Allarme mafia sulle zone terremotate.
La procura nazionale antimafia segnala che Cosa Nostra è già infiltrata in Abruzzo e pronta ad accaparrarsi appalti per la ricostruzione.
E' una regione sotto shock, che elabora un lutto, che cerca di riprendersi facendosi forza, puntando tutto sul volontariato. Le associazioni, i giovani e meno giovani di intere comunità abruzzesi come la nostra si stanno impegnando senza risparmio e senza sosta. Non ci si limita ad esaudire richieste, ma si cercano di prevenire ulteriori necessità.
Le associazioni e la cittadinanza attiva: gran parte di quella macchina, straordinaria per volontà, un po' meno per efficenzenza a causa di un coordinamento che a tratti lascia qualche perplessità, che sta cercando da una settimana di tamponare l'emergenza aquilana. Una spina dorsale del soccorso e dell'assistenza alla quale, per dire grazie, Tremonti fa un regalino niente male: Il 5 x mille ai terremotati. Per ora è solo una proposta, ma sembra abbastanza verosimile date le logiche sinora espresse dal centro destra.
Sembrerebbe una buona idea se non fosse per un particolare: proprio il 5 x mille è di fatto una delle risorse principali per tanto di quel volontariato che conta, più che mai, in momenti come questi.
A Tremonti non interessa. Non interssa al governo che è troppo occupato a compiere l'ennesimo tentativo di epurazione su Santoro.
Dunque, in un momento dove il volontariato fa la differenza, che si fa? Si toglie al volontariato, ovvio!
Perché mai ipotizzare ciò che tanti hanno chiesto, ovvero la rinuncia ad opere pubbliche insensate, come il ponte sullo stretto di messina, che oltre ad essere di suo oggetto di forti perplessità tra gli ingegneri di tutto il mondo, si andrebbe a collocare in una delle zone a maggior rischio sismico del nostro Paese.
La ricostruzione spetta agli Aquilani, a loro le decisioni, con la vigilanza di magistratura ed una trasparenza che consenta il controllo della società civile; non al governo. In più l'allarme lanciato dalla procura nazionale antimafia è serio. L'Abruzzo è già penetrato da Cosa Nostra che certamente proverà ad entrare negli appalti della ricostruzione.
Che poi, la "New Town", come ricorda questo articolo de "L'Espresso", non è affatto una promessa mai sentita. E' la replica del proclama fatto da Berlusconi a San Giugliano nel 2002 ed ovviamente dimenticato dal premier stesso. La politica si è voluta far vedere "vicina" ai cittadini, pranzandoci insieme. Ma in quanto a provvedimenti, ci sarà da attendere per vedere quanto questa vicinanza sia concreta e quanto sia invece una buona occasione di racimolare consensi elettorali in vista delle elezioni di giugno.
Vorremmo provarci a tornare alla normalità, ma forse è anche giusto che sia così, che questa diventi e resti la nostra normalità. Perché se la normalità inizia ad obliare e a dimenticare, a riprendere i suoi ritmi quotidiani, i suoi affari, questa storia finirà come tutte le altre di cui l'Italia è piena. Non possiamo permettere nè che la gente dimentichi chi nell'inferno de L'Aquila ha perso tutto, né che mafie di vario genere mettano le mani sul futuro del nostro territorio.

































Alessandra
Io vorrei si imparasse ad intendere concretamente con la parola "mafia" chiunque non espressamente colluso alla Mafia in senso di organizzazione vera e propria, associazione a delinquere insomma, anche in qualità di singolo agente per se stesso, come libero professionista o dipendente, per sua espressa volontà - o mancanza di volontà - si macchi del reato di inadempienza del proprio dovere, fosse anche quello di gettare una cartaccia nel cestino.