Caramanico ha paura! | Musica e impegno sociale

Caramanico ha paura!

accuse senza prove certe sui recenti tonfi elettorali. Il direttivo PD verrà sciolto.

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Blasi lo chiama il "j'accuse". Io lo chiamerei "ho accusato"...il colpo ovviamente.
Da giorni "Il centro" è vetrina di un romanzetto a puntate, dai toni molto trash, che ha come protagonista principale l'uomo più importante della politica guardiese degli ultimi 15 anni. Parliamo ovviamente di Franco Caramanico. 

L'ex assessore regionale all'ambiente, attualmente consigliere regionale (poltrona presa per un pugno esiguo di voti) evidentemente non si capacita del fatto che il suo partito stia precipitando (con lui) nei consensi e sia divenuto, attualmente, la seconda, se non terza forza politica della città.  

 Dopo quasi cinque anni di mezze verità, di silenzi rotti solo dalle campagne elettorali, tanto nel reale, quanto nel virtuale (visitare il suo blog per credere), con una gestione della spinosa questione dell'ospedale che è stata tanto fallimentare da portare Rocco Micucci a divenire il politico più votato nella circoscrizione guardiese, ad un solo passo dal espugnare anche Guardiagrele stessa (mentre perdeva Rapino!), all'uomo di punta del PD non viene in mente neanche per un secondo di fare autocritica ed assumersi, per una volta, le responsabilità di un fallimento. 

L'autocritica da Caramanico non l'ho mai sentita, ne letta. Lui, sempre e comunque, si propone come colui che ha fatto la cosa giusta o il massimo di ciò che si poteva fare. Si assolve sempre e dunque, come ogni uomo che si assolve sempre, l'unica spiegazione razionale ai due tonfi elettorali consecutivi è un tradimento del circolo PD, il quale avrebbe boicottato le candidature da lui sponsorizzate (imposte?) ed avrebbe dirtottato i voti verso altri partiti del centro-sinistra (con sospetto più accentuato su rifondazione). 

Ovviamente, come d'abitudine, se io faccio accuse ad un politico devo quantomeno circostanziare i miei sospetti. Se un politico fa delle accuse agli altri non deve farlo o comunque, sul giornale, chi scrive l'articolo non si cura di inserire i gravi indizi dai quali Caramanico avrebbe dedotto d'esser stato tradito. La gente leggendo, non ci capisce nulla (ammesso che gli freghi) e dal taglio dei pezzi, tende a leggere la storia in maniera abbastanza "veicolata".

 Che tra il circolo PD ed il binomio Palmerio-Caramanico non corra buon sangue è dato oggettivo per quanto poco conosciuto, da tempo. Il circolo PD, nel suo costituirsi ha visto confluire al suo interno persone che realmente avevano creduto possibile la svolta prospettata da Veltroni e che quindi volevano far ripartire la politica guardiese dalle fondamenta, dal basso, dalla gente.

La mancata adesione iniziale di Franco Caramanico al PD fu vista probabilmente come una benedizione dal cielo in quanto pare che l'ex assessore regionale, già ai tempi dei DS, non brillava molto per una gestione delle linee di partito che esulasse da ciò che lui riteneva giusto. Chi osava sfidarlo, finiva ai margini. 

Con il tracollo di Sinistra Democratica, anche tutti i motivi riguardanti il percorso politico, il non riconoscersi nel progetto PD, che lo avevano portato "a malicuore" a dividersi dai vecchi compagni, sono svaniti. Un breve transito per un progetto "purgatorio" e poi eccolo nel Partito Democratico, pronto a far valere i suoi voti per un ruolo di tutto rispetto nella politica regionale che conta.

 Nel frattempo però, il PD a Guardiagrele aveva visto nascere un direttivo di gente nuova, critica innanzitutto verso l'operato di quella giunta che invece di confrontarsi con il circolo (a cui teoricamente appartiene) o con la gente, sembrava occupata in discorsi a porte chiuse da dove, come in 2 anni di crisi ospedaliera abbiamo imparato tutti, il verbo di Caramanico è rimasto legge, giusto o sbagliato che fosse.

 Questo è il fatto alla base della frattura di cui Blasi narra nel romanzetto.

 Ma fino a quando il circolo PD rimaneva isolato, fino a quando la voce del partito era sempre quella che non lo rappresentava, ovvero quella di Caramanico stesso, di Palmerio o di alcuni membri della giunta, e dunque fino a quando rimanevano sconosciuti a tutti questi fatti, il nostro Franco, della spaccatura non si è mai preoccupato.

I problemi sono iniziati a sorgere da quando il circolo ha dato la prima dimostrazione di non arrendersi all'esser chiuso nell'anonimato senza combattere, chiedendo a mezzo stampa le dimissioni di Mario Palmerio.

Reazione immediata: Richiamo sull'attenti da parte del coordinamento provinciale. 

 Ma il circolo non ha abbassato la testa ed anzi, per il suo gesto ha iniziato a trovar sostegno e solidarità negli altri partiti del centrosinistra guardiese. Una solidarietà che affonda le radici in una diversa visione della gestione cittadina (e politica in generale) che pare accumunare quasi tutti i partiti (l'Idv di Aldo Pellicciotta sembra essersi tirata fuori) e che già prima di quell'evento era nata informalmente attraverso il normale confronto di opinioni tra i cittadini che militano nelle diverse forze politiche del centrosinistra.

 Nasce così, "Guardiagrele città in cantiere". Franco Caramanico  si è lamentato della mancanza sua e/o degli amministratori in veste di relatori alla prima delle diverse iniziative organizzate dal circolo e dai partiti di centrosinistra per tentare la via di un ritorno alla partecipazione popolare nella politica (fatta di incontri incentrati sull'ascolto di relatori tecnici e cittadini). Ma ovviamente, il problema non era questo. Il problema era che il circolo ha iniziato a porsi come aggregatore di tutte quelle forze politiche di centrosinistra che Caramanico, vuoi per "bravura", vuoi per potere politico accumulato negli anni, era riuscito a mettere ai margini.

Questa unione, supportata da un progetto che oggi ha un certo impatto su un'opinione pubblica stanca di rimanere inascoltata o di ascoltare solo il punto di vista istituzionale, è il reale motivo, a mio avviso, del "j'accuse" come lo definisce Blasi e dell'inizio di questo romanzetto a puntate. Caramanico ha letteralmente il terrore che "Guardiagrele città in cantiere" possa prender piede, che possa segnare un vero nuovo inizio capace di mutare la cultura dell'elettorato di centro-sinistra, il quale, facendo un confronto con il metodo autocratico ed autoreferenziale del due volte sindaco, potrebbe decidere di mandarlo definitivamente in pensione.

Ma ciò che conta veramente in tutto ciò, non sono le paure di Franco Caramanco. Ciò che ci interessa in tutta questa romanzata farsa a mezzo stampa è la morale che possiamo trarre da quello che è stato annunciato come il probabile finale della storia. 

 Per "ricomporre la frattura", la terapia del coordinamento provinciale e del commissario guardiese PD è semplice: sciogliere il direttivo del circolo e ripartire da zero. Logico epilogo in un partito democratico quanto quello di cui è copia sbiadita a livello nazionale (PDL ndm). Se un intero circolo non ha fiducia nella giunta comunale o in politici di rango superiore appartenenti al proprio partito, non può ne renderlo pubblico, ne pensare di proporre una politica diversa. Deve tacere ed eseguire gli ordini o viene azzerato. 

 Se ciò avverrà, se il dirtettivo verrà sciolto credo che l'unica risposta valida possa essere, per gli attuali "dissidenti" (maggioranza del circolo PD), quella di uscire dal partito ed affossarlo definitivamente, con una lista civica alle prossime comunali che avrà come programma ciò che sarà la prosecuzione dei cantieri e come arma politica di campagna elettorale l'esperienza di opposizione non tanto ad un uomo, ma ad una logica trasversale di potere che svela la tremenda truffa definita democrazia in Italia.  

 Per orgoglio alcuni vorranno probabilmente rimanere nel PD e continuare a lottare dall'interno. Capisco il loro punto di vista, ma è bene che comprendano una cosa che, da ciò che ho letto sul giornale riportante le parole della Altorio, sembra non abbiano ancora ben chiara in mente: il PD di Veltroni non è forse mai esistito realmente al di fuori di quelli che come loro ci hanno creduto e che come loro sono stati o stanno per essere azzerati. 

Oggi esiste solo il PD di D'Alema (che improvvisamente torna in auge sui giornali) ovvero con l'identità ambigua ed opportunista dell'unico politico italiano che se la può giocare, a mio modo di vedere, con Silvio Berlusconi nella gara di chi fa più male al Paese. 

 Se si vuole costruire qualcosa di veramente solido, a volte bisogna prima abbattere i ruderi, anche se abili architetti di marketing politico, ridipingendone le facciate, provano a venderli come nuovi. Solo ripartendo completamente da zero, probabilmente cosa oggi possibile solo al di fuori di qualunque partito, si può sperare di riuscire, almeno nel piccolo di una città come questa, a dare un senso alla parola democrazia ed a quei valori, quelle idee che loro vogliono portare avanti e che quella parola esprime.

 Staremo a vedere cosa accadrà. Nel frattempo, dal fronte amministrativo sulla questione tutto tace. Sindaco (salvo mi sia perso qualcosa) ed attuali assessori in carica non si esprimono. Se chi ancora può distinguersi, non si prende l'onere di farlo ora, scegliendo da quale parte vuol stare, si suiciderà insieme agli altri, divenendo al loro pari, impresentabile ed indifendibile. E' credo l'ultima opportunità per acquisire il "talento mancante" ovvero il coraggio di scegliere tra democrazia e...la solita Italia, la vecchia Guardiagrele. A buon intenditor...poche parole.

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Giò

2009-06-18 22:09:30

"espugnare Guardiagrele"?Sicuro, sol ca ha rimaste epugnat ess.

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Pulveris

2009-06-19 09:19:11

Caro angelo p. ti avevo chiesto qualche giorno fa cosa fosse "Guardiagrele città in cantiere". puoi darmi delucidazioni, sennò non posso dire la mia:-). il tuo articolo è bello ma ha un problema fondamentale...uno che lo legge e non conosce la zona può pensare chissà che metropoli sia guardiagrele...ti ricordo che avete meno di 10.000 abitanti, di cui il 70% abita nelle contrade(ed è meno partecipativo di circoli o altro storicamente) e senza considerare gli extracomunitari o comunitari senza diritto di voto(20 giorni fa parlavo con uno storico rappresentante di rifondazione guardiese che mi diceva che ormai, la domenica mattina, lungo il corso il dialetto ufficiale è l'albanese). io credo che se volete fare un passo decisivo dovete finire di menarvela con sstì partiti, circoli, circoli di appoggio, tessere ecc ecc. siete una piccola cittadina in cui tutti si conoscono quindi va bene fare un circolo per un partito politico in cui confrontarsi ma va male, malissimo, ritenere questi "cenacoli" tanto determinanti nel far prendere voti ad un candidato. Franco Caramanico è stato un discreto sindaco(per me voto 6,5) e tutt'altra pasta(magari avevate ancora caramanico!) rispetto all'attuale, anche sul piano del carisma e delle capacità. poi mi ha fortemente deluso alla regione e lì è iniziata la sua parabola. è la gente che lo ha punito e non il partito, semplicemente perchè il partito non ha tutto questo potere. tutto qua...collezionando insuccessi ha offuscato quanto di buono aveva fatto all'inizio della sua carriera. e a questo punto è giusto che ci sia un ricambio. son curioso a questo punto di vedere chi saranno i nuovi che emergeranno e con quali capacità. se partono dall'idea di un partito che li appoggiano, con la solita spocchia guardiese, sarà sempre e ancora...la solita vecchia guardiagrele. vediamo se qualcuno ha le palle di fare una lista civica vera, apartitica, scegliendo gli uomini alla faccia dei partiti ma in base alla capacità e ad una comune linea"migliorare e dare dignità a guardiagrele"...io scommetto che vincerebbe a mani basse, altro che pd, pdl e circoli vari! la gente da noi, ed è ancora una gran fortuna, giudica le persone. e anche le nuove generazioni iniziano a farlo(basti vedere il tracollo dei circoli di sinistra in regioni storicamente rosse). vediamo che succede...mai come stavolta il buon giorno si può vedere già dal mattino!

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Antonio A.

2009-06-19 17:58:18

Caro Angelo, ti ringrazio per aver affrontato questo argomento sul blog. E’ giunto il momento che la storia del Circolo del PD di Guardiagrele venga resa pubblica. Non basta, difatti, commentare i fatti più recenti. Occorre una prospettiva storica, perché nulla nasce dal nulla. Lo farò quasi senza commentare, perché i fatti sono di per sé eloquenti e ciascuno potrà trarne il giudizio che ritiene più opportuno. Una delle difficoltà maggiori che incontra la dirigenza guardiese del PD è far passare informazioni. La stampa locale, difatti, è ben schierata, definendola semplicemente una “fronda” e dipingendo Caramanico come un novello Mosè guardiese.

Vengo ai fatti.
Ottobre 2007. Si affaccia sulla scena politica nazionale il progetto del PD e si svolgono le primarie per la formazione dei quadri dirigenti. A Guardiagrele la quasi totalità dei politici locali di centrosinistra si dichiara estranea alle idee fondative del PD. L’assessore regionale Franco Caramanico passa con il suo seguito a Sinistra Democratica. E’ il primo di una serie di spostamenti( Sinistra per il paese, La Sinistra).

24 febbraio 2008. Nasce ufficialmente il Circolo del PD di Guardiagrele, con coordinatore il Sindaco Mario Palmerio. Molti di noi si lamentano per una nomina preconfezionata, ma ci fidiamo e andiamo avanti.

Dimenticavo di presentare questi “pericolosi eversivi” che fanno parte del Circolo. Molti di loro fanno un mestiere evidentemente minaccioso e ricattatorio, che permette loro lo spostamento di ingenti interessi: sono insegnanti!! Ci sono poi medici, professionisti, studenti. Insomma queste persone hanno un difetto d’origine: non hanno bisogno della politica per vivere. A dire il vero, nel corso della storia qualche professionista si è andato defilando. Chissa!!

Il circolo, pian piano, avvia le sue attività. Si fanno riunioni, ci si confronta, si cerca, insomma, di elaborare un progetto politico.

Nel frattempo, arriva la crisi del Governo Prodi e ci si avvia a nuove elezioni politiche. Comincia a girare il nome di Caramanico come supporter del PD nella campagna elettorale. Stupore. Ma non era di Sinistra Democratica? Non aveva dichiarato pubblicamente la sua incompatibilità con il riformismo? Non aveva procurato una valanga di voti per la mozione Mussi? E poi non era andato con Angius? E poi … e poi… l’atteggiamento di SD con Prodi? E noi che siamo entrati nel PD perché eravamo delusi da tutto questo, adesso che facciamo? Esprimiamo contrarietà a questa storia.

Il sindaco Palmerio allora comincia scalpitare, a mostrarsi annoiato delle nostre perplessità. Ma, ad un certo punto, cominciamo a capire. Il Circolo serve a veicolare il rientro di Caramanico che deciderà tempo e modo della sua apparizione.

Arrivano le elezioni. Vittoria nazionale di Berlusconi, ma a Guardiagrele ottima affermazione del PD e viene fuori che è tutto merito dell’accoppiata Caramanico – Palmerio (?!) Sara! Ma ce li siamo sognati tutti quei cittadini elettori di centrosinistra che ci hanno detto: “Se ci siete voi, va bene, altrimenti …”. Ma tutto il malumore che noi percepiamo nella nostra città, ce lo siamo inventato? Come fare per far capire che il PD che noi vogliamo è un'altra cosa?

Viene poi il ritiro della delega da assessore regionale a Caramanico e Palmerio perde le staffe: vomita veleno sul PD a mezzo stampa e si dimette da coordinatore del Circolo accusandolo di essere una “gabbia per le idee”. Ma allora, perché oggi Caramanico scrive che Palmerio si sarebbe dimesso in quanto sfiduciato dal Direttivo? Il Circolo esprime solidarietà a Caramanico, ma prende le distanze da Palmerio e procede alla nomina di un nuovo Coordinatore.

Maggio 2008. il Sindaco decide di ritirare le deleghe a due assessori, fra cui quello ai lavori pubblici del PD, senza interpellare minimamente né il Circolo né gli altri consiglieri del Partito.

Ottobre 2008. Da “voci di corridoio” veniamo a sapere che Caramanico intende candidarsi per il PD alle elezioni regionali. Deve però passare per le primarie che questo Circolo organizza regolarmente. Si rileva che dei 450 elettori delle primarie del 2007 ne sono venuti solo 120, cui si sono aggiunte persone che probabilmente nulla mai avranno a che vedere con il PD.

8 Novembre 2008. A Guardiagrele, su iniziativa del Comune, il Giudice Ayala presenta il suo libro su Falcone e Borsellino. Il Sindaco, a proposito di comportamenti mafiosi, afferma che anche da noi la gente va in Comune a “chiedere favori”. Stupore generale. Non contento di ciò, a mezzo stampa, aggiunge che lo spessore umano di Ayala era sprecato per quell’uditorio. Il Circolo del PD chiede al Sindaco di andarsene se non si riconosce nel suo popolo. Apriti cielo!! Arriva il commissariamento da parte del Segretario Provinciale, che però, consente al Direttivo di rimanere in carica, ma a molti, specie ai più giovani, la voglia di impegnarsi passa.

Dicembre 2008. Elezioni regionali. Caramanico a Guardiagrele ottiene circa 600 preferenze e il PD passa dai 2500 delle politiche a soli 800 voti. Dunque avevamo visto giusto per quanto riguarda la nostra città.

Le attività del Circolo continuano e nasce, insieme alle altre forze del centrosinistra “Guardiagrele città in cantiere”, luogo di ascolto delle forze vive della città sulle diverse problematiche della vita civile e sociale. Naturalmente chi pensa che dover sempre gestire tutto da solo non ci sta e così Caramanico ha una reazione molto scomposta.

Quello che accade dopo è storia di questi giorni con le elezioni provinciali e la candidatura del vicesindaco Panaccio e le accuse di boicottaggio, che sono facilmente reperibili sui giornali.

Ma noi non ci fermiamo, perché ci crediamo e non ci guadagniamo nulla. Per questo andremo avanti!

A voi il giudizio!

4

Francesco Blasi

2009-06-19 20:20:45

Caro Antonio,

di una cronistoria essenziale della vicenda si sentiva il bisogno, e ti ringrazio per averla fatta. Intervengo, ovviamente, come cittadino e ospite dei Menestrelli e non nell'"altro" ruolo, per ragioni che saranno chiare a qualsiasi persona di buon senso.

Dunque, Franco Caramanico ha accusato il direttivo di circolo di aver sostanzialmente tradito il partito. Lo fa da esponente del Pd e in appoggio a un altro esponente del Pd, Luigi Panaccio, regolarmente candidato dal partito a rappresentarlo, per questo collegio, alle provinciali il cui esito conosciamo tutti.

Ti chiedo: è vero che il direttivo non ha sostenuto Panaccio? E ancora: se Panaccio è stato adeguatamente sostenuto, sei in grado di portare prove incontrovertibili per dimostrare che il vostro accusatore mente, oppure è semplicemente accecato dal risentimento?

Altro quesito per chiarirci tutti le idee: Se voi non siete dissidenti. lo sono forse Silvio Paolucci che commissariò la carica di coordinatore affidandola a Gianfranco Basterebbe dopo la vicenda -da te richiamata- della vostra richiesta di dimissioni da sindaco per Mario Palmerio manifestata a mezzo stampa? Lo è lo stesso Basterebbe che opta per un "azzeramento" del direttivo guardiese? Lo è, infine, anche l'attuale segretario provinciale Camillo Di Giuseppe, il quale attende il tesseramento in vista dei congressi per raffreddare la patata bollente guardiese con un auspicabile ingresso nel direttivo di tutte le anime del Pd guardiese, nessuna esclusa?

Giusto per capire...

Un abbraccio - Francesco

5

alessio

2009-06-20 08:31:39

Altro che "j accuse"il"mea culpa" dovrebbe recitare l'ingegnere ci ha tolto l'ospedale e pretende che noi crediamo alle chiacchiere che continua a propinarci .. è stato lui in principale distruttore del consenso che la sinistra aveva nel comune Guardiese..adesso scalpita e ha paura perchè tra un anno in comune si vota ..sembra più interessato alle scadenze elettorale che al bene della sua gente. Oramai Caramanico vive di politica e non per la politica..
P.S. avete letto tutti credo del interessamento del Sen Legnini per i lavoratori della casa di cura Villa Pini speriamo che non sia come l'interessamento profuso in piazza a Guardiagrele di qualche estate fa..

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Antonio A.

2009-06-20 10:15:59

Caro Francesco, rispondo per punti alle tue legittime domande. 1. E’ chi accusa a dover portare prove di colpevolezza, altrimenti l’accusa gli si ritorce contro. Il Direttivo guardiese del PD è stato semplicemente tenuto fuori dalla campagna elettorale. Non gli sono state comunicate date, strategie; addirittura non gli è stato fornito il materiale elettorale. Nessun dirigente è stato invitato sul palco dei comizi. E’ troppo comodo prendersi i meriti quando si vince e scaricare le responsabilità quando si perde. Così ci si mette solo la testa sotto la sabbia. 2. L’accusa di dissidenza a mio avviso è veramente ridicola. Il PD nasce da un manifesto di valori che chi aderisce dichiara di condividere, non da una fedeltà di stampo feudale a singole persone. A Guardiagrele queste due cose troppo spesso si sovrappongono. Uno dei principi cardine della democrazia da Atene ad oggi è la condivisione di progettualità, non la sudditanza psicologica a qualcuno. Il Direttivo guardiese del PD crede che si aderisca a dei valori, non a dei “notabili” locali. 3. Silvio Paolucci ha inviato a Guardiagrele Basterebbe in sostituzione del coordinatore, ma non ha mai espresso l’intenzione di azzerare il Direttivo, che ti ricordo è uscito dalle primarie alle quali il gruppo di Caramanico non ha partecipando dichiarandosi ostile non alle persone ma addirittura al progetto riformista del PD. Dimostrazione è data dal fatto che lo stesso Paolucci ha affidato al direttivo il compito ti riallacciare i rapporti con le altre forze politiche del centrosinistra locale. 4. Gianfranco Basterebbe, persona peraltro cordialissima, non si è mai espresso per un azzeramento del gruppo dirigente, anche perché non entrerebbe nelle sue competenze. Ma a te queste voci da dove arrivano? 5. Camillo Di Giuseppe è da poco subentrato a Silvio Paolucci alla carica di segretario provinciale e nelle telefonate intercorse non si è dimostrato affatto minaccioso, anzi aperto al dialogo e al confronto. Ricambio la cordialità.

7

Francesco Blasi

2009-06-20 17:57:44

Grazie ancora, Antonio, per le delucidazioni: molto chiare, e sintomo di un malessere profondo che, immagino, dovrà -questo sì!- essere azzerato in tempi compatibili con la costruzione di una proposta politica condivisa per le elezioni del 2010.

Le dichiarazioni su cui commenti in fondo al tuo post sono state rilasciate a chi scrive e riportate nella seconda puntata del romanzetto pubblicato su Il Centro. Difatti, Silvio Paolucci non ha parlato di azzeramento del direttivo, ma ha semplicemente espresso una disponibilità a un contributo per appianare la questione. Basterebbe sostiene la tesi dell'azzeramento e Di Giuseppe ha dichiarato quello che, appunto, ho riportato. Pensa: se si trattasse di fandonie inventate di sana pianta o, peggio, del risultato di ardite interpretazioni, sarebbero piovute tempestive -e tempestose- smentite; e chi scrive sarebbe già nell'uragano per grave inosservanza della deontologia professionale.

Un abbraccio - Francesco

8

Pulveris

2009-06-20 18:36:49

1)"Non contento di ciò, a mezzo stampa, aggiunge che lo spessore umano di Ayala era sprecato per quell’uditorio". questa mi mancava proprio...niente da dire...proprio un classico esempio di comportamente radical chic spocchioso guardiese al massimo livello. ah...potremo noi mai capire le divinità guardiesi, le mura di bellisario, aelion la città del sole...aricalet' da su ped' di ceci!
2) ho capito, candidato panaccio, pd ecc ecc...ma Panaccio a vostro avviso era in grado di fare il consigliere regionale a prescindere dal fatto che fosse del vostro partito? secondo me invece la gente ha ritenuto panaccio poco adatto o non in grado.
3) vediamo un pò....da quel che dite Palmerio è espressione del vostro partito, il circolo ha i voti, palmerio governa male...ma voi non lo fate dimettere ne cadere? allora c'è qualcosa che non va...o il circolo in realtà non conta niente ne a livello di voti ne di nfluenza oppure Palmerio ha fatto bene come sindaco secondo voi. delle due, per me il primo caso è una lapalissiana "sindrome da grandezza politica metropolitana guardiese" mentre il secondo caso è "prima il partito poi il paese"

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Angelo P.

2009-06-20 18:39:50

Fammi capire Francé: due politiche fatte di idee e valori distinti e per quello che riguarda il funzionamento democratico e della macchina sia di partito che eventualmente amministrativa, opposti secondo te, con un intervento dall'alto, realisticamente parlando potrebbero fondersi e portare ad un qualcosa di unitario e valido, con un programma nel quale le interferenze figlie degli interessi di questo o quel personaggio, non ci siano?

Io penso che democrazia, all'interno di un partito, significa il doppio ruolo di critica e controllo da parte delle basi sugli eletti e la possibilità di decidere, attraverso la scelta degli uomini che poi dovrebbero rappresentarle, quelle che sono le linee politiche da perseguire. Non il contrario.

Per una ricomposizione della frattura, l'eventuale scioglimento (e quindi azzeramento) del circolo credo sia l'unica vera soluzione che dall'alto sia ipotizzabile, se l'interesse è solo quello di non lasciare che Caramanico venga messo da parte nella sua città. Ciò che il consigliere dovrebbe però comprendere è che forse questo, più che il momento delle accuse, dovrebbe essere il momento delle riflessioni e dell'autocritica. Il fallimento PD alle provinciali è solo l'ultimo degli inequivocabili episodi che bocciano la sua politica. Caramanico, oltre che a cercare di distinguersi in consiglio regionale con una politica di maggior coraggio (cosa che a mio avviso è mancata, nonostante il contesto al limite creato dagli equilibri di potere nella giunta Del Turco, che probabilmente non lo facilitavano), a mio avviso dovrebbe mettere la sua esperienza a disposizione dei nuovi ma defilarsi.
La politica non è un mestiere a vita. Ha dato come sindaco, un po' meno nel primo mandato in regione. E' giunto credo il momento di lasciar campo libero ad idee nuove e ad una politica nuova. Questo non solo per il bene di quel partito che lo ha accolto nel mercato di riparazione post politiche 2008 e post scandalo sanità; ma anche per il bene di una cittàdina che ha subito il peso della sua ombra politica negli ultimi 4 anni. Un ombra che ha impedito di avere un'amministrazione "indipendente" dalle sue posizioni a livello regionale, sulla sanità ad esempio.

Ciò che ha fatto, le accuse lanciate al vento, pubblicate sul principale giornale regionale senza un'indagine attenta su ciò che era accaduto, sulla storia e sui fatti oggettivi, che eventualmente avrebbero dovuto supportarle, è stato uno dei suoi autogoal più clamorosi e le "intenzioni" espresse da un lato e mai smentite dall'altro sul come gestire la situazione stanno ulteriormente danneggiato il partito guardiese che, nell'ipotesi di un nuovo direttivo in cui penetrassero gli uomini di Caramanico o Caramanico stesso (uomini che il manifesto PD l'avevano rinnegato, salvo poi far finta di nulla ed approdare nel partito stesso, perderebbe ogni credibilità residua) sarebbero il colpo di grazia.
Vi sarebbero due ali, due correnti di pensiero in perenne contrasto che si ostacolerebbero a vicenda in sede programmatica ed eventualmente amministrativa creando uno stallo che è il male peggiore augurabile all'odierna situazione guardiese.

Se poi, si vuole necessariamente imporre un cambiamento in ottica di parvenza democratica, si faccia sì che le due correnti si affrontino a viso aperto ed in sede pubblica in primarie vere. Non arrivare in sede e mettere una croce al buio, (o alla luce di un vantaggio personale). Confronti a distanza e faccia a faccia per lasciar decidere, a ciò che resta del popolo Piddino guardiese, quale pensiero e quale sistema amministrativo desidera vada avanti e quale debba farsi da parte. Ma se si azzererà il direttivo per poi risolvere il tutto nel chiuso di un ristretto numero di tesserati, facendo un minestrone amorfo, il PD a Guardiagrele è finito.

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Angelo P.

2009-06-20 20:32:57

Pul, guarda che probabilmente la frase è spocchiosa, ma non racconta cose lontane dal vero. Certo è che come diceva il circolo nell'articolo valsogli il commissariamento, Palmerio, se ravvisava un simile comportamento, tale da essere assimilabile, dato il contesto in cui è stato espresso, ad un clientelismo basato sulle richieste di favori che avesse analogia con il tema "mafia" di cui trattava l'incontro (che purtroppo ho mancato) avrebbe dovuto denunciare il tutto o quantomeno segnalare, a magistrati o carabinieri, tali comportamenti.

Che i favori, piccoli e grandi, siano il motore della politica locale è purtroppo, almeno da ciò che inizio a comprendere, una triste consuetudine. Le contrade, che tu spesso citi, sono ancorate a questo genere di logica ed in tempo di campagna elettorale immagino che il giro delle contrade si faccia per sapere cosa desidera la gente in cambio di un voto. Tutto ciò a discapito di un quadro d'insieme e di interesse collettivo comunale che viene perennemente sacrificato e che, in maniera trasversale, ritorna sotto forma di nuove penalizzazioni per tutti, contrade comprese.

In questo senso, e continuo a chiedere a qualcuno di raccontare gli sviluppi che non conosco, mi torna in mese quella variazione "frettolosa" del Piano triennale delle Opere pubbliche, che prevedeva un investimento di 265.000 euro circa per la copertura del campetto di Comino. Da quel che ne so io, Comino è stata l'unica o quasi frazione in cui Caramanico ha "tenuto", mentre altrove perdeva voti (voce non ancora verificata, ma abbastanza diffusa). Non è un'accusa di voto di scambio. E' una mentalità però che c'è e con la quale bisogna fare i conti. Il territorio guardiese è disgregato, le singole contrade pensano ai propri interessi vedendo nel "centro-storico" un luogo dal quale cercare di attingere per se stessi quando l'occasione (spesso elettorale) si presenta. Questo perché probabilmente sono sempre state dimenticate per il resto del tempo, ma anche perché, parlando con molta della gente, spesso la logica che ti racconta per ottenere il consenso è: io ti do il voto...tu che mi dai?

Il male, anche se questi fenomeni dovessero essere più fonte di coincidenze e pensieri isolati, è presente sul territorio ed è quel male che dovrebbe essere debellato con un tentativo di coinvolgimento delle realtà periferiche e delle contrade, nella vita politica che non può più rimanere dentro le mura. L'unica volta che credo questa amministrazione sia uscita da esse, è stata per difendersi dalle accuse riguardanti la presunta (ed oggi sempre più probabile) chiusura dell'ospedale. L'ha fatto per se stessa e questo è stato un messaggio pessimo.

Una delle idee che vorrei proporre ad Altorio, in caso da questo caos "mediatico" ne venga fuori un qualcosa di buono che possa consentire una prosecuzione dei cantieri, è di intensificarne il numero e la frequenza e di rendere l'iniziativa "itinerante". Le realtà delle contrade, anche appena fuori da Guardiagrele è differente e non confrontarsi con loro, non cercare di recepire il loro punto di vista, le loro argomentazioni, le loro proposte, sarebbe un errore enorme. Guardiagrele ha bisogno di un programma strutturale per tutto il suo territorio e di una azione, a livello culturale e politico, che freni assolutamente questa deriva che ha un capolinea molto pericoloso.

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Pulveris

2009-06-21 16:11:04

la tua analisi sarebbe perfetta angelo p. ,ma devi tener conto che:
1) le contrade non sono zone secondarie del territorio comunale, sono il territorio comunale.
2) le contrade non hanno una popolazione secondaria, ma sono la maggior parte della popolazione guardiese
3)guardiagrele centro storico non esiste...guardiagrele deve essere intesa come il suo tutto.
la soluzione forse potrebbe essere in un sindaco espressione delle contrade, che darebbe il giusto risalto al centro storico come motore trainante ma il giusto sviluppo all'intero territorio. in modo che sia fatto costantemente e durante tutta la legislatura...non solo prima delle votazioni. tanto per dirne una, se non mi sbaglio, san vincenzo ha piu' abitanti di guardiagrele centro.

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Antonio A.

2009-06-21 22:41:53

Nel prossimo incontro programmatico del “Cantiere” metteremo a punto proprio una serie di iniziative da tenere nelle frazioni. Si tratta di portare anche lì l’idea di una democrazia sempre più partecipata nella convinzione che non esistono ricette pre-confezionate, ma che i problemi possono essere affrontati solo nell’ascolto e nella condivisione delle idee.
Sarebbe bello che anche tutti coloro che entrano in questo blog cominciassero a dire la propria sugli argomenti da trattare nei prossimi incontri e evidenziassero quali, a loro avviso, sono le primarie esigenze di Guardiagrele.

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Pulveris

2009-06-22 09:08:37

caro antonio A., son 3 volte che chiedo su questo forum cosa sono questi "cantieri". puoi delucidarmi? se può essere utile, pur non essendo affatto guardiese, anche il mio contributo da normale cittadino su possibili argomenti, sono a disposizione.

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Antonio A.

2009-06-22 10:30:36

Caro Pulveris, "Guardiagrele città in cantiere" è un' iniziativa proposta dai partiti del centrosonistra guardiese. Lo scopo è di conoscere risorse ed esigenze del territoio per la costruzione di un programma amministrativo veramente partecipato. Si tratta, in concreto, di una serie di incontri tematici nei quali la paola è data alle forze vive della società civile, a coloro che vivono in prima persona le diverse problematiche della vita cittadina. La politica, per una volta, si pone in atteggiamento di ascolto. L'idea di fondo è che la politica, proprio perché ha come compito l'attuazione di scelte di indirizzo, non può fare a meno di condividere queste scelte con chi poi le andrà a vivere sulla sua pelle. Si tratta, in fondo, della costruzione di una vera comunità democratica in cui vigono il principio di partecipazione e di responsabilità. Nessuno può sentirsi estraneo alla vita della propria città e chi è delegato alla funzione amministrativa è costantemente chiamato a rispondere delle proprie scelte confrontandole apertamente con i cittadini.
Già abbiamo svolto un incontro sul lavoro nello scoroso mese di Marzo. A giorni riprenderemo il cammino. Il "Cantiere" è aperto a tutti, naturalmente anche a chi non è di Guardiagrle, perché a volte la distanza permette uno sguardo migliore. Ti aspettiamo!

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Pulveris

2009-06-22 14:57:39

dunque si tratta di una iniziativa, diciamo così, di partito. hmmmmmm già questa cosa mi piace meno, anche se la trovo una bella iniziativa, che tuttavia a mio avviso mostra due grandi "problemi".
1) si continua a ritenere guardiagrele gran metropoli, grandissima cittadina, popolazione immensa....vi ricordo che il territorio locale non è grandissimo come chieti o lanciano e la popolazione inoltre è molto minore. inoltre, fatto importantissimo, si sa tutto di tutti e credo che la maggior parte dei problemi sia nota o possa essere individuata anche senza queste riunioni. un bagno di umiltà non farebbe male
2) altro problema...a cosa serve se il centrosinista ha i suoi rappresentanti in comune? ritengo sia un DOVERE recarsi durante TUTTA LA DURATA DEL MANDATO su tutto il territorio comunale da parte degli amministratori, proprio per ascoltare i problemi e individuare possibili soluzioni. perchè questo non si fa? io facevo regolari incontri con i cittadini e proprio da questi riuscimmo a riportare una vittoria di cui hanno beneficiato anche moltissimi altri comuni, ovvero l'abolizione dell'ingiusta tassa del consorzio di bonifica.
inoltre come mai questa idea proprio l'anno prima delle votazioni? mi sa tanto di una "carnevalata" pre elettorale. cercando tuttavia di giudicare oggettivamente l'iniziativa ed apartiticmente(come piu' volte ho detto che si dovrebbe fare infatti) la ritengo tuttavia una iniziativa certamente meritevole, anche perchè in questo caso chi non viene neanche a questi incontri poi non potrà lamentarsi se non ha sottoposto problemi. il vero problema è che però è inquadrata in ambito partitico, quindi quelli dell'altro lato che fanno? serve realmente a trovare e proporre soluzioni o solo ad avvicinare nuovi elettori? comunque caro antonio nonostante queste mie perplessità la ritengo una cosa buona, per mio modesto parere. abito fuori regione e non potrò partecipare dal vivo a queste riunioni, anche perchè quando torno alla mia cittadina penso ad aiutare quest'ultima piuttosto che guardiagrele. tuttavia ritengo da sempre che se guardiagrele migliora vi saranno certamente dei vantaggi per le cittadine limitrofe e quindi, in questo senso, spero di poter dire la mia su questo blog. sarei curioso di sapere chi è che si confronta direttamente con la platea e di cosa avete parlato a marzo, in modo da poter dare anche io, sempre se lo ritieni utile, il mio contributo. un consiglio: oltre ad incontrare i cittadini per sentire i loro problemi e le loro proposte, ti chiedo di considerare anche che spesso i cittadini non conoscono molte problematiche del loro paese. per questo sarebbe cosa buona oltre ad ascoltare i problemi e a trovarne soluzioni, anche quella di proporre i problemi per sentire le soluzioni eleborate dai cittadini.

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Chiara

2009-07-06 14:58:00

Sorrido a leggere tutti questi commenti...da un lato il disprezzo del marketing politico e del "populismo" dall'altro il giudicare bella un'iniziativa che congiunge questi due fenomeni.

Guardiagrele lo avete davanti oppure no? Un frate, padre Massimo, diceva sempre che Guardiagrele ha tutti i difetti di una città pur rimanendo paese soprattutto di mentalità.
Guardiagrele è un posto dove non esiste la collaborazione diffusa...e se qualcuno la propone nella vita sociale come in quella politica viene ascoltato fino a che non lede gli interessi di altri.

Per organizzare la sfilata della miss - momento divertente ma non di certo aulico - devi prima chiederti se hai coinvolto le persone giuste...perchè l'atteggiamento spocchioso di chi ti dice "se viene caio non vengo io - ovvero tizio che si crede importante - e boicottiamo il tutto". Se con un'associazione cerchi di costruire sinergie...le altre ti boicottano...
quando ostinatamente cerchi di organizzare il tutto e trovi le miss cominciano le voci sulle raccomandazioni che le partecipanti hanno...con le madri che vengono da te che organizzi a dire che già è tutto deciso anche se tu non hai ancora organizzato la giuria.

Guardiagrele è fatta pour parler...

E se ti permetti di scrivere contro ciò che non funziona...Beh, come mi è capitato, vieni invitata in comune e rimproverata di aver espresso un parere senza contare nulla...Soprattutto quando invece forse qualcosa conti.
C'è lo spettro di chi fa qualcosa per ottenerne una carica politica e dato il mio cognome molti hanno visto delle manovre di mio padre dietro di me...
Peccato - a mio avviso - per il Paese che mio padre sia rimasto schifato dalla politica in genere e che rifiuti da anni la corte di partiti e partitini che a ridosso delle elezioni da destra a sinistra vengono a fargli la corte per averlo come primo cittadino.

ho sentito dire da un signore conosciutissimo di guardiagrele...Piervincè ma com'è che qua tutti vogliono fare i galli del pollaio e non s'accorgono che non ci stanno più galline?

Frase molto rustica ma molto esemplificativa di ciò che succede...Nessuno fa niente per niente...o almeno così pare. Io non ho mire sulla politica locale e forse proprio per questo mi sembra assurdo affossare un paese - città che è ricco di storia.

In toscana esiste un paese Malmantile molto simile a guardiagrele che sa valorizzarsi turisticamente in una modalità che nei conflitti fraticidi guardiesi non è nemmeno inimmaginabile...Che tristezza...soprattutto per chi la ama...Ho sempre sentito dire che Guardiagrele è un paese in cui convivono geni e pazzi...a me sembra amministrata politicamente solo da pazzi chiacchieroni che vantano anche le magagne che combinano.

io penso - per rispondere a pulveris - che a guardiagrele troppe cose, ben più importanti della politica (ad esempio la vita di ragazzini a cui è concesso di comprare droga, in particolare eroina, senza troppi problemi a qualsiasi ora del giorno e della notte in luoghi pubblici e visibili) vengano - seppur sapute - taciute come nel tentativo insano di lavare i panni sporchi nella nostra bellissima casa terrazza d'abruzzo dannunziana.

Fino a che non vedrò "denunciare" crimini che ledono il futuro (e sconsigliarne addirittura la denuncia), fino a che vedrò persone collassate su degli scalini e uomini e donne di una certa età che li guardano riuscendo al massimo a sussurrarre (sono dei drogati) darò per certa l'impossibilità di denunciare un'ingiustizia o un sistema di lobby...Non conviene a nessuno...e da quel poco che ho capito può essere utile solo per farsi conoscere e mangiarci un po' su.







Qualcuno vuole davvero Guardiagrele grande?

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Pulveris

2009-07-06 15:35:37

bell'intervento Chiara, un pò personale in alcuni tratti ma bello. non ho capito a cosa mi stavi rispondendo scusami. in ogni caso so benissimo che vi sono problemi ben maggiori a guardiagrele della politica(e sarebbe ora che ve ne accorgeste)ma certemente la politica di un piccolo centro questi problemi potrebbe e dovrebbe risolverli. sono d'accordo pienamente con te sulla denuncia di chi vede lo spaccio, i graffiti, gli atti vandalici, il mancato rispetto del codice della strada. tutto giustissimo, ma bisogna educare la gente, le famiglie( i genitori spesso sono i primi colpevoli)...non certo pensare sempre alla cultura "alta"(spesso pure falsa) ma umilmente pensando a risolvere i problemi veri. bella la tua domanda finale"Qualcuno vuole davvero Guardiagrele grande? " ritengo che il primo passo sarebbe convincersi che guardiagrele grande non lo è affatto ed anzi potrebbe diventarlo veramente se ci si impegnasse. finchè si ha la spocchia di grandezza mai si inizierà veramente a crescere. riguardo a tuo padre forse ho una idea di chi sia, ma stai parlando di un livello molto superiore all'attuale panorama amministrativo guardiese quindi non farlo neanche il paragone. vinceresti a mani basse.

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Angelo P.

2009-07-06 19:03:25

Graffiti, degrado urbano, droga. Realtà di un mondo occidentale e non di un centro contro le quali è un mondo intero a non far nulla. Far qualcosa contro queste piaghe non è semplice come parlarne ed io qualcosa la posso ben dire a riguardo, dato che questa situazione la denuciai nel 2006, se non erro, con un articolo su Aelion che fece scalpore e clamore. Ma come dicevo prima, parlarne è una cosa, trovare soluzioni un'altra.

Il nulla di un arrivismo senza sbocchi, di un lieto fine scontato raccontato con la scuola di vita di oggi, ovvero la fiction, il reality. Ragazzi che se non possono diventar qualcuno, fingono di esserlo, che vedono l'eccesso come unica libertà dal senso di oppressione dovuto al vivere in un mondo che non comprendono, che non li comprende e che chiede loro solo di adeguarsi e prostrarsi alla ragion di cassa.
I giovani a Guardiagrele come altrove sono l'emblema di un'intera nazione alla rovina. Gruppi estremisti di destra e di sinistra che spopolano, discoteche, rave e molto spesso anche concerti che diventano dei supermarket di ogni sballo possibile ed immaginabile. Nessuno si accorge che mentre decine d'anni fa esser "contro" poteva voler dire avere un'idea differente di vita e di società, oggi esser contro, quanto esser "in", è solo una questione di apparenze, di abitudini, di miti confezionati da un sistema che ha interesse al disfacimento di tutti coloro che non sono "inquadrabili" in un preciso modello di "normalità"?
Oggi abbiamo tossico-dipendenze da shopping, da internet, da videogames, oltre alle tradizionali. Abbiamo un presidente del consiglio che a quanto pare va a mignotte, o quantomeno le ospita per intrattenere gli amici, che non è costretto alle scuse, non si dimette, non paga e dunque da un messaggio semplice a chiunque: l'importante è avere denaro e potere: il resto è lecito ed anzi, quasi doveroso.
La politica delle tolleranze zero che attraverso un servizio, censurato, delle Iene, si è scoperta in un parlamento in parte tossicodipendente.

Bisogna leggere il quadro d'insieme dunque della società in cui viviamo e renderci conto che la televisione e coloro che da essa partono, creano la scala di valori (chiamiamola così) di generazioni intere. Quando ero ragazzino io, nel momento in cui avevo iniziato a fumare sigarette, mi davano del tossico. Nel giro di 15 anni si è capovolto tutto. Ancora oggi quando dico che non mi faccio le canne e che non amo sbronzarmi ogni volta che esco di casa, risulto "pesante".
In questo scenario ho l'impressione che la lotta tra queste piaghe ed un'amministrazione sia impari. Non abbiamo strumenti validi se non a salvare poche "anime" che poi alla fine, in effetti, si salvano da sole.
Non ci si arrende, non lo si farà mai, tanto in questo tema, tanto in molti altri. Ma se non ci sarà un cambio di "esempi", se a stare nei posti chiave non saranno personaggi esemplari, la cultura degli eccessi senza regole, della libertà d'apparenza, difficilmente potrà esser fronteggiata da una singola amministrazione, da una scuola, da una famiglia, anche se il loro apporto è fondamentale quantomeno per limitare i danni.

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Pulveris

2009-07-06 19:10:18

"Abbiamo un presidente del consiglio che a quanto pare va a mignotte, o quantomeno le ospita per intrattenere gli amici". angeluzzo, abbi pietà di me....pure sircana fu preso tra i viados, e quei due senatori del pd che tradivano le mogli a pochi passi dalla Camera? per non parlare dell'uso di droghe leggere di molti parlamentari di sinistra che vogliono liberalizzarle(e questo fa la differenza con quelli della destra che probabilmente le useranno ma almeno dicono di non volerle libere). non diamo la colpa ogni volta alla destro(o alla sinistra). la colpa in molti casi è dell'intera società e spessissimo delle famiglie..ai miei tempi due sganassoni non te li toglieva nessuno già se impennavi in bici..ora se gli dici qualcosa bene che ti va chiamano il telefono azzurro.

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chiara

2009-07-06 19:15:51

Mi riferivo al fatto che hai ragione quando dici che Guardiagrele - o chi ne parla e la rappresenta in grandi discorsi - dovrebbe prima occuparsi di ciò che realmente accade e non di dinamiche "partitiche, politiche" che risultano mastodontiche nella percezione di chi vive il paese ed ha tutto un altro tipo di problema.
Non sono abituata a ragionare su ciò che non conosco o immagino. Penso che l'impegno primario di ogni buon cittadino è misurare ciò che dice rispetto a ciò di cui è a conoscenza.
Solo partendo dal sassolino la montagna può aver senso...altrimenti è una montatura forzata...un immagine di un potere che è suggerito e ostentato...ma che risulta labile se non del tutto inesistente.
Sono pienamente d'accordo sul fatto che prima di iniziare "cantieri" politici bisognerebbe affrontare questioni sociali; coivolgere la famiglia e la scuola, i carabinieri, la chiesa, le scuole di musica, i centri sportivi, i pub...per capire chi è che davvero vive a guardiagrele e come.
Guardiagrele sarà grande quando le persone cominceranno a volere bene a ciò che offre senza ridurre tutto a un mero scopo personale. Se però succede per un concorso di bellezza è inevitabile che accada laddove esiste una figura pubblica, un potere decisionale e un portafoglio da gestire (sia economico nel senso di denaro sia di disponibilità a concedere favori).
Non paragono affatto mio padre a nessuno: 1) primo perchè non lo vorrebbe 2) perchè è una persona coerente che soprattutto politicamente ha dato un grande esempio di onestà intellettuale prima a se stesso e alla sua famiglia e poi alle tante persone che a lui si sono affidate per la gestione del nostro paese.
Citavo lui per far riflettere sulla mancanza di persone "valide" che c'è a giro...se tutti - da destra a sinistra - gli hanno fatto la corte qualcosa di viziato nel ragionare tramite partiti in un paese che vive di conoscenze c'è.
Ripeto e ribadisco ciò che Angelo sa essere per me una certezza agire nel piccolo per pensare in grande...chi ben semina ben raccoglie.

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Pulveris

2009-07-07 14:50:00

questa volta chiara vedo che la pensi come me . faccio notare due cose, permettendoti di citarti:
"Solo partendo dal sassolino la montagna può aver senso...altrimenti è una montatura forzata...un immagine di un potere che è suggerito e ostentato...ma che risulta labile se non del tutto inesistente". il punto è che, causa megaspocchia guardiese, molti sassolini si credono montagne e quindi il problema neanche se lo pongono. se poi si crede che a guardiagrele, novello olimpo, tutto sia dovuto senza neanche sforzarsi, bhè chiamarla presunzione è poco.
"qualcosa di viziato nel ragionare tramite partiti in un paese che vive di conoscenze c'è." . finalmente qualcuno che lo dice...ed è un guardiese!buon segno. toccava sempre a quelli di fuori, me compreso, dirlo.

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Antonio A.

2009-07-11 16:14:33

Proseguo il post n° 3 e rispondo a Chiara, questa volta con qualche commento.

Il 21 luglio scade il termine per l’emissione di tessere al PD valide per il congresso di ottobre e per il rinnovo degli organi dirigenti dei circoli. E a Guardiagrele, c’era da aspettarselo, è scoppiato il caos. Il presunto commissario Basterebbe – non si è mai visto alcun decreto ufficiale – ha richiesto le tessere ancora in bianco al fine di guidare lui le pratiche di adesione. Si noti che nel frattempo il Circolo ha aperto una sede in cui chi lo desideri può aderire al Partito. Pensiamo, difatti, che l’operazione di adesione debba essere il più trasparente possibile. Si aderisce perché si condividono ideali e linee guida, non per prendere parte in una guerra al più forte. Il partito delle tessere fantasma e delle truppe inquadrate agli ordini di un “caporaletto” è ridicolo, vergognoso in un sistema autenticamente democratico.

Gira voce che il gruppo Caramanico e co. sia andato reclutando fedelissimi al fine di scacciare l’attuale gruppo dirigente del PD guardiese. Spero vivamente che tale voce si dimostri del tutto priva di fondamento. Ne andrebbe del nome di Guardiagrele e, penso, sarebbe a tutto discredito dei soliti noti.

Al rifiuto di consegnare le tessere, vediamo piombare dal coordinamento provinciale una lettera di diffida a proseguire qualsiasi attività all’interno del Partito. Personalmente ho molti sospetti che i destinatari di questa lettera siano stati segnalati da Guardiagrele. Essa, difatti, è stata fatta recapitare anche a persone non direttamente dirigenti del Partito, che non avevano mai segnalato i loro recapiti al coordinamento provinciale. (Il diavolo fabbrica le pentole, ma non i coperchi).

Cosa succederà ora? Non lo so, ma di certo non ci rassegneremo a consegnare il PD nelle mani di persone che non ne condividono il manifesto dei valori, avendo espressamente osteggiato il Partito al suo nascere. È tempo che tutte le persone che credono in una politica limpida e libera da interessi personali e che si riconoscono negli ideali che hanno dato origine al PD, facciano sentire la loro voce. A Guardiagrele è necessario cambiare rotta e mettere da parte logiche di potere fine a se stesso. Non è possibile che un gruppo di persone si senta in diritto di non rispondere a nessuno delle proprie scelte e dei propri comportamenti. E’ giunto il momento di una politica veramente partecipata in cui sia saldo il principio della corresponsabilità.


Cara Chiara, hai ragione i problemi di Guardiagrele sono tanti, alcuni drammatici. Non posso che apprezzare il tuo grido dinanzi alle tante situazioni di disagio umano e sociale. Certo, qualcosa di buono si sta facendo da parte di più soggetti, Assessorato, Associazioni, Parrocchie, singoli cittadini. Ma la strada è lunga. Mi permetto di dissentire da te su un punto, quello in cui fai una distinzione tra agire politico e lotta a queste emergenze. Penso, difatti, che la lotta a queste emergenza sia la prima questione politica. Ma si tratta di una politica in senso alto, fatta di dialogo, ascolto, incontro e, ti assicuro, è quella politica che vogliamo costruire nel “Cantiere”. Uno dei nostri prossimi incontri sarà proprio sulle problematiche che hai sollevato. Ti aspettiamo! Porta il tuo contributo. So bene che, nonostante la giovane età, hai già una buona dose di esperienze che possono essere messe a frutto.

E’ importante, però, che ricordiamo sempre, tutti, anche a prescindere dai nostri schieramenti politici, che si può fare una politica altra e alta, libera dai giochetti di potere e dagli arrivismi personali. E’ tempo di rimuovere le vecchie macerie e di iniziare a costruire la Guardiagrele di domani.

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Pulveris

2009-07-12 15:53:44

pd, tessere, caporaletti, circoli...politica politica e politica...fatti concreti in questo post ne ho visti pochi. francamente solo chiara ha proposto qualche cosa di fattivo...il resto sono chiacchiere da alta politica in una cittadina piccola piccola. fate un pò come volete, il paese è il vostro. ma mi viene da piangere certe volte francamente.

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chiara

2009-07-13 12:48:38

Gentilissimo Antonio, aver ragione sui problemi di guardiagrele è troppo semplice. Io ho 27 anni e per quanto giovane ho visto cambiare le modalità con cui si festeggia un capodanno o si passa una serata d'estate. Non che io - come le persone della mia età - sia stata "lontana" da tentazioni di trasgressioni...ma il timore (che attualmente chiamo rispetto) di sapere che c'è qualcuno a casa ad aspettare il mio rientro mi ha salvata da tutta una serie di tentazioni che da adolescenti è difficile rifuggire per propria coscienze.
Io non sto gridando all'allarme...Io sto costantando l'omertà di una cittadina dove tutto si sa ma poco si fa. Per me è semplice...sono lontana...all'apparenza sto puntando il dito...ma tanto per guardiagrele come per il resto del mondo mi sono stufata di sentire parole, discorsi ed intenzioni...quando poi non siamo noi a scegliere per il nostro futuro ma una frase tipo "sono cose troppo grandi per affrontarle subito"...Io mi chiedo quando.

Aver paura di denunciare dei fatti, delle cose viste perchè poi chissà cosa potrà accaderti non è cosa buona e giusta...sapere che le forze dell'ordine non intervengono perchè devono prendere il pesce grande...può essere una procedura ma non elimina la rabbia del vedere sapendo cosa accade,

bisogna creare comunità...ma in questo posto diventa davvero difficile come se il successo di uno fosse la rovina degli altri anche se poi ci sono vantaggi in ciò che accade, per tutti.

Basti pensare all'esperienza del Bolognino, della Torre Longobarda...Alfredo Scogna è una persona che ha fatto tanto per guardiagrele, per creare comunità, tradizione, eventi...sono tutti in attesa del bolognino...per poi sparlarne appena possono...però ci sono tutti...Ma Alfredo chi ci pensa? Qualcuno dell'Amministrazione o delle Associazioni si impegna a chiamarlo se viene rievocato Modesto Della Porta del quale ha composto un cd?
Angelo stesso ha fatto molto per questo paese eppure viene strumentalizzato - a volte nel bene altre nel male - sia per la sua musica che per questo blog.
Eppure ha fatto molto - e di ciò sono orgogliosa - per rendere visibile l'emozione di chi vive e cresce a guardiagrele...Un posto dal quale cerchi di scappare prima con la testa, poi con le scarpe...e se non ce la fai...beh sembra sempre che tu sia pronto a farlo.
Parliamo dei ragazzi che hanno messo su emergency o degli uomini di ogni leva - che seppur defunti - hanno messo su uno stesso palco persone dai 13 ai 50 anni tutte insieme in onore di un uomo che sa cos'è la libertà.
Io, nel mio piccolo, essendo poco presente e dando poco fastidio non ho ricevuto negli ultimi anni critiche, anzi per Miss Guardiagrele ho trovato la fiducia di negozianti e ragazze...ma chissà quante cose vengono dette su di me...che io non so...e che rimangono - per fortuna - fuori dalla mia vita.

Guarduiagrele ha necessità di etichettare, stereotipare senza conoscere...e allora le persone trovano difficoltà se uno è di centro - sinistra ma chiede qualcosa che non sia il pd o è di centro - destra e non adora baerlusconi...

Io, come dici, ho un po' di esperienza di comunicazione politica. Circa un anno fa ho scritto a tutti i parlamentari per chiedere loro come fare a trovare un posto di lavoro per la mia specializzazione "Marketing politico elettorale".
Mi hanno risposto due senatori, entrambi pd, uno da sempre di centro - sinistra l'altro da poco arrivato ma con scuola democrazia cristiana. Sono stata ricevuta al Senato della Repubblica per sentirmi dire: la tua tesi è interessante, le tue idee potrebbe essere sviluppate in testi di linguaggio politico, ma sei donna, sei giovane, sei abile...dovresti iscriverti al pd, candidarti nel tuo paese, vincere e non avresti problemi a campare di rendita...perchè le persone intelligenti devono schierarsi...non fare gli studiosi!"

Ho lavorato anche nel centro destra, precisamente in Forza Italia - grande motivo di litigio con Angelo - lì ti fanno lavorare...Poi se sei bravo ti chiedono di schierarti...ma la devozione a silvio è necessaria...perchè - purtroppo - lo prendono sul serio anche quando ti raccontano di come affronta le "questioni" del partito. A chi gli chiedeva - suo consigliere - come mai in un partito che celebra la libertà non ci fosse modo di esprimere preferenze per i propri rappresentanti silvio placidamente risposndeva: ma sei venuto ad angosciarmi per una questione ideale? che vuoi per smetterla con questa menata di principio? Europa, roma o Azienda? dimmi che vuoi ma basta con questo discorso.

Trattative commerciali per non perdere tempo che nel suo caso è sommamente denaro

Ecco perchè mi scervello a leggere articoli, ad ascoltare parole che stringendo i pugni e le fila del discorso mi ricordano che ai vertici ci sono persone che c'assomigliano e che fino a quando non siamo noi i primi a pretendere qualcosa vivranno - come suggeritomi - di rendita senza doveri perchè noi rinunciamo ai nostri diritti.

Che poi la politica si occupi di queste cose è solo una conseguenza della gestione di una realtà... Ma non esiste politica di integrazione se tutti dicono "ormai ci sono solo albanesi"...che problema c'è? finita la rivalità con orsogna bisogna trovare qualcuno di altro con cui prendersi a offese?

E i primi a stupirsi della loro presenza sono proprio quelli che affittano loro le case o che li sottopagano per fare i muratori o le badanti...che non invitano alle feste dei loro bambini quei compagni di classe che si sa sono albanesi.

Io l'hanno scorso ho invitato nella giuria di miss guardiagrele una bella donna albanese...lei per prima è rimasta sconvvolta da questo invito...,ma - dopo molto insistenza mi ha fatto il piacere di unirsi alla nostra giuria...Ho goduto quando molte signore si chiedevano come mai un'albanese facesse parte della giurua di Missi Guardiagrele...La risposta è semplice...anche solo per una sera lei ha scelto di condividere il suo essere guardiese che di solito le è per stereotipo ed abitudine completamente negato.

Che poi di soggetti pericolosi ce ne sono...è accertato che i guardiesi, non sono da meno...
concludo con l'invito ad essere concreti il più possibile. Io il mio contributo cerco e posso darlo...ma essere profeta fuori patria è una scelta troppo scontata. Bisogna cercare esempi che amino la vita e che per essa abbiano la forza e il coraggio di vivere sempre con la sofferenza di chi osserva questo mondo e se ne duole. Forse non crederà di averlo cambiato...ma avrà fatto già l'impossibile.

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chiara

2009-07-13 12:55:18

scusate gli errori ma mi è difficile - ostinazione mentale - rileggere quello che scrivo e correggerlo prima di pubblicarlo...troppo istintiva per partecipare a questa piazza...cercherò di essere più puntuale nella revisione dei miei articoli.
buona giornata
Chiara

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Pulveris

2009-07-13 17:21:53

bella disamina chiara. troppa politica di mezzo, ma se i tuoi studi sono quelli giustamente sei rivolta a quel settore. condivido quasi tutto di quello che dici.il bello nei nostri paesi della vallata del foro è stato, da sempre, il pettegolezzo. è il pettegolezzo che proteggeva, che permetteva ai genitori di sapere, al vicino di sfottere, all'invidioso di offendere...ma era sempre questo che faceva comunità, che difendeva dall'esterno e che accoglieva chi voleva integrarsi. se un albanese di origine si ritiene guardiese e fa tutto per esserlo, per me chiamarlo albanese è inutile...perchè è in realtà un guardiese. piuttosto chiamerei albanesi i guardiesi nati qui che nulla sanno e nulla fanno per la loro terra(e sono molti). io da pochi anni vivo nelle marche, altra realtà e credemi, altro livello di vita(ebbene, inferiore, che ci crediate o no). qui se fai una cosa bene o male non importa niente a nessuno, se la fai dalle nostre parti invece se la fai bene ti dicono male, se la fai male..pure. tra i due atteggiamenti preferisco sempre il secondo. non bisogna mai arrendersi se si sa di essere nel giusto e nella legalità. non sarebbe la prima volta che qualcuno venga capito molti anni dopo.

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chiara

2009-07-15 17:34:30

per riflettere un po'

il Tempo del populismo che non va demonizzato
Quando il populismo serve alla democrazia (e non deve essere demonizzato)
Galli Della Loggia Ernesto
(12 luglio 2009) - Corriere della Sera


È possibile fare una ragionata difesa del populismo pur restando nell' alveo dei principi democratici, anzi magari proprio in nome di quei principi? Penso di sì. Penso cioè che oggi, in Europa, il populismo, o ciò che così viene chiamato, non sia altro, nella sua essenza, che un' ovvia reazione alla crisi proprio di quei principi, alla loro mancata traduzione in pratica da parte dei regimi che pure si dicono democratici. E dunque che esso, benché in certe condizioni possa avere effettivamente contenuti anche molto negativi, non sia però quel fenomeno da demonizzare sommariamente come invece fa gran parte del pensiero politica della sinistra, liberal, «democrat» o marxista che sia. La quale, come spesso le capita, è spinta a nascondere a se stessa le proprie inadeguatezze e le proprie sconfitte non solo negando ogni ragione al suo avversario, ma dipingendolo altresì come il male irrimediabile. Oggi il «populismo» è diventato il nuovo male assoluto che la sinistra vede agire sul palcoscenico della storia occidentale, e con la categoria di «populismo» essa tende ad etichettare ogni fatto sociale che le si rivolga politicamente ed elettoralmente contro. Fondamentalmente il populismo vuole essere la voce (soprattutto la voce di protesta) dei molti contro i pochi, dei «piccoli» contro i «grossi» - insomma del «popolo», come dice il suo etimo, cioè del demos. La sua radice è dunque la stessa della parola democrazia, e in più di un senso un quid di populismo ha costantemente accompagnato i momenti alti della storia della democrazia. Precisamente perché voce dei molti e dei piccoli contro i pochi e i «grossi», esso è destinato a ravvivarsi nei periodi di crisi economica, specialmente di crisi finanziaria. L' alta finanza, infatti, è popolarmente percepita da sempre come una sorta di chiusa conventicola, emblema del big business internazionale, i cui interessi sarebbero sostanzialmente contrapposti a quelli delle piccole e medie imprese industriali o commerciali, considerate invece più legate alla realtà nazionale. Nulla di più naturale dunque che una crisi come quella attuale, nata per l' appunto come crisi della dimensione mondiale del capitalismo finanziario, con il relativo emergere di fenomeni impressionanti di speculazione e di corruzione, diffonda un' ondata di populismo. Il quale, come di consueto, si esprime nella forma di un generale sentimento di discredito nei confronti dell' intero establishment, incluso quello politico in tutte le sue componenti, a cominciare da quelle socialdemocratiche. Le recenti elezioni europee ne sono state una clamorosa conferma. Questo è il punto chiave della denuncia che abitualmente si fa del populismo: proprio il fatto che esso si rivolga anche, o magari soprattutto, contro la sinistra è addotto come prova del suo carattere intimamente reazionario. Non ci si chiede tuttavia se ciò non sia per caso la conseguenza di qualcosa di molto profondo che è cambiato negli ultimi due-tre decenni nella sostanza delle forze di sinistra europee, e il cui effetto si è aggiunto a quello della crisi economica, per l' appunto alimentandone ancora di più gli esiti populistici. La conseguenza del fatto, per esempio, che le sinistre sono divenute parte integrante del sistema di comando politico e non solo; che esse ormai ne ispirano in larghissima misura l' ideologia e i valori dominanti specie di tipo culturale; che esse, infine, hanno spesso condiviso in modo sostanziale le politiche economiche liberistiche e pro-globalizzazione entrate ora in crisi. In tutta Europa, insomma, la sinistra rappresenta da tempo, a pieno titolo, il potere non meno della destra. Ma proprio perché ciò è quanto mai contraddittorio rispetto alla sua identità tradizionale e alla retorica con cui essa tuttora si autorappresenta, è naturale che quando come oggi il potere è messo tutto sotto accusa, è percepito nel suo insieme come inadeguato e inefficace, è allora naturale, dicevo, che sia la sinistra quella che finisce per pagare il prezzo più alto. Non per nulla il populismo è solito fare la sua comparsa precisamente quando gli attori politici tradizionali non sembrano più in grado di soddisfare le domande che si levano dalla società. Il populismo è innanzi tutto il sintomo di un' inadeguatezza profonda dei gruppi dirigenti tradizionali. Sono comprensibili, d' altra parte, i motivi per cui esso non gode di buona fama. Sono almeno due. Il primo è che, a differenza delle due grandi tradizioni ideologiche della nostra cultura politica (quella illuministico-liberale e quella illuministico-marxista) esso non si colloca dentro alcuna filosofia della storia. Il populismo non interpreta né il mondo né la storia, non profetizza dove vada l' uno o l' altra (proprio perciò non dà nessuna soddisfazione agli intellettuali speculativi, ma semmai a quelli immaginativi e passionali, ai Pasolini per capirci): esso si limita ad avere delle radicate antipatie, al massimo dei nemici. Di conseguenza - secondo motivo - esso sfugge in modo inquietante alla divisione destra/sinistra su cui da due secoli si fonda tutto il nostro discorso politico. Il populismo, infatti, è per sua natura un sentimento politicamente «informe», stenta a trovare una qualsivoglia «forma» politica e semmai tende a diventare protesta contro la politica, cioè qualunquismo: che ovviamente il mercato politico tradizionale non sa come maneggiare. Sono proprio la sua elementarietà intellettuale, la sua avversione verso l' alta finanza, verso il big business e il big government, gli elementi che spiegano come il populismo non possa che riscuotere l' avversione dei gruppi sociali che nelle nostre società detengono il monopolio dell' opinione accreditata. Ma se è vero che di populismo non si può vivere - anzi alla lunga si può morire - non è meno vero che una democrazia, se vuole essere davvero il governo del popolo, ha bisogno di una certa dose di populismo: in un quadro di regole, certamente, le quali però non devono diventare il paravento ideologico del dominio di fatto delle oligarchie, non devono servire a sbarrare il passo a nuove idee, a nuove forze, a nuovi valori. Il diffondersi di sentimenti e atteggiamenti populisti cui si assiste oggi in Europa è la prova che è accaduto invece proprio questo: una progressiva chiusura oligarchica delle democrazie liberali di cui è testimonianza indiscutibile la ormai riconosciuta incapacità dei loro sistemi scolastici di produrre la mobilità sociale che producevano un tempo. Le democrazie liberali sono andate sempre più sclerotizzandosi e richiudendo su se stesse intorno al dominio sociale di strutture di potere detentrici insieme dell' autorità politica, dell' egemonia economica e dell' influenza culturale: all' insegna di un' integrazione/complicità che è la vera causa della crescente impotenza innovatrice della politica, e dunque del suo discredito. Un' integrazione/complicità che ha trovato anche la sua ideologia di riferimento: quella del «politicamente corretto» che ormai regna sovrana su tutto il discorso pubblico occidentale, specie europeo. Ma non saranno certo le parti essenziali di tale ideologia - la valutazione positiva di ogni internazionalismo con relativa fiducia nella sua efficacia, l' accreditamento immediato di ogni moda all' insegna del modernismo culturale, il sostegno ad ogni «diritto» all' insegna dell' individualismo fruitorio, l' espansione degli apparati di ogni tipo con crescente delega agli «esperti», l' ostracismo preventivo e derisorio comminato a qualunque critica - non sarà certo nulla di tutto ciò a sbarrare la strada al populismo. È più probabile, temo, che ne rappresenti invece un sempre nuovo alimento

28

Pulveris

2009-07-15 17:45:48

chiara però, fai interventi piu' brevi;-)...batti me e angelo messi insieme...mica mi posso prender 2 ore di permesso per leggere i tuoi post ogni volta!? ;-)

29

Pulveris

2009-07-15 17:46:19

chiara però, fai interventi piu' brevi;-)...batti me e angelo messi insieme...mica mi posso prender 2 ore di permesso per leggere i tuoi post ogni volta!? ;-)

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chiara

2009-07-15 18:09:21

Caro Pulveris...so che non puoi farlo...ma se lo farai...te ne sarò grata!
Siccome Angelo è un po' latitante nel darci altri spunti di riflessione mi sono permessa di osare con questo articolo - sostanzioso - ...non farina del mio sacco...quindi potrei esonerarti dal leggerlo..ma sarebbe un peccato.
cercherò di essere più concisa:-) (ma non sempre le promesse fatte per garantirsi un'audience vengono rispettate!).
a presto
Chiara

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Pulveris

2009-07-15 18:31:42

ti giuro che hoi cominciato a leggerlo...ma non è che mi ha frenato la lunghezza, ma il fatto che fosse uncopia incolla e non tuoi pensieri, altrimenti avrei letto volentieri. angelo latita ultimamente, sicuramente sarà impegnato ad organizzare qualche evento musicale. scrivi scrivi tranquilla. al massimo mi leggo tutto durante le ferie :-)

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