CAI: Air-France entrerà con il 25% | Musica e impegno sociale

CAI: Air-France entrerà con il 25%

Prima ancora del decollo, CAI sarà già per 1/4 francese.

by Angelo Primavera

L'Alitalia non doveva esser venduta ad Air France-klm perché bisognava mantenere la proprietà italiana su una azienda ritenuta strategica come quella aerea. Questa, nella sostanza, era la spiegazione che dava Berlusconi per sabotare l'accordo che il Governo Prodi stava stringendo con la compagnia Franco-olandese.
Si criticava l'irregolarità delle trattative che ignoravano ad esempio le offerte di Air One (perché straindebitata di suo), di una Sinistra che vendeva irresponsabilmente ed in modo non trasparente un'azienda strategica. Si criticavano i tagli per Malpensa, insomma: motivi su motivi.

Oggi i giornali non ne parlano più tanto, ma ormai da più fonti si sa che la CAI, la compagnia di Colaninno in cui figura anche Toto, patron di Air One finito nello scandalo che ha decapitato la giunta pescarese, dovrebbe stringere già un primo accordo di "Partnership" con Air France, la quale entrerebbe con il 25% circa del capitale.
25% del capitale che se rapportato al capitale di ogni singolo socio (CAI è una formale alleanza di imprenditori, alcuni dei quali in conflitto d'interessi, che partecipano con una percentuale variabile al capitale) Air France, probabilmente, con una simile percentuale diverrebbe il socio di riferimento della compagnia.

E' facile prevedere che pian piano, Air France prenderà quote di CAI sino a diventarne di fatto proprietaria.

Per adesso tutto ciò è teoria, quindi non si può assolutamente dire nulla di circostanziato. Ma in un ipotetico scenario fanta-politico-economico mi viene in mente:

- all'inizio del 2008, imprenditori vicini all'allora opposizione di Silvio Berlusconi, contattano informalmente Air France nel bel mezzo della trattativa con il Governo Prodi. Ventilano alla compagnia francese un piano attraverso il quale Air France, nel breve volgere di qualche anno comunque raggiungerebbe il controllo effettivo di Alitalia, ma senza doversi sobbarcare il debito della stessa e con una compagnia snellita nei numeri del suo personale. La proposta troverebbe favorevole la compagnia Francese in quanto risparmierebbe miliardi.
- durante la campagna elettorale Berlusconi lancia l'idea di una cordata di Imprenditori italiani pronti a rilevare Alitalia per farla rimanere italiana. Air France si fa da parte, il governo Prodi è costretto a rinunciare anche perché i sindacati non erano molto convinti della trattativa del suo governo.
- Berlusconi vince le elezioni ed inizia a cercare di creare questa cordata di imprenditori, alcuni dei quali erano già a parte del progetto. Spiega loro come dovranno svolgersi le cose e alcuni tra gli imprenditori più famosi d'Italia (la maggior parte più per reati finanziari vari ed eventuali) accettano creando la CAI.
- Il Governo nella prima fase che abbiamo già visto, elimina tutti i debiti dalla compagnia di bandiera appioppandoli allo Stato attraverso la Bad Company. La CAI da par suo quadruplica gli esuberi previsti dall'accordo Air France-Prodi e dopo aver ottenuto la firma dei sindacati principali, ricontatta Air France. Ci sono stati anche contatti con altre compagnie, ma era evidente sin dall'inizio che sarebbe stata Air France la partner di CAI.
- Air France entra con una quota iniziale del 25% rispetto all'intero capitale della CAI, ovvero 1/4. In Cai nessun imprenditore investe la stessa quantità di denaro.
- Air France, a poco a poco, rileva progressivamente le quote degli altri soci e diventa a tutti gli effetti, proprietaria di CAI.

Ricapitolando:

- Berlusconi.
Ottiene l'effetto politico che desiderava ovvero colpire Prodi in campagna elettorale, dimostrare di avere la fedeltà degli imprenditori italiani e la capacità di salvare la compagnia di bandiera. Una campagna di immagine perfetta. Berlusconi guadagna.

- CAI.
Rileva, attraverso soldi presi in prestito dalle banche la parte sana di Alitalia. Ogni socio  prende una parte di capitale che pian piano, secondo un tacito accordo, cederà ad un prezzo che possa consentirgli un "giusto" guardagno per l'impegno. Gli imprenditori di CAI guadagnano.

- AIRFRANCE.
Rileva a poco a poco una società di trasporto aereo ad un prezzo che, benché caricato della "parcella" dei soci CAI, riusulta esser la metà di quello che sarebbe stato con Prodi ed in più con minor costo di personale. AIR FRANCE ci guadagna.

In questo ipotetico scenario, chi ci perde ovviamente saremmo sempre noi.

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