più nessuno.

"Balle della sinistra"

Testi e musica: S. Berlusconi; canta: M.S. Gelmini

scritto da Angelo Primavera

A leggere l'intervista rilasciata dal Ministro per la distruzione M.S. Gelmini, si rischiano gli stessi effetti scritti come avvertenza su alcuni pacchetti della marca di sigarette che porta le stesse iniziali del suo nome di battesimo. Quando leggete una sua intervista, come quella su "Il Tempo", mi raccomando: "Non fate respirare ai vostri bambini il fumo di queste parole!"

Mentre Wasetto Veltroni decide che sulla giustizia bisogna proporre una bicamerale per dialogare quantomeno sul bavaglio alla stampa, il Tempo offre l'ennesimo gioiello artistico di questo governo.
Il brano originale "Balle della sinistra!" (sottotitolo: io non l'ho mai detto!) è di Silvio Berlusconi, ma dopo Tremonti ed altri, anche M.S. Gelmini decide di lanciarsi in un Karaoke e di reinterpretarlo cercando, ovviamente, di rimanere fedele all'originale il più possibile.

Si vocivera, nei corridoi di Palazzo Chigi, che al primo compleanno dell'esecutivo, verrà invitato Emilio fede con una parrucca da Fiorello. L'abusivo, munito di applausometro appositamente tarato in modo che non scenda mai sotto il 72% dei consensi, incoronerà il ministro che avrà interpretato in maniera più convincente la leggendaria Hit del "Bubu-settete!" a sproposito di Arcore.

Il vincitore avrà l'opportunità di andare in giro e bullarsi con tutti potendo esibire il risultato dell'applausometro come dato che lo legittima a fare quel cazzo che gli pare per un anno. Perché così dirà la Costituzione, dopo che lo Scalatore di Piazza Salotto avrà messo le sue mani sulla Carta dei nostri, agonizzanti, diritti.

 

Veltroni può essere così stupido? "Yes, he can!!!"

Il dialogo sulla giustizia con Berlusconi è una follia.

scritto da Angelo Primavera

L'abbiamo visto in occasione del Lodo Alfano. Berlusconi propone una porcata provocatoria, Veltroni mangia la foglia ed in nome del "dialogo" consente al premier di farsi la legge ad personam incostituzionale per salvarsi dai processi.

Uno pensa: Ok, Veltroni ha fatto la figura del pollo, ma questa volta l'ha capita ed in futuro non ci casca più. Invece:

Berlusconi vuole cambiare la Costituzione per fare la riforma della giustizia. Noi diciamo che la riforma va fatta e allora proponiamo ciò che abbiamo sempre detto: una commissione tra maggioranza e opposizione con la presenza di magistrati e avvocati che duri sessanta giorni [...]Berlusconi vuole impedire ai magistrati le intercettazioni. Noi diciamo, invece, che possono effettuarle per scoprire i reati, anche quelli di corruzione. Altra cosa è affermare che le intercettazioni devono essere utilizzate nelle aule dei tribunali e non sui giornali". Walter Veltroni.

Ovviamente, leggendo queste dichiarazioni l'ipotesi che sia stupido è quella più magnanima e meno offensiva. Perché, almeno a me, verrebbe da sospettare che se il controllo della magistratura, per un fatto di immagine e di maschere nell'eterno carnevale della politica, debba esser per forza di cose rifiutato dal PD, quello di impedire la divulgazione di intercettazioni politicamente e/o penalmente rilevanti, pare essere un feticcio bipartizan, un interesse contiguo della grande fetta di un parlamento a sabotare gli ultimi resti del diritto costituzionale all'informazione.

Non esiste democrazia senza libera informazione e già oggi possiamo tranquillamente vederci fuori dalla schiera dei paesi più democratici. Un Partito che sceglie come definizione di se "democratico" dovrebbe agire e tendere ad una politica inversa.

Su questo tema invito soprattutto gli esponenti del PD locale ad esprimersi. A mio avviso, l'esser pro o contro questo genere di limitazioni mirate è uno dei modi più chiari per comprendere a quale genere di politica si vuol tendere.
 

Vilipendio

Lettera a Giorgio Napolitano

scritto da Angelo Primavera

Napolitano si sveglia dal suo sonno presidenziale, ma come già accaduto durante il governo di Centro-sinistra, per il motivo sbagliato e con provvedimenti a mio avviso più che discutibili.

Il suo richiedere i fascicoli d'inchiesta alla Procura di Salerno in quello che tutti cercano di far passare per uno scontro tra procure, è una grave interferenza sull'attività legittima dei magistrati campani che sono competenti per quanto riguarda le indagini sulla procura di Catanzaro.

Non esiste alcuna guerra. Esiste una procura (quella di Salerno) che per via dell'obbligatorietà dell'azione penale, su denuncia dell'ex Pm di Catanzaro Luigi De Magistris, costretta a verificare le accuse di quest'ultimo ed avendone trovato riscontri, decide di indagare dei magistrati svolgendo semplicemente il suo lavoro.

Le indagini si riferiscono a fatti penalmente rilevanti di cui la Procura di Salerno, senza essere stata minimamente ascoltata, aveva già portato alla luce alcuni elementi quando fu sentita dal CSM a gennaio riguardo il procedimento disciplinare che è costato il trasferimento e la perdita delle funzioni da PM di De Magistris.

Il CSM sapeva dunque di ciò che avveniva in Calbria, sapeva che Salerno aveva trovato riscontri alla tesi di De Magistris, secondo il quale, era in atto a Catanzaro un complotto all'interno della magistratura per farlo fuori ed insebbiare le sue indagini. Sapendo questo, il CSM sapeva anche che prima o poi la Procura di Salerno, che aveva richiesto ben 7 volte i fascicoli delle inchieste di De Magistris per far luce su ciò che era accaduto senza ottenerli, sarebbe stata COSTRETTA DALLA LEGGE ad indagare i magistrati calabresi.

Dunque il provvedimento disciplinare del CSM che stabilisce il trasferimento dei due vertici delle procure di Salerno e Catanzaro, non solo non ha motivo di esistere per il primo, ma appare evidentemente come l'ennesima intromissione per cercare di bloccare le inchieste dell'ex Pm De Magistris.

Cosa stava appurando De Magistris?

Le indagini sono tre:

Toghe Lucane: una sorta di massoneria che vedeva coinvolti giudici, avvocati, giornalisti e che andava a toccare anche alte cariche dello Stato fino al CSM

Poseidone: indagine sui fondi della Comunità Europea destinati a depuratori mai costruiti e spariti. Indagine tolta a De Magistris quando nell'elenco degli Indagati è finito il socio del figlio della convivente del Procuratore Capo di Catanzaro.

Why not?: Un indagine che gira intorno ad un personaggio di spicco dell'imprenditoria ovvero Saladino e che dipinge il rapporto malato tra la politica, l'imprenditoria e le mafie. Quest'ultima, fece scattare il procedimento che ha portato al trasferimento di De Magistris quando, dopo aver inserito Prodi nel registro degli indagati, fu inserito anche l'ex Ministro di disgrazia ed ingiustizia Mastella.

Dunque a mio avviso, questo risveglio di Napolitano per bloccare quest'azione della Procura di Salerno, unito al silenzio sulle propagande xenofobe di alcuni partiti, alla firma sulle leggi ad personam ed incostituzionali come il Lodo Alfano, al sonno su censure ed attacchi all'informazione (il giornalista del corriere Claudio Vulpio è l'ultima vittima dato che è stato appena esonerato dal suo direttore Mieli proprio a causa del suo ottimo lavoro sui casi riguardanti De Magistris e le sue indagini) ed alla magistratura da parte della Politica, meritano un richiamo importante.

Napolitano ha come primo compito nel suo mandato la tutela della Costituzione e dunque del popolo italiano. La sua presidenza, almeno a mio avviso, passerà alla storia come una delle peggiori, se non la peggiore in assoluto, nei sessant'anni di Repubblica Italiana.

Da qui l'esigenza di scrivergli e dedicargli il brano (in versione non ultimata) che potete ascoltare nel video caricato qui sopra. Essendo assai irriverente e senza troppi peli sulla lingua, il titolo "Vilipendio" è una provocazione (ripetuta anche durante la canzone) a chi parlerà di vilipendio dinanzi ad una critica più che legittima sull'operato del Capo dello Stato. Anche perché, se il popolo è sovrano, lui è pur sempre un servitore.

L'occidente ad un passo dal perdere la guerra in Afghanistan

La Pace passa dalle fonti rinnovabili.

scritto da Angelo Primavera

Ricordo che all'elezione di Obama a Presidente degli Stati Uniti, ci fu tutta una serie di commenti "simpatici" da parte del PDL a dargli il benvenuto. Tra questi, il più vergognoso non fu certo il termine "abbronzato" de Lo Scalatore di Piazza Salotto, ma quello di Maurizio Gasparri. Lui disse che l'elezione di Obama era "un favore ad Al Quaeda".

A parte l'idiozia che dimostra una simile frase (se i leader mondiali avrebbero usato la stessa libertà nel commentare l'elezione di Berlusconi, ci saremmo fatti non poche risate!), dimostra anche l'ignoranza del soggetto che l'ha detta, o quantomeno la sua scarsa capacità di riflessione ed analisi della realtà.

Infatti pare proprio, stando ai dati dell'Istituto di studi strategici Icos, che il favore ad Al Quaeda tutto sommato glielo abbia fatto "il texano con gli occhi da tonno" George W. Bush in quanto, dopo il fallimento in Iraq, anche in Afghanistan la guerra è ad un passo dall'essere persa. Una vittoria sul terreno di battaglia contro il grande nemico occidentale ed invasore: questo è un incentivo al terrorismo!

L'ICOS già l'anno scorso, senza che ovviamente in Italia la notizia avesse il rilievo che merita, stimava che circa il 54% del territorio Afghano era tornato in mano Talebana. Ma nell'ultimo anno la situazione è drammaticamente peggiorata. Attualmente iTalebani hanno il controllo del 72% dello Stato mediorientale ed hanno di fatto accerchiato Kabul.

Gli Usa e la politica miope di certi Governi (uno a caso il Berlusconi II) che hanno seguito G.W.B. di fatto hanno prodotto solo migliaia di morti civili all'inizio, migliaia di soldati morti ed ora si apprestano a leggittimare i terroristi veri perchè ormai tre indizi fanno una prova. Vietnam, Iraq, Afghanistan: tre guerre su tre perse su suolo straniero. Gli Usa sono in grado di distruggere un territorio, ma non di controllarlo e la guerriglia organizzata può sconfiggerli.

Questo è il messaggio che si è dato al mondo, unito a quello di un'occidente che inventa pretesti (quali le armi di distruzione di massa) per andare a rubare e sfruttare le risorse di altri paesi.
Tra le tante cose che ho letto ed ascoltato sul blog della D'Orsogna c'era un pezzo in cui si dice che le raffinerie non si fanno più sul suolo americano dal 1974 e che esse vanno fatte nei deserti. In questo caso, la scienziata ovviamente si riferiva all'assurda realizzazione del Centro Oli di Ortona, in mezzo alle colline del Montepulciano, a ridosso dei centri urbani e della costa.

Ma questo punto deve far riflettere su ciò che ha sempre mosso le campagne (il più delle volte frutto di Intelligence, mercenari e non di eserciti regolari) che gli Usa hanno condotto nel mondo sino ad ora.
Questo punto deve oltretutto far riflettere sul fatto che la pace, quella vera, passa anche dall'abbandono del petrolio e degli idrocarburi come fonte d'energia principale dell'occidente.

Le energie rinnovabili, le cui tecnologie sono in costante progresso (recentemente un brevetto italiano di un gel che di fatto abbatte del 50% i costi per i pannelli fotovoltaici), sono le soluzioni che bisogna solo incentivare. Ed è facile comprendere come le restrizioni o le frenate brusche a questo cambiamento non siano solo figlie delle multinazionali energetiche refrattarie a perdere il controllo del mercato energetico, ma anche delle industrie belliche perché, senza gli interessi che muovono gli approvigionamenti di carburanti fossili, la necessita di molte guerre e quindi la "domanda" di nuove armi, viene meno.

Solitudine e democrazia.

il perché ritiro la proposta del comitato.

scritto da Angelo Primavera

Otto giorni fa proposi attraverso questo blog un documento riguardante la mia idea di creare a Guardiagrele un comitato contro il centro oli, le politiche petrolifere delle multinazionali in abruzzo e contro il ddl 1441-ter A allo studio del parlamento che di fatto toglie, in un concetto di federalismo al contrario, la possibilità alle regioni di apporre veti ad insediamenti ritenuti strategici come quelli petroliferi o come inceneritori e centrali nucleari.

Ero mosso da grande passione, una passione che però mi ha giocato un brutto scherzo che è il motivo per il quale oggi, scaduto quell'ultimatum, nessun volantino gira per le strade di Guardiagrele.

Di fatto, sul documento più volte riproposto sul blog e mandato ed inoltrato via mail, ho inserito il mio contatto. Mi potevo aspettare un silenzio dall'amministrazione, di cui una parte è evidentemente troppo impegnata a tirare la volata elettorale al sindaco ombra ed ex Assessore Regionale all'ambiente, ma non mi aspettavo, a parte chi mi ha detto che non posso pensare che una amministrazione possa star a pensare agli ultimatum di un cittadino qualunque, che nessuno scrivesse qualcosa o che i commenti dei post rimanessero vuoti.

Ieri sera, quando mi sono seduto per scrivere quel volantino, mi sono reso conto che nonostante le centiania di visite e le decine di persone che abbiano ricevuto quell'e-mail, ero solo.

Mi sono chiesto a quel punto il perché ed ho realizzato che ero solo perché avevo fatto tutto da solo. Per quanto possa esser giusta la causa, far tutto da soli non apporta cambiamenti allo stato attuale delle cose. Se ti va male non ottieni nulla; se ti va bene sei solo l'ennesimo faro che una serie indistinta di pecore seguono e basta.

La solitudine aiuta a riflettere ed insegna lezioni che il consenso non consente di comprendere. Ti insegna a pensare con la tua testa ma anche che ognuno dovrebbe farlo e che se vuoi realmente rompere gli schemi non devi porti come idea da seguire, ma trovare il modo semplicemente di divenire lo strumento che permetta portare avanti un progetto frutto del confronto di più idee mosse da un unico obbiettivo.

Per questo ho abortito la mia iniziativa odierna, frutto di un Io, per quanto possa esser nobile negli intenti, e non di un Noi. Probabilmente per questo perderò credibilità per alcuni, ma preferisco rimanere coerente con un desiderio di vera democrazia, piuttosto che con l'idea di finire a fare il Grillo della situazione, peggiorando drammaticamente le cose.

Questa società non ha bisogno di eroi o di fari nella nebbia; ha bisogno solo del fatto che ognuno si renda conto di possedere dentro di se il giusto quantitativo di eroismo e di luce per contribuire, insieme agli altri, ad illuminare il mondo. E nel nostro piccolo è ciò che penso serva a Guardiagrele.

L'umiltà è ciò che più difetta chiunque riesca, in qualunque modo (politica, lavoro, informazione, opinione, ecc.) a raggiungere il potere dato dal "consenso". Io l'umiltà, senza rendermene conto, l'avevo persa dietro a banali statistiche che danno questo sito in perene ascesa di attenzione per i suoi contenuti. Di questo vi chiedo scusa.

Se battaglie ci dovranno essere le proporremo, le discuteremo e le combatteremo insieme. Per il resto continuerò a dare il mio parere spesso scomodo e fastidioso, specie per chi il potere lo amministra, come ho sempre fatto.

Non ci tengo a far la parte da protagonista della stessa rivolta inconcludente che spesso e volentieri si ripropone dinanzi ai nostri occhi. Desidero esser parte, al pari di tutti quelli che ne sentono come me la necessità, di un cambiamento che sia rivoluzionario nel concetto di non avere come riferimento un soggetto, ma una collettività.

Caramanico sul Centro Oli: "Berlusconi ritiri il D.M. 19.02.2002!"

Il centro sinistra non poteva chiederlo a Prodi?

scritto da Angelo Primavera

 

"Il Piano della qualità dell'aria...avrebbe impedito il centro oli. MA NON PERCHE' VOGLIAMO BLOCCARE, qualcuno pensa che vogliamo bloccare; no lo sviluppo va fatto e CERTI IMPIANTI VANNO FATTI nelle aree opportune."

Questa è la posizione chiara e decisa di Franco Caramanico sul centro oli (raffineria) di Ortona, risalente a non so di preciso quanto tempo fa (un annetto scarso credo stando alle sovraimpressioni che parlano dell'immondizia napoletana). E' ben evidente, da queste parole, come voi tutti potete constatare, la comprensione del pericolo rappresentato dalle attività petrolifere in Abruzzo e la determinazione dell'ex-assessore regionale. Il suo, come tutti potete ben vedere è un No al centro oli di Ortona, senza "se" e senza "ma".

Ciò che però non comprendo, constatato il suo impegno tramite una serie infinita di iniziative che purtroppo (a causa del suo mancato passaggio tempestivo al PD che presumibilmente gli è costato la poltrona), non ha potuto portare a termine è una sua risposta ad un mio commento fatta in punti numerati: volete sapere cosa dice il punto uno?

1)Belrusconi più che fare promesse in campagna elettorale avrebbe dovuto revocare il D.M. 19-02-2002 di approvazione del centro-oli rilasciato dal suo governo con l’assenso della Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Comune di Ortona e Comune di Miglianico.

Ovviamente noi tutti sappiamo che essendo i D.M del Governo Berlusconi, disposizioni del Re e non semplici atti del consiglio dei ministri, tale revoca non poteva esser fatta dal governo Prodi sotto richiesta dell'assessorato all'ambiente, del consiglio regionale e dei parlamentari abruzzesi dell'allora maggioranza. L'unica cosa da fare era quella di istituire i parchi ed attendere che Re Silvio Berlusconi I (e speriamo anche l'ultimo), tornasse sul trono in quanto solo lui poteva revocare il D.M. 19-02-2002.

Mi si chiedeva, nei commenti di produrre "un documento" in cui si dimostrasse che Caramanico avrebbe potuto fare di più. A meno che Franco Caramanico non abbia da offrirmi l'atto formale con il quale il suo assessorato, la giunta, il consiglio, o i parlamentari abruzzesi abbiano fatto richiesta esplicita di revoca di questa autorizzazione, eccolo servito.

Bastava chiedere al governo amico di revocare il D.M. 19-02-2002. Non era così complicato no?

La successiva pianificazione riguardo l'energia, i piani di qualità dell'aria, magari completato da un piano di savaguardia della costa avrebbe allontanato per sempre l'incubo del centro oli e delle piattaforme.

BETTINO SANTO SUBITO!!!

Beatifichiamolo e facciamola finita!

scritto da Angelo Primavera

«Gli ex Pci del Pds sbagliarono negli anni novanta e si resero protagonisti di un violento attacco a Bettino Craxi. Gli eredi di quella tradizione farebbero bene a riconoscere gli errori commessi in quegli anni». Stefano Caldoro (Pdl) segretario del Nuovo Psi.

«La sinistra farebbe bene a chiedere scusa a Bettino Craxi. Il problema non è solo di principio, ma investe una opzione politica di fondo: o si sta con Craxi (e cioè con il garantismo, e insieme con una linea di sinistra innovatrice e modernizzatrice, blairiana ante litteram), o si sta con Di Pietro (cioè con il giustizialismo più truce, e insieme con una sinistra antiliberale e reazionaria)».
il portavoce di Forza Italia Cappezzone

Quando la politica è nei guai, chissà perchè, sui cruscotti delle auto blu targate PDL appare sempre il santino di Bettino Craxi. Gli esponenti del centro-destra ormai da anni urlano per una sua riabilitazione e per una volta accogliamo la loro supplica e ci uniamo al coro.

Il Vaticano ci faccia il piacere di avviare celermente il processo di beatificazione così che finalmente venga riconosciuta la sua santità, gli si affidi un giorno sul calendario e lo si possa dimenticare, in santa pace, per tutti i restanti 364 giorni dell'anno.

Per i miracoli comprovati necessari a sistemarlo di fianco o al di sotto di una signorina nuda o seminuda, si chieda al gruppo Mediaset, che potrà testimoniare il miracolo del salvataggio delle reti (televisive) ed al popolo italiano che potrà testimoniare la moltiplicazione del debito pubblico. Entrambi miracoli avvenuti durante la sua presidenza e carriera politica.

Il Vaticano può sorvolare sugli appalti e sulle tangenti: alla fine sono la trasposizione laica della vecchia pratica ecclesiastica di vendere le indulgenze.

Si dia dunque il via al processo di beatificazione, così che una volta dichiarato San Bettino da Hammamet, ci si possa dedicare a fare ciò che in genere fanno i cristiani cattolici italiani quando si parla di santi: non seguire il loro esempio.

L'arte di manipolare le menti.

Come il "cattivo" giornalismo cambia la società.

scritto da Angelo Primavera

Quando immagino i giornalisti de Il Giornale, a volte mi viene da immaginarli come chierichetti, prostrati, per non usare termini offensivi, alla volontà di Padre Silvio da Arcore e dediti a diffondere la sua dottrina.

Me li immagino così, talmente attenti a non incorrere in qualche peccato tipo sottolineare la falsa testimonianza dell'avvocato Mills nel processo ai danni dell'arrampicatore di Piazza Salotto (ottenuta, secondo l'accusa tramite pagamento di mazzetta, overo corruzione), ed impegnati ad onorare il "Padrino" (in senso cattolico ovviamente) e la Madre ogni qual volta il disonore di qualche decisione fa storcere il naso a coloro che ancora resistono a reality sedativi intervallati da morfinici moniti dal Colle.

Me li immagino ora, dopo aver dato la notizia di una cantante rock-metal che accoltella un musicista rock-metal, pronti per stampare un'enciclica sui pericoli derivanti dall'ascolto di musica di questo genere.

Me li vedo li che non stanno tanto a curarsi del fatto che la notizia, semmai sarebbe che un adolescente ne ha accoltellato un'altro, ma del fatto che è la musica il movente di tutto. Li vedo, perchè è quello che hanno fatto in un pezzo di cronaca nella versione on-line della vergogna stampata d'Italia in cui hanno titolato "Cantante Rock-Metal accoltella musicista della sua band", che per altro, dall'articolo stesso si apprende che i due ragazzi sono di band differenti.

Ma il Giornalaccio del Cavaliere smascherato e rimascherato più volte nell'eterno carnevale della politica italiana, non si ferma qui. Non pago fa risalire il movente dell'insano gesto ad una diatriba su di un brano per poi auto smentirsi e dire che il movente, secondo il sostituto procuratore sarebbero dissapori risalenti a diverso tempo prima e comunque, lo stesso, attende di interrogare la ragazza per scoprirlo con certezza.

In sintesi una monnezza incredibile da cui, la casalinga disperata o il padre stressato capiscono solo una cosa: i due erano musicisti rock-metal e loro figlio, musicista rock-metal, per il fatto d'esser tale, li deve preoccupare.

Moltiplicate questo giochino milioni e milioni di volte; estendetelo a temi molto più importanti come ad esempio...che ne so: gli immigrati, i comunisti; rom; fannulloni; aumentate esponenzialmente il potenziale penetrante nella mente delle persone che ha la televisione e...forse ci siete. Forse siete vicini a caprie cosa, il Re d'Italia Berlusconi I e speriamo anche ultimo, ha fatto al paese in qualche decennio e soprattutto negli ultimi 15 anni.
 

Berlusconi invita ad usare la ragione...

...se gli abruzzesi lo ascoltassero Chiodi sarebbe spacciato!

scritto da Angelo Primavera

"...i cittadini abruzzesi hanno visto che cosa significa una delega inopportuna, non fondata sulla razionalita', e hanno avuto questo malgoverno. Credo che gli abruzzesi siano consapevoli che occorre dare alla regione un governo di persone capaci." Silvio Berlusconi - Pescara, 5 dicembre.

Se non fosse per la sparata sul centro oli, che ora dovrà diventare carta, dovrà diventare una moratoria sugli impianti di estrazione e di raffinazione del Petrolio in questa regione, con questa dichiarazione Berlusconi non avrebbe fatto certo un favore a Chiodi.

In condizioni normali che non prevedessero il rischio di apocalisse ambientale, che di certo non aiuta il cittadino ad esser razionale, i cittadini abruzzesi magari, per levarsi qualche dubbio prima di votare PDL per la logica dell'alternanza, andrebbero a consultare i risultati del governo di centro-destra a livello nazionale.

A quel punto avrebbero questi dati:

 - Carte false (tanto che è stato fatto un provvedimento ad personam per il commissario Fantozzi in modo da garantirlo da azioni penali) per regalare Alitalia ad una cordata di imprenditori, non proprio immacolati, che sul piano contrattuale non hanno alcun vincolo reale a non cedere l'azienda ad operatori stranieri e che anzi, già stanno lavorando per farli entrare nella stessa. Di fatto, se Alitalia fosse stata messa sul mercato in queste condizioni e non fosse stato limitato tutto ad una trattativa privata, avrebbero fatto a botte per averla, probabilmente con ricavi anche maggiori. Ma la cosa ancor più importante da sottolineare è che l'accordo con Air France previsto dal governo Prodi, avrebbe venduto insieme alla parte sana anche la parte che oggi è la cosìddetta Bad Company, ovvero i debiti e la cassa integrazione di migliaia di dipendenti.
Questo giochino ci è costato circa 3 miliardi di euro!

- L'esenzione dell'ICI sulla prima casa per ricchi e super ricchi. Una misura inutile perché ricchi e super ricchi quella tassa neanche la sentivano che però è costata allo Stato circa altri 3 miliardi.

- Tagli alla scuola pubblica ed all'università per altri 3 miliardi (in cinque anni) e finanziamenti per la privata. Blocco delle assunzioni di professori in base a criteri di merito stabiliti dal ministero e dal Governo il quale istituirà delle commissioni a sorteggio che per come sono impostate non risolvono il problema.

- Nessun intervento concreto sulla crisi. Il limite imposto ai mutui per il 2009 è solo virtuale. I tassi, secondo tutti gli studi del settore, scenderanno ben al di sotto del 4%, salvo che le banche non decidano di tenerli alti per prendere liquidità dallo Stato, dato che quest'ultimo paga la differenza in eccesso al 4%

- nessun intervento a sostegno di salari e pensioni, se si esclude la miseria della social card ed un bonus variabile a gennaio. Una misura da meno di 4 euro al giorno.

- nessun intervento per creare posti di lavoro o quantomeno mitigare la caduta verticale dell'occupazione, causando contemporaneamente un crollo della domanda e quindi un ulteriore aggravarsi della crisi.

- Apertura dei mercati del rubinetto alle multinazionali private che potranno così prendere la concessione sulla distribuzione del bene primario senza tetti di spesa e senza che la gente avrà più possibilità di far qualunque cosa per impedire le speculazioni.

- Fossile d'oro ricevuto all'annuale convegno mondiale contro i mutamenti climatici. Tale premio identifica il paese le cui politiche hanno più contribuito ad ostacolare il processo di contenimento del fenomeno globale dei cambiamenti climatici.

- Legge ad Personam per salvare se stesso dalle accuse di corruzione pendenti sul suo capo. Roba che se lui non fosse il premier, con tutti i benefici che ciò comporta come ad esempio farsi leggi su misura, avrebbe già fatto da un pezzo la fine di Del Turco (con la differenza che Del Turco  non è già stato processato, mentre Berlusconi deve una buona metà "successi" nelle sue vicende giudiziarie a leggi da lui scritte che hanno depenalizzato o cancellato il reato a lui contestato o hanno abbassato il tetto della prescrizione)

- Decisione di riaprire le discariche di Chiaiano e Pianura in barba alle leggi ambientali ed ignorando assolutamente il pericolo reale per le persone residenti in quelle zone. A chi si opponeva Berlusconi ha minacciato l'arresto e l'esercito pronto a sorvegliare i siti. La crisi è stata risolta solo nei centri delle città e questo è stato ottenuto mandando buona parte (6 milioni di tonnellate circa) di rifiuti nella sino a pochi mesi prima contraria Lombardia.

- Norma anti-sky, che facendo perno su un'ipotesi di procedura d'infrazione segnalata dalla Ue, ha fatto alzare l'iva all'unica concorrente nelle tv a pagamento di Mediaset, eliminando il beneficio, di cui lo stesso gruppo, nei primi anni 90 aveva beneficiato per lanciare tele+. La procedura d'infrazione già avviata e le varie sentenze della cassazione e del consiglio di Stato che impongono a Rete 4 di lasciare le frequenze da lei occupate abusivamente da quasi 10 anni a favore di Europa 7 evidentemente non è altrettanto importante. Il governo, pur di non eliminare una tv abusiva, sta pensando di togliere frequenze, leggittime, a Rai 1. Se non farà nulla, pagheremo una multa di centinaia di milioni di euro per avere Fede sul canale 4 del televisore in chiaro.

- ddl 1441-ter A: una norma approvata alla camera ed ora al vaglio del senato che impedisce di fatto la possibilità di veto di regioni, province e comuni riguardo l'installazione di impianti per il sondaggio, l'estrazione e la lavorazione del petrolio; riguardo la realizzazione di inceneritori, detti anche termovalorizzatori; riguardo la realizzazione di centrali nucleari. Di fatto sarà Berlusconi ed il suo governo a decidere, in barba ad ogni logica federalista sino ad ora decantata, dove come e quando costruire i mostri ambientali.

Per rimanere in regione poi:

-L'ultimo governo Regionale ha aumentato il buco di bilancio nella sanità facendolo passare da 198.000.000 a 1.760.000.000 di euro. La privatizzazione progressiva è la politica di centrodestra riscontrabile ovunque e le esternalizzazioni massicce, i rimborsi pagati su "autocertificazione" dei privati, sono alla base dei guai sanitari che abbiamo avuto.

- I principali documenti emessi dalla regione a favore del centro-oli sono stati firmati proprio dal centro-destra tra il 2001 ed il 2003. L'amministrazione Ortonese che si è ostentata sino ad ora a lavorare per la sua realizzazione è di centro-destra.

Penso che potrei andare avanti per un bel po' riguardo ciò che ha fatto questo governo di centro-destra nazionale in pochi mesi o quello che ha fatto quello regionale nel suo precedente mandato. Tutte cose che se i cittadini facessero realmente ciò che dice il premier, ovvero ragionassero razionalmente, segnerebbero la sconfitta netta di Chiodi alle elezioni.

Ma il quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore, lo scalatore di Piazza Salotto, il Cavaliere smascherato e rimascherato più volte in questa carnevalata che è la politica italiana, sa bene che uno spot come "il governo ha dato parere negativo sul centro oli" vale più di tutto il resto e tratta gli abruzzesi come adolescenti un po' tardi: dice una cosa volendo ottenere l'effetto contrario; dice di usare la ragione sapendo che i cittadini abruzzesi, in preda all'estasi della grazia ricevuta, useranno il...

Re Silvio grazia l'Abruzzo...per ora!

Berlusconi da "parere negativo" sul Centro oli.

scritto da Angelo Primavera

Non ce l'ho fatta ad andare a dormire subito. E' più forte di me. Se si parla di Berlusconi, io non riesco a pensare che possa realmente fare qualcosa nell'interesse dei cittadini..o meglio, non posso accettare che la gente si convinca che sia per questo che ha dato "parere negativo" sul centro Oli.

Infatti, il No al centro oli, attraverso il ministero dell'ambiente, Berlusconi poteva darlo da mesi. Ma è bene sottolineare come questa posizione, contrariamente a quanto affermano Chiodi e lo stesso Berlusconi, era tutt'altro che chiara da tempo.

Centro Oli a Ortona: favorevole o contrario?
"Bisogna rendere l'Abruzzo più autorevole nel rapporto con l'Eni, salvaguardando l'interesse generale, progettando il futuro, costruendo il progresso." Gianni Chiodi, 21 novembre 2008

A questa domanda, tutti gli altri candidati risposero "no!" avanzando proposte sulle energie alternative.

"Non ritenevo e non ritengo che il Centro Oli sia occasione per l'Abruzzo. Il centrosinistra per anni ha lavorato perché si facesse e solo in campagna elettorale è rinsavito. (I permessi dal 2001 al 2003 sono a firma governo Pace; l'amministrazione di Ortona è di centrodestra. ndm). Oggi abbiamo dimostrato che gli abruzzesi sono più forti perché il Governo li ha ascoltati e li ascolterà in futuro". Gianni Chiodi 05 dicembre 2008

Questo blog, sia pure con la dovuta cautela che è necessaria quando si parla di dichiarazioni del premier, notoriamente abituato a smentirsi da solo e a dar la colpa alla stampa, accoglie positivamente questa la dichiarazione di Berlusconi che da "parere negativo" sul centro oli. Questo ci tenevo a sottolinearlo.

La comparazione che ho riportato tra le due dichiarazioni di Chiodi però serve per una riflessione politica sul sistema PDL. Fino a quando Berlusconi non ha dichiarato parere negativo sull'impianto dell'Eni, Gianni Chiodi è rimasto molto vago sulla questione.

E' la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che nel PDL esiste un sovrano che decide tutto. Egli può scegliere vita o morte. In questo caso, se manterrà l'impegno, avrà scelto vita. Lo stesso linguaggio di Chiodi lo lascia intendere: "il governo li ha ascoltati!", come dire, il Re ha accolto la supplica degli abruzzesi.

Prima di festeggiare l'arrampicatore di Piazza Salotto, è bene tener conto di due cose:

1) Berlusconi è uomo d'affari. La sua grazia non è venuta certo per coscienza ambientalista (siamo la vergogna mondiale tra i paesi riuniti alla conferenza sul clima) o salutista (In Campania non ci ha pensato due volte a riaprire le discariche di Chiaiano e Pianura in barba a tutte le leggi ambientali ed alla salute dei cittadini). Berlusconi ha solo capito, sondaggi alla mano, che sul No al Centro Oli, forse più che sulla sanità, si gioca la partita elettorale in Abruzzo. Se in Abruzzo vincesse il candidato di Di Pietro sarebbe una catastrofe. Per una volta forse, il conflitto d'interessi gioca a favore "anche" del cittadino dunque.

2) La grazia era utilizzata da sovrani, imperatori e tiranni per ottenere consenso. Si mostravano magnanimi con 1 per esser legittimati ad esser spietati con 1000.

L'Abruzzo corre, anche se Berlusconi manterrà il suo "parere negativo" sul centro oli, tanti altri gravi rischi: le trivellazioni su tutta la nostra costa, per rimanere nel settore petrolifero; i termovalorizzatori; le centrali nucleari.
Il mio istinto mi dice che con questa sparata da campagna elettorale, l'Abruzzo abbia giocato già tutto il suo bonus per i prossimi 5 anni e che presto, come d'abitudine, avremo sorprese poco gradite.

L'Abruzzo nelle mani di Berlusconi e Prestigiacomo? DIO CI SCAMPI!!!

C.V. della ministra dell'ambiente che insieme al premier dovrebbe decidere in base al "ddl 1441-ter A"

scritto da Angelo Primavera

Ho passato ore intere sul blog di Maria Rita D'Orsogna. Non è mai successo. Mai mi è capitato di rimanere per ore su un unico sito a leggere e senza aver la forza di un commento.
E' una galleria degli orrori e delle speranze abruzzesi legate agli insediamenti petroliferi. Un sito che mostra la determinazione di una donna, che vive a migliaia di chilometri da qui a difendere la propria terra natia e noi.

Continuno incessantemente a chiedere all'amministrazione di organizzare uno spazio per poter discutere della questione al più presto. Il mio ultimatum, se così vogliamo chiamarlo, scade lunedì. Se l'amministrazione non si interessa alla questione, martedì tappezzerò Guardiagrele di volantini informativi. Non manderò i miei concittadini alle urne senza coscienza di ciò che è accaduto (e che Caramanico non ha affatto fermato) e che sta accadendo. Non possiamo rimanere a guardare ne regalare voti a confermare personaggi che non hanno fatto ciò che era in loro potere fare per fermare questo scempio.

Nel frattempo, dato che nella discussione con Fabrizio Montepara avuta sul post a lui dedicato in relazione al "ddl 1441-ter A", lui ha pensato bene di perorare la causa del miglioramento di un provvedimento studiato ALL'UNICO SCOPO DI ELIMINARE I VETI DELLE REGIONI, dedico a lui questo pezzo de L'Espresso, in cui si fa il curriculum (correva l'anno 2001 all'epoca la Prestigiacomo era stata appena nominata ministro per le pari opportunità) del nostro ministro all'ambiente.

Perché è importante? Perché secondo il nuovo ddl, ascoltato il parere delle regioni, ascoltato il ministero dell'ambiente, il quale valuta gli studi condotti dalla società concessionaria dei permessi per l'attività petrolifera (la multinazionale) e sulla base degli studi dell'ente italiano specifico (che fa comunque capo al ministero dell'ambiente) il governo deciderà sulla realizzazione del centro oli (ovvero le raffinerie!) o trivellazioni in mare e sul nostro territorio, degli inceneritori, delle centrali nucleari.

Quindi è importante sapere quale grado di onestà, incorruttibilità ed interesse per l'ambiente e la salute abbia il ministro a cui il ddl da un ruolo così delicato.

A voi il C.V. della Prestigiacomo.

l'Espresso, sotto la firma di Marco Lillo, 25 ottobre 2001:


Il gruppo chimico che il ministro possiede con la famiglia è sotto inchiesta. Dopo la bancarotta fraudolenta, spuntano strani disturbi.

"Combatterò le ineguaglianze sociali, i problemi dei più deboli, degli invalidi.... "
Il ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha le idee molto chiare. Per realizzarle non deve andare lontano. Sarebbe sufficiente che poggiasse lo sguardo sui casi umani della sua azienda, la Ved di Siracusa.

Per esempio su tre operai che hanno avuto figli con malformazioni congenite.

O su quelli che non hanno mai fumato una sigaretta e che dopo dieci anni di stabilimento si ritrovano la polvere nei polmoni.

"Coincidenze."

E' la risposta degli operai che si sono sentiti opporre dal padre del ministro, Giuseppe Prestigiacomo, fondatore ed amministratore dell'impero della vetroresina. Ma a volte le coincidenze sono sospette.

Nella fabbrica della famiglia Prestigiacomo si lavora in condizioni di sicurezza che sono oggetto di una inchiesta della Procura di Siracusa. Il sostituto Maurizio Musco procede per lesioni contro papà Prestigiacomo e altri dirigenti. Due dipendenti hanno denunciato la società dopo aver fatto delle analisi ai polmoni. Tre mesi fa la Polizia è entrata in ditta riscontrando una seri di violazioni.

Gli operai si feriscono gravemente e muoiono con frequenza inquietante. La settimana scorsa è morto un dipendente di una delle aziende del gruppo cadendo da un traliccio mentre lavorava. Pochi mesi prima un altro era rimasto gravemente ferito alla Ved. Ma la vicenda più inquietante, finora passata sotto silenzio, è quella delle malformazioni congenite dei bambini.

Tutto comincia nel 1993, qunado Sebastiano Guzzardi, un operaio di 36 anni, scopre che suo figlio ha una malformazione congenita dell'uretere che fa tornare i veleni del suo corpo al rene, danneggiandolo. Dopo due operazioni è tornato alla normalità.
Ora ha sette anni e conduce una vita serena, anche se il rene è danneggiato e deve essere sogggetto a controlli frequenti. Il suo caso non è isolato.

Tre anni dopo, un collega di Guzzardi, si ritrova nella medesima situazione: suo figlio nasce con una malformazione all'uretere. anche lui ha la febbre e il reflusso urinario. Anche lui è operato a Vicenza. Il tarlo che ronza nella testa dei due papà diviene un rombo un anno dopo. nello stesso reparto della fabbrica, un caposquadra li chiama in disparte e confida: "Mio figlio ha il reflesso dell'uretere". Un incubo. Non passa un anno e un altro operaio ha una bambina che gli nasce con la febbre e i problemi alle vie urinarie.

A questo punto, Sebastiano Guzzardi pensa che la misura sia colma.

Cerca una risposta ai suoi dubbi dal padrone, Giuseppe Prestigaicomo, e dalla Asl, ma niente. Solo la Cgil lo aiuta e lo fa eleggere rappresentante sindacale in azienda. Sempre la Cgil avvia una campagna per migliorare le condizioni di lavoro in fabbrica, ma la famiglia Prestigiacomo non apprezza. Il 14 maggio la Ved spedisce a Sebastiano una lettera minacciosa: "Poichè ravvisamo in tali gratuite e infondate osservazioni del signor Guzzardi un chiaro proposito diffamatorio, stiamo valutando l'ipotesi di una denunzia penale a suo carico".

Eppure la richiesta di comprare gli aspiratori per tutelare i polmoni dei dipendenti non era campata in aria. Dopo le indagini della procura, pochi giorni fa, gli aspiratori sono stati installati. Eppure le sostanze usate per produrre la vetroresina potrebbero avere un legame con le malattie.

Alcuni operai ricordano ad esempio che in fabbrica in passato si usva una sostanza chimica denominata dimetil anilina. La faccenda è delicata, e per capirlo basta sentire una delle massime esperte del settore, la dottoressa Fiorella Belpoggi, ricercatrice della Fondazione Ramazzini di Bologna: "Questo tipo di sostanze pùò causare tumori alle vie urinarie. Quanto alle malformazioni della prole, la scienza non ha ancora detto una parola definitiva. Sono in corso gli studi sugli animali, tuttavia di fronte a una serie di casi così ravvicinati, non mi sento di escludere una correlazione. Ci vorrrebbe uno studio approfondito". Uno studio che la famiglia Prestigiacomo ha evitato di fare. Sembra che si voglia rimuovere il problema.

L'azienda è arrivata a negare una settimana di ferie, trasformata in cassa integrazione, a un lavoratore che chiedeva di stare vicino al figlio durante l'intervento. Un altro operaio ha avuto due figli nati con alcune dita delle mani attaccate. L'operaio chiese un prestito da trattenere in busta paga per la seconda
operazione, ma gli fu opposto un rifiuto. solo grazie a una colletta dei colleghi il bambino è stato operato.

E Stefania Prestigiacomo? Sebastiano Guzzardi, oltre a essere un suo dipendente, è anche cugino di secondo grado. Ma appena la mise a parte del suo dubbio, l'attuale ministro cambiò tono: "Non pensarle nemmeno certe cose. Sai quanti miliardi spendiamo noi per la sicurezza? Il lavoro non c'entra nulla". Nessuno ha certezze in questo campo. Ma proprio per questo le istituzioni sanitarie dovrebbero verificare. Eppure nessuno si muove.

I Prestigiacomo a Siracusa sono abituati a non rendere conto. Gli stabilimenti incriminati in precedenza erano in dotazione alla Sarplast, l'azienda di famiglia fallita nel 1997 perchè oltre a non pagare i creditori non seguiva gli ordini del giudice. Al cerac è seguita una indagine per bancarotta fraudolenta. Secondo i giudici "la società ha compiuto atti diretti a frodare le ragioni dei creditori ed ha occultato l'attivo". Il procuratore capo di Siracusa ha scoperto decine di miliardi finiti alle controllate estere o usati per pagamenti preferenziali alle banche amiche, e ha iscritto nel registro degli indagati una ventina di amministratori. Eppure i Prestigiacomo continuano a lavorare negli stessi locali, con gli stessi macchinari e gli stessi operai, avendo cambiato solo la struttura societaria.

E Stefania? (Più precisamente "E Olivia Stefania?", aggiungiamo noi)

Quali responsabilità ha? In qualità di socio di maggioranza relativa alla holding di famiglia (21,5%) è il principale beneficiario della bancarotta ipotizzata dai magistrati, ma non è perseguibile perchè non ha incarichi esecutivi.

Quanto alle condizioni sanitarie, anche qui non esiste una sua responsabilità diretta. Prima di lasciare l'azienda era un dirigente senza rappresentanza: "Mi occupavo delle forniture, dalla carta igienica alle gru" ha raccontato al "Sole 24 Ore".

Dio ci scampi!!!

L'Italia vince i mondiali della vergogna ambientale!

Siamo il Paese che più cerca di sabotare le politiche contro i cambiamenti globali del clima.

scritto da Angelo Primavera

Apprendo la notizia dal blog di Maria Rita D'Orsogna, che vi invito a visitare per sapere tutto, ma proprio tutto sui danni relativi all'impianto del centro-oli, la verità sui politici che hanno fiancheggiato o non ostacolato l'Eni, i progetti sul suolo abruzzese e quello che accade nel mondo che noi non sappiamo sul tema delle energie rinnovabili.

"In questi giorni si svolge la conferenza mondiale sul clima in Polonia, nella citta' di Poznan. Una commissione di 400 organizzazioni non governative, chiamata Climate Action Network (CAN) ha appena assegnato il Fossile del giorno al paese che di piu' si e' distinto per azioni di disturbo e sabotaggio al processo di mitigazione dei cambiamenti del clima.

E chi e' questo vincitore? Gli USA che non firmano Kyoto? L'inquinatissima Cina? No, siccome ci ostiniamo a basare la nostra economia con i combustibili fossili, il vincitore siamo noi!"

La notizia servita con un'ironia che veramente ammiro in quanto decisamente intelligente, mostra quanto sia vero ciò che dicevo nel post precedente. Dobbiamo guidare, come società civile, un cambiamento politico, attraverso le amministrazioni che allontani chi fa gli interessi delle elite energetiche condannando un'intera nazione ad un tragico futuro.

Ricordo che il mondiale di calcio vinto fu mostrato come vanto nazionale dal premier durante un'intervista ridicola alla tv inglese (in cui ci definiva paese ricco perché primo in Europa per la vendita di televisioni e telefonini). Chissà se questo nuovo "mondiale" verrà sbandierato con altrettanto orgoglio. Ovviamente il ministro per l'ambiente, Prestigiacomo, non si è presentato a ritirare il premio...si sa, la coppa la alza il capitano!
 

La rivoluzione energetica deve passare da Guardiagrele

dai comuni deve partire "la terza rivoluzione industriale"

scritto da Angelo Primavera

Sul fronte energetico il Governo Berlusconi sente tutto il peso dei 72 anni del suo premier. Dire che è antico il suo concetto di sviluppo energetico appare la solita banale semplificazione e quindi bisogna utilizzare dei termini un attimino più validi se legati ai risultati che le sue politiche, in questo settore porteranno: è dammaticamente catrastofico.

Il Governo Italiano non solo decide di andare in controtendenza su ogni scelta rispetto agli altri paesi occidentali riguardo questo argomento (ad esempio abolendo, per poi ripristinare, per poi "non si sa", gli sgravi fiscali sulle pannellature solari, assestando così un colpo micidiale ad un mercato, quello delle energie pulite e rinnovabili, che nel resto del mondo occidentale è già un presente che investe su se stesso per divenire futuro!), ma propone soluzioni energetiche alternative alle quali manca solo il carbone, per tornare indietro di almeno 50 anni.

Il nucleare di terza generazione sul quale nel silenzio di questa crisi, il Governo continua a lavorare è una follia anacronistica per due motivazioni: la prima è che il costo paragonato ai benefici è in netto sopravanzo. La spesa sostenuta per la creazione delle centrali e degli impianti di stoccaggio delle scorie radioattive verrebbe ammortizzata in circa 50 anni e solo da allora, ma ci si crede poco, si potrebbero vedere benefici di tipo economico per gli Italiani.
Il secondo è che nel frattempo avremo siti di stoccaggio secretati e con le leggi allo studio in parlamento decisi, previo parere NON vincolante delle regioni, unilateralmente dal governo e dalla multinazionale energetica di riferimento. Avremo dunque centrali e impianti di stoccaggio che, presumibilmente, nel giro di cinquant'anni ridurranno il paese ad un formaggio radiattivo coi buchi.

Tutto questo mentre nel resto del mondo, se di nucleare si parla, si parla della quarta generazione, basata su studi recenti incentrati sulla NON produzione di materiali radiattivi di scarto.
La giustificazione del governo sulla sua politica del nucleare è che siamo rimasti indietro e quindi siamo penalizzati. Una giustificazione che però non spiega come mai per recuperare terreno, invece che investire sul futuro, ovvero rinnovabili e nucleare pulito (qualora venisse realizzato), si investa sul passato: petrolio, inceneritori, nucleare a produzione di scorie radiattive.

Sempre per continuare su questo punto, abbiamo un impegno di fondi per sondaggi senza precedenti sul fronte degli idrocarburi (petrolio in particolare) dell'Eni sul territorio e nei mari italiani.
Noi abruzzesi ne sappiamo qualcosa, ma non dobbiamo essere convinti che sia un problema che riguarda solo noi. L'Eni sta investendo ovunque. Il governo punta anche gran parte della sua politica sul petrolio dunque, producendo disegni di legge per scegliere da se di dare o non dare l'approvazione agli impianti. Questo lo si capisce perché l'Eni non avviava tanti progetti di sondaggio e ricerca sul nostro suolo da decenni e tali investimenti non si fanno se non si hanno rassicurazioni di poter poi guadagnare dall'estrazione e dalla lavorazione in loco.
Quindi il nostro territorio nazionale non sarà solo un bel insieme di centrali nucleari e buchi in cui seppellire le scorie radiattive; sarà anche un colabrodo per l'estrazione e la lavorazione di petrolio di bassa qualità.

L'Europa, nei suoi Stati più importanti ed evoluti di cui noi spesso ci siamo illusi, o meglio, ci hanno illuso, di far parte, decide di tagliare le emissioni del 20%. Il nostro paese, che investe in tecnologie come il petrolio si ribella in quanto costerebbe troppo alle nostre aziende o forse, e questo è un mio pensiero, costerebbe troppo ad Eni ed Enel, aziende di cui, guardacaso, Berlusconi consigliava d'acquistare azioni insieme a Mediaset. In Italia, se passasse la linea europea, quei limiti darebbero il via ad un fiorire di imprese che produrrebbero fotovoltaico portando una rivoluzione che renderebbe, la prima centrale nucleare di terza generazione realizzata tra almeno 12-15 anni, superflua, riciclabile al massimo come museo.

Gli altri paesi inutilmente cercano di far comprendere al Governo Italiano che tale politica programmatica (quella europea) favorirà questa esplosione del mercato delle rinnovabili e quindi nuovi posti di lavoro in questo settore. Ma Berlusconi non ci sente. Berlusconi preferisce sentire le ragioni delle aziende energetiche italiane, che con il fotovoltaico vedrebbero i loro utili precipitare spaventosamente e con l'idrogeno come carburante, se non effettuano uno smantellamento degli impianti preesistenti ed investimenti in impianti per la produzione di idrogeno, i costi lievitare in maniera spaventosa, sentenziando la fine del loro dominio egemonico basato sulla dipendenza dei cittadini dalla loro fornitura.

Perché ho fatto quest'analisi che poi comunque continuerebbe sugli inceneritori, che nel resto d'europa non si costruiscono più perché un numero sempre maggiore di studi correla le loro emissioni di nanopolveri ad un aumento esponenziale di cancri, tumori, leucemie, mutazioni genetiche, aborti spontanei ecc.ecc.ecc.? Perché torno a dire un qualcosa che è ben conosciuto da molti?

Perché con un Governo così, l'unica cosa da fare è adottare, a livello locale, politiche che dimostrino con i fatti il reale potenziale delle rinnovabili e convincano l'opinione pubblica ad opporsi a qualunque proposta di politica energetica che non vada in quella direzione.

Io penso ad esempio che a Guardiagrele, il tema energetico debba entrare nella campagna elettorale delle prossime comunali. Penso che cittadini e forze politiche ideologicamente concordi, debbano unire le forze per studiare un piano energetico comunale di cinque-dieci anni, che porti il paese ad una parziale indipendenza energetica basata sul fotovoltaico e sul solare, rinnovabile eventualmente per altri cinque con obbiettivo finale l'indipendenza energetica totale del comune.

La democrazia dal basso in fondo è questa: isolare attraverso le politiche locali, chi a livelli più alti, continua a farneticare di un mondo infestato da scorie radiattive e da sostanze tossiche che oltretutto, data la sua età, non sarà costretto a vivere.
La ribellione costa. Certamente i vertici politici contigui ad "interessi strategici" di una elite che contrastano palesemente con quelli della comunità, studieranno tutta una serie di provvedimenti per danneggiare, politicamente ed economicamente queste realtà. Il giochino di eliminare gli sgravi, poi rimetterli, poi "non si sa!" del Governo attuale ne è un esempio. Ma non vi sono alternative.

Di futuro posso parlar io che ho 28 anni, non un quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore come il Presidente del Consiglio.
La rivoluzione delle rinnovabili è una rivoluzione giovanile. Le decisioni sul futuro energetico ed ambientale del nostro paese, spettano a noi giovani!

Oltre il chicco di grano.

la risposta dei menestelli a Giuseppe.

scritto da Angelo Primavera

Al post precedente è giunto un commento che mi invita ad andare a lavorare ed a smettere d'esser lo scandalo d'uomo che sono. Questo pezzo cerca di spiegare qual'è il ruolo di "fannulloni" come me, o come chiunque apporti i propri contributi gratuitamente a questo blog. Ringrazio Giuseppe di avermi offerto l'opportunità di mostrare qual'è la funzione di noi cicale e magari dimostrare, a chi avrà cervello e cuore per comprenderlo, che quel che facciamo merita rispetto ed è tutt'altro che inutile.

Guardiagrele: Piano triennale delle opere pubbliche

9 consiglieri su 16 chiedono un tavolo per rivederlo.

scritto da Angelo Primavera

In data 28 novembre il Consiglio Comunale di Guardiagrele ha discusso ed approvato una variazione al Piano Triennale delle Opere Pubbliche per un valore di € 265.000.

Pare che variazione andrebbe a finanziare una struttura di copertura su due piani del campetto di Comino, che rischia d'esser l'ennesima spesa definiamola "non" ottimale del Comune.

In un documento a firma di ben 9 consiglieri comunali su 16, (Di Loreto Donatello, Alfonso Ranieri Pietro, Colasante Donato, Damiano Egeo, Colasante Nicolino, Di Prinzio Donatello, Dell’Arciprete Pierluigi, Salvi Sandro, Croce Enrico) si richiede "con la maggiore sollecitudine possibile, un incontro finalizzato alla  sospensione delle procedure in atto e l’apertura di una discussione incentrata sulle considerazioni in premessa e che permetta un ottimizzazione delle risorse dell’Ente evitando scelte che non si attaglino alle esigenze della Comunità."

Infatti pare che i consiglieri ritengono attualmente non prioritarie o comunque ottimizzate alcune delle spese indicate in questo documento programmatico che comprendono, oltre al sopracitato investimento a Comino, 120.000 euro per la realizzazione di spogliatoi presso il campetto all'aperto della piscina Comunale e soprattutto 150.000 euro per la costruzione di spogliatoi nei pressi del campo di Villa San Vincenzo, inagibile a causa di una frana. Quest'ultima spesa, data l'inagibilità del campo e data la conformazione del terreno che provocherebbe probabilmente un'inagibilità a breve anche della nuova struttura, a mio avviso è assolutamente insensata.

Il totale di queste tre spese ( 535.000 euro) potrebbe invece essere utilizzato in maniera differente, ad  esempio per la creazione di una struttura comunale polivalente che Guardiagrele non possiede, utile anche alle società sportive (nonché a tutta la comunità), quali ad esempio l'Handball club che milita nel campionato nazionale di serie A2, che sono costrette ad allenarsi e/o a giocare le gare "in casa" presso strutture private o di altri comuni che comunque rappresentano una spesa annuale consistente. Struttura polivalente per la quale, oltretutto, all'indomani della promozione della società guardiese di pallamano, l'amministrazione si era anche, verbalmente ma pubblicamente, impegnata.

Nei prossimi giorni, documentandoci, andremo più nello specifico, cercando di capir meglio la situazione, però prima di chiudere vorrei sottolineare un particolare che ha attirato non poco la mia attenzione.

Il bando della gara d'appalto per la struttura da realizzare a Comino è stato pubblicato prima del Consiglio Comunale (bando 16 novembre; C.C. 28 novembre) che doveva programmare i fondi ad esso destinati. Un qualcosa che, a mio avviso, rivela quantomeno una fretta "anomala" e sinceramente non so quanto entro i limiti di legge (a me non sembrerebbe proprio limpida, ma non conosco le leggi che regolano questa materia), per la pubblicazione di tale bando. Il periodo elettorale rende tutti più sospettosi, specie se il Presidente del Consiglio Comunale Franco Caramanico che approva in extremis questa misura, è un candidato al Consiglio Regionale. In più l'esistenza di questo bando è stata negata, durante il Consiglio Comunale, da parte dell'amministrazione che per bocca del "Vice Sindaco Panaccio ha rassicurato l’assise che non esisteva alcun iter amministrativo avviato".

Ad ogni modo, credo che la richiesta di 9 consiglieri (maggioranza in consiglio) non possa essere ignorata e che sia il caso che l'amministrazione blocchi il bando e prepari un tavolo per rivedere le modifiche. Non viviamo tempi di vacche grasse e quindi, specie se cominciano ad essere così importanti, le spese vanno molto ben ponderate e soprattutto discusse in modo da rispecchiare veramente le necessità del territorio ottenendo la più ampia condivisione possibile.

Il blog, al solito, offre diritto di replica, oltre che spazio, ad associazioni, consiglieri, cittadini e chiunque altro volesse intervenire a riguardo.
Potete postare un commento oppure, preferibile se si tratta di associazioni e/o esponenti politici, inviarmi una mail così da poter dare massima visibilità alle vostre ragioni ed idee.

Indirizzo e mail: signorsperanza@gmail.com

La norma anti-sky: perché se ne parla tanto?

Perfino Il Giornale, per difenderla, ne evidenzia i motivi.

scritto da Angelo Primavera

Il Giornalaccio di Berlusconi, ignorando le balle raccontate agli italiani sulle limitazioni alle bollette di luce e gas ed ai pedaggi autostradali, che da sole basterebbero ad un'esecuzione (mediatica) sulla pubblica piazza (mediatica anch'essa!), continua ad insistere sulla linea dell'incomprensione del perchè si faccia un gran parlare di conflitto d'interessi criticando Berlusconi.

La cosa buffa è che nel cercare di spiegare il perché l'aumento iva al 20% su Sky sia giusto, rende palese proprio il conflitto d'interessi del premier.

Dall'articolo firmato Paolo Bracalini vi riporto quanto segue:

In Europa l’Iva sulle pay tv supera il 10% quasi ovunque, con picchi minimi e massimi in Francia (5,5%) e in Svezia (25%). È curioso che in Gran Bretagna, dove c’è la più florida società europea del gruppo Newscorp, cioè BSkyB (9 milioni di abbonati), l’Iva sia al 17,5%, cioè piuttosto alta. In Germania è al 19%, in Spagna al 16%, in Irlanda al 21%, in Olanda al 19%. Insomma se il nuovo regime fiscale collocherebbe l’Italia tra i paesi più rigidi, quello tenuto finora per Sky è stato tra i più morbidi d’Europa.

L'iva in Inghilterra, Il Giornale forse non è informato, è stata abbassata dal 17.5 al 15%. Gli unici paesi in cui la pay tv si paga di più è l'Irlanda e la Svezia. Rispetto agli altri paesi, con questo decreto, Sky viene svantaggiata.

Ma andiamo avanti perché il piatto forte ce lo servono sul finire:

Un rapporto dell’istituto ItMedia Consulting, intitolato significativamente «Il sorpasso di Sky», prevede che entro due anni la pay-tv satellitare sarà il primo operatore italiano per quote di mercato (pubblicità, abbonamenti pay, canone Rai). Attualmente Sky è il terzo polo con il 30% del mercato tv, superata da Rai (34%) e da Mediaset (32%), ma secondo gli analisti nel 2010 l’emittente di Murdoch dovrebbe avanzare i suoi competitor...

Ed èccolo qui, lampante ed evidente, anche nelle pagine de Il Giornale, il conflitto d'interessi.
Sky potrebbe sopravanzare mediaset nelle quote pubblicitarie. L'unico modo per impedire che ciò avvenga è farla costare di più, diminuire dunque gli abbonamenti e di conseguenza la pubblicità.

Più semplice di così?

Andiamo invece a parlare di Berlusconi, dato che in questo pezzo si parla anche del troppo agevolato aumento di introiti a favore della tv satellitare

In questo contesto - non certo ostile - Sky ha raggiunto risultati eccellenti, come dimostra la «promozione» europea di molti suoi top manager. I ricavi hanno avuto un trend eccezionale dall’esordio ad oggi: sono cresciuti da un tasso medio annuo di circa il 20% passando da 1,5 miliardi nel 2003 a 2,5 miliardi nel 2007. Anche i margini hanno registrato un’ottima dinamica, diventando positivi già a partire dal terzo anno dal lancio della piattaforma.

bene, L'Unità di ieri mostrava invece di quanto sia cresciuto in soli quattro anni, dal 2002 al 2006, ovvero gli anni di efficacia dovuti ai provvedimenti del suo precedente governo, il reddito di Berlusconi. Preparatevi fan del Cavaliere perché sarà una mazzata!

Negli anni della crescita zero e della crisi successiva all'11 settembre, Silvio Berlusconi ha portato il suo utile annuo da 12,7 milioni di euro nel 2002 a 139 milioni nel 2007.

Non so quanti altri elettori comuni non appartenenti ad un'elite come quella del quartino di tappo invecchiato 72 anni in botte di Arcore possano vantare un aumento di reddito personale del 110% in soli 5 anni.
Il tutto è stato ottenuto attraverso leggi ad personam per salvare le sue aziende (dai falsi in bilancio ad esempio) per salvare le sue televisioni (varie leggi salva rete 4 che tutt'oggi è abusiva sulle frequenze assegnate ad europa 7) e che riguardavano le centiania di aziende possiedute o controllate o partecipate dal cavaliere.

Berlusconi con il conflitto d'interessi si è arricchito a dismisura a danno degli italiani. Chi credete che abbia pagato la diffusione del suo "digitale terrestre", già allora obsoleto, dato che tra satelliti e reti internet questo tipo di trasmissione è già preistoria? Chi ha pagato soprattutto il contributo di 300 euro a decoder prodotti dalla ditta del fratello Paolo, consentendo a Mediaset di godere di un vantaggio di almeno un anno sulla piattaforma digitale terrestre a pagamento e quindi di monopolizzarne il mercato?

Ora, Il Giornale, se non fosse carta straccia o uno spreco di spazio web rubato ad un qualcosa di certamente più utile, si concentrerebbe su ciò che questo Governo, a fronte di slogan rassicuranti, e spot riguardo provvedimenti alla luce dei fatti inesistenti, non sta facendo per fronteggiare la crisi.
Un mese fa Berlusconi prometteva a destra ed a manca; due settimane fa invitava a consumare. Oggi Tremonti definisce l'azione del governo come "un'aspirina data ad un malato terminale!".

Ma di chi è Il Giornale? Di chi è la Mondadori? Di chi è Mediaset? Chi controlla la Rai attraverso una sorta di golpe e l'acquisto a mercati chiusi di Villari? Chi deciderà a breve su tutti i progetti d'impianto dell'Eni e dell'Enel? Chi controlla gran parte del mercato pubblicitario ed al contempo ne stabilisce le regole? Chi fa questo e tanto altro ancora in Italia, controllando di fatto tutta la vita del paese e dei suoi cittadini? Chi fa tutto questo mentre migliaia di lavoratori perdono il posto, mentre la media e piccola impresa chiude o emigra all'estero?

Peccato solo che il PD, ex DS e Margherita, dimentichi d'esser stato al governo e l'opportunità di una legge contro tutto ciò, l'ha avuta...D'Alema, Dini e Mastella permettendo ovviamente!

 

Centro Oli: Montepara come Pilato?

il vicesindaco di Orsogna difende il ddl "1441-ter A"

scritto da Angelo Primavera

Montepara deve aver sbagliato partito riguardo la questione sul centro-oli, oppure deve essere un politico molto furbo, talmente furbo da giocare in anticipo sulle polemiche, crearsi un alibi, sfruttarlo per ottenere voti e poi, infine, servire la supposta.

Leggendo su internet le varie dichiarazioni  appare un'immagine lampante del vice-sindaco di Orsogna a contrastare l'insediamento del mostro progettato dall'Eni, ma contemporaneamente, sul suo blog, difende a spada tratta il ddl "1441-ter A" che in pratica delega il Governo a decidere riguardo l'insediamento di simili strutture definite "strategiche", oltre che per quanto riguarda impianti di sondaggio e di estrazione che in Abruzzo riguarderebbero circa il 35% del territorio.

Fabrizio Montepara, ai lettori del nostro blog è personaggio familiare. Un mese e mezzo fa circa, il 12 ottobre, era in piazza, insieme alla Tavani-Micucci & Co. per protestare contro le politiche ritenute autoreferenziali del centro-sinistra e del manager Maresca in relazione alla sanità, in quella che poi si è rivelata una indicibile speculazione.
Il senso del suo intervento in quell'occasione fu che la Regione non poteva decidere senza tener conto dei pareri degli amministratori locali che, per come ne parlava la premiata ditta dei paladini, dovrebbero aver valore vincolante!. Il controsenso è che se il discorso lo spostiamo sugli idrocarburi è esattamente quello che questo ddl vuole fare. Le Regioni sarebbero solo organo consuntivo, dal momento che comunque, con tale delega, sarebbe in ogni caso il governo centrale a decidere.

Lo stesso Montepara, rispondendo alla domanda di un "Di Pietrista" sintetizza, in una parte dell'intervento a difesa del ddl sul suo blog, in questo modo:

Il disegno di legge di cui parli (perdonami per il "tu", ma mi riesce più facile) nasce per reazione dello Stato all'impossibilità di realizzare opere strategiche a causa del veto posto sistematicamente da parte degli enti locali. Nel resto d'Europa le opere strategiche si fanno, lo Stato valuta, concerta e decide. Ciò non significa che bisogna decidere contro le popolazioni o senza ascoltarle, anzi, ma bisogna trovare un metodo e un criterio per contemperare le esigenze del territorio, una effettiva valutazione d'impatto ambientale e l'interesse generale alla realizzazione di un'opera.

Veto sistematico, come se le Regioni decidessero a prescindere di andare contro il governo, magari perché non hanno nulla da fare che disturbare chi guida il Paese. E poi il concetto di federalismo: che fine ha fatto in questo ddl?
Evidentemente però, Montepara dimentica che lui è uno di quegli amministratori locali che ha fatto sua proprio questa politica di veto a prescindere (contro il centro-sinistra) nel campo sanitario. E dimentica anche che l'impegno assunto con i cittadini ad Ortona è un impegno di Veto a prescindere! Nella sua risposta invece, oltre a dipingersi da solo come un qualcosa di negativo rispetto alle idee del suo partito, generalizzando in questa maniera, fa apparire evidente come il PDL reputi enti locali e Regioni, degli ostacoli da scavalcare.

Poi un'altra cosa che fa per difendere il ddl è citare un emendamento della maggioranza che a quanto pare è stato apprezzato, seppur non votato, anche dal PD. In pratica il succo di questo emendamento è:

Si applica, in pratica, il principio previsto per la ricerca di idrocarburi nel golfo di Venezia, che prevede il divieto alla ricerca e coltivazione di idrocarburi «fino a quando il Consiglio dei Ministri, d'intesa con la regione Veneto, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, non abbia definitivamente accertato la non sussistenza di rischi apprezzabili di subsidenza sulle coste, sulla base di nuovi e aggiornati studi, che dovranno essere presentati dai titolari di permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione, utilizzando i metodi di valutazione più conservativi e prevedendo l'uso delle migliori tecnologie disponibili per la coltivazione. Ai fini della suddetta attività di accertamento, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si avvale dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), di cui all'articolo 28 del presente decreto».

Ovvero: Il governo chiede al suo ministro dell'ambiente se può perforare. Il ministro dell'ambiente chiede all'ISPRA la quale, basandosi sulle leggi vigenti da il suo parere positivo o negativo. Qualcuno vede un ruolo della Regione in tutto ciò? Viene consultata dal governo che però poi decide in base agli studi di chi propone il progetto.
In più il parere dell'ISPRA è sottoposto alle nostre leggi di tutela ambientale e della salute. Le stesse leggi che CONSENTONO l'insediamento del Centro Oli in Abruzzo perché prevedono limiti di tossicità per le emissioni 100.000 volte superiori a quelle di altri paesi europei, degli USA e che non prevedono limiti di distanza dalla costa per gli impianti di trivellazione, quando negli altri paesi tale legislazione è molto severa (USA 160 km dalla costa).

Alla luce di ciò Montepara sta, forse inconsapevolmente ma ci credo poco, difendendo un provvedimento che di fatto gli impedirà, qualora venisse eletto al consiglio regionale, di porre un veto contro il Centro Oli e le attività di sondaggio ed estrazione sul suolo abruzzese. Una legge che per lui e per il centro-destra (schieramento firmatario dei documenti più importanti a favore del Centro Oli durante il Governo Pace) consente di far battaglie di piazza populiste per salvare la faccia mentre il Governo fa quel che gli pare.
Lui stesso lo dice: "le opere strategiche si fanno, lo Stato valuta, concerta e decide."...possibilmente da solo!

Il centro-destra sulla questione del centro-oli sta giocando una partita molto sporca. Non voglio generalizzare, per me è possibile che alcuni veramente non si rendano conto di essere pedine di un gioco a cui, in cambio della possibilità di una poltrona e dell'illusione di poter fare qualcosa che per loro è bene, viene riscosso il silenzio assenso su politiche che di fatto, se messe in atto, segneranno la fine di questa regione.

Ricordiamoci in chiusura una cosa importante: Gianni Chiodi è stato scelto direttamente dal Presidente Berlusconi. Secondo voi, con lui presidente di regione, che valore potrebbe avere la concertazione tra la Regione Abruzzo ed il Governo il cui premier, durante la crisi dei mercati, a mercati aperti, consigliava di comprare azioni Eni, Enel e Mediaset?

Di fatto però il problema più grande rimane proprio il ddl "1441-ter A". Se alla guida della regione sarà Chiodi, il Centro Oli e le attività dell'Eni proseguiranno senza grosse contestazioni se non il solito teatrino sui giornali che pian piano lascerà spazio ad una campagna distensiva e tranquillizzante o meglio, anestetizzante; se ci sarà Costantini il premier adopererà la solita strategia del denunciare una speculazione Di Pietrista ai danni del governo. L'unica soluzione è a mio avviso una mobilitazione massiccia e preventiva che chieda unanimamente il ritiro del ddl ed una legge di iniziativa popolare che porti le soglie di emissione di veleni ai parametri quantomeno europei e stabilisca un limite alla distanza dalla costa entro la quale non si possono fare sondaggi e trivellazioni.

No al Centro Olii - Creiamo i comitati dell'entroterra.

Il DDL del PDL impone una risposta immediata!

scritto da Angelo Primavera

Vi chiedo di leggere e diffondere questo documento (in allegato) da me redatto, al cui interno troverete la lettera inviata da Maria Rita D'Orsogna al candidato Gianni Chiodi del PDL, postata da Danilo come commento sul precedente post riguardo il Centro Olii e ed i danni che questo insediamento oltre che i progetti di trivellazione sin dentro la Maiella provocheranno qualora fossero portati a termine. documento contiene inoltre una mia proposta di creare a Guardiagrele, e nei Comuni dell'entroterra chietino, un comitato contro il Centro Olii e contro il disegno di legge "1441-ter A" , già approvato alla Camera ed ora al vaglio del Senato di cui nel precedente post si parlava.

Questa è la prima iniziativa veramente importante che questo blog lancia chiamando all'appello amministrazioni, forze politiche (compreso PDL se la sezione locale deciderà di redigere un documento pubblico in cui chiede il ritiro immediato del DDL "1441-ter A" già approvato alla Camera, invitando, in caso contrario, i propri elettori ad astenersi dal voto regionale!) le associazioni e qualsiasi libero cittadino.

Sul documento per ora non sono fissate date o luoghi, ma sono contenuti i link del sito ed il mio indirizzo e-mail. Questo perché spero che l'amministrazione, dovendo fare l'interesse dei suoi cittadini, decida di offrire lei stessa una data ed uno spazio per avviare la discussione e creare tale comitato, sia qui, che altrove.

Se entro una settimana non giungeranno notizie riguardo un movimento della stessa, provvederemo noi a trovare un luogo ed a fissare una data per l'incontro.

Prego tutti i lettori del blog di dare massima diffusione possibile a tale documento. La questione è vitale per noi, il nostro territorio ed il nostro futuro. E' una battaglia fondamentale non solo per tutelare i nostri diritti, ma anche per ribadire, in faccia a chi pare esserselo dimenticato, che la nostra costituzione stabilisce che sia il popolo ad esser sovrano e non che il popolo abbia un sovrano.

Grazie a tutti per l'attenzione e la collaborazione.

E' il governo che decide sul centro olii!

Con una legge esautora le regioni per garantire l'Eni e le compagnie petrolifere.

scritto da Angelo Primavera

E’ in arrivo la legge obiettivo del centrodestra per scavalcare le regioni sulla concertazione di nuovi siti per il rilevamento e l’estrazione di idrocarburi. Con questo disegno di legge il Governo cancella il ruolo della Regione, e gli unici soggetti titolati ad occuparsi delle risorse del sottosuolo saranno lo Stato e le compagnie petrolifere.

Approderà al Senato dopo aver avuto approvazione alla Camera con 232 voti favorevoli e 164 contrari il disegno di legge “1441-ter A” con cui Ortona e altre “future Ortona” vedranno nascere impianti con alte ciminiere che per alimentarsi bruceranno quintali di acqua rubati all’agricoltura e ai cittadini.

Questo disegno di legge in sostanza espropria in materia ambientale qualsiasi prerogativa decisionale a Regioni e Comuni rilanciando un “federalismo alla Berlusconi”.

Tutti i deputati dell'Italia dei Valori hanno votato contro a questo disegno di legge, cosi come faranno i nostri senatori, che daranno battaglia a questo progetto voluto dal centrodestra e dagli amici dell’ENI per il “bene collettivo”, come sostengono. Mi domando di quale bene collettivo parlino.

Questo è il comunicato apparso oggi sul sito di Carlo Costantini, candidato dell'IdV e del centro-sinistra in generale alle prossime elezioni Regionali.
Dunque il Governo Berlusconi ha già deciso che chiunque dovesse vincere, il Centro Olii si farà a prescindere, così come qualsiasi altro impianto petrolifero e di trasformazione, sia qui in Abruzzo che nel resto del Paese.

Un'oscenità da metter in conto a Chiodi ed a tutti i politici che sotto lo stemma di quel quarto di tappo invecchiato 72 anni nella botte di Arcore vanno in giro a parlare di futuro.

Tagliar fuori la regione da queste decisioni, oltre che essere decisamente un controsenso rispetto al "federalismo" tanto millantato, è l'ennesima dimostrazione di come in Italia Berlusconi si comporti come un sovrano dedito solo ai suoi interessi ed a quelli della lobby piduista o simil-piduista che lo sostiene.
E' dittatura questa, a tutti gli effetti, ma la cosa più allucinante è che anche noi che ce ne accorgiamo e che non ci curiamo di non dirlo per timore, come fan altri, di apparire ridicoli o allarmisti, o catastrofisti, ci troviamo ormai disarmati davanti ad una mole infinita di provvedimenti dagli esiti pressoché irreversibili.

Una "rivoluzione" democratica richiede tempo, richiede un lavoro disperato per cercare di riavviare la coscienza del singolo e della collettività. La rapidità con la quale, sfruttando i diversivi della crisi e di altre anomalie di questo periodo, si susseguono i provvedimenti a danno dei diritti, della dignità, degli interessi e della salute dei cittadini, rende impossibile qualunque reazione, fa sentire realmente impotenti.

La televisione anestetizza. Seppur le notizie dalla rete riescono a creare una breccia ed arrivare all'utente, la tv imposta il messaggio in maniera tale che esso non serva a convincerti, semplicemente a farti avere il dubbio delle tue convinzioni. Quel dubbio è sufficiente per farti rimanere immobile.

Comunque ho per voi qualche dato riguardo il Centro Olii e più in generale la legislazione italiana.

Il Centro olii, dai suoi 14 camini, sprigionerà 1 tonnellata e mezza di sostanze tossiche al giorno. Tra di esse è presente l'Idrogeno Solforato, una sostanza che ad elevato dosaggio provoca la morte istantanea e che a dosaggi minimi costanti ha conseguenze sulla salute sul sistema cardiocircolatorio nervoso e polmonare, provocando edemi polmonari, squilibri e deficit neurologici tra i più giovani, tumori al colon ed aborti spontanei.

Oltre alla pericolosità intrinseca della sostanza, c'è la pericolosità dovuta ai tetti prefissati dalle norme italiane in materia.

L'OMS (organizzazione mondiale della sanità) prevede un tetto limite di queste emissioni di 0,005 parti per milione (di emissioni totali); Gli USA hanno fissato il tetto a 0,001 parti per milione; le leggi italiane fissano il tetto a 20 parti per milione!! Una quantità decine di migliaia di volte superiore a quella stabilita da OMS e dagli USA.

Oltre all'Idrogeno Solforato e ad altre sostanze tossiche, l'impianto produrrà anche diossina.
Anche per la diossina, la legge italiana prevede dei limiti che sono ridicoli. Infatti in Italia il tetto è fissato a 100 ng x metro cubo; negli USA è di 0,1 ng per metro cubo.

Impianti come il Centro Petrolii dell'Eni, in qualsiasi altro Stato Occidentale sarebbero assolutamente fuorilegge se localizzati a ridosso di zone abitate e/o agricole come in questo caso.

Ma il centro Olii non è l'unica minaccia relativa a questo provvedimento.
In Abruzzo e nel mare principalmente sono in corso diversi sondaggi che hanno dimostrato come vi sia petrolio estraibile.
Per l'estrazione del petrolio, al fine di aiutare la trivellazione, vengono immerse nel mare grandi quantità di sostanze tossiche. Negli Usa e nella maggior parte degli altri stati, proprio per questo motivo, sono proibite le trivellazioni su piattaforma a meno di 160 km dalla costa. La legge italiana non ha nessun limite.

Con questi parametri di legge e con un Governo che toglie al territorio la possibilità di scegliere la sua vocazione, l'Abruzzo diverrà presto una regione di estrazione petrolifera di cui solo l'Eni avrà i vantaggi. Quando ad un'interrogazione di Legnini sulle attività di estrazione e trasformazione degli idrocarburi sulla costa abruzzese, il portavoce del governo rispose "il Governo è interessato..." è proprio a questo che si riferiva probabilmente. Altro che: "il governo non ha dato risposta!" come ha dichiarato Legnini che pur essendo in parlamento da un pezzo evidentemente non ha capito con chi ha a che fare o, se l'ha capito, evita di mettergli il bastone tra le ruote e si limita a far la mossa così da potersi mettere al riparo da future critiche.

Il pericolo è dunque enorme. Il problema è come riuscire a farlo percepire alla maggior parte delle persone e soprattutto come riuscire a creare validi strumenti per reagire.
Di fatto, come è avvenuto in Campania con l'emergenza rifiuti, e forse anche peggio, Berlusconi per salvaguardare l'interesse della multinazionale Energetica potrebbe inviare l'esercito. Allora qualcuno disse che erano solo "le prove generali" per successivi interventi più importanti. Credo che se questo provvedimento passerà al Senato, saremo i primi a saggiare realmente il peso reale del potere assoluto del Premier.
In più sfruttando una porcata fatta dal governo Prodi, ovvero una legge che consente di dichiarare segreto di Stato insediamenti strategici sul fronte energetico, in futuro non solo il governo potrebbe decidere per ulteriori impianti e trivellazioni su tutto il nostro territorio, ma addirittura farlo senza che i cittadini possano saperlo se non all'avvio dei lavori.

Io spero che gli elettori abruzzesi del PDL, che magari leggendo questo post passando per sbaglio di qui lo prenderanno per il solito post di parte, un giorno, quando vedranno cosa il loro voto miope e incoscente ha provocato, accetteranno l'onere di prendersi la responsabilità d'aver legittimato soggetti senza scrupoli a distruggere il presente ed il futuro della loro terra.

Per quanto riguarda noi, quel che potremo fare lo faremo...a costo di finir con la testa spaccata in una caserma dove ci seviziano dopo averci massacrato in precedenza.

Berlusconi fa il pavone: il Finacial Times ed il Sole 24 Ore gli abbassano la cresta.

Il blocco dei tassi variabili potrebbe nascondere una trappola.

scritto da Angelo Primavera

Ci siamo: il decreto anti-crisi è arrivato e Berlusconi, prima ancora di esporlo parla di record dicendo d'esser l'Italia il primo Stato europeo a vararlo e che il provvedimento è stato approvato in 10 minuti (uno in più di quelli necessari per la finanziaria).

Non fa a tempo ad esultare millantando una manovra da 80 miliardi che subito il Financial Times lo umilia definendo la manovra del Governo la più bassa d'Europa in quanto, di questi 80 miliardi, in realtà solamente 5 miliardi sarebbero fondi stanziati realmente per la crisi, mentre il resto è solo uno spostamento di voci di spesa. E sull'affermazione del Premier d'esser stato il primo in Europa a garantire i risparmiatori, rispondono ricordando come Gordon Brown, l'anno scorso, era già intervenuto sulla crisi nazionalizzando la Northern Rock. Il solito gioco delle tre carte insomma abbinato alle solite balle egocentriche e megalomani. Il Financial times chiude dicendo che i 5 miliardi stanziati dal Governo italiano, in confronto a quelli degli altri paesi sono ben magra cosa.

Nel decreto è poi presente un provvedimento per bloccare l'aumento degli interessi per i mutui a tasso variabile secondo i tassi della BCE (4%); la differenza (senza tetti previsti almeno da quello che m'è parso di capire) la pagherà lo Stato e dunque i cittadini.

Sembrerebbe un ipotesi positiva almeno per le famiglie che hanno questo genere di mutui, ma secondo il sole 24 ore, questo intervento sarà probabilmente solo virtuale. Infatti la corsa al ribasso dei mutui a tasso variabile secondo molti indici produrrà interessi, nel 2009 inferiori al 4%. In pratica questa misura viene introdotta solamente a fini "propagandistici" in quanto il governo non interverrà affatto sui mutui.

O almeno...questo dovrebbe accadere se in Italia si lasciasse tutto com'è. Ma una cosa che mi fa riflettere è che se lo Stato paga la differenza una volta superato il 4%, ci sarà un incentivo, in Italia, al rialzo spropositato dei tassi. Le banche potrebbero alzarli (certamente smetteranno di farli scendere) in maniera da rastrellare denaro dalle casse dello Stato, mentre i cittadini, con questa tutela non si accorgerebbero di nulla sino alla fine del 2009, anche perché i meccanismi, nonostante il decreto abbia effetto immediato, sono ancora da stabilire. Si invertirebbe dunque il detto ed avremmo dopo la beffa, anche il danno.

Questo intervento, a mio modo di vedere, rischia di compromettere il calo dei tassi e di influire negativamente, a spese dei contribuenti, sul mercato dei mutui matenendone alti i tassi. Io penso che potrebbe essere questo il vero aiuto alle banche.

Lasciando muovere il mercato in questo momento gli interessi nel 2009 potrebbero scendere ben al di sotto del 4%, così invece si manterranno come si trovano oggi, o probabilmente addirittura subiranno un aumento. Questo significa che a gennaio 2010, se nn venisse prorogato questo provvedimento, si troverebbero con certezza a pagare quello che pagano oggi (un tasso superiore al 4%), ma più probabilmente tassi ancora maggiori.Il rischio è che coloro che hanno un mutuo a tasso variabile contratto entro il 31 ottobre 2008, potrebbero ritrovarsi la rata di dicembre 2009 al 4% e quella di gennaio 2010 di colpo al 5% o magari di più. Si rischia un circolo vizioso in cui lo Stato sarà obbligato a rinnovare in perpetuo questo provvedimento per impedire che migliaia di cittadini perdano la casa, arricchendo le banche il cui mercato dei tassi variabili non avrebbe alcuna utilità a far scendere il tasso.

Ad ogni modo, questo punto dimostra come le misure del Governo, che chiede all'opposizione di eliminare il clima da campagna elettorale permanente, siano essenzialmente proprio misure da campagna elettorale.
Nel 2009 non ci saranno azioni strutturali sui salari, sulle pensioni ed il decreto non prevede misure per creare gli ammortizzatori sociali necessari alle migliaia (400.000 stimati solo a dicembre dalla CIGL) di precari che si troveranno senza lavoro. Le varie social card e bonus sono pagliativi in quanto sono limitate: a redditi bassissimi (con quote bassissime) nel primo caso; ed al solo mese di gennaio 2009 per quanto riguarda il bonus, che oltretutto pare non riguarderà chi non avrà un lavoro o una pensione e quindi chi perderà il lavoro a dicembre.

Per il bonus ci si riserva di capir meglio il meccanismo, che non si comprende bene. Si parla sempre di cifre oscillanti, detrazion da stipendi e pensioni, ma sinceramente, se così fosse, una detrazione su una pensione minima sarebbe ben modesta cosa. Magari se l'assessore Dal Pozzo facesse un post sul tema, o qualcuno commentasse qui, capiremmo meglio come funziona ed a quanto ammonterà.

In ultimo non poteva mancare il provvedimento ad personam.


Sky vede abolita la propria agevolazione sull'Iva che torna dal 10% al 20%. Questo si tradurrà in un aumento dei canoni d'abbonamento che su Sky (basata essenzialmente su questo sistema) avrà un impatto enorme sulla sua quota di mercato, mentre sulla concorrente Premium, l'impatto sarà minimo, dato che riguarderà solamente il comparto dei canali per il cinema e le serie tv. In pratica con questa misura, Premium si avvantaggia su quello che è oggi il maggior mercato per quanto riguarda le pay-tv: il calcio.
Certo il PD che inveisce sul conflitto d'interessi dopo esser stato due anni al governo con Prodi e non aver prodotto alcuna legge sulla materia, è pura speculazione politica. Che poi a criticarlo sia proprio Gentiloni sembra una barzelletta...che non fa affatto ridere.

Acqua: Il Consiglio Comunale di Guardiagrele chiede i danni.

l'amministrazione vuole tagli consistenti sulle fatture Sasi.

scritto da Angelo Primavera

Leggo le news di Guardiagrelesociale.it e trovo la sintesi del Consiglio Comunale di ieri che ha finalmente trattato il tema Acqua e che ha fornito alcune risposte che questo blog, come immagino anche tanti altri cittadini, attendevano.

Abbiamo trattato più volte la questione della crisi idrica e siamo contenti che dal silenzio dei mesi scorsi si sia passati ad un'azione seguita da una informazione su questo tema. Può essere un inizio di quella amministrazione partecipata che è l'unico modo di risolvere determinate problematiche fondamentali coinvolgendo la popolazione.

Da qui i miei complimenti per il passo avanti fatto. E' la politica di questo blog: critiche a volte anche feroci, ma sempre incentrate su un'ottica costruttiva ed obiettiva, dove si riconoscono, quando ci sono, i meriti di chi amministra e non ci si limita esclusivamente a segnalarne i demeriti.

Ovviamente il discorso "Acqua" non si esaurisce nei punti evidenziati dall'amministrazione su Guardiagrelesociale.it. Ad esempio sarebbe opportuno rivelare alla cittadinanza guardiese il perché i fondi destinati al progetto di cui si parla nelle news, quello cioè di collegare a Fara San Martino la nostra rete idrica, siano stati dirottati altrove. Sarebbe opportuno comprendere quale logica amministrativa e politica (ricordiamo che i vertici Sasi sono nominati dall'ATO e dunque dalla politica), abbia guidato la mano in un diverso utilizzo di quelle risorse.

C'è tutto un mondo politico dietro queste decisioni che va portato alla luce per comprendere le dinamiche che ci hanno portato all'odierna situazione, fermorestando che appare quantomeno surreale che la gestione della risorsa idrica sia affidata a privati che fanno (in quanto nominati e controllati) quello che decide la politica delle amministrazioni componenti l'ATO e non dall'ATO stesso. Un qualcosa che porta a pensare che la Sasi alla fine sia solamente un modo che la politica ha di far affari con l'acqua sfuggendo alla rete dei controlli sui bilanci pubblici.

Comunque, a prescindere dal fatto che siano addentro alle amministrazioni pubbliche o dirigenti della società, responsabili di disservizi vanno comunque individuati; se gli accordi tra società di gestione ed amministrazioni riguardo responsabilità ed investimenti non sono chiari, vanno chiariti, riscritti. Chi sbaglia deve prendersi le sue responsabilità e lasciar il suo posto.

Mi sento oltretutto di contestare la proposta di un Commissario unico. A mio avviso sarebbe necessaria una commissione mista composta da tecnici, ingegneri, cittadini ed amministratori che valutino nello specifico l'operato della Sasi, vigilino costantemente su di esso e producano un flusso d'informazione costante all'utente, oltre che divenire un punto di riferimento permanente per tutte le realtà presenti nel nostro ambito territoriale.
Il commissario unico invece tenderebbe a prender decisioni in maniera autonoma e si rischierebbe di ripetere ciò che è accaduto con i manager della varie Asl sino ad ora: decisioni prese senza tener conto dei cittadini con interruzione del flusso d'informazioni ed ampi sospetti di scelte influenzate da ben'altri interessi.

Naturalmente, questo, se si vuol lasciare tutto com'è e se non si vuole ancora comprendere che l'acqua deve tornare al cittadino e quindi al diretto controllo delle amministrazioni che al cittadino devono per forza di cose rispondere del loro operato. E' un bene di tutti che non può e non deve essere amministrato in funzione di logiche di potere e/o convenienze economiche private.

In ultima battuta mi sento di aggiungere che visto il dirottamento di finanziamenti altrove, causa principale dei disagi che viviamo, sarebbe opportuno rivedere un rimborso anche riguardo agli aumenti, a questo punto ingiustificati, degli anni scorsi in relazione alla nostra zona.
Se gli aumenti servono ad investire in politiche di approvigionamento e risparmio dell'acqua (con riparazione e/o sostituzione di tubature ad esempio) possono aver un loro perché. In questo caso, la Sasi, più che pretendere aumenti, dovrebbe pagare i danni a quelle zone non interessate da interventi vitali e che si sono ritrovate, da qualche anno, in condizioni progressivamente sempre più drammatiche.
Consiglio caldamente di aggiungere sul tavolo della trattativa dei rimborsi anche questo punto aggiuntivo dunque.

Noi, su questo sito, continueremo a trattare la questione e ci auguriamo che su questo tema l'amministrazione continui, come ha iniziato a fare, a tener informato il cittadino e valuti l'opportunità di organizzare un confronto sui progetti esistenti (come quelli di cui si chiede attuazione), sulle problematiche della nostra rete idrica, chiarimenti sull'utilizzo industriale dell'acqua, sensibilizzazione sul tema del risparmio idrico e lavoro partecipato a nuove soluzioni per migliorare, attraverso il confronto con le idee dei cittadini, le politiche idriche.

L'acqua è l'oro del terzo millennio. La sua gestione necessita di una programmazione e di investimenti pluriennali. Sono certo che questo genere di iniziative che si fondano sulla partecipazione del cittadino, verranno prese in considerazione dall'amministrazione. Anche perché la crescente spinta dal basso che si riesce a percepire nitidamente nel settore più attento ed impegnato della nostra comunità, comporta un quasi obbligato percorso in questa direzione.

Berlusconi non ha soldi per detassare le tredicesime!

Grazie: ha speso 6 miliardi per finanziarsi la campagna elettorale!

scritto da Angelo Primavera

"Volevo detassare le buste paga ma non ci sono i fondi. Faremo con il bonus".
(Silvio Berlusconi)

Il povero Cavaliere è rimasto senza soldi, o meglio, avverte che gli italiani sono rimasti senza soldi, perchè a lui certo quelli non mancano.

"Non c'è margine" per detassare le tredicesime e nel provvedimento per l'università, seppur qualche lieve miglioramento (i tagli, seppur con un criterio criticabile, non sono più indiscriminati come prima) ha confermato che l'Italia non investirà nulla sulla formazione.

La peggior politica anticrisi possibile. Non si aumentano le pensioni, i salari restano inalterati nella loro tassazione e non si investe nella formazione vera e nella ricerca. Questa crisi, coaudiuvata dalla crescita che comunque continua nei nuovi paesi emergenti, segnerà di questo passo il tracollo definitivo della nostra economia.

Se nel mondo "la base" popolare è incazzata, perché l'elite finanziaria e bancaria ha ridotto in miseria tutto l'occidente, in Italia dovremmo esser incazzati due volte (e non dico siamo, solo perchè le tv, a parte Anno Zero, si guardano bene dal far notare alcuni particolari).
Perché qui non solo stiamo pagando pesantemente decenni di demolizione del lavoro, dell'economia, di un "favoreggiamento" e quasi un'istigazione all'evasione fiscale che solo le brevi parentesi Prodiane hanno tentato di arginare, ma stiamo soprattutto pagando la campagna elettorale di Silvio Berlusconi.

Berlusconi oggi dice che non ci sono i fondi, dopo aver tagliato scuola ed università, dopo aver tagliato i fondi per lo Stato sociale (il libro verde del wellfare ha un solo messaggio chiaro: siete in difficoltà? arrangiatevi!) e quelli per le forze dell'ordine.
Berlusconi oggi dice che non ci sono i fondi perché circa 6 miliardi di euro sono serviti a pagare la sua campagna elettorale.

L'abolizione dell'ICI per tutto quel ceto che l'ICI neanche l'avvertiva come tassa ha prodotto una mancata entrata di circa 3 miliardi che sommati ai 3 miliardi circa di costo della Bad Company (una compagnia fittizia statale che in pratica ha rilevato tutti i debiti e sostiene il peso delle casse integrazioni) necessaria a regalare Alitalia ai suoi "amici" imprenditori i quali, oltretutto, finiranno per cederla, progressivamente, ad Air France. Su Alitalia, facendo un paragone con "il regime" di Prodi, gli Italiani hanno perso 3 miliardi (nell'accordo di Prodi Air France avrebbe rilevato anche i debiti) e circa 7.000 posti di lavoro (gli esuberi del precedente accordo si limitavano a 2.000).

La politica di spot del PDL ha reso impotente la macchina statale dinanzi a questa crisi. Un presidente serio, quantomeno reintrodurrebbe l'ICI alle fasce di reddito più alte, recuperando parte del bottino scippato allo Stato per finanziare il suo "72%" di consensi nei sondaggi.
Non sarebbe risolutiva come soluzione, intendiamoci, ma sarebbe qualcosa in più da ridistribuire nell'economia per cercare non dico di annullare il precipitare della domanda, ma quantomeno di arginarne gli effetti.

Invece il governo, piuttosto che far dietrofront su determinati provvedimenti che in un sol colpo, mutilano le gambe del paese (ICI e Bad Company) e lo castrano (taglio di scuola e ricerca) pensa a come bloccare l'unica fonte di informazione televisiva che diffonde questo genere di dati. Anno Zero, a quanto pare, ha i giorni contati, stando ai ricorsi presentati dai parlamentari PDL. Forse perché si è permessa di dire quello che un po' tutti i lavoratori sani di mente immaginavano, ovvero che a fronte di un aumento minimo d'entrata (37 euro di media mensile) la detassazione degli straordinari, altro cavallo di battaglia in campagna elettorale, ha provocato diverse migliaia di posti di lavoro in meno?

Per chiudere una curiosità. Nella bozza del decreto anti-crisi c'è anche l'introduzione della "Pornotax", una tassa che colpirà con un'addizionale del 25% sull'irpef il mercato del porno ed andrà a colpire anche le televisioni a pagamento che trasmettono materiale a luci rosse. Tra le lamentele (naturalmente poco pubblicizzate) c'è anche quella di Mediaset che sostiene ingiusto che si possa colpire un mercato televisivo su cui sta investendo. Ciò che mi chiedo è se quando dice questo si riferisce a film pornografici veri e propri a pagamento su premium, o se si riferisce alla quotidiana sodomia che come cittadini subiamo ad opera del suo "patron" e che seguiamo come inermi spettatori dai canali mediaset in chiaro quotidianamente.

Invalidi civili: la categoria dimenticata

In tutte le proposte "anti-crisi" vengono dimenticati oggi come in passato.

scritto da Angelo Primavera

Quando si parla di pensionati e pensioni in questo paese si pensa e si agisce sempre sugli anziani (a volte neanche troppo anziani). C'è un'altra categoria però di pensioni che non beneficia mai di aumenti: quella degli invalidi civili. Gli invalidi civili sono fuori da quella categoria di pensioni che sono state portate ad un minimo di 516,00 euro.

Lo so, in questo caso mi trovo in palese conflitto d'interesse, dato che mia madre è invalida civile e che con me in genere senza un lavoro fisso, rappresenta l'unica entrata certa mensile in famiglia. Ma prenso la nostra storia e soprattutto la sua condizione, siano indicative di una categoria completamente dimenticata da tutti.

Mia madre ha un'invalidità del 75%, è senza diploma e questi due dati, aggiunti ad un'età di 49 anni, praticamente la tagliano completamente fuori dal mercato del lavoro. Persino le agenzie, nel vedere questi dati, seppur non detto in maniera esplicita, fanno comprendere che è impossibile da posizionare nel mondo del lavoro.

Ora, seppur ponessimo l'eventualità che io trovassi un lavoro stabile e/o mi facessi una famiglia mia, mia madre sapete quanto prende di pensione al mese? 235 EURO!!!

le amministrazioni pubbliche, a parte che con aiuti una tantum per conguagli spropositati, non possono far nulla. In tv sto guardando Anno Zero e vedo tanta gente in difficoltà con stipendi mensili superiori a 1000 euro. Io penso a mia madre, penso al suo presente ed al suo futuro. Penso che 235 euro al mese in genere non ci fai neanche la spesa per due settimane; penso a quante persone vivono in Italia nella sua stessa condizione.

Il governo pensa alle social card ed ai bonus. La prima è un pagliativo da 1,3 euro al giorno. Mia madre vive e dovrebbe vivere con 7,8 euro al giorno, che con la social card diventano 9. Metteteci le bollette (perché la casa popolare quantomento riduce a poche decine di euro l'affitto) e pensate a quanto le resta per mangiare ogni giorno (ovviamente i vestiti non li compra da anni!).

Io cerco di destreggiarmi, mio padre (i miei sono separati) da una mano come e quando può. Si può arrivare ad una media di 500 euro (tra mesi di lavoro miei, aiuti di mio padre ed una tantum dai servizi sociali).

Se io non dovessi più trovar lavoro; se mio padre dovesse chiudere il negozio, come vivrebbe lei? Questa è la situazione che vivo quotidianamente, il pensiero che mi assilla. Ed ora mi chiedo, sebbene anche questo bonus, pure al massimo di 1000 euro, proterebbe il bilancio medio giornaliero annuale a 12 euro, toccherà anche mia madre, o come spesso avviene quando si parla di pensioni, gli invalidi civili saranno esclusi dal bonus e/o dagli eventuali aumenti? Il Governo sa che in Italia esiste anche questa categoria?

Mia madre, come altri invalidi civili, può compiere solo lavori semplici ed in ambienti protetti. Non vorrebbe la beneficenza di un governo perché nonostante tutto ha una sua dignità: vorrebbe un lavoro. E' difficile per me spiegarle che se persino io non vengo chiamato dalle agenzie, lei non ha proprio speranze. Non avendo speranze dovrebbe essere tutelata dallo Stato per questo motivo, ma lei, come tanti altri invalidi civili e come altre categorie, è dimenticata.

La social card...o carta avanzi per i poveri!

Le logiche lobbistiche del Governo coperte dall'ennesimo spot populista.

scritto da Angelo Primavera

Su Guardiagrelesociale.it oggi si discute della social card, la misura "caritatevole" del governo per identificare i poveracci alla cassa del supermercato.
Una misura penosa, un modo inumano di affrontare il problema povertà, che fa il palio (anche se in apparenza contrasta) con una politica volta a garantire tutt'altri interessi.

L'economia di mercato è fatta di cicli, di onde. Si sale e si scende. Lo Stato ha una funzione importante, ovvero quella di trattenere risorse quando la curva è in ascesa (crescita economica) e ridistribuirle attraverso salari e stato sociale quando è in discesa (depressione-recessione economica).

Di fatto al momento ciò che servirebbe maggiormente è un intervento dello Stato che attraverso la pubblica amministrazione e le aziende pubbliche ed attraverso l'aumento dei salari (magari favorito da una detassazione degli stessi), garantisse il maggior numero di lavoratori possibili, cosicchè questi possano evitare il crollo verticale della domanda. Si distribuisce alla base lavorativa affinché essa consumi i prodotti delle imprese salvandole dal fallimento. Una politica logica se si volesse garantire la piccola e media impresa italiana nel nostro Paese.

Ma questo governo non è miope: finge d'esser tale. Di fatto l'Italia, negli ultimi anni ha guadagnato enormi fette di mercato nel campo delle esportazioni. Questo è dovuto all'apertura dei mercati asiatici, alla crescita delle nuove potenze emergenti di Cina ed India oltre che agli esponenziali aumenti di fatturati nel mercato delle armi che silenziosamente dipinge una corsa all'armamento massiccia in tutto il mondo.

Gli interessi dell'èlite di Confindustria, reale cervello delle politiche economiche del Governo, non guardano allo stagnante mercato interno. Si comprende anche dall'uso sempre più massiccio di mano d'opera precaria che è di fatto il modo migliore per scoraggiare i consumi. Gli interessi dei grandi gruppi italiani ed europei mirano a Cina ed India, alla grande quantità di nuovi ricchi pronti a spendere grandi somme per aggiudicarsi un originale Made in Italy (spesso prodotto in gran parte nei loro paesi però!).
La globalizzazione ha diviso il mercato: in Oriente si sta concentrando il reparto produttivo, sfruttando le condizioni di semischiavitù o schiavitù garantite da una cultura democratica che non ha mai attecchito nella base lavoratrice. In più da quelle parti si produce tutta la merce a basso costo (e spesso bassa qualità e sicurezza) destinata ai mercati occidentali mentre in occidente si producono, o in molti casi si assemblano e basta, i prodotti da vendere al mercato asiatico.

E questa ricostruzione, nelle logiche economiche, non è mia, ma di Tremonti!

Se andiamo ad analizzare alla luce di questo semplice ragionamento gli interventi che il governo deve fare per tutelare la sua élite scopriamo che l'unica cosa importante è quella di rimettere in moto le banche, necessarie alle grandi imprese per far funzionare questo meccanismo. Ed è tutto ciò che il governo, anzi i governi, si stanno preoccupando di fare.

Pensate alla popolazione italiana e moltiplicatela almeno per due o per tre; quello è il mercato di èlite cinese che le grandi aziende occidentali ambiscono a spartirsi. Se voi foste di quell'èlite, veramente barattereste gli utili che potreste fare li, con gli spiccioli ricavabili dall'aumento dei saliari qui?

Spero di avervi fatto comprendere quali logiche si celano dietro ad interventi ridicoli ed a tratti offensivi come la Social Card. Vi invito inoltre a non postare commenti su relativi allo specifico della social card qui, ma a visitare guardiagrelesociale.it ed alimentare la discussione proposta dall'assessore Dal Pozzo, a leggere attentamente le sue considerazioni perché meritano una riflessione. Qui vi invito a commentare su tutto il resto.

Vergogna Chiodi!!!

Lo spot PDL è un'oltraggio ai giovani!

scritto da Angelo Primavera

Io, purtroppo, non ho potuto vedere quando è uscito lo spot di Chiodi in cui prometteva selezioni (da gennaio, ovviamente dopo le elezioni!) e possibilità di lavoro a quei giovani che si fossero recati ai gazebo o presso i comitati PDL. Se l'avessi visto in tempo reale mi sarei precipitato al gazebo più vicino...ma con un lanciafiamme!
Una delle pagine più disgustose della pur disgustosa storia PDL-Forza Italia. Un voto di scambio senza pudore da ottenere facendo leva sulla tragedia della disoccupazione giovanile abruzzese. Una porcata che meriterebbe tutta una serie di insulti che per ovvie ragioni legali molti, me compreso, preferiscono risparmiarsi. Per i giovani con un minimo di buonsenso è un oltraggio tremendo, un ricatto che meriterebbe una risposta adeguata che purtroppo, proprio a causa di quel buonsenso, non viene data. E' così che il centro-destra risolve i problemi dell'Abruzzo? Altro che merito! Clientelismo totale, voto di scambio. La magistratura faccia il suo dovere!!!

Chiodi si è difeso malamente. Ha affermato che quello spot è partito per errore, che era stato giudicato sconveniente e quindi scartato. Ma la sola idea che in seno al PDL sia stato pensato e che lui l'abbia "registrato", mostra che razza di gente senza il minimo scrupolo abiti nel centro-destra abruzzese.

Dopo i ritardi e le irregolarità di forma nella presentazione delle liste, giunge questo schifo che aggiunto al rinvio a giudizio (udienza il 27 novembre!) nell'ambito del processo sul crollo della discarica teramana, fanno venir fuori un profilo agghiacciante del candidato PDL alla presidenza della Regione.

Io non vado oltre, ma penso che questo esempio di clientelismo di massa, questo marketing delle speranze in un paese dei sogni infranti come il nostro, siano segnali inequivocabili del fatto che Chiodi ed il centro-destra abruzzese in generale, non sono esattamente il cambiamento di cui abbiamo bisogno...ammesso che non si voglia cambiare in peggio!

Aggiornamento: Ho trovato lo spot disgustoso attraverso il blog di Di Pietro, ma siccome è in un video di propaganda elettorale non lo posto in alto come al solito.

 

 

Rifiuti e differenziata: Fara S.Martino vola, Rapino decolla...

GUARDIAGRELE???

scritto da Angelo Primavera

Spulciando la rete mi sono imbattuto, dopo un bel po' di tempo in qualcosaincomune.it, il giornale, se così può esser definito, del comune di Rapino. Avevo problemi a visualizzarlo con Mozilla, tant'è che credevo fosse svanito nel nulla. Meno male che non è così e rispolverando il vecchio explorer ho potuto godere della veste, nuova, dell'organo d'informazione (???) di Micucci.

La home è indicativa. Abbiamo un pezzo (uno spot elettorale per Tavani ovviamente) riguardo il premio che prenderà il comune di Fara S.Martino come comune più riciclone del centro-Italia e terzo su base nazionale nella categoria dei comuni sotto i 10.000 abitanti, con una percentuale di differenziata del 76%. Peccato solo che, malgrado la cerimonia si sia celebrata il 22 novembre, questi dati erano già noti da tempo e che quindi riportarli aveva senso come dire che ponendo un tegame riempito di acqua sopra una fonte di calore sufficiente, l'acqua si scalda sino addirittura a giungere ad ebollizione. Qualcosaincomune ha dunque scoperto l'acqua calda e siamo contenti per loro, anche perché sono avanti a noi, dato che dalle nostre parti solo da pochi giorni abbiamo riscoperto quella fredda!

Ma a parte lo sfrontato malcostume di spacciare per giornale un qualcosa che non parla mai di problemi (i giovani di Rapino evidentemente non ne hanno!), ne di informazione su determinati temi così a cuore al Primo cittadino di Rapino (vedi proposta di legge d'iniziativa popolare, talmente popolare da esser irreperibile! Aggiornamenti sullo stato della struttura ospedaliera ecc.ecc.ecc.), ma solo dei successi propri, di amici, o sagre ed iniziative dell'amministrazione stessa, ho notato che quantomeno è complicato, per non dire impossibile, reperire i miei vecchi articoli della mia ormai dimenticata rubrica su quel giornale.

Ero curioso di rileggerli, per riscoprire tutta la mia ingenuità di quel periodo riguardo alcuni aspetti della vicenda ospedaliera e come mia abitudine, sottolineare gli errori, in cosa ho cambiato opinione, perchè l'ho fatto ed in cos'altro invece la penso allo stesso modo. Ma, salvo punti d'accesso che non ho trovato, i miei articoli non ci sono più. Peccato. Mi toccherà copiarli e postarli qui da qualche parte.

A parte tutto questo, che comunque non è per far polemica, ma solamente per divertirmi, di tanto in tanto con personaggi che alle volte si prendono troppo sul serio (Micucci, Tavani, Caramanico ecc.ecc.ecc.), dato che Fara S.Martino ha raggiunto tali livelli di efficenza, sarebbe bello sapere a che livelli siamo arrivati noi. Sarebbe bello che l'amministrazione informasse il cittadino sugli sviluppi della politica, a mio avviso abbastanza blanda, riguardo la raccolta differenziata a Guardiagrele, sui risultati derivanti dagli sforzi di chi ci sta mettendo buona volontà e sulle politiche presenti e future riguardo la gestione dei rifiuti.

Uno dei tanti dubbi che ho e che a parte un pezzo (senza seguito) su guardiagrelesociale.it, rimangono li, in attesa che mi metta l'impermeabile, imbocchi la pipa e con tanto di lente inizi a cercar indizi anche su questo punto.

L'acqua è tornata...e noi torniamo a parlarne!

Nessuna news dall'amministrazione sul problema, mentre il Governo l'ha già "venduta"!

scritto da Angelo Primavera

Ora che è tornata, romperemo le balle con l'acqua fino a quando non ricominceranno a toglierla. L'amministrazione continua a tacere (salvo lettera del Sindaco della quale i cittadini aspettano ancora notifica di risposta riguardo il conteggio di aria al posto di acqua), mentre la situazione è seria, grave, per non dire gravissima.

I cittadini non sanno cos'è la Sasi, non sanno da chi è nominato il cda della Sasi. Il cda della Sasi è nominato dalla politica, ma se si chiede alla politica perché manca acqua, perché le tubature fallate non vengono riparate, perché non si portano avanti importanti lavori di messa in rete che garantirebbero di ridistribuire l'acqua equamente nelle varie zone senza creare questa realtà di oasi con acqua h24 e zone da terzo mondo, nessuno da una risposta.

I soldi delle bollette dove finiscono? Paghiamo acqua, paghiamo aria, insomma, paghiamo: ma chi intasca e che fa con quei soldi? Diteci dove reperire i bilanci Sasi, dove reperire le informazioni sugli investimenti, dove andare a cercare i progetti per risolvere un problema che non può esser più rimandato, se non vogliamo rischiare la fila alle poche fontane funzionanti per gran parte del 2009!

In più, oggi ne parla anche Grillo (c'è arrivato tardino!) ma è stato aperto l'accesso per legge alle multinazionali riguardo il controllo dell'acqua. Il 5 agosto, mentre noi eravamo li a bestemmiare perché non c'era acqua per farsi una doccia, il Governo Berlusconi ha approvato una legge che di fatto liberalizza il mercato del rubinetto secondo logiche di mercato, ovvero senza più vincoli.

Noi già oggi abbiamo i nostri problemi con la Sasi, che è un misto pubblico-privato. Immaginate di aver come gestore la Nestlè, o la Coca Cola! Molti saranno felici: avranno acqua di marca che vien giù dai rubinetti.

Credo sia il caso di discutere di questo e di molto altro, dei problemi che già abbiamo e di quelli che potremmo avere. Nell'attesa vi riporto la realtà di Aprilia.

"Aprilia, in provincia di Latina. Nel 2005 Acqualatina, (in mano, col 46,5% delle azioni, alla multinazionale Veolia) decide di aumentare le bollette del 300%.
4.000 famiglie iniziano una protesta pacifica rifiutandosi di pagare l'acqua all'azienda privata e versando i soldi al Comune.
Ora, pare che Acqualatina abbia iniziato a mandare casa per casa vigilantes e carabinieri a staccare i contatori e chiudere i rubinetti.
“E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa." Fonte.

Svegliamoci prima che sia tardi!

Blog: la Levi-Prodi va in soffitta...ma è già pronta la proposta "Cassinelli"

Ad una prima analisi, già suscita molte perplessità.

scritto da Angelo Primavera

L'ammazzablogger va in soffitta, in discarica, negli inceneritori. Così potrebbe sembrare ascoltando il prode Cassinelli, esponente PDL che nel criticare definendo "liberticida" la proposta Levi-Prodi, ne ricicla l'evanescenza e la fumosità per porre le basi ad una nuova proposta di legge.

infatti, al solito, le dichiarazioni non coincidono con i fatti. Cassinelli parlava di non identificazione del prodotto editoriale (nella proposta di Levi) ed addirittura contesta la legge 62 del 2001 che in pratica rendeva prodotto editoriale qualsiasi sito internet. Insomma, finalmente qualcuno che vuol fare dei distinguo tra blog, prodotti personali per commento, riproposizione (a fini di spunto per riflessioni) di notizie già pubblicate, spazi in cui si esprimono opinioni anche politiche e ci si confronta, da un prodotto giornalistico? Neanche per sogno!

Il testo in pratica dice che è prodotto editoriale qualunque sito che tratti dei suddetti argomenti dal quale il proprietario tragga profitto.

Facile pensare a Beppe Grillo come destinatario di una legge ad personam in senso contrario a quello a cui il PDL ci ha abituati. Ma in questa proposta, che speriamo qualcuno si degni di integrare (qualora la si voglia fare a tutti i costi) con un emendamento, manca una definizione precisa di "profitto".

Di fatto ad esempio il nostro blog non offre spazi pubblicitari e non intasca neanche un centesimo. E' stata una scelta etica, in quanto non pensiamo che su spazi del genere bisogna lucrare, perché le idee devono circolare libere e gratuite senza secondi fini. Eppure anche noi rischieremmo di rientrare in questo limite in quanto potremmo trarne, comunque, un "profitto d'immagine" come gruppo e/o come singoli. In pratica potremmo avere qualche ascoltatore in più alle nostre serate che consumando una birra, ci permetterebbe di strappare qualche euro oltre alla consueta "beneficenza" (fondo benzina in genere) che percepiamo (neanche sempre!).

Anche le specifiche di ciò che "non è prodotto editoriale lascia abbastanza nel dubbio. in pratica:

"Sono in ogni caso esclusi dagli obblighi previsti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, i prodotti editoriali pubblicati sulla rete internet che abbiano quale scopo unico: a) la pubblicazione o la diffusione di idee ed opinioni proprie e personali; b) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni relative alla propria natura ed alla propria attività di società, associazione, circolo, fondazione o partito politico; c) la pubblicizzazione, da parte dell'autore o gestore, della propria attività di istituzione, ente pubblico o persona che ricopra cariche in tale ambito; d) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni autobiografiche, personali o che comunque riguardino la propria attività personale, professionale, politica o pubblica; e) l'aggregazione, in forma automatica, di notizie ed informazioni contenute in altre pagine; f) la creazione di momenti di discussione e dibattito su temi specifici; g) l'aggregazione di utenti terzi in una comunità virtuale".

Cosa significa quel "in forma automatica" vorremmo saperlo. Si pensa a link verso giornali, ma potrebbe essere una limitazione importante: tutto ciò che non è espresso come informazione da una testata, rischia di esser discriminante. In più il legislatore sta ben attento a sottolineare gli aspetti politici ed amministrativi, nonché imprenditoriali. L'unica "nota stonata", che potrebbe rappresentare una via d'uscita comoda, è l'associazionismo.

In sostanza comunque, tutti potrebbero essere esclusi e tutti potrebbero rientrarvi. Sta a discrezione del singolo (giudice in caso di querele e/o denunce) stabilire chi o cosa è o non è prodotto editoriale "limitato" sulla rete. A supporto dell'uomo togato a quel punto giunge la clausola riguardo al profitto di cui parlavamo prima ed il gioco è fatto. Esclusi i blog dei politici e quelli dei singoli cittadini che non svolgono alcun tipo di attività che possa beneficiare dall'aumento della visibilità legata al blog o al sito che gestisce, gli altri potrebbero dover esser soggetti a registrazione come testate vere e proprie.

L'articolo di Punto informatico è prudente su questa proposta. Attende di intervistare il firmatario per comprenderne bene aspetti che restano molto dubbi. Certo è che visto che in Italia sempre più gente abbandona tv e giornali informandosi sul web e sempre più il web rappresenta l'unico veicolo per informazioni ed opinioni censurate dal regime, ho i miei forti dubbi che seppure questa legge sia stata impostata da un ingenuo esponente PDL con le migliori intenzioni, possa giungere realmente libertaria a compimento.

Oltretutto, c'è sempre da porsi una domanda: dato che il reato di diffamazione esite ed è applicabile ad ogni tipo di comunicazione, risulta alquanto assurdo legiferare a propostio; a quale pro una legge che stabilisce cosa è un prodotto editoriale in rete?

Comunque, qualsiasi cosa decidano, adesso o in futuro, se dovremo esser fuorlegge lo saremo. Le nostre opinioni ed idee non si toccano e se avremo informazioni di "prima mano" non ci faremo problemi a diffonderle. Non cesseremo di proporre stoccate degne del miglior Cyrano a potenti, prepotenti e furbi.

Presidenza della Commissione di vigilanza RAI

Il governo corrompe politicamente per mantenere il controllo sull'organo di propaganda di Stato.

scritto da Angelo Primavera

 

Quello che è accaduto riguardo la scelta del presidente della commissione di vigilanza sulla Rai è indicativo di un regime dittatoriale. C'è ben poco da far obiezioni. La scelta spettava all'opposizione per "tradizione democratica" e la maggioranza doveva solamente prenderne atto.

Ma il controllo sui media è fondamentale al mantenimento dello stato di incoscienza dei cittadini italiani. Immaginate una Rai libera (nelle redazioni non dirette da soggetti servili a prescindere quali Riotta e Vespa) di informare il cittadino, di proporre programmi che non rischiano di incorrere in censure quando vanno a render pubblici i magheggi scellerati del governo.

Ogni dittatura fonda prevalentemente il suo potere su tre cose. La forza, che dimostra con azioni volte ad impressionare il cittadino e ad indurlo a desistere da qualsiasi forma di dissidenza nei confronti della politica adottata dal governo; la formazione, ovvero il controllo dell'istruzione, attraverso il quale ottenere un progressivo annientamento delle capacità critiche, mediante il revisionismo storico progressivo, frutto del controllo privato ed elitiario dell'offerta educativa; l'informazione, che sotto regime diviene puro strumento di propaganda governativa atta ad individuare nemici, ad esaltare la figura di chi governa, a frantumare in pezzi minuscoli ogni possibile blocco d'opposizione.

Questa è l'Italia di oggi. Il veto su Orlando è di fatto il negare ogni eventualità di uscire da questo incubo; le restrizioni alla rete sono il secondo passo verso un qualcosa che forse neanche il governo Cinese riesce oggi a fare.
Presto l'unico modo di fare e ricevere informazione vera sarà infrangere la legge, compiere atti di pirateria informatica. L'informazione sta per diventare reato. Intercettazini ed atti giudiziari, accuse, processi, siti nucleari, militari, discariche tossiche, termovalorizzatori...tutto sarà segretato e/o nascosto agli occhi dei cittadini. Questa sarà a breve, se rimarremo con le mani in mano, l'Italia che vivremo.

Ascolta "Lettera dal Futuro" sul My Space de "I Menestrelli di Graelion"!

Alfano crea il diversivo e D'Alema passa inosservato.

La Boiata del guardasigilli fa passare in secondo piano il no del Parlamento Europeo sull'autorizzazione a procedere per D'Alema.

scritto da Angelo Primavera

La controfigura del premier, una delle tante, quella più alta, sistemata alla Giustizia con l'espressione intelligente quanto quella di un pupazzo dei Muppets; quella per inteso messa li a far da prestanome a Lodi incostituzionali (se il principio di uguaglianza dinanzi alla legge è costituzionale come sembra leggendo l'art.3) se ne è uscita con una tale boiata che la sua stessa maggioranza sta raccogliendo saliva da utilizzare al momento opportuno quando lo incontra.

Alfano, durante la campagna mediatica pluriennale basata sullo spulciare tutte le agenzie e pescare reati violenti da parte di immigrati ed ultras, era forse troppo impegnato a trovarsi casualmente ed a sua insaputa a matrimoni di mafia, per accorgersi che il centro-destra il suo consenso l'ha ottenuto sulla promessa di manette e manganello. Ora, dopo che il manganello fa il suo dovere liberamente, lui sbadatamente presenta un disegno di legge che elimina completamente anche solo l'ipotesi delle manette per tutti i reati sotto i quattro anni.

Il problema ovviamente non è che tutti pensano sia una follia più che mai unica, un modo differente di riproporre quello stesso indulto che pur votato da quasi tutti, da quasi tutti è stato disconosciuto. Il problema è che Angelino Alfano ha pensato ed ha proposto.
La Russa e Maroni sono insorti. Loro avevano avuto precise garanzie dal Cavaliere che Alfano fosse incapace di gesti così arditi quali pensare (chiamiamolo pensare!) e proporre.

La controfigura più secca ed alta del premier, che in matematica deve aver stracciato il mio record del voto più basso mai preso (0,5!!!), dato che ha raccontato la favola dei milioni di Italiani intercettati telefonicamente, di costi per le intercettazioni pari ad un terzo (se non di più, ora non ricordo bene) del bilancio della giustizia, quando le intercettazioni erano poche migliaia ed i costi decisamente risibili a fronte dell'utilità dello strumento, non si deve esser fatto il conto delle migliaia (forse milioni) di soggetti che neanche andrebbero in giudizio grazie ad un simile obrobrio.

Si è difeso aggiungendo un'altra balla, dicendo che aveva ripreso una proposta dell'IdV. Si sa, è sempre colpa di Di Pietro, roba da rivisitare il noto brano di Vasco Rossi, "Colpa d'Alfredo!". La porcata la propone il centro destra? Alla fine la colpa è di Di Pietro che strumentalizza; la propone Veltroni? Alla fine è colpa di Di Pietro che fa opposizione all'ombra dell'opposizione. Comunque, per la cronaca, Di Pietro ha precisato una differenza sottile quanto Platinette: la proposta dell'Idv era per quei reati con sentenza definitiva della cassazione e si limitava a 3 anni. La proposta del prestanome che non si sa quanto a nome proprio l'ha sparata grossa, è applicabile a chiunque sia accusato per reati fino a 4 anni. In pratica non si farebbe più il processo.

Lo so cosa state pensando. L'ho pensato anch'io: andiamo a vedere la lista di quelli che rischiano fino a quattro anni di carcere (che tra patteggiamenti, attenuanti generiche, varie ed eventuali, in pratica racchiudono una gran parte dei reati finanziari).
Ad ogni modo, per adesso, l'unica opposizione al governo (Kriptonite Di Pietro a parte), ovvero il governo stesso (si ricordi Tremonti sul decreto sava bancarottieri) ha bloccato il tutto.

Nel frattempo il parlamento europeo, sede delle speranze italiane di processare qualcuno dei nostri ormai sempre più disonorevoli intoccabili, su intesa guidata dai capogruppo di ogni schieramento italiano (compresi quelli della sinistra radicale, con esclusione di qualche fumatore di Marjuana come Pannella che deve aver confuso i tasti e di qualche altro che a fine mandato non ha ancora capito bene a che serve quel parlamento pagato per non legiferare, ma solo per consigliare) ha votato contro l'autorizzazione a procedere per il reato d'agiotaggio ipotizzato per Massimo D'Alema a seguito dell'intercettazione con Consorte nella quale, nel mezzo di una scalata ritenuta illegale dai PM ovvero quella Unipol, in pratica diceva d'aver fatto la sua parte. Poi nel frattempo hanno anche traferito la Forleo, ormai dipinta come una pazza per il solo aver chiesto di poter indagare il baffuto bicamerale, bipartizan ma più dalla parte di chi governa, del PD, quindi tutti avranno pensato che non avrebbe avuto senso dato che chi ha fatto la richiesta è stato trasferito su ordine del Csm che ne aveva sentenziato incapacità ed incompatibilità prima ancora di vedere le carte.

Ecco: questi sono spaccati quotidiani che dovrebbero far drizzare i capelli. Eppure la cosa più tremenda è che ormai, nel leggere di queste vergogne, l'unico sentimento che prevale è la noia. La noia di veder un paese in cui si ripete in eterno sempre lo stesso copione: da un lato si sparano cazzate, mentre dall'altro si insabbiano indagini serie, il tutto con il beneplacido di una popolazione ben anestetizzata da televisioni abusive (rete 4 comunque oggi e se non fosse per San Bettino ai tempi della Prima Repubblica, tutta Mediaset), giornali che sanno essere "Wach Dog" come il mio bastardino, che abbaia solo quando il ladro suona alla porta (insomma quando non si tratta di un ladro), artisti e gran parte del mondo intellettuale, troppo impegnati a parlar d'altro.

Lo specchio di un paese che ha venduto l'anima al digitale terrestre ed affittato il sedere, con concessione ormai ventennale, ad uso e consumo (sodomita) del Cavaliere che quel già obsoleto sistema l'ha incentivato con i soldi pubblici per inventarsi una legge con la quale salvare il suo gruppo ed attraverso premium, perché no, guadagnarci ancor di più. Una volta dicevano nel mondo che gli italiani sono "furbi". Ora cosa dicono di noi meglio non ripeterlo per non turbare l'animo di chi è troppo suscettibile.

Ospedale di Guardiagrele: i tagli di Geriatria e Day Surgery erano inutili

In una risposta di Franco Caramanico il dubbio di trovarsi veramente dinanzi ad un Manager senza controllo.

scritto da Angelo Primavera

il trasferimento della Day surgery e della clinica geriatrica non avrebbe portato ad una riduzione di costi sigificativa per la asl di Chieti.
(Franco Caramanico)

Questa la risposta di Franco Caramanico al mio interrogativo riguardo il salvataggio dei due reparti che ha richiesto un Consiglio Comunale straordinario, un documento congiunto tra maggioranza ed opposizione, e l'incontro all'Auditorium in settembre in cui venivano dipinti i tagli come un risultato dei tetti di spesa per il personale imposti dal piano di rientro ed aggravati dalle politiche di Conga. Insomma, il manager costretto a tagliare a malincuore per necessità? Tutto falso!

Una risposta che mi lascia di sasso. Il Day Surgery e la Clinica Geriatrica, che sono punti fondamentali del riassetto ospedaliero guardiese secondo il Piano Sanitario Regionale, stavano per esser tagliati per una riduzione di costi non significativa, che in altre parole, si traduce in inutile ai fini dei problemi del bilancio della Asl di Chieti.

Ma se ciò è vero, e deve esserlo dato che la fonte non è il centro-destra che sino ad ora ha inzuppato pesantemente il suo biscotto da 1 miliardo e 760 milioni di debito nella tazza della speculazione sulle sorti del SS Immacolata, COME DIAVOLO E' VENUTO IN MENTE A MARESCA DI PROVARE A TAGLIARE QUEI DUE REPARTI?!?

Perde sempre più corpo a mio avviso la tesi del "parrucchiere pazzo", che sforbicia a casaccio nella speranza e/o nell'illusione di far uscire qualche buon taglio. Inizia a prendere piede invece quella del "parrucchiere eccentrico", che vuol far credere d'esser pazzo, ma che sa bene il risultato di determinati tagli e di cosa causano.

Ho chiesto spiegazioni in un ulteriore commento ed invito anche chi passa di qui a far lo stesso. Penso che sia necessario chiarire una volta per tutte se esistono dei criteri secondo cui Maresca agisce, o se gli è stata data una tabella di numeri e gli è stato detto: "fa un po' quel c..zo che ti pare!".

In tutta onestà...non mi aspettavo tanta onestà! I tagli non erano necessari, non è stato preso alcun provvedimento alternativo. Il perché siano stati messi nero su bianco dal Manager Asl ce lo spiegherà (si spera) Caramanico sul blog...questo o sul suo non fa differenza. E se con due domande giungiamo a questo, mi pento di non avergli proposto un'intervista intera.

 

Meglio attendere le motivazioni della sentenza sul G8

Dal Passaparola di Travaglio una riflessione di buon senso ed una lezione di giornalismo.

scritto da Angelo Primavera

In questi giorni anche questo blog, e nello specifico il sottoscritto, sulla scia di articoli di giornale letti un po' ovunque è caduto nel commentare il dispositivo in cui si annunciavano la sentenze sulla Mattanza alla Diaz, prima che la sentenza con le realtive motivazioni venisse scritta. Non rimangio quanto detto li se non per il titolo che è errato e per le responsabilità date anzitempo alla magistratura su un avallo di simili metodi da parte delle forze dell'ordine, di chi le dirige e di chi dirige loro (politicamente parlando).

Perché questo mio dietrofront. Ascoltando oggi il Passaparola di Marco Travaglio (che nasce ed è il miglior cronista giudiziario della seconda repubblica), tutte le posizioni prese in merito a questa sentenza sino ad ora risultano essere speculari. Di fatto il dispositivo annunciato privato delle sue motivazioni, non dice altro che: per chi si sono trovate prove sufficienti per giungere ad una condanna (ai sensi delle leggi vigenti) ed a quanto ammonta la condanna; si dice solo che per altri c'è assoluzione, ma non il perché.

Travaglio riflette su questo punto in quanto si rifà ad una cosa che ricordo diceva anche Borsellino: "non è detto che chi è assolto sia onesto; significa solo che non ci sono prove sufficienti per condannarlo!". Nella sua riflessione fa tutto un ventaglio di possibili conclusioni che potrebbero essere assolutamente in controtendenza con i dispositivi emessi, i quali però si devono attenere ad un numero di prove necessarie per giungere ad una condanna. Di fatto i giudici potrebbero dire che i superiori non potevano non sapere, ma che non ci sono prove per stabilire quali di loro hanno dato ordini, avallato le azioni e/o depistato le indagini.

Quindi è il caso di limitarci, contrariamente a quanto fatto in passato, alla considerazione che le pene inflitte, per ora, son ben misera cosa e poi, uscite le motivazioni (entro tre mesi) commentare con cognizione di causa il giudizio e le conclusioni tratte dalla magistratura.

In tutto questo ragionamento mi sento di inserire una riflessione. Ci sta che io o altri in questi casi prendiamo l'abbaglio di saltare a conclusioni affrettate e ci sta anche il gioco delle speculazioni politiche imposte dai partiti. Ciò che è grave è che in questo teatrino, nessun giornalista di nessuna testata è intervenuto a riportare il buon senso con queste semplici constatazioni. Non ci sta perché per quanto una simile sentenza non viene a capo di quelli che anche a mio avviso siano i responsabili veri di ciò che accadde alla Diaz, per ora, non può essere neanche letta come l'avallo al macello che i giornali hanno lasciato percepire a chi sa, perché si è informato sui fatti, o perché ha vissuto quei giorni d'inferno, cosa accadde a Genova quella notte di Luglio del 2001.

PD Guardiese spaccato

Le parole di Palmerio mostrano una frangia dissidente ingenua, ma interessante.

scritto da Angelo Primavera

Un po' ingenuotta la frangia "dissidente" del PD guardiese, nell'attaccare il Sindaco Palmerio per le sue dichiarazioni a seguito dell'incontro con Ayala. Ingenuotta è, per chiarezza, l'immagine che da di se un circolo convinto che le parole di Palmerio, riferite ad una gran parte di Guardiagrele siano offensive.
In realtà, mi si consenta l'opinione, ma anche se non la consentite, come d'abitudine la riferisco comunque, questo paese è un'accozzaglia di interessi privati così come ha riferito il primo cittadino. Al limite, se proprio la si vuol criticare questa sua esternazione, la si critichi nell'ottica di un risultato dovuto a più di un decennio di politica autoreferenziale, che sia pur nelle limitazioni di legge, ha contribuito non poco a creare l'odierna realtà o quantomeno a facilitare il lavoro al processo di lobotomizzazione mediatico modello P2 che ora governa i sentimenti nazionali e nel nostro caso locali. Giusta invece la riflessione riguardo l'obbligo morale del Sindaco di evidenziare quelle realtà di persone (a mio avviso sono minoranze) che non rispondo a queste logiche e che si impegnano costantemente.

Dunque le critiche del circolo che evidentemente scauriscono dal presupposto un po' fiabesco di esser parte di una comunità di soggetti aperti e generosi, nonché parte integrante di una forza politica democratica, finiscono ahimé, a causa di questa ingenuità per risultar quasi strumentali, soprattutto alla luce del fatto che per delegittimare l'ex coordinatore PD, c'erano state tutta una serie di situazioni più concrete e circostanze più valide.

Ma se ingenuotta par essere la frangia dissidente, tremendamente anti-democratica, autoreferenziale ed autoritaria si è dimostrata la dirigenza provinciale che nella sua risposta su "Il Centro" ha ricordato i tristi toni dell'avviso ai naviganti del premier Berlusconi risalente a qualche settimana fa. Ha mostrato come, almeno in provincia di Chieti (in tutto l'Abruzzo a mio avviso anche, nel resto d'Italia non saprei), il PD non sia affatto il Partito Democratico che vuole applicare una "democrazia dal basso" ed attraverso ciò apportare un cambiamento nel sistema, bensì il Partito Demagogo, che a modi Berlusconiani, raccontandosi e raccontando la favola "dell'Obamesimo acquisito", sta illudendo coloro che hanno il cuore ed il coraggio ancora oggi di mettersi in gioco nella politica o di far affidamento su di essa per produrre un tanto sospirato cambiamento.

Trovo dunque l'atto della segreteria provinciale del PD un atto gravissimo che evidenzia come in Italia si abbia un concetto distorto di democrazia, dove la base partecipante non è sovrana come dovrebbe essere, ma suddita di logiche ed interessi che con il bene comune hanno ben poco a che vedere.
La cosa più terrificante di movimenti "anti-politici" come quello Grillino e "Politici" come quello Piddino o dell'Idv, è che sono un ricettacolo di gente onesta, pura e come abbiamo visto in questo caso, anche un po' ingenua. Realtà istituzionalizzate che si rivelano di fatto mali ancor peggiori di quelli Piduisti e/o mafiosi rappresentati da alcuni esponenti e da molte politiche targate PDL perché, nel breve volgere di qualche anno, con questa condotta, pian piano la fede in un cambiamento si perde ed a molti, questa battaglia vitale per la libertà di tutti, inizierà a sembrar un'inutile lotta contro i mulini a vento.

Non sono i leader a guidare i popoli, ma la speranza che in essi sono in grado di inforndere. Purtroppo oggi, i media e gli effetti speciali che il Marketing politico-elettorale ha escogitato, hanno affinato le tecniche per produrre speranze a scadenza, da consumarsi preferibilmente in periodo elettorale e/o di opposizione. E' mia opinione alla luce di ciò che i politici che tolgono con i loro atti scellerati questa speranza fiaccando nell'intimo l'opposizione umana di ogni singolo cittadino impegnato nel cambiameno che in facciata PD, IdV, Rifondazione e tutte le forze parlamentari ed extraparlamentari d'opposizionne issano a stendardo, non sono che (a volte ignari, altre un po' meno) esponenti di quello stesso regime contro il quale millantano di battersi.

Sono solidale ad ogni modo, se ho ben compreso il senso di questa protesta che ha radici ben più profonde all'interno del PD guardiese, con la frangia dissidente. Ciò che però desidero è che apra gli occhi sulla realtà di questo luogo perché la semplice onestà da sola non basta contro queste gerarchie. Bisogna avere coscienza di ciò che le legittima e colpire i luoghi comuni, le pigrizie, le paure, le menzogne da cui essa attinge la propria forza.

Se vogliamo un cambiamento dobbiamo avere il coraggio di proporre una vera rivoluzione (pacifica), destabilizzare il sistema in maniera da infiltrare cellule pure d'animo che provochino un cancro d'onestà in questo organismo disonesto che scoppia di salute quale è la politica odierna.

In chiusura un appunto personale riguardo una discussione avuta su questo blog a seguito del manifesto PD sul concerto di Emergency. All'epoca, date le anomalie che riscontrai in fase organizzativa (identificate in una disponibilità mai vista prima da parte dell'amministrazione riguardo quel progetto, che imputai al "cognome" di alcuni ragazzi che partecipavano e/o appoggiavano l'idea, Rullo e Caramanico per citarne due), sospettai una strumentalizzazione politica, attraverso il manifesto, della riuscita di quell'evento. A seguito di questa esternazione che mostra la quasi tenera incapacità di considerare determinate logiche di potere come proprie, inizio a nutrire i miei dubbi riguardo quelle mie considerazioni.

Il sospetto, che anzi oso definir speranza, è che la matrice di quel manifesto fosse la stessa frangia dissidente di adesso, in quanto, proprio grazie a quella sua ingenuità descritta in questo post, mostra un puro desiderio di cambiamento...seppur forse nel contesto (PD) sbagliato. Se così fosse, questo post valga come riconoscimento d'errore commesso e pubblica scusa. A differenza d'altri, quando sbaglio ci tengo a sottolinearlo, dal momento che errare è umano ed io, che ancor prima d'altro umano mi ritengo, i miei errori non li nascondo. Me li appendo invece al petto e ne vado orgoglioso perché sono il simbolo d'appartenenza all'umanità...quella vera che lotta, soffre e attraverso gli errori, cresce.

Se da contro fosse della matrice Piddina "istituzionale", che si è accorta di giovani volenterosi, impegnati ed interessati al sociale solo al 1 Agosto del 2008, l'opinione non muta e resta quella espressa in quel commento. Non attendo risposte pubbliche su questo mio dubbio in quanto saranno i fatti, del futuro prossimo, a fugarmelo. Erano solo precisazioni doverose per un fatto di etica a cui tengo, ovvero esser giusti anche quando non ci conviene.

Franco Caramanico Blogger?

Qualcuno gli spieghi come funziona!!!

scritto da Angelo Primavera

Abbiamo scovato il Blog di Franco Caramanico. Oggi tra i politici avere un Blog fa molto "in", un po' come farsi l'account su facebook, tant'è che è in costruzione anche quello di Antonio Tavani. Aspetto che sia on line (anche se non lo è ancora andate lo stesso al link che c'è una foto in posa tipo buttafuori d'altri tempi: è fantastica!)...sarà tra i miei preferiti e parteciperò con grande entusiasmo al primo esperimento di confronto virtuale del Consigliere provinciale di An. Una minaccia? Per ora solo una promemoria: vi scoverò ovunque voi siate! Ok, forse è una minaccia in effetti.

Torniamo però al nostro barbuto ex Assessore Regionale all'Ambiente. Il blog è tutto un programma già a primo impatto: lui, che già si attende domande da rompiscatole di professione come il sottoscritto, guarda altrove. Ha lo sguardo perso che lo sfondo vuol far apparire lungimirante. In realtà era una foto fatta tempo fa mentre aspettava sotto casa e si chiedeva: "Ma che caz...di fine ha fatto la mia auto blu?"

La gestione del Blog di Caramanico è una gestione abbastanza anomala. Postati li i suoi discorsi (conosciuti a memoria dalla stragrande maggioranza dei guardiesi e non solo) tutto è all'abbandono. Io ho provato a commentare per avviare una discussione, ma come si può immaginare, se ne sto parlando, la risposta è stata quella di sempre: Nessuna!

A questo punto non mi resta che fare cinque ipotesi per spiegarmi il perché Caramanico non replica ai miei commenti anche se sono l'unico che sinora se l'è filato:

1 Mi chiamo Franco Caramanico, non ci capisco un granchè di internet e di blog, ma siccome ora ogni politico che conta ne ha uno e quelli dell'Idv stanno rompendo i maroni con sta storia di internet, della democrazia dal basso, che mi pare d'esser candidato in una lista di Beppe Grillo, ho messo il mio portaborse davanti al pc in modo che si meriti il suo stipendio. Purtroppo lui/lei, una volta scritto ciò che gli ho detto di scrivere, non è in grado di rispondere ai commenti ed io idem. Poi, al momento, sono troppo impegnato e scoionato per farlo.

2 Mi chiamo Franco Caramanico, ho fatto tutto bene durante il mio mandato e creo il Blog solo per fare il pavone e mostrare quanto sono figo io o sfigati quelli che commentano aspettando una mia risposta che è come il natale per la Motta: quando arriva arriva; o come Angelo Primavera alle prove: sempre in ritardo!

3 Mi chiamo Franco Caramanico e quando ho visto che anche Antonio Tavani (detto "Vota Antonio!" "Vota Antonio!") ha un blog in costruzione, ho pensato: "Se ce l'ha lui lo voglio anch'io e poi vediamo chi ce l'ha più lungo (il seguito ovviamente!)".

4 Mi chiamo Franco Mario Caramanico...detto Palmerio, non rispondo ai cittadini se non mi fanno domande alle quali ho già risposto con lettere e volantini e soprattutto se i Sindaci di Centro Destra non cercano di alimentare un clima forcaiolo per avere la mia testa!

5 Mi chiamo Franco Caramanico, da quel che scrivo mi credo un mix mal dosato tra Superman, Obama, Madre Teresa di Calcutta ed uno qualunque dei pensionati che fanno discorsi di politica al bar. Ho messo su un blog nella speranza che personaggi Kriptonitici (fatti di Kriptonite!) come quel rompiballe di Angelo Primavera, non venissero ad ammorbarmi. Ora che l'unico a scrivere è stato proprio lui, vorrei cancellare il blog ma non riesco a ricordarmi, nelle impostazioni, come si fa..se qualcuno lo sa me lo spieghi che magari lo faccio portaborse se vengo eletto ancora.

Caro Franco, forse il blog non fa per te, ma comunque guarda il lato positivo: ora tutto il centro-destra che sbircia il mio sito, verrà a farti visita!

A presto.

A Guardiagrele si paga Aria per Acqua.

Finalmente il Sindaco scrive alla Sasi spa per denunciare il fatto.

scritto da Angelo Primavera

Come apprendiamo da guardiagrelesociale.it il Sindaco Palmerio ha preso carta e penna per scrivere alla Sasi spa ed avere spiegazioni nel merito di misteriosi e più volte segnalati, movimenti dei contatori che conteggiano aria al posto dell'acqua. Su questo blog se n'era parlato di questo fatto se non sbaglio, ma ciò che è positivo è che finalmente a muoversi sia l'amministrazione e che ce lo faccia anche sapere.

Ovviamente la Sasi spa dirà che era all'oscuro di tutto ciò e non essendo probabilmente dimostrabile il contrario (a meno che non vi siano all'interno della stessa società soggetti che vogliano affondarla una volta per tutte e che Dio li benedica nel caso) non si potrà parlare di truffa vera e propria. Ma sta di fatto che noi abbiamo ricevuto bollette che devono essere riconteggiate al ribasso, in quanto per mesi i contatori, con il giochino di mettere e togliere acqua, hanno contato aria.

Ora ci sarà da comprendere in quanto sarà misurato il ribasso sulle bollette, dato che la stima non è affatto facile. Parliamo di mesi, parliamo di quantità d'aria non calcolabile con precisione ed anzi, difficile anche solo da stimare in modo grossolano.

Un'altra cosa che penso sia il caso di tenere in debito conto è che se queste carenze idriche proseguissero, vi sarebbero non pochi problemi anche per i riscaldamenti ed il corretto funzionamento delle caldaie. Penso inizi veramente ad essere il caso di far chiarezza e comprendere quando questa carenza idrica cesserà.
Le pioggie, seppur non nubifragi, ci sono state. Il 2007 è stato un anno di siccità incredibile eppure di questi tempi avevamo acqua a volontà. Ora si dice che ci sia meno acqua adesso che al mese di agosto. Si dice sempre che ciò sia dovuto al mancato rifornimento che prima giungeva attraverso Fara F.Petri (un accordo temporaneo per il periodo estivo).

Il come si possa essere sotto una sorgente e non aver acqua però, resta tutt'ora un mistero. Si parla di condutture semiotturate, che perdono e disperdono in alcune zone quasi il 70% dell'acqua. Nessuno però riesce ancora a comprendere a chi spetti la manutenzione di questi impianti. Di fatto si paga l'acqua e parte di quelle bollette dovrebbero servire proprio a fare questi lavori. Ma la macchina burocratica di gestione mista pubblico-privata della Sasi è inceppata proprio in questo punto vitale e non si sa bene ad oggi chi è responsabile di cosa.

L'unica sensazione che viene fuori è che per l'ennesima volta le responsabilità della politica sono rilevanti. Questo abisso di risposte evanescenti andrà setacciato centimetro per centimetro per giungere alla verità. Una verità che oltretutto rischia anche di essere inutile. Dio voglia che questo inverno sia molto piovoso, perché in caso di una siccità come quella del 2007, nelle condizioni attuali, rischieremmo di vedere scenari da paese africano, con le file alle poche fontane che hanno qualche litro d'acqua in più. Il tutto ai piedi della seconda cima più alta dell'appennino ed a pochi chilometri da una sorgente che alimenta diversi comuni regolarmente.

130 Miliardi di Fatturato Annuo: La mafia è più ricca dello Stato.

La sola lotta reale alla mafia consentirebbe di annullare la crisi.

scritto da Angelo Primavera

Mentre il Governo Berlusconi da la caccia ai Graffitari, si appresta a sferrare un attacco decisivo ai Blog, imbavaglia la stampa, torna tramite Dell'Utri a definire Mangano eroico e l'antimafia uno spreco di forze e denaro, azzera la scuola con la riforma Gelmini, minaccia l'università, regala aziende statali quali Alitalia al CAI (Cordata amici imprenditori), dichiara guerra agli immigrati e ci fa anche fare figure imbarazzanti definendo il nuovo presidente degli USA "abbronzato" o la sua elezione un motivo di festa per il terrorismo, qualcuno prova a dare i numeri del vero fenomeno che in Italia uccide l'economia ed i merito: le mafie.

Secondo un rapporto di SOS IMPRESA il fatturato delle mafie è di 130 miliardi di euro, con un utile netto che si aggira intorno ai 70 miliardi. Per fare un semplice paragone, in un'anno le mafie fatturano l'equivalente di quasi 5 finanziarie. Un'intera legislatura di tagli e tasse.

Questi dati danno la misura di come oggi all'Italia forse non servano economisti alla Tremonti. Serve "solo" un governo che al primo punto abbia la lotta alle mafie e che la applichi veramente.

Con il "semplice" recupero di capitali mafiosi (basterebbe un 30% annuo) e dell'evasione fiscale si potrebbero finanziare lo stato sociale, aumentare salari e pensioni, risanare parte del debito pubblico, incentivare le imprese ed il tutto senza neanche sfiorare le tasche degli italiani.

Si parla tanto di merito ogni volta che viene fuori un nuovo decreto da giustificare in qualche modo. Si parla spirito imprenditoriale, di sostegno alle imprese, di costo del lavoro. Ma sono tutte scuse per non affrontare mai il nodo centrale, il vero problema che rende il nostro paese poco competitivo ovvero le mafie. La presenza stessa delle mafie e delle dinamiche mafiosi nell'imprenditoria e nella finanza italiana annullano il merito.

Oltretutto, dal rapporto SOS IMPRESA le mafie ormai hanno ingenti fette di mercato "legale" e questo da a loro sempre maggiore potere politico. Di fatto oggi, le mafie non sono più realtà territoriali del sud legate al pizzo, ma sempre più Lobby economico-finanziarie che esercitano pressioni politiche sulle istituzioni contando sul bacino elettorale ed economico che controllano.

L'Italia intera stà diventando un luogo di riciclaggio di denaro sporco. Già oggi non possiamo sapere con certezza quanti e quali prodotti e servizi vengono controllati dalle Mafie. Questo significa che anche da semplici cittadini potremmo assecondare il traffico di droga comprando una retina d'arance, o un chilo di pesce, o buttando la spazzatura.

Ciò che lascia sgomenti è che questi allarmi restano inascoltati da parlamenti che hanno al loro interno alcuni personaggi legati alle mafie tradizionali ed altri legati alle mafie "legalizzate". C'è da guardare con sospetto ogni appalto imposto da Roma. Infatti, mentre in Giappone presto saranno realtà le città energeticamente autosufficienti a pannelli solari, ed è realtà la prima città a rifiuti zero, il nostro governo punta sulla scelta delle centrali nucleari, dei termovalorizzatori. Oltre che essere scelte errate da un punto di vista ambientale ed economico rispetto ad altre scelte energetiche, sono le uniche che promettono grandi affari a rischio zero per le mafie. Di fatto, aggiudicandosi appalti attraverso società pulite che siano controllate o amiche, le mafie potrebbero aumentare i loro utili attraverso questi nuovi investimenti.

Se dunque non si combattono realmente i fenomeni mafiosi, qualsiasi investimento statale potrebbe divenire un finanziamento alle mafie, un alimentare ed ingrandire un cancro che ci divora. In Italia la crisi economica porterà milioni di disoccupati e centinaia di migliaia di aziende a chiudere. La mafia ha da parte un bottino in grado di far sopravvivere ed espandere il suo impero. Restare inermi dinanzi ad essa significa esserne complici, così come lo sono stati quasi tutti (se non tutti) i governi della Prima e della Seconda Repubblica Italiana.

Il Regime attacca i Blog

Sulla base della Levi-Prodi allo studio la legge per mettere la museruola al diritto d'opinione.

scritto da Angelo Primavera

Articolo 2 - Definizione di prodotto editoriale.

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

Art. 8 - Attività editoriale sulla rete internet.

1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.”

Questi gli articoli del nuovo provvedimento di legge sui blog al lavoro attualmente e denunciato dal sito di Antonio Di Pietro che si precipita ad offrire: "tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione."

In pratica qualunque blog che abbia anche una sola pubblicità (tutti i blog gratuiti disponibili in rete!) essendo parte di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro (il portale che concede lo spazio), non sarà più libero di divulgare informazioni e commentare con le proprie opinioni la realtà politica e le vicende giudiziarie nonché i fatti di cronaca.

Di fatto, dopo il fallimento della Levi Prodi, in Italia si cerca nuovamente di mettere il bavaglio alle uniche voci libere rimaste. Questo blog (seppure probabilmente non rientra in quel genere di blog colpiti da questo provvedimento in quanto non ha spazi pubblicitari di alcun genere e non è parte di alcun portale) farà disobbedienza civile qualora questo provvedimento passasse, farà obiezione di costituzionalità del provvedimento qualora venga chiamato a rispondere di reati da esso stabiliti e promuoverà quasiasi campagna atta a contrastare questa norma assurda ideata al solo scopo di colpire ciò che rimane del diritto d'informazione e del diritto d'opinione.

San Brunetta e le Pensioni.

Da gennaio le pensioni dal tabaccaio...i rapinatori son già a far la fila!

scritto da Angelo Primavera

Brunetta non si ferma mai. Preso da un delirio di onnipotenza che lo porta a paragonarsi a Padre Pio ("ho guarito il 50% dei dipendenti pubblici"), ne spara una che veramente fa sorridere e non poco.

"Da gennaio sarà possibile ritirare la pensione dal tabaccaio ma già adesso si può andare, per esempio, a versare i contributi per la colf e per altri servizi".

Innanzitutto si immaginino le file e le resse in una tabaccheria per risquotere la pensione. Forse è una trovata per scoraggiare i fumatori a comprare il pacchetto ogni primo del mese, una trovata salutista.
Ma soprattutto si immagini la felicità dei tabaccai, già oggi tra le vittime principali di rapine a mano armata, nell'apprendere che un ministro ha deciso, dopo che il Governo ha tagliato i fondi alle forze dell'ordine decimandone la presenza, che ogni primo del mese si ritroveranno anche ad avere i soldi delle pensioni per la gioia dei rapinatori.

Già immagino la scena. Il mattino dei pagamenti, dinanzi alla saracinesca una lunga fila di persone. Ai primi posti dei giovani rapinatori. Il tabaccaio arriva e prima di aprire chiede: "come mai anche voi qui di buon'ora: sigarette?" e loro: "no, veramente anche noi siamo qui per le pensioni...poi ripassiamo in serata a riscuotere le bollette!"

 

Mario Palmerio: un Sindaco da Foto Ricordo.

Chissà se Ayala avrà potuto farsi la doccia?

scritto da Angelo Primavera

Il faccione pasciuto del Sindaco Mario Palmerio spunta dalle pagine de Il Centro affianco al magistrato Ayala (che sabato è stato l'ospite di punta del Forum D'Autunno di Guardiagrelesociale) e dell'assessore Dal Pozzo. Nella prossima amministrazione bisognerebbe creare un assessorato appositamente per il nostro attuale primo cittadino: l'assessorato alle foto ricordo di Guardiagrele.
Appare un po' stravolto il Professore mentre dalle colonne a firma Francesco Blasi, sembra che a Guardiagrele si proceda a gonfie vele per la costituzione di una comunità reale, che è il fine ambizioso e dichiarato dell'Assessore Dal Pozzo.

Dato atto, come giusto, alla bontà dell'iniziativa alla quale purtroppo ero assente per impegni lavorativi e che ha certamente arricchito grandemente la comunità, quantomeno dal punto di vista della coscienza del fatto che la mafia è una condizione mentale e non "semplicemente" una organizzazione criminale, va osservato però che non si può proseguire con una politica di effetti speciali quali forum come questi se non si prende un impegno serio a confrontarsi con i cittadini sui temi di tutti i giorni. Ed a proposito dei problemi di tutti i giorni e dell'acqua, una domanda l'avrei voluta fare ad Ayala: "lei è riuscito a farsi la doccia? Perché io da mesi, fatico ad indovinare l'ora in cui rimettono l'acqua, così da potermi lavare!"

Questa amministrazione continua a fare orecchie da mercante su diverse porblematiche. Domande semplici come ad esempio, "perché non abbiamo acqua e cosa stiamo facendo per risolvere il problema?" oppure "quale provvedimento, nello specifico, avrebbe salvato i reparti di Day Surgery e Geriatria?", rimangono senza risposta. E' il riproporsi di quella che ormai sta diventando una consuetudine, ovvero la disponibilità al confronto su temi aurei, ma la mancanza totale di volontà a confrontarsi sui temi più concreti.

Ovviamente, i cittadini apprezzano iniziative importanti come quella che ha chiuso il forum, ma è abbastanza indicativo notare come al di la di due iniziative con la casa di riposo ed una della comunità montana sul "preoccupante" fenomeno del bullismo (dove spero si sia fatta anche una riflessione sui media e sul loro riflettere sempre di più l'atteggiamento arrogante e bullesco di alcuni politici e delle lobby finanziare ed industriali che li sostengono), l'attualità locale sia pressoché rimasta fuori dall'iniziativa dall'edizione Autunnale. L'assessore Dal Pozzo mi aveva confidato quest'estate che stava valutando di incentrare il tema del Forum di Primavera sull'informazione. Di fatto però è da sottolinerare come sarebbe alquanto contraddittorio proporre un forum che tratti dei problemi dell'informazione quando, da amministrazione, non si fa il 110% per tenere informati i cittadini in maniera tempestiva, chiara ed efficace riguardo temi vitali come la sanità e l'acqua.

Questo sito attende ancora una risposta alla lettera inviata all'e-mail del Sindaco Mario Palmerio ormai più di una settimana fa. Nel frattempo, sulla stampa ci si "inventa" addirittura un commento su un dibattito dell'Azione Cattolica, che lascia presagire un tentativo di rafforzare il sostegno dell'elettorato cattolico al futuro politico dell'attuale maggioranza, pur di trovare qualcosa per riempire una pagina senza parlare dei disagi incredibili che noi tutti stiamo vivendo da mesi con l'acqua. Ovviamente, sul problema idrico, le bacheche attente di destra e centrodestra guardiesi, così attente quando c'era da attaccare sul fronte ospedaliero, tacciono.

Per ora ci godiamo il faccione del Sindaco in posa per l'ennesima foto ricordo. Immagini su carta stampata in bianco e nero che sono sempre più l'unico segno tangibile della sua reale presenza nel panorama politico ed amministrativo guardiese.

Gelmini: passi indietro per spaccare il fronte della protesta

Far scendere il silenzio, isolare gli studenti nella protesta, poi colpire.

scritto da Angelo Primavera

Il Giornale di regime, ancora sotto shock per aver steccato le previsioni sulla sconfitta dell'abbronzatissimo Obama, parla della guerriglia dei mille che avrebbero tentato di occupare una stazione (fin qui ci siamo) picchiando poi i poliziotti in assetto antisommossa presenti a difesa della stessa a Roma. Per la questura (stando all'agenzia di stampa Reuters), tra i manifestanti non ci sarebbero feriti mentre tra le forze dell'ordine un contuso.

Peccato che come al solito sul posto si trovasse anche una giornalista di Repubblica, contusa dalle manganellate insieme a tanti altri studenti presi in una sorta di agguato ben studiato. Laura Mari dichiara di aver inutilmente provato a qualificarsi come giornalista (insieme al suo cameramen). Il mio consiglio, la prossima volta è di qualificarsi come appartenente al Blocco Studentesco, chissà che qualche agente non le dica: "Ok, vai!".

Il Giornale di Regime poi chiede alla sinistra come mai non invita i ragazzi a cessare le proteste. Solo che si dimentica di spiegare alla sinistra il perché dovrebbe fare una cosa simile. Di fatto la revisione di alcuni provvedimenti contenuti nella legge 133 sono al momento una "teoria" e comunque sono evidentemente studiati per separare il fronte della protesta in modo da isolare gli studenti dal resto del mondo scolastico.

Insomma il Governo Berlusconi finge di assecondare alcune richieste per recuperare indice di gradimento e soprattutto per dividere la protesta così da poter isolare "i buoni" da "i cattivi". Lo stesso modus operandi utilizzato con le sigle sindacali nel caso "Alitalia". I ragazzi però vogliono il ritiro della legge 133 e non credono alla redazione del "documento programmatico" concordato che ricalca come logica il "Libro Verde" sul Wellfare che noi tutti sappiamo esser solo una presa in giro.

I media al momento sono "distratti" da eventi che fanno il gioco della maggioranza. Nessuno sente parlare delle interrogazioni parlamentari su Alitalia, nessuno sente parlare del ragazzo arrestato e morto misteriosamente in carcere (vedi il video a fine pagina; nessuno sente parlare di quella legge sull'acqua e l'apertura al mercato del rubinetto ad aziende completamente private (vedi multinazionali). Anche sulla scuola e l'università la sensazione è che si voglia lentamente soffocare nel silenzio mediatico tutto all'indomani di un più teorico che pratico dietrofront del governo, in modo da poter poi sfruttare, eventuali violenze, come giustificazione per una repressione di regime in piena regola.

 

Sempre più verso una società di Schiavi?

"Abolire" il giorno di chiusura è un pericolo sociale enorme!

scritto da Angelo Primavera

Leggendo la news di Guardiagrelesociale a proposito dell'incontro con i commercianti ho avuto una brutta sensazione.

La nuova legge regionale sul commercio recepisce un tipo di politica che secondo me è pericoloso.
In Italia pare che le uniche politiche sul "lavoro" e sul commercio per incentivare salari e guadagni di tutto il ceto medio e basso siano basate sull'aumento delle ore lavorative. Si sottovalutano a mio avviso tutti i contraccolpi sociali che questo comporta.

Se agli operai si consente di guadagnare di più se lavorano sabato e domentica perché viene detassato lo straordinario; ai commercianti si consente (sulla carta, perché se non si alimentano i salari, rimanere aperti un giorno in più non farà molta differenza ed anzi, in alcuni casi potrebbe essere anche solo più costoso) di rimanere sempre aperti ma nessuno si chiede più, senza giorni di riposo, quando queste persone passeranno del tempo con le proprie famiglie?

Già oggi i genitori (lo diceva Giuseppe Lumia) sono dei fornitori di servizi, in quanto si limitano a "pagare" scuola, palestra, attività varie ai propri figli, senza condividere con loro più nulla. In questo scenario il week end o comunque il "giorno di chiusura" rappresentava un'opportunità di godere di una giornata di condivisione che permetteva, a chi naturalmente ne aveva voglia, di passar del tempo con quei piccoli grandi estranei che alleviamo e di cui ormai ci limitiamo solo a pagare i conti.

In più il giorno di chiusura, o il week end sono giorni di condivisione con il resto della comunità, oltre che tempo libero per vivere ciò per cui si lavora tanto. Sono il residuo di una filosofia in cui si lavora per vivere sempre più soppiantata da un vivere per lavorare in modo da riuscire a sopravvivere.

Questi provvedimenti sono a mio modo di vedere l'immagine di una politica a tratti menefreghista di quello che è il diritto di ogni essere umano a vivere realmente il suo tempo; in altri casi la dimostrazione di una incapacità a dar il giusto valore al lavoro come mezzo di sostegno e crescita sociale e non come semplice strumento di sopravvivenza e/o profitto.

Sono totalmente contrario a queste iniziative, sia quella del Governo Berlusconi sugli straordinari, sia a quella regionale sulla possibilità (che per effetto della concorrenza si tramutarà in necessità) di eliminare il giorno di "chiusura".
Questo è il genere di politica che abbandona i deboli a se stessi, il futuro dei figli alla sola formazione da parte di televisione, estranei e strada.

Quando sai che DEVI lavorare 7 giorni su 7, che non hai scelta, che tutto ciò che farai nella vita sarà questo a parte le due settimane all'anno in cui in genere piove e che comunque sei troppo stanco per goderti. Quando sai che o questo o niente: cosa differisce te da uno schiavo? Si dice che il lavoro nobilita l'uomo. Con queste politiche a me sembra che ci si sforzi di privarlo di ogni suo residuo di dignità ed umanità al fine di convertirlo da essere umano in semplice carburante di un sistema già deragliato che nessuno sembra avere il coraggio di voler mettere in discussione.

Elezioni Abruzzesi senza PDL? In pochi ci credono veramente.

Intanto Casini chiama Berlusconi con il suo titolo effettivo: "Monarca d'Italia"

scritto da Angelo Primavera

Anche Casini presto sarà chiamato comunista? L'opposizione del nr1 dell'UDC, sino ad oggi più fatta più con la bandiera bianca, che all'arma bianca, si fa pungente ed approfittando della (per ora temporanea e quindi non si facciano troppe illusioni gli atri) esclusione della lista PDL di Chiodi, data già per vincente alle prossime elezioni, dichiara:

"Dovevano stare tutti a casa. Non serve protestare. Noi siamo per lo stato di diritto, chiediamo che si applichino agli altri le regole che sono valse per noi in Trentino e che hanno portato all'esclusione della nostra lista''. [...]''La legge deve essere uguale per tutti ed i politici devono stare fuori da queste dispute legali''. [...] In riferimento poi alla candidatura solitaria dell'UDC: ''E' stata una decisione seria e coerente. Siamo un partito di centro, questa e' la nostra storia, e i nostri elettori non li regaliamo ne' al Pd ne' a Berlusconi, il quale, credo, e' un monarca d'Italia ma non ancora dell'Abruzzo. La luna di miele tra il Cavaliere ed il Paese sta finendo perche' fatta solo di spot ed immagine''.
(fonte asca.it)

Insomma, ci va giù pesante il belloccio centrista, la cui posizione (comoda in campagna elettorale) può essere evidentemente condivisa da gran parte della gente che crede ancora, nonostante tutto, nonostante il Lodo Alfano ed i provvedimenti del Governo Berlusconi, allo Stato di diritto. Peccato solo che Casini abbia quella macchia che porta il nome di Totò Cuffaro (giudicato colpevole in primo grado per favoreggiamento ad alcuni mafiosi) che non è esattamente un buon certificato per la morale politica per un partito che Berlusconi, attraverso i media, sta strangolando così come fece con la sinistra arcobaleno alle politiche di Aprile.

Ad ogni modo, a mio avviso, il ritardo nella presentazione delle liste (Berlusconi doveva controllare forse le credenziali per evitare un eccessivamente bassa percentuale di indagati e/o condannati?) ed i vizi di forma sono un qualcosa che deve far riflettere, al di la di ogni strumentalizzazione possibile. Perché alla fine il nostro prossimo governo regionale avrà un compito delicato e le sue decisioni potrebbero stabilire il futuro dell'abruzzo stesso. Se la lista di Chiodi, data per vincente quasi sicuramente, verrà riammessa, avrà comunque, prima ancora di un'eventuale investitura alla guida dell'Abruzzo. infatti, dopo il rifiuto a presentare "liste pulite" (lo stesso Gianni Chiodi è sotto processo per il collo della discarica di Teramo), una prima macchia di inefficenza, di irresponsabilità (in questo caso nei confronti dei propri sostenitori) e di poco rispetto per le regole, non è il miglior modo di iniziare una legislatura regionale che sia di rottura con il passato e di cambiamento in meglio per il presente ed il futuro dell'Abruzzo.

Formigoni e parte del centro destra chiedono di modificare la 133

La pantomima propagandistica per simulare una democrazia che non esiste!

scritto da Angelo Primavera

La legge 133 da un'immagine ben definita di quello che è il Governo Berlusconi e di come agisce. Prima approva un provvedimento, poi lascia la parola alle seconde linee con critiche che alla fine ricalcano abbastanza quelle del centro-sinistra, degli studenti e dei sindacati, soprattutto sul versante universitario. Una strategia politica atta solo a recuperare, dopo ogni porcata legislativa, i consensi persi con la stessa.

Oggi Formigoni ha espresso la richiesta di rivedere la legge, approvata pochi giorni fa in parlamento e sulla quale, per tutto il periodo in cui era stata un decreto non ha mai fatto il minimo appunto, perché i tagli all'università, che prima dell'approvazione il Governo Berlusconi diceva essere "menzogne della sinistra", non tengono conto delle differenze che vi sono all'interno del mondo universitario.

Insomma, passata la legge per far cassa ed aprire la strada ad un progetto molto più ampio in cui l'obiettivo è quello di sottomettere la formazione alle logiche dei privati (poche lobby in grado di finanziarla), gli esponenti di maggioranza cercano di recuperare "credibilità" con questi appelli.

In un paese normale, in uno Stato anche solo lievemente democratico, in cui non è il premier a scegliere i parlamentari, probabilmente queste obiezioni sarebbero state espresse in ambito di un confronto parlamentare ampio e l'obiezione (che mossa oggi è solo nell'interesse del presidente della Lombardia e di quei politici che devono per forza di cose far i conti con la base) di Formigoni poteva rappresentare un emendamento dello stesso Popolo delle Libertà al decreto Gelimini. Ma questa non è più una democrazia, i parlamentari non rispondono al popolo perché non sono eletti dal popolo, ma nominati dal Governo Berlusconi.

Pian piano, le previsioni iniziano a concretizzarsi, i malumori fatti tacere da Berlusconi in questi giorni vengono fuori perché è ovvio che i parlamentari che sono li solo perché portavano in dote un buon bacino di voti, ora vogliono tutelare se stessi, in quanto perdendo quel bacino, smettono di essere convenienti per il premier stesso e rischiano di non esser rinominati in futuro.

Non si hanno ancora notizie delle reazioni della base leghista riguardo la chiusura di scuole che colpirà anche il nord, in tutta la sua componente montana.

Intanto gli studenti di Milano mostrano la serietà della loro protesta e di quanto essa non sia di matrice politica, bensì di reale volontà di migliorare il sistema universitario italiano.

Un gruppo di studenti oggi ha interrotto il rettore durante l'innaugurazione dell'anno accademico al Politecnico di Milano, per protestare contro il baronato universitario. Sentendo moltissimi studenti è li che deve avvenire la vera riforma: eliminare le facoltà a "conduzione famigliare", colpire quel potere accademico che alimenta una aristocrazia intellettualmente razzista, principale causa del decadimento dell'offerta formativa nel nostro paese.

Addirittura, a tagli approvati, ora si chiede il dialogo sull'università al PD, ai docenti, agli studenti. A mio avviso, se non viene ritirata immediatamente la legge Gelmini appena approvata, l'unica risposta può e deve essere un proseguo delle proteste, estendendo il fronte a tutte le altre categorie che il Governo Berlusconi sta mettendo in ginocchio. Il dialogo deve precedere i provvedimenti, non seguirli. D'altronde, l'idea della riforma universitaria e scolatica completa già c'è. Si chiama APREA ed è veramente un vomitevole tentativo di porre, dopo l'informazione, anche la formazione sotto il controllo delle lobby che fanno capo o riferimento a Berlusconi stesso.

Lettera "trasparente" al Sindaco Mario Palmerio

Alla gentile richiesta di critiche costruttive, non mi tiro mai indietro!

scritto da Angelo Primavera

Nel mio gironzolare nel sito ufficiale del Comune di Guardiagrele alla ricerca dei bilanci (che non sono riuscito a trovare o perché non presenti o perché dispersi tra le varie delibere) sono stato attratto dalla pagina dedicata al Sindaco ed ho letto quanto segue:

"La tendenza delle Amministrazioni, negli anni è stata perlopiù quella di essere chiuse in se stesse, autoreferenziali.
Il processo di trasformazione che sta radicalmente cambiando il rapporto dell’Amministrazione pubblica con i suoi cittadini, che le nuove leggi vogliono ispirato ai principi della trasparenza, dell’efficacia e della partecipazione, modifica sostanzialmente questo ruolo dell’amministrazione.
C’è, infatti, il diritto di ogni persona di conoscere "dal di dentro" l’attività di chi l’amministra e, soprattutto, quello di essere ascoltata nel desiderio che ha di migliorare la qualità della sua vita nonché di essere coinvolta nei processi di decisione.
Tra Amministrazione e cittadini si instaura, dunque, un "circolo virtuoso" per il quale la prima esce da una relazione anonima con la gente, si fa capire e ne soddisfa le aspettative con risposte rapide, chiare ed efficaci, i secondi avanzano le loro richieste in termini di proposte e suggerimenti utili alla revisione delle procedure e alla migliore organizzazione dei servizi.
Questo lo scopo di servizi di nuova istituzione come l’URP, ufficio Relazioni con il Pubblico, e di strumenti come la rinnovata edizione del sito Internet.
Il mio augurio è che questo nuovo rapporto cresca e si sviluppi in modo corretto e creativo, auspicando l’interesse e la partecipazione dei cittadini, e aspettando tutte le critiche costruttive che vorranno fare."

Ora, ho pensato di scrivere al nostro Sindaco Mario Palmerio una mail, che troverete allegata in formato pdf in fondo alla pagina, per fargli notare "qualche lacuna" della sua amministrazione riguardo le politiche di trasparenza, confronto e partecipazione che questo testo auspicano. Tutto fatto in un'ottica di critica costruttiva così come richiesto dal Sindaco stesso.

Naturalmente, ho sottolineato che avrei pubblicato la mail che mi accingevo a spedire, una sua eventuale risposta o la "non risposta". La mail tratta dei vuoti informativi, comunicativi e partecipativi nella crisi del S.S. Immacolata, nella crisi idrica che viviamo tutt'oggi e sulla difficoltà di reperire on-line documenti vitali a fare di un residente, un cittadino consapevole.

Ora non resta che attendere un riscontro. Se volete leggerla ed aggiungere osservazioni a riguardo ovviamente la cosa è gradita.

Infiltrato a Piazza Navona? Il video scompare da youtube.

Dalle immagini il sospetto è molto forte!

scritto da Angelo Primavera

 

Il video pubblicato dal blog di Grillo che ritraeva un ragazzo in maglietta azzurra e che mostrava un fermo immagine in cui lui è tranquillamente in piedi dentro alla camionetta mentre fa spazio ai poliziotti che vi rientrano è sparito da youtube. Ho appena fatto in tempo a vederlo, volevo postarlo, ma è svanito nel nulla.

Spero che nei prossimi giorni si capisca il motivo di questo fatto. Il sito dice che il video è stato rimosso dall'utente: per quale motivo non ci è dato saperlo, ma in effetti, gli atteggiamenti del ragazzo (esponente del "Blocco Studentesco" di estrema destra) sono a dir poco sospetti e si può vedere tranquillamente verso la fine di questo filmato (circa verso 01:43) che interviene dicendo "ragazzi fermi", mentre i polizziotti manganellavano uno dei sessanta. Al G8, come in tutte gli scontri tra manifestanti e polizia, l'agente non si ferma, neanche ti guarda in faccia...le da anche a te e basta! In questo caso, come per magia, tutto cessa, il "manifestante" è salvo.

Se lui sia o meno parte della polizia a mio modo di vedere alla luce di questo filmato, dei racconti del giornalista Curzio Maltese e del filmato sparito da youtube, conta poco. Lui sembra, in quella baraonda, godere di privilegi incredibili e di un rapporto amichevole con poliziotti che non dovrebbero far alcuna distinzione e soprattutto, dovrebbero reprimere coloro che hanno attaccato la manifestazione. Ma mentre i suoi compari vengono fatti sistemare a terra, lui rimane tranquillamente in piedi; conversa più volte con dei poliziotti. Non sarà un'agente, ma sanno chi è, lo conoscono, ed è facile presumere che sia d'accordo già da prima.

I giornali ovviamente se la prendono con Grillo che ha subito indicato lui come un'infiltrato. Non credo si tratti di un'infiltrato. Quel commando è stato a mio modo di vedere "assoldato" in blocco, magari in cambio di una lavatina della fedina penale.

Oltretutto non ho ancora avuto notizia di arresti, tant'è che il signor Alberto Palladino detto Zippo (il nome di questo "sospetto") ha potuto anche rilasciare una dichiarazione di risposta alle accuse di Grillo dicendo che lui non è affatto un poliziotto infiltrato.
Intanto, da queste prime immagini giudicate un po' voi, poi, se verrà reinserito il filmato che è stato rimosso, vedremo anche il resto.

Scontri di Piazza Navona: Racconto allucinante

Già anticipato in parte ieri nel video, il racconto di Curzio Maltese

scritto da Angelo Primavera

Questo è un paese senza democrazia, senza giustizia. Non esistono tribunali (ed il G8 l'ha dimostrato) per processare le "divise"; non esistono tribunali (ed il Lodo Alfano, la lentezza della giustizia ecc.ecc.ecc.) per processare i "mandanti politici".

Non bisogna arrendersi. Questa volta i pacifici a mani alzate in piazza erano qualche migliaio...la prossima volta dovranno essere milioni. Dovranno unirsi operai, artigiani, commercianti e tutti gli uomini e le donne che vogliono essere liberi perché qui non si fanno scelte politiche, qui si sta prendendo il potere. Dunque la prossima volta bisogna essere milioni...Che sia la polizia a tremare, Non deve essere il popolo a temere un governo...ma il governo a temere il proprio popolo.

Vi lascio al racconto del giornalista di "La Repubblica"...diffondetelo. Tutti sappiano!

"AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".

30 ottobre 2008 - Curzio Maltese,

La Repubblica.it

Scontri tra studenti?

Ricordate Cossiga...Ricordate Berlusconi!

scritto da Angelo Primavera

 

 

Oggi ci sono stati i primi scontri tra "studenti di Destra" e "studenti antifascisti"....secondo i telegiornali di regime.

Vi ho inserito prima la testimonianz di Curzio Maltese (La Repubblica) e poi, dato che nessuno glielo offre (visto che lo s'invoca ogni volta che un Travaglio, un Santoro, o un qualsiasi altro apre bocca) così come fatto dal blog di Di Pietro, anche noi diamo diritto di replica agli studenti. Quello che viene raccontato a mio modo di vedere fa riflettere. Personalmente la vedo come il signore che interviene ad un certo punto del filmato. Questa è dittatura.

Ricordate Cossiga...

Ricordate Berlusconi...

Ringraziando i pettegoli...vi racconto il mio sogno!

è ora di far qualche chiarimento!

scritto da Angelo Primavera

Innanzitutto parto con il ringraziare chiunque abbia "riferito" a mio padre che "adesso mi sono messo con la sinistra". Veramente lo ringrazio. Non so se passa di qui, ma dato che "mi hanno visto!" penso si riferiscano, questi ben informati, al mio conversare di politica e di fatti con Danilo Zulli, con Nicola Tinari, con Gianluca Primavera o, ma cosa abbastanza recente al termine del confronto sulla Riforma Gelmini, con Angelo Orlando.

Ringrazio dunque chi, da centro-destra suppongo, ha capito tutto di quel che faccio e di quel che scrivo, di ciò che mi spinge e di ciò che mi motiva.

Che le mie idee siano "di sinistra" è un qualcosa che era evidente sempre. Che io appartenga alla sinistra partidica un po' meno. Che io possa riflettere sull'entrare nel partito la cui ideologia si avvicina più alla mia, con l'obbiettivo di cambiare il partito stesso è un qualcosa di reale; il fatto che io ormai ne faccia parte ed abbia sposato una causa, ripudiato le mie perplessità e differenze di pensiero per una bandiera o una tessera è una colossale idiozia.

Ai bene informati, che hanno stabilito ciò dal mio "cambio" di valutazione sul movimento di Micucci do per l'ultima volta una spiegazione. Io ho smesso di scrivere per Micucci ed il suo giornale fondamentalmente per una serie di "coincidenze", quali ritardi di pubblicazione (sul primo articolo critico nei confronti del centro-destra) e tempistica sparizione della mia rubrica (che io non aggiornavo da mesi ma eliminata senza neanche una e-mail per annunciarmelo, o per chiedermi conferma del mio non voler proseguire) dalla home page di qualcosaincomune, esattamente nel momento in cui ho avuto uno scontro a distanza con il Sindaco di F.San Martino e Consigliere Provinciale di An, Antonio Tavani. Coincidenze che sommate alla tempistica calcolata dell'interesse ad informare sulla questione ospedale solo in determinati periodi e la mancanza di proposte concrete (Di Stefano, meglio di me ha dimostrato come il Centro-destra non approverà mai l'iniziativa populista dei Sindaci, progettando una Asl unica, invece che aggiungere, com'era assurdo, economicamente parlando, una Asl montana alle preesistenti) mi hanno fatto riflettere sulla strumentalizzazione che io ritengo assolutamente concreta di quanto è accaduto e sta accadendo al nostro ospedale.

Fu "l'ipotesi" (usiamo un termine più dolce stavolta) di querela da parte di Tavani per il mio pezzo su Fara S.Martino a spingere Nicola Tinari (consigliere di Rifondazione che non conoscevo e probabilmente ora non conoscerei) ad incontrarmi per spiegarmi che il Sindaco di F.S.M gli aveva fatto leggere il mio Post e che valutava di sporgere querela. Tinari lo dissuase da quest'intenzione e mi propose un incontro chiesto da Tavani, che prima o poi ci sarà, ma che in tutta onestà, non ho mai valutato come un confronto vero e proprio perché anche tra incivili, prima ci si confronta e poi si ipotizzano querele, o le si fanno e basta se proprio.

Gianluca Primavera, per chi ne fosse all'oscuro, è stato mio allenatore, compagno di squadra, dirigente ed amico nell'handball club di Guardiagrele. Unico, tra tutti gli esponenti locali di partito ad incontrarmi per strada ed a congratularsi per l'idea di questo sito, muovendo successivamente obbiezioni per ciò che scrivevo, circostanziandole e quindi cercando un confronto diretto con me.

Danilo Zulli è il padre di Simone. Simone Zulli è il bassista de I menestrelli di Graelion, è il web desiner di questo sito e l'amministratore dello stesso. Danilo scrive dei pezzi su questo blog, non perché è privilegiato, ma perché è l'unico che in qualche modo si sta proponendo. Ho più volte e pubblicamente invitato tutti a scrivere tramite la mail dei post, tramite commenti, o a denunciare avvenimenti, ad esprimere pareri diversi, perché, in un'Italia dove la democrazia è svanita anche come concetto, io VOGLIO che questo blog sia luogo democratico ed aperto a tutti, in cui tutti possono dire la propria, a patto che non si degeneri in propaganda di basso livello.
In più, Danilo quando scrive su questo spazio, si preoccupa di circostanziare sempre ciò che dice prendendo spunto dai giornali. A differenza di me che di tanto in tanto prendo un abbaglio (cercando in rete notizie "censurate" sulla stampa ufficiale ma che se si rivelano "false" o inesatte poi rettifico sia sul post errato, che su un post successivo in modo che l'errore sia evidente a tutti, perché essendo io in buona fede, i miei errori non ho motivo di nasconderli), Danilo espone fatti concreti e sempre verificati aggiungendo la sua opinione. CHIUNQUE VOGLIA FARLO, DI DESTRA O DI SINISTRA E' INVITATO A PROPORSI ED ESPORSI.

Se il Sindaco mi fermasse per strada e mi sollevasse obiezioni in merito a ciò che scrivo su di lui, io sarei contento di ascoltarlo, per poi dirgli che ciò che ha detto a me lo deve render noto ai cittadini attraverso guardiagrelesociale.it e/o attraverso il mio di sito, perché le obiezioni di uno danno modo di risolvere i dubbi di molti. Micucci mi ha invitato a prendere un caffè per dei chiarimenti e per parlarmi della sua proposta, ma alla riunione organizzativa della manifestazione del 12 mi disse chiaramente che se non ero li per appoggiare una manifestazione (senza conoscere la proposta) date le idee (scomode) che scrivevo potevo andarmene. Quella era una occasione di confronto, non è stata colta ed ora ve ne sarà un'altra quando sarò più libero.

Le altre forze politiche o snobbano o temono che questo sito possa prender piede perché è l'unico che quasi quotidianamente propone temi e riflessioni su ciò che riguarda la politica locale e IL LORO OPERATO, che ne evidenzia le CONTRADDIZIONI, che mette sotto alla lente di ingrandimento ogni cosa che dicono e/o fanno. Ma il continuo aumento di visite e soprattutto di pagine lette e di tempo trascorso sul sito che registriamo è indice del fatto che il nostro "lavoro" è sempre più apprezzato.

Io mi auguro che Guardiagrele e la politica locale abbia un cambio generazionale e di mentalità che porti ad una svolta democratica e meritocratica del sistema. Ma se da questo sito ho più volte espresso come unica soluzione quella di invadere i partiti e mutarli agendo attraverso una base che si oppone qualora i vertici facciano cose non gradite, ovvero deleggittimandoli politicamente dall'interno, la possibilità che presto o tardi inizi a rompere le scatole oltre che da questo blog anche in politica c'è. Ma il mio intento iniziale è quello di risvegliare gli unici che possono, a Guardiagrele come in ogni parte d'Italia, produrre il cambiamento creando una politica che non viene più a compromessi con il potere consolidato: ovvero i giovani.

Io attacco il movimento di Micucci perché a quel movimento ho provato a dare fiducia, ma è un movimento che nel momento in cui si trovava a dover denunciare i vertici dei partiti che lo sostengono "implicati" nello scandalo della sanità, a denunciare i nomi di Pace, Dominici, Conga, Masciarelli e tanti altri ha taciuto. Se oggi vedo le "crociate" di Micucci in maniera strumentale è perché lui in piazza non ha fatto quei nomi, non ha preso le distanze da quella politica e con lui non l'ha fatto Tavani e nessun'altro, attaccando invece Caramanico e Maresca che hanno responsabilità gravi sulle scelte effettuate ma non certo sul danno globale fatto alla sanità dai precedenti nomi.

Se ho "appoggiato" Rifondazione sino ad ora è perché rifondazione ho scoperto (carte alla mano) esser stato il primo partito a denunciare i problemi ed i pericoli per il SS Immacolata; Io li ho criticati ampiamente per l'esser stati poco attivi sulla questione ospedale negli ultimi anni, ma loro che potevano, carte alla mano, mi hanno dimostrato che non è così, mostrandomi una bacheca in cui sono riportate, anno dopo anno tutte le iniziative a partire dal 2001. Li "appoggio" perché è l'unico partito che vuole trattare del problema dell'acqua che ci hanno letteralmente scippato, con una SASI che è un parcheggio di clientele che si preoccupa di bilancio e riscossione bollette, ma non di garantire, attraverso una manutenzione e sostituzione delle tubature e/o ricerche per nuovi approvigionamenti, la fornitura effettiva. Li "appoggio" perché è l'unico partito che ha proposto confronti e discussioni su questi temi e da ultimo (decreti alla mano e non chiacchiere) sulla Riforma Gelmini.

Quindi, a chi ha da parlare perché è in buona fede e teme una nuova "fregatura" riguardo quello che legge qui, le risposte dei "perché" e dei "come" le ho date e certamente risponderò a qualsiasi domanda in proposito. A chi inizia a speculare su questo sito o sui miei propositi, dico che se vuole aver paura è bene che ce l'abbia, perché rivolterò questo posto sino all'ultimo documento utile...ma non deve temere che Rifondazione Comunista muova la mia mano...deve temere il mio spirito, tatuato sulle canzoni che scrivo da una vita. Deve temere il fantasma dei valori e degli ideali che le forze politiche si sono affrettate a seppellire; deve temere "L'Idea che è dietro a questa maschera"(citazione di V per Vendetta) che da sempre mi muove.

La pacchia in poche parole finisce qui. Chi vuole un confronto vero si faccia avanti, gli altri inizino a tremare. Ogni speculazione sarà per me un incentivo a continuare e ad essere sempre più motivato nella mia azione. Oggi è il blog, domani saranno incontri e concerti, dopo domani saranno proposte create da una "costituente" di giovani guardiesi che, se vorranno, faranno le loro proposte riguardo il paese, non al fine di creare un partito, ma di creare un documento che sia espressione democratica delle loro idee. Questo è il progetto.

Io ho un sogno ed è un sogno ereditato dai nonni, dai padri, che sono morti ed hanno combattuto, che si sono confrontati per quel sogno che hanno dipinto in una carta chiamata Costituzione. Carta che io voglio difendere con denti ed unghia fino alla fine perché è scritta contro ogni tentativo di rendere un italiano, succube o schiavo di un'altro, contro ogni tentativo di sovvertire la sovranità popolare e che per questo motivo non solo non è mai stata applicata integralmente, ma oggi è anche sotto un attacco quasi globale da parte della politica. Io ho un sogno che in sessant'anni di partiti collusi con la mafia, con le banche, con le massonerie e con gli interessi forti non è mai stato realtà, ne qui, ne in nessun'altro paese al mondo. Io ho un sogno e si chiama Democrazia. Me ne frego se il mondo va in direzione opposta. Io ho un sogno e viaggerò sempre in direzione ostinata e contraria se non altro ottenendo il più che mai raro privilegio di vivere secondo principi che mi permetteranno "di consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità." (citazione F.De Andrè)

"e così disse al Potere: 'è la mia rivoluzione
e nessuno di voi la fermerà
avanzò mani in alto sino al plotone
gridando forte ai potenti del mondo...
...LIBERTA'!"

(tratto da: La Rivoluzione di Marco - IMDG)

Questo era un uomo, tu ne hai fatto uno schiavo
ma speranza non mollerà
finché giunga il giorno, senza mestieri o bandiere
in cui ognuno VIVENDO griderà
io non baratto la mia libertà
per una spiaggia di quiete e ignoranza!
 io non baratto la mia dignità
con gli avanzi di una minoranza!"

(tratto da: Signor Speranza - IMDG)
 

Sarà con canzoni come questa; sarà con articoli di giornale e pezzi sul blog; sarà con pubblicazioni, con volantini, con confronti. "A canzoni non si fan rivoluzioni"  dice Francesco Guccini nel brano "L'Avvelenata"...ma le si può mettere sempre al servizio di un cambiamento, al servizio delle idee.

Passa la Gelmini. Unica speranza il referendum

Italia sempre più a rischio dittatura.

scritto da Angelo Primavera

E' passata! Il triangolo delle Bermuda in cui spariranno nei prossimi anni 8 miliardi di euro di finanziamenti per la scuola, 47 mila insenganti, un 100.000 tra operatori ed ausiliari e che apre la strada alla riforma vera e propria, quella del disegno di legge Aprea, che ha come obbiettivo aziendalizzare e dunque controllare scuole e formazione, è realtà.

Ma se questo governo conta di andar avanti a suon di fiducia sulle leggi "impopolari", ignorando piazze ed opposizione, vorrà dire che saranno i referendum a far a pezzi quest'ennesimo obrobrio.

L'Italia è davanti ad una presa del potere. Berlusconi vaneggia anche sulla legge elettorale europea, vuole esser lui a nominare chi ci va, vuole che siano i partiti a scegliere i rappresentanti in ogni dove e dati i risultati che sta ottenendo, con il suo parlamento scelto per gran parte da lui, che vota sempre "SI" ai suoi decreti, diesegni ed altro, c'era da attenderselo.

Berlusconi poi punta alla riforma della giustizia. Se ci riesce, mettendo a capo dell'organo di governo della magistratura un potere politico di fatto, la democrazia sarà ufficiosamente eliminata.

Infatti noi tutti a scuola abbiamo studiato che la nostra democrazia si fonda sulla divisione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, indipendenti l'uno dall'altro. L'indipendenza di ogni funzione e dei tre organi che le svolgono, rispettivamente Parlamento, Governo e Magitratura, fanno si che nessuno possa avere il sopravvento ed instaurare una dittatura di qualsiasi natura.

Attraverso l'eliminazione delle preferenze e quindi con la nomina dall'alto dei parlamentari che vengono eletti dal capo dello schieramento e dunque dal capo del governo, il parlamento smette di essere l'organo legislativo. Infatti, lo stiamo vedendo, attraverso lo strumento della fiducia, il Parlamento sta divenendo sempre più un organo di consulenza e formale approvazione di leggi pensate e disposte dal governo. Le opposizioni non possono che prendere atto, gli emendamenti vengono bocciati ad oltranza. In poche parole: Berlusconi decide da solo le leggi, le propone, le fa votare a chi lui ha nominato e le approva...QUESTA NON E' DEMOCRAZIA.

Con la riforma della Giustizia, che nel silenzio si sta studiando, si vuole inserire il controllo politico del Parlamento (nominato in maggioranza dal Premier ovvero colui che possiede già di fatto, seppur non formalmente, il potere legislativo ed esecutivo) nell'organo di autogoverno della magistratura, ovvero il CSM. Il parlamento dovrebbe fare le nomine dei giudici. Con quest'ultimo pezzo del Puzzle si aggiungono: la legge per proibire la pubblicazione di atti giudiziari ed intercettazioni anche se non più coperte da segreto, ovvero il bavaglio definitivo al diritto d'informazione; la nuova salva rete4 che toglierà frequenze a RAI 1 per far rimanere l'abusiva televisione del premier in Onda, Fede a fare da ammaestratore di anziani (non a caso, il palinsesto televisivo pomeridiano di retequattro propone tutti classici molto datati che attirano tanti anziani nostalgici, per poi servire la propaganda di Fede subito dopo!)...la riforma Gelmini (primo passo del "progetto APREA") attacca l'autonomia dell'insegnamento ed assoggetta i contenuti al nulla osta dei privati.

Della democrazia rimangono solo i Referendum abrogativi, ultima arma difensiva del popolo italiano contro il potere totalitario di un elite che ormai controlla tutto. O si reagisce ora, oppure per l'ennesima volta nella storia, il sogno della democrazia è finito. Ed in un periodo in cui c'è scarsità di risorse naturali, alla vigilia delle prime "guerre" per l'acqua, il sistema non democratico è quasi una garanzia di rivivere gli orrori del passato e forse anche di peggio.

L'ennesima "Salva-Geronzi!"

il PDL ci riprova...

scritto da Angelo Primavera

Il post apparso oggi sul blog di Di Pietro non fa una grinza. Ve ne ripropongo un pezzetto premettendo, che nel lato omesso, si spiega come Geronzi sia a capo della stessa Mediobanca in cui partecipa anche Mediaset e da qui (oltre che da altri affari) l'interesse privilegiato per il Cesarone nazionale!

Che dire: non si riposano proprio mai!

"è stato depositato, sempre dal governo Berlusconi, un disegno di legge che è già stato messo in calendario – manco fanno in tempo a depositarlo che già lo mettono in discussione, mentre quello sulla non candidabilità dei condannati se lo scordano sempre – che prevede la riforma dei reati fallimentari.

Non è una riforma, ma una delega in bianco che si da al governo: il Parlamento deve approvare una legge che dice “caro governo, io non riesco a farla. Fai tu la legge sui reati fallimentari”. La norma si chiama “norma in bianco”, però in questa inserisce una clausola: “mi raccomando governo, quando fai il reato di bancarotta prevedi una pena che va nel massimo dagli 8 ai 10 anni”. Uno si chiede perché è stata messa. Molto semplice, perché attualmente è fino a 10 anni, se lo mette da 8 a 10 si da la possibilità al governo, cioè a Berlusconi, di decidere pure di metterla a 9 anni.

Sapete qual'è la differenza fra avere una pena a 9 anni e una a 10 anni? Se hai una pena a 10 anni, come massimo edittale, la prescrizione scade dopo 15 anni. Se hai una pena anche di un giorno meno a 10 anni, come per esempio 9 anni, allora la prescrizione scade dopo 10 anni, e non 15.

In definitiva cosa hanno fatto? Hanno previsto un nuovo reato di bancarotta con una pena ridotta in modo che la prescrizione sia minore. E allora?

E' vero o non è vero che Geronzi di Mediobanca è sotto processo per la vicenda Parmalat? Si.
E' vero o non è vero che scade nel 2011? Si.
E' vero o non è vero che siamo ancora alle fasi preliminari del dibattimento di primo grado? Si.
E' vero o non è vero che con questa giustizia che non può funzionare in tempo al 2011, che è dietro le porte, arriva in prescrizione? Si.

Berlusconi non avrà preso questa decisione sulla bancarotta per salvare il suo amico Geronzi? Ai posteri la sentenza, ma voi non aspettate i posteri: agite adesso." (A. Di Pietro)

Micucci è comunista?

o è solo una nuova "Sindrome di Follini"?

scritto da Angelo Primavera

Micucci dev'esser comunista...solo che lui stesso non lo sa! O forse soffre di qualche sindrome che lo porta a confondere destra e sinistra, facendolo finire sempre nella coalizione sbagliata (rispetto alle idee che propone).

E' una divertente impressione che m'è venuta in mente leggendo "Il Centro" di oggi. Mentre Di Stefano consegna a Chiodi una sorta di programma elaborato nel ventre del PDL in cui si dice che vanno tagliate le ASL (altro che Azienda sanitaria indipendente in più!) e combattuti gli sprechi (altro che investimenti per le specializzazioni), lui rilascia un'intervista in cui ribadisce che l'aziendalizzazione della sanità è un errore, così come l'aziendalizzazione delle scuole, quest'ultima è cosa che oltretutto aveva "ampiamente previsto".
La cosa che mi fa sorridere è che nel programma del centrodestra proposto da Di Stefano, c'è anche l'aziendalizzazione della sanità (per la scuola ci sta pensando il trio Berlusconi-Tremonti-Gelmini).

Ora mi chiedo: ma come fa a collocarsi a centro-destra un amministratore che va in piazza a sostenere la colonna vertebrale delle idee classiche di sinistra, ovvero lotta alle privatizzazioni ed alle aziendalizzazioni? Le possibilità son due: o è nel pieno di una crisi d'identità politica denominata "Sindrome di Follini" (Democristiano che nella seconda repubblica, da personaggio controverso della casa delle libertà è passato ad essere silenzioso esponente PD), oppure è un furbacchione che appoggia tutte le iniziative "inconcludenti" di protesta contro queste politiche, ma poi si siede a tavola con chi ha ideato e realizzato (almeno per una parte) le idee che lui stesso contesta.

Di fatto, Micucci lo si trova alle manifestazioni ma è raro trovarlo in dibattiti pubblici o addirittura che si faccia promotore di quella politica informativa-costruttiva che ne scaturirebbe (tipo dibattito sulla riforma Gelmini a Guardiagrele). Il clamore delle manifestazioni forse gli si addice di più; nel gioco di ruolo tra buoni e cattivi, lui è (sempre in ritardo) dalla parte dei "buoni" (l'ospedale era in pericolo già dal 2001 secondo rifondazione; il centro sinistra se ne è accorto nel 2004 quando Dominici venne a dire che lo voleva chiudere; Micucci nel 2007 quando il centro-sinistra ha iniziato a ridimensionarlo).

Credo che però, visto che ha lottato tanto per l'ospedale, ora si troverà dinanzi alla prova del nove: continuare a farlo in seno alla sua coalizione, andare in piazza contro il PDL di Chiodi e di Di Stefano. Perché programma proposto da Di Stefano (e condiviso da gran parte del PDL) è chiaro e non lascia scampo: "via spese inutili! Asl Unica! Aziendalizzazioni!". Per me si rischia di vederlo sventolare la falce e martello uno di questi giorni!

Nel frattempo il Sindaco Palmerio torna a farsi sentire, come sempre, attraverso comunicati a mezzo stampa. Un articolo "illuminante" in cui giustamente sottolinea la natura strumentale della manifestazione PDL (a proposito: attendo con ansia che i candidati PDL passino e chiedano il voto parlando dell'ospedale, dopo la proposta di Di Stefano), ma rimane vago su tutto il resto. Errore grossolano non rispondere alle semplici domande che tutti si fanno: quale alternativa, ai tagli di geriatria e day surgery è stata scelta? In che modo questo ennesimo salvataggio non va inteso come pericolante traghetto per attraversare il fiume elettorale? Quali garanzie abbiamo che successivamente, qualora si vincessero le elezioni, non vi sarà una nuova "emergenza" e quindi il taglio verrà effettuato comunque?

Tutti a giocare a buoni e cattivi, guardie e ladri, partigiani e dittatori sulla pelle dei cittadini che ancora una volta hanno un'unica certezza: quella di doversi preoccupare.

Dibattito sul decreto Gelmini a Guardiagrele: i dati di Nelli

L'assessore all'istruzione della Provincia di Chieti: "I tagli ci sono e sono pesanti!"

scritto da Angelo Primavera

Nell'attesa che youtube smetta di fare lo schizzinoso e di impedire la visualizzazione dei video che carico, pubblico le considerazioni sui contenuti dell'intervento dell'Assessore all'Istruzione della Provincia di Chieti, Luciano Nelli. Un intervento che  è fondamentale per fare chiarezza in tutto ciò che si dice riguardo questa "riforma".

Leggendo i decreti si smontano, una per una, tutte le dichiarazioni del governo. Infatti il decreto scrive chiaramente che ci sarà il ritorno al maestro unico, che verranno garantite 24 ore settimanali la mattina con l'utilizzo del personale in esubero per il "tempo scuola" pomeridiano. Ma i tagli alla spesa si fondano proprio sulla riduzione del personale e dunque, nel breve volgere di qualche anno, il personale in esubero verrà pian piano eliminato, chi per pensionamento, chi perché precario e quindi rimandato a casa. Una volta a regime dunque, questa "riforma" prevederà la garanzia delle sole 24 ore settimanali (08:30-12:30 dal lunedì al sabato) con un unico maestro e classi più ampie (30 alunni circa).

E' lo smembramento di quello che a livello internazionale è uno dei pochi punti d'eccellenza del nostro sitema Statale, ovvero le scuole primarie, che sono ai primissimi posti in Europa e nel mondo ed il cui modello viene studiato persino in America.
Facendo un discorso politico, non si può giustificare in altro modo, se non quello di destabilizzare questo modello d'eccellenza pubblico a favore di un interesse "privato", il produrre tagli su un qualcosa di perfettamente funzionante che anzi, andrebbe incentivato.

In più verranno predisposti accorpamenti per tutte quelle scuole (ed in montagna non sono poche) che hanno meno di 50 alunni. Il particolare però è che se in un paese, una struttura ospita 40 bambini di elementari e 30 di medie (per un totale di 70) questa vengono chiuse entrambe. Significherà spostare i bambini (con spese a carico di enti e genitori) creando notevoli disagi a tutti.

Ovvio che in queste realtà, il privato potrebbe facilmente inserirsi offrendo semplicemente la comodità della scuola in loco e del tempo pieno (che la scuola pubblica non garantirebbe più) senza oneri e con ampi profitti. Una manovra che in ultimo, costerà migliaia di posti di lavoro tra cattedre e personale ATA ed operatori vari, che naturalmente nella scuola privata verranno assunti a progetto e quindi con un ulteriore allargamento del precariato ed una dunque minor tutela per gli insegnanti stessi che si vedranno oltretutto costretti a fornire la didattica stabilita dai proprietari della scuola.

In Abruzzo salteranno diverse presidenze, la maggior parte delle quali in provincia dell'Aquila e di Pescara (rispettivamente 10 ed 11) e la stima prosegue con circa 4 presidenze tagliate anche nel teramano. Solo il chietino potrebbe limitare i danni grazie ad un ridimensionamento già effettuato, ma basandosi il criterio su un rapporto demografico (e visti i dati che parlano di continuo abbassamento di nascite e spopolamento nell'ultimo decennio ndm) non è detto che non colpirà anche noi.

Questa è la realtà per quanto riguarda la scuola pubblica. Questo è ciò che sta avvenendo e che il governo goffamente cerca di smentire.

Il governo regala l'acqua alle multinazionali?

una legge approvata in agosto minaccia il bene più prezioso.

scritto da Angelo Primavera

Signore e signori, vi porto la prova di come agisce questo Governo e di come la democrazia e la libertà siano veramente in pericolo. A seguito di una mail mandata da Danilo ho fatto le mie verifiche ed ho scoperto quanto segue.

Il 25 giugno 2008 il viene approvato il DL (decreto legislativo) nr 112/2008. Attraverso il link, andate alla fine dell'articolo 23 "Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato" e potrete notare come è seguito subito dall'articolo 24.

Il 5 agosto 2008 (mentre tutti pensavano alle ferie, Grillo e Travaglio compresi) il Parlamento approva il decreto che diventa legge L 133/2008. Ma spulciandolo, qualcuno si è accorto che nel frattempo, in questo decreto è stato aggiunto un articolo: l'articolo 23 bis.

l'articolo 23 bis porta il seguente titolo: "Servizi pubblici locali di rilevanza economica"

In quest'articolo si impone la privatizzazione di tutte le risorse pubbliche, in particolare dell'acqua, sulla base delle regole di mercato. Il che significa, non prevedendo ostacolo di alcun tipo, che si apre il mercato alle multinazionali per il controllo dell'erogazione di acqua.

Il testo rimanda alle Regioni la decisione delle modalità contrattuali sulla gestione delle reti, ma non esplicita "alcun onere" dei privati riguardo la manutenzione ed il ripristino della rete di distribuzione, che resta pubblica proprio per far ricadere tutti i costi sulla collettività e garantire ai privati esclusivamente l'utile.

Data la nostra realtà, l'incredibile situazione in cui versa il nostro territorio, stiamo sperimentando in questi mesi cosa significa affidare ad un privato (SASI nel nostro caso) la sola gestione della distribuzione senza alcun tipo di onere riguardante la manutenzione dell'impianto. Siamo a novembre ed a causa di tubature fallate ovunque e di una mancanza totale di investimenti pubblici o privati per garantire nuovi approvigionamenti idrici, non abbiamo che poche ore d'acqua al giorno. Le bollette comunque le paghiamo, le tariffe si alzano ogni anno e paghiamo anche l'aria che passando ad ogni ripristino del flusso attraverso i condotti viene conteggiata come acqua! (quant'aria avremo pagato come acqua da giugno ad ora?)

Ma sebbene questa realtà della privatizzazione sia già un qualcosa in essere (non v'è novità in questo), con questa legge non solo si fa obbligo d'affidamento a privati della gestione della risorsa, ma si specifica anche che questo deve avvenire secondo le sole regole (quali? Proprio Tremonti parla di una mancanza totale di regole nel mercato!) di mercato e quindi si apre all'assalto delle multinazionali che mentre il mondo è ancora ossessionato dal prezzo del petrolio, sono già avanti ed intendono mettere le mani sull'oro azzurro.

L'acqua permette la vita. Controllare l'acqua significa avere un potere assoluto su ogni popolazione. Le multinazionali, o comunque i privati, possono gestire (garantendo un minimo non definito e quindi "suscettibile" a stime di quantità simili a quelle del petrolio) la risorsa più scarsa ed importante del pianeta come preferiscono ed oltretutto non vengono messi limiti riguardo la "commercializzazione" del bene. In pratica si parla solo di "distribuzione" e per distribuzione si può intendere anche 'imbottigliamento. Le speculazioni che abbiamo visto sul prezzo del Greggio sono state nulla in confronto a quelle che vedremo sull'acqua, con la differenza che se la benzina sale, magari troviamo il modo di farne a meno quando non è indispensabile la macchina o troviamo mezzi e forme di energia alternativa; se sale il prezzo dell'acqua, alternative non ne esistono ed a noi non resterà che pagare.

Prego, chi un po' se ne intende di esaminare con cura questo Art. 23 bis e valutare se le mie considerazioni sono in qualche modo errate. Resta il fatto che, se i bene informati definiscono l'affare "SASI" una sorta di truffa, questo articolo, per come è scritto, potrebbe rivelarsi una rapina, ben nascosta in un "innocuo" decreto legge che nessuno si è degnato di rileggere prima dell'approvazione o il cui art 23 bis è stato considerato poco importante.

Questo è comunque il governo della libertà, della trasparenza, del nuovo che avanza! Che inserisce articoli a tradimento in decreti apparentemente innocui o che trattano di tutt'altra questione, per far passare inosservato un provvedimento "impopolare" ed evitare il dibattito parlamentare su ogni questione "delicata". Lo hanno fatto con la scuola, l'hanno provato a fare con le leggi salva-premier (articolo nel decreto sui rifiuti però scoperto) e lo fanno in ogni cosa che potrebbe toccare la loro "immagine". Privatizzano tutto, così da comprare tutto ed aver potere su tutto, senza scrupoli, per il solo lucro dell'elite di cui sono rappresentanti ed esponenti. Vanno fermati e subito.

WAKE UP!!!

Berlusconi: "Non comprate spazi pubblicitari Rai...

...nei programmi che mi danno l'ansia."

scritto da Angelo Primavera

Quando si parla del conflitto d'interessi di Silvio Berlusconi, spesso e volentieri ci si ferma alla molto limitata visione del Premier che telefona a Vespa e gli dice di che deve parlare, che poi fa chiamare Riotta e gli dice che notizie scelgiere e come darle. Insomma, in maniera molto ingenua ci si dimentica di quale sia la parte fondamentale del potere del Premier.

Il premier infatti è titolare di un gruppo che produce pubblicità e la pubblicità è ciò che alimenta gran parte delle risorse di tutte le televisioni e di tutti i giornali.

Secondo questo agghiacciante articolo, il nostro Dio Nano, sta sfruttando tutta la sua onnipotenza per colpire, in maniera "silenziosa" ma letale, le poche sacche di resistenza nell'informazione televisiva e nella carta stampata. In pratica stà consigliando tutti di non comprare più spazi pubblicitari di trasmissioni Rai in cui si alimenta l'ansia nell'ascoltatore. Al solito, come accadeva per le intercettazioni, per il decreto che serviva ad impedirle per proteggere la privacy dei cittadini, quando parla in questi termini si riferisce a se stesso ed ai suoi amici ed i programmi incriminati sono quelli che, dando voce ai cittadini, alle opposizioni ed a tutte le sacche di "resistenza" presenti nel paese, fanno venire l'ansia a lui.

Che poi, non so se ricordavate i tg mediaset di un anno e mezzo fa. Le annunciatrici (perché chiamare giornaliste quelle vallette col tesserino è un qualcosa che richiede grande coraggio) annunciavano notizie catastrofiche a raffica con un tono apocalittico. Uno studio internazionale confrontava i nostri telegiornali con quelli della Gran Bretagna e di altri Stati, rilevando nei nostri (maggiormente in Mediaset) picchi d'ansia ripetuti e quasi inspiegabili.

Questa strategia del colpire il pluralismo attraverso i fondi pubblicitari è stata studiata dopo una risposta secca di Santoro a Berlusconi. Infatti quando la maggioranza ha accusato Santoro di fare pessimo servizio pubblico con i soldi dei cittadini, Santoro ha fatto presente che la trasmissione è interamente pagata dagli spazi pubblicitari e che anzi, porta soldi alle casse dell'emittente raccogliendo più di quanto spende.

A Berlusconi questo schiaffo non è piaciuto e quindi ha deciso di utilizzare tutta la sua influenza, come premier e come imprenditore pubblicitario per convincere a non acquistare più quegli spazi.
Mi chiedo cosa prometterà ai signori imprenditori per rinunciare ad una visibilità garantita da programmi che ad ogni puntata raggiungono indici d'ascolto altissimi e sono in continua espansione.

Oltretutto Berluconi invita le stesse aziende a comprare spazi in Mediaset (probabilmente scontati). Ci aggiungerà un qualche sottosegretariato o qualche valletta, o magari, per i più pretenziosi una ministra da calendario...chissà, dopo le intercettazioni, se per comprare un senatore era pronto a tutto, figuriamoci per zittire coloro che spulciano ogni giorno nei suoi misfatti, cosa sarebbe disposto a fare.

La guerra del Premier alla libertà di informazione ed opinione è dunque sempre più imponente. Scuola e Propaganda...Russia e Cina insegnano e Berlusconi sembra alunno modello.

Dibattito sul decreto Gelmini a Guardiagrele: Introduzione.

Un attacco concentrico per costruire un altro modello di società!

scritto da Angelo Primavera

<<Un attacco concetrico per costituire un altro modello di società>>...<<Nessuno dice che questo è il momento migliore, visto che la gente è indifesa, per iniziare a smantellare uno Stato, una società, che ci ha retto negli ultimi cinquant'anni.>> (Nicola Tinari, Consigliere Provinciale P.R.C.)

Dell'introduzione al dibattito che vedrete in questa prima parte del filmato questi, a mio modo di vedere, sono i punti di maggior interesse per cominciare a fare un discorso generale non solo su questo decreto o riforma scolastica, ma sull'intero contesto in cui questo dispositivo si inserisce.

Perché alla fine la sensazione complessiva, se si fa una cernita delle politiche che da anni si stanno portando avanti è proprio questa: una progressiva demolizione di tutto ciò che garantisce stabilità allo Stato sociale per favorire un dinamismo, una "flessibilità" che va a vantaggio solo ed esclusivamente di una certa tipologia di persone e soprattutto dell'elite imprenditoriale, finanziaria e bancaria italiana.

Dalla precarizzazione del lavoro, introdotta in alcuni settori dal primo governo Prodi e poi liberalizzata e diffusa a macchia d'olio dalla legge 30 senza lo studio di validi ammortizzatori sociali, alle politiche sanitarie che hanno fatto della sanità stessa non solo una fonte infinita di debiti, ma anche un luogo che la politica utilizza per coltivare clientele senza curarsi dei servizi, passando per la svendita di aziende statali strategiche (ultimo caso Alitalia, il cui debito viene pagato dagli italiani e la parte attiva rilevata dalla CAI, che nonostante la paghi una miseria, non ha ancora chiuso l'accordo).

In questo quadro si inseriscono le riforme scolastiche ed universitarie ed i continui tentativi di equiparare, in termini di finanziamento, il pubblico con il privato, dove quest'ultimo oltretutto non dimostra affatto una volontà d'eccellenza dato che noi tutti sappiamo che le scuole private, per lo più, sono istituti dove tu vai, paghi, ed esci con un pezzo di carta. Non eccellendo il privato, si cerca di disastrare il pubblico affinché la privatizzazione venga vista come una necessità. La stessa strategia utilizzata in pratica nell'ambito sanitario e della gestione della risorsa idrica di cui tutti oggi iniziamo a vedere i primi effetti.

Gli interventi pesanti sulle scuole dell'obbligo, la cui scuola primaria ad oggi, è ai primissimi posti in europa e rappresenta un modello di confronto per gli altri paesi, è un chiaro segno di questa volontà di favorire il privato attraverso lo smembramento del pubblico. Non è un semplice batter cassa. Le scuole primarie private sarebbero una cospicua fonte di denaro per i privati, un investimento su un settore irrinunciabile per il paese, che però oggi è impossibile, dato il sistema pubblico così efficente. Si distrugge il pubblico, si finanzia il privato in maniera tale che quest'ultimo possa esser competitivo e guadagnare progressivamente "mercato" senza costringerlo ad investire in "eccellenza". Perché dopo il lavoro, anche l'istruzione si vuol trasformare in un mercato ed è questo il lato più tetro della politica che il PDL vuole portare a compimento.

Il 3 + 2 è stato forse il colpo di grazia al sistema universitario che era quello più in difficoltà. Il governo Berlusconi si lamenta e giustifica i tagli all'università col proliferare di corsi di laurea, senza contare che era stato introdotto questo "modello" proprio con la scusa di permettere, una maggiore diversificazione dell'offerta formativa universitaria ed al contempo, dato che molti non completavano il percorso del vecchio ordinamento (5 anni in genere) consentiva dopo tre anni di uscire dall'università con una laurea generica che oggi si dimostra inutile quanto purtroppo, spesso, anche quella specialistica. Un primo taglio utile sarebbe il tornare indietro proprio su questi punti, selezionando, anno dopo anno, i corsi migliori che offrono specializzazioni "concrete".

La cosa infatti importante da dire sull'università è che oggi si dimostra spesso un investimento proibitivo e/o inutile per studenti e famiglie. Il mondo del lavoro è bloccato a caste per cui sono le raccomandazioni di personaggi politici, del mondo imprenditoriale o accademico, o del nome altisonante a dar valore alle lauree, non le lauree a raccomandare un individuo come meritevole di un posto di lavoro.
L'università è sempre più un luogo dove andare a farsi una cultura e basta. L'equazione LAUREA=POSTO è sempre più sconfessata da migliaia di giovani che poi si ritrovano a far tutt'altro nella vita ed a vivere un'esistenza precaria.

Ad ogni modo, per concludere questo primo pezzo, dico solo che Tinari centra il punto. Questa riforma è solo una parte di un progetto ben più esteso e complesso che mira alla costituzione di una società diversa, più controllata e meno critica. D'altronde le cose più importanti in ogni sistema autoritario è il controllo delle menti attraverso propaganda (Media) e formazione (media-istruzione). Perché, come vedremo più avanti, e come si può facilmente evincere dal progetto di legge Aprea, il tentativo è di stabilire il controllo privato, attraverso capitali, attraverso Partnership, sulla didattica scolastica e sulla gestione della scuola e dell'università è evidente. Sono questi punti a rappresentare le fondamenta di questa idea di "riforma" di cui il decreto Tremoniti-Gelmini è solo un'avanguardia.

Gli sproloqui di Cossiga.

Gli "intoccabili" possono permettersi questo ed altro...stiamo attenti!

scritto da Angelo Primavera

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»

E' passata quasi inosservata questa esternazione di Francesco Cossiga, Presidente emerito della Repubblica Italiana. Una dichiarazione che va censurata in tutto e per tutto se rapportata al presente e sulla quale bisogna riflettere riguardo al passato.

Io non so come possa essere tollerata una cosa del genere in un paese democratico come dichiara d'esser il nostro. Spesso mi si è voluto far intendere che il "diritto d'opinione" ha un limite per quello che io scrivo, ma con simili esempi si dimostra chiaramente che ogni opinione è lecita, purché si abbia il potere per esprimerla e nel caso di Cossiga, farla diventare (come da sua ammissione) realtà. E' la confessione spontanea di un crimine gravissimo che oltretutto, attraverso un giornale, si sprona l'attuale governo a ripetere.

Ho voluto riportarla perché merità di non esser dimenticata. Ho voluto riportarla perché sia un esempio del cosa si può arrivare a pensare e fare. Quando e se ci saranno scontri, ricordiamole queste parole, perché Cossiga le ha dette in quanto non esercitando alcun potere effettivo e non rappresentando altri che se stesso, non ha interessi o logiche di partito da tutelare. Ma è bene comprendere che facilmente, dietro ad episodi come quelli della Diaz e del Bolzaneto, giusto per citarne due recenti, esiste questa mentalità e la stessa strategia d'azione del Governo. Devono dunque star molto attenti gli universitari, essere vigili sui partecipanti alle proteste.

Quando vedrete scontri, quando vedrete manganellate, quando vedrete locali o quartieri in fiamme o quando vi inquadreranno "manifestanti" facinorosi che provocano danni e guerriglia, non dimenticate queste parole. Perché chi ha interesse a mantenere il potere non le dice, le smentisce, talvolta le condanna...ma spesse volte le riconosce legittime all'atto pratico.

Testo integrale dell'intervista

A che serve la "Riforma" Gelmini?

Non è che serve a finanziare le promesse elettorali di Berlusconi?

scritto da Angelo Primavera

Il governo prima fa i tagli e poi la riforma. Un po' come in Abruzzo: prima approvato il piano di rientro, solo poi il piano sanitario...ed il risultato è sotto gli occhi di tutti, ovvero è caos!
In più anche la prassi sembra quella, con accorpamenti di istituti di montagna, tagli di personale superfluo, spostamenti di maestri dalla mattina al pomeriggio, da una provincia all'altra e via dicendo, tempo pieno che aumenta di ore, ma con lo stesso personale, anzi meno. Il solito "potenziamento" tagliando.
Il centro-destra locale quando fu presentato questo modus operandi sulla sanità disse che si voleva lubrificare la supposta, addolcire la pillola, praticare l'eutanasia, perché gli ospedali avrebbero chiuso o quantomeno sarebbero stati smembrati. Non hanno chiuso, ma la sanità è stata massacrata in termini di servizi e soprattutto di sicurezza. Con queste premesse, attendiamo il loro punto di vista e che soprattutto si facciano sentire, attraverso i loro canali, con la vetta del PDL per la quale sarà necessaria probabilmente  l'intercessione della (non più) vergine Gelmini, o la (mai stata) vergine Carfagna, che come Maria per Dante, faccia volgere lo sguardo del Dio Nano verso di loro senza che loro perdano il senno (o lo riprendano).

Le università, con questo decreto, vedranno calare il numero di docenti bruscamente e probabilmente saranno costrette ad alzare le tasse non di poco: chiedete a qualsiasi genitore quanto costa già oggi uno studente all'università.  Con questo taglio si dice di voler combattere il "baronato", ma curiosamente, devono andare in pensione 5 baroni per permettere l'entrata di un solo nuovo giovane. I baroni affezionati a stipendio ed università, per salvare sia la prima che la seconda cosa, non andranno più in pensione e quindi l'università peggiorerà ulteriormente, con i giovani tagliati fuori.

Dei fenomeni dunque questi del governo! Che poi tagliano la ricerca in un momento in cui la ricerca è l'unico motore in grado di farci uscire dalla recessione e mantenerci in concorrenza con i paesi emergenti. Una domanda: ma non è che per caso a scuola ci devono andar loro? La sensazione è che gli istituti privati in cui sono stati mandati non abbiano fatto grandi cose.

La cosa più pazzesca in assoluto, che si riconduce all'inizio del mio post, è che questi tagli sono previsti prima ancora che si discuta la riforma, discussione che secondo lo stesso Berlusconi, non è iniziata neanche all'interno del governo. In pratica è un taglio di spesa pubblica di 8 miliardi. 8 miliardi che in parte vanno a coprire l'ICI (delle fasce medio alte di reddito, ovvero benestanti e ricchi, perché ai poveri aveva già pensato Prodi) in parte vanno a coprire probabilmente il debito che abbiamo contratto quando il governo ha scaricato la parte "malata" di Alitalia sugli italiani, per regalare la parte "sana" della compagnia a Colaninno, Tronchetti Provera, Marcegaglia ecc.ecc.ecc. una compagnia di bandiera immacolata che oltretutto non hanno ancora pagato, dato che le banche che dovrebbero prestar loro i soldi per farlo (perché non li hanno) stanno fallendo una dopo l'altra.
Tagli che devono coprire il nuovo dispositivo che consente voli con aerei di Stato a tutti i ministri, vice ministri, sottosegretari, famigliari, portaborse ed "occasionalmente" civili che non hanno nulla a che vedere con loro, ma che vengono preventivamente autorizzati dal politico stesso. Insomma: anche qui i clandestini sono gli unici a non essere ammessi!

Tagli che si annunciano così, con calma e senza per piacere, quasi sottovoce, quando invece si strobazzano i fondi per salvare i banchieri, gli istituti di credito. Lo Stato vuol garantire i risparmiatori? Garantisca solamente i conti correnti della gente e fino ad un limite umano (non sopra i 100.000 euro). Oltre, chi vuole ritiri, i finanzieri vadano ad occupare wall street e Piazza affari, che tanto noi le forze dell'ordine a farli sgombrare non ce le mandiamo, perché così è la buona volta che li muriamo vivi e non ci pensiamo più. Si riparte tutto da capo. Come diceva Grillo tempo fa: Reset!

Un decreto insomma geniale. Si fa prima di sapere come riorganizzare scuole ed università e si fa per tagliare spese che coprono le speculazioni elettorali di Berlusconi. Stiamo pagando la sua campagna elettorale. Stiamo pagando a caro prezzo le SUE promesse. Se mi prometti una Ferrari, e poi mi compri una Punto magari non sono contento o resto deluso; ma se mi prometti una Ferrari, me la fai vedere, mi dici "eccola, come ti avevo promesso: è tua!" e poi insieme alle chiavi mi chiedi di firmare l'assegno per pagarla, allora vedi che strada devi fare.

Per di più sappiamo come Berlusconi ha risolto gran parte del problema rifiuti di Napoli (cosa della quale si vanta), trasportando 6 milioni di tonnellate di rifiuti nella sempre ostile (a Prodi) Lombardia. Un miracolo che solo lui poteva fare perché nel PDL lui comanda e gli altri eseguono. D'altronde libertà e democrazia sono l'ossatura del PDL no?

Continua a prendere in giro la gente e neanche tanto chi non l'ha votato. Prende deliberatamente per idioti (e per noi che sapevamo come sarebbe andata, la tentazione di dire che non ha tutti i torti è forte!) i suoi elettori e penso anche gran parte dei suoi stessi subordinati locali di partito (perchè nel PDL tutti sanno che lui decide e gli altri sono subordinati alle sue volontà e direttive!). Chi lo appoggia e lo sostiene, fino ad arrivare a mettersi sotto la stessa bandiera a parlare di democrazia e libertà dovrebbe riflettere sul fatto che sino ad ora l'unica cosa a costo zero che ha fatto Berlusconi per il paese dal momento in cui è andato al governo è il LODO ALFANO! E guarda caso, l'unica cosa a costo zero, per chi l'ha fatta?

La politica di Berlusconi tra scuola, università e pubblico impiego rischia, in un periodo nero come questo, di mandare per le strade centinaia di migliaia di lavoratori che, con famiglia, sicuramente arrivano a sfiorare un milione di italiani. Sono tagli assurdi a fronte di una detassazione pari a zero (solo lo straordinario è detassato, ovvero il lavoro "in più" che non ti permette di avere una vita!), di un ICI che paghiamo in servizi e vantaggi per cordate imprenditoriali che oltretutto, per quanto riguarda Alitalia, ci costano diverse migliaia di cassaintegrati. Viene ignorata la costituzione, viene umiliato lo stato di diritto e con esso rischiamo di perdere alcuni diritti irrinunciabili che già oggi vengono abbondantemente calpestati.

In sei mesi è riuscito a mobilitare decine di migliaia di studenti (ed il movimento è in continua espansione). Appuntamento al primo anniversario del berlusconi tris per la rivoluzione vera e propria! Che sia la volta che ce lo leviamo veramente dalle balle? '68-'08...che Berlusconi riesca nel miracolo di risvegliare (anche se a legnate) l'Italia? Forse è da illusi. Certo è che in questo momento il sistema che da forza al premier è in crisi. Il suo potere si fonda sui soldi, sul mercato che è crollato. Abbiamo un'opportunità forse...certamente abbiamo ed avremo sempre una speranza.

Berlusconi si smentisce da se...ma non fatevi ingannare.

La protesta aumenta e non è così "terroristica"

scritto da Angelo Primavera

 

Ho inserito due video. Nel primo l'agghiacciante discorso "minaccia" di Berlusconi, tipico da dittatore <<Darò precise istruzioni al ministro dell'interno per impedire che ciò avvenga!>>, con il paragone inquietante con il diktat bulgaro di su Biagi Santoro e Luttazzi che vuole farci tener a mente che certe promesse, a differenza di altre, il premier le mantiene.

Nel secondo un esempio di chi sono questi "pericoli" che vanno combattuti con tanta forza, in una manifestazione studentesca a Firenze che simboleggia uno degli effetti che questa riforma avrà se verrà messa in atto: la fuga definitiva dei cervelli.

Ciò che spaventa è che i ragazzi, più il premier provoca, più diventano determinati, mentre Berlusconi è nel pieno della sua campagna "io decido!" e quindi non vuole piegarsi ed è pronto veramente ad usare qualunque metodo per non permettere a nessuno di contrastarlo.

I genitori dei nostri universitari avranno paura per i loro figli e purtroppo hanno ragione. Spero che però non facciano l'errore di imporre loro di staccarsi da questa protesta. Sarebbe bello anzi che i genitori stessi si unissero ad essa. La scuola pubblica è un bene di tutti e va difesa da tutti.

Intanto Berlusconi (sento dai titoli solo ora) ha appena smentito quello che ha detto. In più ha annunciato che per l'università non hanno ancora fatto niente e chi va in piazza per protestare su questo ci va perché gli piace. Il tutto con un tono austero. La Gelmini dice che "le informazioni date alle famiglie sono false e terroriste!".

Si sforzano insomma di riparare alla criminalizzazione degli studenti che è stata fatta non più tardi di ieri. Tutti negano l'intenzione di usare le forze dell'ordine, ma i filmati sconfessano tutto...insomma loro dicono che sinistre, sindacati, professori e studenti dicano il falso: guardate il filmato di Berlusconi e poi chiedetevi: chi dice balle?

Riforma Gelmini: Studenti guardiesi interessati ma forse intimoriti.

A liceo un compito in classe, ma senza confronti; Ragioneria: "ma è quello per cui fanno occupazione?"

scritto da Angelo Primavera

Oggi sono andato alle superiori guardiesi, liceo e ragioneria, per distribuire i volantini del dibattito sulla riforma Gelmini.

Intanto ho scoperto che proprio oggi, una classe del liceo, ha fatto un tema a riguardo. Una studentessa, di cui ovviamente non faccio il nome, anche perché non lo so, alla domanda "e tu che hai scritto?", mi ha risposto: <<Beh, ho scritto così, in generale ed ho evitato i commenti perché non so la prof di che partito è.>> Le ho detto: <<Va beh, cosa importa di che partito è? E' quello che pensi>> lei ha risposto <<Si ma poi se mi mette quattro?>>.

Ovviamente sono convinto che questa sia una sua percezione e mi auguro che le nostre scuole non abbiano professori che valutano il compito dall'orientamento politico delle idee. Ma se questa è la percezione che ha uno studente della sua "libertà di pensiero", se è così che è cresciuto, se nessuno lo sprona a battersi per le proprie idee, anche se questo può costargli qualcosa, lo studente crescerà sottomesso ed omertoso. Invito quella ragazza e tutti gli altri che si sono trovati dinanzi a questo dubbio a non temere le proprie idee. Io ogni giorno scrivo qui le mie e sono certo che do fastidio a chiunque e che prima o poi troveranno il modo di farmele pagare. Ma anche se ne subirò le conseguenze, lo farò da uomo libero. Vorrei che voi studenti, come prima cosa imparaste a difendere questo: la vostra libertà di pensiero, perché è l'unica reale libertà che esista. E sprono i vostri professori, se passassero di qui, a darvi le stesse indicazioni, perché è loro responsabilità insegnarvi cos'è una democrazia, quali sono i vostri diritti civili. L'opinione è un diritto difeso dalla costituzione ragazzi. Se vi penalizzano per un'opinione siatene fieri. Appendetevi al petto il vostro 4 e girate a testa alta. Con questo non vi voglio dire che non dovete riflettere e mettere in dubbio anche le vostre di idee, confrontarle ed attraverso il confronto, magari arricchirle, migliorarle. Dico solo: non le tacetele mai, anche quando sono impopolari, anche quando vi espongono dinanzi ad un rischio di penalizzazione!

Ho incontrato due ragazzi, ho dato loro il volantino e mi hanno detto: <<Ma noi siamo di destra!>> ho risposto: <<E che problema c'è? Questo è un confronto per capire cosa accade veramente. E poi di quale destra siete?>> loro hanno risposto: <<Di destra destra, di Forza Nuova>>. Ho detto loro: <<Guardate che per quello che ho capito, la scuola pubblica è un qualcosa che comunque credo accomuni anche la destra estrema>>. Mi hanno chiesto: <<Ma tu sei di Rifondazione?>> ho risposto: <<No, ma appoggio queste battaglie!>> <<Allora sei dell'università!>> <<No! è semplicemente perché ci credo!>>. Credo di essergli sembrato una sorta di alieno. Uno che non fa parte del partito che organizza, che non fa l'università che però si interessa alla cosa. Hanno accettato il volantino ed è stato bellissimo sentire, mentre andavo via: <<Su questa cosa la destra e la sinistra si devono mettere insieme!>>. Ovviamente, ma l'ho sempre detto, secondo me bisogna riunire ciò che il potere divide. Ci mettono destra contro sinistra, poliziotti contro manifestanti. Tutti usati come pedine in un eterno "dive et impera". Io sostengo che a questo mondo esiste solo il partito del buonsenso, o quantomeno, a quello sono iscritto dalla nascita.

A margine di questo, prima dell'uscita dei ragazzi, ho parlato con un carabiniere di cui non rivelo il nome perché non gli ho chiesto di pubblicare il suo pensiero, ma ritengo interessante la conversazione quindi ne porto un sunto. Abbiamo parlato un po' del clima che si respira e lui mi ha detto che se si continua così, succederà un disastro, lasciandomi intendere la sua preoccupazione. Mi ha detto che per lui, quello che si sta facendo alla scuola pubblica ed al pubblico in generale non è affatto positivo. Mi ha accennato alle condizioni della sua realtà professionale, con esempi incredibili. Penso che chiederò a lui ed ai suoi colleghi un'intervista perché, tra tutto il pubblico che il governo Berlusconi sta mettendo in crisi, c'è anche la componente dell'ordine pubblico.

Il mio timore, a riguardo è che il governo proceda con l'arma del ricatto, promettendo di tutelare l'arma e le forze di polizia, solamente se avallano determinate politiche "decisioniste". Ovviamente è un mio pensiero, una mia opinione, una mia preoccupazione. Conto nei prossimi giorni di raccogliere qualche testimonianza ufficiale e fare un pezzo proprio su questo tema.

In più vorrei proporre, a chiunque volesse appoggiarlo, un concerto di protesta contro la riforma Gelmini. Sarebbe un buon modo per unire i giovani, divertirsi e far informazione allo stesso tempo. I termini sono stretti, con l'ostacolo della campagna elettorale che parte a fine mese. Vediamo cosa si riesce a fare. I giovani vanno resi coscienti, così che non si trovino oggi a sognare un domani che non potranno mai avere, come è successo alla mia generazione.

Scarica e diffondi il volantino del confronto sulla riforma del 24 ottobre.

Piero Calamandrei, 1950

una profezia agghiacciante sulla scuola pubblica

scritto da Danilo Zulli

Nella mia casella e-mail ho trovata questa lettera che mi ha spedito mio figlio Simone. Già dal 1950 Piero Calamandrei aveva visto giusto sul futuro della scuola pubblica. 

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Manifestazione 12 ottobre: "Vota Antonio! Vota Antonio!"

Ultimo atto in salsa satirica.

scritto da Angelo Primavera


"Vota Antonio! Vota Antonio!" dunque è la mia reazione riverente ed ammirata dinanzi al triplo carpiato con doppio avvitamento, coefficente 3.1, degno di una finale olimpionica con il quale il pizzetto in fascia tricolore riesce a prender spunto da un termine (straniero, ndm.) utilizzato da Palmerio, per delegittimare lo stesso Sindaco di Guardiagrele e da li lanciarsi all'attacco di Maresca e Caramanico. L'avrei visto bene a Pechino, in un costumino nero aderente con una medaglia al collo, orgoglio di tutti gli Italiani che hanno festeggiato i campioni premiati con oro, argento e bronzo (forgiati da schiavi), come riconoscimento per il loro spirito olimpico.

"Vota Antonio! Vota Antonio!" quando nel parlare di Sanità riesce persino a mostrare la sua puntuale attenzione sulla moda, criticando il sarto Maresca, che non sa tagliar bene e non confeziona forse abiti, nero funebri, come quelli che tutti uguali (tranne il libero), hanno affollato il palchetto della piazza. L'augurio, non se ne abbia a male questo cultore del bello, è che se per fare i tagli basta un buon sarto, alle dimissioni di Maresca non sussegua la nomina del suo, in quanto, ma questo è mio gusto, il taglio degli abiti era macabro e funebre ed un look simile cucito sulla sanità non è un buon auspicio.

"Vota Antonio! Vota Antonio!" che di coerenza fa bandiera, con se ed il partito, nell'aggiungere un ironico "bla bla bla" subito dopo aver usato termini come "presunzione d'innocenza sino al terzo grado di giudizio". D'altronde lui non teme che gli si palesi l'imbarazzante contraddizione nel toglier legittimità ad una forza politica regionale a causa del leader indagato ed arrestato e contemporaneamente garantirla per l'altra, a spada tratta, nel porsi al servizio sotto lo stendardo azzurro di indagati, imputati, condannati e pluriprescritti che in un Presidente del Consiglio racchiudono l'essenza pura di questa specie. Ma egli sa e per questo lo fa, che così ci strapperà sorrisi ed ilarità e dunque lo fa, lo fa per noi, loro e per chiunque preferisca rider per non piangere.

Dunque "Vota Antonio! Vota Antonio!" come diceva Totò, e non ti curare che non c'è morale, perché l'ironia del soggetto oggi giorno non è casuale; perché qualcuno disse: "con una risata si può guarire". E dunque ridendo perché d'ironia si può guarire, magari si salva persino l'ospedale.

C'è posta per te: è Franco Caramanico!

commento alla lettera firmata da Caramanico e Palmerio,

scritto da Angelo Primavera

Penso di aver ampiamente descritto su questo blog (terminerò più tardi) quelle che sono le cose che mi fanno definire strumentale la politica dei sindaci di centro-detra. Ma oggi mi arriva una lettera a firma Franco Caramanico e Mario Palmerio, che merita una risposta, a mio modo di vedere, anche se non a fronte dei dati, che sono pressapoco (conteggio dei posti letto a parte) quelli che ho fornito anch'io, ne della storia, che in qualche modo ripercorre tappe che nel parlare della manifestazione ho sottolineato.

Ciò che merita una risposta, a mio modo di vedere, è il taglio di una lettera, rappresentante uno sforzo di comunicare con il cittadino che si fa, come ho già evidenziato in alcuni commenti, SOLO quando ci sono attacchi mirati Carmanico o a Palmerio da parte delle forze politche opposte. Uno sforzo che dovrebbe essere un qualcosa di scontato, che l'amministrazione quantomeno avrebbe dovuto fare a prescindere per tener aggiornato il territorio. Un territorio che però è lasciato senza niente, senza dati, senza informazioni, senza punti di riferimento in una situazione di precaria incertezza. Se qualcuno non mette in discussione la posizione dei sopracitati personaggi, ciò che si ottiene è il silenzio ed allora, ben vengano anche le manifestazioni strumentali se è l'unico modo di farli smuovere.

Un altro elemento che merita una risposta è la solita caratteristica delle lettere in cui si scrive solo ciò che è utile al politico. Espone il problema del taglio del personale, realizzato da Conga, che non può essere reintegrato a causa del Piano di Rientro, ma non fa alcun riferimento concreto al come si voglia risolvere il problema. Se sono necessari altri accorpamenti, il manager dovrà farli, altrimenti qualcuno non dovrebbe solo dirci che è stata trovata una soluzione ma spiegarci soprattutto quale.

Questa Giunta Regionale uscente, mi spiace ricordarlo, va celebre per le sue soluzioni provvisorie. Non ultima quella con la quale si prevedeva un taglio "discrezionale" alle cliniche private, che è stata annullata dal TAR proprio a causa della precarietà del provvedimento stesso (in quanto i principi di autorità a decidere sulla spesa sanitaria e sui criteri della stessa sono stati ribaditi dalla sentenza stessa). Per non parlare poi della tempestiva redazione del documento sospensivo (anch'esso annullato dal TAR) riguardo la costruzione del Centro Olii di Ortona fatto di fretta in vista delle elezioni Politiche ad aprile e per questo scritto con i piedi.

Ora non è per una mia volontà di mancare di fiducia, ma non mi fido affatto se Caramanico non mi spiega nel dettaglio il come questa soluzione dia una garanzia effettiva ai reparti che Maresca voleva accorpare a Chieti ed Ortona. Perché il momento è dubbio e l'idea di una provvisorietà del provvedimento, per far scadere i termini elettorali, non può essere assolutamente esclusa dai cittadini.

L'intervista a Del Turco di ieri ha, grosso modo, fornito le stesse proiezioni che oggi mi sono trovato nella cassetta della posta, dipingendo una regione senza regole a cui è stato reintrodotto un sistema di controllo. E' un successo questo e nessuno lo mette in dubbio, così come, se i dati diffusi da Caramanico riguardo i conti dalla nostra A.S.L sono esatti, il taglio della spesa è stato netto.

Ma a quale prezzo? Questa non è mica una domanda che fa solo il centro-destra in piazza per raggranellare voti. La denuncia dei disservizi, della precarietà percepita dalla gente ogni volta che si trova nelle condizini di aver bisogno del Sistema Sanitario abruzzese, non è un'invenzione di Micucci, Tavani e co., per quanto loro la stiano utilizzando per i loro fini.

Per una volta, caro Franco, non ci dica quali balle ci ha raccontato il centro-destra, perché molti guardiesi lo sanno (se ha notato c'era molta meno gente all'ultima manifestazione rispetto ad un anno fa). Sottolinei ogni tanto anche le verità che hanno detto da centro-destra ed il come si intende risolvere quei problemi.

Il Piano Sanitario Regionale non è a mio modo di vedere realizzabile se sottoposto a questo Piano di Rientro. Se tutte le forze politiche non provvedono PRIMA delle elezioni ad un accordo con il governo Berlusconi al fine di spalmarlo su un periodo più lungo, così da poter in qualche modo metabolizzare nel tempo i tagli, il sistema collasserà a breve.

Mi pare che qui si continui a difendere il proprio orticello, il proprio interesse di parte e magari anche il proprio lavoro se lo si ritiene buono. Ma si sta ignorando la gente. I problemi che continuano a mettere in pericolo il nostro ospedale sono ancora presenti, non fingiamo che non ci siano, come oltretutto non definiamo "potenziata" una struttura che avrà anche 124 posti letto, ma che ne occupa 1/3 quando va bene, che ha perso diversi reparti senza ottenere la reale eccellenza che si offriva in cambio.

Parliamo di realtà. Parliamo di cose concrete perché le dirò, caro Caramanico, se si ammette un errore di valutazione della capacità di ripresa del sistema dopo ogni taglio e/o accorpamento e si pone come priorità il trovare una soluzione a quei problemi così da risolvere la gran parte dei disagi oggi presenti nelle grandi strutture o dei pericoli che si sono crati nel vivere lontani da esse, c'è ben poco, proprio per i motivi scritti sulla lettera che ha mandato, da saltarle alla gola.

Ma se rimane trincerato dietro ad un bilancio, ignorando le ripercussioni gravi che questa pur "buona" politica economica ha causato su strutture, operatori e soprattutto cittadini, non avrà di certo il sostegno di chi come me è stanco di far il ping pong da destra a sinistra, passare i pomeriggi e le notti a confrontarne dati e storie, per isolare verità da un lato, verità dall'altro al fine di trovare una realtà precaria a cui nessuno presta attenzione.

Sia gentile e ci dica: COME si sono salvati i reparti di Geriatria e Day Surgery (ovvero dove son stati fatti i tagli che dovevano esser fatti li) altrimenti per me sarà un semplice rimandare la cosa; Ci dica COME si intende creare quella rete efficiente per rispondere alle emergenze nelle nostre zone CHE NON ESISTE al momento, e COME si intende dare dei VERI punti di riferimento al cittadino. Ovviamente spieghi anche le RISORSE a disposizione per fare questo.

Il Piano Sanitario Regionale, come ho avuto modo di dire anche in post precedenti è "Bello da leggere" e quando lei lo cita, "Bello da ascoltare". Ma per quanto io sia un cultore del "Bello" oggi non posso che individuarlo solo come un sogno, quasi un'utopia.

Questo genere di chiarimenti vorrei da una sua lettera, non quello che lei si preoccupa di ribadire per non rischiare di perdere consensi. I risultati sono il passato, non vanno dimenticati, ma non possono essere assolutamente la spina dorsale di una proposta politica in questo momento in cui si constata un presente ambiguo e ci si preoccupa per un futuro oscuro.

In più, non per fare il solito rompiscatole, ma non posso continuare a separare la posizione dell'amministrazione, in termini di responsabilità, se su una lettera del genere appare la firma anche di Mario Palmerio. Se Palmerio è partecipe di questa storia in termini concreti, allora smetta di nascondersi come ha fatto sino ad ora ed affronti i suoi detrattori pubblicamente spiegando la sua reale funzione in tutta questa vicenda. Altrimenti, caro Franco, firmi lei e basta perché Palmerio, così facendo viene visto semplicemente come il pappagallo sulla spalla, che parla quando parla lei, per ripetere le cose che dice lei. E' un'immagine che al burbero sindaco non si addice perché umiliante e degradante rispetto alla funzione che egli stesso svolge.

Io sono convinto che il Sindaco Mario Palmerio in questa storia abbia l'unica responsabilità di non aver tenuti informati COSTANTEMENTE i suoi cittadini, offrendo tempo, spazio e pretesto alle opposizioni per creare questa campagna strumentale. Credo che l'intera giunta avrebbe potuto (e penso senza di lei Caramanico l'avrebbe fatto) effettuare maggiori pressioni sul Manager Maresca al fine di strappare condizioni migliori, perché senza il silenzio di Guardiagrele, magari anche solo palesando i disagi e chiedendo costantemente e pubblicamente causa e soluzioni degli stessi al Manager, qualcosina in più l'avremmo ottenuto. Credo che l'avallo alla SUA politica sia venuto prima non dell'interesse dei cittadini, (perché comprendo le ragioni del riassetto seppur ne contesto alcune parti e comprendo che sia una priorità) ma del dovere morale, politico ed istituzionale di combattere per strappare qualcosa in più, cosa che un primo cittadino ed una giunta eletta devono avere come primo obiettivo.

Franco, lei è ad un bivio in questo momento. Può impostare la sua campagna elettorale sul passato o può confrontarsi con i cittadini per comprendere il presente e programmare soluzioni in un futuro immediato a garanzia di questo territorio. Scelga bene la sua strategia perché sono certo, molti voti, si baseranno su questo. Anche perché, con un Pdl che attacca Del Turco in piazza e lo difende in televisione, inizia, come da post precedente, ad esser plausibile qualsiasi genere di teoria fanta-politica.

Si dica a questa gente come si intende dar loro sicurezza. Ora questo interessa: i risultati di bilancio, al momento, anche grazie a tutta una serie di cittadini che si battono come me per tener vivo il ricordo, li conosciamo a memoria.

Ovviamente tutti coloro chiamati in causa in questo Post, oltre che i lettori, possono disporre del diritto di replica con commenti o se preferiscono possono inviare una lettera aperta che verrà pubblicata sul blog.

L'indirizzo per inviare lettere, segnalazini, materiale è il seguente: signorsperanza@gmail.com

Leggi e scarica la lettera

Inceneritori; un pericolo da non dimenticare

il potere somministra la supposta quando guardi altrove.

scritto da Angelo Primavera

Gli inceneritori sembrano essere il sogno nel cassetto della politica di casa nostra. Da destra a sinistra i cosiddetti "termovalorizzatori" attraggono come sirene ogni dirigenza politica, a prescindere dal colore politico o da un'ideologia d'appartenenza, nel momento in cui si trova al governo di una regione, parla di inceneritori.

Stando ad un post pubblicato sul sito di Beppe Grillo giorni fa, anche la "rinnovabile" Puglia è orgogliosa di questa politica con i suoi 5 nuovi impianti. Si dice alla gente che quegli impianti servono per smaltire il rimanente di ciò che non può essere differenziato, ma ovunque siano sorti inceneritori, la raccolta differenziata sembra svanire.

Questo perché agli inceneritori servono una quantità costante (ed enorme) di rifiuti per produrre energia e quindi divenire fonte di guadagno per chi li produce. Anche in Abruzzo, Franco Caramanico voleva costruire ben quattro inceneritori, "più piccoli".

Potrebbe sembrare una scelta sensata quella dell'ex Assessore Regionale all'ambiente, ma l'Italia purtroppo ci ha insegnato che dove c'è profitto (vedi la sanità) li si instaura il malaffare. Infatti se l'idea di farne quattro piccoli piuttosto che uno o due grandi in teoiria permetterebbe di spegnerne alcuni quando i rifiuti diminuiscono, vi sono due grandi dubbi in proposito: perché spendere soldi per realizzare impianti che forse non funzioneranno? Ma soprattutto, perché chi li gestisce dovrebbe accettarne lo spegnimento vedendo calare il suo profitto?

Ovviamente, il nostro sistema basato su clientele ed interessi forti in grado di orientare il voto, impiegherebbe poco a trovar qualche politico dedito a disincentivare la raccolta differenziata per mantenere il proprio impianto e continuare a guadagnare. Il che porterebbe, a mio modo di vedere ad un abbandono di questa politica che comunque, in abruzzo, in diverse zone è ancora carente.

Ovviamente, senza ripetermi nei particolari, gli inceneritori sono risultati, dalla maggior parte degli studi effettuati a livello internazionale, nocivi per la salute dei cittadini che vivono in prossimità (ma anche fino a 300 Km) dagli impianti. Basta pensare ce i residui di cenere, quelli filtrati (perché una buona parte, essendo micropolveri sottilissime, non hanno alcun filtro in grado di trattenerle), devono essere smaltiti in apposite discariche per rifiuti pericolosi, tossici e nocivi.

Oltretutto, come insegna il caso dell'Inceneritore Marcegaglia sequestrato in provincia di Bari dalla procura, spesso questi impianti neanche rispettano le norme di tutela ambientale e della salute che, seppur insufficienti a garantire entrambe, esistono al momento. Naturalmente, mentre Travaglio è stato uno scoop giornalistico sensazionale per la sua condanna a causa di una citazione dalle deposizioni di un processo senza aver sottolineato che Previti c'era ma non partecipò (ma neanche che partecipò), della questione dell'inceneritore della regina di Confindustra, non si è parlato. Perché è ovvio che oggi si punti su Nucleare e Termovalorizzazione in Italia.

Con questa politica di "riforma" energetica, tra qualche decennio l'Italia sarà un paese composto da discariche di rifiuti radioattivi e discariche di rifiuti tossici. Oltretutto, visti i precedenti in Campania dove le aziende di mezza Italia sversavano rifiuti tossici illegalmente per mezzo della Camorra, sarà anche piena di discariche abusive ed intere zone contaminate.

Naturalmente, ora come ora, abbiamo problemi più importanti di cui occuparci, ma è necessario non dimenticare queste cose, perché in genere il potere agisce sempre così: crea il diversivo e ti somministra la supposta mentre sei distratto a vedere altrove.

Porta a Porta: Tre mele ed una biblioteca per spiegare Sanitopoli?

E se fosse tutto un piano diabolico?

scritto da Angelo Primavera

 

Stasera a Porta a Porta ci hanno fatto due...mele così! Anzi, tre! Per fortuna, o per sfortuna, Di Pietro sta sulle scatole a tanti ma quando si mette a fare il Di Pietro a volte, involontariamente forse, fa saltar fuori delle cose che sono indicative e danno il la a ragionamenti veramente inquietanti.

Noi abbiamo sentito la storia delle mele, come dicevo prima, e della biblioteca dove Angelini dice di aver sempre lasciato i soldi. L'hanno sviscerata in ogni maniera possibile ed immaginabile per dire che era una accusa assurda. Ora, dopo averci fatto diventare tutti fruttivendoli e bibliotecari, Vespa si lascia sfuggire di aver letto gli atti del processo, o quantomeno dice d'esserne in possesso lasciando intendere (come imporrebbe la professione per cui è pagato) di averli letti.

E' una cosa molto importante a mio modo di vedere. Perché se Vespa ha letto tutti gli atti ed ha scelto questi aneddoti per rappresentare quello che viene dipinto come un teorema accusatorio basato sul nulla, ci sono solo due possibilità:

O la magistratura ha veramente compiuto un atto criminale, ha costituito una associazione a delinquere ed ha decapitato (senza il sostegno d'alcuna prova) la giunta regionale abruzzese, cosa tra l'altro che Vespa sottolinea più volte come sua maggiore preoccupazione quasi a volerla evidenziare; o Vespa ha raggiunto l'apoteosi del suo "servilismo", ed nel prossimo Piano Sanitario Regionale percepirà anch'egli dei rimborsi per "Porta a Porta" come clinica riabilitativa.

Perché, a mio modo di vedere è quantomeno allucinante che uno che si sia letto decine e decine di pagine di indagini, riesca a trovare solamente, per fare domande, 3 mele, i libri, e scemenze simili. Se poi gli atti sono limitati a questo, trovo altresì assurdo, per quanto possa essere messo male il nostro giornalismo regionale, che nessun cronista giudiziario li abbia letti ed abbia detto: "qui ci sono solo 3 mele e la biblioteca e le chiacchiere di Angelini: di concreto non c'è assolutamente nulla!"

Trovo inaccettabile, secondo logica, tutto questo. Trovo inaccettabile che di intercettazioni, rilievi, riscontri, testimonianze ecc. non si sia parlato. Perché, seppur volessimo avvalorare la tesi di un complotto, i magistrati stessi non sono mica tanto idioti da poggiarlo su tre mele, una biblioteca ed i racconti di un corruttore.
Si è parlato e stra-parlato del caso Tortora creando un'associazione nel telespettatore (tecnica elementare di comunicazione e marketing), come se questa situazione fosse analoga a quella. A farlo è stato un parlamentare del Pdl il quale non ha letto mezza riga degli atti (almeno a suo dire). Un Onorevole che sfruttava la sua posizione di parlamentare per andare a trovare l'imputato in carcere, facendo di una concessione che serve ai parlamentari per valutare le condizioni delle carceri e dei detenuti in modo da poter legiferare a riguardo (come giustamente sottolinea Di Pietro), un privilegio personale.

Nulla giustificava quella visita a Del Turco e direi che, dato che il parlamentare del Pdl non si è nemmeno degnato di inventare una scusa, siamo dinanzi ad un abuso, a mio modo di vedere, della sua posizione di parlamentare per scopi privati. Un qualcosa che in qualsiasi altro paese democratico, sarebbe costata uno scandalo incredibile per il politico in questione, perché a nessuno di noi, per nessun motivo, è concesso di visitare un amico in isolamento. Ma che la legge sia più uguale per alcuni, piuttosto che per altri in Italia lo sappiamo bene ed il Lodo Schifani prima ed il Lodo Alfano adesso servono solamente per convincere di ciò solo gli ultimi romantici ancora aggrappati a quella che è una scritta che nei tribunali ormai ha valore puramente ornamentale.

A questo punto, rovesciando l'ipotesi dei magistrati uniti in una organizzazione a delinquere volta al decapitare una Giunta Regionale ed in qualche modo a favorire (perché Angelini certamente avrà dei benefici giudiziari per la sua collaborazione) un reo-ammesso corruttore, ci troveremmo dinanzi ad un giornalista veramente fazioso, che abdica al suo compito di informare ( che novità!) per servire un interesse più alto. Ma quale sarebbe?

Mi sento in qualche modo come l'ispettore Finch in "V per Vendetta" quando nel momento cruciale del film dice la frase: "ho cominciato a notare uno strano concatenamento di eventi che partono da...fino ad arrivare a...".

L'ipotesi, che sottolineo è frutto della mia fantasia, è la seguente:

Il centro-destra, o meglio Berlusconi, ha necessità di inserire un uomo di fiducia in seno alla Corte Costituzionale in vista del suo pronunciamento sul Lodo Alfano. Il suo candidato, Pecorella, trova il veto del PD, un veto di costrizione, imposto da un'Italia dei Valori che di certo, per il suo spirito di opposizione garante della legalità, nega ad oltranza. A questo punto, per convincere il PD sul secondo candidato, che comunque è legato a doppio filo con l'avvocato Cesare Previti e dunque con Berlusconi, si propone una riabilitazione di Del Turco (già in atto da tempo per altri scopi) in Abruzzo che ha un duplice scopo: il primo (vantaggioso per il Partito Democratico) di riabilitare il lavoro di Del Turco, facendo insinuare il dubbio della sua totale innocienza e di un buon lavoro come governatore della regione così da riportare una parte di voti al PD (mentre dall'interno, come abbiamo visto anche noi in piazza, il Pdl è ben lontano dalle linee "garantiste" dei suoi vertici, almeno in questa fase e comunque basa il consenso nel contrapporre ai conti, un bilancio dei servizi disastroso); il secondo, vantaggioso per il Centro-destra, di trovare qualcuno che funga da esempio "insospettabile" per confermare la necessità di una riforma della giustizia definitiva, che distrugga ogni residuo strumento di indagine sul potere da parte dei magistrati.

Un'ipotesi che poi, proprio nella visita abbastanza inusuale di un vecchio amico in forza al Pdl che con Del Turco non si vedeva da anni, potrebbe trovare il momento d'incontro attraverso il quale si convince l'ex governatore a collaborare al progetto, che ovviamente era pregresso e limitato solo al secondo punto, ovvero quello di riabilitare un accusato della fazione opposta, abbandonato dal PD e trasformare non tanto Angelini, che è criminale per sua stessa ammissione, ma i magistrati in un pericolo per il paese, l'esempio di un cancro da estirpare. "Noi ti riabilitiamo e ti garantiamo un futuro visto che i tuoi amici ti hanno mollato e tu ci aiuti a dimostrare, o quantomeno a far credere alla gente, che i magistrati che ti accusano vanno fermati con una riforma."

Per di più, a somma e sostegno di tutta questa teoria fanta-politica, c'è la dichiarazione di Del Turco di voler continuare la sua carriera politica in una forza riformista e le parole di Craxi (quello vivo) che lo invitano a tornare all'ovile ovvero nel nuovo PSI. Un ovile decisamente vicino al Pdl che fa di tutto per riabilitare l'ex leader Bettino Craxi socialita condannato e morto da latitante ad Hamamet e grande amico e benefattore di Berlusconi tra la metà degli anni '80 e Mani pulite.

Il Pdl quindi offre riparo e sostegno per una ripresa della carriera politica a Del Turco ed in cambio ottiene un ex-presidente della Regione Abruzzo, che in televisione snocciola dati di bilancio positivi ottenuti dalla giunta e che in "assenza di prove" concrete è stato massacrato da magistrati criminali. In più offre all'ombra d'opposizione targata "Veltroni" la possibilità di difendersi dalla strabordante emorragia di voti che in Abruzzo non sembra arrestarsi, perché se le cose vengono percepite in questo modo, il PD riacquista credibilità sulla sua azione di governo quantomeno dal punto di vista dell'azione di riforma della sanità. Voti recuperati che andavano ad arricchire per lo più, l'Idv che nei sondaggi è data in enorme crescita e che se il PD accettasse la candidatura proposta dal partito di Di Pietro come leader vedrebbe, in Abruzzo, un cambio di leadership sul fronte dell'opposizione sino ad un anno fa impensabile, con il rischio addirittura di un appoggio a quel punto anche di parte della sinistra Radicale; un'alleanza questa che sarebbe forse in grado di ribaltare persino un risultato elettorale che oggi appare quasi scontato.

Ma per un partito come il PD che sogna insieme al Pdl un ideale sistema bipartidico, nel quale si porrebbe (facendo una forzatissima analogia con le democrazie anglosassoni) come partito laburista in contrapposizione ad un'unica entità conservatrice ovvero il PDL, sarebbe probabilmente la fine. Per non parlare del Pdl, che si troverebbe al timone di una regione che ora come ora sembra impossibile perdere, a governare la sua Kriptonite politica ovvero l'IdV di Di Pietro.
Non a caso, sempre per straordinario tempismo, è di ieri (l'altro quando leggerete questo post) la dichiarazione di rottura tra PD ed IdV sul fronte dell'alleanza all'opposizione.

Quindi cosa accadrebbe secondo questo disegno?

Berlusconi finalmente rompe il veto del PD, con qualche lusinga convince un certamente non ostile UDC e riesce finalmente a piazzare il suo uomo all'interno della Corte Costituzionale. Vince le elezioni in Abruzzo, grazie alla campagna elettorale di piazza esattamente opposta a quella mediatica, senza parlare di debito, attaccando il PD solo ed esclusivamente sui servizi, allontanando così lo spettro consistente nell'ascesa inaspettata di Di Pietro nei sondaggi.
Il PD vede in parte restituita una credibilità in Abruzzo, recupera parte dei consensi finiti nel bacino di voti di Di Pietro, si conferma come prima forza di opposizione anche in Abruzzo e magari strappa anche la presidenza della commissione di vigilanza RAI
Del Turco vede riabilitato il suo nome e se nessuno va a spulciare nelle carte del processo trovando qualcosa di più di tre mele, una biblioteca ed il racconto di un reo-ammesso corruttore, riesce persino a farsi eleggere nelle file del nuovo PSI come parlamentare europeo (dato che lui è un garantista che vuole fare politica finché non arriva al terzo grado di giudizio ed ha anche il coraggio di definire Vespa come "poco garantista") ripulendosi in attesa di entrare in parlamento nella prossima legislatura, magari nel Team ufficiale, ovvero il PDL.

E vissero tutti felici e contenti...tutti naturalmente tranne gli abruzzesi.

Rifletteteci.

Sanità: cerchiamo insieme una soluzione.

Un documento congiunto di modifica del Piano di Rientro è necessario.

scritto da Angelo Primavera

Premessa.

Questo pezzo è decisamente più lungo ed impegnativo rispetto media, quindi vi consiglio di affrontarlo in un momento in cui avete realmente del tempo da dedicargli. Non è un pezzo presuntuoso in termini di soluzioni, ma solo una mia analisi personale ed un'idea di “azione politca”, che vuole sviluppare un confronto aperto su questioni “concrete”, per trovare una risoluzione della crisi sanitaria. La mia conoscenza decisamente superficiale della complessa materia trattata, che temo rasenti l’ignoranza, porterà probabilmente qualche sorriso sul volto di coloro che sono più esperti ed istruiti su di essa. Ad ogni modo, quanto seguirà, è scritto sulla base di ragionamenti frutto di ciò che le forze politiche e qualche articolo mi hanno dato modo di comprendere riguardo questo problema e si presenta sulla base di un semplice punto: se ciò che sta gettando nel panico l’assistenza sanitaria pubblica è il dover ridurre drasticamente la spesa sanitaria in un determinato lasso di tempo, non potendo evitare di tagliare la spesa per via del deficit, l’unica soluzione percorribile per rendere meno gravi i disagi, o addirittura ammortizzarli del tutto, consentendo l’attuazione di un Piano Sanitario che altrimenti mi appare francamente utopico, è allungare quel lasso di tempo. Provo con voi questa riflessione per creare un punto di partenza, un luogo d’incontro, la possibilità di un arricchimento del mio e del nostro bagaglio di conoscenze su quello che è oggi il problema Nr.1 di ogni cittadino abruzzese.
Contando sulla votra partecipazione e sui vostri preziosi contributi in termini di commenti, esperienze, dati e nozioni, vi auguro buona lettura.

Riflessione.

Mentre tutti i partiti politici a livello regionale si preoccupano di attaccare l’avversario sulle responsabilità riguardanti la crisi, o di proporre soluzioni avveniristiche quanto utopiche del problema sanitario, penso sia fondamentale, ora più che mai, che noi cittadini iniziamo a ragionare anche in termini pratici riguardo alle possibili vie d’uscita da questo pantano in cui stiamo affogando, se non altro per isolare le cosiddette “consuete balle elettorali” dagli “impegni concreti”.

Che Berlusconi, a priori, non permetterebbe mai che un eventuale (anche se sempre più improbabile) nuovo governo regionale di Centro-sinistra recuperi questa situazione è da mettere in conto. Penso questo perché un simile accadimento mostrerebbe la capacità da parte del Centro-sinistra di risolvere problematiche che oggi non sono estranee alla politica Nazionale e potrebbe causare un pericoloso precedente. Un precedente che, se adeguatamente sfruttato, potrebbe spostare dei consensi a favore dell’opposizione (ammesso e non concesso che ne esista una) in Italia. Può sembrare un ragionamento fazioso, ma è bene che si inizi a valutare come probabile anche ciò che eticamente ci appare scorretto, perché la politica, almeno da ciò che ho capito io, è un mondo in cui gli equilibri ed i rapporti di potere hanno spesso la priorità su qualsiasi altra cosa. Insomma, ragioniamo come un politico, o meglio come uno dei simboli della politica italiana del dopoguerra, ci ha insegnato: <<A pensar male si commette peccato ma spesso ci s’azzecca!>>. Dunque se oggi siamo faziosi, il centro-destra non se la prenda con noi, se la prenda con il “buon” Giulio Andreotti.

Da come si sta muovendo l’ormai ex maggioranza regionale, per ora è facile prevedere una (a mio modo di vedere immeritata per via del debito che ha lasciato)  vittoria a mani basse del Centro-destra. Su questa previsione si può altrettanto facilmente pensare, in questo caso, ad un aiuto “propagandistico” da parte del Premier ad elezioni vinte.
D’altronde per Berlusconi, un nuovo “miracolo”, dopo quello dell’immondizia campana (finita in una Lombardia sempre contraria fin quando era stato il governo Prodi a chiedere appoggio alle altre regioni per risolvere il problema) farebbe certamente comodo. Ora come ora sarebbe utile sfruttare proprio questa vena megalomane e propagandistica del Premier, per ottenere ciò che sino a qualche mese fa (quando Del Turco era ancora al suo posto) alla Regione è stato negato: una revisione strutturale del Piano di Rientro, con un rinvio (di anni) della data per il giungere a pareggio di bilancio. Un qualcosa che sia chiaro, probabilmente nei piani del Centro-destra è già stabilita, così che il partito ne ottenga il massimo vantaggio in termini di immagine e consensi.

Ma perché preoccuparsi del Piano di Rientro e non puntare l’attenzione alla battaglia politica basata sul fallimento o non fallimento del Piano Sanitario Regionale, come strumentalmente si sta facendo in questo inizio di campagna elettorale?
Perché ciò che sta rendendo impossibile il rispettare il Piano Sanitario Regionale, da quel che ho capito, oltre alle clientele, sono proprio i parametri del Piano di Rientro.
 
Il Piano di Rientro prevede un progressivo taglio della spesa sanitaria sotto diversi aspetti. Gli accorpamenti che stanno penalizzando con chiusure di reparti le strutture periferiche e riducendo nel caos gli ospedali maggiori a causa della scarsità di “spazio” e “personale” sono dovuti, per lo più, a dei tetti di spesa pianificati che si sono rivelati troppo bassi.
Per “promettere” il pareggio del bilancio sanitario entro (se non sbaglio) il 2010, il Centro-sinistra ha approvato un documento concordato con il governo precedente (Il piano di Rientro appunto) che prevede tagli troppo bruschi e cospicui per poter esser metabolizzati dal sistema sanitario regionale. Per spiegarci meglio: i disservizi che preoccupano i cittadini, stando al Piano Sanitario, non dovrebbero esserci. Per assurdo il Piano Sanitario, nel suo complesso, è “bello da leggere” e si propone obiettivi a mio modo di vedere ampiamente condivisibili, quasi ideali, ma che se sottoposti alla tabella di marcia del Piano di Rientro, divengono assolutamente irrealizzabili.

L’errore, a mio avviso, sta dunque nel fatto che si è (colpevolmente) sopravvalutata la capacità del sistema di reggere agli interventi di taglio radicali e ripetuti che, in un così ristretto lasso di tempo, il Piano di Rientro ha imposto. Se i tagli fossero stati più “morbidi”, probabilmente il sistema sarebbe stato in grado di assorbire gran parte dei traumi conseguenti ad essi. Questa idea mi è venuta pensando al Piano di Rientro esattamente come a degli interventi chirurgici ed al sistema sanitario pubblico abruzzese come ad un paziente da salvare. In ambito medico, se è possibile, si evita sempre di effettuare diversi interventi consecutivi su un paziente, perché ogni intervento provoca un “trauma” e maggiori sono i traumi, maggiore è il rischio che il paziente muoia, perché il fisico risulta indebolito ed incapace di reagire.

Parafrasando questo esempio, perché sarebbe essenziale rivedere il Piano Sanitario ed allungare i termini di tempo per giungere a pareggio? Perché ci sarebbe maggior tempo, tra un taglio e l’altro, per la riorganizzazione dei reparti e dei servizi, per il potenziamento effettivo e reale delle strutture pubbliche di riferimento, per l’ottimizzazione delle risorse rimanenti. Con la “fretta”, imposta da un Piano di Rientro che evidentemente è stato redatto senza una reale coscienza degli effetti che avrebbe prodotto, i cittadini e gli stessi operatori sanitari hanno perso ogni punto di riferimento e di conseguenza ogni sicurezza. Il risultato è dunque che abbiamo un bilancio globale della sanità in passivo, in quanto i benefici economici dei tagli non sono proporzionati al caos creato non tanto dalle scelte sul “cosa salvare” (seppur qualcosina a mio avviso va detto anche in questo) quanto dal tempo troppo ristretto in cui si è voluto agire. I traumi ripetuti in un breve arco di tempo stanno portando al collasso il paziente “Sanità” e se si prosegue su questa strada, il rischio di un decesso diventa, più che probabile, quasi certo. Invece di salvarlo insomma, così si rischia di ucciderlo.
Con un Piano di Rientro più lungo, le strutture avrebbero la possibilità di riassorbire, a mio modo di vedere, gran parte dei disservizi tra un intervento e l'altro, mentre le politiche integrative del Piano Sanitario (prima tra tutte quella della creazione di una rete di soccorso ed emergenza capillare efficiente, specie nelle zone più problematiche e periferiche) avrebbero il tempo di esser realizzate.

E’ ovvio che vorremmo riavere i nostri reparti, cambiare il Piano Sanitario in modo da tutelare “la nostra parrocchia”. E’ altresì ovvio che in questa situazione noi delle zone periferiche e montane siamo stati penalizzati. Ma qui, se non si ragiona in ottica globale, si rischia di perdere tutto e di perdere tutti. Scontato appare pure che, se una dilatazione dei tempi per il rientro dal deficit lo consentirebbe, incentivare i territori oggi penalizzati mediante politiche specifiche in modo da garantire alcune prestazioni essenziali (dialisi ad esempio) dovrebbe essere quantomeno auspicabile, per non dire una priorità.

Dunque, a mio avviso questo punto è ciò di cui dovrebbero discutere ora i candidati alla presidenza, per giungere a firmare, prima delle elezioni, un nuovo documento condiviso volto ad ottenere dal Governo Berlusconi, un impegno ad una revisione sostanziale del Piano di Rientro. Questo perché, se il centro-destra ha ampie possibilità di veder realizzata questa richiesta (in virtù delle motivazioni espresse all’inizio) non credo che sarebbe ugualmente semplice per il centro-sinistra ottenere il medesimo risultato. Un eventuale, seppur oggi decisamente improbabile, vittoria del PD, (o ,“peggio” ancora dell’IdV, visto l’odio che c’è tra Di Pietro e Berlusconi) rischierebbe, senza un appoggio concreto di tutti ed un impegno pre-elettorale con il Governo centrale in cui tutti i partiti sottolineano di non veder soluzioni senza una revisione del Piano di Rientro, di ottenere un rifiuto dinanzi ogni richiesta di revisione degli accordi (cosa che il governo Berlusconi ha già fatto con Del Turco).
Per dirla in maniera più esplicita, non ritengo infondata la preoccupazione riguardo un abbandono (da parte di Berlusconi n.d.r.) della regione al caos per il solo vantaggio di dimostrare l’inefficienza del Centro-sinistra sempre per i motivi che ho espresso all’inizio.

Qualunque sia la soluzione dei vari partiti per la sanità, senza rivedere i tempi, i tetti ed i criteri di spesa, difficilmente si potrà far qualcosa per offrire un ritorno ad un servizio pubblico quantomeno decente sul fronte dell’assistenza sanitaria, salvo che qualcuno non speri in una miracolosa ripresa autonoma del sistema nonostante i “traumi ripetuti”(cosa che sembra dalle prime dichiarazioni elettorali dei membri del PD). Pensare solo di continuare a scaricarsi in campagna elettorale colpe e responsabilità o a cercare di arrogarsi meriti che francamente il cittadino non può considerare tali, a mio avviso si presenta come una speculazione totale della politica che, preoccupata dai sondaggi, si occupa solamente dei propri risultati e privilegi.

Poi ovviamente, risolto questo che è (a mio parere) IL PROBLEMA, chiunque vincesse potrebbe (entro i limiti del nuovo Piano di Rientro) modificare le parti del Piano Sanitario che ritiene inappropriate, contando oltretutto su una maggiore flessibilità della spesa (vanno assolutamente aboliti tra una A.S.L. e l’altra gli impedimenti che non consentono di riequilibrare la spesa per il personale in base alle prestazioni effettuate, creando nuovi criteri basati non sul numero degli abitanti del territorio “servito”, ma sulla cosìdetta “sanità attiva” annuale delle A.S.L. stesse, dove più prestazioni implicano più risorse), ed una capacità reale per il sistema sanitario di metabolizzare i tagli.

Ovviamente, l’esperienza passata dovrà insegnare cosa significa non controllare e non limitare le esternalizzazioni, le convenzioni, le tariffe ed i pagamenti riguardanti le cliniche private. In quest’ottica, l’Agenzia Sanitaria di controllo è una componente molto importante per il presente ed il futuro dell’Abruzzo.

Se si vuole garantire la sanità pubblica, in questa fase, il ruolo dei privati deve essere necessariamente marginale e subordinato alle esigenze irrinunciabili del sistema Pubblico. In altre parole, vanno tagliati tutti quei servizi privati non strettamente essenziali, senza favoritismi clientelari di alcun genere.
Ci troviamo infatti, dopo quasi un decennio in cui si è abusato di servizi privati, ad un punto in cui è necessaria una scelta netta ed evidente, da parte della politica, riguardo quale sistema favorire realmente. In caso, come in questo periodo tutti sembrano professare, la scelta sarà sul Pubblico (che comunque è irrinunciabile per via delle garanzie costituzionali di diritto alla salute per TUTTI i cittadini), il settore privato subirà tagli ed esuberi anche consistenti. Ma a questo punto, dinanzi ad una scelta tra salute per tutti e lavoro per alcuni, purtroppo per i secondi (e non lo dico per dire), l’interesse dei primi è la priorità, se non altro, per il fatto che anche i nuovi disoccupati avranno bisogno in futuro di un sistema sanitario pubblico efficiente. Magari, se poi si riesce a gestire la situazione in maniera corretta, una volta rientrato il debito la stessa Sanità pubblica potrà riassorbire parte di quel personale, ovviamente però, con un criterio che non ci riconduca all’odierna situazione.

Più ne capiamo e migliori possibilità avremo non solo di scegliere “bene” il prossimo governo regionale, ma soprattutto di controllarne, una volta insediatosi, le azioni. Per uscire da questa crisi e soprattutto per non rientrarci, il controllo e la partecipazione popolari, sono fondamentali.

Scusate per la lunghezza del pezzo. Ora dite la vostra.

Manifestazione 12 ottobre: "Amicizie sbagliate"

Intervento del Presidente del Comitato Pro-Ospedale di Tagliacozzo.

scritto da Angelo Primavera

Chissà se il versamento al Comune di Guardiagrele è già stato effettuato come promesso da Micucci in questo video. Se qualcuno dell'amministrazione o qualche funzionario può darci notizia eventualmente sarebbe una cosa simpatica. Come sarebbe altrettanto interessante conoscere la motivazione precisa della multa direttamente dal comando dei vigili urbani guardiesi, per comprenderne bene anche il senso. Certo è, che per quello che riguarda il comitato, così come per chiunque, è necessaria un'autorizzazione per girare e fare annunci. Autorizzazione che da quel che sappiamo noi non era in possesso di Paolo Damiano. Riguardo invece alle amministrazioni di altri comuni, quale sia la procedura è al momento cosa per noi ignota.

Comunque, tornando al filmato ed a cose più importanti. Il Presidente del comitato pro-ospedale di Tagliacozzo da un dato nuovo, di cui non eravamo a conoscenza (almeno io non lo sapevo o non lo ricordavo) e che credo vada sottolineato in maniera incisiva. La Giunta Regionale ha tagliato la chirurgia per i piccoli ospedali e non per le cliniche private.
Come dice oltretutto il Presidente del comitato, questo taglio, secondo i suoi dati, ha procurato un risparmio di "soli" 5 milioni di euro, rispetto ai 2 miliardi (e non milioni come viene confuso nel video) del debito globale della sanità. Una falla da non sottovalutare nella campagna di ridimensionamento del privato che il centro-sinistra professa d'aver portato avanti, anche se obbiettivamente, anche nel settore privato i tagli sono stati comunque consistenti.

Non so se questi dati siano esatti. Nell'attesa di verificarli, se qualcuno ne possiede di differenti (solo dati riferiti al taglio della chirurgia) lo invito a postarli come commento. Ad ogni modo, prendendo per buono tutto, queste cifre danno la misura di quanto sia necessario tagliare per rientrare dal debito, se le cinque chirurgie soppresse, messe insieme, rappresentano un taglio di spesa di soli 5 milioni. Soprattutto fanno riflettere su quanto, il Piano Sanitario Regionale, sia fuori dalla realtà al momento, quantomeno nei suoi obiettivi, che non sono conciliabili con i tagli previsti dal Piano di Rientro.

Invalidare l'intero Piano Sanitario però, "per manifesta faziosità e illegalità", credo sia un qualcosa di altrettanto improponibile, perché, a parte la motivazione che per me non può esser quella, ho i miei forti dubbi che una volta al potere gli interessi delle zone montane e pedemontane possano essere salvaguardati nella redazione di un nuovo documento. Anche perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, fosse stato per il centro-destra, l'Abruzzo oggi (oltre ad esser forse già commissariato) non avrebbe già da anni gli ospedali minori e spenderebbe ancora cifre folli a favore delle cliniche private (altro che il "contentino" dei reparti di chirurgia). Quindi immaginare una conversione sulla via di Damasco da parte del Pdl, che porti la sua classe dirigente a redigere un Piano Sanitario pensato in un'ottica di sviluppo delle zone interne, che rappresentano una minoranza nel bacino elettorale abruzzese, credo sia poco realistico.

La politica, targata centro-destra, è quella di una progressiva privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi. In altre parole: il progressivo abbandono, smantellamento, vendita del pubblico non per "necessità di bilancio", ma per giungere ad un sistema simil-americano, dove solo chi può permetterselo, può aver salva la vita, garantirsi un'istruzione adeguata, ed accedere a determinati determinati diritti, che così facendo, divengono privilegi.

I comitati a difesa degli ospedali minori, avendo come "avversari" amministratori regionali di centro-sinistra, nel cercare un appoggio politico necessario ad ottenere, in Italia, una qualche visibilità e/o un qualche peso nell'ambito delle decisioni, hanno fatto a mio modo di verdere l'errore di affidarsi al centro-destra, non perché esso sia composto da persone indegne, (non mi permetterei mai di far di tutta l'erba un fascio) ma perché, come accennavo prima, la linea politica del centro-destra in ambito di tutele sul servizio pubblico è in netto contrasto con ciò che gli stessi comitati vorrebbero veder realizzato.

Condanna a Travaglio: precisazioni.

I fatti che hanno portato alla sentenza.

scritto da Angelo Primavera

 

Siccome qua tutti scrivono di Travaglio e dalle prime letture ho compreso di non averci capito na mazza (grazie soprattutto a tutti quelli che scrivono di Travaglio), ho deciso di rileggermi il pezzo di travaglio e sulla base della "prova" cercare di comprendere il perché reale della condanna. Dopo averlo letto posso dire che gli altri articoli da cui ho preso spunto per il pezzo precedente, che lascio solo perché comunque contiene delle riflessioni che ritengo tutt'ora valide, sono monnezza, nel senso che, a mio avviso, sono lo sfogo di tutta quella parte di stampa a cui Travaglio aveva fatto venire il complesso d'inferiorità.

Altro che "caporali", come spara il Tempo. Altro che diffamazione intesa in opinione eccessiva. La storia è un'altra, almeno dalla mia analisi.

Le cose stanno così: Travaglio cita testualmente delle deposizioni dell'ex Comandante Michele Riccio in un articolo che sottolineava i legami tra Cosa Nostra e Forza Italia attraverso Dell'Utri (condannato poi per concorso esterno in associazione mafiosa).

Ora nello scrivere il pezzo, Travaglio cosa fa: evidenzia la presenza di Cesare Previti nello studio dell'avvocato Taormina quando Riccio va li ad un incontro con Dell'Utri, Taormina ed il Tenente Carmelo Natale (sotto processo anch'egli). In quella riunione a Riccio viene chiesto di testimoniare il falso riguardo Dell'Utri in cambio di una sua (di Riccio) riammissione nell'arma. Previti non prende parte alla discussione, ma all'epoca era tuttavia rilevante sottolineare anche la sua presenza (seppur ininfulente ed estranea ai fatti) in quello studio, dato ciò che in quello studio facevano Taormina e Dell'Utri.

Travaglio non ha detto il falso ne espresso opinioni improprie. Ha solo aggiunto <<In quell'occasione, come in altre presso quello studio era presente anche l'On. Previti>> che comunque è nella testimonianza di Riccio. In pratica, questo aggiungere quella riga in più, senza citare tutta la deposizione che dal punto in cui l'ha interrotta arrivava al punto in cui Riccio citava Previti, è stato visto dal giudice come un inserire una verità in un contesto diffamante.
Travaglio avrebbe dovuto omettere la parte di deposizione in cui si citava Previti oppure avrebbe dovuto citare tutta la deposizione in maniera tale che si comprendesse, senza dubbi, che Previti non avesse preso parte alla discussione, cosa che, tagliando in quel modo, poteva esser intesa da chi leggeva.

Questo mancato chiarimento, l'ambiguità del ruolo di Previti in cui Travaglio lascia l'allora onorevole di Forza Italia, è il motivo della condanna. Se un qualsiasi altro giornalista fosse stato condannato per motivi anche più gravi, dubito che se ne sarebbe parlato. Il problema è che Travaglio ha stroncato mezza Italia, attaccando tutti ed ora che dopo almeno 15 anni ed una decina di libri scritti, per l'ammontare di migliaia di pagine, qualcuno riesce a trovare il cavillo di una frase per farlo condannare, quella mezza Italia di cui parlavo prima fatta per lo più di politici e giornalisti che confondono l'oggettività con l'omissione (o la diffamazione vera e propria, in cui si diffondono notizie FALSE) ovviamente festeggia e lo fa sputtanandolo. Perché sarebbe forse controproducente parlare di gogna mediatica per difenderlo dopo una condanna, ma qui parliamo di una frase ambigua e nulla di più.

Spero solo che l'altra metà d'Italia non dimentichi, per una frase, il resto di quelle migliaia di pagine che comunque restano come testimonianze di uno spaccato d'Italia marcio e corrotto che senza Marco Travaglio non sarebbe mai venuto alla luce. Marco Travaglio è e resta una delle voci fondamentali del giornalismo italiano, un uomo libero ed a mio modo di vedere comunque onesto. Forse, se un appunto gli se lo può muovere, che è credo anche la causa di questo errore commesso, è che nel suo desiderio di smascherare personaggi come Previti (condannato in via definitiva), Dell'Utri (condannato in 1 e 2 grado), Berlusconi (Pluriprescritto) e tutti coloro che hanno e/o continuano a fare e disfare a loro piacimento utilizzando i mezzi del potere politico ed economico senza alcun rispetto per le leggi, la foga lo abbia fatto inciampare. E' per questo che gli do atto quando dice che "prima o poi capita a tutti i giornalisti"...ma quelli veri. Gli altri, che si limitano a fornire le verità ufficiali, senza indagare ne dar fastidio, magari non inciampano, anche perché è difficile quando si striscia.

Marco Travaglio: diffamazione o reato d'opinione?

Condannato in primo grado per aver scritto il vero ma aver esagerato nel farlo.

scritto da Angelo Primavera

"Prima o poi si sbaglia tutti" ed ora il sempre assolto Marco Travaglio si trova a prendere la sua prima condanna (in 1 grado) per diffamazione dell'avvocato Cesare Previti (ammesso che sia possibile diffamare Previti come sottolinea lo stesso Travaglio). Ovviamente, contrariamente a quanto accade quando viene condannato un politico, o quando si scoprono i fattacci di qualche grande imprenditore/manager che attraverso le sue malefatte vanno a colpire l'interesse pubblico, molti giornali ieri hanno riportato la notizia in rilievo.

"Chi di sentenze ferisce di sentenze perisce" sghignazzeranno i potenti per questa sentenza che in un paese normale significherebbe, (dato che i fatti sono veri) che ha "esagerato" traendo conclusioni che all'occhio del giudice monocratico sono risultate diffamatorie. Travaglio si difende dicendo che i giornali che hanno dato risalto a questa notizia, dovrebbero pubblicare l'elenco di tutti i giornalisti che hanno nelle loro redazioni (a partire dalla RAI) già condannati (anche in via definitiva dalla cassazione) per diffamazione. Dice che in qualche modo ogni giornalista sa che prima o poi arriva per tutti una condanna e ricorda come Montanelli, condannato per aver definito "Padrino" De Mita, "si appese quella condanna al petto mostrandola con orgoglio".

Sicuramente, da ora in avanti, la prima obiezione che si solleverà nei confronti di Marco Travaglio ogni volta che scriverà o dirà qualcosa di poco simpatico ai signori del potere, è che lui non è attendibile perché condannato per diffamazione. Si solleverà sempre l'obiezione che se secondo lui un banchiere non può fare il nr1 di mediobanca perché colpevole in primo grado di bancarotta fraudolenta (ovviamente si parla di Geronzi), neanche un giornalista può fare il giornalista perché ha un precedente per aver diffamato qualcuno.
Ovviamente, per chi è sano di mente, il fatto che Travaglio venga condannato perché un giudice ritiene che abbia passato il segno è un qualcosa di molto soggettivo e comunque Travaglio non amministra soldi pubblici, ne è responsabile dei risparmi della gente, ne tantomeno è seduto in parlamento. Certo, se questa condanna divenisse definitiva, Travaglio perderebbe la poltrona di ministro della giustizia nel governo immaginario ed ideale di Beppe Grillo, in quanto sarebbe pregiudicato. Ma c'è sempre Peter Gomez o Lirio Abate, o Saviano. Per fortuna siamo ancora "coperti" in quel campo.

Questo però è il rischio della politica a mio modo di vedere. Le tutele, di cui i nostri politici abusano per evitare d'esser processati per abusi d'ufficio, per favoreggiamenti in una scalata illegale, per la loro politica clientelare al limite delle tangenti ecc.ecc. dovebbero servire solo per difendere i parlamentari dai "reati d'opinione". Non a caso, proprio Travaglio, a differenza di Grillo, ha sempre fatto dei distinguo per quanto riguarda l'accesso dei "pregiudicati" in parlamento ed ha più volte spiegato il senso storico dei privilegi di cui godono, figlio dell'esperienza sotto il fascismo in cui si usavano i tribunali per far tacere e sparire ogni voce contraria al regime. L'autorizzazione a procedere sarebbe una garanzia e non un privilegio.

Io nell'Italia di oggi sono del parere che in qualche modo, specie gli opinionisti come Travaglio, debbano essere considerati dei politici, ma non nel senso classico che noi attribuiamo al termine e neanche nel senso "anti-politico" che tutti cercano di affibbiar loro. Io stesso faccio in qualche modo politica attraverso questo blog ed attraverso ciò che scrivo nelle mie canzoni. Travaglio va considerato politico perché il giornalismo, per quanto non sia formalmente scritto, ha una sua funzione politica. Senza essere ipocriti, le notizie e le opinioni dei giornalisti influenzano, oggi più che mai, le scelte politiche della gente, che nell'era della globalizzazione, degli effetti a catena, per comprendere la realtà, si affida all'informazione. E' così che in anni di martellamenti riguardo rapine e stupri da parte degli immigrati, si è creato il clima xenofobo che si respira oggi, alimentando il consenso per il centro-destra. E' così che schiere di economisti hanno bollato come impossibile sostenere il sistema di tassazione del Governo Prodi (che però garantiva un minimo di wellfare) ed ora tacciono sul fatto che Berlusconi le tasse non le stia tagliando, occupandosi solo dei fatti suoi e di distruggere tutto ciò che di pubblico esiste per il business dei privati.

Alla luce di ciò, se venisse condannato in via definitiva (in cassazione cioé) Marco Travaglio, non avendo fornito fatti falsi, ma avendo solamente "esagerato" nelle sue conclusioni tratte da esse, a mio avviso rientra, (per la funzione che nel tempo si è ritagliato all'interno del sistema dell'informazione, essendo, prima ancora di Beppe Grillo, colui che denunciava fatti volutamente omessi da un'informazione omertosa e/o controllata),  nella categoria dei "reati d'opinione", ovvero proprio di coloro che la costituzione stessa voleva garantire.

Dato che i politici, quando accadono questi avvenimenti, che coinvolgono membri di quella casta, fanno a gara a mostrare solidarietà ai colleghi "ingiustamente" indagati o condannati (esempio con Mastella o Cuffaro), io faccio lo stesso. La mia piena solidarità a Marco Travaglio per questa vicenda ed un invito, anche se mi appare scontato che lui lo faccia, a proseguire nel suo impegno. Poi alla fine a Previti, con le sue malefatte che hanno riempito non pochi best seller di Marco Travaglio, una particina di quegli introiti bisognava anche dargliela. E' ingiusto arricchirsi sulle spalle dei criminali...o no?!

Ovviamente, l'ultima affermazione, qualora ci fosse bisogno di sottolinearlo è una provocazione.

Manifestazione 12 ottobre: Troppo semplice?

Intervento di Rocco Micucci, Sindaco di Rapino.

scritto da Angelo Primavera

Non starò qui a ripetere le stesse cose dei post precedenti. Non ha senso, anche perché lo dovrò fare anche sull'intervento successivo di Antonio Tavani.

In merito alla proposta mi sono espresso già nel primo post sulla manifestazione (se cliccate sulla categoria Sanità dovreste trovarli tutti). Li scrissi di una nuova Azienda Sanitaria Locale, o indipendente. Il termine di Micucci, quello corretto, è "Autonoma". Nella sostanza credo cambi poco: un qualcosa che costerebbe attivare e mantenere (manager ed amministrazione), la cui specializzazione attiva si annullerebbe con quella passiva, ovvero con il costo da sostenere nell'appoggiarsi alle strutture delle altre Asl, che siano esse private o pubbliche. Per non parlare poi degli investimenti in macchinari e personale, quando la causa di accorpamenti e chiusure sono il taglio della spesa e quindi i tetti della stessa proprio per queste specifiche.

Tutto questo, nelle intenzioni, non differisce dal piano sanitario regionale. Se lo si legge, quel libro dei sogni, parla di una rete efficiente di emergenza capillare, di miglioramento del servizio, di punti di riferimento per i cittadini e cose similari.
Il problema è che sono tutte favole. Sono favole perché il piano di rientro di quel debito che fagocita l'80% delle risorse regionali, prodotto per l'80% dal centro-destra, costringe a tagli e gli investimenti posson esser fatti solo sulle strutture ed infrastrutture alle quali si vuole garantire un futuro. Ovviamente non abbiamo risorse per garantirle tutte e magari sulle scelte nel merito di quali garantire, si può discutere, anche se io penso che alla fine il centro-sinistra abbia fatto un tentativo estemporaneo con il discorso dell'unico ospedale con tre poli, perché alla fine, l'entità dei tagli previsti dal piano di rientro, non potevano che portare a questa situazione: garantire l'ospedale di Chieti.

Un'altra cosa che rende questo discorso campato in aria, è che tutte le province si trovano grossomodo in questa situazione. Se tutte facessero questo discorso della Azienda sanitaria Autonoma, la spesa sanitaria lieviterebbe ulteriormente. La regione, che sia essa di centro-sinistra o di centro-destra, non approverà mai un simile provvedimento, perché creerebbe un precedente.

In più consiglio vivamente sia a Micucci che a tutti quelli che passano di qui, di andarsi a vedere sul sito, se non l'hanno già vista in tv, l'ultima puntata di Anno Zero. La sanità Lombarda è tutt'altro che un modello come vorrebbe farlo apparire il Sindaco di Rapino citando quell'articolo del corriere.

Penso ci sia ben poco da aggiungere, per il resto basta rifarsi ai pezzi precedenti. In tre quarti d'ora circa complessivi di filmato, solo in questa parte troverete gli unici cinque minuti in cui si parla della proposta...il che si commenta da se.

Gianni Chiodi è il candidato prescelto dal Premier

Bella presenza ed un rinvio a giudizio per il crollo di una discarica.

scritto da Angelo Primavera

Diceva Andreotti: <<a pensar male si commette peccato ma spesso ci si azzecca!>>. E chi sono io per sconfessare una delle poche verità che lo storico esponente della DC prescritto (quindi colpevole) per la bazzeccola di aver favorito la mafia fino al 1980, ha detto al popolo italiano?

Ieri ho letto dell'ufficializzazione come candidato alla presidenza di Gianni Chiodi, ex Sindaco di Teramo, dopo il nulla osta di Silvio Berlusconi. Mi son detto: se l'ha scelto il premier, deve avere per forza qualche precedente.

Ho fatto una prima ricerca con il suo nome su google e non è venuto fuori niente di che. Poi oggi leggo una dichiarazione di un esponente de La Destra che si lamentava della candidatura del Pdl perché dopo una giunta regionale spazzata via dalle indagini della magistratura, bisognava presentare nomi "puliti".

Così ho fatto un'ulteriore ricerca e scopro, sul quotidiano on line "PRIMA DA NOI", che per il candidato Gianni Chiodi è stato richiesto il rinvio a giudizio per il crollo della discarica di La Torre proprio a teramo.

Le richieste di rinvio a giudizio (che in totale sono 14) sono per le seguenti ipotesi di reato: "attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, inquinamento dell’aria, crollo colposo al falso materiale, getto pericoloso di cose, deturpazione di bellezze naturali, omessa denuncia di reato."

Per ora non so di preciso quali di queste ipotesi di reato riguardi direttamente Chiodi, ma l'udienza preliminare è per il 27 novembre...a tre giorni dal voto. Vedrò nei prossimi giorni se riuscirò ad avere maggiori informazioni. Chi passa di qui, naturalmente, può completare se ha ulteriori particolari sulla vicenda.

Ma dov'è finita la monnezza napoletana?

Il miracolo (?!) del Governo Berlusconi.

scritto da Danilo Zulli

Mi intrometto tra un post ed un altro di Angelo Primavera riguardante la questione ospedale di Guardiagrele e dal come stanno strumentalizzando la questione i ...cari amici del centrodestra, per tornare a parlare di un problema cha ha attanagliato per mesi la Campania e che dopo l'avvento del nuovo govermo sembra si sia avverato il miracolo promesso. 

»Leggi il resto...

Manifestazione 12 ottobre: Popolare o Populista?

filmato e commento all'intervento del Vice Sindaco di Orsogna Fabrizio Montepara.

scritto da Angelo Primavera

<<Siamo tornati sulla scena del delitto come fanno gli assassini che tornano sempre una seconda volta sulla scena del delitto>>.
Questa battuta ovviamente era, nelle intenzioni di Micucci, riferita al delitto di aver portato in piazza la protesta, la prima volta l'anno scorso.
Ma detta così, per chi conosce la storia, può avere una diversa interpretazione, ovvero che gli assassini siano tornati per la seconda volta sulla scena del delitto dopo averlo commesso.
In questa seconda interpretazione, il delitto sarebbe l'aver causato (naturalmente mi riferisco al PDL di cui fanno parte i sindaci o del quale sono "satelliti") un danno di 1.760.000.000 di euro che ha letteralmente ucciso la sanità abruzzese.

Ma tralasciamo per un attimo Micucci, che sarà protagonista di puntate successive che avranno come oggetto il suo intervento, e dedichiamoci al discorso del Vice-Sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, il cui intervento non offre alcun tipo di spunto per una riflessione nel merito della "proposta" dei sindaci, ma non pochi spunti per l'analisi politica delle intenzioni, definiamole "occulte", che si celano a mio modo di vedere dietro questa iniziativa.

Montepara esordisce in maniera, data la sua collocazione politica, infelice. Infatti esordisce citando la Costituzione, dicendo che si deve garantire la salute in maniera eguale a tutti i cittadini.
Evidentemente, il Pdl, la Costituzione l'ha letta (e solo in piccole parti) solo di recente, durante la giunta Del Turco. Perché nel 2004 il governo Pace, senza prevedere alcun taglio di posti letto ai privati (cosa fatta dal cento-sinistra), aveva predisposto la chiusura di tutti gli ospedali con meno di 120 posti letto. A quei tempi, nessuno di questi sindaci, che "quotidianamente sono vicini alla gente", scese in piazza come fa oggi.

Ma andiamo avanti. Montepara, nel giro di 5 minuti dice queste frasi: <<Noi non ci ricordiamo di voi solo quando ci sta qualche elezione o quealche momento particolare>>; <<E' una manifestazione Politica, ma non politica perché si vota perché siamo stati qui oltre un anno fa (era meno di un'anno fa, 24 novembre 2007 ndr) e da tempo combattiamo e facciamo queste azioni contro la chiusura degli ospedali>>.

La prima soprattutto viene detta subito dopo la citazione della Costituzione che il centro-destra non conosceva forse sino all'insediamento di Del Turco. Gli assassini, (ringrazio Micucci per la metafora) quando vengono sorpresi a tornare sulla scena del delitto ed interrogati, cosa cercano prima di tutto per scagionarsi? Un alibi.
Alibi che però in questo caso non reggono, anzi, offrono maggior rilevanza a chi sostiene che questa iniziativa, quantomeno nella tempistica, non sia casuale. La Costituzione per i motivi detti pocanzi. Le presenze in piazza perché, contrariamente a quello che afferma Montepara, queste iniziative di Sindaci in Piazza (o a teatro) erano in vista dei seguenti avvenimenti:

- Manifestazione di Novembre 2007. il Pdl era stato mobilitato su tutto il territorio nazionale in vista della spallata (che poi non ci fu e sulla quale la magistratura indaga per tentata corruzione di senatori sulla base delle intercettazioni Berlusconi-Saccà) che si pensava avrebbe fatto cadere il governo Prodi.  Coincidenza? Probabile.
- Confronto Cinema Teatro Garden, Febbraio 2008; La campagna elettorale per le elezioni Poliche era già in essere a livello mediatico. Coincidenza? Possibile.
- Manifestazione 12 Ottobre: siamo ufficialmente in prossimità della campagna elettorale per le Regionali. Coincidenza? Francamente, poco credibile.

Come si suol dire: 3 indizi fanno una prova e gli alibi non sono validi.

Ma torniamo al suo discorso. <<Una manifestazione popolare e politica. Popolare perché voluta dal popolo, da voi che non vi rassegnate alle furberie ed agli sprechi che sono stati perpretati nella sanità. Popolare perché gli attori principali nn sono i soliti politici ma questa assemblea di bambini, donne uomini che hanno un cuore, una testa ed un'intelligenza.
E' una manifestazione politica, ma non politica perché fra pochi giorni si vota, perché siamo stati qui oltre un'anno fa (meno...era novembre!) ed è da tempo che combattiamo e facciamo queste azioni contro la chiusura degli ospedali di montagna, quindi non è che ci ricordiamo solo adesso di questo. Politica perché noi vogliamo riappropiarci, noi amministratori locali e voi popolo, della questione sanitaria. Non possiamo dare spazio ai soliti furbi che hanno portato a questa drammatica situazione della sanità abruzzese
.>>

a) La manifestazione popolare è una manifestazione sul cui palco si salgono esponenti della società civile che parlano, magari sostenuti, con presenza o interventi, da amministratori locali e politici. Una manifestazione popolare si riconosce per il suo non avere come ideatori ed organizzatori esponenti politici anche di un certo rilievo per giunta (Antonio Tavani, oltre ad essere Sindaco di F.S.Martino è anche Consigliere Provinciale).
Se invece sul palco salgono solo politici (con una breve sortita del rappresentate di un movimento "Pro-ospedale") la manifestazione non è popolare. Con questi contenuti e soprattutto con il tentativo di farla passare per popolare, assume un'altro aggettivo: populista.
b) E' politica perché si prefigge un risultato politico che non è quello di riprendersi la sanità e darla in mano ai cittadini, ma di alimentare un malcontento che l'affidi, attraverso il voto regionale, alla parte politica di cui i sindaci sono esponenti o alla quale sono comunque legati. E questo lo dico perché se fosse realmente per riprendersi la gestione della Sanità per ridarla in mano a cittadini ed amministratori locali, la proposta di legge, per la definizione che porta ovvero "di iniziativa popolare", sarebbe stata prima discussa con i cittadini, resa pubblica. Alla manifestazione si sarebbe distribuito il testo e le modalità con le quali si intendeva concretizzarne il contenuto.

Siccome mi sono dilungato parecchio, non cito testualmente il resto, anche perché potrà essere ascoltato sul filmato, ma appare indicativo che quando si facciano riferimenti a chi ha provocato il disastro sanitario, Montepara non faccia nomi di proposito lasciando all'umore della piazza, o ai colleghi che l'avrebbero seguito, il compito di individuare l'identità di quelli che definisce "furbetti" o "responsabili delle furberie" che negli anni ci hanno condotto a questa situazione.

Montepara poi parla di centralizzazione della sanità provinciale nell'ospedale di Chieti come fosse un'idea nuova del centro-sinistra; era l'idea del governo Pace in realtà. Per di più Guardiagrele, secondo quel disegno, non sarebbe più esistito proprio.
Montepara parla dell'università che non può essere concentrata solo a Chieti, senza rendersi conto di quello che significherebbe a livello universitario ed economico, dislocare ogni specializzazione universitara in un diverso ospedale tra i tanti che si intende salvare.

Per essere una manifestazione "popolare e politica" Montepara ha elaborato un discorso che purtroppo si è rivelato populista e strumentale. A naso, mi sento di dire che c'era del disagio in questo, che non c'era convinzione.
Spero che quel disagio e quella mancanza di convinzione che ho percepito siano reali e che aiutino il Vice Sindaco di Orsogna a riflettere quando sale su un palco indossando la fascia che lo qualifica. Perché è proprio nei confronti di quei cittadini, dei quali dice di voler difendere gli interessi, che quando si fanno simili discorsi e/o manifestazioni, le cose vanno raccontate con chiarezza, completezza e senza pensare a ciò che è o non è nocivo all'interesse del proprio partito o della forza politica lo appoggia.  E' stato il più in difficoltà su quel palco e dunque, almeno dal mio punto di vista e per l'opinione che emerge da ciò che ho sentito, mi auguro che sia il preludio di una presa di coscienza e di un cambio di rotta del quale potrà giovare la sua immagine e probabilmente, se ci ho visto giusto, anche il suo italiano.

Ed ora...dite la vostra.

Manifestazione 12 ottobre: sorridiamo al fanatismo?

Palmerio e Del Turco sono nemici; il Pdl "sia benedetto!"

scritto da Angelo Primavera

Una voce tra la folla si alza:<<Sindaco, dimettiti! Hai chiuso l'ospedale!>>. <<Del Turco ricacciate i soldi!>> e poi: <<Che Dio ve benediche!>> rivolto ai sindaci sul palco. Di nuovo verso la folla <<Acoltate cittadini: ribellatevi!>>. <<Il sindaco si devi dimettere!>>.

Non inizio questo pezzo con queste frasi per sottolineare la grammatica ovviamente, ma per dare la misura di ciò che la disinformazione voluta dal centro-sinistra e le campagne politico-elettorali cucite su di essa dal centro-destra nell'ultimo anno hanno creato.
Una rabbia urlante che non vuol sentir ragioni, che è stanca e che si aggrappa all'ultima speranza che vede senza esser più in grado di qualsiasi valutazione nel merito e nella sostanza di ciò che sostiene.

E' semplice parlare di strumentalizzazione e come più spesso ho espresso in questo blog, a mio avviso, è anche giusto. Ma se bisogna prender atto di questo, si deve altresì puntar il dito su coloro che dall'altro lato, per due anni e più, hanno continuato a predicare un'ottimismo senza basi concrete, snocciolando numeri, ignorando i disagi e soprattutto ignorando, talvolta apostrofando il fenomeno come semplice "ignoranza", la preoccupazione, il malcontento, che certamente alimentati dalla destra, si sono tramutati in paura e rabbia.

Tempo fa consigliai, quasi implorai Simone Dal Pozzo di discutere apertamente su guardiagrelesociale.it di ciò che stava avvenendo. Eravamo in tempi "non sospetti", dopo le elezioni, prima degli arresti di Del Turco, di gran parte della Giunta regionale e dell'ex assessore alla Sanità del Pdl, Dominici.
Eravamo nel periodo in cui la cordata di sindaci pensava ad altro, taceva, non informava come si era impegnata a fare per tutto il periodo che va dalla mancata spallata al governo Prodi, sino all'inizio della campagna elettorale per le politiche.
Un Guardiagrelesociale.it, che tra i tanti temi del forum d'autunno, dal bullismo a Sidney, al libro verde, a tutte le iniziative possibili ed immaginabili, si è guardato bene dal provare a trattare il tema (magari attraverso proprio i volontari che contribuiscono all'assistenza sul nostro territorio) dell'ospedale. Dissi che sarebbe stato un errore, dissi che così si sarebbe prestato il fianco a facili strumentalizzazioni che avrebbero diviso la comunità in un momento in cui bisognava invece unirsi, ma forse nessuno prese in seria considerazione quella preoccupazione. Il risultato è riassumibile in ciò che si sente (nn sempre benissimo) in questo filmato ed in ciò che ieri è capitato a Danilo e che lui ha raccontato nel commento al post precedente.

Oggi si è dunque realizzata quella mia preoccupazione e se vogliamo, dal punto di vista strettamente politico, questo fenomeno che di certo porta ripercussioni elettorali, il centro-sinistra cittadino se l'è meritato. Si fosse confrontato con la gente, non attendendo sempre che la situazione venisse percepita come insostenibile dalla massa, magari oggi potrebbe rammaricarsi per un solo errore: avallare senza negoziati ogni direttiva del Manager Maresca (cosa che già di per se è grave!).

Ma sempre dal punto di vista politico i sorrisi compiaciuti e/o divertiti che si intravedono sul palco sono un chiaro segno di soddisfazione per un obiettivo evidentemente perseguito e raggiunto: tramutare la paura e l'insicurezza in odio, in un qualcosa che elimina la ragionevolezza dalla mente della gente e garantisce voti e visibilità a prescindere. Perché se si possedesse un senso di responsabilità vero, ci sarebbe ben poco da sorridere in questi casi. Il senso di responsabilità imporrebbe un invito alla calma nonostante la situazione. Sono scene al limite del fanatismo che dovrebbero preoccupare, sempre richiamandoci al senso di responsabilità, anche chi ne trae vantaggio. Tutte preoccupazioni che penso siano ben lontane dalla mente degli odierni "paladini".

Un altro sintomo del clima che si è voluto assolutamente a mio avviso creare, l'ho riscontrato parlando con dei ragazzi di Rapino, ascoltando gli umori di alcuni giovani ed anziani guardiesi (quelli che più di tutti non hanno i mezzi o le conoscenze per comprendere nell'insieme quello che accade) che sino a pochi mesi fa erano scettici su questo movimento. Ho sentito più o meno sempre le stesse parole: "alla fine mi sono convinto dato quello che ha fatto Del Turco!". Insomma tutti convinti che la causa del nostro baratro siano le mazzette di Del Turco.

Poi, per tornare al filmato. Ho visto anche molta gente comune sorridere dinanzi a quel signore con la bandiera. Io invece ho provato un brivido, un'inquietudine profonda.
 
Il centro-sinistra cittadino ha abdicato sulla questione ospedale a Guardiagrele. L'amministrazione si è mossa debolmente solo sull'ultimo provvedimento di Maresca. Il problema, per quanto mi riguarda, non è che a pagarne le spese siano le forze politiche di centro-sinistra. Il problema per me è che a farne le spese è il cittadino che non solo è praticamente privato del diritto alla salute, ma anche del diritto al conoscere la verità. Senza verità complete, responsabilità oggettive, si esaspera ciò che è già esasperato. A nessuno importa che il cittadino comprenda; importa, almeno stando a questa prima analisi, solo dove andrà a finire il voto. Perché dinazi al fanatismo, se si sorride, altra interpretazione non so darla.

E' da qui che parte la nostra analisi. Ora sta a voi dire la vostra.

Una nuova A.S.L. ed ospedali "di frontiera" specializzati.

Riflessioni ed obiezioni a caldo dopo la manifestazione dei Sindaci Pdl.

scritto da Angelo Primavera

L'Istituzione di una A.S.L. per il territorio interno ed la specializzazione effettiva dei piccoli ospedali.
Una legge di iniziativa popolare, sulla cui definizione avrei qualcosina da obiettare(questioni di forma più che altro), che però a livello di concetto ideale (ovvero di ciò che tutti sognamo) rappresenta una delle idee più condivisibili che si possano avere.

Sognare una rete di piccoli ospedali, con l'essenziale dal punto di vista delle emergenze e della diagnostica, indipendente dalle A.S.L. metropolitane che si autogestisca con i ricavi delle specializzazioni stesse, credo sia comune a tutti i cittadini. Comune specie dopo l'esperienza di un piano sanitario disatteso a causa di un riassetto finanziario basato su scelte puramente numeriche ed altamente discutibili.

Ai tempi della mia collaborazione con il Sindaco Micucci su Qualcosaincomune.it era esattamente la mia linea di pensiero ideale, testimoniata da diversi articoli che spero saranno presto dinuovo disponibili, (come il sito del giornale stesso che però continuo a dire, dovrebbe divenire indipendente dall'amministrazione, che da un po' di tempo non funziona).

In una delle mie prime analisi su quel giornale, facevo riferimento al come l'invivibilità delle grandi città stava portando ad una tendenza per i cittadini al trasferimento in piccoli centri. Questo a causa proprio dei servizi base e della sicurezza che le grandi strutture metropolitane non riuscivano più a garantire. Altresì affermai che chiudere gli ospedali minori nelle zone decentrate e montane, come in pratica il piano di rientro sta pian piano facendo con gli accorpamenti, sarebbe stato un danno tremendo per centri come il nostro che, vista questa tendenza generale, avevano le potenzialità per crescere ed invece venivano così condannati.

Lo stesso termine "Ospiziale", utilizzato su un manifestino precedente dello stesso "movimento", lo coniai io proprio quando collaboravo a quel giornale per definire una struttura che dava un messaggio preciso: "se vuoi nascere e vivere, fallo altrove; qui si può solo morire comodi!".

Con tutto questo non voglio assolutamente dire che quel che è stato detto in piazza oggi è su mia ispirazione. ma che penso sia "semplice" per chiunque (o quasi) elaborare una "visione" del genere e sia altresì scontato per chiunque, che abbia un minimo di "onestà intellettuale", riconoscere o individuare lo stato attuale della sanità e del nostro ospedale nello specifico. E' sotto gli occhi di tutti

A voler ripetere un tormentone di Micucci, "non è stato detto nulla di nuovo".

Perché come era vero per lo schieramento opposto, anche qui il problema nn è ciò che viene detto (in quanto condivisibile) ma ciò che NON viene detto e che io mi stò concentrando a sottolineare proprio per quella "onestà intellettuale" che oggi mi è stata nuovamente riconosciuta seppur, a mio avviso, pochi giorni fa non rispettata.

Tutto ciò che è stato detto oggi nel descrivere la proposta di legge c'è in linea di principio ideale. Ma a me sembra che sia quantomeno gettar fumo negli occhi presentare questa proposta senza spiegare:

A) Dove si prenderanno i soldi per creare una nuova A.S.L., pagarne dirigenza ed amministrazione, incentivi per i medici e quant'altro è stato snocciolato. Perché se i singoli ospedali magari se la caverebbero con la specializzazione, la gestione di una nuova A.S.L, con i conseguenti costi amministrativi, no. Poi la specializzazione nn si inventa dall'oggi al domani, va finanziata, altrimenti fa la fine dei poli specialistici del centro-sinistra.
B) Per rientrare dal debito di 2 milardi, cosa che il centro-sinistra non ha assolutamente fatto ma con la quale anche il centro-destra dovrà fare i conti se non l'ha dimenticato, ed evitare il commisariamento della regione, si devono fare tagli. Anche nell'ipotesi in cui si riuscisse a creare una A.S.L. indipendente, essa non potrà esimersi dai tagli, dire" io non riduco i costi" e non sarà assolutamente sufficiente la specializzazione (che richiede tempo oltretutto) ad evitare anche a quest'ultima accorpamenti e smembramenti di reparti.
C) Oltre a far i conti con il governo regionale ed i suoi debiti, bisogna far i conti con i tagli di 9 miliardi in tre anni per la sanità previsti dalla finanziaria del governo Berlusconi, e con la crisi mondiale che probabilmente condurrà al salvataggio delle banche ricorrendo al debito pubblico e quindi porterà lo Stato a tagliare ancor di più le spese anche per la sanità. Quindi non solo il debito, ma presumibilmente sempre meno risorse adoperabili da aggiungere a questo già ENORME problema. Sono cose prevedibili e non costituirebbero alibi validi.
D) in uno scenario in cui si parla di ridurre gli enti ed i costi della pubblica amministrazione, è quantomeno anacronistico a livello politico creare una nuova A.S.L. per di più sulla base di un criterio di Comunità Montane che presto non esisteranno più,  dato che tra le varie idee di taglio degli enti "inutili", c'è proprio quella di eliminare le Comunità Montane. Ovviamente senza Comunità Montane, i criteri della legge del '94 esposti da Micucci andranno a farsi benedire.
E) ultima, perché forse un po' faziosa, è la sensazione che una nuova A.S.L. sia un posto in cui sistemare o parcheggiare eventuali "trombati", o parenti, o clientele...insomma un prezzo pagabile dai vertici dei partiti per evitare che alcuni esponenti, che miravano ad un salto di qualità, si trovino tagliati fuori senza nulla in mano e possano far troppo "rumore".

Tutte obiezioni che, al di la di un vago riferimento alla sanità attiva delle specializzazioni, non trovano una risposta concreta almeno per ora. Tutte obiezioni che non sono frutto di "una diversa visione ideale", ma di una cosa con la quale, un idealista come me si trova a far i conti purtroppo ogni giorno : la nostra REALTA'.

Sarebbe dunque il caso di spiegare i famosi "tecnicismi", che in sostanza sarebbero "il come" si intende procedere concretamente per realizzare quella che così si presenta facilmente come un'utopia. Un qualcosa che si liquida sempre con il "non interessano alla gente", ma che penso ora la gente inizi a voler conoscere.

E dato che prevenire è meglio che curare aggiungo il quesito: come si intende evitare che questa nuova A.S.L., qualora piombasse per miracolo nella realtà, possa divenire ciò che ipotizzo al punto E?

Per di più, ragionare in ottica locale su un problema di gestione regionale è un errore a mio modo di vedere. Questo progetto non può essere trattato senza riflettere sugli effetti sia economici che strutturali che porterebbe all'insieme del sistema sanitario abruzzese. Proporre una cosa del genere senza tener conto di questo è quantomeno imprudente. Farlo senza spiegare alla gente anche questo particolare diviene speculare. 

Il ruolo dei politici non è quello di dirci quali sono i nostri problemi ed i nostri sogni quando li abbiamo già come in questo caso.La parte più importante del loro lavoro è spiegare come intendono risolvere (anche e soprattutto nelle specifiche tecniche) i nostri problemi e come, se abbracciano i nostri sogni, intendono (nella pratica) realizzarli.
Ognuno di noi oggi sarebbe potuto salire su quel palco e sarebbe stato in grado di dire più o meno le stesse cose. Ma nessuno di noi, penso, è tornato a casa con una consapevolezza, un'idea chiara ed esauriente del "come" i sindaci quelle cose si "auspicano" di realizzarle.

Questo ovviamente è solo un commento a caldo. Nei prossimi giorni, con i filmati cercheremo (con la partecipazione di tutti quelli che vorranno contribuire alla discussione) di analizzare nello specifico ogni singolo intervento ed ogni singolo punto. Anche perché c'è anche tutto un discorso di coerenza tra le linee politiche dei partiti d'appartenenza e ciò che è stato detto, che secondo me merita una particolare attenzione, specie sul fronte "giustizia".
Tutto questo è nostro dovere farlo perché in fondo, come scrissi proprio sul giornale di Micucci, o come amaramente ricordava anche Danilo che dal 2001 con Rifondazione ha cercato di parlare (quando si era ancora in tempo per evitare la catastrofe) di questo tema, se è vero che la politica ha distrutto la sanità, noi, non confrontandoci a suo tempo e non analizzando la situazione, glielo abbiamo permesso.

In più invito il sindaco Micucci a pubblicare on-line sul suo giornale (una volta risolti i problemi tecnici), sul sito del suo comune, su altri siti (o se lo desidera anche qui senza problemi) il testo integrale della proposta di legge di iniziativa popolare, perché per essere effettivamente tale, dev'essere discussa dal popolo...tutto il popolo e non solo (o quasi) dal Popolo delle Libertà.
In più qualora lo si volesse, questo blog concede diritto di replica, sia nei commenti (che servono anche a questo) sia nella disponibilità a pubblicare una risposta integrale e firmata.

Centro Olii "nell'interesse del governo"

...in Abruzzo si tace sull'argomento

scritto da Angelo Primavera

"Il governo ufficialmente non prende posizione sul centro olii di Ortona".
La notizia è riportata con questo titolo dal quotidiano On-line "Primadanoi.it" del 2 ottobre ed è a mio avviso un falso, quantomeno nel titolo che in pratica si limita a citare la dichiarazione "dell'attentissimo" Senatore Legnini.

A seguito infatti di una sua interrogazione parlamentare, riguardo la posizione del governo e nello specifico del ministero dell'ambiente sulla spinosa questione dell'impianto dell'Eni e dei progetti della Società riguardo la costa abruzzese, gli risponde il ministro per i rapporti con il parlamento Vitto.

«Il governo è interessato alla attività di estrazione lungo la costa adriatica, ma l'indirizzo generale, pur non avendo alcuna preclusione, è quello che ciò avvenga con un puntuale rispetto delle normative vigenti, dell’ambiente e della compatibilità con le realtà locali».

Ricordando la gestione dell'emergenza campana, in cui tonnellate di immondizia indifferenziata e di dubbia natura, in barba ad ogni norma, sono finite nelle discariche tra le proteste inascoltate della popolazione, questa risposta non è affatto una mancata risposta, come invece afferma lo "sveglissimo" Senatore del Pd.

Il governo ha risposto eccome! E' lui che non ha capito la risposta che oltretutto era abbastanza chiara e netta. Il governo ha detto che "è interessato all'attività di estrazione lungo la costa adriatica". Una risposta che poi assume un significato ancor più rilevante da ieri quando, a mercati aperti, Berlusconi consigliava di comprare le azioni di Eni, Enel ed ovviamente Mediaset.

La sensazione che ne viene fuori, mentre il Pd dorme ed a mio modo di vedere, dormono anche i giornalisti, è che si sia instaurato un asse d'interesse che parte dall'Eni, attraversa tutto il centro-destra per giungere sino al Premier.
Questa deduzione mi viene leggendo i vari titoli da campagna elettorale già avviata in cui tutti si preoccupano solamente di nomine, candidature, poltrone, sanità (ma solo nell'aspetto populistico e demagogico, senza affrontare la questione del deficit) e ambiente attraverso polemiche sull'acqua ed allarmi sulle discariche, entrambi settori in cui, tra privatizzazioni ed inceneritori c'è da mangiare.

Per coloro che sono contro la creazione di quell'impianto mostruoso e contro lo scempio che si vuol fare nell'adriatico (oltre alle piattaforme già esistenti e le concessioni per costruirne altre, sono in corso ben 15 sondaggi che se dessero esito positivo significherebbero ulteriori pozzi) forse questi particolari sono importanti.
D'altronde, con l'assenza di programmi, che il Pdl non sembra preoccuparsi di fare, scegliere uno qualunque di questi schieramenti frantumati al loro interno è abbastanza indifferente. Sembra che tutti siano pronti ad abbandonare la nave e vadano alla ricerca di qualche salvagente, equipaggiamento che sulle piattaforme Eni, abbonda.

Apocalisse Abruzzo

Sanità, Lavoro, Acqua, Ambiente, Pensioni...l'emergenza è totale!

scritto da Angelo Primavera

E' una situazione veramente critica. Le elezioni a cui ci accingiamo avvengono in uno scenario veramente tragico. L'Abruzzo nei prossimi anni potrebbe definitivamente collassare e la guida politica del prossimo quinquiennio sarà decisiva per le sorti di questa regione.

In attesa che la crisi dei mercati e delle banche si rifletta sull'economia reale con previsioni che i più ottimisti definiscono drammatiche, l'Italia parla di Federalismo fiscale.
In questa congiuntura "astrale" si inserisce un Abruzzo con le gambe già falciate da circa 2 miliardi di debito sanitario.
Un debito che frena tutta l'economia regionale, impedisce incentivi, di finanziare le imprese e dunque il lavoro.
La sanità e dunque la sicurezza dei cittadini ad essa legata è precaria a causa di un riassetto gestito in maniera certamente oscena, quantomeno nella provincia di Chieti. Gli alibi, per quanto giusti di un debito sanitario e di un'urgenza di rientro per evitare il commissariamento, non riescono a giustificare un qualcosa che è stato definito "piano" ma che è apparso, per tutto il periodo di governo della giunta Del Turco, un'improvvisazione.
Il centro-sinistra ha cercato di elaborare una soluzione in corsa, affidando ai manager il compito di risolvere un problema che oggi rappresenta l'handicap maggiore per noi. Ma è stato fatto tutto di fretta, in alcuni casi forse in buona fede, ma certamente in altri seguendo la logica dei clientelismi e delle convenienze personali e politiche.
Il centro-destra, che oggi sa di poter vincere quasi a mani basse, specula sulle defezioni conseguenti ad azioni che mai si sarebbero potute verificare, se non vi fosse stato proprio il danno del governo Pace. Senza 1.760.000.000 di debito, non ci sarebbe stato alcun riassetto o quantomeno, non sarebbe stato certamente fatto con le logiche come quelle che possiamo intuire; logiche discutibili in alcuni casi o inesistenti in altri.
Quel debito iniziale è e rimane la causa di tutti i nostri problemi, oltre che essere, nella maniera in cui è stato maturato, un emblema di irresponsabilità e malsana gestione del rapporto pubblico-privato.

Ma la sanità ed il debito sanitario, pur rappresentando il problema principale per il quale nessuno sino ad ora ha ancora trovato delle soluzioni concrete, se non tagliando, non è l'unico problema di questa martoriata Regione.

Abbiamo un'emergenza demografica, con un invecchiamento della popolazione maggiore di quasi tutte le altre regioni; abbiamo una disoccupazione crescente con disoccupati di lunga data che si attestano al 49% negli ultimi 10 anni, sintomo che è sempre più difficile trovare lavoro; nell'ultimo anno un aumento del 17% dei disoccupati più giovani e il tasso di disoccupazione totale è incrementato di quasi un punto percentuale. Abbiamo una precarizzazione massiccia del lavoro che elimina ogni stabilità e limita il potere di acquisto di salari medi che sono già tra i più bassi d'Italia, 850 euro circa. Il 20% delle famiglie vive sotto o a ridosso della soglia di povertà; la media delle pensioni è di 540 euro, anch'esse tra le più basse d'Italia.
E' un Abruzzo il cui PIL negli ultimi dieci anni ha perso il 19%.


Ma non si conclude con l'economia. Inquinamento diffuso, avvelenamento di interi corsi d'acqua e tubazioni fatiscenti sono alla base di una carenza idrica sempre più preoccupante della quale si parla poco e male. Il processo di privatizzazione, con l'appalto a società private per la distribuzione dell'acqua ha una regolamentazione che per i più è un enigma, resa confusa forse per rendere più complicato stabilire le responsabilità.
Inquinamento e scarsità dell'acqua sono problemi enormi per una regione che, almeno sulla carta, vuole investire sul turismo ambientale, oltre che per un settore agricolo abbandonato nel dimenticatoio.

Per non parlare dell'ambiente in se. I rifiuti, la differenziata a singhiozzo, le discariche stracolme, il pericolo di una nuova emergenza che darebbe il via libera, ad un governo nazionale, per piazzare inceneritori ovunque, malgrado due terzi degli studi dimostrino che essi, oltre ad essere energeticamente sconvenienti, provocano danni ingenti alla salute della popolazione.
Il centro Petroli, o centro Olii che minaccia la costa ortonese, l'ambiente, l'agricoltura e l'economia ad esse legate è l'emblema di una regione in mano ai gruppi di potere.
 

L'Abruzzo è in una fase drammatica e la crisi non è ancora arrivata. Se il governo, come sembra intenzionato a fare in accordo con un po' tutti gli altri, deciderà seriamente di ricorre ad aiuti di Stato, aumentando ulteriormente il debito pubblico e di conseguenza diminuendo le risorse disponibili, la nostra regione rischia il fallimento, la bancarotta.

Mi auguro che questo quadro generale sia utile ai cittadini in vista delle prossime elezioni. Chi non si presenta con un programma pronto a fronteggiare tutto questo, partendo dal deficit sanitario in poi, è conveniente che lo si lasci a raccontar balle in piazza. Perché con i conti regionali in queste condizioni (mi riferisco al bilancio 2007) e con questa situazione strutturale emerge uno scenario apocalittico. Se quel che vi diranno non prevederà una politica per fronteggiare questa crisi in ogni suo aspetto, non potrà trattarsi d'altro che di balle.

La fonte dei miei dati, che spero di aver riportato correttamente è una ricerca dell'IRES-CGIL, (riportati in questo articolo) per la parte riguardante PIL, pensioni, stipendi e disoccupazione. Il resto è storia e spero oggettivamente parlando, realismo. Ed a chiunque dovesse dire che non è il caso di creare allarmismi con un simile scenario, ditegli pure di andare a...zappar la terra se trova lavoro.

Con questa spada vi uccido quando voglio!

retroscena di una riunione di "paladini".

scritto da Danilo Zulli

"Questa è una riunione per organizzare la manifestazione quindi se vuoi dare una mano ok, altrimenti ti invito ad andartene [...] ma dato quello che scrivi, che mi hanno riferito e che io non ho letto, non fai pensare che tu sia dalla nostra parte [...] Per i giornalisti ci sarà una conferenza stampa...". (Rocco Micucci - Guardiagrele 9 ottobre 2008)

Queste le motivazioni ufficiali con le quali ieri sono stato invitato "garbatamente" ad andarmene da una riunione alla quale ero finito in qualche modo per errore. Un malinteso tra Alex e chi l'aveva invitato che aveva parlato di una riunione "aperta" per l'ospedale.

Ma il Sindaco di Rapino, il D'Artagnan della Maielletta, il Don Chisciotte delle cause tutt'altro che folli (quantomeno nel ritorno d'immagine) ci teneva evidentemente a mostrare "in pubblico" la sua determinazione contro chi osa criticare, senza averne a suo modo di vedere il titolo, lui o i "magnifici 7 (8,9, o quanti ne sono!)".

Infatti si è guardato bene dal fare questo chiarimento quando mi ha incontrato all'esterno dell'Hotel Granada (sede della riunione), riservandosi in quel caso solo il sarcasmo di una frase quale "oggi abbiamo anche i giornalisti", seguita da un "come stai?" e stretta di mano. Se avesse detto altre parole, ovvero quelle che poi ha usato dinanzi a tutti ovvero quelle con le quali ho aperto questo blog, se non mi avesse stretto la mano, magari avrei evitato di turbare l'ambiente interno con la mia presenza.

Micucci è stato ultimamente criticato da questo blog per il suo utilizzo strumentale del giornale on-line dell'amministrazione di Rapino (di cui lui è a livello pratico, direttore, editore, caporedattore e grafico, per quanto a livello ufficiale non ricopra nessuno di questi incarichi), che della vicenda ospedale ha parlato solo ed esclusivamente in tempo di elezioni o a novembre scorso, quando si pensava che il governo Prodi sarebbe caduto (come da profezia del Cavaliere). Ho palesato che quantomeno esiste un conflitto d'interesse, conclamato da un articolo del giornale stesso in cui vengono riportate le dichiarazioni di Micucci riguardo a "novità" che verranno diffuse durante la manifestazione del 12 ottobre. I "giornalisti" in questione avrebbero semplicemente dovuto fingere di intervistare (come fanno sempre) in un articolo il loro Capo, in modo da illustrare quelle "novità" e già a fine settembre avremmo saputo ciò che lui sa, ma non diffonde. Vorrei ricordare in tutto questo che quel giornale è pagato dal Comune di Rapino, ovvero dai cittadini. I soldi dei cittadini vengono adoperati dunque, almeno a mio parere, per fare una bacheca di onorificenze ed un mezzo di propaganda politica di parte. E' alla luce di ciò evidente ai miei occhi che Micucci Sindaco/Direttore tra la necessità di informare il cittadino (con i soldi del cittadino) e la tentazione di tener da parte informazioni da divulgare al momento politicamente più opportuno (ad esempio in una manifestazione organizzata) , ha scelto la seconda.
Sempre da questo blog è stato definito ridicolo il contenuto del documento redatto dal suo ultimo consiglio comunale di Rapino sulla materia riguardante l'ospedale. Termine non scelto a caso, perché in una emergenza come la nostra, in cui si accorpano i reparti per mancanza di fondi per il personale, un documento in cui si chiede ad un commissario di ripristinare i reparti com'erano prima, avere la specializzazione come in teoria dovrebbe essere adesso, aumentare il personale medico, integrare attrezzature nuove, senza offrire neanche uno spunto sul "come" reperire le risorse, non può esser preso sul serio; al limite ci si può sorridere e da qui il termine ridicolo.

Essendo stata la mia una critica pubblica, lui ha evidentemente sentito l'esigenza di attaccarmi pubblicamente (anche se l'ambiente era ristretto a pochi intimi), senza incorrere nello stesso errore del suo collega sindaco Tavani, che nel rispondermi sul blog solo dopo aver minacciato querele, non credo abbia fatto una gran figura, così come altri a lui legati che da qui son passati. Anche perché se il pubblico fosse più vasto avrebbe fatto un altro "errore": quello di darmi importanza rischiando di abbassarsi al confronto con "uno qualunque" dalla penna però affilata. Che dire, era logico e strategicamente impeccabile. Ero impreparato in effetti ad un attacco diretto con toni simili e la mia emotività (che lui credo conosca perché è persona che sa studiar bene l'avversario) mi ha consigliato, data la mancanza di lucidità che sentivo salire per un giochino meschino come quello di lasciarmi entrare per "attaccarmi" davanti ai compagni di merenda, di tacere e successivamente andar via.
La lucidità di abbozzare la cosa sono riuscita a tenerla anche quando, dopo aver detto "buonasera" ai presenti, girato le spalle ed essermi avviato all'uscita, Micucci ha fatto l'ironico dicendo: "forse non gli è piaciuto quello che è scritto sul volantino!"

Per quanto riguarda il volantino, dato che l'ultima cosa che ho sentito era quella frase che ho citato poco fa, ci tengo a rispondere: No il volantino non mi è piaciuto ed in senso bipartizan. Non mi sono piaciute le frasi di Maresca che ho letto, perché le trovo antidemocratiche e sufficienti, in un paese con una cultura democratica vera, a costringere chi le scrive o le pronuncia alle dimissioni. Ma siamo nel paese che elegge il conflitto d'interessi di Berlusconi, che non si accorge neanche che nel discorso programmatico del premier (imputato per corruzione), per la prima volta nella storia della Repubblica, la fiducia non è stata formalmente chiesta. Quindi, non mi stupisco di ciò. Me ne rammarico solamente.
Ma non mi è piaciuto neanche leggere un volantino in cui si chiedono ancora dimissioni, veder altra carta sprecata in critica, altre speranze sfumate in opportunismo. Un volantino valido, anche politicamente, avrebbe scritto in sintesi i punti delle proposte con le quali questo "movimento" intende salvare l'ospedale e rendere efficiente la sanità. La gente questo dovrebbe riportare a casa: prospettive, soluzioni alternative dopo una manifestazione, non la propaganda del centro-destra.
Quindi è vero: il volantino non mi è piaciuto affatto, ma in tutta onestà, per quanto mi sforzi di continuare a dare possibilità ad uno schieramento che continua a riconoscere dei Leader con la moralità, l'onestà e la cultura democratica di quelli che si ritrova, capaci di alimentare odio razziale nel paese cavalcando una campagna mediatica di paura pur di ottenere consensi, e basando tutto sulla critica dell'avversario politico o su leggi spot, non mi aspettavo di meglio.

Prima di concludere, qualche chiarimento per chi legge e certamente riferirà.

Micucci mi ha accusato di aver definito deficiente il consiglio comunale di Rapino regolarmente e legittimamente eletto. Dato che immagino che questa idiozia per averla detta a me, l'avrà prima detta ad altri, ribadisco che ho solo definito ridicolo il contenuto di quel documento per i motivi che ho espresso prima. A seguito del mio chiarimento di aggettivo, mi ha detto che il definire anche solo ridicolo quel documento va oltre l'opinione. Una linea di pensiero ben diversa da quella che aveva tra dicembre e marzo quando attaccavo il piano di riassetto sanitario dalle pagine del "SUO" giornale, utilizzando termini non meno coloriti per definire personaggi del centro-sinistra. Su questo punto lascio a voi il giudizio se considerare ipocrita questo comportamento o meno.

Io scrivo su questo blog per manifestare il mio pensiero, come da diritto tutelato dalla nostra costituzione. Non faccio "informazione", al più mi limito a raccogliere informazioni per fare "memoria", perché sempre a mio parere, la memoria dei fatti manca e senza sapere da dove veniamo e dove siamo, non riusciremo mai a scegliere correttamente dove andare, finendo puntualmente negli stessi errori. Se non vi piace ciò che scrivo, non leggetelo o quantomeno smentitelo, così che tutti capiscano quanto voi siete giusti e quanto io sia in errore.
Io scrivo dell'ospedale nella speranza che i politici attirati qui dalle critiche come le api dal miele, siano dotati del buon senso di smetterla di speculare sulla crisi e cercare una soluzione nell'interesse dei cittadini che sia CONCRETA. Una soluzione che non si può esaurire certamente in critiche sterili nei confronti degli oppositori politici, o dei manager, o in proposte quantomeno utopiche, ma in alternative d'azione reali. Seppur le critiche sono legittime, va ricercata ed incentrata la "protesta" sul "come" uscire dalla palude del deficit sanitario e delle gravi defezioni dei servizi. Solo così è possibile salvare anche il nostro ospedale.
Scrivo dell'ospedale nella speranza che qualche operatore dello stesso, passando di qui, possa esprimere il suo parere, la sua realtà, dando ai cittadini un quadro reale senza intermediari politici che ne utilizzino a proprio vantaggio le dichiarazioni (sforbiciando qua e la dove serve).
Scrivo dell'ospedale perché all'ospedale ci tengo e seppure come molti sono giunto in ritardo su questa questione, ho come pallino la ricerca delle verità a prescindere dalle bandiere, dagli stemmi o dai vessilli sotto cui si possono nascondere. Ovviamente, essendo la verità sotterrata sotto km di menzogne e strumentalizzazioni da ambo le parti, scavando, la prima cosa che si riporta alla luce sono proprio queste due cose.
Scrivo dell'ospedale perché sono stanco di veder ogni paura dei cittadini utilizzata per raggranellare voti.
Scrivo dell'ospedale perché tanta brava gente in buona fede, in questo caos si affiderebbe a chiunque pur di avere una speranza, spesso senza neanche conoscere ciò che accade o che è accaduto nel recente passato. Sfruttare questa mancanza di conoscenza, frutto della politica di entrambi gli schieramenti principali, lo trovo meschino ed ingiusto.
Scrivo perché non so star zitto, perché forse la vita con me è troppo giusta e quindi sento la necessità di battermi per le ingiustizie subite dagli altri.

Non saranno attacchi e minacce di querela come quelle di qualche mese fa, a firma Antonio Tavani, a piegare questo blog;
Non saranno atteggiamenti come quello di ieri a firma Rocco Micucci a zittire un pensiero come il mio, che libero è e libero rimane e che per quella libertà (diversa da quella del Popolo delle Libertà (condizionate) di cui ieri e non solo ieri ho avuto esempio), non si preoccupa di dover pagare un prezzo.

Chiudo signori miei come si fa in genere quando si conosce qualcuno che ha già espresso quel che senti ma in modo migliore e più poetico di come lo diresti tu; con una citazione di Francesco Guccini che da ora in avanti sarà affissa a questo blog come monito per alcuni ed invito per altri:


"...VI INFILERO' LA PENNA BEN DENTRO AL VOSTRO ORGOGLIO
PERCHE' CON QUESTA SPADA, VI UCCIDO QUANDO VOGLIO!"

 

98 miliardi che farebbero comodo!

Che fine ha fatto l'indagine sulla maxi evasione ai danni del Monopolio di Stato?

scritto da Angelo Primavera

Io ho il difetto che quando leggo notizie come quella di una inchiesta per una maxievasione da 98 miliardi di euro, poi finisco per legarmela al dito e se non so come è andata a finire, quando questo pensiero mi torna in mente, non riesco a dormirci, specie se con quei 98 miliardi si potrebbe riorganizzare la Sanità, l'istruzione, ricerca, pensioni, deficit...insomma: parliamo dell'equivalente di 3 finanziarie "batosta", di quelle che in genere ci mettono in ginocchio.

Ho cercato inutilmente in rete aggiornamenti sull'inchiesta a seguito delle due relazioni della commissione parlamentare, ma non ho trovato nulla riguardo l'eventuale processo, la sentenza, o quant'altro possa portare lo Stato a riavere indietro questi soldi.

Eppure, immaginando (con TANTA FANTASIA) lo Stato come un padre di famiglia, prima di togliere il piatto di pasta dalla bocca dei figli, magari esso andrebbe a cercare, tra i suoi documenti se c'è ancora qualcuno che gli deve dei soldi. Si interesserebbe a questa questione.

Ma non solo lo Stato è reo di menefreghismo. L'informazione fa maratone di anni per raccontare il delitto di Cogne, di Garlasco, di Erba, di Perugia e via dicendo. Non solo nessuna trasmissione d'approfondimento ha mai trattato di questo argomento, di questa inchiesta, ma anche giornali, giornalisti e blogger l'hanno dimenticata.

Era una bufala? Non penso, dato che erano dati accertati da indagini e relazionati da una commissione parlamentare. Allora perché non se ne parla? Perché, all'entrata in una crisi come questa non si fa in modo che chi deve pagare paghi?

L'inchiesta dei due giornalisti (riportata in breve nel filmato di Striscia la Notizia, unico programma tv a parlarne) ha rivelato come molte società che sono finite in questa inchiesta siano legate alla mafia, altre siano di proprietà di politici di uno schieramento (o li abbiano nel cda), o nel caso delle sale Bingo, controllate da esponenti dello schieramento opposto.
A noi tutti penso farebbe molto piacere sapere cosa sta accadendo e cosa accadrà. 98 mld di euro sono una somma inimmaginabile rubata agli italiani a causa della mancata sorveglianza della società preposta ai controlli, guardacaso, nominata dal governo Berlusconi.

Mafia, politica e 98 mld rubati: chissà come mai il nuovo alfiere dell'etica nella finanza non ce ne parla mai?

I liberisti dicono: gli Stati salvino le banche!

siamo dinanzi all'ennesima truffa?

scritto da Angelo Primavera

Dopo Bush, anche i premier europei iniziano a pensare di ricorrere allo Stato per salvare un mercato pensato su un'ottica liberista, priva di interferenze dello Stato stesso. Insomma per salvare il liberismo imposto dalla globalizzazione e dagli stessi istituti che oggi rischiano di fallire, si può bestemmiare il liberismo stesso; se non fosse un momento drammatico, questa contraddizione la si potrebbe trovare anche divertente.

I potenti di quello che sino ad un decennio fa appariva come un impero invincibile basato sul mercato libero dallo Stato, ora parlano di interventi degli Stati attraverso le banche centrali con iniezioni di liquidità per salvare gli istituti in difficoltà e dicono di farlo nell'interesse dei risparmiatori. Ma basta poco per comprendere che è una truffa, perché l'intervento della banca centrale e dello Stato significa solo una cosa: aumento del debito pubblico.

L'aumento ulteriore del debito pubblico, in un paese come l'Italia, porterà a politiche che colpiranno tutti i piccoli (risparmiatori e non) indiscriminatamente attraverso un aumento delle tasse, attraverso un taglio o (più probabilmente viste le dimensioni della crisi) un'eliminazione dei servizi pubblici quali istruzione e sanità; per non parlare poi della svendita di immobili ed aziende statali.
Tutto ciò che è di tutti (i beni e le aziende Statali, gli immobili) verrà venduto per pagare un debito contratto per salvare quello che è di pochi...e con ogni probabilità saranno poi proprio quei pochi (ovvero grandi società, gruppi finanziari e banche) appena salvati ad acquistare i beni svenduti dallo Stato per ripagare il suo debito pubblico. I piccoli "risparmiatori" perderanno in tasse, servizi e soprattutto diritti molto più di ciò che non perderanno in azioni.

Bisognerebbe invece semplicemente giungere ad una semplice presa di coscienza: il sistema che abbiamo oggi è una truffa e come ogni truffa non va incentivata, ma punita. Gli Stati non salvino le banche, al limite aiutino i clienti, con esenzioni fiscali, o con tutti gli altri strumenti di cui essi dispono. Ma non ha senso salvare le banche perché non si può più andare avanti sulle basi di un mercato globale "finto", che ogni anno muove cifre del 1000% superiori alla somma dei PIL di tutti gli Stati messi insieme.

E' necessario tornare ad un'economia reale, un mercato diretto. Si deve riumanizzare l'economia e forse, essendo essa oggi la reale finalità della politica, così facendo, si potrebbe riumanizzare anche quest'ultima. Il credito, se deve esserci, potrebbe essere sul modello della banca Jack, di cui ogni cittadino alla nascita diviene azionista con pari diritti e dove il credito, ripulito dalle speculazioni, viaggia su percentuali di interesse dell'1,5% sui mutui. Un sistema "reale" in cui l'accesso ai prestiti ed ai mutui si guadagnano nel tempo attraverso dei "punti risparmio" che possono essere anche ceduti a parenti, amici o chi è nella necessità.

In sintesi penso che per gli interessi di pochi si stia perdendo tempo a cercare di salvare un sistema illegittimo e truffaldino, quando sarebbe forse il caso di elaborarne uno diverso, che adegui anche l'economia alla sovranità del cittadino e non viceversa come sino ad ora è sempre accaduto. Ma rischieremmo di avere un mondo migliore per tutti, e questo per i pochi che sono abituati ad averlo tutto per loro, è probabilmente inaccettabile.

Sentenza Centro Olii

Rettifica doverosa.

scritto da Angelo Primavera

Rettifica doverosa che fa luce su un aspetto che mi aveva lasciato talmente sconvolto da esser messo in primo piano nell'ultimo post riguardo il Centro Petroli.
Da ulteriori controlli ho appurato che nella sentenza si cita, in un confronto "economico", la maggior importanza del petrolio rispetto alla produzione agricola di pregio. Non si fa mensione della salute pubblica.

Il passaggio della sentenza che era stato del tutto snaturato dalla fonte che l'aveva espressa, nel proprio pezzo, come citazione testuale e virgolettata è la seguente:

"Va precisato al riguardo, infatti, per quanto riguarda le valutazioni inerenti l’impatto nei riguardi della coltivazione di pregiate colture agricole, che anche la ricerca e la lavorazione di idrocarburi è del pari tutelata ed assume una valenza pari se non addirittura superiore a quella agricola, nel momento attuale in cui l’economia italiana sopporta i gravi disagi economici conseguenti alla situazione mondiale nel campo delle risorse energetiche...."

Il documento ufficiale è scaricabile a questo link

Porgo le mie scuse a chi segue il blog che ha avuto un'immagine deviata di ciò che accade ed ovviamente a chi la sentenza l'ha scritta.
Una sentenza su cui si può e si deve discutere, ma la cui discussione deve poggiare sulla realtà della sentenza stessa. Realtà che purtroppo a causa di una mia scarsa perizia nel controllare la fonte, è giunta al lettore distorta.

Pur non essendo questo un organo d'informazione (le "notizie" infatti sono sempre riportate come spunti per riflessioni sui fatti, nel pieno diritto d'opinione tutelato dalla costituzione) questo blog vuole diventare nel tempo un luogo dove notizie rilevanti ma poco amplificate o addirittura celate, siano punto di partenza che aiuti a comporre il puzzle di ciò che accade, stimolando alla riflessione la coscienza di chi legge.

Internet è un luogo difficile da esplorare, le cui fonti d'informazioni sono molteplici e qualche volta non veritiere. Ma è l'unico strumento attualmente in possesso del cittadino per arrivare a conoscenza di ciò che accade ogni giorno.

Ancora emergenza acqua?

Nonostante le prime nevicate e le pioggie dell'ultimo mese, l'acqua manca ancora.

scritto da Angelo Primavera

Io non so quale siano le condizioni nelle altre zone di Guardiagrele. In via Anello, dove vivo io c'è una razionalizzazione dell'acqua a dir poco assurda. L'acqua viene tolta alle nove di sera e dopo più di 12 ore non è ancora tornata. Un qualcosa di insensato di assurdo, date le precipitazioni e le temperature dell'ultimo mese che ormai dovrebbero aver fatto rientrare le l'emergenza estiva.

La questione acqua dunque continuiamo a portarcela dietro ed a questo punto sarebbe da iniziare a chiedere uno sconto alla Sasi, sia per l'interruzione, senza preavvisi ne orari, del servizio, sia per tutta l'aria che da mesi circola nelle tubature e viene conteggiata come acqua.

La politica ovviamente su questo tace o quando parla si professa o innociente o non competente. La situazione Guardiese inizia a farsi veramente preoccupante, la gestione della risorsa più importante è misteriosa e soprattutto inefficiente. A peggiorare le cose poi il fatto che non si riescono ad individuare le responsabilità di questi disagi. Il sistema creato tra amministrazioni Ato e Sasi non funziona e non da punti di riferimento al cittadino che riguardo all'acqua ha una sola certezza: dover pagare la bolletta.

Ospedale di Guardiagrele: Documento ridicolo.

Da Rapino una serie di richieste ma nessun "COME".

scritto da Angelo Primavera

«Deve essere restituito al nostro presidio ospedaliero», si legge nel documento, «la sua funzione di Ospedale del Territorio con i reparti di eccellenza che ha sempre avuto, tenendo conto, come stabilito dalle leggi, della natura montana del territorio».
Il consiglio chiede che venga mantenuto l'impianto dei servizi sanitari esistenti «e ci sia il loro adeguato potenziamento con personale e attrezzature, nonché l'implementazione delle unità mediche nei reparti esistenti, che risultano oberati da eccessivo carico di lavoro e di turni di pronta disponibilità».
Inoltre si chiede ancora che venga «garantita la fornitura presso i reparti e ambulatori di moderne attrezzature medicali, necessarie allo svolgimento della più proficua attività sanitaria, dando la possibilità ai nostri cittadini di godere degli stessi diritti di sopravvivenza degli altri delle zone metropolitane».
Ultima richiesta: le dimissioni dell'attuale manager della Asl di Chieti Maresca «per aver fallito gli obiettivi di risanamento nonostante i sacrifici fatti patire a cittadini e operatori sanitari, per aver disatteso il Piano sanitario pianificando la chiusura dei reparti di Geriatria e Day Surgery, oggi temporaneamente sospesa, e soprattutto perché sfiduciato direttamente dai nostri cittadini».

Dall'articolo pubblicato su
"PrimaDaNoi.it"

"Papà, dato che non abbiamo i soldi per mangiare il secondo a pranzo, voglio il primo il secondo, il contorno, la frutta ed anche il caffè!"

Io nn so se il documento redatto dal Consiglio Comunale di Rapino si sia limitato a fare richieste di questo genere, ma se così fosse non mi preoccupo affatto di definirlo ridicolo. Perché se in quello di Guaridagrele alla fine una novità c'era, ovvero un'opposizione ad un provvedimento di Maresca, qui non solo non ci sono novità, ma ce anche un netto peggioramento del modo in cui si intende gestire (o forse sfruttare) la crisi prima e dopo la campagna elettorale.

Micucci sa bene che non esistono risorse anche solo per completare il personale, e chiede il ripristino dell'ospedale com'era prima più la vocazione specialistica e macchinari nuovi?
Al commissario viene chiesto questo e vengono chieste le dimissioni di Maresca (quest'ultima una richiesta legittima dati i disservizi), ma nessuna richiesta di agire sul vincolo che consente alla Asl di Lanciano-Vasto, un tetto di spesa superiore del 30% nel rapporto tra prestazioni e personale rispetto a quello della Asl di Chieti.
Sarebbe un inizio, ma Micucci sa bene che così andrebbe a pestare i piedi al Sindaco di Casoli ed a quello di Fara S.Martino (suoi alleati in questa battaglia politica), perché per garantire Guardiagrele poi si dovrebbero effettuare tagli ed accorpamenti proprio in quella zona e quindi questa possibilità non la prende in considerazione. Pur di non farsi nemici nello schieramento, non ventila nemmeno questa possibile azione nel documento.

Restano richieste prive di una qualsiasi ipotesi sul "come" possono essere esaudite.
Per ora ho letto tanti spot e tante critiche, ma si attende ancora, a due anni dall'inizio di una contestazione che dal punto di vista del cittadino è più che legittima, un po' meno dal punto di vista della politica di centro-destra, quale sarebbe l'alternativa e soprattutto, lo ripeto, il COME realizzarla.
 

Centro Oli Ortona...l'incubo continua.

L'Eni vince davanti al tribunale amministrativo.

scritto da Angelo Primavera

E' quantomeno discutibile il fatto che associazioni di cittadini, ambientaliste, territoriali ed addirittura la Regione Abruzzo non abbiano voce in capitolo sulla realizzazione di un impianto dal devastante impatto ambientale come quello del centro Petroli dell'Eni che a questo punto pare inarrestabile.

E' abbastanzanza indicativo come questo progetto sia stato poco osteggiato dalle forze politiche finché la popolazione civile non è insorta, come se non se lo aspettassero, come se i politici non sapessero quali conseguenze avrebbe portato alle aziende, alla salute, all'ambiente.

E' incisivo pensare ad una giunta comunale, quella di Ortona, che non ha sottoposto quantomeno una sorta di referendum alla cittadinanza prima di avallare o approvare un progetto che cambierà per sempre la vita, l'ambiente, la salute e l'economia della città.

E' tremendo notare come sul centro Oli il Consiglio Regionale si sia applicato solo in campagna elettorale prima ed in campagna elettorale ora, per altro, nel primo caso, con un provvedimento che faceva acqua da tutte le parti e che ovviamente è stato facile da rendere illegittimo per il Tar.

Viene da pensare su quest'ultimo punto che questa discussione politica a livello di centro Petroli sia sorta solo ed esclusivamente per due disgrazie: la caduta del governo Prodi (e le conseguenti elezioni di Aprile) e la caduta della Giunta Regionale ora. Se non vi fossero state, o in atto, le campagne elettorali, ho i miei forti dubbi sul fatto che una classe politica, che se ne aveva volontà avrebbe potuto bloccare con mezzi legittimi molto tempo fa quel progetto, sia realmente contraria al centro Oli.

La politica oggi è fatta di immagini, di proclami, di azioni illusorie. Succede con i rifiuti, con la sanità, con la sicurezza. Ciò che però è importante è notare come gli stessi protagonisti prendano posizioni "populiste" solo ed esclusivamente in vicinanza di scadenze elettorali.
Io non credo che la politica abruzzese sia in gran parte contraria al centro Oli, in quanto ritengo che in questi affari "sporchi" (nel senso ambientale del termine) vi sia sempre un qualche vantaggio, sia pure di prestigio, conoscenza ed appoggi nella scalata al potere che a chi di mestiere fa qualcos'altro (con l'hobby della politica) fa molto comodo. Io credo che il no politico sia una messa in scena grottesca con la quale si vuol convincere l'elettore che si sta dalla sua parte.
In poche parole, ho i miei dubbi sul fatto che la politica possa realmente organizzare, magari ricorrendo al consiglio di Stato, una valida difesa di questo territorio, perché quando ha potuto farlo, non l'ha fatto.

Il cavaliere Smascherato

Il Lodo è incostituzionale?

scritto da Angelo Primavera

La fiction Politico-giudiziaria prodotta da Mediaset e dallo studio legale degli avvocati Ghedini Pecorella e Vaccarella (già attori potagonisti del sacro presepe di Arcore in cui Dell'Utri faceva la parte di S.Giuseppe e Vittorio Mangano quella della Vergine Maria), con la collaborazione del Parlamento e del popolo italiano e che ha come protagonista esclusivo Silvio Berlusconi, va avanti. Come ogni fiction che si protrae troppo nel tempo le trame divengono pian piano inconsistenti, ripetitive e se non ci si è appassionati sin dalle prime puntate alla storia, difficilmente si resiste alla tentazione di cambiare canale.

Ma questa fiction, che all'apparenza è banale, rappresenta un prototipo di televisione-interattiva all'avanguardia, un'esclusiva italiana della quale, se non fosse per i profondi dissesti provocati dagli effetti collaterali che genera al paese, l'Italia potrebbe quasi andar fiera. Infatti agli italiani è concesso, per ora, tramite televoto nell'urna e tramite sondaggi d'opinione, di cancellare o meno questo programma dal palinsesto politico del paese. Inutile dire che ciò non avviene per la massiccia campagna di pubblicità e marketing che c'è in tutto il paese da almeno quindici anni attraverso lo stesso mezzo televisivo. D'altronde, come dice in uno spot girato ultimamente in Inghilterra il protagonista Silvio Berlusconi, "siamo un paese con un elevato grado di benessere. Infatti siamo i primi in Europa per l'acquisto di telefonini e televisori."

Trama della fiction:

Il personaggio Principale, Silvio Berlusconi, veste i panni di un imprenditore donatosi alla politica per salvare il paese. Nonostante appaia un po' distratto, in quanto riesce a tenere per anni un mafioso come stalliere senza accorgersene ed è sempre vittima di manager ed avvocati che con i soldi suoi e del suo gruppo, corrompono giudici e testimoni a sua insaputa, riesce per la terza volta a vincere le elezioni.

Riassunto dell'ultima puntata:

Per evitare che un commando denominato "toghe rosse" gli faccia fare la fine di Bobo Craxi, Silvio Berlusconi, nel pieno svolgersi di processi che lo vedono indagato per corruzione con l'ex presidente di rai-fiction, Saccà (al quale chiedeva di parcheggiare una soubrette per poter comprare un senatore) ed imputato a Milano per corruzione del testimone, tale avvocato Mills, si vede costretto a scrivere una legge per bloccare questi tentativi di sabotaggio a suo danno da parte dei giudici.

La legge, che inizialmente prevedeva il blocco di 10.000 processi per fermare il suo, viene modificata in quello che poi verrà chiamato Lodo Alfano, (dal nome del giovane ministro prestanome che l'ha firmata senza sapere neanche cosa dicesse). La legge scritta in realtà dall'avvocato di Berlusconi, Ghedini, prevede la sospensione dei processi per le 4 alte cariche dello Stato.
Una legge che i soliti "giustizialisti", (succedutisi ai comunisti) una minoranza parlamentare che rifiuta di far la Ola ad ogni nuova legge vergogna, definiscono anticostituzionale.

Ed è proprio sull'ipotesi di incostituzionalità di questo lodo che il pm del processo Mills (che si dovrebbe chiamare Belusconi-Mills) decide di sospendere tutto il procedimento e far valutare se il Lodo sia legittimo o meno.
Ghedini insorge. Dice che il lodo è costituzionale perché è stato firmato da Napolitano, che è supremo garante della Costituzione Repubblicana.

Secondo Ghedini, il modo giusto per proseguire era chiudere il processo. Infatti per effetto del Lodo Alfano il suo cliente, capo di partito e Premier, non poteva esser processato e giudicato. Per proprietà transitiva, non doveva esser celebrato neanche il processo a Mills, in quanto, se fosse stato giudicato corrotto, il giudizio si sarebbe dato anche sul suo cliente per un principio di coerenza, cosa non permessa dal Lodo Alfano.

"Il lodo Alfano verrà considerato illegittimo dalla corte costituzionale? Riuscirà Silvio Berlusconi a farla franca ancora una volta, o dovrà aggiungere qualche codicillo alla tragica riforma della giustizia che si appresta a presentare?"

Le risposte nelle prossime puntate de "Il Cavaliere Smascherato!".

Qualcosaincomune...con l'attuale "vecchia politica".

Sull'ospedale sappiamo, ma non ci conviene dire...per ora.

scritto da Angelo Primavera

Mesi fa, in un mio commento notai come la questione dell'ospedale guardiese fosse oggetto, a mio parere di strumentalizzazioni politiche. Il mio trarre queste conclusioni fu dovuto non ad una mia incapacità di esser al di sopra delle parti, cosa che per altro, in alcuni casi non penso sia un pregio quanto una mancanza di "attributi" e di coraggio nel sostenere le proprie opinioni, ma all'apparente disinteresse sulla questione che i "difensori" dell'ospedale avevano mostrato in quel periodo, non informando, non tenendo viva la questione.

Se si esclude "La Destra", che con i suoi manifesti ormai martella incessantemente dall'inizio della crisi l'amministrazione su questo tema, dimostrandosi al contempo molto "interessata", ma anche povera di altri argomenti politici, sino alla decapitazione della giunta regionale i sindaci della cordata in difesa dell'ospedale hanno sostanzialmente taciuto.

"Qualcosaincomune", il giornale on-line dell'amministrazione di Rapino che dal novembre 2007 (all'epoca si parlava della spallata al governo Prodi in materia di finanziaria) a marzo aveva trattato l'argomento in ogni maniera, fornendo dati "differenti" alla popolazione rispetto a quelli dichiarati dalla maggioranza regionale rappresentata da Franco Caramanico sul nostro territorio, si è chiuso in un silenzio tombale.

Un primo ritardo di pubblicazione, inspiegabile dal momento che tutte le altre rubriche venivano puntualmente aggiornate, del mio ultimo intervento sul tema ospedaliero, in cui espressi la critica in termini bipartizan, mi convinse, complice anche il periodo elettorale, a prendermi una pausa di riflessione. Durante questa pausa, che poi si è prolungata sempre di più, ho potuto notare come "Qualcosaincomune" abbia cessato ogni tipo di informazione riguardo le sorti dell'ospedale, ciò che accadeva e le conseguenze per i cittadini delle nostre zone del caos creato dagli accorpamenti dei reparti e dalla chiusura degli ospedali minori.
Nel dubbio tutto mio, in quanto salvo quel ritardo spiegato con "problemi relativi all'attività di sindaco" di Micucci, e salvo la coincidenza di tempistica tra la scomparsa della mia rubrica ed il mio screzio con il sindaco di Fara S.Martino Antonio Tavani, su di me non è mai stata applicata alcuna censura, ho deciso di tirarmene fuori, perché io sono uso esprimere le mie opinioni liberamente, ma non per avvantaggiare qualcuno.

Da allora "Qualcosaincomune" non ha fatto più alcun resoconto sull'ospedale. Ci son state riunioni con i vertici della struttura, consigli comunali sul tema, e la disposizione con cui Maresca ha reso nota la volontà di chiudere il Day Surgery e la Geriatria, accorpandoli rispettivamente ai reparti di chirurgia di Ortona e di Geriatria di Chieti, è datata 7 luglio.
E' quantomeno singolare che un giornale che da novembre a marzo ha fatto dell'emergenza ospedale il suo ariete, abbia taciuto tutto questo, privilegiando pezzi che sono fondamentalmente una bacheca di riconoscimenti all'amministrazione (che comunque lavora bene) e di costume.

Si poteva pensare ad una scelta editoriale precisa, date le accuse mosse da alcuni, o insinuate da altri di utilizzare quello strumento a fini propagandistici. Invece, all'ingresso di un nuovo periodo elettorale, su "Qualcosaincomune" si torna a parlare di ospedale.
Nell'articolo "incontro inconcludente sul tema ospedale" si racconta, grossomodo, ciò che abbiamo raccontato qui. Ma io trovo molto singolare che i due "giornalisti" Rita Rosano e Rocco Salvatore siano riusciti ad omettere alcune cose che io invece ho sottolineato perché le ritengo di primaria importanza.

Nello scrivere questo articolo infatti non si fa alcun accenno ne alla disposizione di Maresca che ha causato la presa di posizione guardiese, ne ai motivi di quella disposizione. Chi legge "Qualcosaincomune" non saprà mai che il Manager della Asl vuole accorpare i reparti a causa dei tetti di spesa per il personale blindati tra una Asl e l'altra. Non è stato spiegato come, alla sorgente di questo ennesimo pastrocchio, vi sia un errore enorme nella redazione del piano di rientro del debito, che non permette lo spostamento di risorse economiche da una Asl all'altra, causando enormi differenze nel rapporto tra spesa per il personale e prestazioni effettuate tra le varie aziende sanitarie locali del territorio abruzzese.
In più, forse perché richiamati da più parti all'ordine e perché negarlo sarebbe impossibile, viene diffuso nuovamente il dato riguardo il debito lasciato dal centro-destra di 1.760.000.000 di euro, ma non viene fatto alcun accenno ad esempio a quelle che sono state le "scoperte" che iniziano a spiegare il perché di quel debito. Un esempio su tutti, quello che ho riportato anch'io, ovvero il rapporto del 300% tra ricoveri e posti letto nella clinica Villa Pini che avveniva sotto il governo di centro-destra, l'aumento delle tariffazioni per i rimborsi ai privati e via dicendo.

Infine la ciliegina sulla torta: annunciare di essere in possesso di dati nuovi riguardo l'ospedale ma di non volerli diffondere. Infatti, si parla dell'intervento di Micucci e del suo annuncio della manifestazione prevista ad Ottobre nella quale verranno forniti dati nuovi, e non "le stesse cose di un anno e mezzo fa" come ha fatto Caramanico. Un paradosso se pensiamo al fatto che quello è un giornale, che quei dati, se il fine è informare il cittadino, potrebbero essere diffusi attraverso di esso e che i due giornalisti, per ottenerli, non dovrebbero che chiedere al loro "capo" di fornirglieli.

Ma evidentemente e non mi scuso se sembro fazioso in questa circostanza, l'informazione ai cittadini è un qualcosa di subordinato all'effetto shock del diffondere dati durante una manifestazione. In una mail privata ho consigliato al Sindaco Micucci di uscire dalla redazione e pur mantenendo come supporto economico il comune, renderla indipendente, perché evidentemente il suo ruolo politico va inevitabilmente a creare un conflitto d'interessi con il giornale. Un conflitto d'interessi che si evince chiaramente nella citata situazione in cui lui è in possesso di dati che per motivi di opportunità politica, il giornale da lui diretto non divulga.

Quello di utilizzare l'informazione come mezzo di propaganda elettorale non tanto nel dare un certo tipo di notizia, quanto nel non darla o darla quando è politicamente più vantaggioso è la prassi della attuale "vecchia politica". Un uomo che come Micucci sostiene di voler rompere con essa, criticando confidenzialmente la mancanza di rinnovamento nei nomi che girano nei corridoi del centro-destra in previsione delle candidature di novembre, non dovrebbe cadere, seppur in buona fede, in una così evidente contraddizione.

Emergenza clandestini: Xenofobia? No, è "solo" bullismo!

Le preoccupazioni sul latte cinese smascherano il governo Italiano

scritto da Angelo Primavera

L'Italia ha un problema di bullismo che ormai è sotto gli occhi di tutti, anche se in pochi lo notano. Un bullismo che però non è quello per cui si è creata l'emergenza mesi orsono, sempre risfruttabile in futuro, riguardante ragazzini che picchiano altri ragazzini.

In Italia abbiamo il problema di un bullismo di governo, o meglio, abbiamo un governo di bulli. Il centrodestra, specie nelle sue ale all'apparenza più xenofobe quali lega ed An, grazie al mezzo mediatico messo a disposizione del cavaliere smascherato, prescritto, indagato ed oggi improcessabile, ha accresciuto il suo bacino di voti sull'emergenza immigrazione clandestina.
Per quanto il movente xenofobo utilizzato sia deplorevole, se questa sorta di razzismo fosse a 360 gradi, si potrebbe dar atto a questa maggioranza di aver delle idee contrarie ad ogni principio di solidarietà, ma comunque coerenti e nell'interesse del paese, seppur in una visione alquanto discutibile interesse nazionale. Ma i fatti di questi giorni, che hanno portato a controlli a tappeto e maxisequestri a Firenze e Milano di alimentari illegali cinesi, ci mostrano come la xenofobia dei vari esponenti della maggioranza, sia più che altro un atto di bullismo nei confronti di quegli immigrati che non hanno un governo potente alle spalle.

Si sono criminalizzati i rom ed i rumeni per i furti; si sono criminalizzati gli africani per il loro fornire mano d'opera alle mafie italiane nello spaccio di droga (ovviamente senza sottolineare il ruolo della mafia italiana in questo); si sono criminalizzati gli islamici perché non pregano in Italiano e puzzano di terrorismo. Tutta gente senza un governo alle spalle che alzi la voce sull'indegna generalizzazione ed accusa mossa, a causa di alcune mele marce, all'intero popolo.
I cinesi invece non sono stati criminalizzati. Va da se che il principio secondo cui bisogna criminalizzare i criminali a prescindere da razza e nazionalità è per me un cardine. Ma mi chiedo come mai non vi sia ancora "un'emergenza cinesi" proporzionata all'entità dei danni che, le mele marce di questa nazione, creano al nostro paese.

La concorrenza sleale cinese, che utilizza criminalmente manodopera clandestina ridotta in schiavitù, è responsabile della chiusura di interi settori produttivi nel nostro paese (basti pensare a quello calzaturiero). La totale inosservanza dei regolamenti igenico sanitari nazionali, nonché il traffico di prodotti alimentari illegali e non sicuri, introdotti nel nostro paese attraverso "porti franchi", mettono a rischio la salute di milioni di italiani. Il risultato di prezzo "concorrenziale" che ne deriva è causa di migliaia di chiusure di attività in tutto il paese ed è la principale giustificazione dell'utilizzo selvaggio di precariato da parte delle aziende che ancora resistono. Per non parlare della mafia cinese, di cui non si parla mai, ma che rappresenta una delle mafie più potenti e violente al mondo la quale, nell'ombra, inizia ad imporsi anche da noi.

Perché allora il governo non criminalizza l'immigrazione clandestina cinese, non adotta una "tolleranza zero" verso le aziende cinesi che violano le leggi e distruggono il mercato interno? Perché non attacca con la stessa violenza mediatica questa "piaga"?

Perché i nostri governanti non sono xenofobi, sono solo dei bulli che si servono della xenofobia all'unico scopo di dividere le masse, alimentare l'odio tra la gente, coltivare un orticello di paure dalle quali poter attingere per giustificare ogni ulteriore restrizione dei diritti o per far passare in secondo piano ogni legge vergogna che promuovono. Bulli che sanno che se se la dovessero prendere con il popolo cinese, nel giro di 12 ore, il governo di quel paese li costringerebbe a scuse ufficiali. Bulli che sanno che l'unica valvola di sfogo per l'elite di cui fanno gli interessi è proprio la Cina, così come è anche una fonte di maggior profitto data l'offerta, che da alle multinazionali, di schiavi da utilizzare in manodopera.

L'Italia è governata da bulli furbi ed astuti, personaggi senza scrupoli che in barba all'interesse nazionale ed ai diritti umani, hanno il solo interesse di sfruttare il potere per far affari in una logica che, certamente, ha ben poco a che vedere con quel sogno chiamato democrazia.

Berlusconi cerca di bloccare il processo Mills

il lodo Alfano non è sufficiente,,,ma anche la "rivoluzione" è a pagamento.

scritto da Angelo Primavera

In questa puntata di "passaparola", Marco Travaglio porta alla luce i retroscena di quelli che sono i (mancati) sviluppi del processo a David Mills.

Il ragionamento, con anche le critiche al ridicolo primo piano che in tutta questa vicenda ha visto come protagonista la giovane avocatessa (non ancora abilitata) contattata dai legali di Berlusconi per "sostituirli" in aula, facendo così in modo di invalidare l'udienza è privo di qualsiasi punto debole (ad eccezion fatta dell'accusa di faziosità che comunque non penso regga.

Da parte mia, un brivido mi ha attraversato la schiena però quando ho visto, a chiusura dell'intervento, la pubblicità di un dvd di "passaparola" acquistabile sul blog di Beppe Grillo.

L'etica giornalistica che si dovrebbe accostare all'impegno morale di una diffusione della verità non dovrebbe mai sottostare alla mercificazione della stessa. E' vero che un libro è un modo solo più impopolare e meno remunerativo per divulgare verità. Ma se ci si sente sotto regime, credo che la verità andrebbe diffusa gratuitamente a tutti e che quindi questo "DvD" non dovrebbe esser messo in commercio, ma dovrebbe esser diffuso in un formato scaricabile e gratuito. Perché se realmente credi di esser sotto regime, il tuo obbiettivo è quello di combatterlo e per farlo devi necessariamente divulgare tutto gratuitamente, in modo che arrivi a chiunque.

Esiste la tecnologia ed esistono gli strumenti. Purtroppo esiste anche la volontà, a mio parere, di lucrare su di una sorta di "rivoluzione" che, passino i libri per il costo ed il tempo che richiedono nella stesura, non dovrebbe essere a pagamento.

Le cifre denunciate da Grillo al fisco di 4 milioni di euro circa, conosciute da tutti attraverso quel tentativo, forse mirato ma certamente trasparente, di pubblicazione dei redditi italiani, deve aver fatto comprendere a Travaglio che il futuro del business informativo è di certo questo.

Certo è che seppur rimane una fonte quantomeno attendibile di documenti e notizie censurate, sulla cui interpretazione si può discutere, ma non sulla sostanza, questo ulteriore "particolare" rafforza quelle che possono essere delle critiche di merito sulla condotta che, almeno in apparenza, Travaglio inizia a seguire.

Il suo valore come osservatore e narratore di fatti non è in discussione per me. Per me è in discussione il "mandante", che sembra non esser più solo un innato senso e desiderio di giustizia, ma anche un sempre più accurato naso per gli affari.

In più, con uno strumento come internet al proprio servizio, con gli introiti di libri e dvd, con gli spettacoli e quant'altro, tutti si aspettano una azione politica e comunque siamo dinanzi ad una concentrazione di potere mediatico non indifferente. Ma come diceva C.W Brighs un personaggio di un film di Woody Allen, "chi si somiglia si piglia".

 

L'ardua scelta del "meno peggio"

riflessione sul problema sanitario alla vigilia della "partita" elettorale

scritto da Angelo Primavera

La vicenda sanitaria regionale andrebbe sviscerata sulla base di almeno dieci anni di dati, leggi, delibere, clientele, lottizzazioni ecc.. Una cosa che spero, almeno in parte, di avere l'occasione di fare da qui a breve. Attualmente, sebbene ci siano alcuni piccoli traguardi raggiunti sul fronte della riduzione di spesa, i disservizi causati da questo piano di rientro sono sotto gli occhi di tutti.

Il debito di partenza 1.760.000.000 di euro iniziali può solo in parte giustificare un'azione confusa, quasi una sorta di "improvvisazione sanitaria", iniziata prima dell'approvazione del Piano regionale e tutt'ora in essere. Infatti, con disposizioni di accorpamenti come quello che, salvo diversa soluzione della problematica riguardante il tetto di spesa per il personale, colpirà i reparti di Day Surgery e Geriatria del S.S. Immacolata, è facile intuire che non si può affatto garantire l'effettiva attuazione  del Piano Sanitario stesso.
I disservizi ed il caos in cui versano le strutture pubbliche attualmente mettono in pericolo la salute dei cittadini e li costringono a liste d'attesa infinite, spostamenti da un ospedale all'altro, file di ore persino per trattamenti come la chemioterapia o trasferte di centiania di chilometri. Chi ne ha la possibilità (e chi non ne ha cerca sempre più spesso di crearsela) va a pagamento dal privato senza neanche passare più dal pubblico. Lo stesso sistema delle emergenze e nella confusione più totale, incapace di rispondere prontamente alle necessità dei casi più urgenti se non smistandoli altrove, perché con gli ospedali "specializzati", spesso mancano gli strumenti persino per una corretta diagnosi.
Di conseguenza seppur oggi la Regione Abruzzo, almeno dal punto di vista legislativo, ha fatto passi avanti, è ora che il centro-sinistra si arrenda all'evidenza dei fatti.
E' comprensibile che l'ex assessore regionale Franco Caramanico difenda la bontà delle intenzioni, quantomeno delle sue, che in buona fede va concessa. Ma oggettivamente, paragonando danni e benefici, almeno sul piano della qualità dell'assistenza sanitaria che viene messa come priorità, nero su bianco, proprio nel Piano Sanitario regionale, il bilancio è disastroso.

Di contro il centro-destra può mostrare la faccia solo grazie al più grande difetto che hanno gli Italiani e quindi anche gli Abruzzesi: la memoria corta.
Oltre al fatto che, nel contesto globale irrisorio ma per noi importantissimo alla luce delle polemiche che da un anno si fanno sul ruolo di "difensore" dell'ospedale, il governo Pace avrebbe chiuso i piccoli ospedali e quindi Guardiagrele, la giunta regionale di centro-destra ha regalato alle cliniche private una quantità di denaro incredibile.
Basti pensare che Villa Pini prendeva rimborsi che nel rapporto tra ricoveri e posti letto era del 300%. Traducendo questa percentuale, su ogni letto disponibile della clinica erano contemporaneamente ricoverati tre pazienti. Per non parlare poi delle tariffazioni sui rimborsi, sempre al rialzo, nonostante il progressivo ed esponenziale aggravamento del debito.
Lo stesso Angelini esprime il concetto, davanti ai giudici, che mentre con il precedente governo era costretto a pagare ma ne otteneva benefici, con questo pagava senza ottenere nulla in cambio.

Se andiamo dunque a cercare le responsabilità riguardo questi fatti, dichiarazioni di Angelini a parte, i fatti dicono che il centro-destra ha favorito i privati, ignorando l'aumentare  del debito e non ha compiuto alcuna azione per sanare le falle del sistema pubblico, sia in termini di efficienza che in termini di spesa. Infatti, non volendo toccare i privati si è accorto che chiudere come s'era pensato i piccoli ospedali avrebbe generato una sommossa popolare che avrebbe cancellato definitivamente il centro-destra dalla scena politica abruzzese. Per non perdere voti e favori, non ha fatto nulla, lasciando al governo seguente la patata bollente.
Il centro-sinistra ha dimostrato, a fronte di una problematica complessa, una incapacità sostanziale di tradurre in fatti le intenzioni che proclama e che in buona fede si potrebbero anche concedere; ma i conti sono pressoché invariati a fronte di un disastroso peggioramento dei servizi che mette a repentaglio la sicurezza e la salute dei cittadini.

In più le accuse di Angelini al vaglio della magistratura disegnano lo scenario di un sistema malato di rapporto tra pubblico e privato datato e che coinvolge entrambi. Seppure il processo dovesse assolvere Del Turco e gli altri indagati proclamandone l'innocienza, difficilmente tutto può essere archiviato come l'esternazione di un pazzo deciso a distruggere se stesso ed un'intera regione per un capriccio.

Con l'ombra della disonestà su entrambi gli schieramenti, per non usare il termine criminalità che in Italia è legittimo solo dopo il terzo grado di giudizio, i cittadini abruzzesi ed i guardiesi nel nostro caso, si troveranno a novembre un'ardua scelta da compiere.
Scegliere un centro-destra asservito almeno nei numeri del suo ultimo governo regionale agli interessi privati, per favorire i quali non ha esitato a portare la regione sull'orlo di un baratro profondo 1.760.000.000 di euro O scegliere un centro-sinistra evidentemente incapace di venire a capo della crisi, aggravatasi, in termini di servizi e sicurezza della salute per i cittadini dal 2005 ad oggi.

La solita scelta "del meno peggio" è veramente difficile questa volta. Quello che è certo è che il prossimo governo avrà il vantaggio di un doppio alibi, per la parcondicio uno di matrice centro-destra ed uno di matrice centro-sinistra, ma l'onere di trovare una soluzione senza la quale il destino dell'intera regione è segnato.
 

La notizia è che non ci sono notizie.

resoconto sull'incontro sull'ospedale di Guardiagrele del 12 settembre

scritto da Angelo Primavera



Chi si aspettava novità concrete dall'incontro organizzato dal gruppo consiliare regionale "L'Unione" presso l'Auditorium di Guardiagrele è stato nuovamente tradito.
Di fatto, in più di due ore di discorsi, con dibattito finale, reali novità riguardo il dispositivo con il quale il Manager Maresca prevede la chiusura dei reparti di Day Surgery e di Geriatria presso il S.S. Immacolata, non sono state presentate.
Infatti le problematiche alla base del provvedimento datato 7 lugio restano tutt'ora in essere. Il Manager della Asl, nel dover rispettare obbligatoriamente dei parametri di spesa per il personale previsti nel piano di rientro, si trova nelle condizioni di non poter effettuare le necessarie assunzioni per garantire il corretto funzionamento dei reparti e l'unica soluzione è quella di accorpare i reparti. L'unica cosa nuova che si sa è dunque la motivazione che in qualche modo dipinge un Maresca con "le mani legate". Pare infatti che nel realizzare il piano di rientro del debito sanitario, a nessuno è venuto in mente di apporre una clausola con la quale, a fronte di un tetto di spesa globale immutato, si potessero spostare risorse da una Asl all'altra. Un particolare non di poco conto, se pensiamo che c'è un forte dislivello di risorse rapportate alle prestazioni, tra le diverse Asl abruzzesi.

La presa di posizione da parte dell'amministrazione Guardiese, per la prima volta contraria ad una disposizione di Maresca, è dovuta al venir meno, se tale disposizione divenisse esecutiva, della vocazione specialistica del S.S. Immacolata prevista dal Piano Sanitario. L'ospedale Guardiese, nel piano pensato come un polo di medicina con particolare attenzione alla fascia anziana del territorio, perderebbe una fetta importante di questa sua attitudine, sinora d'altronde ancora potenziale e non effettiva.
Per il S.S. Immacolata in sintesi la notizia è che non ci sono nuove notizie.

Ad esclusione di questi passaggi infatti, Franco Caramanico ha incentrato, seppur con qualche altro riferimento al presidio guardiese, il resto del suo discorso sui risultati dell'azione di governo regionale di centro-sinistra. Ha difeso con i denti l'operato della sua giunta, soprattutto riguardo le azioni che hanno portato ad un consistente taglio della spesa sanitaria per le cliniche private.
Un punto questo sottolineato anche in relazione alle recenti vicende giudiziarie. <<Secondo Angelini noi siamo dei criminali politici, ma perché a queste regole lui non ce la faceva più!>>. Dunque, seppur in maniera indiretta, Caramanico ha cercato di portare alla luce il paradosso costituito dall'identificare come favoreggiatrice di un privato, una giunta che di fatto l'ha costretto a denunciare tutto proprio perché non veniva più favorito. <<Se ci sono singoli colpevoli, si faranno tutta la galera che vogliamo. Ma questa giunta non ha favorito i privati e questo lo dirò in tutte le piazze in cui andrò durante la campagna elettorale>>.

Le critiche nei vari interventi in chiusura che hanno dipinto con semplici esempi la situazione odierna del S.S. Immacolata sono state molteplici. Partendo da esempi assurdi per le prestazioni più basilari, sino a malfunzionamenti riguardo la gestione del primario di Medicina ed alle assenze del quasi pensionato primario di Geriatria.
Per Rocco Micucci, intervenuto su invito del consiglio comunale guardiese e principale oppositore politico del piano di riordino che ha colpito il S.S. Immacolata, l'incontro è stato deludente in quanto non è venuta fuori alcuna novità ne nei dati, ne nell'azione dell'amministrazione guardiese. In chiusura del suo intervento Micucci ha annunciato una manifestazione prevista per ottobre in cui, assieme ai sindaci che lo hanno sostenuto e probabilmente alle forze politiche di cui fanno parte, verranno presentate non solo critiche ma anche le proposte per cambiare la sorte del presidio ospedaliero guardiese, a suo parere sempre più vicina all'essere segnata.

Appena sarà possibile proporremo su questo blog le immagini relative all'incontro di cui vi ho parlato.

CENTRO OLII DI ORTONA

La Basilicata sia da esempio, dopo 15 anni aumenta l'inquinamento, ma non i benefici

scritto da Danilo Zulli

Il Centro Olii di Ortona torna di attualità. Oggi c'è attesa per la presentazione dell'esposto presentato dai Consiglieri Regionali Angelo Orlando (PRC) e Maria Rosaria la Morgia (PD) inviato alla commissione europea (l'organo esecutivo dell'Ue). Nello stesso tempo su Corriere.it si può leggere un articolo (che riassumo in breve) che boccia l’insediamento in Basilicata.

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«Si prendano le impronte agli ultrà, non ai rom»

Famiglia Cristiana: Governo arrogante con i deboli, rom e immigrati

scritto da Danilo Zulli

Rispetto al mio modo di pensare, di solito non vedo di buon occhio le dichiarazioni di Famiglia Cristiana, figurarsi se lo leggo. Però questa volta "sfogliando" il sito Corriere.it, ho letto con piacere quanto riportato, trovandomi d'accordo al 100%.

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8 settembre 1943 - l'inizio della Resistenza

8 settembre 2008 - la fine?

scritto da Danilo Zulli

Mi sono sentito rabbrividire ieri a sentire le parole del nostro Ministro della Difesa La Russa e quelle di Alemanno. Mi sembra che stiano pian piano ad inculcare in noi cittadini il tarlo che forse il “ventennio” non è stato poi così malvagio. A sentire La Russa ed Alemanno prima, gli Angloamericani furono degli occupanti e non dei liberatori. E i repubblichini, fanatici e sanguinari alleati di Hitler furono difensori della patria. Certo non sono sorpreso che non sono riusciti a pronunciare una semplice e tassativa condanna del fascismo nel suo insieme. Sarebbe come cancellare una parte del proprio Dna politico. Hanno detto che è stato l’esito del fascismo ad essere violento e liberticida, ed allora tutte le leggi razziali, le repressioni, i fanatici e deleteri discorsi di Mussolini, gli italiani torturati ed uccisi, sono lì a testimoniare che non è come ci vorrebbero far credere. La realtà di quegli anni è stata dura, repressiva e sanguinaria e soprattutto una vergogna per tutti gli italiani, ma una vergogna ancora maggiore è sentire oggi, ad oltre 60 anni, il Sindaco della città più importante d’Italia ed il nostro Ministro delle Difesa pronunciare quelle parole. È stato chiesto da qualche parlamentare l’intervento di Berlusconi che dovrebbe chiarire che sconti a Mussolini non se ne fanno nella Repubblica Italiana nata dalla Resistenza e dall’Antifascismo. Ci ascolterà da quell’orecchio, oppure interverrà con una delle sue battute magari quella dell'ebreo nel forno…

Il Sahara sotto la Maiella

Il problema idrico guardiese drammaticamente ignorato

scritto da Angelo Primavera

L'estate sta finendo e presto, si spera, le pioggie ci faranno dimenticare ciò che da qualche anno è divenuto praticamente un classico: Guardiagrele senz'acqua.

E' vero, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un calo drastico delle precipitazioni, ma quest'inverno è stato tutt'altro che avaro in questo senso e quindi ci si aspettava, se non di sguazzare in piscine gonfiabili d'acqua potabile, quantomeno una razionalizzazione umana di questa risorsa.

Invece, come avvenne l'anno scorso, i mesi più caldi dell'anno li abbiamo fatti con le taniche nonostante le autoclavi. La razionalizzazione dell'acqua è stata selvaggia e la Sasi, la società che gestisce il servizio idrico, si è guardata bene dall'avvisare in maniera efficace la cittadinanza riguardo gli orari in cui l'acqua sarebbe stata disponibile, cambiando oltretutto di giorno in giorno, l'orario di erogazione del servizio.

Per diverse settimane si è andati avanti con due tre ore d'acqua al giorno, roba che a molti ha fatto venire qualche dubbio perché, ci stà che il clima cambia, ma se le città della costa hanno acqua quasi tutto il giorno, è quantomeno un paradosso che un comune alle pendici della Maiella abbia una tale scarsità di risorse idriche.

L'amministrazione, l'interrogativo "acqua" probabilmente non se lo pone, o se se lo pone, evita accuratamente di studiare una soluzione efficace a questo problema che ormai è cronico e con un clima sempre più caldo, in futuro non potrà che peggiorare. La Sasi non ha alcun interesse, dato che a lei, per fare utile, basta alzare le tariffe e poco importa se viene erogata o non erogata acqua. Chi ne fa le spese (sempre alte) a fronte di un servizio sempre peggiore è il nostro solito cittadino guardiese.

Io ho sentito diversi pareri, non da esperti del settore, di cui due mi sembrano sufficientemente sensati per sollevare il dubbio d'esser, se non la causa, quantomeno un'aggravante di questo "nuovo" problema.
Il primo riguarda la cisterna che rifornisce d'acqua il bacino d'utenza dei cappuccini. Nell'ultimo decennio la popolazione, o quantomeno le abitazioni che utilizzano acqua potabile nella zona fuori le mura è aumentato parecchio. Probabilmente il serbatoio non è più sufficiente a garantire acqua per più di due ore al giorno, non tanto per una diminuzione (che comunque c'è) della risorsa, ma quanto per un eccesso del numero degli utenti rispetto alla quantità d'acqua accumulabile.
Il secondo riguarda invece lo stato delle nostre condutture, (che già si sa, in Italia in genere sono disastrose e disperdono il 60% circa dell'acqua lungo il tragitto), che pare sarebbero fatiscenti, necessiterebbero di lavori di manutenzione, riparazione e/o sostituzione.

L'acqua è un bene prezioso e primario. Abitazioni senz'acqua forse è un futuro a cui dovremo abituarci, dato che l'oro azzurro è sempre più scarso sul pianeta (per diverse cause che non cito altrimenti gli anti-ambientalisti sentono puzza d'aglio e fuggono teerrorizzati d'esser impalati dal paletto del buonsenso!). Il nostro futuro dipende dalla nostra capacità di ottimizzare l'utilizzo di questa risorsa. Ma se già oggi si vivono due mesi all'asciutto, se non si fa qualcosa, il rischio è che un domani qui le cose diventino insostenibili.

Invito chiunque abbia conoscenze tecniche, storiche, pareri e possibili dati sulle cause di questa problematica TUTTA GUARDIESE, ad intervenire nei commenti. Perché il mio post l'ho impostato senza il mio solito taglio "fazioso", ma devo dire che se venissero fuori responsabilità politiche o amministrative, o comunque collegate ai soliti "problemi" di gestione della cosa pubblica, non me ne stupirei affatto.

In più mi piacerebbe sapere quali controlli vengono fatti sugli sprechi, chi se ne occupa. Quali aziende usano l'acqua guardiese, in che modo la usano e che tariffe hanno. Vorrei sapere la Sasi di cosa si occupa a parte aprire e chiudere il rubinetto generale e mandarti la bolletta a casa.

Insomma, per la prima volta non faccio il tuttologo e lascio spazio a chiunque voglia parlare di questo problema, dare il suo punto di vista ed alimentare la discussione.

dite pure la vostra.

Anima Precaria

La realtà che va oltre la casa che non potrai comprare!

scritto da Angelo Primavera

Quando si riflette sul precariato, raccomandazioni ed  in altri termini di lavoro, ormai si commette l'errore di un'associazione semplicistica con il lato pratico della problematica. Si riduce tutto al "i ragazzi non possono più sposarsi, comprare una casa, una macchina, avere figli". Cose vere, per carità. Ma c'è un aspetto molto più profondo e se vogliamo, a mio modo di vedere, più dannoso e doloroso persino del vedersi negare cose fondamentali come quelle. Perché alle cose, alla fine, per una causa più o meno giusta, noi possiamo scegliere di rinunciare. Altre cose prenderanno il loro posto, non sarà uguale, ma si va avanti. Ciò che invece è atroce è che questo sistema ci porta a rinunciare a noi stessi, a qualsiasi parte di noi che non sia utilizzabile, che non porti profitto a chi ci fa "l'onore" d'un posto di lavoro.

In questa lettera, giuntami oggi da Chiara e pubblicata previo permesso, è in realtà uno sfogo per un richiamo da parte di un superiore (il quale si è lamentato del fatto che lei non ha chiuso contratti in questo mese, con il "diritto" che hanno coloro che se tu non vendi, non ci perdono, al massimo non guadagnano, perché non ti pagano, ti danno solo provvigioni; quelli che, dato che le spese di telefono e benzina le paghi tu, ti rimproverano del fatto che ci stai rimettendo: oltre il danno, la beffa!!!), c'è tutto ciò che questo sitema ha deciso di sopprimere e tutto ciò con cui ci si sente costretti a sostituire ciò che viene soppresso.
Non aggingo altro, vi lascio alla lettura, alle vostre riflessioni, nella speranza che almeno voi, che di qui passate, sentiate qualunque ingiustizia come vostra, magari associandola a quella che subite o a quella che subisce qualcuno che vi è vicino, ed iniziate a percepire l'esigenza di far qualcosa per porre ad essa un freno.


RIFLESSIONI A CALDO DI UN RIMPROVERO DEL DIRETTORE COMMERCIALE PER NON AVER CHIUSO NEANCHE UN CONTRATTO IN QUESTO AGOSTO

Il capo dimentica che ad agosto i titolari delle aziende vanno in vacanza!!!

La Repubblica italiana è fondata sul lavoro; il lavoro è una merce sempre più rara e quindi la Repubblica è quantomeno traballante ai miei occhi!

Qualsiasi cosa tu faccia nel mondo del lavoro sembra siano gli altri a farti un favore. E non importa se ti sbatti in una fabbrica, in un call center o in un’azienda che vanta servizi su diversi tg nazionali:

INTERSCAMBIABILE è LA RISORSA UMANA.

Risorsa umana poi è un termine post moderno di ultima generazione…politicamente corretto semanticamente discutibile…Mi fa pensare un po’ all’universalismo dei diritti..Tutti lo sanno che è necessario pochi lo praticano e quando sono in difesa nella propria trincea quei pochi diventano pietre miliari.

Certo in mente mi sovviene un paragone un po’ forte (e molto probabilmente fuori luogo) fra i lavoratori e gli ebrei…Primo passo: via il nome e su un numero nella certezza che senza identità c’è arrendevolezza e sconfitta. La persona è nel massimo della sua schiavitù in questa condizione di uguaglianza al negativo, quando l’unicità che ci contraddistingue naturalmente diventa spaccio, accumulo di numeri senza distinzione.

Ho 26 anni, non sono una sprovveduta, ho una laurea triennale, una laurea specialistica, vanto perfino un anno di servizio civile volontario e quasi un anno di lavoro.

Tutto ciò che ho guadagnato è una provvigione di ciò che ho procurato ad altri (Nota Bene: tanto nel profit quanto nel no profit!!!). L’azienda per cui lavoro sembra essere seria nel servizio che offre…Ma dove l’investimento su di me, risorsa umana e non più Chiara De Lucia?

A volte quando voglio pretendere di più mi faccio ammaliare dai bigliettini da visita, da un briefing fatto in un hotel di lusso a Firenze e dall’idea di prestigio che i miei capi mi suggeriscono; la cosa più assurda è che però più il tempo passa e più non posso non aderire alle loro logiche, credendole – perché le vedo e sperimento – diffuse e commetto l’errore più grande: NORMALIZZO L’INGIUSTIZIA!

Ho anche cambiato lavoro per un po’ ma il discorso è uguale. Pretendono tutto e guadagni solo se riesci; ti pagano quanto vuoi (e anche più del necessario) se porti il tuo Portaolio ma NULLA per i giorni in cui comunque lavori anche se non chiudi. 

Quindi che fai?

Provi a lavorare nel pubblico, fai concorsi, ti prepari e riesci anche a passare delle preselezioni.

Quando sei ammessa però ti ritrovi a sapere che prima di iniziare tutto l’iter il concorso che stai per affrontare è considerato pilotato dapprima dalla stampa locale e anche se continui a studiare il tg nazionale ti ricorda che ci sono delle indagini in corso che riguardano precisamente l’ente in cui ti piacerebbe entrare.

Poi ti rivolgi al tuo ragazzo (o presunto tale), al tuo ex storico e ai tuoi amici e vedi che continua a piovere sul bagnato perché tutti loro hanno ancora un’alternativa valida: Azienda di Famiglia, partiti o Comunione e Liberazione, uniche strade a un posto fisso!

Certo anche tu sei figlia di papà…Ma intanto di tuo padre per la prima volta non ti piace l’onestà e poi hai studiato e seu stata anche brava a finire in tempo e col massimo dei voti. Perché non dovresti lavorare senza una raccomandazione?

E quindi ti ostini e provi a convincerti che vali di più fino a che i tuoi parenti ti raccontano – rimproverandoti – che altri (non si sa bene chi) hanno fatto un master (non si sa bene dove) e sono stati assunti. 

E torni al punto di partenza:

se spendi - guadagni

se te ne fotti dei tuoi credo – campi (anche meglio di ciò che avevi sperato).

Io sono stupita da me stessa; pensavo che per me sarebbe stato facile “ottenere” anche vendendomi al miglior offerente. Le parole sono sempre le stesse: dalle Banche alle Assicurazioni, dalle ONG alle aziende private si alza un unico coro VENDI VENDI VENDI!

Ma più mi dicono come fare, più trovo leve da usare e meno mi sento in diritto di farlo…Non voglio contribuire ulteriormente a spargere inganno (merda) in questo mondo.

Forse ragiono così perché non avendo un bisogno effettivo di guadagno (ricordate sono figlia di papà) per me è facile essere idealista…Che poi idealista in questo senso non lo sono mai stata se non nella mia sfera privata. Io ero pronta a strappare denti e unghie circa un anno fa per avere il mio posto al sole…Ma poi vai alle fiere del lavoro e vedi signore e signori anche anziani che in linea di massima dovrebbero potersi ormai riposare e che devono elemosinare lavoro e reinventarsi ogni giorno per mantenersi, per mangiare.

Io devo solo star zitta anche perché fin quando ho soldi per scarpe e sigarette la miseria non so neanche cosa sia ma sento l’ingiustizia di questa mia fortuna.

Forse qualcuno ancora non lo sa ma non tutti possono ritardare delle scelte sfruttando il motto ad malora!

Ci si lamenta della società disillusa, con basso spirito civico e con poca solidarietà? Ma chi è ha il tempo effettivo di pensare e di AGIRE nella sua vita? 

Chi si dondola negli allori a un coltello fra i denti per evitare di essere scansato da un avversario che a volte neanche esiste; che non ha da mangiare si incattivisce per forza (qualche riflessione sul nostro essere animali oltre che uomini sarebbe utile).

Io vorrei sapere da chi si è battuto negli anni d’oro (oro rispetto alla possibilità di avere un’ideale che sottintendesse un finale migliore per sempre) come si sente ad aver rivendicato tanto e a guardare tutto questo.

L’universalismo dei diritti, questa falsa uguaglianza non è forse ciò che più ci differenzia?

Abbiamo ancora la possibilità di credere e di sperare nella società?

E un figlio senza sogni è solo il cibo preferito dell’ingiustizia, del potere e dello status quo…Possiamo sopportare tutto questo ulteriormente?

Io mi rifaccio a De Andrè…voglio consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità e di verità. Spero davvero che sia almeno giusto che la fortuna mi aiuti.
 

Chiara.

Armi di distrazione di massa

La nostra "inviata" alla festa del PD

scritto da Angelo Primavera

Il sito dei menestrelli si arricchisce oggi. In attesa che Danilo porti un attento resoconto di ciò che verrà detto al consiglio comunale riguardo l'ospedale (mi spiace Danilo se così ti costringo a farlo) oggi vi propongo un pezzo di una guardiese che per un giorno funge da inviata speciale in esterna che è Chiara De Lucia.

ARMI DI DISTRAZIONI DI MASSA
 

Dal momento che ho ricordato di avere una laurea in “Consulenza e Comunicazione Politica”, ho deciso di passare la mia domenica pomeriggio alla Prima festa del Partito Democratico che si è aperta ieri a Firenze.
Il telegiornale regionale aveva segnalato un dibattito fra alcuni esponenti della politica italiana sia di Destra che di Sinistra presso la Fortezza da Basso.

"La fredda cronaca".

Alle 18.00 il padiglione La Pira era pieno di persone; il Partito Democratico – che giocava in casa - ha schierato Bersani punta centrale mentre il Popolo delle Libertà ha optato per Bossi, Tremonti e Calderoli, un tridente all’attacco non di poco impatto.
L’atmosfera era davvero di festa e tutti applaudivano e Tremonti si è addirittura congratulato con i Democratici per aver scelto come luogo dell’incontro una fortezza e non un loft o un ambiente televisivo.

Argomento del dibattito: il FEDERALISMO

Dato che è la prima volta che accetta un invito a un festival di centro – sinistra (cosa che risulta quantomeno poco probabile), è Bossi il primo a prendere parola Il federalismo – ribadisce - è la risposta a tutti i problemi dell’Italia ed è necessaria una responsabilizzazione di tutti. La democrazia vera permette il controllo della corretta gestione di denaro pubblico e servizi!

E a chi gli chiede che ne pensa del taglio dell’ICI Bossi tentenna, dichiara di non volersi impiccare in quella sede ma cede a fronte del continuo incalzare delle domande.
L'autogol di Bossi arriva grazie all’assist del "mitico" ed insolitamente quieto Calderoni che ricorda il fatto che è stato Veltroni il primo a parlare di ICI durante la campagna elettorale.
Bossi a questo punto non sa resistere ed offre una perla delle sue. Con tono esasperato dice: “E a quel punto Berlusconi che cosa poteva pensare?” – e imitando un bambino in piena fase di capriccio e dispetto – “Lo faccio io, la tolgo io la tassa sulla Casa”!

Il pubblico comincia a scaldarsi sugli spalti e Tremonti ne risulta infastidito.

"Fasi convulse di gioco..."

Bersani osannato dai sostenitori ma ribadisce di non essere un demagogo.
Tremonti di tutta risposta, accusa il “Compagno Bersani” di aver costruito l’incontro in corso solo con l’obiettivo di attrarre applausi e consensi.
Tremonti cita Marx e Bersani lo invita a tacere perché la sinistra la deve fare la Sinistra e non lui né quelli come lui.
Bossi e Calderoli vanno via – hanno l’aereo alle 20,00 – e Tremonti li segue. Bersani  inizia una riflessione sul neonato Partito.
Il 25 ottobre il Partito Democratico ci invita a scendere in piazza perché la storia non si ripete mai ma ama le rime.
Bersani afferma che esiste un clima di menefreghismo, conformismo e viltà che regala ideologie pret a porter. Il popolo deve essere liberato da chi lo costringe all’ intolleranza e da quelli che tendeno a  ridurre sempre più lo spirito civico italiano.

Un immaginario triplice fischio e la serata si conclude con applausi, strette di mano e con la distribuzione di un libricino stampato a colori con tutte le facce e i nomi degli eletti alla Camera del Partito Democratico ( e menomale che c’è crisi economica per i partiti!) ed io mi incammino verso casa.

Tirando le somme...

Cosa ne penso? Che la parola che diventerà il nostro pane quotidiano per l’autunno sarà sicurezza. Che ad ascoltarli come cittadina mi sento stordita da tante chiacchiere e dati interessati..
Che non so come mai ma ho un certo presentimento di essere presa in giro.

Che come “interprete del linguaggio politico” non posso fare a meno di notare quanto il linguaggio della destra e della sinistra tendano sempre più ad assomigliarsi fino a volte a sovrapporsi e a rendersi interscambiabili. Infatti, fino alle scorse elezioni era impensabile che Tremonti pronunciasse la parola BUGIA o, peggio, BALLA perché erano i termini con cui continuamente veniva accusato Berlusconi. D’altro canto è forse ancor più singolare che un economista così serio e professionale come Bersani abbia perfino la dote di essere un grande oratore che ostenta un’ottima ed efficace dialettica veltroniana.

Il fatto che poi a microfoni chiusi QUESTI SIGNORI si chiedano a vicenda e con sincera preoccupazione “Che albergo ti hanno dato?” oppure più gettonata “Ti hanno dato la macchina per andare a Peretola (aeroporto di Firenze)” mi costringe ad un unico pensiero: Chi è il grande burattinaio?

La testa è così piena che resto basita quando mi accorgo di non aver capito se andranno a crearsi- qualora non esistessero già - Regioni di serie A e B, che non so quali e  quanti servizi resteranno di competenza nazionale e che qualsiasi altro mio dubbio sul federalismo rimarrà senza risposta.

Inutile dire che non importa a nessuno che io sia uscita da un dibattito senza che ne sia esistito davvero uno vero…Ma lo spettacolo deve continuare e il Partito Democratico festeggiare!

Chiara De Lucia

Lettera a Giorgio Napolitano sul Lodo Alfano

Una lezione di stile e spirito democratico.

scritto da Angelo Primavera

Caro Presidente,

anche questa seconda lettera verrà pubblicata sul mio blog e resterà in Internet disponibile per la lettura, in quanto, come certamente saprà, la Rete è il Terzo Schermo, certamente più libero e democratico grazie alle migliaia di blogger italiani che pubblicano informazioni altrove censurate.
Come ricorderà le avevo scritto una lettera raccomandata A/R n° 13430900687-0, spedita il 24 giugno 2008 e ricevuta presso il Quirinale il 27 giugno, in cui le chiedevo, da cittadino, di resistere, resistere, resistere e non firmare le cosiddette “leggi salva-premier”, tra cui il Lodo Alfano. Ciò perché tali norme risultano incostituzionali all’opinione di molti italiani, e soprattutto, agli esperti di materia giuridica. Dunque mi rivolgevo a Lei in qualità di garante della nostra Costituzione. Tale lettera è stata ripresa dal giornalista Vittorio Zambardino di Repubblica.it il 25 giugno 2008, all’interno della rubrica Netmonitor, dunque favorendo una forte visibilità nella blogosfera italiana.
Ora le scrivo nuovamente perché il Lodo Alfano è diventata legge. Lei, presidente Napolitano, ha apposto la sua firma. Quindi quattro persone sono in questo momento al di sopra della Legge: presidente della Repubblica, presidenti Camera e Senato, presidente del Consiglio. Ciò, agli occhi di numerosi costituzionalisti, viola l’articolo 3 della Costituzione, che dice in sostanza: tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge. Nel 2008, dunque, si scrive una pagina importante della storia italiana, che sarà affidata ai libri e ai posteri: tutti uguali, tranne quattro persone che rappresentano cariche pubbliche (Giorgio Napolitano, Renato Schifani, Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi). Sulla incostituzionalità di tale legge, adesso, si pronunceranno i giudici della Corte costituzionale a cui molti faranno appello, i quali come saprà, avevano già bocciato il precedente Lodo Schifani (simile a quello attuale). Allo stesso tempo sarà certamente al corrente che l’Italia dei Valori ha definito “immorale” tale norma e ha indetto la raccolta firme per un referendum abrogativo, previsto dalla nostra Costituzione, a cui personalmente darò la mia adesione.
Si è detto che la sua firma al Lodo Alfano era “un atto dovuto”, ma come cittadino mi sono chiesto: il presidente Napolitano poteva illustrare pubblicamente se sentiva la necessità di essere immune verso la Legge? Ne sentiva il bisogno e quindi gradiva di essere incluso nel Lodo? Lo considerava opportuno, visto il suo ulteriore incarico di presidente del Consiglio superiore della Magistratura, organo che difende il lavoro dei “guardiani della Legge”, cioè i magistrati?
Si è scritto, in realtà, che il Lodo Alfano aveva l’obiettivo di salvare una sola persona dai processi: Silvio Berlusconi. Dunque, se in futuro questa legge dovesse risultare anch’essa incostituzionale e contravvenire all’articolo 3 della Carta scritta dai padri costituenti, si scriverà in Internet e nei libri di storia che tale legge portava la firma del presidente Napolitano. E purtroppo, ciò nonostante le diffuse contestazioni espresse nei mesi precedenti all’approvazione.
Nel frattempo, una plateale violazione dell’articolo 3 della Costituzione è già in atto e colgo l’occasione per sottoporla alla sua attenzione: Renato Schifani, presidente del Senato, ha citato il giornalista Marco Travaglio per un milione e trecentomila euro. Schifani vuole essere risarcito per presunti danni subiti a causa di un articolo di Travaglio e per l’intervista rilasciata a Fabio Fazio nella trasmissione “Che tempo che fa”, in cui si citavano informazioni pubblicate nel libro “I complici” scritto da Lirio Abbate e Peter Gomez, nel quale Schifani è menzionato più volte in relazione a dichiarazioni rese ai pm da Francesco Campanella, quest’ultimo indagato per mafia per rapporti con Mandalà e Provenzano. Allo stesso tempo Travaglio non può querelare Schifani per le accuse che gli ha mosso in quanto questi è immune da processi. Una anomalia, come è evidente. Anche in questo caso, credo, verranno sollevate nelle opportune sedi giudiziarie dubbi di costituzionalità del lodo Alfano.
Caro Presidente Napolitano, ciò che mi lascia più sbalordito è la netta, inequivocabile diseguaglianza sociale che emerge da questo scenario. Lei ha militato nel Partito comunista, ha visto nascere la Costituzione italiana nel 1947 (aveva 22 anni) e la sua politica si è sempre ispirata alla difesa delle classi più deboli, insieme al rispetto delle varie componenti sociali. Lo ha ricordato anche nel suo discorso di insediemento come 11° Presidente della Repubblica italiana: «Non sarò in alcun momento il Presidente solo della maggioranza che mi ha eletto; avrò attenzione e rispetto per tutti voi, per tutte le posizioni ideali e politiche che esprimete; dedicherò senza risparmio le mie energie all'interesse generale per poter contare sulla fiducia dei rappresentanti del popolo e dei cittadini italiani senza distinzione di parte».
Ora, caro Presidente, una distinzione però c’è. E dice: la Legge non è più uguale per tutti. Dopo 60 anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione (1 gennaio 1948) un politico italiano, Silvio Berlusconi, si è reso superiore a tutti. Con la sua approvazione.

Le auguro buone vacanze.
Cordiali saluti,

Enzo Di Frenna

Di Pietro e "l'incantesimo" di internet

ad un bisogno di verità si risponde con un'altra illusione

scritto da Angelo Primavera

Ho letto che Antonio di Pietro ha aperto un profilo su Facebook. La cosa mi sta bene perché mi da lo spunto di parlare di quello che, fino a qualche mese fa, poteva apparire un politico su cui riversare qualche speranza, ma su cui oggi, per quanto il suo lavoro all'interno del parlamento nel ruolo di unica opposizione reale a Berlusconi sia fondametale, almeno io personalmente, non investirei nulla (a partire dal mio voto che comunque non gli ho dato per il suo distacco da alcune questioni che per me restano centrali).

Antonio Di Pietro ormai parla di Internet come Grillo. Dice le stesse identiche cose e confonde la possibilità di sparar qualsiasi cavolata ci venga in mente con la democrazia. La democrazia è partecipazione attiva alla vita politica e sociale del proprio paese. Si fa certamente informandosi, ed internet in questo, anche se bisogna prendere le dovute cautele, è uno strumento efficace. Ma non ci si può fermare assolutamente ad internet.

Internet può essere considerata una simulazione virtuale di ciò che dovrebbe essere una democrazia, ovvero un luogo dove ad ognuno è data la possibilità di esprimersi liberamente. Ma internet è oggi in realtà enorme videogames democratico, in cui tu crei il tuo personaggio (virtuale) e giochi a commentare le notizie, a lanciare iniziative, ad immaginare virtualmente cosa si dovrebbe fare e come. Poi esci di casa, vai al lavoro o all'universià e vivi esattamente come prima, incapace di comprendere quanto ad esempio, il solo fare la spesa secondo un principio etico sia un modo decisamente più efficente e democratico di lottare.

Internet è uno strumento. Come ogni strumento non è ne "buono" ne "cattivo" e gli effetti che può avere sulla società dipendono dall'uso che se ne fa. Per esperienza personale posso dire che internet ha grandi limiti perché deresponsabilizza l'idea, l'opinione, togliendo ad esse forza ed identità. Internet poi è un modo individualista di vivere il confronto su qualsiasi tema e non è affatto condivisione, perché per condividere realmente qualcosa la devi vivere e non solo pensare.

La logica della "rivoluzione dei media", che tra le altre assurdità (come l'arrivare nel 2050 ad una vita totalmente virtuale in stile Matrix) prevede l'annientamento di libri e giornali e lo spostamento di tutti i contenuti culturali in una rete dove un'unico motore di ricerca "google" ha possibilità e capacità di dar visibilità e/o oscurare completamente chiunque a sua discrezione, è un progetto della Casaleggio Associati che da anni Grillo porta avanti e di cui i due V-Day non sono che un'esperimento.
Il video, più volte nominato su questo sito, della Casaleggio Associati che spiega "Prometeus" (il progetto di cui parlo) si chiude con un simbolo massonico. La stessa Casaleggio Associati, è in Partnership con una multianzionale americana che ha a sua volta, come clienti J.P. Morgan, Pnb Paribas, ed altri colossi finanziari che sono alla base della crisi economica mondiale e delle speculazioni che mettono in ginocchio il mondo intero.

Cosa centra Di Pietro con la Casaleggio? E' il suo editore, quello che cura l'immagine del sito e che ovviamente, quando si parla di media, di informazione, di libertà d'opinione, ne influenza le politiche.
Casaleggio Associati, potendo vantare nel suo "arsenale" uno dei dieci siti più visti al mondo (quello di Grillo) ha solo da guadagnare da un'ipotetica "rivoluzione dei media". In più Casaleggio Associati non fa siti, o comunque non solo. Casaleggio Associati fa comunicazione. Il 90% di quello che leggete sui blog di Grillo e Di Pietro, non è scritto affatto da loro.

Di Pietro parla (a ragione) del conflitto d'interessi di Berlusconi, ma avallando la Casaleggio, si fa complice di un altro analogo conflitto di interessi che oltretutto produce un danno ancora maggiore. Agli "incantesimi" della mala-politica, invece che rispondere con una politica vera, fatta di vissuto, di invito alla partecipazione collettiva in spazi reali, si risponde con un'altro incantesimo: l'illusione del fatto che, trovandosi dietro ad un pc, a scrivere ciò che si pensa, a dare opinioni, senza rischiare ne faccia ne altro, si possa costruire una democrazia vera.

Di Pietro mi sembra un ingenuo più che un disonesto; almeno per quella che è la sua storia passata, di certo non si può parlare di persona che non abbia dato il suo contributo a colpire i mali della nostra politica. Il suo entusiasmo però verso la dottrina della Casaleggio, diffusa da Grillo e resa planetaria con i due V-Day, è un entusiasmo che sarà di breve durata.

Berlusconi ha guidato nel cambiamento le persone attraverso la tv. Qui si vuole cambiare le persone attraverso la rete. Ora, come allora, il pericolo appare una pura fantasia di menti complottiste; ma quattordici anni dopo sentiamo gli stessi identici discorsi che Berlusconi faceva: "basta con i politicanti di professione, basta con i corrotti, viva il Pul di Palermo, viva Falcone e Borsellino...". Berlusconi chiedeva fedina penale pulita e nessun processo in corso per offrire la tessera di Forza Italia. Le analogie, come vedete si sprecano. E' vero, ognuno di noi pensa queste cose, ma è il modo in cui vengono comunicate, che appare un costante "indottrinamento" che desta sospetto.

Ciò che penso io è che Casaleggio Associati, attraverso Grillo ed attraverso Di Pietro, voglia sfruttare il sentimento e la voglia di cambiamento degli italiani allo stesso modo di Berlusconi e per gli stessi fini: i propri interessi. Ciò che penso io è che dopo mani pulite si è persa una opportunità grandissima di cambiare le cose, che oggi se ne sta perdendo un'altra e che per come si evolve la storia, come si evolve lo scenario non solo italiano, questa potrebbe anche essere l'ultima opportunità a noi concessa.

Basta con i tossici alla guida!

Ennesimo provvedimento spot alle porte...ma la soluzione c'è e nessuno la vuole.

scritto da Angelo Primavera

Alle emergenze si deve rispondere con provvedimenti consequenziali. E' apprezzabile quindi l'iniziativa del Sottosegretario Carlo Giovanardi di far effettuare controlli antidroga a chi e' alla guida di veicoli". E' quanto afferma il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. "Lo Stato - aggiunge il Ministro - deve fare tutto quanto e' possibile per prevenire ed evitare tragedie come quella della morte della giovane di Anzio. Mi auguro che da sperimentali i controlli antidroga possano diventare ordinari, al pari di quelli effettuati per accertare l'assunzione di alcool. Non puo' esistere il diritto di drogarsi - conclude Matteoli - a maggior ragione non puo' essere consentito quello di guidare a chi fa uso di stupefacenti". (AGI) - Roma, 22 agosto

Ma quando leggo certe dichiarazioni mi viene veramente da ridere."Non puo' esistere il diritto di drogarsi - conclude Matteoli - a maggior ragione non puo' essere consentito quello di guidare a chi fa uso di stupefacenti"...
Se questo è vero, l'Italia aspetta ancora nome e cognome di quel terzo di parlamento che risultato positivo ad un test antidroga delle Iene, guida il paese da anni.

In merito alla proposta, per me è una cosa inutile continuare a fare controlli sulla strada, perché con le poche risorse che le forze dell'ordine hanno, alle volte per centinaia di chilometri non vedi una volate neanche se la vai a cercare in caserma. Io sono per l'obbligo a tutti i costruttori di inserire nella centralina dell'auto, un congegno collegato ad un etilometro che impedisca la messa in moto dell'auto, se colui che è al volante supera la soglia di legge e visto che ci troviamo, anche un rilevatore per le sostanze stupefacenti. Se sei positivo, non parti proprio! Nessuno finisce in galera e nessuno muore...nn è una duplice vittoria? Ovviamente i controlli dovrebbero continuare per evitare che si manomettano le centraline e perché il figo che pur di infrangere la legge, decide di bere o di farsi in macchina durante il tragitto dopo aver acceso la macchina, c'è sempre. Ma penso che le percentuali di incidenti dovute a questi problemi crollerebbero.

Ma quello delle centraline che potrebbero anche limitare le velocità tramite gprs (lo stesso sistema usato per i navigatori) in modo che l'auto non superi mai i limiti consentiti su quella strada, o che blocchino chi si mette al volante con un bicchiere, una sniffata, una pasticca una canna di troppo, credo siano mal viste da case costruttrici che sullo stile di vita a cui l'eccesso si associa sempre di più e sulle prestazioni del veicolo, puntano per fare soldi. Ergo, esistono le tecnologie ma non vengono utilizzate perché svantaggiose per chi fa soldi sulla pelle della gente. Andiamo avanti con le stragi, i politici continuino ad indignarsi ma non si offendano se dichiarazioni come questa non suscitano che ilarità.

 "Lo Stato deve fare tutto quanto e' possibile per prevenire ed evitare tragedie come quella della morte della giovane di Anzio"???.  Smetta di far l'ipocrita e spieghi ai parenti delle vittime il perché, tutto ciò che realmente è in suo potere, non lo fa.

Le olimpiadi: un successo...disumano!

passeranno alla storia come le olimpiadi più viste di sempre.

scritto da Angelo Primavera

Le olimpiadi di Pechino sono le più viste della storia. Certo, 800.000.000 di cinesi che le guardano perché sono le "loro" olimpiadi hanno il loro peso, ma se qualcuno ancora si chiedesse il perché il comitato olimpico ha deciso di concedere ad un paese come la Cina che non rispetta neanche minimamente i diritti umani, questo onore, la risposta è servita.

Il comitato olimpico intasca da questa olimpiade (la più ricca della storia) 1.700.000.000 di dollari! Per esserci gli sponsor hanno pagato ognuno circa 100.000.000 di dollari. Soldi ben spesi, dato che in ogni trasmissione olimpica la visibilità di quei marchi ha toccato punte di 1.200.000.000 spettatori, con conseguenti vantaggi d'immagine.

Io ho boicottato e continuo a boicottare le olimpiadi di Pechino. Non le vedo e non ne voglio sapere nulla. Ascolto solo il telegiornale nella speranza residua che un atleta qualunque, compia un gesto umano in un paese disumano e dimostri d'esser andato li per spirito olimpico vero, quello spirito che un tempo causava la cessazione, durante i giochi, d'ogni conflitto e che pone lo sport innanzitutto come veicolo di umanità. Ma temo che sia una speranza vana.

Ad ogni modo, torno a criticare gli atleti che si sono prestati a questo circo, che mettono la loro faccia al servizio di un successo che glorifica la potenza cinese, arricchisce il comitato olimpico e gonfia i fatturati delle multinazionali che lo hanno sponsorizzato. E' triste vivere in un mondo del genere, circondato da persone che sentono l'orgoglio di vedere un atleta sul podio con un pezzo di metallo al collo e si dimenticano di coloro che a migliaia, se non a milioni, ogni anno dalla macchina cinese vengono sottomessi, torturati, mutilati, uccisi.

Ma d'altronde non mi posso certo aspettare che la gente, superati i trenta secondi di sgomento ad esempio per la repressione tibetana, non torni a godersi un po' di ginnastica ritmica, di judo, di boxe dilettantistica, di karate, di canoa...ed ovviamente calcio.

Sicuramente insicuri.

Lettera denuncia del COISP

scritto da Angelo Primavera

Questo che andrete a leggere è un estrapolato della lettera pubblicata dal blog di Beppe Grillo e scritta dal vice presidente del COISP. Per quanto si possa dire che un sindacato fa i suoi interessi e per quanto si possa insinuare che a fomentare tutto siano i fannulloni (perché ce ne sono eccome) presenti anche tra le forze dell'ordine, l'allarme che lancia, in linea con le riflessioni fatte pochi post fa, spero sia illuminate per coloro i quali veramente sono convinti del fatto che questo governo stia risolvendo il problema della sicurezza.

Le posizioni del COISP (Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia), a riguardo di moltissime iniziative intraprese da questo governo, sono assolutamente critiche, perché contrarie alla nostra Costituzione e al buon senso!
Non siamo d’accordo con l’utilizzo dei militari nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica; non siamo d’accordo con certi provvedimenti in odore di “razzismo”; non siamo d’accordo con la figura del sindaco sceriffo; non siamo d’accordo con alcune iniziative di autotutela privata quali, per esempio, le ronde padane e non siamo assolutamente d’accordo con i tagli ingiustificati e assurdi che sono stati intrapresi ai danni del comparto sicurezza. Si parla di tre miliardi di euro! Questi tagli, ora, sopraggiungono in un momento già disastroso per le forze di Polizia.
Mi preme farvi notare che recentemente tutti, e ripeto TUTTI, i sindacati del comparto sicurezza e difesa hanno manifestato di fronte alle Prefetture d’Italia, distribuendo un volantino che informava la cittadinanza delle assurdità intraprese dall’attuale governo. Queste bestialità, peraltro, sono andate evidentemente contro le promesse fatte dal centro destra in periodo elettorale. Logicamente, le televisioni nazionali non ci hanno dato lo spazio adeguato e il legittimo interessamento. A onor di cronaca, solo la stampa e le tv locali ci hanno dato il giusto interesse.
In questo momento, ci stiamo organizzando sulle iniziative da intraprendere. Resta però fermo il principio che, in attesa di stabilire la prossima forma di protesta, dobbiamo continuare a dare il massimo risalto ed eco contro le incoerenze e le contraddizioni presenti in questi provvedimenti governativi.
Dobbiamo, innanzitutto, denunciare energicamente l’ultimo decreto, il cosiddetto provvedimento “anti-fannullone”, che ci vede fortemente penalizzati anche rispetto alle altre realtà pubbliche. La norma prevede che il dipendente delle forze di polizia che si ammala deve corrispondere, per i primi dieci giorni, un taglio della paga giornaliera pari a 20 euro(nell’ipotesi di uno stipendio base). L’inconcepibile provvedimento dice che la norma non deve essere applicata alle malattie dipendenti per causa di servizio. Il problema è che, prima che ti venga riconosciuta la “causa di servizio”, passano anche sei o sette anni dall’evento. Intanto, però, ti tolgono i soldi dallo stipendio. Al legislatore non interessa che devi pagare il mutuo; che hai dei figli e la moglie a carico; che hai la rata della macchina da pagare e che hai le tasse e le spese da sostenere come tutte le persone di questo mondo. Il ministro Brunetta, artefice di questo scempio, facendo leva su un legittimo dissapore dell’opinione pubblica avverso ad alcune forme di assenteismo, ha voluto adottare un provvedimento punitivo e discriminatorio nei confronti di tutti i dipendenti statali e in misura ancor maggiore - come spiegavo - agli appartenenti alle forze di polizia.

Sussurri dal regime

l'ennesima scusa della tutela del cittadino per parare il culo ai potenti?

scritto da Angelo Primavera

dalla relazione annuale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni estrapolato dal forum di guardiagrelesociale.it .

Assistiamo con sempre maggiore frequenza alla “mimesi del processo” in televisione, la quale si impossessa di schemi, riti e tesi tipicamente processuali, riproducendoli con i modi, i tempi ed il linguaggio del mezzo televisivo. La giustizia viene percepita soprattutto per come appare, ed essa appare come è rappresentata dai media. Dall’informazione sul processo - giustificata dal “diritto di cronaca” - si è passati al processo celebrato nei mezzi di informazione: un’aula mediatica che si costituisce come foro alternativo, un modo “onnivoro” di raccogliere ogni conoscenza che arriva ad un microfono o ad una telecamera.

In tale dinamica, è la sentenza pronunciata nel processo, quello vero, a risultare meno attendibile e comunque tardiva, avendo l’opinione pubblica già registrato come “vera” quella subliminalmente propinata dal mezzo audiovisivo.

Il livello di civiltà di uno Stato si misura innanzitutto dal rispetto per la giustizia; e da un sistema giudiziario indipendente ed efficiente.

Ma non si può supplire ai tempi troppo lunghi della giustizia trasferendo il giudizio dalle aule giudiziarie alla televisione; con l’ulteriore rischio di suscitare in certi magistrati la tentazione di protagonismo.

Siamo tutti d'accordo che la spettacolarizzazione delle notizie sia un male, ma la sensazione che da questo comunicato non sembra mirato affatto allo sciacallaggio mediatico dei vari processi di Cogne, di Garlasco, di Perugia, di Erba ed a tutti quelli che sono i processi di distrazione di massa utilizzati per spostare l'attenzione da fatti di ben maggiore gravità.

In un paese come l'Italia, dove la libertà d'informazione è decisamente al di sotto della media di una democrazia moderna (forse perché, con paricolpe tra politici e popolazione, ormai non siamo più una vera democrazia), un così "qualunquistico" atto di condanna verso trasmissioni che raccontano fatti e processi puzza e non poco.
E dunque, nell'interesse generale si dovrebbe fare una distinzione molto importante tra quei processi che parlano di tragedie private di privati cittadini, e quelle che invece parlano di uomini pubblici, politici, grandi imprenditori, i cui fatti hanno valenza per tutta la comunità.

In più il finale che parla del fatto che simili processi mediatici incoraggiano il protagonismo di certi giudici, lo trovo uno spartiacque importante per comprendere quali sono "le gogne" imputate in questa sorta di inquisizione.

Io penso al fatto che a settembre ottobre dovrebbe (ma ho sempre più dubbi che accadrà) tornare in onda Anno Zero. Queste dichiarazioni rispettano il modus operandi che seguì il precedente diktat di Berlusconi (quello del 2001) che fece cacciare Biagi, Santoro e Luttazzi dalla televisione di Stato.
Logiche da regime, logiche che puntano a non far sapere già ben palesate in disegni di legge che sino ad ora si sono preoccupati solamente di togliere il premier dai guai, soddisfare l'ala xenofoba del parlamento che aveva necessità di esaudire quel bisogno di leggi "raziali" da lei stessa creato, ed ovviamente bloccare il residuo di informazione "dissidente" rimasto.

Propaganda e non più informazione; potenti improcessabili; soldati e non più poliziotti nelle città; criminalizzazione della magistratura; soluzioni unilaterali con l'impiego della forza (per ora solo minacciato); eliminazione del diritto di protesta verso provvedimenti non accettati dai cittadini (Napoli), ecc.ecc.ecc.
Quanto tempo impiegherà l'italiano medio a rendersi conto di non aver più alcun potere, di aver svenduto la propria libertà, i propri diritti, la propria sovranità in cambio di una manciata di spot?

Un sicuro Far West

storia di quotidiana insicurezza.

scritto da Angelo Primavera

Il governo si vanta con cifre e percentuali dei risultati raggiunti sul fronte sicurezza. Cifre e percentuali (tra l'altro che parlano dall'inizio dell'anno sino ad ora, quindi per lo più riferite ai provvedimenti del governo precedente, dato che questo è in carica da aprile ed il pacchetto sicurezza è di un mese e mezzo fa circa!), con le quali rassicurano il cittadino.

Ma la sicurezza in Italia è affidata a leggi quantomeno discutibili, garantiste anche dinanzi a pericoli palesi che non sono costituiti da un accento straniero, un permesso di soggiorno non in regola o il domicilio in una ruolotte.

Oggi, e non è la prima volta, nel mio condominio si è sfiorata la tragedia. Due condomini sono in causa ed in guerra tra loro. Su questo nulla di strano, succede in tanti palazzi. Ma quando uno dei condomini rimane al balcone, ogni giorno, urlando ed insultando l'altro (che talvolta risponde), per poi scendere dal balcone del primo piano (invece che dalle scale) per aggredire delle donne, o in paese insegue per picchiare (per fortuna senza riuscirci) un bambino, a quel punto questo diventa un problema di sicurezza.

Sicurezza per coloro che vivono giornalmente sotto la minaccia di un'aggressione violenta, che in un paio di occasioni è stata evitata solo per l'intervento tempestivo di altri condomini; sicurezza per il condomino che interviene per calmare le acque; sicurezza persino per colui che rappresenta il pericolo, in quando saltare da un balcone è un qualcosa che mette a repentaglio la salute anche sua.

Oggi i carabinieri sono intervenuti (in ritardo dopo ben due chiamate) ed hanno ammesso candidamente che finché non c'è reato non possono fare nulla. In poche parole, finché qualcuno non si fa veramente male, nonostante le minacce, le ripetute tragedie sfiorate, non si può intervenire in alcun modo.

Il rom può essere cacciato dal suo campo perché non ha documenti, anche se non commette reati. L'extracomunitario può essere fermato, arrestato, rinchiuso in un campo di permanenza e poi espulso, anche se non commette reato. Un italiano che minaccia la sicurezza di una famiglia, della gente che nel caso si sentirebbe in dovere di mettersi in mezzo e difendere chi difendere non si può, se non commette reato è libero di continuare a minacciare quella famiglia.

Questo paradosso, che vivo ogni giorno nel mio palazzo, può dare la misura effettiva di quanto la sicurezza, specie con quest'ultimo governo, sia solo uno spot, un mezzo per controllare le masse e creare consensi perché li dove ci sono lacune macroscopiche riguardo la sicurezza effettiva dei cittadini, non si agisce.

In più, sempre per una questione di sicurezza, è paradossale come in un paesello come Guardiagrele, il pomeriggio del 16 agosto, un maresciallo dei carabinieri per poter intervenire abbia dovuto chiedere appoggio al comando della polizia municipale.

A Guardiagrele, come in qualunque altro posto servirebbero più forze dell'ordine. Non servono spot, non servono militari non addestrati a funzioni di polizia degne di una democrazia. A Guardiagrele servono forze dell'ordine che facciano cessare il far west che esiste, fatto di tanti cow boy e banditi che nel non vedere divise in giro, se non qualche volta nei pressi di un bar, si concedono il lusso di una rissa, piuttosto che di darsi allo spaccio o quant'altro. Servono uomini addestrati ad individuare ed isolare le mele marce, non manichini vestiti di verde che fanno le belle statuine in attesa che magari, un domani, per garantire non più la sicurezza, ma il controllo di una città, sia necessario che imbraccino un mitra.

Questa che vi ho raccontato è solo una piccola storia, una come tante, dove non ci sono ne buoni ne cattivi, perché senza leggi serie che stabiliscano ciò che è buono e ciò che è cattivo e senza forze dell'ordine più numerose e con una vera vocazione per la difesa dei diritti, invece che, come spesso accade, per l'interpretazione del ruolo dello sceriffo quando fermano due ragazzi senza casco con il motorino, non possono esistere buoni e cattivi. Esiste solo la legge del più forte, la legge della giungla, un caos vestito di apparente civiltà che fa perdere ogni senso all'esistenza stessa dell'istituzione Stato. Esiste solo la paura, l'insicurezza e quando si è fortunati, un po' di raro ed isolato coraggio.

Il governo può tirar fuori mille percentuali con cui truffare gli italiani. Ma la vita non è televisione, per quanto molti di noi cercano di viverla secondo i suoi comandamenti. La vita è cosa ben diversa, come la realtà e bene o male, prima o poi, se ne renderanno conto anche quelli che oggi si sentono soddisfatti di cifre che per altro neanche gli appartengono del tutto.

Arresti di Prima Classe.

da "un'ora d'aria" di Marco Travaglio.

scritto da Angelo Primavera

Poniamo che arrestino un tizio, uno sconosciuto che non è Vip e non ha amici Vip, con l’accusa di aver rubato 6 milioni di euro alla collettività rapinando una banca o rubando nelle ville. E che poi lo scarcerino dopo 28 giorni. Giornali e tg sarebbero pieni di commenti indignati di politici e opinionisti contro l’ennesima “scarcerazione facile”. “Rubò 6 milioni, già a casa”. “La polizia li mette dentro, i giudici li mettono fuori”. “Alfano, ispettori contro le toghe buoniste”. “Pdl e Pd uniti: tolleranza zero contro ladri e rapinatori”. Difficilmente a qualcuno verrebbe in mente che il tizio è solo un sospetto rapinatore e che in Italia vige la presunzione di non colpevolezza.

Poniamo invece che il tizio accusato di aver sottratto 6 milioni al prossimo sia un politico sospettato di mazzette sulla sanità. Più precisamente un governatore, magari dell’Abruzzo. Ieri ha ottenuto i domiciliari dopo 28 giorni di carcere per cessato pericolo di inquinamento probatorio (ma non di reiterazione del reato). A nessuno è venuto in mente di gridare alla scarcerazione facile, di protestare perché è uscito dopo “appena 28 giorni”. Anzi, qui “facili” erano le manette. Quei 28 giorni sono parsi eccessivi a chiunque si sia espresso sul caso. Parve eccessivo anche il primo giorno di custodia, tant’è che un minuto dopo lo scattare delle manette era già tutto un coro: “Era proprio necessario arrestarlo?”. Eppure, per la Costituzione e la legge, tra il tizio e Del Turco non c’è alcuna differenza: entrambi sono sospettati di aver derubato la cittadinanza della stessa somma, entrambi devono restare in cella per un po’ onde evitare che concordino versioni di comodo con testimoni e coindagati. Possibile, allora, che politici e media li trattino in modi così diversi, anzi opposti? L’unica spiegazione è il razzismo sociale che è venuto montando in Italia, creando una Costituzione materiale che ritiene intoccabili “a prescindere” i membri della Casta, in barba al principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Se il tizio accusato di aver rubato 6 milioni avesse ricevuto in carcere decine di visite di parlamentari e membri (o ex) del governo, di destra e di sinistra, alcuni dei quali latori di pizzini inviati da altri politici, compreso il premier, tutti graniticamente convinti della sua innocenza (e della colpevolezza dei giudici), la notizia avrebbe destato enorme scalpore. Tutti si sarebbero domandati a che titolo tanti politici (ammesso e non concesso che li avessero fatti entrare) solidarizzassero in cella con un signore sospettato di reati tanto gravi e cos’avessero da spartire con uno così. Invece il pellegrinaggio di amici e colleghi nella cella di Del Turco (ufficialmente “in isolamento”!) è passata come una normale, quasi doverosa testimonianza di solidarietà all’illustre recluso. Anzi, è bastato che Veltroni manifestasse la sua fiducia nella magistratura, evitando di emettere sentenze che non gli competono, per esser bollato di “ipocrisia” e “antisocialismo”.

Ieri, sul Corriere, Pigi Battista ha fornito un catalogo completo del razzismo sociale applicato alla giustizia, in un memorabile commento dal titolo “E se Del Turco fosse innocente?”. Il prode Pigi lacrima perché Del Turco fu “prelevato dalla sua casa all’alba, come il peggiore dei malfattori”. Frase rivelatrice quant’altre mai del doppiopesismo classista di cui sopra: se non ne ricorrono i presupposti di legge, non si arresta né all’alba né al tramonto, né prima né dopo i pasti; ma, se i presupposti ci sono, allora l’orario e le modalità dell’arresto sono del tutto secondari rispetto ai fatti che l’hanno originato. Invece, per tutti i Battista d’Italia, i “signori” - se proprio si vuole arrestarli - meritano le manette di prima classe, quelle di velluto, possibilmente precedute da una telefonata di cortesia. Infatti Pigi chiede addirittura un risarcimento per Del Turco, scarcerato - a suo dire - “con 48 ore di ritardo causa introvabilità del gip”, rientrato ieri dalle ferie per esaminare l’ok dato sabato dalla Procura ai domiciliari. In realtà non c’è stato alcun ritardo, visto che il gip aveva 5 giorni di tempo per rispondere ai pm e ne ha impiegati solo 2.

Seguono le solite giaculatorie sulla “presunzione di innocenza”, che non c’entra nulla: la custodia cautelare riguarda sempre i “presunti non colpevoli”, altrimenti non sarebbe cautelare, ma definitiva. In carcere ci sono 30 mila persone nelle condizioni di Del Turco, ma naturalmente Battista si muove solo per Del Turco. E lo paragona addirittura a Enzo Tortora sol perché non s’è ancora scoperto “dove sono andati a finire i proventi” delle presunte mazzette. Ci sarebbe pure la possibilità, sostenuta dai pm, che i soldi siano finiti in alcuni immobili e/o in qualche conto cifrato nei paradisi fiscali. Ma lo Sherlock Holmes di Via Solferino non sente ragioni: se uno - puta caso - nasconde bene la refurtiva, vuol dire che è innocente. Attendiamo con ansia un editoriale dal titolo rovesciato: “E se Del Turco fosse colpevole?”. Cioè se fosse come Craxi, come Contrada, come Mambro e Fioravanti, per citare solo alcuni dei condannati definitivi che Battista e il Corriere continuano a trattare da innocenti. Come pure i 18 pregiudicati, da Dell’Utri in giù, che popolano il Parlamento. Ecco: se Del Turco fosse colpevole, sarebbe innocente lo stesso.

Ospedale di Guardiagrele

"si, ma chi produce gli sprechi?", Orlando tacque

scritto da Angelo Primavera

Danilo mi ha inviato una mail con una serie di articoli su "il Centro" che ritengo sia opportuno pubblicare (li potete scaricare cliccando sul file a fondo pagina), perché penso sia importante che ognuno legga e abbia mezzi per giungere alle sue conclusioni sull'operato di rifondazione e di Orlando durante questo riassetto sanitario.

Io ho letto i pezzi e le dichiarazioni. E' vero, Orlando è stato spesso critico verso questo piano, ma la sensazione è che rifondazione abbia preferito salvaguardare l'alleanza piuttosto che dar vera forza a queste tesi. Tant'è che nel confronto ormai "elettorale" del Garden sulla questione del piano sanitario, Orlando, di tutto ciò che ha dichiarato in passato non ha fatto menzione, ne ha accennato ad una critica vera e propria del piano stesso.

Quello che ho potuto notare io di positivo, cosa che ho anche sottolineato in uno dei primi pezzi di questo blog ralativo alle indagini che all'epoca vedevano indagato, tra gli altri anche Franco Caramanico, è che almeno su un punto rifondazione non ha mai mollato la presa. Un punto cruciale che poi è al centro delle accuse che hanno decapitato la giunta Del Turco, ovvero i rapporti tra sanità pubblica e privata ed i costi mostruosi, in termini di rimborsi e ricoveri inutili che le cliniche private convenzionate comportavano per il bilancio sanitario regionale.

Vero anche però, sempre facendo riferimento a quella serata del Garden, che quando un cittadino Guardiese, candidamente si alzò in piedi e chiese: "si, ma chi produce gli sprechi?", Orlando tacque.

Orlando non rispose che secondo lui, molti sprechi erano dovuti ad una sospetta gestione dei rimborsi ai privati e che per salvaguardare quelli con delibere e disposizioni, da anni si faceva danno al pubblico. Ed in più rifondazione ha taciuto il fatto più grave di tutti: il piano sanitario è stato approvato solo a marzo di quest'anno (se nn erro il mese), ma i tagli e gli accorpamenti sono avvenuti prima della sua approvazione. Un qualcosa che va contro ogni logica (in genere prima si pianifica e poi si agisce e non al contrario) ed è a mio avviso anche poco regolare, dal momento che i provvedimenti del piano non potevano esser messi in essere prima di esso. Si è agito in maniera, se non illegale, di certo affatto democratica e poco regolare, eliminando non solo il confronto politico vero, ma non offrendo reali possibilità all'utenza e/o a chi a quei provvedimenti si opponeva, di avere una possibilità di elaborare ed offrire magari un'alternativa. Questo rifondazione, almeno da quello che leggo o che ho sentito in prima persona, non l'ha denunciato.

Ad ogni modo, vorrei, più che star qui a parlare di chi ha taciuto, cercando di trovare responsabilità, che non sono certo identificabili in una o più forze politiche isolate, che la gente debba esser informata su ciò che avviene. Credo si aspetti che qualcuno inizi a studiare un'alternativa a questo disastro. Anzi, penso che la gente voglia esser chiamata in causa per tutte le decisioni future in questo ambito.
Il fatto che il centrodestra ora taccia su Guardiagrele è indicativo, a mio modo di vedere, che la difesa dell'ospedale fosse solo strumentale. Probabilmente sarà una giunta Pdl a guidare la regione per i prossimi 5 anni, con un rimpasto (o con marionette posizionate qua e la) che riproporrà ad occhio e croce lo stesso "esecutivo" che creò il buco da 1.760.000.000 di euro.

Anch'io, come tanti altri siamo ansiosi di vedere come farà questa nuova giunta a tutelare ospedali per cui, durante il suo precedente governo, aveva già emesso una sentenza di morte e di cui, in questi due anni, si è innalzata a paladina.

L'arte di falsare le notizie

dalla tv alla rete.

scritto da Angelo Primavera

Se si apre la prima pagina di google news, in rilievo abbiamo due notizie. La prima porta questo titolo: "foto hard sul web: 16enne si suicida";  la seconda invece ha questo titolo: "terrorismo, sgominata cellula pronta per la Jihad", con un sottotitolo che spiega che tale cellula è stata individuata in provincia di Bologna e che era pronta ad agire.

Ora dove sta l'arte di falsare le notizie? Semplice nel dare un titolo shock (la gente legge oggi giorno quasi solo titoli e/o sottotitoli per motivi di tempo) e poi mettere solo in fondo particolari non di poco rilievo, nella speranza che il lettore non arrivi sino in fondo alla notizia.

Ad esempio, nel caso della 16enne, si racconta tutta la storia di lei, a cui sono state scattate foto "hard" poi messe su internet dall'ex fidanzato giungendo poi alla fine dell'articolo con questa frase: " Non è detto che le due cose (suicidio e immagini, ndm), come spiegato dai carabinieri, siano direttamente correlate: le indagini sono in corso. In pratica si tratta di un'ipotesi tra le tante ancora da confermare. Attendiamo ora i dibattiti sui pericoli della rete che arriveranno a rimorchio, con Lucignolo pronto ad assumere all'istante l'ex fidanzato della ragazza.

Per quanto riguarda invece la cellula terroristica, che presentata con un simile titolo genera il panico tra la gente facendo percepire un pericolo per l'Italia, sempre in fondo all'articolo si specifica che l'obbiettivo di questi reclutatori di martiri era di mandare kamikaze in Afganistan ed Iraq.
Non che questo renda questi soggetti meno pericolosi o che non bisognasse fermarli, ma lasciare questo particolare alla fine dell'articolo offre solo una interpretazione: ora che il problema "Sicurezza" è svanito con la militarizzazione delle città, c'è da alimentare la paura di un terrorismo pronto a colpirci, in modo da giustificare magari ulteriori misure di limitazione delle libertà individuali degli Italiani e qualche ennesima crociata folle sotto comando Usa nel mondo.

In conclusione vorrei richiamare l'attenzione sull'articolo del sole24ore che chiama "forze di pace" (virgolettando la definizione) le forze armate russe che hanno invaso il territorio georgiano in risposta all'attacco di quest'ultimo. Una definizione che aiuta a capire quale sia il concetto di forze di pace, anche Italiane, nel mondo.

Ecco cosa offre l'informazione Italiana. Anche il web, piano piano inizia ad esser colonizzato da sedicenti testate di origine sconosciuta che affollano la rete di notizie falsate. Tutti pensano a difendere la libertà della rete, ma credo che dovremmo iniziare a difendere noi e gli altri proprio dalla libertà della rete. Una libertà che consente di creare un caos che fa solo il gioco di chi dal caos e dalle divisioni che genera, può trarre vantaggio. Naturalmente niente censure, solo un po' di buonsenso.

Buona olimpiade a tutti!

commento al messaggio di G. Napolitano pubblicato su Guardiagrelesociale.it

scritto da Angelo Primavera

Sarò impopolare, griderete al vilipendio, ma come di certo mi aspettavo, Napolitano ha dimostrato per l'ennesima volta come la sua capacità di essere garante di qualsivoglia diritto, sia in ambito nazionale, che internazionale, sia un qualcosa di veramente risibile. 

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Ospedale terminale

i "medici" si dicono ottimisti, ma il quadro clinico è tutt'altro che positivo!

scritto da Angelo Primavera

Ospedale moribondo il nostro, con reparti e servizi sempre più esigui, personale all'osso. A breve si riapriranno i dibattiti, ma se nemmeno il "prode Damiano" decide di turbare le masse durante le vacanze (vacanze sacre quanto il santo, Donato per la precisione, usato da testimonial per propagandare La Destra) evidentemente non si comprende la gravità di ciò che accade.

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Tagliamo tutto, purché non si tagli l'ingiustizia.

La manovra di Tremonti taglia i fondi per ministeri ed enti locali. Ma esiste un'alternativa?

scritto da Angelo Primavera

Bonaiuti dice: "Una finanziaria che non mette le mani in tasca agli italiani!". La finanziaria no; i disservizi dovuti al taglio netto delle spese ai ministeri ed agli enti locali si. Perché sia chiaro, i servizi che il pubblico dovrà tagliare a causa di un limitato budget di spesa, li pagheranno i singoli cittadini, rivolgendosi ai privati, con ovvio aggravio per le fasce di reddito più basse. 

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Il caso Olmert

Dal blog "Voglioscendere"

scritto da Angelo Primavera

Ora d'aria
l'Unità, 5 agosto 2008

L’altra sera, in quella parodia di telegiornale che si fa chiamare Tg1, il ridanciano Attilio Romita annunciava giulivo come quarta notizia del giorno che “prende sempre più piede la moda dell’aperitivo in spiaggia… e allora cin-cin in riva al mare!”. In compenso, a una settimana di distanza, si attende ancora un servizio che metta a confronto Italia e Israele in relazione a una straordinaria coincidenza (entrambe le democrazie hanno il premier sott’accusa per corruzione) e a un’altrettanto straordinaria differenza: in Israele salta il premier sotto processo, in Italia saltano i processi al premier. Per legge. 

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Città Militarizzate

non è solo il solito show!

scritto da Angelo Primavera

Guai a sottovalutare il provvedimento che rende operativo il controllo militare delle principali città italiane. E' vero, con un governo vero quanto una fiction, che si propina in effetti speciali per cercare di sopperire ai vuoti politici e soprattutto per tamponare l'impatto decisamente negativo delle leggi ad personam ed oggettivamente (con o senza sentenze) incostituzionali, è difficile prendere sul serio certe cose.

Ma dobbiamo farlo. Accettare passivamente una militarizzazione delle città per far fronte a scippi e borseggi a fronte di tagli alle forze dell'ordine ed alla magistratura (quelli per intenderci che indagano e processano mafiosi, corrotti e potenti) è un errore che non va commesso.

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Il (Del) Turco cagionevole.

il teatrino delle "condizioni di salute" va in scena puntuale

scritto da Angelo Primavera

Incredibile come siano cagionevoli di salute politici, industriali e grandi imprenditori non appena si trovano con le manette ai polsi. In genere non si fa a tempo a metterli dentro che subito si manifestano problemi di salute, si parla di aggravamento delle condizioni fisiche e psichiche. Nel caso di Ottaviano Del Turco poi si dice esplicitamente che sarebbero le ripercussioni psicologiche della detenzione a mettere a rischio la sua salute.

Si finisce dunque nel ridicolo. Di fatto il carcere non è un albergo a cinque stelle in cui andare a passare una villeggiatura. Il carcere è un luogo di detenzione, che dovrebbe si riabilitare il cittadino, ma di certo non offrendogli una vita agiata. Scrivere boiate simili sui giornali, tese ad impietosire l'opinione pubblica ed a giustificare eventualmente un'istanza di scarcerazione, a mio avviso non può che far male all'immagine già compromessa di un uomo che seppure non dovesse risultare colpevole per ogni capo di accusa, è evidentemente invischiato in un qualcosa che ha portato alla devastazione della sanità pubblica abruzzese.

I giornali dovrebbero dar spazio zero a queste "dichiarazioni" perché sono l'ennesima dimostrazione di come non solo la giustizia, ma anche la comunicazione non è uguale per tutti. Oppure dovrebbero sentire medici e legali di qualsiasi detenuto delle nostre carceri. Scoprirebbero che tutti, all'interno di un carcere, si trovano in condizioni di disagio fisico e psichico, probabilmente anche peggiori di quelle dell'ex Presidente. Perché si può chieder pietà per Del Turco e non per tutti gli altri?

Del Turco affronti da uomo ciò che gli sta accadendo, si difenda con i denti e se la possiede, mantenga un po' di dignità. Per la dottoressa che l'ha in cura e che ha fatto le dichiarazioni riguardo lo stato di salute dell'ex presidente, ho un consiglio: Se in carcere non fanno entrare libri con copertine rigide e l'arte aiuterebbe il suo paziente, invece che aprire la pista ad un'istanza di scarcerazione per motivi di salute, si informi su una tecnologia a basso costo e facilmente reperibile che potrebbe risolvere il problema: Le fotocopie.

Sentenza sui fatti della Caserma Bolzaneto - G8 del 2001

Tratto da l'Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria

scritto da Danilo Zulli

bolzaneto.gif

Incassiamo come un pugno allo stomaco, con sconcerto e profondo schifo, la sentenza del tribunale di Genova riguardo le gravi violenze perpetrate ai danni di più di 200 vittime all'interno della caserma Bolzaneto nel luglio del 2001.
Anche questa volta, come tante altre, viene perpetrato uno dei più pericolosi crimini di Stato, già ampiamente collaudato in riferimento ai più terrificanti "misteri" della nostra storia: il tentativo di insabbiare la realtà dei fatti e di sottrarla alla coscienza pubblica chiudendo il caso con il sigillo di una sentenza confusionaria e maldestramente abbozzata; con una sentenza-fantasma che condanna solo per facciata e di fatto non punisce, tra indulto e prescrizione; con una sentenza-specchietto per le allodole che, con la giusta manipolazione mediatica, cancella le gravi responsabilità di uomini delle forze dell'ordine e di figure istituzionali che hanno tenuto un comportamento riconducibile ad un clima da carceri cilene di Pinochet.
Una delle pagine storiche più vergognose archiviate, ancora una volta, con un buffetto sul muso di questi cani da guardia del potere.
Nel dibattito riguardante la giustizia, che riempie giornali e telegiornali di questi giorni, tra le tante chiacchiere inutili, volte solo a confondere le acque, manca l'unica e più reale visione: la giustizia in Italia ha sempre sofferto il peso troppo ingombrante di burattinai pseudo-oscuri che hanno consolidato il proprio potere macchiandosi dei più gravi reati e godendo della più solida immunità di fatto.
Il lodo Alfano scrive su carta quella che una prassi già consolidata.
La giustizia in questo paese quasi mai è stata compagna fedele della verità; lo confesserà forse sul letto di morte che gli sta preparando questo governo.
Perché non scrivere nelle prossime sentenze per casi di tortura istituzionale che sono le vittime a cercarsi le vessazioni, per puro piacere masochistico, e i torturatori in divisa non fanno altro che lavorare per il prossimo?
 

Scendiamo in piazza

piccola parentesi in attesa di riavere un pc!

scritto da Angelo Primavera

Finalmente cinque minuti di tempo ed un pc (purtroppo non mio) per tornare a scrivere qualcosa su questo sito.
Penso che i recenti avvenimenti, il susseguirsi di proposte e disegni di legge definiti da "vergogna" a "canaglia" forse iniziano a far venire qualche dubbio anche ai più dormienti degli italiani, o almeno lo spero di cuore.

E così Il duce d'asfalto col tacco rialzato, fiero patriarca della moderna campagna anti legalità, sta compiendo nei primi cento giorni quello che anche i più pessimisti di noi si aspettavano avrebbe dovuto impiegare mesi se non anni a fare. Di fatto, tra decreti e disegni di legge su sicurezza, rifiuti, e giustizia, si salva dai processi, blocca la macchina giudiziaria, blocca la stampa e l'informazione ancora indipendente, elimina il diritto di manifestazione del libero pensiero e crea un precedente pericoloso di un governo che decide unilateralmente e con la forza imponendo le sue scelte ai cittadini. Nessuno che chieda più che fine ha fatto la cordata per salvare Alitalia, ne come e quando risolverà il problema rete4 che ci costa 350.000 euro al giorno di multa.

La democrazia forse non c'è veramente mai stata in Italia. La prima repubblica dei governi mafiosi, piduisti, e delle tangenti non era democratica a mio avviso, così come la seconda del conflitto d'interessi, della legittimazione morale a delinquere, delle disuguaglianze dinanzi alla legge e delle discriminazioni razziali. La prima però si impegnava a conservarne almeno una parvenza.
In qualche modo, che si getti via la maschera e si mostri l'Itala per quello che è, ovvero una sorta di dittatura oligarchica guidata da gruppi d'interesse economico, forse potrebbe essere positivo al fine di ottenere una presa di coscienza collettiva. Ma la vedo dura.

Io dal canto mio penso che tutto ciò che possiamo fare è parlare con la gente, con i nostri vicini, con le persone che incontriamo per strada ed incuriosire gli altri, spingerli alla ricerca degli arcani che si celano dietro provvedimenti spot. Dobbiamo cercare di trascinare la gente in piazza, ma non tanto per manifestare, quanto per strapparla alla finzione di un mondo virtuale fatto di tv ed internet e riportarla ad una realtà fatta di storie umane vere, che hanno una faccia, una voce, un odore che ogni giorno ti vivono affianco.

Dobbiamo riformare delle comunità, creare momenti di dialogo e di confronto per unire le varie isole che noi siamo. Credo sia l'unico modo efficace di muoversi, seppure si parla di un processo lento ed ambizioso, anche perché, per chi non è più abituato a vivere gli altri se non per uso ludico-ricreativo o professionale, l'approccio è quantomeno ostico.

Rifiuti in Campania: "L'emergenza che non c'era"

Inchiesta RaiNews24

scritto da Danilo Zulli

Un'inchiesta di M. Lasagna per conto di RaiNews24 che prende spunto dall'intervista all'assessore all'ambiente della regione Campania W. Ganapini fatta da Matteo Incerti del Meetup di Napoli e dall'intervista fatta da Giulio Finotti al geometra che presedieva i lavori della discarica di Lo Uttaro.

L'inchiesta, in base alle dichiarazioni di Ganapini e del geometra, dimostra come la cosiddetta "emergenza rifiuti" in Campania in realtà è architettata ed orchestrata dall'alto affinché perduri nel tempo, tra discariche mai utilizzate e discariche "legali" costruite durante questi anni di commissariamento non a norma ed inquinanti.

 

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Aggrediti tifosi spagnoli a Milano

Prima gli insulti degli italiani che erano vicini a loro sul sagrato del Duomo

scritto da Danilo Zulli

Dal Sito Corriere.it.

MILANO - Dopo la vittoria della Spagna contro l'Italia, un centinaio di tifosi iberici che assistevano alla partita di fronte al megaschermo montato in Piazza Duomo a Milano, assieme a circa 2.500 persone, sono stati aggrediti dalla folla e costretti a fuggire dalla piazza. Prima gli insulti degli italiani che erano vicini a loro sul sagrato del Duomo, poi l'aggressione da parte di alcune decine di tifosi che brandivano caschi e bottiglie di vetro.

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Roberto Corradi: Il doppiaggio che diventa satira.

quando si ride per non piangere.

scritto da Angelo Primavera

Ai lettori del blog oggi offro pillole di satira forse inconsapevole, ma decisamente splendida.
Il sito di Roberto Corradi è uno dei luoghi in cui è più divertente sostare quando si è alla ricerca di un po' di buon umore e soprattutto di un sorriso, anche quando si sfiorano tematiche sulle quali, ahimè c'è ben poco da ridere.

A voi ed a me dunque buona visione: ogni tanto è il caso di distendersi un po', altrimenti, a prenderle tropp sul serio queste cose, si finisce al manicomio!

Archiviazione per De Magistris

Che si sappia: indagar politici in Italia è reato!

scritto da Angelo Primavera

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"...che si sappia: indagar politici in Italia è reato!"

Quando scrissi questa frase nel pezzo Irreality Show si era in piena bufera giudiziaria e nella polemica sulla procedura di trasferimento ai danni di Luigi De Magistris e di Clementina Forleo. Il potere politico con la complicità dei media e di un CSM si sempre pronto a tranciare le gambe ai giudici "indipendenti", si scagliarono contro questi "eretici" ovvero quei giudici che semplicemente indagano chiunque, cercando di applicare quella frase, oggi quasi priva d'ogni senso che dice: "la legge è uguale per tutti!".

L'avocazione delle inchieste e la condanna del Csm furono la logica conclusione di quella storia, iniziata con una segnalazione dei colleghi di De Magistris al guardasigilli Mastella (sotto indagine), il quale controfirmò la richiesta di trasferimento urgente per il Pm. I motivi? "De Magistris agiva senza rispettare le regole".

Personaggi romantici verrebbe da dire, quei magistrati che credono ancora oggi, nel 2008, che le leggi servano a mantenere, in uno Stato di diritto, il principio d'uguaglianza secondo cui, chi si presume commetta un reato, fosse anche un vertice politico, giudiziario o economico, vada indagato e qualora vi fossero le prove sufficienti, rinviato a giudizio e condannato.

Ieri, nel silenzio mediatico assoluto, è giunta la richiesta di archiviazione per il PM De Magistris. Secondo la procura di Salerno (competente per l'indagine) Luigi De Magistris "Non solo ha agito in maniera assolutamente legittima e corretta, ma è stato vittima di pressioni e interferenze relative ai risultati ottenuti con le sue inchieste."

I reati ipotizzati per De Magistris erano: calunnia, abuso d'ufficio e rivelazione del segreto d'ufficio. Per la procura di Salerno non sono stati commessi. Anzi vi sarebbero "insussistenza di illegittimità sostanziali o procedurali penalmente rilevanti ovvero di condotte abusive addebitabili nell'esercizio delle funzioni giudiziarie del De Magistris [...] i risultati investigativi ottenuti, la natura e la cadenza degli interventi subiti a causa della intensità delle sue indagini e il complesso materiale probatorio acquisito, ha consentito di riscontrare la bontà della sua azione inquirente, nonché di ricostruire la sequenza ed il contenuto degli atti procedimentali appurandone la correttezza formale e sostanziale".

Ma la procura di Salerno non si ferma qui. Da ampiamente ragione a De Magistris sulla questione delle pressioni e delle persecuzioni (da ambienti sia politici che giudiziari) che avrebbe subito nel corso delle sue indagini. (leggi l'articolo di La Repubblica.it)

In più la Procura di Salerno afferma che alla richiesta di poter visionare le carte dell'inchiesta "Why Not" (quella per intenderci in cui De Magistris aveva inserito anche Mastella) c'è stato un rifiuto della Procura di Catanzaro con la motivazione che "l'inchiesta è ancora in corso".

Insomma, morale della favola: Luigi De Magistris, secondo la Procura di Salerno, incaricata di indagare su di lui e su il suo operato, non ha commesso alcuna infrazione penalmente rilevante ed alcun reato (quindi ha rispettato le regole), bensì ha subito interferenze e pressione da una serie di poteri (economico, politico e giudiziario) che si sono compattati per impedirgli di proseguire nel suo lavoro.

A questo punto, in un paese normale, si solleverebbe una voce congiunta a chieder spiegazioni al Presidente della Repubblica Napolitano, che tra le altre funzioni (su cui appare spesso latitante) è Presidente del Csm in qualità di garante dell'indipendenza della magistratura.

A questo punto, in un paese normale, verrebbero chieste a gran voce le restituzioni delle inchieste ingiustamente sottratte al Pm e di indagare sull'ambiente giudiziario di Catanzaro e sui legami politici che esso ha.
In un paese normale. Ma in un paese dalla coscienza addormentata, nessuno si accorge di come questo sia l'ennesimo atto incostituzionale a garanzia dell'impunità dei potenti, nonché dell'infiltrazione del malaffare sin nel cuore delle nostre istituzioni.

Fonte della notizia: La Repubblica.it

QUIT: questionari utili (per imbottire di farmaci) tutti!

l'allarme Ritalin giunge in Italia

scritto da Angelo Primavera

Cosa sono i Quit? I QUIT sono questionari che servirebbero, in linea teorica per la diagnosi precoce dell'Adhd (Sindrome da deficit di attenzione ed iperattività), ovvero una controversa patolgia mentale che ritarderebbe lo sviluppo e l'apprendimento dei bambini.

Questi test servono, ufficialmente, per indagare il temperamento dei bambini in età prescolare e scolare (nidi e primarie).
Di fatto sono invece una porta per l'introduzione all'uso di trattamenti a base di psicofarmaci sui bambini troppo vivaci o distratti.

Vi invito a leggere questo pezzo, che nel dettaglio spiega meglio la vicenda ma nel complesso l'allarme è che questi test sono semplicemente dei sistemi per "scovera malati nei soggetti sani".

Questo a quale pro? Al solito, nel sistema di mercato bisogna sempre cercare chi ci guadagna. Chi ci guadagna sono le industrie farmaceutiche che producono gli psicofarmaci che servono alla "cura" di questi disturbi. Un fenomeno che fu trattato all'interno di un'inchiesta di Paolo Bernard mostrata da Report che trattava di informatori scientifici (quelli che illustrano i farmaci ai dottori) che per ottenere prescrizioni fanno (quasi tutti secondo l'inchiesta) omaggi e regali ai medici, del peso della politica delle multinazionali del farmaco sulle epidemie dilaganti del terzo mondo ed in ultimo sull'uso di psicofarmaci (a quei tempi illegali) per curare i bambini.

Il business, non guarda in faccia a nessuno. Ciò che poi fa venire la pelle d'oca è che per bimbi a cui vengono diagnosticati tali disturbi la cura è uno psicofarmaco che in Italia, sino a qualche anno fa era illegale ed inserito nella tabella A delle sostanze stupefacenti insieme ad Eroina, Cocaina ed altre: il Ritalin.

Il Ritalin è una sorta di Anfetamina sintetizzata che renderebbe i bambini mansueti docili ed attenti. In pratica il sogno di ogni maestra professoressa o madre esasperata di questo pianeta.
Il problema è che essendo una droga di classe A provoca danni gravi al bambino.

In America, associazioni di genitori, psicologi infantili, di medici di famiglia, giornalisti, combattono da anni contro questa terapia. Ma per ora la forza delle multinazionali farmaceutiche che possono contare su un bell'esercito di "Luminari" a libro paga hanno la meglio.

Drogare i nostri bambini non è una terapia. E' solamente il modo più semplice di creare nuovi tossici, mansueti e facilmente addestrabili. Il cittadino perfetto.

Io ho fatto un apposito questionario per stabilire il deficit...il risultato dice che: "è consigliabile consultare un esperto perché c'è alta probabilità che io ne sia affetto".

Vi lascio alle vostra amare considerazioni e soprattutto vi prego di fare molta attenzione qualora docenti o altri, vi suggeriscano di contattare psicologi. Se questi ultimi vi diranno che la soluzione è una terapia farmacologica per "aiutare" i vostri figli, ditegli che vostro figlio forse non sarà uno scienziato da grande, ma è vostro obbiettivo primario permettergli di rimanere un essere umano libero e sano.

dati sul fenomeno

I numeri dell'Abruzzo:

1.384, il numero di minori ai quali attualmente vengono già somministrati psicofarmaci (tutte le patologie) in ABRUZZO per tentare di risolvere i loro disagi
(fonte: Istituto Mario Negri)

3.517, il numero di minori che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione in ABRUZZO, potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci
(fonte: Ministero per la Salute, Progetto "Prisma")

16.000, il numero di minori che soffrirebbero di disagi o turbe mentali (tutte le patologie) in ABRUZZO, potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci
(fonte: Ministero per la Salute, Progetto "Prisma")

4, il numero di Centri Regionali per la somministrazione di psicofarmaci stimolanti ai bambini che stanno venendo attivati in ABRUZZO
(fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero per la Salute)

http://www.giulemanidaibambini.org/

In ultimo ricordatevi che non esiste nessuna prova scientifica certa del fatto che gli psicofarmaci guariscano i disturbi che si presume debbano curare e che da quando sono stati introdotti, il numero di patologie mentali è costantemente (casualmente?) aumentato.

Moniti dal Colle

Napolitano preoccupato...

scritto da Angelo Primavera

Essere il primo Presidente Della Repubblica al quale Silvio Berlusconi non rifiuta la propria partecipazione al rinfresco di Montecitorio per me (fossi Napolitano) sarebbe motivo di riflessione.
Il fatto che questo avvenga a seguito di un discorso che esterna la preoccupazione del Capo Dello Stato riguardo il clima che si respira oggi in Italia mostra a mio avviso come la tra il colle e l'Italia si sia instaurato un velo di nebbia perpetuo che non offre una visibilità al di la del naso della più alta carica dello Stato.

Infatti il monito sul clima di discriminazione e ribellione del paese, privo di un invito ad una politica meno intrisa di pregiudizi raziali, etnici ed ideologici, nonché capace di risolvere le problematiche del paese senza l'uso di esercito e manganello, da la misura della debolezza del Quirinale in questo momento.

Il ruolo sopra le parti che deve ricoprire la figura del Presidente della Repubblica, non può essere un alibi al perpetuo ignorare (durante i diversi messaggi alla nazione di questi anni) la degenerazione della politica Italiana e soprattutto l'ormai non più lento lavoro di distruzione della stessa cultura, dei valori e dalla coscienza del popolo italiano.

Infatti va da se che ormai oggi, i sentimenti popolari vivono sull'onda della percezione delle cose non più tanto affidata alla realtà del quotidiano (precariato, sanità, sicurezza sul lavoro ed affini), ma all'enfasi ed al suono dei titoli di giornali e telegiornali.

La televisione sostituisce gli occhi dei cittadini e la televisione da due anni non dice altro che: "sicurezza! sicurezza! sicurezza!". Con tutta una serie di capri espiatori esposti come al banco carne di una qualunque macelleria, con a rotazione una coscia d'immigrato, piuttosto che un'ala di comunista, o un macinato misto di terrorita e Cogne, al cittadino è servita una dieta a base di paura. Come sulla carne al banco non c'è l'etichetta di provenienza. Ci si fida del macellaio (consumatori furbi che siamo!). Nessuno indaga sull'origine del prodotto "paura" denominato sempre più spesso "emergenza"; lo prende si per buono e lo si consuma.

Chi non ha paura non è coraggioso, ma stupido e questo è un dato di fatto. Ma la paura, come ogni istinto di cui si alimenta l'anima, se consumato in dosi massicce porta le masse alla degenerazione e gli individui all'isolamento.
Se sommiamo la paura dell'immigrato, alla paura del comunista, alla paura del terrorista, alla paura del vicino che da un momento all'altro può entrare in casa tua e farti saltare le cervella, alla paura del Rom che ti ruba il bambino, alla paura di non arrivare a fine mese anche per colpa delle bollette che solo il nucleare può risolvere, alla paura dei rifiuti che è meglio respirare o sotterrare piuttosto che ricilare, otteniamo una specie di Supradin dell'Insicurezza che, dosi massicce somministrate dai media ogni giorno, rende gli individui paranoici.

La paranoia porta come logica conseguenza il pregiudizio e la discriminazione, ma non solo: la paranoia va curata ed il cittadino non ha ancora capito che la cura della grande casa farmaceutica del potere è solo un anestetico. Un anestetico che costa caro, perché ad ogni paranoia anestetizzata, corrisponde una cura che si paga in diritti. Qualche esempio?

Paura immigrazione? Prezzo della cura: negazione dei diritti umani. Paura terrorismo? prezzo della cura: restrizioni delle libertà individuali ed allargamento dei "Segreti di Stato". Paura per i rifiuti? prezzo della cura: eliminazione dei diritti costituzionali, attravrso l'uso della forza, a manifestare il dissenzo a difesa del proprio diritto alla salute (inceneritori e discariche hanno un qualcosa in comune: cancri e malformazioni genetiche), ed alla tutela del proprio patrimonio ambientale.

Per non parlare poi della più inverosimile delle paranoie, la privacy violata dalle intercettazini, che la cui cura costa il divieto di pubblicazione di intercettazioni, atti riguardanti indagini in corso (non coperti da segreto), che hanno rilevanza pubblica. In poche parole il prezzo è diritto all'informazione, che rappresenta l'unica arma di difesa del cittadino dagli abusi dei poteri politico e giudiziario.

Napolitano si preoccupa sempre, ma ciò che ci si aspetta dal Presidente della Repubblica, è che svolga la sua funzione principale: garantire i diritti costituzionali e combattere tutto ciò che mira a minarli, fosse un nemico straniero, una rinascita nazi-fascista o comunque dittatoriale, o l'uso sfacciatamente strumentale dei mezzi di comunicazione. Napolitano non è stato eletto per preoccuparsi, ma per agire in ogni modo, entro i criteri costituzionali.

Si riprendano in mano i libri di storia. Hitler iniziò la sua folle guerra creando il mito della razza ariana e la paranoia (fobia) della razza ebraica, millantando una grande Germania e trasformando lo spirito patriottistico e di amore della patria in nazionalismo deviato e Xenofobo. La grande paranoia di Hitler, gli ebrei, divenne la paranoia di un popolo, così come la sua megalomania. Quando i tedeschi si resero conto del punto a cui Hitler li aveva condotti, era troppo tardi. Molto di questo discorso si può poi traportare sul Fascismo.

Per dirla alla Guccini: "parole diverse, le stesse prigioni". E' vero, l'Italia ha problemi che vanno risolti ed in fretta. Ma i problemi dell'Italia sono irrisolvibili se non è un popolo coeso e coraggioso a sorreggere e vigilare l'azione politica, in un'ottica di tutela dei diritti di tutti, con una partecipazione attiva e consapevole.

Ospedale di Guardiagrele e crisi sanitaria.

Il silenzio è il danno peggiore.

scritto da Angelo Primavera

La Destra affige manifesti con richieste di dimissioni del Sindaco ormai da un anno buono. Denuncia una situazione al limite che preoccupa la popolazione e sta polverizzando la fiducia (già molto compromessa in quest'ultimo anno) nell'amministrazione comunale, regionale e nella politica in generale. Sui fini politici ognuno può dire la sua, ma di fatto almeno ha il merito di rompere il silenzio.

Ad oggi, nonostante gli allarmi sulla chiusura per ferie dei reparti "d'eccellenza" rimasti, sul ridimensionamento del laboratorio analisi accorpato al prontosoccorso, e su tutta una situazione che sta letteralmente collassando, l'amministrazione tace.

La preoccupazione poi in questi giorni aumenta a fronte degli esiti dell'incotro del governo regionale con quello nazionale per cercare di evitare un nuovo aumento delle imposte regionali sulle imprese (già al collasso) necessario, se non vi saranno interventi dall'alto, a tamponare la crescita del debito sanitario che continua ad aumentare nonostante che il piano di riassetto (approvato solo in marzo se non erro) sia in effetti già in azione da un'anno almeno.

L'opposizione di centro-destra non si comprende bene in questa situazione, come spesso è accaduto durante tutto l'arco di questa crisi. Il "presidente emerito" Pace, dice di aver parlato direttamente con il ministero ammettendo che il debito è suo, per aiutare l'Abruzzo nelle trattative. Ma pare lontano, il centro-destra, dal voler trovare un accordo con l'attuale maggioranza in Regione, rivendicando una volontà al dialogo tardiva da parte della giunta Del Turco.

Il silenzio va rotto e la questione va discussa al più presto, anche perché, a quasi un anno di distanza dalle promesse del 14 Luglio, il depliant che avrebbe illustrato nel dettaglio i provvedimenti del riassetto sanitario riguardanti il nostro presidio ospedaliero non si è mai visto.

Le sorti dell'ospedale hanno già diviso questa comunità. Le non "alternative" al piano, de La Destra e del Centro-Destra, oltre il silenzio di quest'ultimo dopo la campagna elettorale, oggi rendono il cittadino sfiduciato su entrambi i fronti. Nessuna forza politica parla alla cittadinanza in termini di fatti, prospettive concrete, errori e proposte, con senso di responsabilità ed autocritica.

Le critiche al piano di riassetto, al come è stato prima attuato e poi approvato (modalità al quanto discutibili sia sul piano formale e politico che su quello democratico), ai suoi criteri, alle informazioni incomplete, al fatto che trovata la situazione tragica si sarebbe dovuto lavorare in totale trasparenza e con il coinvolgimento dei cittadini invece che nell'ombra, sono legittime.

Di fatto alla luce di ciò che accade, la nostra salute è precarizzata, affidata alla speranza di non aver bisogno di un sistema sanitario attualmente allo sbando, nella confusione, dove a Chieti si lavora con 1/3 del personale necessario, e vi sono brande che stazionano nei corridoi, file assurde agli sportelli, e disagi enormi anche per i malati di patologie gravi quali il cancro, mentre la struttura Guardiese rimane come una cattedrale nel deserto, la cui vocazione specialistica appare più teorica che pratica.

I benefici sul bilancio del piano di rientro, stando a ciò che si evince dalle dichiarazioni della maggioranza, hanno tempi lunghi ed in parte sono ancora da verificare. Nel frattempo la corsa del debito non si è arrestata, sfondando ampiamente quota 2 mld di Euro ed i disservizi si moltiplicano insieme ai disagi.

In questo momento tragico dell'Abruzzo, è fondamentale compito di tutti i partiti rinunciare ad ogni strategia o interesse di bottega e compattarsi per trovare una soluzione assolutamente necessaria ai cittadini d'ogni colore e bandiera. E dato che questo sul fronte del Consiglio Regionale, stando a quando emerso dall'ultimo confronto sul tema al Garden, accadeva in tempi in cui c'era spazio per produrre invece un'alternativa, sarebbe il caso, vista la necessità (almeno momentaneamente), di tornare a quel clima soprattutto nella comunicazione ai cittadini, magari iniziando a parlar loro direttamente e non solo a mezzo stampa.

Le speculazioni sulle responsabilità del disastro avranno tempo per essere attuate nelle prossime campagne elettorali per entrambi gli schieramenti. Infatti se il centro-sinistra ha "gestito male" la crisi, dando una mazzata impressionante ai territori interni e più svantaggiati, un piano di riassetto sanitario alternativo di centro-destra non è mai stato presentato ne durante il suo governo ne durante questo periodo all'opposizione e che il centro-destra ha la responsabilità politica dell'ammotare di 1,7 Mld del buco della santità abruzzese, come da stessa ammissione di Pace.
Quindi ce ne sarà per tutti.

Ciò che conta ora però è prendersi cura delle comunità, dei cittadini che non hanno più servizi o che faticano ad averne, dialogando con loro. Non si costringa il cittadino a prendere il forcone ed allestire la gogna. Il Senatore Legnini criticò questo atteggiamento dei guardiesi. Ai politici tutti vorrei ricordare che in genere, quando si allestisce la gogna è perché la gente rivendica proprio questo: vera democrazia.

La democrazia non vive di silenzi, accordi segreti (seppur in buona fede), ne di mezze verità. La democrazia vive di partecipazione e chi amministra ha il dovere morale, nonché politico, di confrontarsi con i cittadini prima che essi insorgano. Altrimenti sarebbe come in quei film, dove il cattivo, dopo averle prese, mentre si appresta a subire il colpo di grazia, dice: "Parliamone".

Il mio invito è a trattare l'argomento al più presto in una logica di confronto. Le forze di opposizione smettano di chiedere dimissioni, perché ora non servono dimissioni (specie al Sindaco che è l'ultima ruota del carro): al limite se ne parlerà a disastro scongiurato. Solo unita una comunità può affrontare questo dramma e magari avere mezza speranza di giungere ad una soluzione positiva.

La battaglia per l'ospedale di Guardiagrele, così come l'abbiamo avuto sino ad un anno fa, per i pochi che l'hanno combattuta, è persa . Ora si apre una battaglia più grande: la lotta della nostra comunità per limitare al massimo i danni e sopravvivere alla catastrofe.

Penso che ogni atteggiamento speculativo e propagandistico in questo senso è un danno all'interesse e della salute dei cittadini, nonchè un atto irresponsabile quanto il silenzo. Spero che questa riflessione tocchi anche chi, nell'arco di tutta questa vicenda, è stato anche a caccia di consensi, seppur (mi esprimo in buona fede) alimentato da vera passione politica e dalla stessa rabbia condivisa per ciò che ci troviamo a vivere.

Europa 7: La sentenza del Consiglio di Stato

Il governo decida sulla base della sentenza della Corte di Giustizia Europea.

scritto da Angelo Primavera

 

Estratto dalla dichiarazione della sentenza del Consiglio di Stato sulle frequenze in concessione ad Europa 7 ed occupate da rete 4 dal 1999.

«Sono pubblicate, in data odierna, le sentenze con le quali la Sezione VI:
1) respinge il ricorso in appello proposto da RTI s.p.a. contro Centro Europa 7 s.r.l. per l'annullamento della sentenza TAR Lazio, Sezione II, n. 9325/04 del 16 settembre 2004 ritenendo la persistenza del dovere del Ministero di rideterminarsi motivatamente sull'istanza di Centro Europa intesa alla attribuzione delle frequenze di cui al d. m. 28 luglio 1999, anche in applicazione della sentenza della Corte di giustizia del 31 gennaio 2008; [...]
5) respinge il ricorso in appello proposto da Centro Europa 7 contro ministero delle Comunicazioni ed RTI s.p.a. per l'annullamento della sentenza TAR Lazio, Sezione II, n. 9319/04, sentenza che aveva dichiarato inammissibile ed irricevibile il ricorso di I grado inteso all'annullamento dell'autorizzazione (d. m. 28 luglio 1999) a proseguire, con Rete 4, l'attività di radiodiffusione televisiva privata in ambito nazionale».

La sentenza cosa dice in soldoni?  che è il governo a dover decidere in base all'uso delle frequenze in applicazione della sentenza emessa dalla Corte di Giustizia Europea del 31 dicembre 2008. In pratica che è compito del governo quello di dare ad Europa 7 le frequenze che gli spettano.

Nel punto 5, contrariamente a quanto afferma Fedele Confalonieri, non v'è alcuna legittimazione alla presenza di rete 4. Semplicemente si respinge il ricorso sulla sentenza del TAR del Lazio. In pratica il Consiglio di Stato permette a Rete 4 di trasmettere sino alla decisione del Governo. Ma resta il punto 1: Il governo deve decidere in base alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, la sentenza che boccia la Gasparri e invita a dare ad Europa 7 quel che le spetta, spegnendo rete4 sull'analogico.

Aggressione ai giornalisti.

Il video dell'aggressione poliziesca al giornalista del Tg3

scritto da Angelo Primavera

La cosa che mi lascia più esterrefatto è che, data la notizia, nessuno ne abbia più parlato. C'era da discuterne, perché le forze dell'ordine dovrebbero garantire l'incolumità di chi è sul posto per informare i cittadini, non attentare ad essa.

I neofascisti di Forza Nuova fanno ronde punitive nella Roma dell'ex picchiatore fascista Alemanno: "non c'è movente politico", "solo balordi".
La polizia quando carica pesta senza far distinzione tra uomini, donne, anziani e giornalisti: "nella polizia come in ogni realtà ci sono mele marce".

Che i neofascisti picchiatori siano dei balordi, o che i poliziotti dal manganello facile siano mele marce, nessuno lo mette in dubbio. Il fatto che in entrambi i casi, queste realtà vengano minimizzate e quasi ignorate però fa riflettere.

Voi cosa ne pensate?

Calderoli ha ragione!

anche se le ragioni per il "no" a Lisbona sarebbero altre.

scritto da Angelo Primavera

Leggendo le notizie dei principali giornali on-line, m'è preso un colpo. La lega a favore di un referendum sul Trattato di Lisbona? No peggio! Calderoli che esprime riserve sulla questione e propone il referendum in prima persona!

Cosa c'è di strano?
Non credevo l'avrei mai detto in vita mia ma: sono d'accordo con Calderoli!

Questo è un fatto che mi ha destabilizzato parecchio, perché per un attimo ho temuto che Calderoli fosse d'accordo con me sul fatto che non sia ne giusto ne democratico che una costituzione venga approvata senza interpellare i cittadini e che l'apertura alla pena di morte in casi di "disordini e contestazioni" non meglio precisate (contenuta nella versione della costituzione europea modificata dal trattato), in contraddizione con la recente rogatoria contro la pena di morte delle Nazioni Unite, fosse un abominio!

Poi ovviamente ho letto bene la notizia, ed alla fine le motivazioni per cui bisognerebbe fare il referendum, secondo Calderoli, riguardano la limitazione del potere e della sovranità dei singoli Stati.  La cosa mi ha riportato la serenità, ma per un'attimo ho temuto  di trovarmi sulla stessa linea d'onda di Calderoli.

Daniele Luttazzi: La satira contro il potere.

dal video tratto da Satyricon a Teatro, alla critica ai blog.

scritto da Angelo Primavera

Daniele Fabbri, in arte Daniele Luttazzi è l'emblema della satira pura, che ne dicano i potenti. La censura sistematica a livello mediatico a cui è sottoposto da decenni (ricordiamoci che già nell'87 fu cacciato dalla Rai per una battuta sul Psi, proprio come Grillo), è forse il suo biglietto da vista migliore: diverso quindi scomodo.

Perché si censura Luttazzi? Perché è verbalmente volgare? Se fosse questo il motivo dovrebbero essere censurati almeno il 70% dei film USA, che invece vanno in onda. Poi se si intende la volgarità anche sotto altri aspetti, allora la televisione italiana dovrebbe essere una specie di schermo nero perpetuo. La verità è che seppur proietta a colori da anni, in effetti la televisione è un buco nero in cui sprofondano le coscienze degli italiani. La prova? Emilio Fede.

Ok, io non sono Luttazzi e quindi le battute è meglio lasciarle a lui che è certamente migliore di me. Però in un'appendice voglio inserire una critica sul rapporto tra satira e blog e sui blog di successo e potere che fa Luttazzi.
Luttazzi dice in un'intervista alla radio risalente al 2005.

Ho chiuso il mio blog (inteso come quotidiano commento ai fatti che avvengono) perché mi sono accorto che il blog crea un leader a cui gli altri si accodano. Il blog dunque crea potere e la satira è contro il potere. Quindi ho deciso di chiuderlo.

Ora, se cercate in rete il blog di Luttazzi lo trovate ancora attivo, ma non è un blog come ad esempio quello di Grillo. In genere si limita a battute secche su questo o quel fatto, o commenti critici abbastanza pacati. Insomma rimane nell'ambito, che ispira il ragionamento, ma senza plagiare il lettore.

Un particolare sul quale c'è molto da riflettere anche per me, che ogni giorno cerco di diffondere idee e buonsenso, ma che a volte forse, come nel post precedente, proprio non riesco ad essere così distaccato da non dare l'impressione di voler imporre il mio pensiero, forse perché, nonostante la mia buona volontà, neanche per me è sempre così facile rinunciare a questo "potere".

Secondo Luttazzi la rete è un narcotico, forse più potente anche della televisione e bisognerebbe combatterla perchè la gente deve uscire per strada, reimpossessarsi dei suoi spazi e di una coscienza propria.
Questa è una cosa abbastanza evidente, basta vedere quello che è riuscito a combinare Grillo con il suo blog. Ma è anche vero che viviamo sotto regime, privi di informazioni e l'unica speranza di completare o scovare informazioni censurate è la rete, seppur anche qui dobbiamo fare mille distinguo tra informazioni ed informazione.

Ad ogni modo, questo ragionamento, più che altro il ragionamento riguardante il rapporto tra blog e potere mi pare illuminante per una riflessione critica riguardo questo strumento e l'utilizzo che se ne fa. Una riflessione che dovrà portare anche il sottoscritto ad una profonda autocritica, perché in effetti, sapere che la gente sposa le tue idee inebria. Ma questa non è democrazia. La democrazia è quando la gente sposa le sue.

E pensare che questo signore, Daniele Luttazzi, quando si ha culo, lo si riesce a malapena a vedere a teatro. Dai ricercatori agli artisti, se hai intelligenza e talento, in Italia non c'è posto...ed a perderci sono sempre e solo gli italiani. 

Giù le mani dall'informazione!!!

tra i prossimi ddl in arrivo quello su intercettazioni, indagini ed atti processuali.

scritto da Angelo Primavera

Con il prossimo disegno di legge allo studio dal governo Berlusconi che annuncia una linea più dura addirittura del DDL "Mastella", o legge Bavaglio, probabilmente ci sarà la fine definitiva della democrazia in Italia.

Finirà così, nel silenzio, nell'ignoranza dei cittadini a cui non sarà più dato di sapere nulla ne su chi viene indagato e per quali motivi(cosa fondamentale da sapere per esercitare un vero diritto di sovranità popolare, perchè solo il cittadino informato può esser libero di scegliere, perché onestà e non colpevolezza sono due definizioni che hanno significati molto diversi) e ne sull'operato dei giudici.

Il "quarto potere", già abbastanza ridotto al lumicino in Italia grazie all'enorme conflitto d'interessi del Premier e di tanti politici sia di maggioranza che d'opposizione, che già oggi, a braccetto con le lobby economiche decidono cosa il cittadino può sapere e cosa no, quando entrerà in vigore questo disegno di legge (perché non c'è da sperare veramente che si inabisserà nuovamente), verrà definitivamente annientato.

Segreto di Stato sui siti per dicariche, scorie radioattive, centrali nucleari e nuove basi militari; reato di pubblicazione di interecettazioni ed atti anche non protetti da segreto. Centro-sinistra e Centro-destra protagonisti di una continuità d'azione impressionante.

Se questo disegno diviene legge, la democrazia non esisterà più. I cittadini questa volta dovranno assolutamente combattere a costo di una vera e propria sommossa popolare, di scontri contro l'esercito. Non si può rimanere inermi. 15 anni di Seconda Repubblica hanno demolito la magistratura; ora uccidono l'informazione. il potere si concentra nelle mani di un unico organo di Stato. I principi democratici non esistono più.

Se sino ad ora sono stato duro ma moderato, su questo tema mi si veda come un est