Berlusconi fa il pavone: il Finacial Times ed il Sole 24 Ore gli abbassano la cresta. | Musica e impegno sociale

Berlusconi fa il pavone: il Finacial Times ed il Sole 24 Ore gli abbassano la cresta.

Il blocco dei tassi variabili potrebbe nascondere una trappola.

by Angelo Primavera

Ci siamo: il decreto anti-crisi è arrivato e Berlusconi, prima ancora di esporlo parla di record dicendo d'esser l'Italia il primo Stato europeo a vararlo e che il provvedimento è stato approvato in 10 minuti (uno in più di quelli necessari per la finanziaria).

Non fa a tempo ad esultare millantando una manovra da 80 miliardi che subito il Financial Times lo umilia definendo la manovra del Governo la più bassa d'Europa in quanto, di questi 80 miliardi, in realtà solamente 5 miliardi sarebbero fondi stanziati realmente per la crisi, mentre il resto è solo uno spostamento di voci di spesa. E sull'affermazione del Premier d'esser stato il primo in Europa a garantire i risparmiatori, rispondono ricordando come Gordon Brown, l'anno scorso, era già intervenuto sulla crisi nazionalizzando la Northern Rock. Il solito gioco delle tre carte insomma abbinato alle solite balle egocentriche e megalomani. Il Financial times chiude dicendo che i 5 miliardi stanziati dal Governo italiano, in confronto a quelli degli altri paesi sono ben magra cosa.

Nel decreto è poi presente un provvedimento per bloccare l'aumento degli interessi per i mutui a tasso variabile secondo i tassi della BCE (4%); la differenza (senza tetti previsti almeno da quello che m'è parso di capire) la pagherà lo Stato e dunque i cittadini.

Sembrerebbe un ipotesi positiva almeno per le famiglie che hanno questo genere di mutui, ma secondo il sole 24 ore, questo intervento sarà probabilmente solo virtuale. Infatti la corsa al ribasso dei mutui a tasso variabile secondo molti indici produrrà interessi, nel 2009 inferiori al 4%. In pratica questa misura viene introdotta solamente a fini "propagandistici" in quanto il governo non interverrà affatto sui mutui.

O almeno...questo dovrebbe accadere se in Italia si lasciasse tutto com'è. Ma una cosa che mi fa riflettere è che se lo Stato paga la differenza una volta superato il 4%, ci sarà un incentivo, in Italia, al rialzo spropositato dei tassi. Le banche potrebbero alzarli (certamente smetteranno di farli scendere) in maniera da rastrellare denaro dalle casse dello Stato, mentre i cittadini, con questa tutela non si accorgerebbero di nulla sino alla fine del 2009, anche perché i meccanismi, nonostante il decreto abbia effetto immediato, sono ancora da stabilire. Si invertirebbe dunque il detto ed avremmo dopo la beffa, anche il danno.

Questo intervento, a mio modo di vedere, rischia di compromettere il calo dei tassi e di influire negativamente, a spese dei contribuenti, sul mercato dei mutui matenendone alti i tassi. Io penso che potrebbe essere questo il vero aiuto alle banche.

Lasciando muovere il mercato in questo momento gli interessi nel 2009 potrebbero scendere ben al di sotto del 4%, così invece si manterranno come si trovano oggi, o probabilmente addirittura subiranno un aumento. Questo significa che a gennaio 2010, se nn venisse prorogato questo provvedimento, si troverebbero con certezza a pagare quello che pagano oggi (un tasso superiore al 4%), ma più probabilmente tassi ancora maggiori.Il rischio è che coloro che hanno un mutuo a tasso variabile contratto entro il 31 ottobre 2008, potrebbero ritrovarsi la rata di dicembre 2009 al 4% e quella di gennaio 2010 di colpo al 5% o magari di più. Si rischia un circolo vizioso in cui lo Stato sarà obbligato a rinnovare in perpetuo questo provvedimento per impedire che migliaia di cittadini perdano la casa, arricchendo le banche il cui mercato dei tassi variabili non avrebbe alcuna utilità a far scendere il tasso.

Ad ogni modo, questo punto dimostra come le misure del Governo, che chiede all'opposizione di eliminare il clima da campagna elettorale permanente, siano essenzialmente proprio misure da campagna elettorale.
Nel 2009 non ci saranno azioni strutturali sui salari, sulle pensioni ed il decreto non prevede misure per creare gli ammortizzatori sociali necessari alle migliaia (400.000 stimati solo a dicembre dalla CIGL) di precari che si troveranno senza lavoro. Le varie social card e bonus sono pagliativi in quanto sono limitate: a redditi bassissimi (con quote bassissime) nel primo caso; ed al solo mese di gennaio 2009 per quanto riguarda il bonus, che oltretutto pare non riguarderà chi non avrà un lavoro o una pensione e quindi chi perderà il lavoro a dicembre.

Per il bonus ci si riserva di capir meglio il meccanismo, che non si comprende bene. Si parla sempre di cifre oscillanti, detrazion da stipendi e pensioni, ma sinceramente, se così fosse, una detrazione su una pensione minima sarebbe ben modesta cosa. Magari se l'assessore Dal Pozzo facesse un post sul tema, o qualcuno commentasse qui, capiremmo meglio come funziona ed a quanto ammonterà.

In ultimo non poteva mancare il provvedimento ad personam.


Sky vede abolita la propria agevolazione sull'Iva che torna dal 10% al 20%. Questo si tradurrà in un aumento dei canoni d'abbonamento che su Sky (basata essenzialmente su questo sistema) avrà un impatto enorme sulla sua quota di mercato, mentre sulla concorrente Premium, l'impatto sarà minimo, dato che riguarderà solamente il comparto dei canali per il cinema e le serie tv. In pratica con questa misura, Premium si avvantaggia su quello che è oggi il maggior mercato per quanto riguarda le pay-tv: il calcio.
Certo il PD che inveisce sul conflitto d'interessi dopo esser stato due anni al governo con Prodi e non aver prodotto alcuna legge sulla materia, è pura speculazione politica. Che poi a criticarlo sia proprio Gentiloni sembra una barzelletta...che non fa affatto ridere.

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1

Anonimo

2008-12-01 18:11:28

Sono ancora così convinti gli abruzzesi di votare a destra tra pochi giorni?Ripensateci, spiace per il candidato ma Berlusca no, proprio no.

Commenti

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