«Si prendano le impronte agli ultrà, non ai rom»
Famiglia Cristiana: Governo arrogante con i deboli, rom e immigrati
Rispetto al mio modo di pensare, di solito non vedo di buon occhio le dichiarazioni di Famiglia Cristiana, figurarsi se lo leggo. Però questa volta "sfogliando" il sito Corriere.it, ho letto con piacere quanto riportato, trovandomi d'accordo al 100%.
È agli ultrà del calcio che il ministro dell'Interno deve prendere le impronte, non ai rom. Famiglia Cristiana torna polemicamente sulla decisione di prendere gli impronte ai minorenni nomadi, con un accostamento ai recenti episodi di violenza nel mondo del calcio nell'editoriale del direttore Beppe Del Colle e nel commento non firmato «Di questo calcio possiamo benissimo farne a meno». Prendendo spunto dagli incidenti causati dagli ultrà del Napoli nella prima domenica di campionato per constatare che «passano i ministri, cambiano i governi ma gli ultrà godono della stessa impunità. I tifosi sono tanti, e votano (non sono rom o extracomunitari!)». Quindi «il calcio non si tocca! È meglio blandirlo, coccolarlo, perdonarlo e... magari comprarlo», con un riferimento abbastanza chiaro al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, proprietario del Milan. Si chiede Famiglia Cristiana: «Può una società civile offrire al "dio calcio" morti, feriti, treni devastati e città messe a soqquadro? A maggior ragione con un governo che ha vinto le elezioni sulla sicurezza e fa della "tolleranza zero" la sua missione. Davvero strano che si sia fatto sorprendere dai gravi fatti di Napoli! Sarà perché troppo impegnato a censire e schedare rom o a respingere gli immigrati, additati come "il pericolo numero 1" del Paese?». Non «si può essere forti e arroganti con i deboli (rom e immigrati), e pavidi e impotenti con chi tiene in scacco lo Stato e detta le sue leggi in vaste zone del Sud (vedi camorra, ’ndrangheta e mafia)». Poi un invito al ministro dell'Interno Maroni: «Sarebbe meglio se censisse questi violenti e incivili ultrà, e prendesse loro le impronte digitali e arrivasse a sciogliere le tifoserie organizzate, anche se ciò può dispiacere ai padroni del "circo calcistico", tra i quali si nascondono complici, favoreggiatori e pavidi», invece che «far apprire più sicure le nostre città con il censimento dei rom e i 3 mila soldati sparpagliati su tutto il territorio nazionale». Oltretutto, conclude Famiglia Cristiana, «costi e stipendi dei calciatori (anche mediocri) sono ormai "immorali": un vero schiaffo alla povertà del Paese».
































