1.400 euro a famiglia in più...ed i soldi?
A Chi ruberà Robin Hood per "donare" ai poveri?
1.400 euro circa all'anno di risparmio per le famiglie italiane. Questo, secondo "Il Sole 24 ore" è l'effetto delle prime azioni del governo Berlusconi. Un risparmio dovuto all'esenzione dell'Ici sulla prima casa, alla detassazione degli straordinari, alla rinegoziazione dei mutui.
In primo luogo, lo stesso giornale mette le mani avanti sui benefici dalla rinegoziazione dei mutui: <<dipenderanno dall'andamento dei tassi dal momento che 'congelare' la rata del mutuo comporterà contestualmente un allungamento dello stesso>>. Quindi tutto è in mano ancora a loro, le banche, le quali sapranno certamente come ottenere maggior profitto da questa ennesima situazione d'emergenza.
Per quanto riguarda la seconda misura. Prima di stabilirne il vantaggio che solo in certi casi (appartamenti delle grandi città) raggiungerebbe i 500 euro annui, si dovrebbero contare i danni per comuni ed enti. Infatti, dal momento che non si dovrà alzare la pressione fiscale ulteriormente, a subire i tagli saranno presumibilmente queste realtà.
A questo aggiungiamo la detassazione dello straordinario, individuata nell'ordine di circa 800 euro annui. 800 diviso 12 (mesi) da un totale medio di 66 euro mensili. Mezza spesa al supermercato, ma non certo una vera "rivoluzione" come sembrava dai toni della campagna elettorale, specie se subordinata ad una maggiore quantità di lavoro.
Poi anche quest'ultima misura sarà a carico dello Stato. Ora: dove taglierà Berlusconi per pagare tutto ciò che si va ad aggiungere alle spese legali per la detenzione di chi si macchia del reato di clandestinità nei cpt?
Berlusconi continua a spendere ma non spiega da dove prenderà i soldi per le spese che sta già facendo, in una situazione, quella attuale, che è pericolosissima dato il contesto attuale di "recessione" dei mercati internazionali, in cui solo una forte mediazione dello Stato nella ridistribuzione delle ricchezze potrebbe tamponare in qualche modo i danni prodotti ai più poveri dalla "economia speculativa di mercato!".
Per assurdo, proprio in questo senso, Giulio Tremonti riesce a stupirmi. Nell'incontro con i suoi colleghi europei sul taglio del 20% dei sussidi ad agricoltura ed allevamento, che poi è diventata sede di discussione sui biocarburanti, riguardo a quest'ultimo discorso ha detto: "E' un fatto positivo come dice il documento sull'energia che gli riserva una quota di produzione rilevante o un crimine contro l'umanità come dicono i no-global? Non vorrei fare il no-global,ma personalmente credo non sia la via giusta"
Insomma, da un lato a livello nazionale si sposa l'idea del libero mercato che gestisce democraticamente e giustamente la società ed i destini di chi ne fa parte; dall'altro, a livello europeo, si critica lo stesso meccanismo che rischia, attraverso i biocarburani e la debilitazione dell'attività agricola che deriverebbe dalla eliminazione di sussidi e finanziamenti, di divenire causa di genocidio nel mondo ed un pericolo per l'Europa.
Evidentemente in questo senso, per ciò che riguarda l'Italia, il veto di Berlusconi sulla politica economica di Tremonti è decisivo. In fondo non ci si stupisce, specie alla luce delle ultime dichiarazione in cui il Premier ha detto di voler essere interpellato su tutte le nuove nomine delle aziende statali.
Ma queste sono solo mie supposizioni. Tornando al concreto. Sappiamo che le famiglie pagheranno meno soldi al mese allo Stato. Ma quanto, in termini di servizi al cittadino costerà questo risparmio ad ogni famiglia non lo sappiamo.
La cosa che più "diverte" è che mentre queste cose vengono pompate da tutti gli organi di stampa, il costo in servizi di queste manovre resterà oscuro. Così che io mi troverò davanti l'ennesima vecchina che mi ricorderà come Berlusconi gli ha portato la pensione a 516 euro, ma che non si è mai resa conto di quanto, in quegli anni di governo, il costo dei servizi sia aumentato sino ad eliminare ogni beneficio di quell'aumento, costringendo oltretutto il governo successivo ad una finanziaria Killer per riportare i conti dello Stato (lasciati in disastro) a posto.
Berlusconi sta spendendo senza averne le risorse. Il contrario di quello che ha fatto Prodi. Questo porta a due considerazioni: o Berlusconi è un pessimo imprenditore che investe pur non avendo i soldi per farlo, o ciò che rimane dell'azione di Prodi gli consente di sperperare per le sue battaglie populiste il risultato dei sacrifici di milioni di Italiani. Ce ne sarebbe una terza: Berlusconi ha deciso che sarà il suo ultimo governo, quindi spende senza preoccuparsi di nulla, da fondo ad ogni risorsa finchè non mette a posto se stesso e le sue aziende e poi da la colpa alla crisi globale. Ma di un imprenditore coscenzioso, trasparente, onesto e pulito come lui, che ha a cuore il destino dell'impresa Italia, questa sarebbe solo una faziosa insinuazione senza fondamento alcuno.
































