Berlusconi non ha soldi per detassare le tredicesime! | Musica e impegno sociale

Berlusconi non ha soldi per detassare le tredicesime!

Grazie: ha speso 6 miliardi per finanziarsi la campagna elettorale!

by Angelo Primavera

"Volevo detassare le buste paga ma non ci sono i fondi. Faremo con il bonus".
(Silvio Berlusconi)

Il povero Cavaliere è rimasto senza soldi, o meglio, avverte che gli italiani sono rimasti senza soldi, perchè a lui certo quelli non mancano.

"Non c'è margine" per detassare le tredicesime e nel provvedimento per l'università, seppur qualche lieve miglioramento (i tagli, seppur con un criterio criticabile, non sono più indiscriminati come prima) ha confermato che l'Italia non investirà nulla sulla formazione.

La peggior politica anticrisi possibile. Non si aumentano le pensioni, i salari restano inalterati nella loro tassazione e non si investe nella formazione vera e nella ricerca. Questa crisi, coaudiuvata dalla crescita che comunque continua nei nuovi paesi emergenti, segnerà di questo passo il tracollo definitivo della nostra economia.

Se nel mondo "la base" popolare è incazzata, perché l'elite finanziaria e bancaria ha ridotto in miseria tutto l'occidente, in Italia dovremmo esser incazzati due volte (e non dico siamo, solo perchè le tv, a parte Anno Zero, si guardano bene dal far notare alcuni particolari).
Perché qui non solo stiamo pagando pesantemente decenni di demolizione del lavoro, dell'economia, di un "favoreggiamento" e quasi un'istigazione all'evasione fiscale che solo le brevi parentesi Prodiane hanno tentato di arginare, ma stiamo soprattutto pagando la campagna elettorale di Silvio Berlusconi.

Berlusconi oggi dice che non ci sono i fondi, dopo aver tagliato scuola ed università, dopo aver tagliato i fondi per lo Stato sociale (il libro verde del wellfare ha un solo messaggio chiaro: siete in difficoltà? arrangiatevi!) e quelli per le forze dell'ordine.
Berlusconi oggi dice che non ci sono i fondi perché circa 6 miliardi di euro sono serviti a pagare la sua campagna elettorale.

L'abolizione dell'ICI per tutto quel ceto che l'ICI neanche l'avvertiva come tassa ha prodotto una mancata entrata di circa 3 miliardi che sommati ai 3 miliardi circa di costo della Bad Company (una compagnia fittizia statale che in pratica ha rilevato tutti i debiti e sostiene il peso delle casse integrazioni) necessaria a regalare Alitalia ai suoi "amici" imprenditori i quali, oltretutto, finiranno per cederla, progressivamente, ad Air France. Su Alitalia, facendo un paragone con "il regime" di Prodi, gli Italiani hanno perso 3 miliardi (nell'accordo di Prodi Air France avrebbe rilevato anche i debiti) e circa 7.000 posti di lavoro (gli esuberi del precedente accordo si limitavano a 2.000).

La politica di spot del PDL ha reso impotente la macchina statale dinanzi a questa crisi. Un presidente serio, quantomeno reintrodurrebbe l'ICI alle fasce di reddito più alte, recuperando parte del bottino scippato allo Stato per finanziare il suo "72%" di consensi nei sondaggi.
Non sarebbe risolutiva come soluzione, intendiamoci, ma sarebbe qualcosa in più da ridistribuire nell'economia per cercare non dico di annullare il precipitare della domanda, ma quantomeno di arginarne gli effetti.

Invece il governo, piuttosto che far dietrofront su determinati provvedimenti che in un sol colpo, mutilano le gambe del paese (ICI e Bad Company) e lo castrano (taglio di scuola e ricerca) pensa a come bloccare l'unica fonte di informazione televisiva che diffonde questo genere di dati. Anno Zero, a quanto pare, ha i giorni contati, stando ai ricorsi presentati dai parlamentari PDL. Forse perché si è permessa di dire quello che un po' tutti i lavoratori sani di mente immaginavano, ovvero che a fronte di un aumento minimo d'entrata (37 euro di media mensile) la detassazione degli straordinari, altro cavallo di battaglia in campagna elettorale, ha provocato diverse migliaia di posti di lavoro in meno?

Per chiudere una curiosità. Nella bozza del decreto anti-crisi c'è anche l'introduzione della "Pornotax", una tassa che colpirà con un'addizionale del 25% sull'irpef il mercato del porno ed andrà a colpire anche le televisioni a pagamento che trasmettono materiale a luci rosse. Tra le lamentele (naturalmente poco pubblicizzate) c'è anche quella di Mediaset che sostiene ingiusto che si possa colpire un mercato televisivo su cui sta investendo. Ciò che mi chiedo è se quando dice questo si riferisce a film pornografici veri e propri a pagamento su premium, o se si riferisce alla quotidiana sodomia che come cittadini subiamo ad opera del suo "patron" e che seguiamo come inermi spettatori dai canali mediaset in chiaro quotidianamente.

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